
Arto Lindsay – The Ghost of Unity
Nuovo progetto
Scriviamo canzoni, registriamo canzoni e suoniamo canzoni. Raramente le suoniamo nello stesso modo in cui le abbiamo registrate. Di norma improvvisiamo sopra e attorno alle canzoni, ma le canzoni sono sempre là, per noi e per voi. Si potrebbe dire che estendiamo le canzoni, che le apriamo per farvi entrar luce, o per farvi soffiare attraverso un vento oscuro.
Descrizione
In The Ghost of Unity, un coro e un gruppo di fiati ci aiuterà a estendere queste canzoni. Ma non sempre desideriamo che voi comprendiate il modo in cui l’orchestrazione a volte si slega da ciò che stiamo suonando. Il coro ci seguirà o ci guiderà? I fiati ci imiteranno o adotteranno un approccio più seducente, o più aggressivo?
Il suono è un movimento dell’aria, viaggia sempre attraverso lo spazio, ma in questo caso creeremo delle scorciatoie, posizionando gli altoparlanti nel cuore del teatro, dietro di voi e davanti a voi. Ciò che sarà insieme più intimo e più intrusivo. Un gioco di parole bilingue può aiutare a comprendere cosa proponiamo e come procederemo.
Stampaggio – usare una matrice o uno stampo per creare versioni ripetute di una forma.
Stampede – l’impeto sconsiderato di un gruppo di animali o di una folla.
Da qualche parte tra queste due parole troviamo la nostra performance. La distribuzione dei nostri altoparlanti e l’attivazione di un suono tramite un altro forniscono uno stampo attraverso il quale la nostra musica si diffonde impetuosa.”
Arto Lindsay (Rio de Janeiro, dicembre 2025 e aprile 2026)
Bio
Arto Lindsay

Arthur Morgan “Arto” Lindsay nasce in Virginia nel 1953 ma cresce tra gli Stati Uniti e il Brasile per via del lavoro dei genitori. Considerato uno degli intellettuali della musica rock, artisticamente è influenzato dal tropicalismo di Caetano Veloso e Gilberto Gil, dal free jazz e dalla musica sperimentale statunitense.
Arto si affaccia sul panorama musicale quando all’inizio degli anni Ottanta fonda, insieme al tastierista Peter Scherer, la band dance-pop Ambitious Lovers. Il primo album della band è Envy, del 1984, disco dal ritmo elegante che bilancia perfettamente le tendenze rumoriste dell’artista e le influenze della musica tradizionale brasiliane. Envy viene seguito da Greed nel 1986 e Lust nel 1991.
Durante gli anni Novanta Lindsay si lascia coinvolgere ancora di più dalla corrente musicale brasiliana ed inizia a collaborare con luminari del genere come Tom Zè, Marisa Monte e Joao Gilberto che lo portano a pubblicare il primo album sotto il suo unico nome. Rilascia Aggregates 1-26 nel 1995 che si presenta come una collezione di brani d’avanguardia che si affermano come lo standard per il genere rumorista. Arto rilascia il lavoro successivo, Mundo Civilizado per la Bar/None Records, etichetta con cui collaborerà fino al 1998.
Lindsay diventa il primo artista a pubblicare album con l’etichetta discografica di Ani Difranco, la Righteous Babe. Inizia con The Prize nel 1999 a cui seguono Invoke nel 2002 e Salt nel 2004, tutti presentano la sua distintiva sintesi di musica brasiliana e giri di chitarra avant-garde.
Gli anni successivi sono un susseguirsi di collaborazioni, dal contributo all’album di debutto degli Anarchist Republic of Bzzz, all’esibizione a Rio de Janeiro con il batterista jazz Paal Nilssen-Love nel 2013.
Nel 2014 Arto rilascia per Ponderosa Music & Art Encyclopedia of Arto, contenente un doppio disco di cui uno con materiale già noto e uno di esibizioni live. Tre anni più tardi, ispirato dal trasferimento in Brasile, rilascia – sempre per Ponderosa Music & Art – Cuidado Madame. Si tratta del primo album di inediti in dieci anni e Lindsay si avventura nell’esplorazione dei ritmi associati alla religione brasiliana del Candomblé.
Biglietti
| Data | Ora | Costo | Link di acquisto |
|---|---|---|---|
| 31/10/2026 | 20:30 | Presto in vendita |
Riduzioni
Iscritti Unimore > 50%
Under 30 > 30%
Amici dei Teatri > 20%
Over 65 > 15%
Altre riduzioni
Crediti
Arto Lindsay chitarra elettrica, voce
Melvin Gibbs basso elettrico, elettronica
Stefan Brunner spazializzazione del suono, elettronica
??? Percussioni
Icarus Ensemble:
Mirco Ghirardini clarinetto soprano, clarinetto basso, clarinetto contrabbasso, sax soprano
Sofia Gatti sax contralto
Pietro Vecchi sax tenore
Tiziano Bianchi tromba, flicorno
Christian Rebecchi tromba, flicorno
Pietro Martino tromba, cornetta
Coro interculturale di Reggio Emilia – Gaetano Nenna direttore
coproduzione Festival Aperto / Fondazione I Teatri Reggio Emilia – Angelica | Centro di Ricerca Musicale, nell’àmbito di OO | Opere Oltre
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