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I Teatri di Reggio Emilia

I Teatri di Reggio Emilia

Fondazione I Teatri Reggio Emilia

Biglietteria (si apre in una nuova finestra)

Orchestra Leonore • Daniele Giorgi, direttore • Sueye Park, violino

Orchestra Leonore 
Daniele Giorgi, direttore 
Sueye Park, violino   

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Martedì 27 Aprile – ore 20:30

Teatro Municipale Valli

Concerti

CONCERTI

Durata: XX minuti

L’Orchestra Leonore con il suo fondatore Daniele Giorgi assieme a una giovane solista, Sueye Park, vincitrice nel 2025 del Concorso Sibelius di Helsinki; e proprio il Concerto di Sibelius apre il programma. La pagina con cui si è imposta, affrontata ora insieme ad una giovane orchestra in rapida ascesa e al suo direttore.

Programma

Jean Sibelius, Concerto in re minore per violino e orchestra, op. 47 

Johannes Brahms, Sinfonia n. 2 in re maggiore per orchestra, op. 73 

Descrizione

Il Concerto per violino di Sibelius è l’unico concerto che il compositore abbia scritto, e uno dei più amati del repertorio. Nasce dal suo rapporto con lo strumento – Sibelius aveva sognato da giovane una carriera da violinista – e unisce la difficoltà tecnica più estrema a un lirismo cupo, nordico, che sembra evocare paesaggi di ghiaccio e silenzi. Il violino solista non è mai semplice protagonista virtuoso: è una voce che canta, si lamenta, si slancia, sempre immersa nel colore dell’orchestra.

Nella seconda parte, la Sinfonia n. 2 di Brahms. Composta in un’estate sul lago di Wörth, è la più serena e luminosa delle sue quattro sinfonie. Ma sotto la superficie scorre la consueta sapienza costruttiva di Brahms, che fa crescere l’intera sinfonia da poche cellule iniziali fino a un finale di travolgente energia.

Bio

Orchestra Leonore Daniele

Ensemble di profilo internazionale fondato nel 2014 da Daniele Giorgi grazie al fondamentale impulso di Fondazione Caript, l’Orchestra Leonore costituisce il cuore di un ampio progetto nato e basato a Pistoia, volto alla creazione di un vero e proprio ecosistema musicale nel quale internazionalità e identità del territorio divengono elementi complementari per la costruzione di un futuro musicale sostenibile.
I musicisti di Leonore sono scelti tra le più importanti orchestre europee ed ensemble cameristici di eccellenza, nonché tra i migliori talenti emergenti.
L’Orchestra Leonore e Daniele Giorgi hanno rapidamente esteso la loro attività concertistica a livello nazionale affermandosi per l’originalità delle interpretazioni, l’energia performativa e la grande duttilità stilistica con cui affrontano ogni tipo di repertorio. Nell’aprile 2024 hanno debuttato con straordinario successo alla Elbphilharmonie di Amburgo, dove sono stati invitati nuovamente nell’ottobre successivo per il concerto conclusivo del tour del decennale, interamente sold out, con la Nona Sinfonia di Beethoven insieme al Philharmonischer Chor München. Nella stagione 2025/26 si segnala il debutto nella prestigiosa serie “Grandi Interpreti” del Bologna Festival.
Dal 2024 Daniele Giorgi e Leonore hanno intrapreso una nuova avventura artistica, affrontando per la prima volta il repertorio operistico con la trilogia Mozart – Da Ponte: ai successi di Così fan tutte (gennaio 2024) e Don Giovanni (aprile 2025), è seguito quello dell’aprile 2026 con Le nozze di Figaro, che ha visto proseguire la collaborazione con il regista Roberto Valerio e Manifatture Digitali Cinema.
Nella convinzione che sia necessario ed urgente superare l’attuale modello di produzione e fruizione musicale abbattendo gli steccati invalicabili che separano amatori e professionisti, musicisti e pubblico e più in generale arte e società civile, i musicisti di Leonore sono chiamati a (ri)mettere la musica d’arte concretamente in contatto e in dialogo con la comunità agendo in prima persona sul territorio che li accoglie: il progetto Floema, un unicum in Italia, li vede impegnati sull’intera provincia pistoiese in molteplici attività inclusive volte alla condivisione artistica, alla valorizzazione di realtà locali (musicali e non, con una particolare attenzione al sociale) e alla promozione di nuova musica, rendendo Pistoia modello di un possibile ‘Rinascimento musicale’. Sospeso per la pandemia, Floema è stato riavviato nel 2024 grazie all’importante sostegno di Banca Alta Toscana.

Daniele Giorgi 

Direttore d’orchestra, compositore, violinista e direttore artistico, Daniele Giorgi si dedica da sempre alla musica da molteplici prospettive.
Nel 2014 fonda l’Orchestra Leonore, ensemble internazionale di cui è guida e anima musicale, e con il quale tiene regolarmente concerti in diverse importanti stagioni concertistiche. Nell’ottobre 2024 ha guidato il trionfale tour con la Nona Sinfonia di Beethoven per il decennale di Leonore, culminato nel concerto alla Elbphilharmonie di Amburgo (Großer Saal), dove aveva debuttato con straordinario successo nell’aprile dello stesso anno: il tour ha registrato ovunque il tutto esaurito e prolungate ovazioni del pubblico, segnando anche l’inizio di una felice collaborazione con il Philharmonischer Chor München. Giorgi è inoltre Responsabile della programmazione artistica delle Stagioni musicali (Concertistica al Manzoni e Cameristica) di Fondazione Teatri di Pistoia, nonché ideatore e Direttore Artistico di Floema, progetto attraverso il quale i musicisti di Leonore, al fianco di studenti e ensemble strumentali e corali di amatori, creano nuove opportunità di ascolto in luoghi insoliti e per pubblici diversi, con una particolare attenzione alle persone in difficoltà, portando la musica anche in ospedali, carceri, istituti per anziani, scuole. Floema delinea così un modello di interazione innovativo e sostenibile tra istituzione musicale e società civile.
Dal 2025 è Direttore Artistico e Musicale de I Solisti di Pavia, duttile e multiforme orchestra da camera con la quale conduce una prestigiosa attività in Italia e all’estero in veste di Concertatore e Direttore.

Pluripremiato all’8° Concorso Internazionale per direttori d’orchestra “A. Pedrotti”, è stato assistente di Lorin Maazel alla Symphonica d’Italia e ha diretto numerose orchestre tra cui Haydn-Orchester di Bolzano e Trento, Czech Chamber Philharmonic, Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, Orchestra di Padova e del Veneto, Orchestra di Roma e del Lazio, Orchestra Filarmonica di Torino, ORT – Orchestra della Toscana, stringendo con alcune di esse prolungati rapporti di collaborazione. Nell’agosto 2022 ha debuttato con grande successo a Berlino nella Sala Grande del Konzerthaus, e nel giugno 2023 al Festival del Maggio Musicale Fiorentino. Fin da giovanissimo ha coltivato la passione per la composizione, e la sua musica è stata eseguita in Italia e all’estero. Completata la formazione violinistica, ha maturato una vasta esperienza come Konzertmeister, collaborando con prestigiose orchestre ed ensemble e conducendo così una ricca vita musicale anche come solista, concertatore e camerista.

Sueye Park

Nata in Corea del Sud nel 2000, ha iniziato lo studio del violino all’età di quattro anni. Il suo talento musicale è stato riconosciuto precocemente e, a soli nove anni, ha iniziato a studiare con Ulf Wallin presso la Hochschule für Musik “Hanns Eisler” di Berlino.

