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I Teatri di Reggio Emilia

I Teatri di Reggio Emilia

Fondazione I Teatri Reggio Emilia

Biglietteria (si apre in una nuova finestra)

Collectif FAIR-E | CCN de Rennes et de Bretagne  • Témoin 

Collectif FAIR-E | CCN de Rennes et de Bretagne  
Témoin 

coreografia Saïdo Lehlouh 

  • Descrizione
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  • Crediti

Sabato 24 Ottobre – ore 20:00

Teatro Municipale Valli

Festival Aperto

Durata: 1 ora circa
Spettacolo anche in abbonamento Danza

Sono autodidatti. Hanno imparato a danzare nei cortili, nei battle, nelle cantine. In Témoin, Saïdo Lehlouh li chiama “testimoni”: della loro epoca, della loro danza, della loro generazione.

Descrizione

Lehlouh viene dal b-boying degli anni Novanta e oggi co-dirige, con il collettivo FAIR-E, il Centre Chorégraphique National di Rennes e della Bretagna. La pièce nasce da Apaches, performance avviata anni fa: un dispositivo che convoca interpreti cresciuti fuori dalle accademie e ne intreccia i percorsi sulla scena. Témoin ne è la versione teatrale, ampliata a venti danzatori e danzatrici.

In scena, dentro un ambiente nebbioso, convivono senza gerarchie break, krump, electro, popping, whacking, freestyle, top rock. Ognuno porta il proprio vocabolario, la propria storia. La coreografia non è scritta una volta per tutte: si costruisce nell’improvvisazione, dentro una dinamica di ascolto profondo, sull’energia dell’incontro — la stessa che attraversa i battle, da cui Lehlouh ricava il principio di composizione. Il virtuosismo c’è, e si sente, ma non è mai fine a sé stesso: serve a far emergere le voci singole dentro un corpo collettivo.

Bio

Collectif FAIR-E | CCN de Rennes et de Bretagne  

Il Théâtre Chorégraphique de Rennes et de Bretagne è stato fondato nel 1978 da Gigi Caciuleanu, un artista rumeno di origini greche e russe. Caciuleanu sosteneva l’importanza di un movimento metaforico di sentimenti e relazioni al centro della vita teatrale. Ha reinterpretato sia l’eredità accademica del Bolshoi, sia quella contemporanea di Miriam Raducanu. Insieme all’artista e regista Dan Mastacan, ha diretto la compagnia di 12 ballerini fino al 1993.
Il 1° gennaio 1994, l’associazione è diventata il CCN de Rennes et de Bretagne, sotto la guida di Catherine Diverrès, inizialmente con Bernardo Montent, e poi da sola fino al 2008. Diverrès si è formata al Mudra, ha danzato per Dominique Bagouet ed è stata introdotta al Butoh da Kazuo Ohno. Aveva a cuore la parola, come dimostrava l’integrazione di testi letterari nel suo lavoro. Nel gennaio 2009, Boris Charmatz ha cambiato il nome in CCN Musée de la danse, trasformandolo in un laboratorio/istituzione dedicata all’esposizione e alla conservazione, nonché alla residenza e alla produzione di danza. È diventato un luogo che combina movimento e riflessione, dire e fare, rispecchiando le creazioni dell’artista. Un decennio dopo, il Collectif FAIR-E lo ha ribattezzato CCNRB e da allora si è concentrato su iniziative basate sull’azione.
Nel 1991, in seguito alla fondazione del TCRB alla Maison du Champ de Mars, il CCNRB ha iniziato a operare in un nuovo edificio con due studi, situato in Rue Saint Melaine. Nel 2009 è stato inaugurato il Garage.
Nel 1991, in seguito alla fondazione del TCRB presso la Maison du Champ de Mars, il CCNRB ha iniziato la propria attività in una nuova sede dotata di due studi, situata in Rue Saint-Melaine. Nel 2009 è stato inaugurato il Garage, uno spazio condiviso che ospita diverse compagnie di danza indipendenti di Rennes, dotato di sei studi e situato a Beauregard. Da questo quartiere, in questa città, in questa regione, in questo paese e all’estero, il CCNRB mette in mostra la diversità della danza hip-hop e contribuisce a creare una cultura coreografica aperta e vivace.

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
24/10/2026 20:00 da € 10,00 Acquista

Riduzioni

Iscritti Unimore > 50%

Under 30 > 30%

Amici dei Teatri > 20%

Over 65 > 15%

Altre riduzioni

Crediti

coreografia Saïdo Lehlouh 
musica Mackenzy Bergile (compositore), Raphaël Henard (drammaturgo musicale) 

Partner

Fondatori

Con il sostegno di

Orchestra Accademia del Teatro alla Scala • Marco Angius

Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala
Marco Angius, direttore

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Venerdì 29 Maggio – ore 21:00

Piazza Martiri del 7 luglio

Concerti

Dal Teatro Municipale Valli alla piazza. Il 29 maggio l’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala con Marco Angius.

