• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa al piè di pagina
  • Stagioni
    • Opera
    • Concerti
    • Danza
    • Prosa
    • Musical
    • Famiglie
  • Festival Aperto
    • Programma
    • Benvenuti in tempi interessanti
    • Biglietti
    • Promo e Carnet
  • Concorsi
    • Premio Paolo Borciani
    • Casa del Quartetto
  • Rassegne
    • Finalmente Domenica
    • Verso Sera
    • Leggera
    • REstate
  • I Teatri
    • La Fondazione I Teatri
    • La città dei Teatri
    • La Storia
    • Dove siamo
    • Visita i Teatri
    • Virtual Tour
    • I Teatri Web Tv
    • Formazione
    • Dalla parte di Romolo – Il podcast
    • Accessibilità
  • Scuole
    • Un, due, tre stella (0-14)
    • Scuole superiori
  • Sostienici
    • Donazioni
    • 5 x 1000
    • Amici dei Teatri
    • Art Bonus
  • Biglietteria
    • Biglietteria online
    • Informazioni e orari
    • Abbonamenti
    • Sconti e riduzioni
  • Stagioni precedenti
  • News
  • Archivio Mediateca
  • Area tecnica
  • Bandi e Gare
  • Amministrazione trasparente
  • Newsletter
  • Concessioni spazi teatrali
  • Certificazioni
I Teatri di Reggio Emilia

I Teatri di Reggio Emilia

Fondazione I Teatri Reggio Emilia

Biglietteria (si apre in una nuova finestra)

C’mon Tigre

C’mon Tigre

Un nuovo progetto discografico e live

Domenica 15 Novembre – ore 20:30

Teatro Ariosto

Festival Aperto

Il collettivo internazionale arriva ad Aperto con un nuovo progetto discografico e live. 

Descrizione

C’mon Tigre dal 2014 si spinge oltre i confini del suono e del genere, essendosi ritagliato in questi anni una nicchia unica nel mondo della musica sperimentale. 

Il loro suono è una fusione ipnotica di elettronica, jazz, afrobeat e imprevedibilità, che si traduce in un immaginario difficile da categorizzare, anche per il collegamento distintivo e non convenzionale alle arti visive e all’animazione.  

Il duo base – che ha scelto l’anonimato – opera come un laboratorio aperto di collaborazioni in continuo divenire; fra le altre quelle con Perry Maysun, Seun Kuti, Xenia França, Arto Lindsay, Colin Stetson; e quelle con gli artisti visuali e fotografi Harri Peccinotti, Ericailcane, Gianluigi Toccafondo, Danijel Zezelj, Stefano Ricci, Shigekiyuriko Yamane. 

In collaborazione con Arci Reggio Emilia

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
15/11/2026 20:30 da € 20,00 Acquista

Crediti

In collaborazione con ARCI Reggio Emilia

Partner

Fondatori

Con il sostegno di

In collaborazione con

Coup Fatal

Coup Fatal
Fabrizio Cassol,  Alain Platel, Rodriguez Vangama

  • Descrizione
  • Bio
  • Acquista
  • Crediti

Martedì 4 Maggio – ore 20:30

Teatro Municipale Valli

Danza

“To be young, gifted and black.”
Nina Simone

Descrizione

Bach, Händel, Vivaldi, Monteverdi e Gluck suonati con balafon, likembe, xylofoni e percussioni, e cantati da un controtenore: Coup Fatal nasce dall’idea che il repertorio barocco europeo possa passare per la cultura musicale di Kinshasa e uscirne trasformato. Creato per il Festival d’Avignon e diventato negli anni uno spettacolo di culto, torna in scena nella nuova produzione della Comédie de Genève. 
 
A costruire questo ponte tra Belgio e Repubblica Democratica del Congo sono il regista Alain Platel, il compositore Fabrizio Cassol e il chitarrista e direttore Rodriguez Vangama, che firma con Cassol le musiche. Le arie barocche si intrecciano con le melodie tradizionali congolesi, il rock e il jazz, in un concerto cantato e danzato dove un orchestra di musicisti di Kinshasa fa esplodere materiali che di solito si ascoltano in tutt’altro contesto. 
Sul piano visivo lo spettacolo prende le mosse dai sapeurs, i dandy di Kinshasa che si vestono e si muovono da sovrani in un paese segnato per decenni dalla guerra. Da qui un tono che ribalta il lavoro di Platel, spesso costruito sulla sofferenza: qui l’universo passa dal notturno al solare, e la festa diventa una risposta all’avversità. Nel lavoro di Platel l’aria barocca perde i suoi paramenti sacri e ritrova un’energia più diretta e fisica, pronta a mescolarsi con la danza. 