Vincitrice del XIII Concorso Internazionale di Violino Jean Sibelius (2025), si esibisce con pari dedizione sia come solista sia come musicista da camera. Ha collaborato con numerose orchestre, tra cui la Berlin Radio Symphony Orchestra, l’Orchestra della Komische Oper di Berlino, la Staatskapelle Weimar, la Bergen Philharmonic Orchestra, la Finnish Radio Symphony Orchestra, la Helsinki Philharmonic Orchestra, la Korean Symphony Orchestra, la KBS Symphony Orchestra e la Seoul Philharmonic Orchestra. Ha inoltre partecipato a festival e si è esibita in importanti sale da concerto in tutta Europa, Israele, Asia e Sud America. Tra le sue collaborazioni figurano artisti quali Adrian Brendel, Ralf Gothóni, Gary Hoffman, Pietari Inkinen, Yoel Levi, Tatjana Masurenko, Eiji Oue, Roland Pöntinen, Anna Rakitina, Dima Slobodeniouk e Osmo Vänskä. Tra i momenti salienti della stagione 2025/26 si segnala la partecipazione ai BBC Proms come solista nel Concerto per violino di Sibelius, sotto la direzione di John Storgårds con la BBC Philharmonic Orchestra.
Sueye Park ha preso parte a numerose trasmissioni radiofoniche e televisive in Germania, Israele, Corea del Sud, Spagna e Svezia. Nel 2017 è uscito il suo album di debutto, una registrazione acclamata dalla critica dei 24 Capricci di Paganini, seguito dal recital “Salut d’amour”. Il suo album per violino solo Journey Through a Century è stato selezionato come “Editor’s Choice” tra le “Recordings of the Year” da Gramophone nel 2021. Nel 2022 è stato pubblicato il Terzo Concerto per violino di Isang Yun con la Seoul Philharmonic Orchestra diretta da Osmo Vänskä; nel 2023 l’integrale delle opere per violino e pianoforte di Karol Szymanowski con il pianista Roland Pöntinen; nel luglio 2025 il disco per violino solo Echoes of Exile. La sua più recente registrazione, con musiche di Goldmark e Sibelius, sarà pubblicata nel giugno 2026.
Il suo repertorio solistico comprende opere che spaziano da Bach e Biber fino a Isang Yun e Luciano Berio, oltre ai grandi concerti del repertorio romantico e classico e a opere contemporanee per violino e orchestra.
Dal marzo 2026 è professoressa presso l’Università di Musica e Arti dello Spettacolo di Vienna.
Sueye suona un violino G.B. Guadagnini 1777 “ex Sasson”, attraverso la Beare’s International Violin Society.

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
27/04/2027 20:30 Presto in vendita

Riduzioni

Iscritti Unimore > 50%

Under 30 > 30%

Amici dei Teatri > 20%

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Altre riduzioni

Yulianna Avdeeva, pianoforte

Yulianna Avdeeva, pianoforte  

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Sabato 13 Febbraio – ore 20:30

Teatro Municipale Valli

Concerti

Yulianna Avdeeva ha vinto nel 2010 il Concorso di Varsavia, il più prestigioso dedicato a Chopin. Il recital che porta a teatro mostra però un’interprete dal repertorio ampio, costruito qui intorno a una parola: fantasia. La pianista russa la insegue da Bach a Beethoven per poi scioglierla nel virtuosismo assoluto degli Studi di Chopin.

Programma

Johann Sebastian Bach, Fantasia cromatica e fuga in re minore, BWV 903 

Ludwig van Beethoven, Fantasia per pianoforte in sol minore, op. 77 

Ludwig van Beethoven, Sonata per pianoforte n. 23 in fa minore, op. 57 “Appassionata” 

Frédéric Chopin, Dodici studi per pianoforte op. 25 

Descrizione

Si apre con la Fantasia cromatica e fuga di Bach: la prima parte vaga tra le tonalità con una grande libertà, la seconda richiama all’ordine con il rigore della fuga. Due volti opposti, l’estro e la disciplina, che convivono in pochi minuti.

Si prosegue con due Beethoven, nell’anno in cui ricorrono i duecento anni dalla sua morte. La Fantasia op. 77 è la sua pagina più imprevedibile, un susseguirsi di idee che cambiano continuamente direzione. L’Appassionata è invece uno dei vertici della sua produzione pianistica: tre movimenti di furore e concentrazione, dove la tensione si accumula fino a un finale che travolge.

A chiudere, i dodici Studi op. 25 di Chopin: una raccolta in cui la difficoltà tecnica non è mai esibizione fine a sé stessa, ma sempre al servizio della poesia, dal mormorio dell’Op. 25 n. 1, detto “Arpa eolia”, alla tempesta dell’ultimo, in do minore.

Bio

Yulianna Avdeeva, pianoforte  

Virtuosa del pianoforte, dal temperamento ardente, Yulianna Avdeeva ha vinto il Primo Premio al Concorso Internazionale di Pianoforte Chopin nel 2010, esperienza che l’ha lanciata sulla scena internazionale per la sua “costante passione e musicalità, per non parlare della sicurezza tecnica,” con esecuzioni “piene di profondità e colore” (The Telegraph). Nel 2022, il Pittsburgh Post-Gazette l’ha definita una “forza della natura di statura epica”. Dopo il recital sold-out al suo debutto alla Carnegie Hall all’inizio del 2023, Avdeeva è tornata in ottobre 2024 nella prestigiosa sala newyorkese con un programma di Chopin e Liszt, tra cui la celebre Sonata in si minore. Lo stesso programma sarà presentato in Spagna, Germania, Francia, Austria, Italia e Seattle. A Boston eseguirà Liszt e la Sonata Hammerklavier di Beethoven; al Festival Lanaudière i 24 Preludi e Fughe Op. 87 di Šostakovič e al Rockport Chamber Music Festival opere di Šostakovič e Chopin.
Nella primavera 2025, in occasione del 50° anniversario della morte di Šostakovič, Avdeeva eseguirà i 24 Preludi e Fughe, Op. 87, al Gewandhaus di Lipsia, come parte di un festival in collaborazione con l’Orchestra del Gewandhaus e la Boston Symphony. Il ciclo sarà anche eseguito alla Pierre Boulez Hall di Berlino, al Palau de la Música a Barcellona e Madrid, a Ostrava (Repubblica Ceca) e a Seon (Svizzera). I momenti salienti della sua stagione cameristica 2024-25 includono il Quintetto di Schnittke con membri dei Wiener Philharmoniker al Festival di Salisburgo, il Concerto per pianoforte e archi di Schnittke e il Concerto grosso n. 6 con Gidon Kremer e la Kremerata Baltica, e un tour in trio con Julia Fischer e Daniel Müller-Schott al Rheingau Music Festival, Kissinger Sommer e Wigmore Hall di Londra.
Tra i suoi impegni orchestrali recenti e futuri, figurano il Concerto per pianoforte n. 1 di Chopin con l’Orchestra of the Eighteenth Century in Giappone e con la Chicago Symphony; il Concerto per pianoforte n. 23 di Mozart con la Baltimore Symphony; il Concerto per pianoforte n. 3 di Prokof’ev con la Pittsburgh Symphony; il Concerto per pianoforte n. 4 di Beethoven con la Pacific Symphony; la Rapsodia su un tema di Paganini di Rachmaninoff con la Florida Orchestra e con la NHK di Tokyo; The Age of Anxiety di Bernstein con l’Orchestra Sinfonica della RAI e la Minnesota Orchestra; il Concerto n. 2 di Chopin con l’Orchestra Sinfonica di Barcellona e il Concerto in la minore di Grieg con l’Orchestra Sinfonica della Galizia.
Avdeeva ha pubblicato l’album Resilience nel 2023, con musiche di Szpilman, Weinberg, Šostakovič e Prokof’ev, compositori che hanno resistito in periodi di grande instabilità politica. Il suo ultimo album, Voyage, che include le ultime opere di Chopin, è uscito a settembre 2024, mentre una registrazione dell’Op. 87 di Šostakovič è prevista per la primavera 2025 (tutti con Pentatone). Tra le sue registrazioni si annoverano i concerti di Chopin con l’Orchestra of the Eighteenth Century diretta da Frans Brüggen (2013), tre album solistici con opere di Bach, Mozart, Schubert,

Chopin, Liszt e Prokof’ev (2014, 2016, 2017) e collaborazioni con Gidon Kremer nella musica da camera di Weinberg (2017 e 2019), oltre a una registrazione per Deutsche Grammophon (2019) come parte di una collezione dedicata ai vincitori della medaglia d’oro del Concorso Chopin.

#YuliannasMusicalDialogues è un’iniziativa online che offre uno spazio aperto alla condivisione con i suoi follower e appassionati di pianoforte. Con regolari post informali sui social, Yulianna crea un dialogo online sulla vita e le opere dei compositori, prestando particolare attenzione ai dettagli delle importanti opere che tratta, destrutturando l’arte dell’esecuzione. 

Biglietti

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13/02/2027 20:30 Presto in vendita

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Anna Prohaska, soprano • Isabelle Faust, violino

Anna Prohaska, soprano 
Isabelle Faust, violino 

Omaggio a György Kurtág, nel centenario della nascita

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Mercoledì 2 Dicembre – ore 20:30

Teatro Municipale Valli

Concerti

Quaranta schegge, alcune lunghe pochi secondi, per dire l’inquietudine, l’attesa, lo smarrimento. I Kafka-Fragmente di György Kurtág nascono da frammenti dei diari e delle lettere dello scrittore, e li traducono in una musica ridotta all’osso, dove ogni nota pesa e nulla è superfluo.