Programma

Giuseppe Verdi,
I Vespri Siciliani, Sinfonia

Nikolaj Rimski-Korsakov,
Sheherazade, suite sinfonica op. 35 da “Le Mille e una notte”
I. Il mare e la nave di Sinbad 
II. Il racconto del principe Kalender 
III. Il giovane principe e la giovane principessa 
IV. Festa a Bagdad. Il mare. Il Naufragio 

Gioachino Rossini,
Guglielmo Tell, Ouverture

Descrizione

L’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala si esibisce davanti al colonnato del Teatro Valli, su un grande palco montato per l’occasione.

È un concerto che la Fondazione I Teatri vuole offrire alla città e che si avvale della collaborazione dell’Assessorato alla Città Storica del Comune di Reggio Emilia. Una serata pensata fuori dalla sala, con il Municipale che fa da fondale e la musica restituita allo spazio pubblico — la piazza, il colonnato, gli spettatori accomodati davanti all’orchestra di una delle istituzioni formative più importanti d’Europa.

Dirige Marco Angius, nome che il pubblico della musica contemporanea italiana conosce bene: Commendatore della Repubblica dal 2019, più volte Premio Abbiati, una lunga frequentazione con Sciarrino, Nono, Donatoni. Ha diretto, fra le altre, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, La Fenice, il Maggio Musicale Fiorentino, l’Ensemble Intercontemporain, la London Sinfonietta, la Tokyo Philharmonic. È direttore musicale e artistico dell’Orchestra di Padova e del Veneto dal 2015 e coordinatore artistico dell’Ensemble “Giorgio Bernasconi” dell’Accademia scaligera dal 2011.

L’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala è la formazione dei giovani musicisti in perfezionamento alla scuola del Piermarini. Oltre all’intenso studio con le Prime Parti dell’Orchestra del Teatro alla Scala, ha l’opportunità di lavorare con direttori di indiscussa caratura — fra gli altri Mehta, Dudamel, Luisi, Noseda, Honeck, Mälkki — e nelle ultime stagioni si è esibita al Bol’šoj, alla Royal Opera House di Muscat, al Théâtre des Champs-Élysées, al Festspielhaus di Baden-Baden, oltre che ai principali festival italiani. Nel 2025 è stata orchestra residente del Festival della Valle d’Itria e ha tenuto a battesimo Anna A. di Silvia Colasanti su libretto di Paolo Nori, prima assoluta commissionata dalla Scala.

Bio

Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala

Il progetto formativo dell’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala accompagna giovani musicisti alla futura carriera professionale offrendo loro, nell’arco di un biennio a frequenza gratuita, una preparazione completa sul repertorio sinfonico, operistico e di balletto. Il programma didattico prevede esercitazioni orchestrali (Pietro Mianiti, docente principale) e di ensemble (Marco Angius, docente principale), lezioni individuali di strumento, musica da camera e prove a sezioni tenute dalle Prime Parti dell’Orchestra del Teatro alla Scala. A ciò si affianca un’intensa attività artistica, in Italia e all’estero, sotto la guida di alcuni fra i più autorevoli e rinomati direttori d’orchestra del mondo, spesso in collaborazione con gli altri complessi artistici della Scuola scaligera, dai solisti dell’Accademia di perfezionamento per cantanti lirici al Coro, dagli allievi della Scuola di Ballo a quelli del Coro di voci bianche. L’orchestra si esibisce in primis al Teatro alla Scala, che non solo la ospita annualmente per il “Progetto Accademia”, un’opera inserita nella stagione, ma la chiama anche per alcune produzioni del Corpo di Ballo e per numerosi concerti. Inoltre, a coronamento del percorso didattico, gli allievi hanno a turno l’opportunità di essere inseriti nell’Orchestra del Teatro scaligero nelle produzioni in cartellone.

