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I Teatri di Reggio Emilia

I Teatri di Reggio Emilia

Fondazione I Teatri Reggio Emilia

Biglietteria (si apre in una nuova finestra)

Eleonora Strino 4et

Eleonora Strino

Eleonora Strino è riconosciuta dalla critica come uno dei giovani talenti più promettenti della scena jazzistica internazionale. La rivista  internazionale di jazz “Jazz Guitar Today” le ha dedicato la copertina del numero di febbraio 2020, dopo i servizi dedicati a musicisti del calibro di Peter Bernstein, Kurt Rosenwinkel, John Scofield e altri grandi chitarristi della scena attuale.
Il 23 marzo è uscito in tutto il mondo il suo libro didattico “Bebop Scales for Jazz Guitar”. È stato pubblicato dall’editore musicale “Fundamental Changes”, che Amazon descrive come “il più importante editore musicale indipendente del mondo”.

Nel maggio 2023 è uscito il suo primo album come bandleader, registrato dal vivo a Berlino nel novembre 2021, insieme a due leggende del jazz: Greg Cohen al contrabbasso e Joey Baron alla batteria. L’album si intitola “I Got Strings” ed è stato prodotto dalla rinomata etichetta discografica italiana Cam Jazz.
Ha presentato l’album al Blue Note di Milano in trio con Jason Brown e Darhyl Hall.
Eleonora ha all’attivo numerose collaborazioni con alcuni dei migliori musicisti jazz e mantiene un attivo programma di concerti internazionali. Ha tenuto tournée e masterclass in Brasile, nelle Isole Canarie, in Nord America, in Europa e in tutta Europa.

È membro stabile del quartetto di Dado Moroni, prodotto dall’Auditorium Rai; del quartetto di Emanuele Cisi con l’attore Filippo Timi, prodotto dalla Warner Bros; del trio di Greg Cohen e del gruppo “The Great Guitarist” con Ulf Wakenius e Martin Taylor. (Il gruppo è stato fondato nel ’73 da Barney Kessel, Charlie Byrd e Herb Ellis, e lei è la prima donna a farne parte).
Oltre alla carriera concertistica, è attivamente impegnata nell’insegnamento. Ha condotto workshop e seminari presso il Conservatorio di San Salvador in Brasile, l’Hemu (Conservatorio di Losanna) in Svizzera, il Conservatorio Pierre Cochereau di Nizza, Francia, il Conservatorio di Tirana in Albania e il Conservatorio Taller de Músics di Barcellona.

Crediti
chitarra, voce Eleonora Strino
piano Claudio Vignali
contrabbasso Giulio Corini
batteria Zeno De Rossi

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Andrea Molino
Il Popolo giusto vuole la neve

 La frase «il Popolo giusto vuole la neve» si trova su un’ormai illeggibile targa di un edificio nel cuore di Borgo Emilio, al numero 13 di vicolo Venezia, e mi sembra raccogliere in sé non solo un’affascinante testimonianza storica ma anche, in modi diversi, una sorta di genius loci della città di Reggio Emilia e dei suoi abitanti, fino a oggi – con tutto ciò che da allora è cambiato.

Lo scorso aprile abbiamo quindi attraversato la città, dall’esterno verso il centro, toccando alcuni dei suoi luoghi più significativi. Le varie fasi di questo percorso sono state concepite e composte in intima relazione con i diversi luoghi e situazioni della città, non in modo descrittivo ma essenzialmente “teatrale”, nel senso più ampio del termine. Borgo Emilio ne é forse il cuore, ma anche altri luoghi come la periferia multiculturale di via Turri, il grande capannone delle Officine Reggiane, il magnifico, inquietante Palazzo Masdoni e infine piazza Martiri e il Teatro Valli come punto di arrivo ci hanno permesso di disegnare un ritratto della città senza temerne la complessità e senza cercare di risolverne le contraddizioni.

