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I Teatri di Reggio Emilia

I Teatri di Reggio Emilia

Fondazione I Teatri Reggio Emilia

Biglietteria (si apre in una nuova finestra)

CCN — Ballet de Lorraine

CCN — Ballet de Lorraine
Turning Burning • Works • A Folia 

Cooreografie Jan Martens, Maud Le Pladec, Marco da Silva Ferreira

  • Descrizione
  • Bio
  • Acquista
  • Crediti

Mercoledì 3 Marzo – ore 20:30

Teatro Municipale Valli

Danza

Ripetizione, vertigine, trance: un viaggio nelle molte forme dell’energia collettiva.

Descrizione

Turning Burning
Jan Martens

Turning Burning
è stato creato nel 2016 nell’ambito del programma “Unknown pleasures”, in cui quattro coreografi invitati hanno presentato i propri lavori in forma anonima, senza firmarli.
Questo anonimato ha offerto a Jan Martens la libertà e lo spazio necessari per creare per la prima volta un’opera destinata a una compagnia di balletto; ma anche l’opportunità di assecondare la sua passione per il tema della ripetizione e del minimalismo in un grande ensemble, collegando al contempo con esuberanza questo lavoro ad alcune figure iconiche dei movimenti postmoderni e minimalisti, quali Lucinda Childs e Anne Teresa De Keersmaeker.
Dopo aver esplorato il salto nel 2014 con il suo spettacolo THE DOG DAYS ARE OVER, ora rivolge la sua attenzione alla rotazione, un gesto strettamente legato al balletto.

Works
Maud Le Pladec


Sulle note elettrizzanti di Michael Gordon, che reinterpreta Beethoven in un vortice di energia, dieci ballerini del Ballet de Lorraine fanno propri i codici del balletto classico per poi superarli. Tra rigore e abbandono, precisione ed esplosività, Works traccia un percorso verso un virtuosismo liberato, un corpo collettivo spinto all’estremo.

A Folia 
Marco da Silva Ferreira

Marco da Silva Ferreira  parte da la folia, una danza portoghese del XV secolo di origine rurale, legata ai riti di fertilità e alle feste contadine, in cui pastori e pastore si lasciavano andare in modo rapido e confuso, liberi per un momento dalle convenzioni di genere e di classe; col tempo entrò anche nelle corti. Lo stesso tema musicale ha caratterizzato la storia della musica, fino alla variazione del compositore barocco Arcangelo Corelli, qui ripensata da Luis Pestana in chiave elettronica. Il coreografo portoghese mette a confronto quella festa antica con le danze da night-club di oggi, e ne fa una riflessione sull’estasi, l’euforia e la ribellione collettiva intese come motori di costruzione culturale e politica. Il gruppo diventa il vero protagonista: una transe condivisa in cui il piacere e la perdita di controllo sono anche una forma di resistenza. 
 

Bio

CCN — Ballet de Lorraine

Fondato nel 1978 come Ballet Français Théâtre de Nancy, il Centre Chorégraphique National – Ballet de Lorraine è una delle prime compagnie di creazione e di repertorio in Francia. Didier Deschamps sviluppa dal 2000 un progetto originale al servizio della diversità nella creazione coreografica appoggiandosi su un gruppo di trenta danzatori stabili di alto livello. Il Ballet de Lorraine mette in opera un insieme di missioni che si declinano a partire dalla ragione prima dell’istituzione: la creazione. A ogni stagione il gruppo propone 3-4 programmi nuovi composti di opere di repertorio sia classici che contemporanei, accanto a nuove creazioni, a offrire un largo ventaglio di tecniche, estetiche e pratiche d’artisti d’oggi. Coreografi di grande rinomanza e giovani talenti giungono dal mondo intero a Nancy, per trasmettere e creare con gli interpreti del Ballet, tutti di formazione classica ma appassionati dai linguaggi attuali. Parallelamente il Ballet de Lorraine conduce azioni di formazione e sensibilizzazione del pubblico, accoglienza e presentazione di compagnie indipendenti, riprese televisive degli spettacoli, mostre, proiezioni di film, conferenze, e una scuola di danza.
Dal 2005 è attiva una Cellule d’Insertion Professionnelle per iniziativa del Ministero della Cultura, il cui obiettivo è facilitare l’integrazione dei giovani artisti nella vita professionale.

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
03/03/2027 20:30 Presto in vendita

Riduzioni

Iscritti Unimore > 50%

Under 30 > 30%

Amici dei Teatri > 20%

Over 65 > 15%

Altre riduzioni

Crediti

Turning Burning
coreografia Jan Martens
luci Eric Wurtz
costumi Atelier costumes du CCN – Ballet de Lorraine

A Folia  
coreografia Marco da Silva Ferreira  
musica Luis Pestana

Works
coreografia Maud Le Pladec
luci Eric Wurtz
musica Michael Gordon, rielaborazione della
Settima Sinfonia di Ludwig van Beethoven
costumi du CCN
Ballet de Lorraine

Partner

Fondatori

Con il sostegno di

Nicolas Altstaedt, violoncello 

Nicolas Altstaedt, violoncello 

  • Programma
  • Descrizione
  • Bio
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Domenica 24 Gennaio – ore 20:30

Teatro Municipale Valli

Concerti

Tre partiture per violoncello solo, senza accompagnamento. Nicolas Altstaedt sceglie il programma più nudo che esista per uno strumentista ad arco, e lo costruisce mettendo a confronto due secoli lontani

Programma

Johann Sebastian Bach, Suite per violoncello n. 1 in sol maggiore, BWV 1007 

Johann Sebastian Bach, Suite per violoncello n. 5 in do minore, BWV 1011     

Zoltán Kodály, Sonata per violoncello solo in si minore, op. 8 

Descrizione

La serata di Nicolas Altstaedt mette il violoncello da solo al centro del palcoscenico.

Si comincia da Bach, e dalle Suite che sono per ogni violoncellista una sorta di banco di prova e di pellegrinaggio. La Prima, in sol maggiore, è la più nota e la più serena: si apre con un preludio che sembra sgorgare naturalmente, in un fluire continuo di note. La Quinta, in do minore, è di tutt’altra tempra – più severa, più scura, costruita su un’accordatura ribassata che dà allo strumento un suono velato, quasi notturno.