Questi i titoli d’opera e balletto che hanno visto la presenza dell’Orchestra dell’Accademia in Scala, fra il 2007 e il 2024: Così fan tutte, Le nozze di Figaro, L’occasione fa il ladro, L’italiana in Algeri, Don Pasquale, La scala di seta, Il barbiere di Siviglia, Die Zauberflöte, Hänsel und Gretel, Alì Baba e i quaranta ladroni, Gianni Schicchi, Prima la musica e poi le parole, Rigoletto, Il matrimonio segreto, Il cappello di paglia di Firenze, Sogno di una notte di mezza estate, Giselle, Onegin, Histoire de Manon, Il lago dei Cigni. Inoltre, nel 2018 l’Orchestra ha accompagnato alla Scala la Compagnia di Ballo del Bol’šoj ne La Bayadère e nel 2019 la compagnia del Tokyo Ballet.Nell’ambito del progetto “Grandi Spettacoli per Piccoli”, che fra il 2014 e il 2022 ha proposto note opere del repertorio in versione ridotta per avvicinare bambini e ragazzi in età scolare al teatro musicale, gli allievi hanno accompagnato i solisti dell’Accademia di canto ne La Cenerentola per i bambini, Il ratto dal serraglio per i bambini, Il barbiere di Siviglia per i bambini, Il flauto magico per i bambini, L’elisir d’amore per i bambini. Nella stagione 2022/’23 il Teatro alla Scala ha affidato agli allievi una nuova opera per bambini, Il Piccolo Principe, dal celebre racconto di Saint-Exupery, commissionata a Pierangelo Valtinoni su libretto di Paolo Madron.
Fra gli impegni più recenti dell’Orchestra si segnalano nel 2021 il concerto tenuto in occasione del National Day dell’Italia ad ExpoDubai2020 e, nel 2022 il concerto con cui al Teatro Vittorio Emanuele di Messina, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sono stati celebrati i 50 anni della Fondazione Bonino-Pulejo e i 70 anni della Gazzetta del Sud. Quindi, nel 2023, insieme ai solisti, artisti del coro e ballerini dell’Accademia, l’Orchestra ha eseguito alla Royal Opera House di Muscat, in Oman, Le nozze di Figaro nel celebre allestimento di Giorgio Strehler, ripreso da Marina Bianchi, oltre a La fille mal gardée in una nuova coreografia firmata da Frédéric Olivieri al Teatro alla Scala e a una tournée che ha toccato il Vittoriale degli Italiani, il Festival di Nervi e il Festival di Ravello, sotto la direzione di Fabio Luisi. Nel 2024 si ricorda la tournée diretta da Marco Armiliato con la partecipazione dei solisti Lisette Oropesa e Benjamin Bernheim al Théatre de Champs-Elysés di Parigi, al Festspielhaus di Baden Baden e al Teatro alla Scala.

Nel 2025 spiccano la partecipazione alla 51ª edizione del Festival della Valle D’Itria come orchestra residente, e l’impegno in tre produzioni d’opera e di balletto al Piermarini, La Cenerentola di Rossini (Progetto Accademia) diretta da Gianluca Capuano nello storico allestimento di Jean-Pierre Ponnelle, il Trittico Lander / Kylián/ Béjart con il Corpo di Ballo del Teatro, sotto la direzione di Simon Hewett e, in prima assoluta,  Anna A., opera commissionata dal Teatro alla Scala a Silvia Colasanti, ispirata alla vita e all’opera di Anna Achmatova, su libretto di Paolo Nori.
Nel 2026, oltre al Progetto Accademia, una nuova produzione de L’elisir d’amore, affidata alla direzione musicale di Marco Alibrando e alla regia di Maria Mauti, si ricorda l’inaugurazione della 43ª stagione della Fondazione La Società dei concerti con Olga Kern al pianoforte e sul podio Alessandro Bonato, un concerto sinfonico diretto da Anna Skryleva in Oman, lo spettacolo della Scuola di Ballo diretto al Teatro alla Scala da Maria Seletskaja e una serie di concerti come orchestra residente della 5ª edizione del Vevey Spring Classic.  
Numerosi i teatri, le società concertistiche e i festival di rilievo internazionale ove si è esibita l’Orchestra dell’Accademia: si citano il Teatro Bol’šoj di Mosca, Philarmonia di San Pietroburgo, Royal Opera House di Muscat, Harris Theatre di Chicago, Strathmore Hall di Washington, il Peter Norton Symphony Space di New York, il Clarice Smith Performing Arts Center dell’Università del Maryland, il Richardson Auditorium dell’Università di Princeton, La Fenice di Venezia, Teatro Massimo di Palermo, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Petruzzelli di Bari, Teatro Bellini di Catania, Teatro Luigi Pirandello di Agrigento, Auditorium Rai di Torino, Ravello Festival, Ravenna Festival, Festival della Valle D’Itria,  Kissinger Sommer Festival e Wolfegger Festspiele.

Alla direzione si sono avvicendati artisti come Roberto Abbado, Marc Albrecht, Giovanni Antonini, John Axelrod, Roland Böer, Alessandro Bonato, Paolo Carignani, Daniel Cohen, David Coleman, Ottavio Dantone, Óliver Diaz, Placido Domingo, Gustavo Dudamel, Christoph Eschenbach, Diego Fasolis, Vladimir Ivanovič Fedoseev, Iván Fischer, Ádám Fischer, Lawrence Foster, Sascha Goetzel, Giuseppe Grazioli, Marco Guidarini, Theodor Guschlbauer, Michael Halász, Simon Hewett, Manfred Honeck, Fabio Luisi, Susanna Mälkki, Michele Mariotti, Zubin Mehta, Pietro Mianiti, Gianandrea Noseda, Daniel Oren, Evelino Pidò, Sesto Quatrini, Stefano Ranzani, Donato Renzetti, Daniele Rustioni, Mikhail Tatarnikov, Yuri Temirkanov, Lorenzo Viotti, Massimo Zanetti e hanno collaborato solisti del calibro di Simonide Braconi, Francesco De Angelis, David Fray, Herbie Hancock, Olga Kern, Lang Lang, Andrea Lucchesini, Francesco Manara, Fabrizio Meloni, Miriam Prandi, Alessandro Taverna, Simon Trpčeski, Alexei Volodin, Giovanni Andrea Zanon.

