
The Gathering Project
prima italiana
Sabato 19 Settembre – ore 11:00
Sabato 19 Settembre – ore 14:00
Sabato 19 Settembre – ore 16:00
Sabato 19 Settembre – ore 17:30
Sabato 19 Settembre – ore 18:45
Teatro Municipale Valli, Teatro Ariosto, Piazza Prampolini
coproduzione Festival Aperto / Fondazione I Teatri – Reggio Emilia, LAC Lugano Arte Cultura
Dal Mediterraneo, con il corpo. Una giornata che inizia con una colazione libanese e finisce con una festa in piazza aperta alla città . Tutti invitati
Programma
Ridotto del Teatro Municipale Valli
ore 11.00 Tra pomodori rossi e menta – grande colazione libanese
ore 14:00 Workshop con Omar Rajeh
Palcoscenico del Teatro Ariosto
ore 16.00 Ghida Hachicho Prelude to violence (45’)
ore 17.30 Sala Verdi Hamdi Dridi Soul(s) Power (ca 50’)
Piazza Prampolini
ore 18.45 Omar Rajeh Dance People
Descrizione
C’è un mare al centro di tutto. Non come sfondo, ma come pensiero: come spazio di incontri, di culture che si sono sempre parlate — anche quando la storia faceva di tutto per dividerle. The Gathering Project apre il festival con una giornata intera dedicata al Mediterraneo e alle sue voci artistiche, in una successione di momenti in spazi diversi, dentro e fuori i teatri.
Si comincia la mattina con The Big Lebanese Breakfast, colazione aperta a tutti: un gesto semplice e insieme politico, che mette la convivialità al centro e dice subito in che direzione va questa giornata. Si finisce in piazza — in Piazza Prampolini — con Dance People di Omar Rajeh, performance partecipata in cui il confine tra chi guarda e chi danza tende a dissolversi, e il pubblico è invitato a entrare nel movimento, non solo a osservarlo. In mezzo, due spettacoli molto diversi tra loro ma entrambi capaci di parlare con urgenza di quello che siamo e di quello che facciamo agli altri e a noi stessi.
Prelude to Violence di Ghida Hachicho è un lavoro di matrice documentaria sui meccanismi della violenza collettiva — come si forma, come si diffonde, come il corpo ne diventa strumento e vittima.
Soul(s) Power di Hamdi Dridi — coreografo tunisino trapiantato a Montpellier — è invece un’immersione gioiosa e fisica tra danza urbana e contemporanea, con Dridi che agisce insieme come danzatore, DJ e sound designer, trascinando il pubblico in un universo dove la musica e il movimento sono strumenti di stare insieme.
Omar Rajeh, libanese-francese, è uno dei coreografi più riconoscibili nel panorama internazionale della danza politicamente impegnata: fondatore di Maqamat e del BIPOD – Beirut International Platform of Dance, il suo lavoro attraversa il Mediterraneo da due decenni, intrecciando corpi, spazi e domande di potere. Dance People, la sua creazione più recente, è stata presentata all’Edinburgh International Festival ed è finalista del FEDORA – Van Cleef & Arpels Dance Prize 2025. A Reggio Emilia arriva in prima italiana, in coproduzione con Festival Aperto e Fondazione I Teatri.





Bio
Ghida Hachicho

Ghida Hachicho è un’artista, coreografa e scenografa con sede a Beirut. Lavora con diversi media, tra coreografia e installazione. La coreografia si espande oltre il corpo danzante, non solo come pratica estetica, ma anche come insieme di processi sociali e storici di organizzazione dei corpi, delle loro relazioni e della loro disposizione nel tempo e nello spazio.
Hamdi Dridi

Hamdi Dridi danzatore tunisino, nasce nell’hip hop tra strade e tetti di Tunisi. Il suo percorso attraversa grandi nomi della danza contemporanea fino al CNDC di Angers. Nelle sue creazioni unisce gesto operaio, memoria personale e impegno politico. Premiato ad Avignone, esplora il corpo come spazio di resistenza e collettività . Una ricerca potente tra radici, rivoluzione e movimento.
Omar Rajeh