Programma

György Kurtág, Kafka-Fragmente, op.24 

Descrizione

I Teatri li propongono nell’anno del centenario di Kurtág, nato nel febbraio del 1926 e ancora oggi tra le figure decisive della musica del nostro tempo.

A dar voce e corpo a questa partitura sono due interpreti che si misurano con il repertorio più esigente. Anna Prohaska, soprano dalla scrittura vocale agile e teatrale, e Isabelle Faust, tra le violiniste che hanno saputo unire rigore filologico e libertà espressiva. Sul palco sono sole, soprano e violino, in un dialogo serrato che coinvolge l’ascoltatore in un viaggio sorprendente.

Bio

Anna Prohaska

Vincitrice del premio Opus Klassik come “Cantante dell’anno” nel 2024, il soprano austro-inglese Anna Prohaska ha debuttato all’età di 18 anni alla
Komische Oper di Berlino nel ruolo di Flora ne “The Turn of the Screw” di Britten e, poco dopo, alla Staatsoper Unter den Linden di Berlino, entrando a far parte del corpo di scena all’età di 23 anni. Da allora ha intrapreso una straordinaria carriera internazionale con alcuni dei più grandi teatri d’opera e orchestre del mondo.
Tra i momenti salienti della sua carriera operistica figurano Zabelle nella prima mondiale di Picture a day like this di George Benjamin e Morgana in Alcina
per il Festival d’Aix-en-Provence, Pamina in Die Zauberflöte, Constance in Les Dialogues des Carmélites e Nannetta in Falstaff per la Royal Opera House, Pelléas et Mélisande per la Staatsoper di Amburgo, Anne Trulove in The Rake’s Progress, Merab in Saul e Angelica in Orlando per il Theater an der Wien, Zerlina in Don Giovanni alla Scala, il ruolo principale in Orphée et Eurydice per il Maggio Musicale Fiorentino, Blonde in Die Entführung aus dem Serail all’Opéra national de Paris, Sophie in *Der Rosenkavalier a Baden-Baden, Iphis in Jephtha ad Amsterdam, oltre a Marzelline in Fidelio, The Fairy Queen di Purcell, Blonde,
Ännchen in Der Freischütz e Adele in Die Fledermaus per la Bayerische Staatsoper. Ospite abituale del Festival di Salisburgo, Anna ha interpretato Vitellia, Zerlina, Despina, Deola in Al Gran Sole Carico d’Amore di Luigi Nono, Susanna e Cordelia nel Re Lear di Aribert Reimann.
Nota per il suo variegato repertorio con la Deutsche Staatsoper, ha interpretato ruoli quali Anne Trulove, Susanna, Sophie, Pamina, Ilia, Oscar, Blonde, Poppea, Euridice, Aricie, Ännchen, Anna Reich, oltre a prime mondiali di opere di Beat Furrer e Peter Ruzicka. Tra i direttori con cui ha lavorato figurano Daniel Barenboim, Sir Simon Rattle, Philippe Jordan, Gustavo Dudamel e René Jacobs.
Molto richiesta in ambito concertistico, Anna si esibisce regolarmente con la Berliner Philharmoniker sin dal suo debutto con loro all’età di 24 anni, sotto la direzione di Rattle, Harding e Abbado. Altre orchestre includono la Filarmonica di Vienna sotto la direzione di Boulez, l’Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese sotto la direzione di Jansons, Harding, Blomstedt e Nézet-Séguin, la LSO sotto la direzione di Rattle, la Filarmonica di Los Angeles sotto la direzione di Dudamel, la Royal Concertgebouw Orchestra sotto la direzione di François-Xavier Roth, l’Orchestra della Radio Bavarese diretta da John Eliot Gardiner, la Cleveland Orchestra diretta da Welser-Möst e la
Boston Symphony Orchestra diretta da von Dohnányi. Le stagioni recenti hanno incluso residenze artistiche al Konzerthaus di Berlino, al Konzertahus di Dortmund, all’Alte Oper di Francoforte, alla Kammerakademie di Potsdam e alla Philharmonie di Lussemburgo.
Il programma della stagione 2025-2026 prevede La governante (Turn of the Screw) con la regia di Deborah Warner per l’Opera Roma; Ismène
Antigone nella prima mondiale di Pascal Dusapin diretta da Klaus Mäkelä; un ritorno nel ruolo di Zabelle in Picture a day like this di George Benjamin al Teatro di San Carlo; e Susanna ne Le nozze di Figaro con l’Orchestre symphonique de Montréal e al Liceu di Barcellona. Sul palcoscenico da concerto, Anna si unirà alla Toronto Symphony Orchestra – con cui si è esibita come Spotlight Artist nella stagione 24/25 – per la loro tournée europea in cui eseguirà la Quarta di Mahler; si riunirà inoltre con Sir Simon Rattle per le esecuzioni di Floß der Medusa di Henze con la Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks. La stagione vedrà Anna esibirsi con l’Orchestre Philharmonique de Radio France; il Varian Fy Ensemble della Filarmonica di Berlino e il Phantasm Viol Consort. Continuerà inoltre a portare in tournée i Kafka Fragmente di Kurtág con la violinista Isabelle Faust. Questa biografia non può essere modificata senza l’autorizzazione di Askonas Holt. Le varie registrazioni e i video musicali di Anna l’hanno resa protagonista di un documentario dal titolo “The Fabulous World of Anna Prohaska”, diretto da Andreas Morell nel 2013. Il suo primo album da solista, “Sirène”, è stato pubblicato nel 2011 dall’etichetta Deutsche Grammophon, seguito da “Enchanted Forest” nel 2013 e “Behind the Lines” nel 2014. Tra i suoi album più recenti figurano «Serpent & Fire» con Il Giardino Armonico, in cima alle classifiche, «Paradise Lost» con Julius Drake, «Bach: Redemption» con la Lautten Compagney e «Celebration of Life in Death» con La Folia Barockorchester per Alpha Classics, nonché «György Kurtág: Kafka’s Fragments» con Isabelle Faust per Harmonia Mundi. La scorsa stagione ha visto anche l’uscita del suo ultimo album “Maria Mater Meretrix” con Patricia Kopatchinskaja e la Camerata Bern per Alpha Classics.

Isabelle Faust

Dopo aver vinto i prestigiosi concorsi Leopold Mozart e Paganini in tenera età, Isabelle Faust è stata invitata a suonare con le orchestre più importanti del mondo, tra cui Berliner Philharmoniker, Orchestra of the Age of Enlightenment, Boston Symphony Orchestra, NHK Symphony Orchestra di Tokyo. Il suo repertorio spazia dalle opere di Bach a compositori contemporanei quali Ligeti, Lachenmann e Widmann, sia in qualità di musicista da camera sia come solista con prestigiose orchestre o ensemble d’epoca. Per esaltare questa versatilità oltre al repertorio dei grandi concerti sinfonici per violino Isabelle Faust suona anche opere come Kafka-Fragmente di Kurtág con il soprano Christine Schäfer e i Quintetti con clarinetto di Brahms e Mozart con strumenti d’epoca. Nel corso della sua carriera si è esibita e ha inciso dischi con direttori quali Frans Brüggen, Mariss Jansons, Giovanni Antonini, Philippe Herreweghe, Daniel Harding e Bernard Haitink. Ha instaurato uno stretto rapporto con Claudio Abbado con cui ha inciso i Concerti per violino di Beethoven e Berg con l’Orchestra Mozart che hanno ottenuto numerosi riconoscimenti quali Diapason d’Or, Echo Klassik, Gramophone Award 2012 e il giapponese Record Academy Award. Altre incisioni sono state premiate, come le Sonate di Beethoven per pianoforte e violino con Alexander Melnikov (Diapason d’Or e Gramophone Award) e le Sonate e Partite di Bach (Diapason d’Or de l’Année). Nel 2012 è stata insignita del premio Abbiati della critica italiana. Isabelle Faust suona il violino Stradivari “Bella Addormentata” (1704), gentilmente concesso dalla L-Bank Baden-Württemberg.

Biglietti

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Filarmonica della Scala • Riccardo Chailly

Filarmonica della Scala  
Riccardo Chailly direttore 

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Martedì 10 Novembre – ore 20:30

Teatro Municipale Valli

Concerti

La Filarmonica della Scala risale sul palcoscenico del Valli con Riccardo Chailly e un programma che guarda tutto a Oriente, alla Russia di fine Ottocento e ai suoi tormenti.

