
Naghash ensemble
Musica che viene da lontano. E per questo arriva ovunque
Descrizione
Tutto comincia nel 2006, in un tempio antico in Armenia. Il compositore armeno-americano John Hodian sente per la prima volta la voce del soprano Hasmik Baghdasaryan risuonare tra le pietre di Garni, e decide che non può fare altro: deve scrivere musica per quella voce. Da quell’incontro nasce il Naghash Ensemble — e una delle esperienze musicali piĂą inclassificabili e necessarie della scena contemporanea.
Il punto di partenza è il corpus poetico di Mkrtich Naghash, sacerdote e poeta armeno del XV secolo che trascorse anni in esilio e lasciò sedici poemi: meditazioni sul rapporto con Dio, sulla perdita, sull’identitĂ dispersa nel mondo. Hodian li ha messi tutti in musica, costruendo un linguaggio che attraversa mondi diversi: c’è la spiritualitĂ del canto popolare armeno, c’è la musica classica contemporanea, il post-minimalismo, il jazz, persino il rock. Strumenti antichi come il duduk, l’oud e il dhol convivono con il pianoforte senza che nessuno suoni fuori posto.
Il risultato è musica che — come ha scritto la radio tedesca BR Klassik — “non si riesce a dire se sia antica o nuova, straniera o familiare, occidentale o orientale, semplice o complessa. Una musica che sfugge a ogni etichetta.” Tigran Mansurian, il piĂą grande compositore armeno vivente, l’ha definita semplicemente “il suono dell’antica Armenia reinventato per il XXI secolo.”
Sul palco del Teatro Ariosto salgono tre voci femminili, il duduk, l’oud, il dhol e il pianoforte di Hodian. Un ensemble che ha girato il mondo e che nel live trova il suo habitat naturale.



Bio
Naghash ensemble

L’ensemble Naghash combina la spiritualità terrena del folk armeno, la musica classica contemporanea, il post-minimalismo contemporaneo con l’energia del jazz e del rock. Tre brillanti cantanti e alcuni tra i migliori suonatori Armeni di Duduk, Oud, Dhol e Pianoforte suonano una musica moderna, basata sui testi sacri composti dal mistico compositore e sacerdote Armeno medievale Mkrtich Naghash. Composte dal compositore Armeno-Americano John Hodian, le “Canzoni d’esilio” dell’Ensemble Naghash sono una profonda meditazione sulla relazione uomo-dio, vista dal punto di vista di un sacerdote costretto all’esilio per diversi anni. Parte Musica Folk, in parte Classica e profondamente struggente.
L’idea per The Naghash Ensemble è nata quando ho sentito per la prima volta Hasmik Baghdasaryan cantare in un antico tempio pagano fuori Yerevan, in Armenia. Stava cantando musica  armena medievale e la sua voce era sbalorditiva. Ad aggiungere un velo magia c’era l’acustica unica del tempio. Il suono mi ha accompagnato per giorni dopo e ho deciso di scrivere qualcosa che avrebbe utilizzato questo suono in un modo nuovo.
Avevo un’idea chiara del tipo di musica che volevo creare per la voce di Hasmik, ma ci sono voluti anni per scoprire il testo giusto. Ho trascorso mesi a fare ricerche nelle biblioteche di Yerevan, New York e Berlino. Quando finalmente mi sono imbattuto in un piccolo frammento del poeta armeno medievale Mkrtich Naghash, le parole sono balzate fuori dalla pagina e mi sono entrate nell’anima. Sapevo di aver trovato il mio testo. Essendo a Yerevan in quel periodo, sono riuscito a rintracciare le restanti 14 poesie. Dopo essermi tormentato su quale di questi testi usare, ho deciso che li avrei musicati tutti.
Naghash era prima di tutto un sacerdote e la sua poesia derivava dai suoi sermoni. Di particolare interesse per me erano i bellissimi testi di Naghash che avevano a che fare con la difficile situazione del “Ghareeb”, o esiliato, qualcuno senza patria. Essendo di origine armena e nipote di sopravvissuti al genocidio, il triste stato del Ghareeb era qualcosa con cui potevo relazionarmi. Sebbene scritti nel 1500, è sorprendente quanto i testi di Naghash siano attuali in questi tempi difficili.
Grazie alla perseveranza e alla fortuna, sono riuscito a riunire alcuni dei migliori musicisti e cantanti in Armenia. Tutti hanno una profonda conoscenza della musica popolare e spirituale armena, ma si sono formati al Conservatorio e sanno suonare o cantare qualsiasi cosa. Insieme abbiamo trascorso innumerevoli ore a provare, esibirci e viaggiare in tutta Europa. Ogni membro porta qualcosa di veramente unico al suono del Naghash Ensemble e continuo a essere stupito dalle loro abilitĂ trascendentali, sia come musicisti che come esseri umani.
— John Hodian
Biglietti
| Data | Ora | Costo | Link di acquisto |
|---|---|---|---|
| 03/10/2026 | 20:30 | Presto in vendita |
Riduzioni
Iscritti Unimore > 50%
Under 30 > 30%
Amici dei Teatri > 20%
Over 65 > 15%
Altre riduzioni
Crediti
Hasmik Baghdasaryan soprano
Tatevik Movsesyan soprano
Shahane Zalyan contralto
Harutyun Chkolyan duduk
Aram Nikoghosyan oud
Tigran Hovhannisyan dhol
John Hodian pianoforte e composizione
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