Marco Angius

Direttore d’orchestra e d’ensemble, ha diretto diverse formazioni orchestrali, fra cui Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino, Teatro La Fenice, Maggio Musicale Fiorentino, Comunale di Bologna, Slovenian Philharmonic, Orchestre de National Lorrain, Ensemble Intercontemporain, London Sinfonietta, Tokyo Philharmonic, Orchestre Orchestra del Teatro Massimo, Orchestra Sinfonica Siciliana, Orchestra Haydn di Trento e Bolzano, Orchestra Verdi di Milano, Orchestra della Svizzera Italiana, Orchestre de Lausanne, Orchestra della Toscana, l Pomeriggi Musicali, Luxembourg Philharmonie, Muziekgebouw/Bimhuis di Amsterdam. Con l’OSN Rai di Torino ha diretto in tutte le edizioni di Rai Nuova Musica dal 2006 a oggi e condotto una tournée russa nell’ottobre 2015 oltre a un omaggio a Pierre Boulez per il suo novantesimo compleanno (con l’integrale delle Notations per orchestra e il Livre pour cordes).

Nel 2023 ha vinto il Premio Abbiati del Disco con Parole da Beckett di Giacomo Manzoni (Stradivarius), il Coup de coeur 2022 con le Musiche per il Paradiso di Dante di Sciarrino (Kairos), il Premio Amadeus con Mixtim di Ivan Fedele (2007) di cui ha anche inciso tutta l’opera per violino e orchestra sempre con l’OSN Rai. L’ampia discografia comprende, tra l’altro, opere di Sciarrino (Luci mie traditrici, Canzoni del XX secolo, Cantare con silenzio, Le stagioni artificiali, Studi per l’intonazione del mare), Nono (Risonanze erranti e Prometeo), Schönberg (Pierrot lunaire), Evangelisti (Die Schachtel), Dallapiccola, Togni, Battistelli (L’imbalsamatore), Donatoni (Abyss), Bach (Die Kunst der Fuge), Adámek (Wergo, con l’Ensemble Intercontemporain). Marco Angius ha inaugurato la Stagione 16/17 del Teatro La Fenice con Aquagranda di Filippo Perocco (Premio Abbiati 2017), la 18/19 dell’Opera di Firenze con Le villi di Puccini, Káta Kabanová di Janácek al Teatro Regio di Torino con la regia di Carsen (2017), Pelléas et Mélisande al Teatro Regio di Parma, Modena e Piacenza (2021-23) dove ha pure diretto il Prometeo di Luigi Nono nella nuova edizione critica (2017), Jakob Lenz di Wolfgang Rihm e Don Perlimplin di Bruno Maderna (al Comunale di Bologna), Sancta Susanna di Hindemith e Cavalleria rusticana al Lirico di Cagliari, La volpe astuta di Janácek, L’Italia del destino di Luca Mosca e La metamorfosi di Silvia Colasanti (entrambi al Maggio Fiorentino), Medeamaterial di Pascal Dusapin (Premio Abbiati 2018) e Il suono giallo di Solbiati (Premio Abbiati 2016) al Comunale di Bologna, Alfred, Alfred di Franco Donatoni, Il diario di Nijinsky di Detlev Glanert, Falcone di Nicola Sani (2022) e Hanjo di Toshio Hosokawa (2023), Carmen di Bizet (2025). Nel 2017 ha diretto i concerti d’inaugurazione e chiusura del Festival Milano Musica, inaugurando la Biennale Musica di Venezia con Inori di Stockhausen (2017) e dirigendo in occasione dei Leoni d’oro a Sciarrino e Luis De Pablo.

Già direttore dell’Ensemble “Giorgio Bernasconi” dell’Accademia Teatro alla Scala dal 2011, nel settembre 2015 è stato nominato direttore musicale e artistico dell’Orchestra di Padova e del Veneto con cui ha diretto fino a oggi oltre duecento concerti, l’integrale delle Sinfonie di Beethoven, Schubert, Malipiero, le Kammermusiken di Hindemith, Die Kunst der Fuge di Bach e oltre venti dischi. Ha ideato e diretto alcune fortunate serie televisive su Rai5 come il ciclo Lezioni di suono, Immortali amate (con l’integrale dei Concerti per pianoforte di Beethoven), fino al recente Migrazioni (2022-23). È autore di numerosi saggi critici e libri sulla musica d’oggi tra cui Logiche del comporre (2024), Riverberazioni (2023), Come avvicinare il silenzio (2021). Nominato Commendatore della Repubblica da Sergio Mattarella nel 2019, ha debuttato presso la Berliner Philharmonie Kammermusiksaal nel novembre 2021.

