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I Teatri di Reggio Emilia

I Teatri di Reggio Emilia

Fondazione I Teatri Reggio Emilia

Biglietteria (si apre in una nuova finestra)

Nederlands Dans Theater • NDT 2

«Quando la libertà incontra i confini, l’universo invita le mosche a eliminare le barriere. Siete tutti invitati» (Nadav Zelner)

An untold story, Nadav Zelner

Nel secondo lavoro di Nadav Zelner per NDT 2, la sua passione per la danza e la musica si fonde in una coreografia complessa che ispira il virtuosismo artistico dei ballerini. Le sue produzioni di danza combinano meravigliosi mondi immaginari pieni di immagini inaspettate, influenzati dalla cultura popolare e supportati da un occhio attento al design e all’orecchio per la musica. Il lavoro esamina e celebra la vita, anche quando non è facile da digerire. Ci permette di sperimentare il ricco linguaggio percussivo del movimento che Zelner ha sviluppato e affinato, e offre scorci sulla creazione di un nuovo stile di danza che invita il pubblico in un mondo audace e delizioso pieno di meraviglia.

PROGRAMMA DI SALA

Nederlands Dans Theater 2

«NDT2 – scrive The Guardian –fratello minore di uno dei più importanti ensemble europei di danza contemporanea, il Nederlands Dans Theater, è cresciuto negli ultimi 35 anni fino a diventare un vero e proprio campione d’incassi».

Fondato nel 1959, il Nederlands Dans Theater (NDT) è un’importante compagnia internazionale di danza contemporanea dedicata alla ricerca e alla creazione di nuove opere. Alla ricerca dell’innovazione, l’NDT collabora con eccezionali artisti internazionali della danza e di altre discipline, mostrando una diversità di voci e prospettive. NDT è un catalizzatore per il futuro della danza, coltivando la creatività e sostenendo danzatori e creatori in tutte le fasi della loro carriera, portando la danza di altissimo livello a un vasto pubblico nei Paesi Bassi e in tutto il mondo, e fornendo eccezionali opportunità di ricerca e di sviluppo del talento per la prossima generazione di artisti professionisti della danza.
NDT 1 è una compagnia di 28 artisti virtuosi e versatili che propongono coreografie innovative create in collaborazione con creatori di fama mondiale. NDT 2 funge da ponte tra gli artisti emergenti e quelli a metà carriera, fornendo un ambiente di supporto ai giovani danzatori per sviluppare ulteriormente la loro pratica, immergendosi in numerose collaborazioni con una serie di coreografi sia emergenti che affermati.

 

Marcos Morau

Il coreografo e regista teatrale Marcos Morau (Spagna, 1982) ha una formazione in fotografia, movimento e teatro. Da più di dieci anni lavora con La Veronal come regista, coreografo e designer di scene, costumi e luci. Inoltre, è stato artista ospite di compagnie e teatri di tutto il mondo, sempre con un attento equilibrio tra arti performative e danza.
Morau è stato il più giovane vincitore del Premio Nazionale di Danza in Spagna e le sue creazioni sono state premiate con numerosi riconoscimenti, sia in patria che all’estero. È artista associato allo Staatsballett di Berlino, dove ogni anno debutta una nuova creazione in una delle più grandi compagnie d’Europa.

Nadav Zelner

Nato a Ramla, in Israele, Nadav Zelner (1992) ha scoperto fin da piccolo l’amore per la danza e l’ascolto della musica. Al liceo è nata la sua passione per la coreografia. Dopo essersi formato presso la Kibbutz Contemporary Dance Company, ha lavorato instancabilmente per formare e sviluppare un linguaggio e una tecnica di danza unici.

Zelner ha creato lavori per compagnie di danza di tutto il mondo, come la Staatsoper Hannover, la Batsheva Dance Company, Introdans e la Gauthier Dance Company. Oltre all’amore per la danza, è appassionato di cinema e ha creato diversi cortometraggi di danza, uno dei quali ha ispirato il regista dell’Eurovisione israeliana del 2019. Zelner ha contribuito a coreografare una parte importante del concept di quell’anno.

I giovani elementi che compongono la NDT2 sono tra i più ambiziosi e talentuosi, si cimentano e sperimentano il lessico di coreografi affermati a fianco all’espressione di   giovani talenti, imparano a reagire rapidamente ai diversi linguaggi,  tecniche e metodi di lavoro, e aspirano per lo più ad entrare, dopo questa esperienza, in quella che è ampiamente considerata come la più prestigiosa compagnia di danza contemporanea in Europa, la NDT.