Bio

Fabrizio Cassol

Compositore e sassofonista della band Aka Moon da vent’anni, Fabrizio Cassol collabora regolarmente con coreografi quali Alain Platel (les ballets C de la B – vsprs, pitié!, Coup Fatal), Anne Teresa De Keersmaeker (Rosas), il samoano Lemi Ponifasio (Mao Company), il congolese Faustin Linyekula (studio Kabako), oltre che nell’opera con Philippe Boesmans e Luc Bondy e in teatro con tg Stan.
Da diversi anni collabora con il KVS – Bruxelles sotto la direzione di Jan Goossens, dopo una residenza presso il teatro dell’opera La Monnaie/De Munt – Bruxelles sotto la direzione di Bernard Foccroulle.
Dal 2012 è in residenza presso la Fondation de l’Abbaye Royaumont vicino a Parigi, dove continua il suo studio delle culture del mondo; la sua creazione più recente è AlefBa con musicisti provenienti da Egitto, Siria, Libano, Iraq e Turchia.
Il suo interesse per la musica non europea è stato stimolato da un viaggio fondamentale presso i Pigmei Aka della Repubblica Centrafricana nel 1992 e da viaggi in Asia (principalmente in India) e in Africa, dove ha lavorato con la diva maliana Oumou Sangare, il griot Baba Sissoko e i Black Machine, il maestro percussionista indiano U.K. Sivaraman e il musicista senegalese Doudou N’Diaye Rose. Nella scena della musica improvvisata, Cassol ha lavorato con Marc Turner, Robin Eubanks, David Gilmore, Magic Malik, Marc Ducret e Joe Lovano.Insieme a DJ Grazzhoppa ha creato la prima big band composta da 14 DJ, mentre con il costruttore di strumenti François Louis ha contribuito alla progettazione dell’Aulochrome, il primo strumento a fiato cromaticamente polifonico.
La sua pratica di espressione orale e scritta, dalla musica da camera alle opere sinfoniche, lo ha portato a tenere regolarmente workshop e masterclass in tutto il mondo, tra cui al Conservatoire National Supérieur di Parigi, alla Royal Academy di Londra, al Conservatorio di Gerusalemme, nonché ad Algeri, Pechino, Berlino, Chennai, Tunisi e Royaumont.

Alain Platel

Alain Platel ha studiato per diventare insegnante di sostegno ed è un regista autodidatta. Nel 1984, insieme ad amici e familiari, ha fondato una compagnia che operava come collettivo. A partire da Emma (1988) ha iniziato a distinguersi più chiaramente come regista. Ha creato Bonjour Madame (1993), La Tristeza Complice (1995) e Iets op Bach (1998), produzioni che hanno portato Les ballets C de la B (il nome adottato dalla compagnia) alla fama internazionale. Insieme al drammaturgo Arne Sierens, ottenne un successo analogo per la compagnia teatrale Victoria, dedicata al pubblico giovane di Gand, con Moeder en kind (1995), Bernadetje (1996) e Allemaal Indiaan (1999).
Dopo Allemaal Indiaan, Platel annunciò che non avrebbe più prodotto spettacoli, ma Gerard Mortier lo convinse a creare Wolf (2003), un’opera su Mozart per la Ruhrtriennale. Il progetto corale di Platel Coup de Chœurs per l’inaugurazione del nuovo KVS segnò l’inizio di una stretta collaborazione con il compositore Fabrizio Cassol.
vsprs (2006) segnò un cambio di direzione. L’esuberanza degli spettacoli precedenti, espressa nella diversità degli interpreti e dei temi affrontati, ha lasciato il posto a una maggiore introspezione e nervosismo, rivelando un mondo di impulsi e aspirazioni, ma anche di violenza, come in Nine Finger (2007) con Benjamin Verdonck e Fumiyo Ikeda.
opo lo stile barocco di pitié! (2008), Out Of Context – for Pina (gennaio 2010) è stata una riflessione quasi ascetica sull’arsenale di movimenti legati a spasmi e tic. Attraverso questo linguaggio del movimento, Platel prosegue logicamente la sua ricerca di un modo per tradurre sentimenti troppo intensi. La sua aspirazione a qualcosa che trascenda gli individui è diventata sempre più palpabile.
In collaborazione con Frank Van Laecke, nel giugno 2010 è stato creato Gardenia. Questa produzione si ispira al film Yo soy así, in cui la chiusura di un cabaret per travestiti a Barcellona è il punto di partenza per un tuffo nella vita privata di un memorabile gruppo di artisti anziani. Il regista d’opera Gerard Mortier ha chiesto a Platel di creare C(H)OEURS (2012) per il Teatro Real di Madrid, con le famose scene corali delle opere di Verdi. In una seconda fase, ha aggiunto brani tratti dalle opere di Richard Wagner. La tensione tra il gruppo e l’individuo è stata per molti anni un tema centrale nelle performance di Platel. In C(H)OEURS, il suo progetto più ampio fino ad oggi, Platel, insieme ai suoi ballerini e al coro del Teatro Real di Madrid, esplora quanto possa essere pericolosa la bellezza di un gruppo.
In tauberbach (2014), ha continuato a esplorare e sviluppare il suo vocabolario di movimento noto come “bastard dance”. Il tema di questa creazione è vivere (sopravvivere) con dignità in condizioni quasi impossibili. Ma per evitare qualsiasi malinteso: Platel non è necessariamente alla ricerca di espansione
Ne sono prova la sua collaborazione a piccoli progetti come Nachtschade (per Victoria nel 2006) e il suo lavoro di coaching, ad esempio con Pieter e Jakob Ampe e la loro creazione Jake & Pete’s big reconciliation attempt for the disputes from the past (2011). Questi due progetti hanno lasciato tracce innegabili nella sua riflessione su cosa sia il teatro.
In quel periodo ha anche realizzato una serie di film di danza discreti, sia con la regista britannica Sofie Fiennes (Because I Sing nel 2001, Ramallah!Ramallah! Ramallah! nel 2005 e VSPRS Show and Tell nel 2007) o in solitaria con Les ballets de ci de là (2006), un’impressionante immersione nella vita di una compagnia fondata vent’anni fa che ci porta in luoghi lontani come il Vietnam e il Burkina Faso. È anche, e soprattutto, un’ode alla città di Gand, la sua base.