Il linguaggio audiovisivo è qui un elemento compositivo e drammaturgico a tutti gli effetti; la videocamera diventa anch’essa uno strumento musicale e teatrale, affiancando con pari dignità voci e strumenti e offrendo loro appassionanti possibilità di articolazione della narrazione. Le sequenze registrate nella prima fase del progetto costituiscono l’ossatura sulla quale si appoggia lo spettacolo dal vivo, che si intreccia con esse in uno stretto dialogo musicale e in un continuo rimando di relazioni teatrali e temporali. Nella parte finale le immagini video e l’azione musicale dal vivo condividono lo stesso luogo, il Teatro Valli, che diventa quindi in qualche modo il portatore di tutte le storie che abbiamo raccontato lungo il nostro percorso.

Andrea Molino

Andrea Molino

Andrea Molino, compositore e direttore d’orchestra, è nato a Torino. Ha studiato a Torino, Milano, Venezia, Parigi e Friburgo. Vive a Parigi e Zurigo. Con la Pocket Opera Company di Norimberga ha realizzato tra l’altro the smiling carcass (1999) e Those Who Speak In A Faint Voice (2001), primi esempi del suo interesse verso un teatro musicale innovativo e intermediale.

Direttore artistico di Fabrica Musica dal 2000 al 2006, ha realizzato tra l’altro CREDO allo Staatstheater Karlsruhe e alla Stazione Termini di Roma per il Summit dei Premi Nobel per la Pace; ha poi inaugurato il Queensland Music Festival a Brisbane. WINNERS ha debuttato al Brisbane Festival per poi essere presentato a Parigi al Centre Pompidou. La prima di un Temps vécu, ou qui pourrait l’être ha avuto luogo nel 2008 a Le Fresnoy. Nel 2009 alla Basilica dei Frari di Venezia ha diretto Of Flowers And Flames con l’Orchestra della Fenice nell’evento di gala del World Venice Forum. Nel 2012 ha presentato Three Mile Island allo ZKM a Karlsruhe (Music Theatre Now Award 2013). L’opera – qui non c’è perché – è andata in scena nel 2014 al Teatro Comunale di Bologna e nel 2015 a deSingel di Anversa per Vlaamse Opera (XXI Opera Festival). Nel novembre 2021 a Palazzo Madama a Torino è andato in scena il progetto The Garden of Forking Paths, primo utilizzo pubblico della piattaforma SWARMS, sviluppata con il Centro di Ricerche RAI di Torino; l’installazione Il senso del luogo – Montepulciano ha accompagnato l’edizione 2022 del Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano. La prima di La vérité, pas toute, per 32 voci, 8 percussioni, elettronica e video live è avvenuta nel luglio 2023 al Chigiana International Festival a Siena.

Progetti recenti come direttore d’orchestra comprendono la prima di Melancholia di Mikael Karlsson alla Royal Swedish Opera a Stoccolma, l’inaugurazione del Chigiana International Festival a Siena con Coro e Voci di Luciano Berio, il progetto New York Stories con la Sydney Symphony Orchestra, Wozzeck di Berg con la regia di W. Kentridge e Il Naso di Sostakovic con la regia di B. Kosky alla Sydney Opera House e la prima di The Cellist di Cathy Marston alla Royal Opera House a Londra. Per Opera Australia aveva già diretto tra l’altro Kròl Roger con la regia di K. Holten (Green Room Award 2018), Carmen, Tosca, La Bohème (Gala di Capodanno 2015 alla Sydney Opera House) e Un Ballo in Maschera (con la regia di Àlex Ollé). Al Teatro La Fenice di Venezia ha tra l’altro inaugurato la stagione sinfonica 2010 con la prima mondiale del Requiem di Maderna (CD Stradivarius 2022, Premio Abbiati) e la Biennale Musica 2005 con Surrogate Cities di Heiner Goebbels.

Ha diretto l’Orchestra del Maggio Fiorentino, l’Orchestre Philharmonique de Bruxelles, la Badische Staatskapelle Karlsruhe, i Bochumer Symphoniker, la Sydney Symphony, la Melbourne Symphony e la Queensland Symphony Orchestra, la BBC SSO di Glasgow, la Royal Swedish Orchestra, la Malmoe Opera Orchestra, l’Orchestre National du Capitole de Toulouse, l’Orchestre National de Lyon tra l’altro all’Edinburgh International Festival, Konzerthaus di Vienna, Berliner Festspiele alla Berliner Philharmonie, Tchaikovsky Hall a Mosca, Sydney Festival, Queensland Music Festival, Brisbane Festival, Copenhagen Opera Festival, Beijing Opera House, Teatro Comunale di Bologna, Teatro dell’Opera di Roma, Théâtre du Capitole de Toulouse, Opéra national de Nancy, Staatstheater Darmstadt, RomaEuropa Festival. Le sue registrazioni sono pubblicate in CD e DVD tra l’altro da Stradivarius, Milano, ECM, Monaco, Naïve, Parigi e ABC Classics, Sydney. Le sue composizioni sono pubblicate da RAI Com, Nuova Stradivarius e Ricordi.