Programma

Sergej Rachmaninov, Utijos (La roccia), poema sinfonico op. 7 

Sergej Rachmaninov, Suite orchestrale dall’opera Aleko (Introduzione, Danza delle donne, Intermezzo, Danza degli uomini) 

Pëtr Il’ič Čajkovskij, Sinfonia n. 4 in fa minore, op. 36 

Descrizione

I due brani che aprono la serata appartengono al Rachmaninov dei primi anni, quando il compositore aveva poco più di vent’anni e non era ancora il pianista celebrato che il mondo avrebbe conosciuto. La roccia è un poema sinfonico ispirato a un racconto di Čechov. La suite dall’opera Aleko, prima prova teatrale di Rachmaninoff, mette in fila quattro episodi – due danze, un’introduzione e un intermezzo – che raccontano l’ambiente zigano sullo sfondo di un dramma di gelosia e morte.

La seconda parte è affidata alla Quarta Sinfonia di Čajkovskij, una delle sue pagine più tormentate. È lo stesso compositore a parlare, in una lettera, di un “destino” che incombe fin dalle prime note e che ritorna lungo tutta l’opera come una presenza inevitabile. Dall’angoscia dell’avvio si arriva a un finale travolgente, in cui l’orchestra si lancia in una festa popolare quasi forzata, come se la gioia fosse l’unica risposta possibile a ciò che non si può cambiare.

Bio

Filarmonica della Scala  

La Filarmonica della Scala viene fondata dai musicisti scaligeri con Claudio Abbado nel 1982. Carlo Maria Giulini guida le prime tournée internazionali; Riccardo Muti, Direttore Principale dal 1987 al 2005, ne promuove la crescita artistica e ne fa un’ospite costante nelle più prestigiose sale da concerto internazionali. Da allora l’orchestra ha instaurato rapporti di collaborazione con i maggiori direttori tra i quali Leonard Bernstein, Giuseppe Sinopoli, Seiji Ozawa, Zubin Mehta, Esa-Pekka Salonen, Riccardo Chailly, Yuri Temirkanov, Daniele Gatti, Fabio Luisi, Gustavo Dudamel. Profonda è la collaborazione con Myung-Whun Chung e Daniel Harding. Daniel Barenboim, Direttore Musicale del Teatro dal 2006 al 2015, e Valery Gergiev, sono membri onorari, così come lo sono stati Georges Prêtre, Lorin Maazel, Wolfgang Sawallisch. Nel 2015 Riccardo Chailly ha assunto la carica di Direttore Principale contribuendo ulteriormente alla reputazione internazionale dell’orchestra. La Filarmonica realizza la propria stagione di concerti ed è impegnata nella stagione sinfonica del Teatro alla Scala. Ha debuttato negli Stati Uniti con Riccardo Chailly nel 2007, in Cina con Myung-Whun Chung nel 2008 ed è ospite regolare delle più importanti istituzioni concertistiche internazionali. Dal 2013 è protagonista del Concerto per Milano, il grande appuntamento sinfonico gratuito in Piazza Duomo, tra le iniziative Open Filarmonica nate per condividere la musica con un pubblico sempre più ampio, di cui fanno parte anche le Prove Aperte, il cui ricavato è devoluto in beneficenza ad associazioni non profit, e il progetto Sound, Music! dedicato ai bambini delle scuole primarie milanesi. Particolare attenzione è rivolta al repertorio contemporaneo: la Filarmonica della Scala commissiona regolarmente nuovi brani ai compositori del nostro tempo. Consistente la produzione discografica per Decca, Sony ed Emi. Le ultime pubblicazioni per Decca includono The Fellini Album, con musiche di Nino Rota, eletto Diapason d’Or de l’Année 2019,  Cherubini Discoveries e Respighi. L’ultima pubblicazione, Musa Italiana, celebra la musica ispirata all’Italia e include la Sinfonia “Italiana” di Mendelssohn insieme alle due ouverture “In stile italiano” di Schubert, ispirate a Rossini, e alle tre prime ouverture mozartiane di opere italiane rappresentate per la prima volta a Milano
L’attività della Filarmonica della Scala non attinge a fondi pubblici ed è sostenuta dal Main Partner UniCredit.

Riccardo Chailly

Riccardo Chailly è Direttore Musicale del Teatro alla Scala e Direttore Principale della Filarmonica della Scala. Dal 2016 ha assunto la carica di Direttore Musicale dell’Orchestra del Festival di Lucerna, succedendo a Claudio Abbado. È stato Kapellmeister del Gewandhausorchester di Lipsia e Direttore Principale dell’Orchestra del Royal Concertgebouw di Amsterdam, che ha guidato per sedici anni.
Conduce le principali orchestre internazionali, tra queste Wiener Philharmoniker e Berliner Philharmoniker, New York Philharmonic, Cleveland Orchestra, Philadelphia Orchestra e Chicago Symphony Orchestra. È ospite regolare di festival quali Salisburgo e BBC Proms di Londra.
La carriera di Riccardo Chailly in campo operistico registra numerose produzioni al Teatro alla Scala, alla Staatsoper di Vienna, al Metropolitan di New York, all’Opera di San Francisco, al Covent Garden di Londra, alla Bayerische Staatsoper di Monaco, all’Opera di Zurigo.  
Riccardo Chailly è da oltre trent’anni artista esclusivo Decca, che ha pubblicato nel 2018 un cofanetto contenente 55 CD di registrazioni con le principali orchestre internazionali per celebrare 40 anni di collaborazione. Tra i riconoscimenti più recenti delle sue oltre 150 incisioni si segnalano il Gramophone Award come Disco dell’Anno per l’integrale delle Sinfonie di Brahms e due Echo Classic nel 2012 e nel 2015. Nel 2020 ha ricevuto il Diapason d’Or come Artista dell’anno per le ultime incisioni con la Filarmonica della Scala e l’Orchestra del Festival di Lucerna. L’attività discografica con la Filarmonica della Scala, dopo il disco Viva Verdi realizzato in occasione del bicentenario verdiano, è ripresa nel 2017 con Overtures, Preludi e Intermezzi di opere che hanno avuto la prima rappresentazione alla Scala. Le ultime pubblicazioni sono The Fellini Album nel 2019, nel 2020 Cherubini Discoveries e Respighi, nel 2021 Musa Italiana.

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Filarmonica Toscanini • Nagano • Khachatryan • Müller-Schott • Kodama  

Filarmonica Toscanini 
Kent Nagano, direttore
Sergej Khachatryan, violino • Daniel Müller-Schott, violoncello • Mari Kodama, pianoforte  

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Sabato 15 Maggio – ore 20:30

Teatro Municipale Valli

Concerti

Tre solisti accanto all’orchestra: il Triplo concerto di Beethoven è una pagina rara, perché chiede a violino, violoncello e pianoforte di dialogare insieme e con l’orchestra, intrecciando le voci senza che nessuna prevalga. La Filarmonica Toscanini, guidata da Kent Nagano, riunisce per l’occasione tre interpreti di primo piano: il violinista Sergej Khachatryan, il violoncellista Daniel Müller-Schott e la pianista Mari Kodama.

Programma

Ludwig van Beethoven, Concerto triplo in do maggiore per pianoforte, violino e violoncello, op. 56 

Felix Mendelssohn Bartholdy, Sinfonia n. 4 in la maggiore, op. 90 Italiana

Descrizione

Composto nell’anno in cui ricorrono i duecento anni dalla morte di Beethoven, il Triplo concerto è una delle sue opere meno eseguite, proprio per la difficoltà di radunare tre solisti di pari statura. Il violoncello apre quasi sempre il discorso, seguito dal violino e poi dal pianoforte, in un gioco di rimandi che ha più i tratti della conversazione tra amici che del confronto virtuosistico. Al centro, un breve Largo di intensa cantabilità conduce senza pausa a un finale in tempo di danza, dai ritmi di polacca.

Nella seconda parte, la Sinfonia n. 4 di Mendelssohn, l’Italiana, nata da un viaggio nel nostro paese che incantò il giovane compositore. È una pagina di luce e di slancio: l’avvio è una corsa festosa, il secondo movimento richiama una processione, e il finale è un saltarello, danza popolare romana, che chiude la sinfonia in un turbine. Curiosamente, Mendelssohn non la pubblicò mai in vita, insoddisfatto e deciso a rivederla: la conosciamo nella forma che ci ha lasciato, ormai entrata stabilmente nel repertorio.