Rodriguez Vangama

Rodriguez Vangama è un musicista nato a Kinshasa. Chitarrista e bassista di grande fama, è molto richiesto per le sue doti di musicista, arrangiatore e produttore da grandi artisti come Papa Wemba, Werrason, Jean Goubald e Monik Tenday. Ha suonato nel gruppo jazz J’AFROZZ e ha lavorato con Pierre Vaiana e Baloji, in particolare alla registrazione del suo album Kinshasa Succursale.
Ha collaborato con Fabrizio Cassol in numerosi concerti. È stato invitato a festival in tutto il mondo e ha suonato al Festival d’Avignon; ha inoltre effettuato una tournée internazionale con Coup Fatal (2014) in qualità di co-compositore e continua a girare il mondo con Alain Platel in Requiem pour L., per il quale ha co-scritto e dirige la musica.
Rodriguez ha effettuato numerose tournée con Lexxus Legal in Africa e in Europa. Con il suo gruppo Les Salop’arts, fonde la musica popolare congolese con elementi di jazz e rock. Nel 2016 ha fondato Guez Arena, il primo centro culturale congolese a Kinshasa, per formare e produrre diversi artisti con la sua etichetta Arena Music.
Nel 2019, insieme a Lydie Toran, ha fondato la Compagnie Artères, con sede ad Avignone, che mira a produrre spettacoli dal vivo con artisti internazionali.
Ha poi collaborato a due brani dell’album Qalf con Damso e Universal France e ha partecipato a diversi progetti con vari artisti, ad esempio al Méca di Bordeaux e al Théâtre Vidy di Losanna. Attualmente è in tournée internazionale con Ray Lema per il progetto Hommage à Franco. Il suo concept album, Empire Kongo, è uscito nel 2022. Questo lavoro si basa sulla storia frammentata del Regno del Congo e su tutto ciò che rappresenta il dominio degli esseri umani sugli esseri umani. Musicalmente, è influenzato dal Blue Note e dalla polifonia della world music.

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
04/05/2027 20:30 Presto in vendita

Riduzioni

Iscritti Unimore > 50%

Under 30 > 30%

Amici dei Teatri > 20%

Over 65 > 15%

Altre riduzioni

Crediti

Coup Fatal
direzione musicale Fabrizio Cassol
direzione artistica e regia Alain Platel
direttore d’orchestra Rodriguez Vangama

musiche Fabrizio Cassol, Rodriguez Vangama da Händel, Vivaldi, Bach, Monteverdi, Gluck
produzione (dal 2024) Comedie de Génève

Partner

Fondatori

Con il sostegno di

Emanuel Gat Dance

Emanuel Gat Dance
Five Days in the Sun  

  • Descrizione
  • Bio
  • Acquista
  • Crediti

Mercoledì 14 Aprile – ore 20:30

Teatro Municipale Valli

Danza

Prima italiana

Coproduzione Festival Aperto / I Teatri di Reggio Emilia

Durata: XX minuti

Dalla tensione alla catarsi, Emanuel Gat danza l’intero respiro della Quinta di Mahler

Descrizione

La Quinta sinfonia di Mahler ha tentato molti coreografi, ma quasi sempre si sono fermati al celebre Adagietto. Emanuel Gat fa il contrario: con Five Days in the Sun affronta l’intero arco emotivo e musicale della partitura, dalla disperazione alla gioia, dalla tensione alla quiete. 