A chiudere è la Sonata per violoncello solo di Zoltán Kodály, scritta nel 1915. Qui il violoncello viene spinto ai suoi limiti: corde riaccordate, pizzicati che imitano strumenti popolari, slanci che sembrano evocare il canto e la danza della tradizione ungherese. È una pagina di straordinaria potenza, ancora oggi tra le più ardue mai concepite per lo strumento, in cui Altstaedt – musicista che ama frequentare tanto il repertorio antico quanto quello del proprio tempo – trova il terreno ideale per il suo temperamento.

Bio

Nicolas Altstaedt

Rinomato per il suo suono particolare ed il suo virtuosismo, il violoncellista franco-tedesco Nicolas Altstaedt è uno dei musicisti più creativi e versatili del panorama artistico attuale. Particolarmente ricercato come solista, direttore e musicista di camera, affascina il pubblico con le sue straordinarie esibizioni che spaziano dal repertorio barocco fino al contemporaneo.
All’inizio della stagione 2017/18 Nicolas Altstaedt ha tenuto la prima esecuzione finlandese del nuovo Concerto per violoncello di Esa-Pekka Salonen, diretto da Salonen stesso per il Festival di Helsinki ed è tornato alla Filarmonica di Rotterdam con Santtu-Matias Rouvali per la prima esecuzione olandese.
Nicolas Altstaedt sarà Artist in Spotlight al Concertgebouw per la stagione 2017/18 e Artist in Residence alla NDR Elbphilharmonie di Amburgo per la stagione 2018/19, occasione che gli permetterà di esibirsi con Krzysztof Urbanski, Sakari Oramo e Thomas Hengelbrock in tour. Altri progetti prevedono un tour delle principali sale da concerto europee con la SWR Orchestra diretta da Teodor Currentzis, la BBC SSO diretta da Thomas Dausgaard, La Chambre Philharmonique diretta da Emanuel Krivine e la Amsterdam Sinfonietta. Nicolas Altstaedt debutterà con le Orchestre Sinfoniche di Detroit e Indianapolis, con la Yomiuri Nippon Symphony alla Suntory Hall, con la Filarmonica di Helsinki, con la Konzerthaus Orchestra di Berlino diretta da Juraj Valcuha, con la Scottish Chamber Orchestra, l’Orchestre National de Belgique, l’Orchestra of the Eighteenth Century e Les Violins du Roy.
Premiato con il Credit Suisse Young Artist Award nel 2010, ha poi tenuto una acclamatissima esibizione del Concerto di Schumann con la Filarmonica di Vienna diretta da Gustavo Dudamel al Festival di Lucerna. Da allora si è esibito regolarmente con orchestra del calibro della Tonhalle di Zurigo, della Sinfonica della Radio Finlandese e della Filarmonica Ceca collaborando con direttori quali Sir Roger Norrington, Andrew Manze, Lahav Shani, Vladimir Ashkenazy, Sir Neville Marriner, Giovanni Antonini e Andrea Marcon, per citarne alcuni.
Nel campo dei recital Nicolas Altstaedt si esibisce da solo o con partner quali Fazil Say e Alexander Lonquich. Nei prossimi mesi sarà in tour sia in Europa sia negli USA e visiterà città quali Istanbul, la Wigmore Hall di Londra, il Bozar, la Tonhalle di Zurigo, il Theatre des Champs-Elysées e la Carnegie Hall di New York.
Nel campo della musica da camera, Nicolas Altstaedt suona regolarmente con Janine Jansen, Vilde Frang, Pekka Kuusisto, Antoine Tamestit, Jonathan Cohen ed il Quartetto Ébène, con apparizioni in festival rinomati quali i BBC Prims, il Musikfest di Berlino, il Festival Mozart di Salisburgo, il Festival di Verbier e il Festival di Lucerna.
Nel 2012 Nicolas Altstaedt è stato scelto da Gidon Kremer come suo successore per la direzione artistica del Festival di Lockenhaus mentre, nel 2014, Adam Fischer gli ha proposto di succedergli come direttore artistico della Haydn Philharmonie, con cui sarà in tour di Cina e Giappone nella prossima stagione.
Nicolas Altstaedt è molto attivo anche nel campo della musica contemporanea e collabora con compositori quali Thomas Ades, Jörg Widmann, Thomas Larcher, Nico Muhly e Fazil Say. Ha commissionato dei nuovi Concerti per violoncello a Sebastian Fagerlund, Thomas Larcher, Bryce Dessner ed Helena Winkelman.
La sua recente registrazione dei Concerti di CPE Bach per Hyperion, con Arcangelo e Jonathan Cohen, hanno ricevuto il BBC Music Magazine Concerto Award 2017. Quest’anno è stato pubblicato un CD con Fazil Say per Warner Classics.
Nicolas Altstaedt è stato BBC New Generation Artist 2010-2012 ed ha ricevuto il “Borletti Buitoni Trust Fellowship” nel 2009.
Suona su un violoncello Giulio Cesare Gigli costruito a Roma nel 1760 circa.

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
24/01/2027 20:30 Presto in vendita

Riduzioni

Iscritti Unimore > 50%

Under 30 > 30%

Amici dei Teatri > 20%

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Altre riduzioni

Les Cris de Paris • Geoffroy Jourdain, direttore 

Les Cris de Paris 
Geoffroy Jourdain, direttore 

  • Programma
  • Descrizione
  • Bio
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Domenica 17 Gennaio – ore 20:30

Teatro Municipale Valli

Concerti

Un programma dedicato alla canzone francese del Rinascimento, dove l’amore si dichiara, si corteggia, si rimpiange, e talvolta si prende gioco di sé. A portarlo a Reggio Emilia è l’ensemble vocale Les Cris de Paris, guidato da Geoffroy Jourdain, che da anni esplora la polifonia di quei secoli con un gusto vivo per il teatro e per la parola.

Programma

French Kiss 

Josquin Desprez, Basiez moy  ma douce amie / Allegez moy 

Clément Janequin, Le Chant des oyseaux / Il estoit une fillette/ Or vient ça mamie Perrette 

Nicolas Gombert, Je prens congie / Ayme qui vouldra 

Ninot le Petit, Mon amy m’avoit promis 

Jacob Clemens non Papa, Amour au coeur / Je prends en gré / Morir my fault 

Cyprien de Rore, Mon petit cueur 

Claude Lejeune, Revecy venir du printans 

Guillaume Costeley, Mignonne allons voyr / Toutes les nuyctz 

Orlando di Lasso (Roland de Lassus), O temps divers / Je ne veux plus que chanter 

Descrizione

La chanson del Cinquecento francese è un genere sorprendente: brevi quadri in musica, in cui le voci si rincorrono, dipingono, imitano. Janequin, di cui si ascoltano tre brani, ne fu il maestro indiscusso: il suo Chant des oyseaux trasforma il coro in un bosco pieno di richiami di uccelli, con le voci che cinguettano e si chiamano. Accanto a lui, i grandi nomi della polifonia franco-fiamminga – Josquin Desprez, Nicolas Gombert, Clemens non Papa, Cipriano de Rore, Roland de Lassus – e poi Costeley, Lejeune, Ninot le Petit: testi che parlano quasi sempre d’amore, tra desiderio dichiarato, malizia e congedi venati di malinconia.