Giulia Clai, Teatro.it

Crediti

FOLKÅ
coreografia Marcos Morau
assistenti alla coreografia Nuria Navarra, Shay Partush
direttori delle prove Lydia Bustinduy, Ander Zabala
musica Nuova composizione e sound design di Juan Cristobal Saavedra.
Nuove composizioni: Condividiamo La Luna e Whisper, con assistenza vocale di Kim Sutherland. Il Coro Bulgaro di Londra diretto da Dessislava Stefanova: Mor’f Elenku, trad.; Izgreyala Yasna Zvezda, trad. arrangiamento da Dessislava Stefanova; Razbolyal Se E Mlad Stoyan di Kiril Todorov.
luce Tom Visser
decor Marcos Morau
costumi Silvia Delagneau

AN UNTOLD STORY
coreografia Nadav Zelner
musica Ionica Minune: Barbu Lǎutaru, Electrecord. Henry Ernst (aka Adrian Sical) / Fanfare Ciocarlia: Doina Si cintec, Balaseanca De 8 Or, Piranha. Taraf de Haïdouks: Dumbala Dumba, Rustem, Cintece De Jale, Crammed Discs. Taraful Ciuleandra: Hora Staccatto / Ciocarlia, ARC Music Productions Int. Ltd. Robert Schumann, Daniel Barenboim: Kinderszenen Op.15:7. Traumerei, Deutsche Grammophon GmbH, Berlin.
disegno luci Avi-Yona Bueno (Bambi)
decor Eran Atzmon
costumi Maor Zabar
editor del suono Matan Onyameh

Partner

Fondatori





Con il sostegno di





Laura Faoro
CAMERA D’ARIA

La musicista re-inizia la sua giornata nel suo doppio beckettiano, una Winnie pifferaia di nuvole, in una prigione di illusioni vuote come camere d’aria e alle prese con un proprio fantasma, uno strano danzatore-mimo che pare uscito da un quadro di Magritte. Nello spazio onirico il tempo si curva, i suoni si distorcono e le certezze si slabbrano… meglio restare, aggrappati a un miraggio, o staccare la presa? Articolato secondo una struttura a cornici concentriche, lo spettacolo intreccia musica, danza, mimo e recitazione, facendo dialogare i mondi visivi e sonori di Beckett, Kagel e Magritte, in un’unione inedita tra teatro dell’assurdo, teatro strumentale, Tanz Theater e pittura surrealista. Nella cornice più esterna, spazio del reale, l’ossessivo training giornaliero di una musicista ormai anziana è portato in scena collegando due opere affini per contesto drammaturgico, il raro pezzo teatrale Atem (Respiro) di Mauricio Kagel e la pièce video altrettanto rara Nacht und Traume di Samuel Beckett. Ma, caduta addormentata, la musicista sprofonda in un viaggio onirico che la trasforma in un proprio, surreale alter ego teatrale, la Winnie di Giorni Felici: così, ricomincia il suo training stavolta con le parole di Beckett, in uno scomodissimo “recitar suonando” dentro un’assurda pila di camere d’aria, ironici contenitori dei chili di fiato spesi negli anni a inseguire la felicità e l’amore. Tuttavia non è più sola, ma è affiancata da uno strano personaggio, detto “la cara anima”, un puppet con movenze da mimo, buffo e sinistro con cui ha un misterioso, ossessivo legame. Giorni Felici di Beckett è dunque riletto in chiave onirica e surreale, tra black comedy e ironia tragica, come trigger per far affiorare la vera natura del rapporto tra la musicista e la cara anima. La cornice più interna dello spettacolo propone così, attraverso un archetipo universale, una riflessione sulle strategie di “respirazione” che ciascuno sceglie per vivere, dentro quante e quali pile di “camere d’aria” ci rifugiamo come alibi o difesa per combattere l’apnea del vuoto di senso.
Cosa sono veramente per noi queste camere d’aria? Sono spazi fisici, persone, ricordi?
Guardando nell’io inconscio dei nostri sogni come in un calembour surrealista, è possibile scoprirlo, perché – messi di fronte a questo specchio segreto di ossessioni e tabù – possiamo forse trovare una via di accesso ai nostri strappi più inconfessabili. Ma solo affrontando questo riflesso di noi più crudo e sincero, mettendoci dentro mani e corpo, potrà forse accadere un atto autentico di liberazione, come vera accettazione del nostro esistere. 