Gat è noto per la sua capacità di costruire il movimento come se fosse musica, e qui il dialogo con Mahler diventa materia stessa della coreografia. La pièce si sviluppa in uno spazio aperto, governato da un sistema di luci mobile e mutevole che Gat firma insieme alla scena, e procede per atti, alternando raccoglimento ed estasi. Non c’è programma narrativo: come la sinfonia, puramente strumentale e priva di titoli descrittivi, il lavoro punta a una forma di espressione astratta, fatta di trasformazione, resistenza e catarsi. 

Bio

Emanuel Gat

Emanuel Gat è nato in Israele nel 1969. Il suo primo incontro con la danza risale all’età di 23 anni, durante un workshop tenuto dal coreografo israeliano Nir Ben Gal. Pochi mesi dopo, è entrato a far parte della Liat Dror Nir Ben Gal Company, con la quale ha creato due opere e ha effettuato tournée internazionali. Ha iniziato a lavorare come coreografo indipendente nel 1994.
Nel corso dei dieci anni successivi, Gat ha sviluppato un approccio unico e personale alla coreografia e alla creazione di danza, attraverso numerosi progetti, collaborazioni e processi creativi, gettando le basi per la sua visione artistica e preparando il terreno per la sua futura produzione artistica.
Ha fondato la sua compagnia, Emanuel Gat Dance, nel 2004 e da allora ha creato un repertorio variegato di opere. I suoi primi lavori per la compagnia sono stati creati quello stesso anno: “Winter Voyage” sulla musica di Franz Schubert e “The Rite of Spring”, la sua interpretazione originale del capolavoro di Stravinski, che ha ricevuto un Bessy Award per la migliore coreografia per la sua presentazione al Lincoln Center Festival di New York nel 2006. Ha poi creato “K626” (2006) e “3for2007” (2007).
Nell’estate del 2007, Emanuel si è trasferito con la sua famiglia nel sud della Francia, dove risiede da allora, vivendo e lavorando a Marsiglia.
“Silent Ballet” (2008) è stato il primo spettacolo creato in Francia, seguito da “Winter Variations” nel 2009 e da “Brilliant Corners” nel 2011, per il quale Gat ha anche composto la colonna sonora. A quel punto, la compagnia Emanuel Gat Dance aveva già ottenuto un riconoscimento internazionale per il suo stile unico e si esibiva regolarmente in tournée in ogni angolo del mondo, riscuotendo un grande successo di critica.
Nel 2013, Emanuel Gat è stato nominato artista associato al Festival Montpellier Danse, dove ha creato “The Goldlandbergs” e “Corner Etudes”, e ha presentato un’installazione fotografica che ha segnato il suo debutto come fotografo. Nel 2014 ha creato “Plage Romantique” e nel 2016 “SUNNY”, una collaborazione con il musicista Awir Leon.
Nel 2017, Gat ha sviluppato una collaborazione unica con il Ballet de l’Opera de Lyon per la creazione di “TENWORKS”, un programma di dieci brevi pezzi che mescolano ballerini di entrambe le compagnie; e “DUOS”, una serie di duetti site specific presentati in diversi musei e in vari luoghi pubblici. Nel 2018, Gat è stato nominato artista associato al Théâtre National de Chaillot di Parigi e, nello stesso anno, ha collaborato con il prestigioso Ensemble Modern di Francoforte e ha creato “Story Water” alla Cour d’Honneur del Palais des Papes, uno dei palcoscenici più iconici al mondo durante il Festival d’Avignon, riunendo 12 ballerini e 13 musicisti, con musiche di Pierre Boulez, Rebecca Saunders e dello stesso Gat.
Negli ultimi 25 anni, le opere di Gat sono state presentate nella maggior parte dei principali teatri e festival di danza di tutto il mondo, interpretate da un gruppo affiatato ed eterogeneo di collaboratori di lunga data. Parallelamente al suo lavoro coreografico, Gat cura la progettazione delle luci di tutte le sue opere, rendendole parte integrante del suo processo creativo.
Negli ultimi anni, Gat ha sviluppato una pratica fotografica e ha presentato elaborate installazioni fotografiche a corredo del suo lavoro scenico, attraverso una serie di fotografie dedicate e ispirate a specifici pezzi del suo repertorio.
Nel 2020, nel pieno della pandemia, Gat ha creato “LOVETRAIN2020”, un’opera per 14 ballerini sulle musiche dei Tears For Fears. L’opera ha debuttato tra due lockdown all’inizio di ottobre, ricevendo una risposta travolgente sia dal pubblico che dalla critica.
Gat è stato artista associato all’Arsenal – Cité Musicale di Metz dal 2019 al 2023, dove ha creato un’opera ispirata all’opera di Puccini “Tosca”: “Act II & III or The Unexpected Return of Heaven and Earth”.
La sua opera successiva, “Traüme”, è stata presentata in anteprima al Festival di Pasqua di Salisburgo nell’aprile 2023.
La sua ultima opera, “Freedom Sonata”, ispirata all’album di Kanye West “The life of Pablo” e al secondo movimento dell’ultima sonata per pianoforte n. 32 di L.V. Beethoven, è stata presentata in anteprima al Festival de Marseille nel giugno 2024.
Gat viene regolarmente invitato da compagnie e istituzioni di danza per le quali crea o mette in scena spettacoli: in Francia ha collaborato con il Balletto dell’Opéra di Parigi, il Ballet du Rhin, il Ballet National de Marseille, il Ballet de Lorraine e il Ballet de l’Opéra de Lyon. È inoltre coreografo ospite di prestigiose compagnie internazionali: Sydney Dance Company, Tanztheater Bremen, Candoco Dance Company, Ballet du Grand Théâtre de Genève, Los Angeles Dance Project, Balletto Nazionale Ceco, Balletto Reale Svedese, Balletto Nazionale Polacco, Cedar Lake (NY), Vancouver Ballet British Columbia, Scottish Dance Theater, Staatsballett Berlin, Landestheater Linz…
Nel corso della sua carriera, Gat ha sviluppato un ricco arsenale metodologico e un approccio pedagogico originale alla creazione coreografica. Viene regolarmente invitato a insegnare e a collaborare con le principali scuole e istituzioni di danza del mondo e, parallelamente, offre attraverso l’Emanuel Gat Dance regolari opportunità ai giovani ballerini e coreografi di immergersi nella sua pratica, attraverso stage, workshop e masterclass.