Senza strumenti, solo il canto, Les Cris de Paris restituiscono un mondo in cui la raffinatezza della scrittura e la leggerezza del sentimento andavano di pari passo – e in cui anche un bacio poteva diventare materia di contrappunto.

Bio

Les Cris de Paris 

Fondato e diretto da Geoffroy Jourdain, Les Cris de Paris è un ensemble musicale dedicato all’arte vocale, che riunisce cantanti e strumentisti che hanno un doppio profilo come solisti e musicisti d’insieme. Il progetto artistico è basato su collaborazioni e scambi con compositori, registi, attori, artisti plastici, scrittori, coreografi. Les Cris de Paris è molteplice: differenti combinazioni, repertori, approcci contribuiscono alla coesione di un progetto artistico unico e singolare. L’ensemble si esibisce in importanti sale da concerto e festival francesi e sviluppa le sue collaborazioni all’estero, in Europa e oltreoceano: Kölner Philharmonie, Radialsystem V Berlin, Biennale di Venezia, Misteria Paschalia Festival a Cracovia, Festival Cervantino a Guanajuato, Sala Nezahualcóyotl a Città del Messico, Festival di Salisburgo).  

La loro discografia, acclamata dalla critica, comprende Berio to Sing, con Lucile Richardot (Harmonia Mundi, 2021), Passions, dedicato al barocco veneziano (Harmonia Mundi, 2019), Melancholia, un recital di mottetti e madrigali d’avanguardia del tardo Rinascimento (Harmonia Mundi, 2018), e IT, dedicato alla scena musicale italiana contemporanea (NoMadMusic, 2017). L’incisione di David and Salomon, un’opera dedicata a Heinrich Schütz, è stata pubblicata nel marzo 2022. Il loro disco più recente, Strana armonia d’amore, è stato pubblicato nel febbraio 2025. 

Les Cris de Paris coordina numerosi progetti didattici legati alla scoperta, alla registrazione e all’apprendimento di brani vocali dalla tradizione orale. Questi progetti creano dialoghi tra culture e generazioni attraverso la musica, e includono i partecipanti nel processo creativo.

Geoffroy Jourdain

Parallelamente agli studi di musicologia alla Sorbona e alle ricerche nei fondi musicali italiani di diverse biblioteche europee, Geoffroy Jourdain si dedica fin da giovane alla direzione di ensemble vocali e fonda, ancora studente, Les Cris de Paris, rapidamente riconosciuti per l’audacia del loro progetto artistico e per il loro impegno a favore della creazione contemporanea. Si appassiona inoltre al repertorio del XVII e XVIII secolo e all’etnomusicologia. 
In compagnia di artisti provenienti da diversi ambiti (teatro, danza, arti plastiche, video…), si interessa al ruolo della musica sul palcoscenico e alle convenzioni del concerto.  
Dal 2002 al 2010 ha co-diretto il Jeune Chœur de Paris con Laurence Equilbey e il Chœur de l’Orchestre de Paris con Didier Bouture. 
Divide la sua attività tra la sua compagnia e gli inviti a dirigere altre formazioni: l’ensemble Capella Amsterdam, l’Orchestra Sinfonica della Colombia (Bogotà), il coro dell’Orchestra Sinfonica di San Paolo… 
Per l’Académie de l’Opéra de Paris ha diretto Orfeo ed Euridice e poi Ifigenia in Tauride di Gluck, nonché L’Orfeo di Monteverdi. In collaborazione con l’orchestra Les Siècles, Israel in Egypt di Händel; con l’ensemble 2e2m, l’opera Cachafaz di Oscar Strasnoy. 
La formazione di giovani interpreti e compositori è anch’essa al centro delle sue preoccupazioni. Interviene regolarmente con gli studenti di direzione corale del Conservatorio Nazionale Superiore di Musica di Lione. Nel 2021 dirige l’Académie eeemerging+ ad Ambronay e, nello stesso anno, fonda il progetto A・V・E・C (Ateliers Voix Et Composition), dedicato alla giovane creazione. 

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
17/01/2027 20:30 Presto in vendita

Riduzioni

Iscritti Unimore > 50%

Under 30 > 30%

Amici dei Teatri > 20%

Over 65 > 15%

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Ensemble Resonanz • Riccardo Minasi • Aozhe Zhang 

Ensemble Resonanz  
Riccardo Minasi, direttore 
Aozhe Zhang, violino 

  • Programma
  • Descrizione
  • Bio
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Mercoledì 26 Maggio – ore 20:30

Teatro Municipale Valli

Concerti

L’Ensemble Resonanz con Riccardo Minasi accolgono un giovane virtuoso nel segno di Paganini: Aozhe Zhang ha vinto nel 2025 il Premio Paganini di Genova, il concorso che si tiene nella città del compositore. Proprio il Primo Concerto di Paganini compare in programma.

Programma

Niccolò Paganini, Primo Concerto in mi bemolle maggiore, op. 6 

Ludwig van Beethoven, Sinfonia n. 5 in do minore op. 67 

Descrizione

È la pagina che incarna il mito del violinista come fenomeno, capace di prodezze che ai suoi tempi parevano impossibili e alimentavano voci di patti col diavolo. Il Primo Concerto mette in fila ogni difficoltà concepibile per lo strumento – doppie corde, salti vertiginosi, pizzicati con la mano sinistra – ma sempre dentro una cornice di melodie che guardano all’opera italiana. Virtuosismo, certo, ma al servizio di una voce che canta.

Nella seconda parte, la Quinta Sinfonia di Beethoven, nell’anno dei duecento anni dalla morte del compositore. Le sue prime quattro note sono forse le più celebri di tutta la musica: un richiamo breve e perentorio, che Beethoven sviluppa con una forza inesorabile lungo l’intera sinfonia. È il percorso dall’oscurità alla luce, dal do minore degli esordi al do maggiore travolgente del finale – una conquista, non un dono. Un congedo che chiude la stagione nel segno di un’energia che dopo due secoli non si è esaurita.