Fondazione Accademia Teatro alla Scala

Fondazione dal 2001, l’Accademia Teatro alla Scala vanta in realtà oltre due secoli di storia, radicati nella vocazione formativa del Teatro milanese sin dal 1813, anno di nascita della prestigiosa Scuola di Ballo. Oggi l’Accademia è il polo didattico che, attraverso i dipartimenti di Musica, Danza, Palcoscenico e Management, copre tutte le professioni dello spettacolo dal vivo, offrendo un ampio catalogo che spazia dai corsi di formazione e alto perfezionamento ai corsi di livello universitario, fino a Master, workshop e stage estivi. Il corpo docente è composto dagli artisti e dai professionisti del Teatro alla Scala, affiancati dai maggiori esperti del settore, che condividono una metodologia che privilegia l’esperienza sul campo: gli allievi vivono quotidianamente la scena e il dietro le quinte, in primis alla Scala, grazie a concerti, opere e balletti, incluso il “Progetto Accademia” titolo d’opera inserito nella stagione e interamente loro affidato.

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
29/05/2026 21:00 da € 11,00 Acquista

Fuori scena

Il 30 maggio CCN/Aterballetto a Rivalta tra Beethoven e Monteverdi

MicroDanza – Eppur si muove (5’)

Il giorno dopo il concerto il filo si sposta a Rivalta. Il Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto porta nel parco e nei giardini della Reggia un progetto pensato apposta per quel luogo. Si comincia con Eppur si muove (ore 19.30 e 20.30) , la MicroDanza di Francesca Lattuada che ha incantato il Museo dell’Acropoli di Atene e Castel Sant’Angelo a Roma: un danzatore solo, sospeso su un piccolo piedistallo, mosso dall’Allegretto della Settima di Beethoven, evoca le oltre trecento statue che un tempo abitavano il giardino.

Ingresso aperto e gratuito senza prenotazione.

Il Combattimento di Tancredi e Clorinda (25’)

Nel Giardino Frutteto invece va in scena Il Combattimento di Tancredi e Clorinda (ore 20 e in replica alle 21.00) la pagina di Monteverdi del 1624, ispirata alla Gerusalemme Liberata di Tasso — intellettuale di corte estense, presenza non casuale in questo luogo — riletta dalla coreografia di Philippe Kratz e dalla regia di Fabio Cherstich. Il progetto nasce dalla collaborazione fra Fondazione I Teatri, CCN/Aterballetto e Comune di Reggio Emilia: un omaggio d’estate pensato perché tutti, residenti e visitatori, possano trovarvi posto.

Biglietto: 5 euro (biglietti acquistabili online dal 12 maggio. In loco sabato 30 maggio dalle 19.00)

Info e prenotazioni: 3341023554 | biglietteria@aterballetto.it

Scopri di più

Quartetto Naka

Quartetto Naka

Giappone, Italia, Francia

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Martedì 9 Giugno – ore 18:30

Chiostri di San Pietro

Casa del Quartetto

Chiostri di San Pietro (chiostro piccolo)

Naka ( 中 ), parola giapponese che evoca l’interiorità e l’eco dei mondi interiori, si riferisce al legame di profonda amicizia che si è creato tra noi quattro e ad una visione comune della musica, intesa come spazio di ascolto e incontro

Programma

Wolfgang Rihm, Quartetto n.3 “Im Innersten”

Bio

Quartetto Naka

Karen Nonomura, violino
Giovanna Sevi, violino
Camille Havel, viola
Camille Havel, violoncello

 Naka (中), parola giapponese che evoca l’interiorità e l’eco dei mondi interiori, si riferisce al legame di profonda amicizia che si è creato tra noi quattro e ad una visione comune della musica, intesa come spazio di ascolto e incontro.
Fondato nel 2024, il Quartetto Naka esplora un repertorio che spazia dai grandi capisaldi della tradizione classica — Haydn, Beethoven, Mendelssohn — fino alla musica contemporanea e alla creazione, parte integrante del DNA artistico del gruppo.
Provenienti da istituzioni di alta formazione quali il Conservatoire Supérieur de la Musique et de la Danse di Parigi, il Mozarteum di Salisburgo, il Koninklijk Conservatorium di Bruxelles, la Scuola di Musica di Fiesole e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, i membri del quartetto si sono riuniti grazie a una forte affinità musicale e umana.
Il Quartetto Naka si perfeziona sotto la guida di cameristi di fama internazionale, tra cui il Quartetto Diotima, il Silesian Quartet, Guy Danel e Mi-sa Yang.
Luglio-Agosto2025: artisti in residenza presso il Festival Mas Musici, il Festival Musique en Poitou e lo Château de Ratilly.
Settembre 2025: a Parigi, prima creazione e incisione del brano Senza mai prima essere stati di Daniele Bravi, destinato al suo secondo disco monografico, in uscita nel 2026.
Ottobre 2025: collaborazione con il compositore Yves Balmer (docente al CNSMD di Parigi) per la restituzione del suo quartetto d’archi Fragments soulevés par le vent, in occasione del Colloquio internazionale su Philippe Jaccottet presso l’Université Paris Diderot.
Gennaio 2026: il Quartetto Naka vince il Primo Premio del Concorso Supernova a Bruxelles, ottenendo una tournée di dieci concerti in Belgio. II primo concerto si terrà il 21 marzo 2026 nell’ambito del Klara Festival al Musée des Instruments Musicaux MIM di Bruxelles,
occasione che beneficerà di una copertura mediatica da parte di Klara e Musig3. Nel corso del 2026 il Quartetto Naka sarà più volte in residenza in Francia e in Belgio presso l’associazione Chamber Music for Europe, con concerti e collaborazioni tra cui quella con il compositore Bastien David.