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
14/04/2027 20:30 Presto in vendita

Riduzioni

Iscritti Unimore > 50%

Under 30 > 30%

Amici dei Teatri > 20%

Over 65 > 15%

Altre riduzioni

Crediti

Five Days in the Sun  

coreografia, scena e luci Emanuel Gat 
musica Gustav Mahler, Sinfonia n. 5 in do diesis minore (movements 1-4), Wiener Philharmoniker, Leonard Bernstein (1987) 
musica aggiuntiva Emanuel Gat 

Partner

Fondatori

Con il sostegno di

Ballet de l’Opéra National de Lyon 

Ballet de l’Opéra National de Lyon 
House • La Sagra della Primavera

Coreografie Sharon Eyal , Mats Ek

  • Descrizione
  • Bio
  • Acquista
  • Crediti

Mercoledì 24 Febbraio – ore 20:30

Teatro Municipale Valli

Danza

Prima italiana

Dal battito ipnotico della notte alla forza ancestrale del rito: un viaggio attraverso due mondi coreografici agli antipodi.

Descrizione

Il Ballet de l’Opéra National de Lyon presenta un dittico che mette a confronto due scritture lontane tra loro, come quelle di Sharon Eyal e di Mats Ek, riunite in una sola serata che chiede agli interpreti di passare dal pulsare elettronico di un mondo notturno alla violenza rituale di Stravinskij. Un programma costruito sulla capacità della compagnia lionese di tenere insieme registri opposti senza perdere precisione. 

House 
Creato da Sharon Eyal nel 2011 per la Batsheva Dance Company ed entrato quest’anno nel repertorio del Ballet de l’Opéra de Lyon, House prende forma come una serie di stanze. La pièce si divide in più sezioni, come gli ambienti di una casa che i danzatori occupano per intero: un mondo in crisi raccontato per sequenze di gruppo e assoli che si rispondono, si scontrano e tornano a saldarsi. Sulla musica di Ori Lichtik, dj cresciuto nella techno, i corpi – creature a metà tra l’umano e il meccanico – ondeggiano e si srotolano in un flusso continuo.  