Bio

Ensemble Resonanz  

Spinto dalla curiosità, dall’indipendenza artistica e dallo spirito di esplorazione, l’Ensemble Resonanz è uno dei complessi d’archi più versatili al mondo. Questa orchestra autonoma opera frequentemente senza un direttore principale e concepisce la musica come un dialogo tra epoche, culture e persone. Il repertorio classico si affianca alle opere contemporanee; brani familiari vengono rivisitati e rivelano nuovi modi di ascoltare. Il repertorio classico si affianca alle opere contemporanee; brani familiari vengono rivisitati e aprono nuove modalità di ascolto.
Le collaborazioni artistiche sono al centro del lavoro dell’Ensemble Resonanz. Il direttore Riccardo Minasi, direttore ospite principale e partner dell’ensemble, ne plasma il profilo artistico attraverso interpretazioni distintive e spesso inaspettate di Mozart, Beethoven e altri pilastri del repertorio classico, mentre le collaborazioni di lunga data con Tabea Zimmermann e Jean-Guihen Queyras continuano ad arricchirne l’identità artistica. Patricia Kopatchinskaja, Charly Hübner, Anna Prohaska, Pablo Ferrández, Momi Maiga e Giorgi Gigashvili si uniranno all’ensemble durante la stagione 2026/2027 in programmi che vanno oltre i tradizionali formati concertistici e presenteranno prime mondiali di Enno Poppe, Rebecca Saunders, Judith Weir e Ann Cleare.
Sin dalla sua inaugurazione, l’Ensemble Resonanz è l’orchestra residente dell’Elbphilharmonie. Al centro di questa residenza c’è «resonanzen», una rassegna concertistica che da oltre vent’anni contribuisce a plasmare la vita musicale di Amburgo. Dai concerti per famiglie ai progetti festivalieri, l’ensemble continua a ideare format che uniscono musica classica e contemporanea in modi inaspettati.
Oltre alla residenza all’Elbphilharmonie, l’Ensemble Resonanz ha creato la propria sede artistica nel vivace quartiere St. Pauli di Amburgo. Istituito nel 2014 in un bunker della Seconda Guerra Mondiale riconvertito, il »resonanzraum« è uno spazio per le prove, una sala da concerto e un club musicale dove la musica classica viene reinventata e vissuta in modi nuovi. Un luogo unico che unisce musica da camera, cultura dei club e dibattito artistico, creando spazio per formati e incontri innovativi. Nella serie «urban string» dell’ensemble, la musica da camera incontra le arti elettroniche, con programmi ideati e condotti dagli stessi musicisti. Prove aperte, sessioni di ascolto e discussioni filosofiche offrono ulteriori opportunità di confrontarsi con la musica e le sue idee.
Lo spirito innovativo di resonanzraum è stato premiato con numerosi riconoscimenti, tra cui il titolo di Music Club dell’anno di Amburgo, il premio nazionale APPLAUS assegnato da Initiative Musik e diversi premi di architettura come l’AIT Award e il BDA Audience Award. La serie di concerti «urban string» è stata insignita dell’Innovation Award al Classical:NEXT.
Pur essendo profondamente radicato ad Amburgo, l’Ensemble Resonanz è ospite abituale delle principali sale da concerto e dei festival internazionali, portando il suo approccio musicale audace e originale al pubblico di tutto il mondo.

Riccardo Minasi 

Il direttore d’orchestra italiano Riccardo Minasi ricopre attualmente il ruolo di primo direttore ospite dell’Ensemble Resonanz, ensemble residente presso l’Elbphilharmonie di Amburgo, e di direttore artistico dell’Orchestra La Scintilla presso il Teatro dell’Opera di Zurigo, incarichi che ricopre dal 2022. Tra i suoi precedenti incarichi figurano quello di co-fondatore e direttore de Il Pomo d’Oro dal 2011 al 2016, direttore principale dell’Orchestra del Mozarteum di Salisburgo dal 2017 al 2022 e direttore musicale del Teatro Carlo Felice di Genova dal 2022 al 2025.
Nella stagione 2025/26, Minasi è Artista in Residenza all’Elbphilharmonie di Amburgo, dove dirigerà quattro programmi con l’Ensemble Resonanz, tra cui un’esecuzione concertante de I Capuleti e i Montecchi di Bellini e Le sette ultime parole di Cristo di Haydn. Si esibirà inoltre ad Amburgo con la Deutsche Kammerphilharmonie Bremen nell’ambito del suo tour europeo con Beatrice Rana, seguito da concerti in Sud America al fianco di James Ehnes.
Altri momenti salienti della stagione includono le sue prime apparizioni con l’Orchestra Filarmonica di Monaco, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, l’Orchestra Filarmonica del Lussemburgo, la SWR Symphonieorchester, la BBC Philharmonic Orchestra, la Scottish Chamber Orchestra e la Dresdner Philharmonie con Martin Fröst.
Dirigerà inoltre la Mahler Chamber Orchestra nella Sinfonia n. 3 di Mahler con Marianne Crebassa a Essen, Dortmund e Colonia, oltre a due programmi sinfonici con la Western Australian Symphony Orchestra e la Queensland Symphony Orchestra.
Dopo il concerto della scorsa stagione con la Royal Concertgebouw Orchestra dedicato alla Passione secondo Matteo di Bach, Minasi torna all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per eseguire la stessa opera in occasione della Pasqua. Tra gli altri impegni figurano collaborazioni con la Gurzenich Orchester di Colonia e la Tokyo Metropolitan Symphony Orchestra con Sayaka Shoji. Tra i momenti salienti recenti figurano le esibizioni con la Berliner Philharmoniker, la Staatskapelle di Dresda (concerto d’Avvento della ZDF), l’Orchestra Sinfonica della Radio di Francoforte e l’Orchestra Sinfonica della Radio Svedese.
La sua collaborazione in corso con l’Ensemble Resonanz lo porta al Beethovenfest di Bonn, alla Kölner Philharmonie e al Concertgebouw di Amsterdam, e il loro debutto ai BBC Proms del 2024 è stato accolto con grande successo di critica. Minasi è tornato ai BBC Proms nell’estate del 2025 con l’Orchestra of the Age of Enlightenment e la nuova produzione de Le Nozze di Figaro di Mozart, precedentemente messa in scena a Glyndebourne.
Tra le sue precedenti interpretazioni operistiche figurano Die Zauberflöte, Le nozze di Figaro e Rodelinda all’Opera Nazionale Olandese; Dialogue des Carmélites e Don Giovanni al Palau de les Arts Reina Sofía; Le nozze di Figaro e Così fan tutte per il Glyndebourne Festival Opera; The Turn of the Screw, Idomeneo, Cenerentola, Beatrice di Tenda e Norma al Teatro Carlo Felice di Genova; Les Pêcheurs de Perles per il Festival di Salisburgo; Così fan tutte, Il ratto dal serraglio, Il turco in Italia e Orlando Paladino per l’Opernhaus di Zurigo; Le nozze di Figaro, Ifigenia in Tauride, Alcina e Agrippina per l’Opera di Stato di Amburgo e Carmen per l’Opéra National de Lyon.
Riccardo Minasi vanta una vasta esperienza discografica con i migliori artisti del mondo. Solo nel 2016 ha partecipato a quattro album vincitori del premio Echo Klassik e, più recentemente, le sue registrazioni per Harmonia Mundi con l’Ensemble Resonanz de Le sette ultime parole di Cristo in croce di Joseph Haydn (2018), i Concerti per violoncello di C.P.E. Bach (2019) e il Concerto per violoncello di Antonín Kraft con Jean-Guihen Queyras (2024) sono stati premiati con il Diapason d’Or de l’Année. Il suo ultimo album con l’Ensemble Resonanz, Mozart: Haffner-Akademie, è stato pubblicato nell’aprile 2025.
Le esecuzioni di Minasi si distinguono per la loro integrità musicologica.
Ha ricoperto il ruolo di consulente storico per l’Orchestre symphonique de Montréal. Minasi è stato curatore e co-editore, insieme a Maurizio Biondi, dell’edizione critica della «Norma» di Bellini pubblicata da Bärenreiter nel 2016, opera che ha poi interpretato con l’Ensemble Resonanz ad Amburgo, Colonia e al Teatro Carlo Felice, sulla scia del grande successo riscosso dalla produzione al Festival d’Aix-en-Provence nel 2022.