Crediti

musica, video Andrea Molino
percussioni Simone Beneventi
tromba Tiziano Bianchi
clarinetto Mirco Ghirardini
ensemble AltreVoci
Laura Bersani flauto – Roberta Gottardi clarinetto – Jonathan Chazan sax – Yoko Morimyo viola – Nicolò Nigrelli violoncello – Rocco Castellani contrabbasso – Marco Pedrazzi pianoforte – Paolo Grillenzoni percussioni
ghironda Paolo Simonazzi
contastorie Stefano Enea Virgilio Raspini
Graffito realizzato presso Binario 49 da PsikoPlanet
basi elettroniche in video “Camminata”, “Stazione FS” e “Martiri” di Tiziano Bianchi
pezzi per ghironda in video “Piva in Piazza del Popolo Giusto / Lev” (ed. Felmay) di Paolo Simonazzi
poesia “Elogio della gallina” di Pierluigi Tedeschi

Un ringraziamento speciale a ragazze/i e cittadine/i di Via Roma e di Via Turri, Reggio Emilia; il loro coinvolgimento è stato possibile grazie alla collaborazione di Marco Appiotti (ViaRomaZero), di Claudio Melioli (Binario 49), delle operatrici e operatori di Spazio Raga e dell’Ufficio Politiche giovanili del Comune di Reggio Emilia.
Si ringrazia per la concessione delle location di ripresa: società Reggiane Parco Innovazione (Capannone 15A), avv. Giorgio Bertolani (Palazzo Masdoni), Rete Ferroviaria Italiana (Stazione di Reggio Emilia).
Troupe di ripresa: Alessandro Grisendi editing video e programmazione live – Marco Noviello operatore video – Andrea Morselli fonico riprese audio – Andrea Mafrica operatore video

nuova commissione e prima assoluta

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nuvolario
Music for 18 musicians

PROGRAMMA DI SALA

Office for a Human Theatre [OHT] 

Office for a Human Theatre [OHT] è lo studio di ricerca fondato da Filippo Andreatta, il cui lavoro si occupa di paesaggio e di politica personale sottilmente affrontata nello spazio pubblico e privato.  OHT scardina la gerarchia della visione e dell’ascolto realizzando spettacoli, performance e installazioni in contesti urbani e non; ha raggiunto i ghiacci del 79° parallelo nord per leggere Frankenstein attorno a un fuoco, portato in scena il campanile di Curon/Graun; ha creato Little Fun Palace una roulotte parassitaria che ha viaggiato in due continenti e dato vita alla Nomadic School: una scuola sul rapporto fra arti performative e paesaggio che si muove fra montagne, paludi e altre aree rurali contaminando l’arte con le scienze naturali e sociali.

Sentieri selvaggi

Sentieri selvaggi nasce nel 1997 da Carlo Boccadoro, Filippo Del Corno e Angelo Miotto e stringe nel corso degli anni collaborazioni con i più importanti compositori della scena internazionale, come David Lang, Louis Andriessen, James MacMillan, Philip Glass, Julia Wolfe, Fabio Vacchi; accanto a loro il gruppo promuove e diffonde una nuova generazione di compositori italiani. Sentieri selvaggi è regolarmente ospite nelle stagioni musicali italiane, tra cui Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Teatro alla Scala, Biennale di Venezia, Accademia Filarmonica Romana e dei maggiori eventi culturali e festival internazionali. Si interessa al dialogo e fra diverse espressioni artistiche per avvicinare la musica contemporanea ad un pubblico più vasto.