La Sagra della Primavera 
Mats Ek torna a Stravinskij quasi quarant’anni dopo la sua prima versione, quella molto giapponesizzante del 1984 per il Cullberg Ballet, di cui conserva i trucchi bianchi del teatro Nō e i costumi che evocano kimoni. In questa lettura, creata nel 2022 per l’English National Ballet, il sacrificio dell’Eletta diventa un matrimonio combinato, di quelli ancora praticati in molte parti del mondo, dove una famiglia unisce una ragazza a un uomo che non conosce. Ek lavora in controtendenza rispetto alla tradizione del titolo: dove altri affollano la scena di corpi, lui sceglie il gesto trattenuto, pochi interpreti, un movimento sorvegliato che monta verso il finale. La critica britannica ne ha sottolineato proprio questa qualità: la rivista Bachtrack ha parlato di una conclusione tanto profonda quanto sorprendente, mentre The Arts Desk ha colto nella coreografia la precisione e insieme l’eruzione, il controllo e la ferocia della partitura. 

Bio

Ballet de l’Opéra National de Lyon

Con la direzione di Cédric Andrieux, il Balletto dell’Opéra di Lione rimane un pioniere nell’esplorazione dei pezzi più audaci e impegnativi che la danza contemporanea può offrire. Laboratorio di produzioni sperimentali e innovative, con un’enfasi sui repertori complementari, il Balletto è la casa dei più grandi artisti di ieri, oggi e domani. Profondamente radicata nella sua regione e rilevante sulla scena nazionale e internazionale, con molteplici tournée e spettacoli in sedi partner, la compagnia si dedica a tramandare e scrivere una parte della storia della danza con una costante consapevolezza delle problematiche del nostro tempo.
L’audacia delle stagioni precedenti è proseguita anche nel corso della stagione 2024-2025: Envols ha riunito capolavori del repertorio, Bella figura di Jiří Kylián, Set and reset / Reset di Trisha Brown e Period Piece di Jan Martens. Nature studies, alla Maison de la danse, ha creato un dialogo inedito tra Beach Birds di Merce Cunningham e Mycelium di Christos Papadopoulos. Il Balletto ha poi celebrato l’aggiunta al repertorio di un pezzo eccezionale di una figura importante della danza contemporanea, Last Work di Ohad Naharin; la stagione è culminata in un evento con Noé Soulier, Nacera Belaza e Lucinda Childs, À l’infini (Ad Infinitum).
Nel 2025-2026, il Balletto continuerà a esplorare pezzi iconici del repertorio e a collaborare con artisti ospiti all’avanguardia in opere di danza contemporanea. L’apertura della stagione, il programma Nuits transfigurées (Notte trasfigurata) eseguito nell’ambito della Biennale de la danse, riunisce Anne Teresa De Keersmaeker, Mercedes Dassy e Katerina Andreou. Proseguendo la collaborazione con la Biennale, l’Opéra ha invitato Nina Laisné, François Chaignaud e Nadia Larcher a presentare il loro lavoro collettivo Último helecho. Il Balletto si esibirà anche nel fragoroso Canine jaunâtre 3 di Marlène Monteiro Freitas, poi in grandi pezzi di William Forsythe, David Dawson (che debutta a Lione) e Lucinda Childs nell’ambito della manifestazione Avant la tempête (Prima della tempesta). La stagione culminerà con l’aggiunta al repertorio di una delle artiste più influenti della sua generazione, Sharon Eyal, in una delle sedi partner, il Théâtre Théo Argence di Saint-Priest.

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
24/02/2027 20:30 Presto in vendita

Riduzioni

Iscritti Unimore > 50%

Under 30 > 30%

Amici dei Teatri > 20%

Over 65 > 15%

Altre riduzioni

Crediti

House  
coreografia Sharon Eyal  
assistente alla coreografia Léo Lérus  
musica Ori Lichtik
costumi Maayan Goldman
luci Alon Cohen  

La Sagra della Primavera
coreografia Mats Ek
musica Igor Stravinskij
scene e costumi Marie-Louise Ekman 
luci Linus Fellbom

Partner

Fondatori

Con il sostegno di

Lo Schiaccianoci

Lo Schiaccianoci
MM Contemporary Dance Company

Coreografia Mauro Bigonzetti

  • Descrizione
  • Bio
  • Acquista
  • Crediti

Domenica 10 Gennaio – ore 16:00

Teatro Municipale Valli

Danza

Durata: 2 ore circa + intervallo (15 min)
Spettacolo fuori abbonamento

Torna, a grande richiesta, una danza coinvolgente che invita il pubblico a lasciarsi andare, conducendo ciascuno nel mondo del proprio immaginario

Descrizione

Il coreografo italiano Mauro Bigonzetti, già direttore di Aterballetto e del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, rilegge l’eterna fiaba de Lo schiaccianoci sulla celebre partitura di Pëtr Il’ič Ciajkovskij, portando in scena uno spettacolo di danza in cui la struttura del racconto coreografico ripercorre le storie di Drosselmeier e di Clara, nonché le capacità evocative del movimento e della musica. Sul palco, la danza della pluripremiata MM Contemporary Dance Company, realtà di eccellenza nel panorama coreutico italiano diretta dal coreografo Michele Merola, sarà incorniciata dall’impianto scenico visionario di Carlo Cerri che, con le sue architetture 3D, mescola realtà e fantasia, visibile e inconscio. Un balletto coinvolgente che invita il pubblico a lasciarsi andare, conducendo ciascuno nel mondo del proprio immaginario.