Aozhe Zhang

Aozhe Zhang, nato a Hefei (Cina) nel 2008, è attualmente studente del secondo anno delle scuole superiori presso la Scuola Media di Musica affiliata al Conservatorio di Musica di Shanghai. Ha iniziato lo studio del violino all’età di quattro anni sotto la guida del Maestro Liu Xinhua e, dall’età di nove anni, prosegue la sua formazione con il Professor He Xian. A soli quattordici anni ha eseguito integralmente i 24 Capricci di Niccolò Paganini in un recital privato, occasione in cui ha anche pubblicato un album dedicato a questo repertorio. Si è esibito in numerose città della Cina, ricevendo ampi consensi di pubblico e critica. Aozhe Zhang si è distinto in importanti concorsi violinistici internazionali. Nell’ottobre 2025 ha vinto il Primo Premio alla 58ª edizione del Concorso Internazionale di Violino Premio Paganini, ottenendo inoltre il riconoscimento per la migliore esecuzione del Concerto per violino di Niccolò Paganini. Nell’agosto 2025 ha conquistato il Primo Premio e il Premio della Giuria Giovani al Concorso Internazionale di Violino Tibor Varga. Nel giugno 2025 ha ottenuto il Terzo Premio nella sezione violino al 9° Concorso Internazionale di Musica di Sendai. Nel settembre 2024 ha vinto il Primo Premio al 43° Concorso Internazionale di Violino “Rodolfo Lipizer”, aggiudicandosi anche i premi speciali per il Miglior Studio di Lipizer e per la Migliore Nuova Interpretazione.

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
26/05/2027 20:30 Presto in vendita

Riduzioni

Iscritti Unimore > 50%

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Amici dei Teatri > 20%

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Altre riduzioni

Chamber Orchestra of Europe • Sir Andras Schiff, pianoforte  

Chamber Orchestra of Europe   
Sir Andras Schiff, pianoforte e direzione

  • Programma
  • Descrizione
  • Bio
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Venerdì 12 Marzo – ore 20:30

Teatro Municipale Valli

Concerti

András Schiff siede al pianoforte e insieme guida l’orchestra, senza bacchetta, nel modo in cui questa musica veniva eseguita ai tempi in cui fu scritta. È una pratica che il pianista ungherese ha fatto propria con la Chamber Orchestra of Europe, formazione con cui condivide da anni un’idea di suono e di ascolto reciproco.

Programma

Franz Schubert, Sinfonia n. 6 in do maggiore, D. 589 

Wolfgang Amadeus Mozart, Concerto per pianoforte n. 9 in mi bemolle maggiore Jeunehomme, K 271 

Ludwig van Beethoven, Sinfonia n. 6 in fa maggiore, op. 68 Pastorale 

Descrizione

Il programma riunisce i tre maestri del classicismo viennese. Si apre con la Sinfonia n. 6 di Schubert, detta Die Kleine (la piccola) per distinguerla dalla più tarda e monumentale Nona: una pagina giovanile, briosa.

Al centro, il Concerto n. 9 di Mozart, soprannominato Jeunehomme. Mozart lo compose a ventun anni, ed è il primo dei suoi concerti in cui la voce solista e l’orchestra dialogano da pari a pari. Schiff vi porta una frequentazione mozartiana di lunghissima data.

A chiudere, la Sinfonia n. 6 di Beethoven, la Pastorale, nell’anno in cui ricorrono i duecento anni dalla morte del compositore. È la più descrittiva delle sue sinfonie: il risveglio di sensazioni all’arrivo in campagna, la scena al ruscello, l’allegria dei contadini, il temporale e la quiete che lo segue. Non un quadro, precisava Beethoven, ma l’espressione di un sentimento – il suo, di fronte alla natura.