Laura Faoro

Laura Faoro è una flautista e performer milanese specializzata nel repertorio contemporaneo; premiata con due Stockhausen Prize consecutivi (2019 e 2022), vincitrice del Premio Cultura Donatella Giudici 2023 conferitole da NoMus, svolge una ricca attività musicale e performativa internazionale, spaziando tra generi e linguaggi. È da dieci anni autrice di progetti intermediali volti a valorizzare la musica d’oggi nelle interconnessioni con le altre arti performative, che hanno ricevuto diversi riconoscimenti e apprezzamenti in ambito sia musicale che teatrale. www.laurafaoro.it

Lara Guidetti

Lara Guidetti, ha studi di acrobatica a livello agonistico e recitazione teatrale. Nel 2006 fonda la compagnia Sanpapié di cui è direttrice artistica, coreografa ed interprete. Firma, per la compagnia, le coreografie di 30 opere e più di 40 performance presentate in tutta Europa, Cina, Arabia Saudita. E’ artista associata del festival MilanOltre. Parallelamente al lavoro con Sanpapié, lavora come coreografa ed interprete nel campo del teatro, della danza e della musica collaborando con importanti registi.  https://www.sanpapie.com/chi-siamo/ 

Lorenzo Pagliei

Lorenzo Pagliei è compositore (edito da Ricordi), musicista elettroacustico, pianista e direttore d’orchestra. Accanto alla composizione scritta o acusmatica, persegue molteplici forme di collaborazione con artisti d’altri ambiti (danzatori, scultori, poeti, registi, video-artisti) come compositore/esecutore di musica elettroacustica. Dal 2009 è compositore in ricerca all’Ircam, dove ha inventato i Geecos, strumenti elettroacustici con i quali l’interprete può controllare la sintesi del suono in tempo reale attraverso gesti delle mani su particolari superfici in legno di liuteria. www.lorenzopagliei.com

Crediti
concept, drammaturgia e regìa Laura Faoro 
con
Laura Faoro flautista e performer (la musicista / Winnie)
Lara Guidetti (compagnia Sanpapié) coreografa, danzatrice e mimo (la cara anima)
Lorenzo Pagliei musicista elettronico, regìa del suono, composizione, elaborazioni live

in collaborazione con Festival Spirito del Tempo | Teatri del Suono d’oggi, terza edizione 2024 – in coproduzione con MMT

Partner

Fondatori





Con il sostegno di





Simona Bertozzi • Nexus

Simona Bertozzi

Coreografa, danzatrice e performer, Simona Bertozzi è laureata al Dipartimento delle Arti, della Musica e dello Spettacolo dell’Università di Bologna. Una delle pioniere delle rivoluzioni dell’arte coreutica novecentesca, Loïe Fuller, è stata l’oggetto della sua tesi di laurea.

Da giovanissima, si è formata in ginnastica artistica e danza classica, per poi approfondire lo studio della danza contemporanea in Italia e in diversi Paesi, tra cui Francia, Spagna, Belgio e Inghilterra.
Numerose le sue collaborazioni come interprete, tra gli altri con i coreografi Tomas Aragay (cia Societat Doctor Alonso-Spagna) e, dal 2005 al 2010, con Virgilio Sieni. Inizia l’attività di coreografa nel 2005, con un percorso di ricerca e produzione lavorando con danzatori e performer professionisti, ma anche con bambini, adolescenti e amatori, con richiedenti asilo e con giovani immigrati di seconda generazione.
Simona Bertozzi pratica una danza in cui la coreografia costituisce un territorio di accadimenti, un sistema complesso abitato dal corpo, risultante di pratiche, pensieri e discipline che rendono la creazione una entità stratificata, in dialogo con il presente.
Nel 2007 vince il concorso coreografico GD’A (Giovani Danzautori dell’Emilia Romagna) e nel 2008 fonda la Compagnia Simona Bertozzi | Associazione Culturale Nexus.

Negli anni i progetti hanno ottenuto sostegni e ospitalità da parte di importanti circuiti regionali, italiani ed europei, mediante coproduzioni e residenze coreografiche con circuitazione nazionale e internazionale.
Nel 2008 è la coreografa italiana selezionata per il festival Aerowaves, The Place Theatre (Londra) e nello stesso anno con il solo Terrestre prende parte al progetto internazionale Choreoroam, sostenuto da British Council/The Place, Dansateliers/Rotterdam e Bassano Opera Festival.