“È la sera di Natale, una giovane ragazza riceve in regalo da un misterioso e magico signore un bellissimo burattino dal volto principesco. Arriva la notte, quel dono prende vita in un luogo immaginario che si popola di figure che si agitano come fossero vive: il reale si fonde e si confonde con il fantastico. Da qui vogliamo partire per raccontare questo Schiaccianoci; vogliamo prender spunto, più che dal grande repertorio ballettistico, dal racconto originario di Hoffmann permeato di quelle atmosfere visionarie che giocano con l’ambiguità tra il vero e il sogno, tra il visibile e l’inconscio.
Vogliamo costruire un ambiente che richiami il labirinto perché il labirinto, nel mito, è per eccellenza il luogo che si situa tra il reale e il fantastico. Il nostro sarà un labirinto sincrono all’estetica tecnologica contemporanea, fatto di immagini che si sovrappongono, in cui la percezione di chi guarda è stimolata e assorbita da immagini reali che vanno oltre il reale ed è beffata dall’inganno della vista, dove il rincorrersi e sovrapporsi di vero e fantasia sembra scuotere un cortocircuito elettronico. Quindi? Spettacolo per adulti? Spettacolo per bambini? È uno spettacolo di danza dove la struttura del racconto coreografico ripercorre le storie di Drosselmeier e di Clara, e le capacità evocative del movimento e della musica, che travalicano tutti i linguaggi, creano un flusso narrativo che permette di immedesimarsi sino al superamento delle diversità generazionali e delle differenti capacità di visione. Sarà uno spettacolo, quindi, dal quale farsi trascinare e nel quale lasciarsi andare, ciascuno nel mondo del proprio immaginario.”.

Note sul progetto di Mauro Bigonzetti e Carlo Cerri

Bio

Mauro Bigonzetti

Nato a Roma, si diploma alla Scuola del Teatro dell’Opera ed entra direttamente nella compa- gnia della sua città. Dopo dieci anni di attività presso l’Opera di Roma, nella stagione 1982/83 entra a far parte di Aterballetto come danzato- re, collaborando, tra gli altri, con Alvin Ailey, Glen Tetley, William Forsythe, Jennifer Muller, ed interpretando anche molti balletti di George Balanchine e Leonide Massine. Nel 1990 firma il suo primo lavoro, Sei in movimento, su musiche di J. S. Bach. Nella stagione 1992/93 lascia l’Aterbal- letto per dedicarsi totalmente alla coreografia, inizialmente come freelance; in questo periodo stringe un’intensa collaborazione con il Balletto di Toscana e collabora con diverse compagnie internazionali. Dal 1997 al 2007 è direttore artistico di Aterballetto, rinnovando la compa- gnia e ricostruendone il repertorio; lasciata la direzione per dedicarsi maggiormente all’attività di coreografo freelance, mantiene fino al 2012

la collaborazione con la compagnia in qualità di coreografo residente. Nel 2016 dirige il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala.

Mauro Bigonzetti ha creato coreografie per English National Ballet, Ballet National Marseille, Stuttgart Ballet, Deutsche Oper Berlin, Staatsoper Dresden, Ballet Teatro Argentino, Balé da Cidade de Sao Paulo (Brasile), Ballet Gulbenkian (Portogallo), New York City Ballet, Turkish State Ballet, Royal Swedish Ballet, Ballet du Capitole Toulouse, Les Grands Ballets Canadiens, Teatro alla Scala, Teatro dell’Opera di Roma, Arena di Verona e Teatro di San Carlo di Napoli.

MM Contemporary Dance Company

La MM Contemporary Dance Company è una compagnia di danza contemporanea diretta dal coreografo Michele Merola, fondata nel 1999
a Reggio Emilia come centro di produzione di eventi e spettacoli. Il repertorio della compa-
gnia è ricco e variegato, grazie ai lavori del suo direttore e di altri artisti come Maguy Marin, Mats Ek, Mauro Bigonzetti, Silvia Gribaudi, Thomas Noone, Gustavo Ramirez Sansano, Karl Alfred Schreiner, Eugenio Scigliano, Emanuele Soavi, Enrico Morelli, Daniele Ninarello, Ginevra Pan- zetti ed Enrico Ticconi, Camilla Monga, Roberto Tedesco, Adriano Bolognino.