Bio

Chamber Orchestra of Europe   

La Chamber Orchestra of Europe (COE) è stata fondata nel 1981 da alcuni giovani musicisti che si sono conosciuti nell’ambito della European Community Youth Orchestra (ora EUYO). La COE è attualmente formata da circa 60 membri che perseguono carriere parallele come primi strumentisti o prime parti di orchestre nazionali, musicisti da camera o docenti di musica.
Fin dal principio, l’identità della COE è stata plasmata dalle sue collaborazioni con importanti direttori e solisti. Claudio Abbado è stato un mentore importante nei primi anni di esistenza dell’Orchestra: ha guidato la COE in opere teatrali come Il viaggio a Reims e Il barbiere di Siviglia di Rossini o Le nozze di Figaro e Don Giovanni di Mozart; ha diretto inoltre numerosi concerti, specialmente di opere di Schubert e Brahms. Anche Nikolaus Harnoncourt ha avuto una grande influenza sullo sviluppo della COE attraverso le sue interpretazioni e registrazioni di tutte le Sinfonie di Beethoven, nonché attraverso produzioni d’opera ai Festival di Salisburgo, Vienna e allo Styriarte.
Attualmente l’Orchestra collabora regolarmente con Yannick Nézet-Séguin, Sir Antonio Pappano, Sir Simon Rattle, Sir András Schiff e Robin Ticciati, membri onorari sulla scia di Bernard Haitink e Nikolaus Harnoncourt.
La COE ha inoltre saldi legami con i più importanti festival e sale da concerto d’Europa. Dal 2022, in collaborazione con la Kronberg Academy, è diventata la prima orchestra della storia titolare di una “residenza” al Casals Forum di Kronberg. La COE è inoltre Orchestra-in-Residence al Palazzo Esterhazy di Eisenstadt dal 2022.
Con più di 250 registrazioni al suo attivo, la COE ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui due Grammy e tre premi Gramophone Record of the Year. Fra le ultime pubblicazioni ricordiamo, nel 2023, la registrazione dei Concerti per pianoforte di Clara Wieck-Schumann e di Robert Schumann, con Beatrice Rana e Yannick Nézet-Séguin, che ha ricevuto un ampissimo successo internazionale.
Nel 2024 Deutsche Grammophon ha pubblicato un nuovo CD contenente le Sinfonie di Brahms, registrate nel 2022 e 2023 al Festspielhaus di Baden-Baden con Yannick Nézet-Séguin.
Nel 2009 è stata creata la COE Academy per dare, a un gruppo selezionato di studenti particolarmente talentuosi, la possibilità di studiare con i principali musicisti della COE e, soprattutto, per poter provare l’esperienza di viaggiare in tournée con l’Orchestra.
La COE è un’orchestra privata che riceve un inestimabile supporto finanziario, in particolare dalla Gatsby Charitable Foundation ma anche da numerosi altri sostenitori quali Dasha Shenkman, Sir Siegmund Warburg’s Voluntary Settlement, Rupert Hughes Will Trust, Underwood Trust, 35th Anniversary Friends e American Friends.

Sir Andras Schiff  

Nato a Budapest nel 1953, Sir András Schiff ha iniziato lo studio del pianoforte all’età di 5 anni con Elisabeth Vadàsz e ha successivamente proseguito gli studi all’Accademia Franz Liszt di Budapest con Pál Kadosa, György Kurtág e Ferenc Rados. A Londra ha seguito gli insegnamenti di George Malcolm. Parte importante della sua attività concertistica sono i recital al pianoforte e in particolare i cicli dedicati a Bach, Haydn, Mozart, Beethoven, Schubert, Chopin, Schumann e Bartók. Dopo la pandemia, l’artista non annuncia più in anticipo il programma dei suoi recital: sceglie i brani da eseguire per la serata in base allo strumento e alla sala durante le prove preliminari. Sir András Schiff si è esibito e si esibisce con le più importanti orchestre e i più grandi direttori d’orchestra, ma predilige sempre più il ruolo di direttore e solista soprattutto nell’esecuzione dei Concerti di Bach, Mozart e Beethoven.
Nel 1999 ha fondato la sua orchestra da camera, la Cappella Andrea Barca, con la quale ha un rapporto molto intenso. Nel 1998 ha ideato il Festival “Omaggio a Palladio”, che si svolge ogni anno al Teatro Olimpico di Vicenza sotto la direzione di Sir András Schiff con la sua Cappella Andrea Barca. Come direttore e solista collabora spesso anche con la Chamber Orchestra of Europe e nel 2018 ha accettato l’invito a diventare Associate Artist dell’Orchestra of the Age of Enlightenment, assecondando così il suo crescente interesse per i concerti con strumenti a tastiera storici.
Sin dall’infanzia ha coltivato con passione il repertorio cameristico. Dal 1989 al 1998 ha diretto le “Giornate musicali di Mondsee”, un festival di musica da camera che ottenne una notevole eco internazionale. Con Heinz Holliger ha fondato, nel 1995, il festival Ittinger Pfingstkonzerte alla Certosa di Ittingen (Svizzera) che hanno gestito insieme fino al 2013.
Sir András Schiff ha particolarmente a cuore la promozione dei giovani musicisti. Insegna pianoforte e musica da camera alla Kronberg Academy e alla Barenboim-Said Akademie e tiene numerose masterclass. Nel 2014 ha inoltre fondato il programma di mentoring «Building Bridges», con cui promuove in modo mirato e sostenibile i giovani pianisti.
Per 15 anni Sir András Schiff è stato artista esclusivo del label Decca; in occasione del suo 70° compleanno è stato pubblicato un box commemorativo contenente tutti i 78 album che ha registrato per la Decca.
Dal 1998 Sir András Schiff incide esclusivamente per il label ECM: Le registrazioni dal vivo di tutte le sonate per pianoforte di Ludwig van Beethoven alla Tonhalle di Zurigo per ECM ha ottenuto ampi riconoscimenti da parte della critica specializzata. Nel 2012 il CD Geistervariationen dedicato a Robert Schumann ha vinto gli International Music Awards nella categoria Disco dell’anno per strumento solista. Le sue più recenti incisioni comprendono i due Concerti per pianoforte di Brahms su un pianoforte Blüthner con l’Orchestra of the Age of Enlightenment (2021) e un CD di capolavori per pianoforte solo di Johann Sebastian Bach su un clavicordo (2023).
Nel 2017 è uscito per Bärenreiter-Henschel il volume dal titolo Musik kommt aus der Stille, che contiene delle conversazioni di Sir András Schiff con Martin Meyer sulle sue concezioni artistiche fondamentali, le sue tecniche esecutive e i suoi modi di interpretazione, nonché sulle sue esperienze professionali come pianista e direttore d’orchestra. È stato tradotto in diverse lingue ed è stato ripubblicato nel 2024.
Nella primavera del 2011 il nome del Maestro è salito agli onori delle cronache perché si è schierato pubblicamente contro le leggi restrittive della libertà di stampa emanate in Ungheria. A causa dei conseguenti attacchi ricevuti ha deciso di non esibirsi più nel suo Paese d’origine. Anche negli Stati Uniti, nel marzo 2025, ha annullato tutti i concerti in programma per protestare contro la politica di Donald Trump e dei suoi sostenitori.
Sir András Schiff è stato insignito di molti premi internazionali. Nel giugno del 2006 è stato eletto membro d’onore della Beethoven-Haus di Bonn per il suo straordinario e pluriennale contributo come interprete beethoveniano. Ha inoltre ottenuto il premio Robert Schumann della città di Zwickau nel 2011 e l’“Orden pour le mérite für Wissenschaften und Künste”. Nel 2012 ha ricevuto la Gran Croce al Merito da parte della Repubblica Federale di Germania. Nel 2022, Sir András Schiff è stato insignito della medaglia Bach della città di Lipsia come uno dei più importanti interpreti di Bach del nostro tempo. Nel settembre 2008 ha ricevuto la Medaglia della Wigmore Hall per la sua trentennale attività svolta in quella prestigiosa sala da concerto. Ancora nel 2012 è stato nominato Supernumerary Fellow al Balliol College dell’Università di Oxford. Nel 2013 il Duca di Kent gli ha consegnato la Medaglia d’Oro della Royal Philharmonic Society, il riconoscimento più prestigioso dello storico sodalizio londinese. Ha ricevuto la laurea honoris causa dall’Università di Leeds (2014) e dal Royal College of Music (2018). Nel luglio del 2014 è stato nominato Cavaliere dell’Ordine dell’Impero Britannico dalla regina Elisabetta II e dunque si fregia del titolo di “Sir”.
Nel 2021 Sir András Schiff ha ricevuto il Premio Antonín Dvořák a Praga per il suo pluriennale impegno a favore dei compositori cechi attraverso i suoi concerti in tutto il mondo e le sue numerose registrazioni.
Nel dicembre 2014 Sir András Schiff è diventato cittadino onorario di Vicenza e dal 2016 è membro onorario dell’Accademia Olimpica di Vicenza, dalla quale nel 2023 ha ricevuto il «Lauro Olimpico» per il suo straordinario contributo alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale di Vicenza. In marzo 2024 gli è stato consegnato al Gran Teatro La Fenice di Venezia il Premio “Una vita nella musica”.
Nel 2012 gli è stata conferita la medaglia d’oro dalla Fondazione internazionale “Mozarteum”. Ancora nel 2012 è stato nominato membro onorario della Konzerthaus di Vienna. Nell’agosto 2023, in occasione della sua 66ª partecipazione al Festival di Salisburgo, è stato premiato come “artista fondamentale che ha contribuito a scrivere la storia del Festival” e ha ricevuto la spilla del Festival con rubini. Nel giugno 2024 Sir András Schiff è stato insignito della Croce d’Onore Austriaca per la Scienza e l’Arte di I Classe e ha ricevuto l’Anello Bösendorfer, precedentemente assegnato solo a Wilhelm Backhaus e Paul Badura-Skoda. Nel 2025 Sir András Schiff sarà onorato con il Praemium Imperiale, il più importante premio internazionale per la musica, la pittura, la scultura, l’architettura, il teatro e il cinema. Il premio viene assegnato ogni anno dalla Japan Art Association ed è considerato il «Premio Nobel delle arti».

