
Cantico della Scomparsa
un progetto di Opera Popolare
di Giorgio Pesenti e Elena C. Patacchini
con Giorgio Pesenti
Un canto per la sopravvivenza. Un grido collettivo che chiede di trasformare il dolore in visione e la visione in azione.
Descrizione
“A New York si gela, ci farebbe comodo un po’ di riscaldamento globale.“
Donald Trump
Cantico della Scomparsa nasce come atto artistico e civile.
Che fare di fronte all’apatia, alla rimozione, al cinismo? Resta solo da cantare la nostra fine, o possiamo ancora unirci, riconoscere la nostra fragilità e – in un gesto collettivo – tentare di scongiurare un destino non ancora scritto?
Uno spettacolo di teatro musicale che mette in dialogo scienza e politica, passato e futuro, corpo e tecnologia. Un canto per la sopravvivenza che chiede di trasformare il dolore in visione e la visione in azione. Una riflessione sul lutto della coscienza ecologica, sulla perdita di fiducia nell’azione collettiva, sull’urgenza di ritrovare un linguaggio comune per dire la crisi del pianeta.
Un’elaborazione del lutto che non immobilizza ma restituisce: una morte che diventa rigenerazione, un attraversamento necessario per riattivare la capacità di sentire, comprendere, immaginare. Cantico della Scomparsa è un manifesto per un domani anti-specista e anti-antropocentrico, in cui l’essere umano torna in ascolto del vivente, della materia e delle forze invisibili che lo circondano.
La scrittura musicale del Cantico è poliforme, al confine tra spettacolo e concerto, sviluppata in stretta interdipendenza con il testo e articolata in quadri giustapposti senza soluzione di continuità. I materiali nascono da una rilettura del repertorio storico – dal barocco alla tradizione sette-ottocentesca del requiem fino al popolare – e si affidano prevalentemente a strumenti a tastiera (pianoforte, piano toy, keytar, sintetizzatori) e all’elettronica, intrecciando un pensiero compositivo contemporaneo al linguaggio teatrale dello spettacolo.
L’universo sonoro si articola in tre dimensioni in dialogo. La musica dal vivo, eseguita dal performer su strumenti acustici o elaborati in tempo reale. Un habitat acusmatico cangiante e a tratti immersivo, fatto di suoni registrati e rielaborati: un paesaggio sonoro che segue – e a tratti determina – il ritmo dello spettacolo. Infine la voce d’attore, concepita come strumento musicale scritto in partitura ma più imprevedibile e indomabile degli altri: oscilla tra recitazione, linea melodica e ricerca timbrica, lavorando sulle potenzialità della voce naturale tra melodie frammentate, ritmi complessi e timbri manipolati dall’elettronica.
Bio
Giorgio Pesenti

È diplomato con lode in Regia alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi ed è assistente di Daniele Abbado e di Francesco Micheli. Ha lavorato al Teatro alla Scala di Milano, al Teatro La Fenice di Venezia, al Teatro Comunale di Bologna, al Teatro Valli di Reggio Emilia, al Teatro Petruzzelli di Bari e al Teatro Donizetti di Bergamo. È tra i fondatori di Opera Popolare, progetto di ricerca musicale e teatrale in spazi non convenzionali, e dello spettacolo R., ispirato al Rigoletto di Verdi. Ha curato la messa in scena della prima esecuzione italiana di Kiki de Montparnasse di Mannucci presso il Conservatorio Cantelli di Novara, della Serva Padrona di Pergolesi e di Bastiano e Bastiana di Mozart per il Piedicavallo Festival al Teatro Regina Margherita e al Ridotto del Teatro Civico di Vercelli e al Teatro Viotti. In collaborazione con l’Orchestra Sinfonica di Milano ha curato il progetto e la regia dei Pianeti, spettacolo sull’opera di Holst e di Gustav e la leggenda del bosco incantato, su sinfonie di Mahler. Ha curato la regia di Idiota di Jordi Casanovas e di Harry di Seong-hyeon Jeon all’interno della rassegna Teste Inedite, in collaborazione con il Seul Institute of Arts e l’Accademia di Belle Arti di Brera.
Ha conseguito con il massimo dei voti il diploma accademico di II livello in pianoforte nella classe di Maria Grazia Bellocchio al Conservatorio Donizetti di Bergamo. Si è esibito come solista, alla Palazzina Liberty di Milano, al Museo Teatrale alla Scala, alle Fonderie Napoleoniche, al Foyer del Teatro Donizetti di Bergamo, al Palazzo Ducale di Mantova, alla casa Armena di Milano, nella Sala delle Vedute di Palazzo dei Pio a Carpi e alla Sala Piatti di Bergamo. È laureato con lode e dignità di stampa nel Corso Magistrale di Culture Moderne Comparate all’Università degli Studi di Bergamo, con una pubblicazione sul regista teatrale Milo Rau.
Elena C. Patacchini

Autrice ed esperta di comunicazione. Si dedica per oltre un decennio alla creazione e all’implementazione di strategie di comunicazione nei settori dell’innovazione sociale e culturale e in campo artistico (in particolare, musica e teatro). Segue progetti in tutta Italia e in Europa. Ha pubblicato racconti per la collana Compagnia Extra della casa editrice Quodlibet e per altri editori italiani. Nel 2018 pubblica il suo primo romanzo “52 hertz – Manuale d’istruzioni per anima danneggiata”. Laureata in Economia e diplomata Autore Teatrale alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano..
Biglietti
| Data | Ora | Costo | Link di acquisto |
|---|---|---|---|
| 08/10/2026 | 20:30 | Presto in vendita |
Riduzioni
Iscritti Unimore > 50%
Under 30 > 30%
Amici dei Teatri > 20%
Over 65 > 15%
Altre riduzioni
Crediti
un progetto di Opera Popolare
di Giorgio Pesenti e Elena C. Patacchini
con Giorgio Pesenti
scene e costumi Giulia Bruschi e Riccardo Mainetti
progetto sonoro e sound design Pietro Micheletti
audio, video e lighting design Matteo Castiglioni
produzione Centro Teatrale Mamimò – in collaborazione con Festival Aperto / Fondazione I Teatri Reggio Emilia – con il sostegno di MiC e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”
Partner

Fondatori



Con il sostegno di