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
09/06/2026 18:30 da € 6,00 Acquista

Abbonamento

6 concerti (8, 9, 10, 13 giugno 2026): € 35

Under30 / Associazione Amici del Quartetto “Guido A. Borciani” / Amici dei Teatri € 25

Acquista il tuo abbonamento

I biglietti sono acquistabili anche presso le sedi di concerto a partire da un’ora prima dell’inizio dei concerti

In caso di maltempo, i concerti dell’8 e 9 giugno si terranno presso il portico coperto dei Chiostri di San Pietro, il concerto del 10 giugno avrà luogo nella Sala degli Specchi del Teatro Valli, mentre quello del 13 giugno si svolgerà al Teatro Cavallerizza.

Einstürzende Neubauten

Einstürzende Neubauten

Festival Barezzi

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Sabato 12 Settembre – ore 21:00

Teatro Municipale Valli

Festival Aperto

Tra macerie e visioni, un concerto che fonde materia e suono in un viaggio ipnotico tra passato e futuro.

Descrizione

Gli Einstürzende Neubauten, attivi dal 1980, hanno costruito un percorso di continua sperimentazione tra suono, linguaggio e performance.  

Nel loro quarantaseiesimo anno ridefiniscono la propria identità tornando alle radici e introducendo il concetto di “alien pop music”. Dopo l’esordio con Kollaps, la loro evoluzione approda a Rampen – apm: alien pop music, lavoro che sintetizza ricerca e imprevedibilità. Il disco nasce dalle improvvisazioni live sviluppate durante il tour 2022. Ne emerge una musica sospesa tra passato e futuro, tra struttura e caos. Rumore e testi frammentari costruiscono una forma di anti-pop trasformata in alien pop.  
L’immaginario è quello di universi paralleli e mondi intermedi. Il filo conduttore è il cambiamento, tra visioni utopiche e senso di transitorietà. L’album segna un nuovo stadio evolutivo, aprendo a possibilità espressive ancora inesplorate. 

Bio

Einstürzende Neubauten

Einstürzende Neubauten è un gruppo musicale tedesco di genere rumorista costituito a Berlino Ovest nel 1980 a opera di Blixa Bargeld e N.U. Unruh. Ispirato all’avanguardismo storico del Novecento, alla musica concreta e al krautrock tedesco anni settanta, tutte correnti profondamente legate al clima culturale della Germania occidentale post-bellica, il gruppo è annoverato tra i maggiori e più originali innovatori del rock sperimentale. Il nome del gruppo può essere reso in italiano con: «nuovi edifici che crollano», o, più precisamente, “cadenti nuovi edifici”, dove “cadenti” è aggettivo, non participio presente. Con “Neubauten” (“nuovi edifici” in italiano) ci si riferisce genericamente alle costruzioni edificate in Germania Ovest dopo il 1945, più economiche, più leggere e esteticamente meno pregevoli rispetto alle “Altbauten”, ossia gli edifici pre-1945. Le neubauten costituiscono un elemento caratteristico delle città tedesche ricostruite dopo le massicce distruzioni causate dalla seconda guerra mondiale. Il nome del gruppo acquisì una visibilità inaspettata quando il 21 maggio 1980 crollò il tetto della Casa delle culture del mondo a Tiergarten, quartiere di Berlino Ovest, causando alcuni feriti e un morto. La conseguente attenzione che i media dedicarono al crollo della cosiddetta “ostrica gravida” diede al nome del gruppo una nuova dimensione.

Il primo album degli Einstürzende Neubauten, dal tedesco “nuovi edifici che crollano”, è Kollaps (1981), che si presenta come un attacco frontale alle aspettative e ai modi di ascolto mainstream. Gli strumenti musicali sono creati con oggetti come lamiere, trapani o martelli che prendono il sopravvento su testi sconclusionati. Tutto questo rappresenta il fondamento non solo della band, ma anche di una nuova comprensione musicale da loro inaugurata. Il secondo album Halber Mensch (1985) si caratterizza per una struttura più ordinata anche se rimane una grande eterogeneità nelle sonorità musicali. Il tour di presentazione dell’album e la loro collaborazione con i Sonic Youth porta alla pubblicazione di Fünf auf der nach oben offenen Richterskala (1987), album che rimanda alle opere della band newyorkese e il cui sound si fa più regolare e accessibile.