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English Chamber Orchestra  • Marzena Diakun, direttrice • Elisabeth Leonskaja, pianoforte 

English Chamber Orchestra  
Marzena Diakun, direttrice
Elisabeth Leonskaja, pianoforte 

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Martedì 2 Febbraio – ore 20:30

Teatro Municipale Valli

Concerti

La English Chamber Orchestra arriva a Reggio Emilia con due donne in primo piano : Marzena Diakun sul podio ed Elisabeth Leonskaja al pianoforte. La direttrice polacca incontra una delle grandi signore del pianoforte, erede di una scuola – quella russa di Sviatoslav Richter, di cui Leonskaja fu partner cameristica – che ha fatto la storia dell’interpretazione del Novecento.

Programma

Franz Joseph Haydn, Sinfonia n. 44 in mi minore “Trauer-Symphonie”, Hob:I:44 

Wolfgang Amadeus Mozart, Concerto per pianoforte n. 12 in la maggiore, K1 414  

Franz Schubert, Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore, D. 485 

Descrizione

l programma riunisce tre autori del classicismo viennese in tre momenti diversi. La Sinfonia n. 44 di Haydn, detta Trauer (Sinfonia funebre), appartiene alla stagione più inquieta del compositore: una pagina in minore, percorsa da una tensione drammatica che anticipa stagioni successive. Si racconta che Haydn avesse chiesto di eseguirne l’Adagio ai propri funerali.

Al centro, il Concerto n. 12 di Mozart, dove Leonskaja porta la sua arte di una vita. È una pagina di equilibrio luminoso, che Mozart stesso descriveva come scritta per piacere insieme agli intenditori e al pubblico più semplice: una via di mezzo, diceva, tra il troppo facile e il troppo difficile.

A chiudere, la Sinfonia n. 5 di Schubert, composta a soli diciannove anni: la più mozartiana delle sue sinfonie, scritta per un piccolo organico e attraversata da una freschezza che sembra non conoscere ombre. Un congedo sereno, dopo l’inquietudine di Haydn.

Bio

English Chamber Orchestra  

La English Chamber Orchestra è rinomata a livello internazionale per la sua virtuosità energica e la sua versatilità coinvolgente, e si esibisce nel Regno Unito e nel mondo da oltre sei decenni. Fondata nel 1960, l’orchestra ha affascinato il pubblico con esplorazioni illuminanti di oltre cinquecento anni di musica, dai capolavori barocchi alle composizioni contemporanee, ed è l’orchestra da camera più incisa al mondo. Fin dagli esordi, la ECO ha lavorato con le più importanti personalità della musica classica, a partire dal suo primo Patrono, Benjamin Britten, e continua a mantenere i più alti standard musicali internazionali, valorizzando i nuovi talenti e celebrando il meglio della musica e della musicalità britannica.
Sua Maestà il Re Carlo III è Patrono della ECO dal 1977, e l’orchestra si è esibita in numerose occasioni reali di alto profilo, tra cui il primo concerto mai trasmesso da Buckingham Palace e la recente Incoronazione di Sua Maestà il Re Carlo III. La ECO ha inoltre registrato numerose colonne sonore di successo, tra cui le partiture di Dario Marianelli per Espiazione e Orgoglio e pregiudizio.
Il programma di formazione e divulgazione dell’orchestra, Close Encounters, realizza collaborazioni musicali creative con comunità e scuole in tutto il Regno Unito e a livello internazionale. Il programma ha ottenuto il primo posto nel concorso UNESCO Seeds of Hope per il progetto Lights, Camera, Score, sviluppato con 21 scuole e riconosciuto per la sua stimolante integrazione di animazione, musica e scrittura creativa. Close Encounters continua a sviluppare partnership a Calderdale, Essex e Londra, con collaborazioni in corso con il Tower Hamlets Music Service, il King’s College London e l’Imperial War Museum, a sostegno dello sviluppo musicale e della costruzione del pubblico futuro.
Accanto al lavoro svolto con Benjamin Britten, la ECO ha collaborato con molti dei più grandi artisti del mondo, tra cui Daniel Barenboim, Dame Janet Baker, Sir Colin Davis, Jacqueline du Pré, Dame Kiri Te Kanawa, Yehudi Menuhin, Luciano Pavarotti, Murray Perahia, Itzhak Perlman, Sir Georg Solti, Mitsuko Uchida, Maxim Vengerov e Pinchas Zukerman. I tour recenti hanno portato l’orchestra in Spagna, Germania, Svizzera, Hong Kong, Turchia, Austria, Bulgaria, Bermuda e Messico, oltre a regolari esibizioni in tutto il Regno Unito e nella sua sede londinese, la Cadogan Hall. La ECO continua ad ampliare il proprio programma attraverso una gamma variegata di concerti e partnership, allargando il proprio raggio d’azione e rafforzando i legami con il pubblico di ogni età.