Omar Rajeh è coreografo e ballerino, fondatore e direttore artistico di Maqamat. Dopo essersi stabilito in Libano nel 2002, nel 2020 si è trasferito a Lione, continuando a creare, andare in tournée e sviluppare progetti tra il Libano, la Francia e a livello internazionale.
Attraverso più di venti opere coreografiche presentate sui principali palcoscenici internazionali, Rajeh sviluppa una pratica che mette in discussione la politica degli incontri e delle relazioni. Egli considera lo spazio come una composizione vivente di significati: il modo in cui è organizzato, occupato e negoziato modella la natura delle relazioni. La sua recente produzione Dance People (2025) rappresenta una pietra miliare nel suo percorso: un’opera impegnata e festosa che sfida le strutture di potere e coinvolge il pubblico in una situazione coreografica condivisa, dove la partecipazione diventa un modo per ripensare la presenza, la gerarchia e l’incontro.
Al centro del suo approccio c’è il maqam, una pratica di composizione e creazione istantanea nel momento. Si tratta di un processo continuo di piegatura, crescita e divenire che organizza lo spazio attraverso le relazioni piuttosto che attraverso la forma. Il MAQAM si avvicina al corpo come una costellazione vivente di centri mutevoli e un’architettura emergente di impulsi interni.
Essi interagiscono per plasmare lo spazio in tempo reale. Il suo fondamento risiede in un approccio concettuale e fisico che concepisce il corpo come «multi-corpi»: una costellazione di centri di significazione in costante dialogo. La danza va oltre la forma e l’intelletto, espandendosi in un viaggio attraverso i canali sensoriali, dove il movimento si dispiega al di là della rappresentazione, verso la generazione di situazioni di urgenza ed esistenza. Il corpo è in costante processo di organizzazione, accumulo e divenire.
Il lavoro artistico di Rajeh è inseparabile dagli ecosistemi culturali che ha avviato e sostenuto. Ha fondato BIPOD – Beirut International Platform of Dance, una delle principali piattaforme di danza contemporanea nel Levante, e ha co-fondato la rete Masahat, che mette in contatto artisti e organizzazioni in tutto il mondo. Ha avviato Takween, un programma di formazione intensiva, e Moultaqa Leymoun, una piattaforma che sostiene coreografi giovani e affermati attraverso l’accompagnamento, la visibilità e lo scambio.
Nel 2017 ha fondato Citerne Beirut, un centro coreografico e culturale pionieristico in Libano. Dopo il suo smantellamento forzato nel 2019, ha creato Citerne.live in Francia: una piattaforma digitale dedicata alla circolazione artistica, alla documentazione delle pratiche e a nuove forme di incontro tra artisti, strutture e pubblico.
Per il suo contributo alla cultura, è stato insignito dal Ministero della Cultura francese del titolo di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres.
Biglietti
| Data | Ora | Costo | Link di acquisto |
|---|---|---|---|
| 19/09/2026 | 11:00 | Presto in vendita | |
| 19/09/2026 | 14:00 | Presto in vendita | |
| 19/09/2026 | 16:00 | Presto in vendita | |
| 19/09/2026 | 17:30 | Presto in vendita | |
| 19/09/2026 | 18:45 | Presto in vendita |
PROMO CARNET: carnet di 3 spettacoli a € 15 (disponibile solo in biglietteria) compresi di colazione
Riduzioni
Iscritti Unimore > 50%
Under 30 > 30%
Amici dei Teatri > 20%
Over 65 > 15%
Altre riduzioni
Crediti
Ghida Hachicho Prelude to violence
Hamdi Dridi Soul(s) Power
Omar Rajeh Dance People
coproduzione Festival Aperto / Fondazione I Teatri – Reggio Emilia, LAC Lugano Arte Cultura
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