Bio

Filarmonica Toscanini 

La Filarmonica Arturo Toscanini nasce a Parma nel 2002 come prosecuzione della storica Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini. Oggi è considerata tra le più importanti orchestre sinfoniche italiane.
Ispirata ai valori di Arturo Toscanini – rigore, talento, estro e impegno – l’attività dell’orchestra si caratterizza per una continua ricerca di qualità, dal repertorio classico al contemporaneo, dagli ensemble cameristici al grande sinfonismo.
Dal 2025 Kent Nagano ricopre il ruolo di Principal Artistic Partner della Filarmonica Arturo Toscanini, nell’ambito di un accordo triennale che inaugura la stagione 2025/2026. Direttore di caratura internazionale, noto per la sua capacità di unire rigore intellettuale e originalità interpretativa, Nagano inaugura con la Filarmonica un nuovo capitolo di collaborazione artistica, destinato a consolidare la presenza dell’orchestra sul piano internazionale.
Enrico Onofri è stato Direttore Principale (2020-2024), succedendo ad Alpesh Chauhan (2017-2020); prima di loro, rispettivamente, Kazushi Ono (2012-2015), Francesco Lanzillotta (2015-2017) e Kristjan Jarvi (2021-2023) hanno ricoperto la carica di Direttore Ospite Principale. Omer Meir Wellber, uno tra i direttori più legati alla Filarmonica, è stato Direttore Musicale del Festival Toscanini, il progetto musicale incentrato sulla figura e sull’eredità storico-artistica di Arturo Toscanini, nelle edizioni 2022 e 2023.
Nella sua storia la Filarmonica Arturo Toscanini si è esibita sotto la guida di alcuni dei maggiori interpreti che hanno segnato la storia della direzione d’orchestra, quali Lorin Maazel, Zubin Mehta, Georges Prêtre, Mstislav Rostropovich, Gianandrea Gavazzeni, Charles Dutoit, Yuri Temirkanov e Jeffrey Tate, e dei più importanti direttori del panorama internazionale, quali Fabio Luisi, Vladimir Jurowski, James Conlon, Juraj Valčuha, Trevor Pinnock, Roberto Abbado, Tugan Sokhiev, Rinaldo Alessandrini, Christophe Rousset, Fabio Biondi, Wayne Marshall e Tan Dun. Oggi viene abitualmente diretta da alcuni dei più apprezzati direttori delle ultime generazioni e dai giovani più promettenti della scuola direttoriale italiana: Michele Mariotti, Daniele Rustioni, Antonino Fogliani e Riccardo Frizza, Michele Spotti, Alessandro Bonato e Diego Ceretta.
Numerose sono state le collaborazioni con prestigiosi solisti, tra i quali Mischa Maisky, Ivo Pogorelich, Viktoria Mullova, Gil Shaham, Steven Isserlis, Ton Koopman, Krystian Zimerman, Ian Bostridge, Mario Brunello, Salvatore Accardo, Placido Domingo, Juan Diego Flórez, Natalia Gutman, Ray Chen, Stefano Bollani, Carolin Widmann, Valeriy Sokolov, Pablo Ferrandez, Jean-Yves Thibaudet, Nicola Benedetti e Maxim Vengerov.
La Filarmonica Arturo Toscanini è stata acclamata da pubblico e critica nelle maggiori sale da concerto di tutto il mondo in città quali Washington, New York, Parigi, Madrid, Barcellona, Amburgo, Mosca, Bucarest, Varsavia, Gerusalemme, Tel Aviv, Tokyo e Pechino. L’attività internazionale, ripartita da Algeri nel 2022, ha visto la Filarmonica protagonista a Dresda, unica orchestra italiana nel cartellone 2023 del Dresdner Musikfestspiele, uno tra i più prestigiosi festival europei.
Si esibisce regolarmente a Parma nell’Auditorium Paganini progettato da Renzo Piano ed è protagonista delle Stagioni liriche e sinfoniche dei Teatri di tradizione della Regione Emilia-Romagna e di un significativo programma concertistico in tutto il territorio regionale.
Dal 2012 la Filarmonica Toscanini è partner del Festival Verdi di Parma, un sodalizio artistico nel nome di due illustri musicisti parmigiani, Verdi e Toscanini.

Kent Nagano

Kent Nagano è considerato uno dei più importanti direttori d’orchestra contemporanei, sia nel repertorio operistico che in quello orchestrale. A partire da settembre 2026 sarà il prossimo direttore principale e direttore artistico dell’Orquesta y Coro Nacionales de España (OCNE) di Madrid ed è stato recentemente nominato partner artistico principale della Filarmonica Toscanini. Inoltre, insieme a Jan Vogler, è impegnato come direttore artistico del progetto del Ring “The Wagner Cycles” del Dresdner Musikfestspiele con la Dresdner Festspielorchester e il Concerto Köln. È direttore onorario della Deutsches Symphonie-Orchester Berlin dal 2006, della Concerto Köln dal 2019, dell’Orchestre symphonique de Montréal dal 2021 e della Philharmonisches Staatsorchester Hamburg dal 2023 ed è patrono del Festival di Herrenchiemsee.
Come direttore ospite molto richiesto, Kent Nagano lavora regolarmente con le principali orchestre internazionali di tutto il mondo; tra i momenti salienti della stagione 2025/26 figurano diversi progetti con la Deutsches Symphonie-Orchester Berlin, l’Orchestra Filarmonica di Monaco, il Maggio Musicale, l’Orchestra della Tonhalle di Zurigo, l’Opéra de Paris e la Philharmonia Orchestra, tra gli altri.
La stagione 2024/25 è stata l’ultima stagione di Kent Nagano come direttore musicale generale ad Amburgo. Tra i momenti salienti del suo mandato figurano produzioni operistiche quali «Boris Godunov», «Salomè», le rappresentazioni di «Venere e Adone» di Sciarrino e «Peter Grimes» di Britten, “Les Troyens”, ‘Lulu’, “Lessons in Love and Violence” e la prima mondiale di “Stilles Meer”, oltre a “Les Contes d’Hoffmann” nella nuova produzione di Daniele Finzi Pasca (pubblicata in DVD da EuroArts nel febbraio 2022). Altri momenti salienti sono stati la “Philharmonic Academy” a St. Michaelis, i concerti all’aperto al Rathausmarkt e la prima mondiale di “Waves” di Pascal Dusapin per organo e orchestra all’Elbphilharmonie. Le tournée orchestrali con la Philharmonisches Staatsorchester Hamburg hanno portato Nagano in Giappone, a Taiwan, in Cina, in Spagna e in Sudamerica. Tra i precedenti momenti salienti nel campo dell’opera figurano la ripresa de “Le Grand Macabre” di Ligeti in una produzione di Krzysztof Warlikowski all’Opera di Stato Bavarese di Monaco lo scorso anno, l’opera “A Quiet Place” di Bernstein all’Opera di Parigi, la prima mondiale de “Il Viaggio, Dante” di Dusapin al Festival d’Aix-en-Provence, “Cardillac” di Hindemith, “Die Bassariden” di Henze e la prima mondiale de “L’amour de loin” di Saariaho al Festival di Salisburgo.
Tra le altre prime mondiali dirette da Nagano figurano la “Cantata della Casa Bianca” di Bernstein e le opere “Alice nel Paese delle Meraviglie” di Unsuk Chin, “Le tre sorelle” di Peter Eötvös, nonché “La morte di Klinghoffer” e “El Niño” di John Adams. Sotto la direzione artistica di Kent Nagano e dell’intendente del Musikfestspiele di Dresda Jan Vogler, la Tetralogia dell’Anello di Wagner sarà rappresentata nel contesto artistico del periodo in cui è stata composta, sulla base delle più recenti scoperte della ricerca su Wagner e sulla prassi esecutiva, e integrata in un ampio programma di contorno nell’ambito del progetto pluriennale “I Cicli Wagneriani del Musikfestspiele di Dresda” dal 2023 al 2026. La prima rappresentazione de “Das Rheingold” nel 2023 ha avuto luogo al Festival musicale di Dresda e il progetto è stato portato in tournée a Colonia, Ravello, Praga, Amsterdam, Amburgo e Lucerna. Il progetto proseguirà fino al 2026 con le rappresentazioni del “Gotterdammerung”. Le registrazioni di Nagano con l’OSM per Sony Classical/Analekta includono i “Lieder orchestrali” di Mahler con Christian Gerhaher nel 2013 e una registrazione completa di tutte le sinfonie di Beethoven nel 2015. La Decca ha pubblicato una registrazione della prima nordamericana de L’Aiglon, un’opera raramente rappresentata di Honegger e Ibert del 2016, diretta da Nagano nel 2015. Altre pubblicazioni della Decca sono Danse Macabre con opere di Dukas, Saint-Saens, Ives e altri nel 2016, nonché una registrazione di “A quiet place” di Bernstein nel 2018 in occasione del centenario della nascita del compositore. John Adams’.
Nel 2016 la Decca ha pubblicato una registrazione della prima nordamericana de L’Aiglon, un’opera raramente rappresentata di Honegger e Ibert, registrata nel 2015 sotto la direzione di Nagano. Altre pubblicazioni della Decca sono Danse Macabre con opere di Dukas, Saint-Saëns, Ives e altri nel 2016, nonché una registrazione di “A quiet place” di Bernstein nel 2018 in occasione del centenario della nascita del compositore. “Common tones” di John Adams in tempo e armonia semplici (Decca) è stato pubblicato nel 2019, la “Lukas Passion” di Penderecki (BIS) e le opere di Ginastera, Bernstein e Moussa (Analekta) nel 2020. Nell’ottobre 2019, Kent Nagano e Mari Kodama hanno ampliato le loro registrazioni congiunte delle opere di Beethoven per pianoforte e orchestra con il Concerto per pianoforte n. 0 in mi bemolle maggiore WoO 4, un’opera quasi sconosciuta della giovinezza del compositore, e il suo Rondo per pianoforte e orchestra WoO 6 con la Deutsches Symphonie-Orchester Berlin. L’edizione completa dei concerti per pianoforte di Beethoven è stata pubblicata dall’etichetta Berlin Classics. Nagano ha ricevuto dei Grammy per le sue registrazioni del “Doktor Faust” di Busoni con l’Opéra National de Lyon, “Pierino e il lupo” di Prokofiev con l’Orchestra Nazionale Russa e “L’amour de Loin” di Saariaho con la Deutsches Symphonie-Orchester Berlin. Ha collaborato per molti anni con etichette quali BIS, Decca, Sony Classical, FARAO Classics e Analekta, e ha registrato CD anche con Berlin Classics, Erato, Teldec, Pentatone, Deutsche Grammophon e Harmonia Mundi.
To celebrate Kent Nagano’s 70th birthday in 2021, a 3-CD box set of works by Olivier Messiaen was released in October on the BR Klassik label. The release includes live recordings of the works Poèmes pour Mi, Chronochromie and La Transfiguration de Notre Seigneur Jésus-Christ from his concerts with the Symphonieorchester und Chor des Bayerischen Rundfunks, demonstrating Nagano’s close familiarity with Messiaen’s musical language in a special way. In September 2021, Kent Nagano published his second book with Berlin Verlag.In “10 Lessons of my Life”, l’autore ripercorre dieci incontri profondamente personali dai quali ha tratto insegnamenti importanti, non solo per la sua carriera ma per la sua vita in generale. Tra queste esperienze figurano gli incontri con l’artista pop islandese Björk, Frank Zappa, Leonard Bernstein, Pierre Boulez e il premio Nobel per la fisica Donald Glaser.
Nel 2015 Kent Nagano ha pubblicato “Erwarten Sie Wunder!”, sempre per la Berlin Verlag, un appassionato appello a favore dell’importanza della musica classica nel mondo di oggi. Nel 2019 il libro è stato pubblicato in inglese dalla casa editrice canadese McGill-Queen’s University Press con il titolo “Classical Music – Expect the Unexpected” e nel 2015 in francese con il titolo “Sonnez, merveilles!” dalle Éditions du Boréal.
Kent Nagano ha ricevuto la laurea honoris causa dalla McGill University di Montréal nel 2005, dall’Université de Montréal nel 2006 e dalla Francisco State University nel 2018. Dal 2017, Kent Nagano è “Compagnon” dell’Ordre des arts et des lettres del Québec e nell’autunno del 2023 gli è stato conferito anche il titolo di “Chevalier” dell’Ordre des arts et des lettres di Francia. Nel febbraio 2024, Nagano è stato insignito dell’Ordine al Merito della Repubblica Federale di Germania dal Presidente Federale e nel giugno 2024 gli è stato conferito l’Ordine del Canada, la più alta onorificenza civile del Canada. Kent Nagano è il vincitore del Premio Brahms 2024 della Società Brahms dello Schleswig-Holstein.