Marzena Diakun

Descritta come una direttrice di immenso temperamento, che convince per sicurezza, energia e la forza in ogni dettaglio, la direttrice polacca Marzena Diakun ha raggiunto uno status di grande maturità artistica in giovane età.
Vincitrice del 2° Premio in due importanti concorsi internazionali di direzione (Prague Spring Competition 2007 e Fitelberg Conducting Competition 2012), si concentra su opere orchestrali e corali di Beethoven, Brahms, Bruckner, Mahler, Rachmaninov, Scriabin e Šostakovič, nonché dei più grandi compositori del suo paese — Penderecki, Lutosławski, Karłowicz, Górecki e Szymanowski. Molto richiesta per le sue interpretazioni dei maestri francesi e boemi, le sue esecuzioni sono descritte come straordinariamente equilibrate, finemente sfumate e profondamente sentite, capaci di stupire per la padronanza tecnica e l’ampiezza del gesto, e di ottenere dall’orchestra densità, espressività e cura del dettaglio.
Dalla stagione 2026/2027, Marzena Diakun assumerà la carica di direttrice principale della Rheinische Philharmonie State Orchestra di Coblenza, con la quale si esibisce già in qualità di direttrice principale designata dal maggio 2025. La stagione 2025/26 l’ ha vista tornare presso orchestre quali la Deutsche Radio Philharmonie Saarbrücken, la Nordwestdeutsche Philharmonie, l’Orchestre Philharmonique de Radio France e l’Orchestre National du Capitole de Toulouse, oltre a diverse orchestre polacche; ha debuttato inoltre per la prima volta con la Navarra Symphony Orchestra e la Zurich Chamber Orchestra. Tornerà anche al Concertgebouw di Amsterdam con la sua orchestra di Coblenza.
La sua più recente incisione di opere di Brahms per coro e orchestra (etichetta IBS) con l’Orquesta y Coro Comunidad de Madrid — di cui è stata Direttrice Artistica e Direttrice Principale fino all’estate del 2024 — ha ricevuto ampi consensi dalla critica.
La sua fondazione “Per Musicam ad Futura” e le collaborazioni con istituzioni quali il Festival Présence e l’Ensemble Intercontemporain rappresentano il culmine di due decenni di dedizione alla creazione contemporanea, con la première e l’esecuzione di nuove opere di numerosi compositori spagnoli, olandesi, austriaci, polacchi e francesi. La sua incisione Polish Heroines of Music (etichetta PWM) è un modello esemplare del suo savoir-faire e del suo impegno artistico.
Professoressa di direzione d’orchestra presso l’Accademia di Musica di Breslavia, trae ispirazione dalla propria esperienza con grandi direttori quali Kurt Masur, Pierre Boulez e Marin Alsop.

Elisabeth Leonskaja 

La pianista Elisabeth Leonskaja è una delle interpreti più importanti del nostro tempo. Nel 2020 ha ricevuto l’International Classical Music Award (ICMA) per l’insieme della sua carriera. Qualche anno prima, le era stato conferito il più alto riconoscimento del suo paese natale, la Georgia: il premio “Sacerdotessa dell’Arte”. Nel suo paese d’adozione, l’Austria, le è stata inoltre assegnata la Croce d’Onore austriaca per la Scienza e l’Arte di Prima Classe, per i servizi eccezionali resi alla cultura del paese. Nel 2024 ha ricevuto la Wigmore Hall Medal a Londra.
Il suo sviluppo artistico è debitore al leggendario pianista Sviatoslav Richter, che riconobbe e incoraggiò il suo straordinario talento fin da giovane. La collaborazione tra i due si trasformò in una profonda amicizia e durò fino alla morte di Richter nel 1997.
Nel 1978 Elisabeth Leonskaja lasciò l’Unione Sovietica per l’Austria, dando avvio alla sua grande carriera con un concerto accolto con grande entusiasmo al Festival di Salisburgo. Da allora si è esibita come solista con le principali orchestre e direttori del mondo, tenendo recital solistici in tutte le più importanti sale da concerto europee.
Da pianista sempre alla ricerca della quintessenza delle opere e profondamente fedele alla musica nella sua interezza, la musica da camera le è cara quanto le esibizioni solistiche. Ha coltivato una lunga e profonda amicizia musicale con il Quartetto Alban Berg; le loro registrazioni comuni sono considerate leggendarie.
La vasta discografia di Elisabeth Leonskaja è impreziosita da numerosi premi. Ha ricevuto, tra gli altri, il prestigioso Premio Caecilia e il Diapason d’Or. Ha inciso tutte le sonate per pianoforte di Franz Schubert e Wolfgang Amadeus Mozart. Nel 2024 sono stati pubblicati i concerti per pianoforte di Robert Schumann ed Edvard Grieg con la Lucerne Symphony Orchestra diretta da Michael Sanderling. Il suo album solistico più recente è dedicato alla Seconda Scuola di Vienna — Arnold Schönberg, Anton Webern, Alban Berg — e nel 2025, con orchestra, ha pubblicato il Concerto per pianoforte “Imperatore” di Beethoven, abbinato al Quintetto per pianoforte e fiati dello stesso compositore.

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