Steve Reich

Steve Reich è considerato uno dei compositori di spicco del panorama musicale statunitense. La sua musica, più che affidata all’alea e all’improvvisazione, è caratterizzata da un costante interesse per l’elemento ritmico, spesso continuo e ininterrotto. Fra i maggiori rappresentanti del minimalismo musicale, nel corso degli anni la sua ricerca si è aperta a uno sperimentalismo colto e in continua evoluzione, andando a esplorare le più diverse tradizioni musicali, da quella africana alla cantilazione ebraica, con costante attenzione per le tecniche compositive e esecutive. Praemium Imperiale per la musica nel 2006, nel 2014 è stato insignito del Leone d’oro alla carriera della Biennale Musica di Venezia.

Foto di Giacomo Bianco

Crediti
musica di Steve Reich, Music for 18 Musicians
eseguita dall’ensemble Sentieri selvaggi: Elisa Bonazzi, Sara Jane Ghiotti , Gaia Mattiuzzi, Giulia Zaniboni voci – Piercarlo Sacco violino – Aya Shimura violoncello – Mirco Ghirardini, Giovanni Pignedoli clarinetto e clarinetto basso– Leonardo Bertolino, Carlo Boccadoro, Andrea Dulbecco, Nicola D’Auria, Ettore Marcolini, Edoardo Maviglia, Matteo Savio percussioni – Gabriele Carcano, Bruna Di Virgilio, Valentina Messa, Andrea Rebaudengo, Leonardo Zunica pianoforti
regia, scena e scrittura Filippo Andreatta
collaborazione drammaturgica Veronica Franchi
video CGI Francesco D’Abbraccio 
assistente alla regia Sara Thaiz Bozano
direttore di scena Cosimo Ferrigolo
luci Filippo Andreatta, Bianca Peruzzi
sviluppo e comunicazione Anna Benazzoli
fotografie Giacomo Bianco
creative producer Chiara Boitani
amministrazione Lucrezia Stenico
sviluppo internazionale Job Rietvelt
animale guida yún (云)

produzione Office for a Human Theatre [OHT]
co-produzione Fondazione I Teatri / Festival Aperto – Romaeuropa Festival – Sagra Musicale Malatestiana
residenza artistica Centrale Fies, Teatro alla Cartiera Rovereto
con il contributo di MiC, Provincia Autonoma di Trento, Fondazione Caritro di Trento e Rovereto

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Amir ElSaffar
Lorenzo Bianchi-Hoesch

Amir ElSaffar

Il trombettista/compositore Amir ElSaffar è un artista di formazione classica e sperimentale, noto per la sua ambiziosa miscela di jazz post-bop, maqam tradizionale iracheno e altre tradizioni musicali arabe.

ElSaffar si è fatto notare per la prima volta lavorando con Vijay Iyer e Rudresh Mahanthappa, prima di mostrare il suo suono incrociato in Two Rivers del 2007 e Inana del 2011. Oltre a collaborare con il sassofonista Hafez Modirzadeh, dirige l’ensemble di 17 elementi Rivers of Sound, con cui ha pubblicato Not Two del 2017 e The Other Shore del 2021.

Nato a Chicago, Illinois, nel 1977 da padre iracheno e madre americana, ElSaffar è cresciuto ascoltando un mix eclettico di musica che lo ha portato a studiare musica classica alla DePaul University. Avendo sviluppato un grande interesse per il jazz, ElSaffar ha partecipato e vinto il concorso per tromba jazz Carmine Caruso del 2001 e l’International Trumpet Guild Jazz Improvisation Competition del 2001. Un anno dopo, un viaggio a Baghdad ha portato ElSaffar a contatto con maestri dello stile musicale tradizionale iracheno maqam e del santoor, un tipo di dulcimer a martelli, che ha imparato a suonare. Lasciato l’Iraq prima dell’inizio della guerra nel 2003, ElSaffar ha iniziato a incorporare la musica irachena nella sua tromba jazz e nelle sue composizioni jazz. Nel 2007 ha pubblicato il suo album di debutto, Two Rivers, per la Pi Recordings, con il contributo del sassofonista Rudresh Mahanthappa.