Sergej Khachatryan

Nato a Yerevan, Armenia, Sergey Khachatryan ha vinto nel 2000 il Primo Premio all’VIII Concorso Internazionale Jean Sibelius di Helsinki, diventando il più giovane vincitore nella storia del concorso. Nel 2005 si è aggiudicato il Primo Premio al Concorso Regina Elisabetta di Bruxelles.
Nella stagione 2025/26 la presenza internazionale di Sergey è confermata da esibizioni con l’Orchestre de la Suisse Romande (Tugan Sokhiev), la Lucerne Symphony Orchestra (Maxim Emelyanychev), la Wiener KammerOrchester (Jan Willem de Vriend), l’Orquestra Simfònica de Barcelona i Nacional de Catalunya (Eun Sun Kim), la Frankfurt Radio Symphony Orchestra (Alain Altinoglu) e la Taipei Symphony (Alexander Liebreich), oltre che in Nord America con la San Francisco Symphony (David Afkham), la Atlanta Symphony Orchestra (Pietari Inkinen), la Cleveland Orchestra (Rafael Payare) e la National Symphony Orchestra di Washington (Simone Young).
Tra le sue recenti apparizioni in Nord America si annoverano i concerti con la Toronto Symphony Orchestra (Tarmo Peltokoski), la Seattle Symphony (Ludovic Morlot) e la Montréal Symphony Orchestra (Rafael Payare). Ha inoltre suonato con la New York Philharmonic, la Boston Symphony e la Philadelphia Orchestra, oltre che ai festival Ravinia, Aspen, Blossom e Mostly Mozart. Il più recente tour nordamericano con la Armenian National Philharmonic ha incluso sedi prestigiose come la Roy Thomson Hall di Toronto, la Maison Symphonique di Montréal e la Carnegie Hall di New York.
L’album più recente di Sergey e Lusine, My Armenia, pubblicato da naïve e dedicato al centenario del genocidio armeno, ha ricevuto l’Echo Klassik nella categoria Chamber Music Recording 20th–21st Century/Mixed Ensemble. Insieme hanno anche registrato le Tre Sonate per violino e pianoforte di Brahms. La discografia di Sergey per la stessa etichetta comprende inoltre i concerti di Sibelius e Khachaturian con la Sinfonia Varsovia diretta da Emmanuel Krivine, entrambi i concerti di Šostakovič con l’Orchestre National de France e Kurt Masur, un’incisione delle sonate di Šostakovič e Franck per violino e pianoforte, e l’integrale delle sonate e partite per violino solo di J.S. Bach.
Tra gli impegni delle stagioni precedenti si ricordano la residenza di Sergey con l’Orquesta de Valencia, che comprendeva diversi concerti diretti da Alexander Liebreich, incluso un progetto cameristico, e la residenza al BOZAR di Bruxelles, con due recital e un concerto con l’Orchestre National de Belgique diretto da Hugo Wolff. Tra i suoi ritorni più recenti si segnalano la RAI Orchestra Sinfonica Nazionale (Kirill Karabits), l’Orchestre National de Lyon (Nikolaj Znaider), l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (Myung-Whun Chung), il Frankfurter Museumsorchester (Michael Sanderling), la Gävle Symfoniorkester (Case Scaglione) e un tour spagnolo con la Bilbao Symphony Orchestra (Joana Carneiro).
Sergey ha inoltre preso parte a un tour negli Stati Uniti e in Europa con Alisa Weilerstein e Inon Barnatan con il programma Transfigured Nights, incentrato sulla musica di Beethoven, Schönberg e Šostakovič. Tra gli altri progetti recenti figurano un tour in Giappone con la Nippon Foundation e, nel 2015, l’esecuzione del Concerto per violino di Beethoven al Lucerne Festival con i Wiener Philharmoniker diretti da Gustavo Dudamel, in qualità di vincitore del Credit Suisse Young Artist Award.
Sergey suona lo Stradivari “Kiesewetter” del 1724, generosamente concesso in prestito dalla Stretton Society.