Con il collettivo Gemelli Kessler (Simona Bertozzi, Marcello Briguglio, Celeste Taliani) vince Il Coreografo Elettronico 2009 come miglior produzione indipendente con il lavoro di video danza: Terrestre-movement in still life. Nel 2012 il collettivo si occupa della creazione di I was wondering, opera di video danza realizzata per il centenario della nascita di Michelangelo Antonioni.
Negli anni si sono consolidate importanti collaborazioni con artisti e studiosi tra cui: Francesco Giomi direttore artistico di Tempo Reale, Enrico Pitozzi e Cristiana Natali docenti dell’Università di Bologna, Egle Sommacal musicista e chitarrista dei Massimo Volume, Angela Baraldi attrice e cantante e Tabea Martin coreografa e danzatrice con cui ha co-creato This is my last dance lavoro che ha avuto una importante circuitazione europea tra cui gli Swiss Dance Days.

L’idea è quella di rivelare l’aspetto poetico e l’insita creatività del gesto atletico valorizzandone la costitutiva esattezza in un’apertura alla molteplicità coreografica che passa attraverso la trasmissione di un codice relazionale.

Emanuela Zanon, Juliet Art Magazine 

Crediti
concept e coreografia Simona Bertozzi
Preparazione vocale e direzione coro Meike Clarelli
Danzatrici Arianna Brugiolo, Federica D’Aversa, Paola Drera, Valentina Foschi con atlete, ex atlete e donne del territorio
musiche originali Meike Clarelli, Davide Fasulo
costumi Katia Kuo
curatela Ariadne Mikou
organizzazione Miriana Erario
ufficio stampa Michele Pascarella

con il patrocinio di Comune di Reggio Emilia
in collaborazione con Fondazione per lo Sport del Comune di Reggio Emilia

Partner

Fondatori





Con il sostegno di





Bauci. Circo delle città invisibili

Le Città Invisibili si trasformano da parola in installazioni scenografiche, abitate dagli artist* di circo e attraversate dagli spettator*, per un’esperienza immersiva, itinerante e partecipata che abbia come orizzonte drammaturgico l’opera di Calvino.

Se consideriamo la relazione corpo / oggetto la matrice del circo contemporaneo, l’obiettivo di questo spettacolo partecipato è rimettere in discussione le coordinate spaziali attraverso l’utilizzo di luoghi e oggetti insoliti, molto diversi dagli attrezzi propriamente circensi, per trasformare la relazione tra artista e spettatore in un’esperienza artistica dialogica e proteiforme.

Bauci è un raffinato spettacolo in cui il circo contemporaneo costruisce un ponte tra reale e utopia, facendosi creatore di una narrazione evocativa come quella di Calvino, che ci apre lo sguardo su quello che è, quello che potrebbe essere e quello che vorremmo che fosse il nostro mondo.

Quattrox4

Quattrox4 è un centro per il circo contemporaneo a Milano. La sua azione è riconosciuta dal Ministero della Cultura all’interno del FNSV e si declina in diversi ambiti di intervento: programmazione, produzione, formazione, promozione, studi e ricerca di settore.
Attivo dal 2011 come un luogo di scambio e incontro per la pratica di circo, Quattrox4 accoglie corsi di circo per tutte le età. Nel 2017 nasce FUORI ASSE, rassegna internazionale di circo contemporaneo a Milano, ideata per collocare il circo sulla scena contemporanea delle arti performative, in linea con i modelli europei di Francia, Belgio e Svezia.
A livello produttivo Quattrox4 investe in progetti di creazione multidisciplinare. Ha co-prodotto PIANI IN BILICO (2018), DALL’ALTO (2018), LA RANA E LE NUVOLE (2019), GRETEL (2021), assolo di circo contemporaneo di Clara Storti, e 9 GESTI (2022). Nel 2020 ottiene la curatela della componente circo all’interno dello spettacolo SAMUSÀ di Virginia Raffaele, per la regia di Federico Tiezzi. Negli anni ha collaborato con importanti realtà italiane: Romaeuropa Festival, Triennale Milano, Palazzo Grassi, I Teatri di Reggio Emilia, Milano Musica, Festival della Valle d’Itria.
Dal 2017 Quattrox4 partecipa a numerosi convegni in Italia e all’estero, cura lezioni di storia e critica del circo contemporaneo in università e scuole superiori in Italia. È parte di numerosi network nazionali e internazionali, tra cui IETM, EASTAP, C.Re.S.Co., Talea Circo, ETRE, Circosfera, Quinta Parete.