Oltre al proprio lavoro, ElSaffar si è distinto come sideman, comparendo con artisti altrettanto innovativi come Cecil Taylor, Vijay Iyer, Marc Ribot e altri. Dopo la collaborazione del 2010 con il sassofonista Hafez Modirzadeh, Radif Suite, è tornato a Two Rivers con l’altrettanto lunga suite Inana, in cui il sassofonista tenore Olie Mathisen ha sostituito Mahanthappa. Nel 2013 è arrivato un album in quintetto, Alchemy, seguito due anni dopo da un terzo album di Two Rivers, Crisis. Nel 2017 ha debuttato con la sua band di 17 elementi Rivers of Sound con Not Two. Ha inoltre contribuito a ulteriori progetti con Modirzadeh e con il percussionista/compositore Rajna Swaminathan, prima di pubblicare il suo secondo album dei Rivers of Sound, The Other Shore del 2021.

Lorenzo Bianchi-Hoesch

Lorenzo Bianchi Hoesch è un compositore e sound artist. I suoi interessi spaziano dall’elettronica pura alle composizioni per il teatro e la danza, dalle colonne sonore per immagini alle installazioni interattive.

Nelle sue composizioni il suo interesse è sempre rivolto all’idea di stabilire nuove connessioni tra elementi altrimenti distanti: con progetti al di fuori dell’estetica occidentale, come quelli con Ballaké Sissoko o Amir Elsaffar, o con installazioni sonore basate sull’esotismo intrinseco delle registrazioni ambientali, come quelle per il Musée du Quai Branly di Parigi, o con composizioni per la danza contemporanea per coreografi come Michele di Stefano, Richard Siegal, Stijn Celis, o registi come Adolphe Binder, che immergono il pubblico in un nuovo paesaggio sonoro attraverso il suono, ma anche attraverso il movimento e, soprattutto, lo spazio. In questo senso, gran parte del suo lavoro è dedicato al suono 3D, alla composizione multicanale e olofonica.

Ha ricevuto commissioni da varie istituzioni: Ircam-Center Pompidou, Gruppo di Ricerca Musicale (GRM), Biennale di Venezia, Opera di Göteborg, Musée du Quai Branly, Opera di Saarbrucken, Ballet National de Marseille, RhurTriennale, Fondazione Royaumont, Fondazione Face e molte altre… e si è esibito in tutto il mondo. Laureato in architettura (Italia) e composizione (Francia) si è trasferito a Parigi.

Ha fondato l’etichetta Ornithology Productions nel 2022. È artista associato all’Ircam – Centre Pompidou dal 2019 al 2023. È professore di Composizione elettroacustica al Conservatorio di Montbeliard, Francia.

Crediti
voce, tromba, santur, composizione Amir ElSaffar
live electronics, composizione Lorenzo Bianchi Hoesch

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Lo sciamano di ghiaccio

Il nuovo progetto di Barbieri, Cherstich, Pizzo e Casotti racconta questa difficile transizione con gli strumenti del cinema e della musica: le immagini girate per l’occasione in Groenlandia dialogano con le musiche originali di Massimo Pupillo e con i canti tradizionali di Karina Moeller, cantante inuit che vive in Danimarca.

Lo sciamano di ghiaccio porta il pubblico nel piccolo villaggio di Kulusuk, sulla costa sudorientale dell’isola, e nella cittadina di Tasillaq, dove da quarant’anni vive l’altoatesino Robert Peroni, da anni impegnato nella difesa e nella tutela della cultura inuit.

PROGRAMMA DI SALA

Crediti
musica di Massimo Pupillo
canto tradizionale Inuit Karina Moeller
drammaturgia Guido Barbieri
direzione musicale Oscar Pizzo
video Piergiorgio Casotti
regia, luci e scene Fabio Cherstich
con Massimo Pupillo live electronics Karina Moeller voce Manuel Zurria flauti Oscar Pizzo tastiera
direttore di scena Eleonora Pasini
tecnico del suono Bruno Germano
progetto luci Alessandro Pasqualini 
coproduzione Ravenna Festival – Festival Aperto / Fondazione I Teatri Reggio Emilia – Transart Festival Bolzano
novità assoluta