Daniel Müller-Schott 

Il violoncellista tedesco Daniel Müller-Schott è riconosciuto come uno dei più affermati strumentisti della sua generazione, protagonista delle più importanti scene internazionali con le maggiori orchestre e direttori del mondo. Descritto dal New York Times per la sua “intensa espressività” e la “tecnica impavida”, è apprezzato per la sua arte che crea ponti tra musica, letteratura e arti visive.
Tra gli impegni salienti della stagione 2025/26 figurano l’esecuzione del Concerto per violoncello di Elgar con la London Symphony Orchestra diretta da Antonio Pappano e un concerto di musica da camera alla Carnegie Hall di New York con “Maxim Vengerov and Friends”. Si esibirà inoltre con la San Francisco Symphony (Daniele Rustioni), la Indianapolis Symphony (Jun Märkl) e la Czech Philharmonic al Festival Kissinger Sommer (Dalia Stasevska). Grandi tournée lo porteranno in Asia, Australia e Nuova Zelanda, con concerti insieme alle orchestre sinfoniche di Sydney, Auckland, Tasmania e Adelaide, oltre alle collaborazioni con la NSO di Taiwan e il violinista Paul Huang. Sempre in Asia, sarà impegnato in tournée con la WDR Symphony Orchestra diretta da Andris Poga, dopo i concerti inaugurali a Colonia e Bielefeld. Nel 2026, il Vevey Spring Classic Festival, da lui fondato insieme a Wilson Hermanto, celebra la sua quinta edizione.
Müller-Schott si è esibito con molte delle più importanti orchestre del mondo, tra cui Berliner Philharmoniker, Leipzig Gewandhausorchester, Munich Philharmonic, Bavarian State Orchestra, Orchestre National de France, Tonhalle-Orchester Zürich, Oslo Philharmonic, London Symphony e London Philharmonic Orchestra, Royal Philharmonic Orchestra, oltre che con importanti formazioni in Nord America, Asia e Australia. Ha collaborato con direttori quali Christoph Eschenbach, Andris Nelsons, Gianandrea Noseda, Vasily Petrenko, Krzysztof Urbański e Marin Alsop, tra molti altri.
Il suo vasto repertorio spazia dal Barocco alla musica contemporanea, e diversi compositori – tra cui George Alexander Albrecht, Sir André Previn e Peter Ruzicka – gli hanno dedicato concerti per violoncello. Appassionato camerista, collabora regolarmente con artisti come Anne-Sophie Mutter, Julia Fischer, Renaud Capuçon, Janine Jansen, e con i quartetti Modigliani ed Ebène.
Nel corso di oltre trent’anni di carriera, Müller-Schott ha pubblicato più di trenta registrazioni per etichette come Deutsche Grammophon, Warner, Pentatone e Orfeo, ottenendo riconoscimenti quali Diapason d’Or, Gramophone Editor’s Choice, CD of the Month di BBC Music Magazine e International Classical Music Award (ICMA). La sua prossima uscita discografica per Orfeo sarà dedicata a musiche di Boccherini, Geminiani, Vivaldi e Bach.
Allievo di Walter Nothas, Heinrich Schiff e Steven Isserlis, ha ricevuto i preziosi consigli di Anne-Sophie Mutter e Mstislav Rostropovich. Nel 1992 ha vinto il Primo Premio al Concorso Čajkovskij Internazionale per Giovani Musicisti di Mosca, che ha segnato l’inizio della sua carriera solistica. Daniel Müller-Schott suona il violoncello “Ex Shapiro” di Matteo Goffriller (Venezia, 1727).

Mari Kodama

Mari Kodama è costantemente elogiata per il suo virtuosismo in un ampio repertorio, che spazia dalle opere orchestrali a quelle da camera e solistiche di compositori di ogni epoca. È nota anche per la sua naturale musicalità, l’espressività tonale unita a una forma chiara, e come interprete di riferimento di Beethoven.
Nella stagione 2025/26, Mari Kodama metterà in mostra i suoi molteplici talenti con varie esibizioni in concerti internazionali, come il recital in duo con Momo Kodama al Festival di Lucerna, il ritorno al Muse & Piano al Louvre Lens e alla Filarmonica de Stat Transilvania (Larry Forster). Continua inoltre la sua serie dedicata alle 32 sonate per pianoforte di Beethoven e alle nuove composizioni di Rodolphe Bruneau-Boulmier alla Konzerthaus Blaibach. Tra gli altri momenti salienti recenti figurano un concerto di apertura con Le Cercle de l’Harmonie a Parigi (Jérémie Rhorer), dove suona il Concerto per pianoforte n. 1 di Beethoven al fortepiano, un concerto all’aperto con la Philharmonischen Staatsorchester Hamburg, i concerti di debutto con la National Symphony Orchestra di Taiwan (Lan Shui), Orchestra Haydn di Bolzano e Trento e l’Orchester der KlangVerwaltung al Festival di Herrenchiemsee, e un ritorno alla Japan Philharmonic (Kahchung Wong).
A ulteriore dimostrazione della sua versatilità, Kodama ha ricoperto un ruolo centrale nella produzione di grande successo «Beethoven Projekt II» (John Neumeier), che ha segnato la riapertura della Staatsoper di Amburgo dopo mesi di chiusura a causa del COVID-19 e che è stata riproposta nella stagione 2022/23 con otto repliche. Nella stagione 2025/26, torna alla Staatsoper di Amburgo per una nuova produzione di Morte a Venezia (Neumeier). In recital, ha collaborato con Markus Hinterhäuser eseguendo “Visions de l’Amen” di Messiaen e con Rebekka Hartmann eseguendo le sonate per violino di Beethoven insieme alle nuove opere di Bruneau-Boulmier. Ha inoltre organizzato il Festival Beethoven “A Life in a Day” a San Francisco, presentando tutte le 32 sonate per pianoforte di Beethoven in due giorni con 14 solisti diversi.
Le opere pianistiche di Beethoven costituiscono il fulcro delle attività discografiche di Mari Kodama con Pentatone e Berlin Classics. È una delle poche pianiste donne ad aver registrato l’integrale delle sonate del compositore, con il suo cofanetto del 2014 per Pentatone che ha ricevuto il plauso della critica. Nell’autunno 2019 ha pubblicato i Concerti per pianoforte n. 0-5 di Beethoven, che insieme al suo Rondo per pianoforte e orchestra e alle Variazioni Eroica per pianoforte solo completano il cofanetto CD Beethoven con tutti i concerti per pianoforte di Beethoven e il Triplo Concerto insieme alla Deutsches Symphonie-Orchester Berlin e a Kent Nagano (Berlin Classics). Le ultime pubblicazioni di Kodama comprendono i Concerti per tre pianoforti di Mozart e il Concerto per due pianoforti di Poulenc con l’Orchestre de la Suisse Romande, oltre a un ritratto ricco di sfumature delle opere pianistiche di Bruckner per Pentatone (ottobre 2024), che ha ricevuto ottime recensioni da diverse testate.

Attraverso la sua attività concertistica, Mari Kodama ha portato all’attenzione del pubblico mondiale gemme poco conosciute del repertorio pianistico. Ha eseguito il Concerto per pianoforte n. 2 di Stenhammer a Göteborg e a New York e ha anche collaborato con Viviane Hagner al Concerto da camera per pianoforte e violino di Alban Berg, che hanno eseguito sia con la Jyväskylä Sinfonia che con la DSO Berlin. Inoltre, nel 2013 Mari Kodama ha eseguito in prima assoluta il Concerto per due pianoforti di Jean-Pascal Beinthus insieme a Momo Kodama e all’Orchestre Philharmonique de Monte Carlo. Mari Kodama ha anche suonato nelle prime esecuzioni canadesi di Valse Bavaroise e Humoresken di Jörg Widmann, entrambe al Canadian Orford Festival nell’estate del 2010.
Oltre alle sue esibizioni, Mari Kodama svolge anche un ruolo attivo come direttrice artistica di festival musicali. Ha co-fondato il Forest Hill Musical Days Festival, un festival di musica da camera a San Francisco, insieme al marito Kent Nagano, e ha anche diretto la serie di musica da camera all’Orford Music Festival. Nel 2018 ha assunto la direzione artistica del Festival Tra Luce e Sogno a Postignano, in Italia, per il quale ha ingaggiato artisti del calibro di Christian Gerhaher, Matt Haimovitz e Gerold Huber, tra gli altri. Mari Kodama è una Steinway Artist.

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
15/05/2027 20:30 Presto in vendita

Riduzioni

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Short Trio Stories

Short Trio Stories
Giovanni Sollima, Clarissa Bevilacqua e Carlotta Maestrini

Buxus Consort Festival

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Giovedì 25 Giugno – ore 21:30

Chiostri di San Pietro

Estate ai Chiostri

Violino, violoncello e pianoforte, una formazione che può raccontare 300 anni di musica, a cominciare da Haydn e Beethoven, passando per Mozart, continuando con Brahms, Debussy, Ravel, Šostakovič e tantissimi altri…

Programma

Led Zeppelin
Kashmir

Sergej Rachmaninov
Trio élégiaque n. 1

Carlotta Maestrini
Friends

System of a Down
Chop Suey!