L’album successivo è Haus der Lüge (1989), pubblicato dopo la caduta del muro di Berlino, in cui il gruppo decide di rendere i testi più espliciti e politicamente impegnati, rinunciando alle allegorie e ai giri di parole, senza abbandonare il sound fascinoso e rumorista. Nel 1993 il gruppo pubblica l’album Tabula Rasa dopo il quale attraversa un periodo di crisi che li porta prima a cambiare formazione, alla quale si aggiungono Jochen Arbeit e Rudi Moser, e poi a pubblicare, nel 1996, Ende Neu. Dopo un lungo periodo di pausa, gli Einstürzende Neubauten tornano agli inizi degli anni Duemila con due album fatti di rarefazione, silenzi e dilatazioni, Silence is Sexy (2000) e Perpetuum Mobile (2004), seguiti da Alles wieder offen (2007), in cui si esprimono in un ritrovato equilibrio tra rumore e canzone, e The Jewels (2008). Lament del 2014 è invece un progetto di rievocazione: il gruppo si ispira allo scoppio della Prima guerra mondiale e decide di recuperare i nastri audio originali dei prigionieri di guerra detenuti in uno dei primi grandi campi di internamento nei pressi di Berlino. Dopo Gründstuck del 2018, il gruppo pubblica Alles in Allem nel 2020, una raccolta di 10 brani che spaziano tra ricordi, sogni, frammenti ed esplorazioni, in un viaggio sonoro con un occhio al futuro e una giocosità senza limiti. Ad accompagnare l’uscita dell’album gli Einstürzende Neubauten programmano una serie di concerti nel Maggio 2021 (rimandati al maggio del 2022 a causa della pandemia Covid-19) nelle maggiori città italiane: Torino (Teatro Colosseo), Milano (Alcatraz), Bologna (Auditorium Manzoni) e Roma (Auditorium Parco della Musica).

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
12/09/2026 21:00 da € 30,00 Acquista

Crediti

Blixa Bargeld voce 
Josefine Lukschy basso
N.U. Unruhbatteria, percussioni  

Jochen Arbeit chitarra elettrica  
Rudolf Moser strumenti autocostruiti, percussioni 
Felix Gebhard tastiere

Partner

Fondatori

Con il sostegno di

Les Amazones d’Afrique

Les Amazones d’Afrique

Concerto inaugurale Festival Aperto

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  • Crediti

Sabato 19 Settembre – ore 21:00

Teatro Municipale Valli

Festival Aperto

«Le voci più potenti, i messaggi più necessari»

– Rolling Stone 

Descrizione

Ad aprire il Festival Aperto è l’energia travolgente di Les Amazones d’Afrique, collettivo musicale internazionale che riunisce alcune delle più straordinarie voci femminili della scena africana contemporanea.

Sul palco, tradizione e contemporaneità si intrecciano in un suono potente e coinvolgente: ritmi dell’Africa occidentale, elettronica, pop, desert blues e groove urbani si fondono in una musica capace di far danzare e riflettere allo stesso tempo. Le loro canzoni alternano momenti di grande intensità emotiva a esplosioni di energia ritmica, costruendo un concerto che è insieme spettacolo musicale e dichiarazione d’intenti.

Fin dalla loro nascita, il progetto porta avanti un messaggio chiaro: dare voce alle donne e promuovere l’uguaglianza di genere, denunciando violenze e discriminazioni ma celebrando allo stesso tempo la forza, la creatività e la solidarietà femminile. Le lingue e le tradizioni musicali dell’Africa occidentale si intrecciano così con sonorità globali, creando un linguaggio musicale vibrante, contemporaneo e profondamente politico.

Il risultato è un live trascinante, in cui le voci si uniscono in armonie potenti e i ritmi diventano un invito alla partecipazione e alla condivisione. Un concerto che apre il festival con una grande celebrazione di musica, energia e libertà.

Bio

Les Amazones d’Afrique

Les Amazones d’Afrique è un collettivo musicale internazionale nato nel 2015 a Bamako, in Mali, che riunisce artiste provenienti da diversi paesi africani e della diaspora. Il progetto è stato avviato da importanti figure della scena musicale dell’Africa occidentale come Mamani Keïta, Oumou Sangaré e Mariam Doumbia, e nel corso degli anni ha coinvolto numerose musiciste tra cui Angélique Kidjo, Rokia Koné e Nneka.
Il nome del gruppo si ispira alle storiche “Amazzoni del Dahomey”, leggendario reggimento femminile dell’Africa occidentale. Attraverso la musica, il collettivo promuove l’uguaglianza di genere e la lotta contro la violenza sulle donne, unendo tradizioni musicali africane, pop contemporaneo ed elettronica in un suono potente e riconoscibile. Dalla pubblicazione dell’album d’esordio République Amazone (2017), seguito da Amazones Power (2020) e Musow Danse (2024), il collettivo si è affermato sui palchi dei principali festival internazionali, diventando una delle voci più influenti e coinvolgenti della scena musicale africana contemporanea.