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Alessandro Sciarroni

La prima intuizione sulla ricerca nasce grazie a una commissione della Fondazione Cartier che invita l’artista, assieme al musicista francese Alexis Paul, a co-curare nel Novembre 2022 una delle sue Soirées Nomades. Per l’occasione vengono invitate formazioni soliste e cori vocali a eseguire
a cappella il proprio repertorio negli spazi della Triennale di Milano. Sciarroni rimane particolarmente colpito dai canti dei due gruppi italiani presenti: il coro maschile “Voci dalla Rocca” e quello misto dei giovanissimi “Piccoli Cantori della Brianza”.
È grazie all’incontro con queste due formazioni che l’artista viene a conoscenza per la prima volta del repertorio che in seguito andrà a costituire l’ossatura drammaturgica e musicale di U.
Oltre alla sapienza e alla bellezza della musica di queste composizioni, sono i testi a colpire l’artista. I temi di questi canti parlano della relazione tra l’essere umano
e la natura, del tempo che passa scandito dalle stagioni e dal lavoro nei campi, della
relazione tra l’elemento umano e quello divino.

La drammaturgia musicale di U. si articola intorno alle figure dei compositori Renzo Bertoldo, Piercarlo Gatti, Bepi de Marzi, Angelo Mazza e Giorgio Susana. I canti scelti per questo lavoro sono stati composti tra il 1968 e il 2019. Si tratta di un repertorio che affonda le radici nel secolo scorso, e che si dirama fino ai giorni nostri.

Gli interpreti di U. eseguono dal vivo i canti scelti uno dopo l’altro, alternando le scritture originali a profondi e lunghi silenzi. Durante tutta la durata della performance, a partire dal fondo dello
spazio scenico, i cantanti avanzano verso il pubblico spostandosi lentamente e incessantemente all’unisono. La forza dei contenuti di questi canti sottolinea quanto questa tradizione sia
ancora straordinariamente viva. Attraverso il loro avanzare, i performer di U. consegnano agli spettatori la memoria di ciò che eravamo.

Alessandro Sciarroni

Alessandro Sciarroni è un artista italiano attivo nell’ambito delle performing arts, con una formazione nel campo delle arti visive e di ricerca teatrale. I suoi lavori partono da un’impostazione concettuale di matrice duchampiana, facendo ricorso ad un impianto teatrale, e sono ospitati in festival, musei e spazi non convenzionali, in tutta Europa, Nord America, Sud America e Asia. Nelle sue creazioni coinvolge artisti provenienti da diverse discipline, facendo proprie le tecniche della danza, del circo o dello sport. I suoi lavori tentano di disvelare, attraverso la ripetizione di una pratica fino ai limiti della resistenza fisica, le ossessioni, le paure e la fragilità dell’atto performativo, alla ricerca di una relazione empatica tra spettatori e interpreti. Nel 2019 gli viene assegnato il Leone d’Oro alla carriera per la Danza.

Alessandro Sciarroni è artista associato del CENTQUATRE – PARIS e della Triennale Milano Teatro 2022-2024.

Crediti

di Alessandro Sciarroni
con Raissa Avilés, Alessandro Bandini, Margherita D’Adamo, Nicola Fadda, Diego Finazzi, Lucia Limonta, Annapaola Trevenzuoli
casting, direzione musicale, training vocale Aurora Bauzà & Pere Jou
casting, consulenza drammaturgica training fisico Elena Giannotti
styling Ettore Lombardi
disegno luci e cura tecnica Valeria Foti
cura, consiglio e sviluppo Lisa Gilardino
produzione Corpoceleste_C.C.00#, MARCHE TEATRO Teatro di Rilevante Interesse Culturale
coproduzione Progetto RING (Festival Aperto – Fondazione I Teatri Reggio Emilia, Bolzano Danza – Fondazione Haydn, FOG Triennale Milano Performing Arts, Torinodanza Festival, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale), CENTQUATRE – PARIS, Festival D’Automne à Paris..

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Comune di Reggio Emilia Provincia di Reggio Emilia Gruppo Iren

Con il sostegno di

Ministero Beni Culturali Regione Emilia-Romagna Fondazione Pietro Manodori

Certificazioni

ISO 9001Ente di accreditamento Accredia

Fondazione I TEATRI - Piazza Martiri del 7 luglio, 7 - 42121, Reggio Emilia - tel 0522 458811 - P.IVA 01699800353 - CF 91070780357

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