Crediti
regia e scenografia Clara Storti
performer Danilo Alvino, Lucia Granelli, Luca Lugari, Luca Torrenzieri
sound / light designer Flavio Cortese
costumi Anna Kemp
voce registrata Ulisse Romanò
direttore di produzione Filippo Malerba
produzione Quattrox4 Circo ETS
coproduzione Associazione Sosta Palmizi
con il contributo del Ministero della Cultura – Progetti Speciali 2023 Circo e
Jeune Cirque National

sponsor Play Juggling
Un ringraziamento speciale a BAM – Biblioteca degli Alberi Milano e Romaeuropa Festival

In collaborazione con

Partner

Fondatori





Con il sostegno di





Centre Chorégraphique National de Nantes
Ambra Senatore

Ambra Senatore

Ambra Senatore, coreografa e performer italiana di Torino, è direttrice del Centre Chorégraphique National de Nantes dal 2016. La sua danza si trova in quel luogo tenue tra la costruzione dell’azione, la finzione della ripetizione e la verità della presenza. Alla base di tutto il suo movimento c’è il quotidiano, “osservato con la lente d’ingrandimento”, che lei sposta, inverte, fino a rendere il gesto romanzato, fino a rendere la danza teatralizzata.

L’elemento umano attraversa tutto il mio lavoro. Cerco una danza che incontri le persone e proponga un rapporto, lasciando spazio alla fragilità, al dubbio, al senso critico, alla condivisione e all’umorismo.

Ambra Senatore

Crediti
coreografia Ambra Senatore in collaborazione con gli interpreti
in scena Youness Aboulakoul/ Philippe Lebhar, Pauline Bigot, Pieradolfo Ciulli, Matthieu Coulon Faudemer / Louis Chevalier, Lee Davern, Olimpia Fortuni, Chandra Grangean, Romual Kabore, Alice Lada, Antoine Roux-Briffaud, Marie Rual, Ambra Senatore
musiche originali Jonathan Seilman
luci Fausto Bonvini  
musiche originali Jonathan Seilman
produzione Centre Chorégraphique National de Nantes  
coproduzione Le Théâtre, Scène Nationale de Saint-Nazaire; Théâtre de la Ville de Paris; le lieu unique, Scène nationale de Nantes; KLAP Maison pour la danse in corealizzazione con ZEF, scène nationale de Marseille; DSN, Scène nationale de Dieppe. 

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Fondatori





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Catherine Gaudet

Compagnie Catherine Gaudet

La Compagnie Catherine Gaudet è stata fondata a Montreal nell’agosto 2019 con Catherine Gaudet come direttore generale e artistico. Il suo repertorio è composto da diversi pezzi brevi e da sei opere di danza più lunghe: L’invasion du vide (2009), Je suis un autre (2012), Au sein des plus raides vertus (2014), La très excellente et lamentable tragédie de Roméo et Juliette (2016), Tout ce qui va revient (2018) e L’affadissement du merveilleux (2018). Prodotti a Montreal, sono stati presentati a livello locale e internazionale, in particolare in Danimarca, Francia, Belgio, Germania e Stati Uniti, oltre che in prestigiosi festival come il Festival TransAmériques – FTA (Montreal), la Biennale di Lione, il Festival Tanz im August (Berlino) e il Théâtre National de Chaillot (Parigi).

Condividere la complessità significa anche affidarsi a una prospettiva distaccata, ma questo non ci impedisce di tracciare una linea di demarcazione, storicamente validata, tra potere ingiusto e resistenza legittima.

Catherine Gaudet

Crediti
Coreografia Catherine Gaudet
Musica Antoine Berthiaume
Assistente drammaturgo e direttore delle prove Sophie Michaud
Disegno luci Hugo Dalphond
Costumi Marilène Bastien
Prodotto dalla Compagnie Catherine Gaudet
Coprodotto da Festival TransAmériques; Agora de la danse; Centre Chorégraphique National de Caen; Réseau CanDance (Toronto); Centre national des Arts (Ottawa); Harbourfront Center (Toronto); DLD-Daniel Léveillé Danse

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Comune di Reggio Emilia Provincia di Reggio Emilia Gruppo Iren

Con il sostegno di

Ministero Beni Culturali Regione Emilia-Romagna Fondazione Pietro Manodori

Certificazioni

ISO 9001Ente di accreditamento Accredia

Fondazione I TEATRI - Piazza Martiri del 7 luglio, 7 - 42121, Reggio Emilia - tel 0522 458811 - P.IVA 01699800353 - CF 91070780357

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