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
19/09/2026 21:00 Presto in vendita

Riduzioni

Iscritti Unimore > 50%

Under 30 > 30%

Amici dei Teatri > 20%

Over 65 > 15%

Altre riduzioni

Crediti

Assitan “Mamani” Keita 
Fafa Ruffino 
Adeola Soyemi voci 

Xavier Pernet batteria 

Manu Chavanet tastiere

Partner

Fondatori

Con il sostegno di

Quartetto Moser

Quartetto Moser

Giappone, Spagna, Francia, Italia

  • Programma
  • Bio
  • Acquista

Lunedì 8 Giugno – ore 18:30

Chiostri di San Pietro

Casa del Quartetto

Chiostri di San Pietro (chiostro piccolo)

Un’esecuzione accuratamente raffinata, una gamma completa di gesti espressivi e un’omogeneità di suono e equilibrio raramente riscontrabili nei quartetti d’archi.

Robert Markow (Giornalista musicale, Canada)
Concorso Internazionale di Musica da Camera di Osaka

Programma

Franz Joseph Haydn, Quartetto d’archi in do maggiore, op. 33 n. 3 “Der Vogel”

Anton Webern, Cinque pezzi, op. 5

Bio

Quartetto Moser

Kanon Miyashita, violino
Patricia Muro, violino
Élise Hiron, viola
Lea Galasso, violoncello

Lodato per la sua “esecuzione accuratamente raffinata, la ricca gamma di gesti espressivi e l’omogeneità del suono e dell’equilibrio che raramente si trovano nei quartetti” (durante il Concorso Internazionale di Musica da Camera di Osaka), il Moser String Quartet si è esibito a livello internazionale, tra cui in Svizzera, Germania, Francia, Italia, Spagna, Ungheria, Albania, Paesi Bassi, Regno Unito, Canada e Giappone.
Dalla sua fondazione cinque anni fa, il Moser Quartet ha vinto il primo premio al Concorso Internazionale Gran Premi Musical Lauredià (Andorra), il secondo premio al Concorso Svizzero di Musica da Camera Orpheus (Svizzera), il premio “Duranton Consultants” al Concours FNAPEC (Francia) e il premio speciale “Ambassador Ensemble of the Osaka International Chamber Music Competition 2023” (Giappone). Inoltre, il Moser String Quartet si è esibito in sale rinomate come la Philharmonie de Paris e il Palau de la Música di Valencia, e ha partecipato a numerosi festival internazionali come Trame Sonore CMF, Festival de La Chaise-Dieu, MonteLeón ICMF, String Quartet Biennale Munich, Ernen Musikdorf Festival e L’Orangerie Sonore.
Essendo un ensemble con sede in Svizzera, il Moser Quartet è molto entusiasta di eseguire brani contemporanei, in particolare di compositori svizzeri, il che gli ha permesso di vincere il terzo premio al Concours Nicati (Svizzera). Ha debuttato allo Stadtcasino Basel eseguendo il “Distanzenquartett” di Dieter Ammann e ha presentato in anteprima “We are ______.” di Verena Weinmann, composto appositamente per loro, allo Swiss Chamber Music Festival. Il nome “Moser” rende omaggio al compositore svizzero Rudolf Moser, da cui prende il nome la “Moser-Haus” della Musik Akademie Basel, luogo in cui il quartetto si è formato e dove si esercita regolarmente.
Il Moser String Quartet ha recentemente completato un master in musica da camera alla Hochschule für Musik Basel, sotto la guida di Silvia Simionescu, Anna Gebert e Anton Kernjak. Sono stati inoltre allievi di musicisti di fama internazionale quali il Cuarteto Casals, il Quatuor Ébène, l’Alban Berg Quartett, il Quatuor Modigliani, Heime Müller, Rainer Schmidt, Eberhard Feltz, Geneviève Strosser e Johannes Meissl presso varie organizzazioni internazionali quali IMS Prussia Cove, MISQA, ICMC Jeunesses Musicales Deutschland, ProQuartet ed ECMA.
Nella stagione 2025-26, il Moser String Quartet si esibirà in Svizzera, Francia, Italia e Spagna; terrà una residenza all’Ernen Musikdorf Festival; presenterà in anteprima un quartetto d’archi di Antonio Anichini al Suoni Riflessi Festival; e farà una tournée in Giappone.

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
08/06/2026 18:30 da € 6,00 Acquista

Abbonamento

6 concerti (8, 9, 10, 13 giugno 2026): € 35

Under30 / Associazione Amici del Quartetto “Guido A. Borciani” / Amici dei Teatri € 25

Acquista il tuo abbonamento

I biglietti sono acquistabili anche presso le sedi di concerto a partire da un’ora prima dell’inizio dei concerti

In caso di maltempo, i concerti dell’8 e 9 giugno si terranno presso il portico coperto dei Chiostri di San Pietro, il concerto del 10 giugno avrà luogo nella Sala degli Specchi del Teatro Valli, mentre quello del 13 giugno si svolgerà al Teatro Cavallerizza.

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