Giovanni Sollima
Short Trio Stories
Leonardo Rebus
Biamonti 738
Allegro troppo
Leonardo Rebus
Scarlatti cut

Ezio Bosso
Split, Postcards From Far Away

Descrizione

Giovanni Sollima, violoncello
Clarissa Bevilacqua, violino
Carlotta Maestrini, pianoforte

Giovanni Sollima torna a esibirsi a Reggio Emilia, accompagnato da Clarissa Bevilacqua al violino e Carlotta Maestrini al pianoforte, con un concerto speciale che costituisce un’anteprima del Buxus Consort Festival, il festival musicale dedicato a Ezio Bosso nato nel 2021 attorno al Teatro Sociale di Gualtieri e con la Fondazione I Teatri collabora.

Il programma che Sollima ha costruito per questo concerto speciale attraversa la musica in tutta la sua ampiezza, sorvolando epoche e generi musicali in un grande viaggio che consente di unire su un’unica rotta il rock ipnotico di Kashmir dei Led Zeppelin, il Trio élégiaque n. 1 di Rachmaninov, scritture contemporanee dello stesso Sollima e di Carlotta Maestrini, sino a toccare Chop Suey! dei System of a Down. Un programma che racchiude l’idea di una musica classica onnivora e aperta al presente, capace di nutrirsi di influenze diversissime.

In questo senso il brano scelto da Sollima per ricordare Ezio Bosso è particolarmente significativo: Split, Postcards From Far Away appartiene infatti al ciclo delle Road Sign Variations, una sorta di concept album in cui Bosso trovava la propria ispirazione primaria nel sistema iconografico dei cartelli stradali inglesi. Nell’officina musicale di Bosso questo insieme di segni umili – apparentemente antiespressivi e incapaci di produrre qualunque ispirazione – diviene ad un tratto iper-espressivo assumendo connotati di dinamica propri dell’uomo e del suo universo emotivo.
Il ciclo delle Road Sign Variations a cui Split appartiene veniva composto da Ezio Bosso a Londra nel 2008 per Rafael Bonachela e la sua BDC (Bonachela Dance Company) per la performance intitolata The Land of Yes and the Land of No.

Bio

Giovanni Sollima

Giovanni Sollima è un violoncellista di fama internazionale e il compositore italiano più eseguito nel mondo. Collabora con artisti del calibro di Riccardo Muti, Yo-Yo Ma, Ivan Fischer, Viktoria Mullova, Ruggero Raimondi, Mario Brunello, Kathryn Stott, Giuseppe Andaloro, Toni Florio, Yuri Bashmet, Katia e Marielle Labeque, Giovanni Antonini, Ottavio Dantone, Patti Smith, Stefano Bollani, Paolo Fresu e Antonio Albanese e con orchestre tra cui la Chicago Symphony Orchestra, Liverpool Philharmonic, la Royal Concertgebouw Orchestra, i Moscow Soloists, la Berlin Konzerthausorchester, la Australian Chamber Orchestra, Il Giardino Armonico, la Cappella Neapolitana, l’Accademia Bizantina, la Holland Baroque Society e la Budapest Festival Orchestra.
Per il cinema, il teatro, la televisione e la danza ha scritto e interpretato musica per Peter Greenaway, John Turturro, Bob Wilson, Carlos Saura, Marco Tullio Giordana, Peter Stein, Lasse Gjertsen, Anatolij Vasiliev, Karole Armitage e Carolyn Carlson. Si è esibito in alcune delle più importanti sale in tutto il mondo, tra cui la Alice Tully Hall, la Knitting Factory, la Carnegie Hall (New York), la Wigmore Hall, la Queen Elizabeth Hall (Londra), la Salle Gaveau (Parigi), il Teatro alla Scala (Milano), l’Opera House (Sidney) e la Suntory Hall (Tokyo).
Dal 2010 Sollima insegna presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dove è stato insignito del titolo di Accademico. Nel 2012 ha fondato, insieme a Enrico Melozzi, i 100 Cellos. Nel 2015 ha creato a Milano il “logo sonoro” di Expo e inaugurato il nuovo spazio museale della Pietà Rondanini di Michelangelo. Nel campo della composizione esplora generi diversi avvalendosi di strumenti antichi, orientali, elettrici e di sua invenzione, suonando nel Deserto del Sahara, sott’acqua, o con un violoncello di ghiaccio.
La sua attività discografica inizia nel 1998 con Aquilarco, un CD prodotto da Philip Glass per la Point Music, che è stato seguito da altri dodici album pubblicati da Sony, Egea e Decca. Ha riportato alla luce le musiche di Giovanni Battista Costanzi, compositore del 18° secolo, del quale ha registrato le Sonate e le Sinfonie per violoncello e basso continuo, pubblicate da Glossa. Nell’ottobre 2018 ha ricevuto l’Anner Bijlsma Award alla Cello Biennale di Amsterdam. Nel 2020 hanno debuttato le sue due ultime opere, Il Libro della Giungla e Acqua Profonda. Nel 2021 è uscito il film documentario N-Ice Cello sul suggestivo viaggio del violoncello di ghiaccio costruito da Tim Linhart. Nel 2024 ha pubblicato la registrazione integrale delle Sonate per violoncello solo di J.S. Bach.
Giovanni Sollima suona un violoncello Francesco Ruggieri costruito a Cremona nel 1679.

Clarissa Bevilacqua

Clarissa Bevilacqua, giovane violinista di grandissimo talento, è apprezzata sulla scena classica contemporanea per una musicalità intensa, definita da Gramophone “sublime e luminosa” e da The Strad “di grande eleganza e leggerezza”. Perfezionatasi al Mozarteum di Salisburgo e alla Hochschule für Musik “Hanns Eisler” di Berlino, nella scorsa stagione ha debuttato come solista con i Münchner Symphoniker e la Münchener Kammerorchester, esibendosi in prestigiose sale internazionali tra cui Isarphilharmonie, Elbphilharmonie, Théâtre des Champs-Élysées e Victoria Hall di Ginevra.
Nel 2026 ha pubblicato per Berlin Classics l’album solistico Mozartiana, in collaborazione con Bayerischer Rundfunk. Per Nimbus Records, con BBC Radio 3, ha inciso musiche di Augusta Read Thomas, inclusa la prima mondiale del Concerto n. 3: Juggler in Paradise. Grazie alle sue strette collaborazioni con compositori contemporanei, numerose nuove opere sono state scritte per lei e a lei dedicate, tra cui Sun Plaits di Augusta Read Thomas, Clarissa’s Tango e Colombina di Richard Blackford e Trazom di Giovanni Sollima. Con Giovanni Sollima si esibisce regolarmente in trio assieme alla pianista Carlotta Maestrini: il trio ha recentemente registrato l’album Short Trio Stories, con un repertorio che spazia dal classico al rock.
Vincitrice di importanti concorsi internazionali, tra cui il Concorso Mozart di Salisburgo, è artista della Fondation Gautier Capuçon. È inoltre fondatrice del DYNAMIKfest Salzburg.

Carlotta Maestrini

Carlotta Maestrini, pianista di precoce talento, è stata allieva di Andrea Lucchesini alla Scuola di Musica di Fiesole e frequenta attualmente il Bachelor of Arts en Musique alla Haute École de Musique di Ginevra con Ricardo Castro. Vincitrice di numerosi concorsi, tra cui Steinway di Verona, Eliodoro Sollima, Premio Abbado e Ibla, ha debuttato a soli nove anni con il Concerto in re maggiore di Haydn diretto da Francesco Libetta.
Particolarmente significativa è la sua collaborazione con Giovanni Sollima, con il quale si è esibita in duo in prestigiose sedi italiane ed europee, tra cui le Sale Apollinee del Teatro La Fenice, il Ridotto del Teatro alla Scala, il Mozarteum di Salisburgo e il Teatro Verdi di Pisa per “I Concerti della Normale”. Insieme hanno inciso Untitled, album con musiche di Beethoven, Mendelssohn, Eliodoro Sollima e Giovanni Sollima, pubblicato da Movimento Classical.
Con Sollima e i Solisti del Teatro alla Scala ha inoltre registrato la colonna sonora del film Cento Domeniche di Antonio Albanese. In trio con Giovanni Sollima e Clarissa Bevilacqua ha suonato in importanti teatri italiani e inciso Short Trio Stories, pubblicato nel 2024 da Movimento Classical.

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