Oggi la MMCDC è, a tutti gli effetti, una realtà di eccellenza della danza italiana, con una consolidata attività di spettacoli su tutto il territo- rio nazionale. Da anni ha conquistato un mercato internazionale con spettacoli in paesi europei ed extraeuropei come la Corea, la Colombia, il Cana- da, la Germania, la Russia, il Marocco, il Belgio, la Spagna, la Slovenia, la Cecoslovacchia, la Francia, la Svezia, la Finlandia, la Serbia. Negli anni ha vinto numerosi premi, tra cui nel 2022 il Premio Danza&Danza per la migliore produzione italiana con lo spettacolo Ballade di Mauro Bigonzetti ed Enrico Morelli, nel 2024 il premio Danza&Danza per la Valorizzazione del repertorio con lo spetta- colo Grosse Fugue di Maguy Marin.

Nel 2021, 2022 e 2024 è stata presente su Rai 1 nelle trasmissioni di Roberto Bolle Danza con me e Viva la danza interpretando, tra le altre, coreografie di Mauro Bigonzetti.

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
10/01/2027 16:00 Presto in vendita

Riduzioni

Iscritti Unimore > 50%

Under 30 > 30%

Amici dei Teatri > 20%

Over 65 > 15%

Altre riduzioni

Abbonati

Spettacolo fuori abbonamento

Crediti

coreografia Mauro Bigonzetti
musica Pëtr Il’ič Ciajkovskij
interpreti MM Contemporary Dance Company

scene, luci e ideazione video Carlo Cerri
realizzazione video OOOPStudio
costumi Lois Swandale Kristopher Millar
realizzazione costumi Nuvia Valestri
realizzazione attrezzeria Studio Cromo, Attosecondo
assistente alla coreografia Roberto Zamorano
maestro ripetitore Enrico Morelli
produzione LAC Lugano Arte e Cultura
in coproduzione con MM Contemporary Dance Company
con la collaborazione produttiva di Fondazione Teatro Comunale di Modena

Con il sostegno di Ministero della Cultura / Regione Emilia-Romagna / Comune di Reggio Emilia / Centro Permanente Danza – Reggio Emilia

Con il sostegno di

Ballet de l’Opéra national du Rhin

Ballet de l’Opéra national du Rhin
Ici (prima italiana) • The Look

Coreografie  Léo Lérus, Sharon Eyal

  • Descrizione
  • Bio
  • Acquista
  • Crediti

Domenica 11 Ottobre – ore 18:00

Teatro Municipale Valli

Danza, Festival Aperto

Durata: 1 ora e 10 minuti senza intervallo

“Questo dittico va oltre la semplice unione di due stili distintivi. Segna un felice incontro tra il mondo classico del balletto, la danza contemporanea e la danza afro-caraibica. Ciò fa sperare in un repertorio più inclusivo e aperto al mondo.“
Mouvement

Descrizione

Due linguaggi della danza che si specchiano: la trance futurista di Sharon Eyal e le radici creole di Léo Lérus, due voci della scena contemporanea che custodiscono ciascuna la propria singolarità senza rinunciare a una comune forza coesiva.

Eyal e Lérus condividono da anni una complicità che è insieme artistica e umana. Su invito del Ballet de l’Opéra national du Rhin hanno concepito questo dittico a quattro mani, facendo dialogare e risuonare i rispettivi universi.

 In Ici, creazione di Léo Lérus, assoli e quadri d’insieme di rara intimità portano sensibilità ed energia contemporanee dentro le tradizioni coreografiche e musicali della Guadalupa, eredità del tempo della schiavitù. Un modo per celebrare la singolarità e gli incontri di individualità solari.

The Look (2019) intreccia rigore tecnico ed espressività allo stato grezzo. Per Eyal il titolo rimanda a un’idea cara a Gandhi – nessuno può ferirmi senza il mio permesso – e parla della capacità del corpo, della mente e delle comunità di resistere alla violenza e all’oppressione. Le sagome scure di danzatrici e danzatori si fondono fino a diventare una cosa sola: un organismo, un ecosistema, un microcosmo. Un insieme che guarda il pubblico dritto negli occhi e respira, si dispiega, ondeggia e vive, seguito dal ritmo ipnotico e organico di un flusso sonoro dai colori tribali e post-industriali.

Bio

The Ballet de l’Opéra national du Rhin

Con sede a Mulhouse, l’OnR Ballet è una compagnia composta da 32 ballerini provenienti da tutto il mondo, tutti con una formazione accademica e selezionati per la loro versatilità stilistica. Diretta da Bruno Bouché dal 2017, la compagnia ha ottenuto un riconoscimento internazionale unico, frutto di oltre 50 anni di collaborazione con coreografi di fama mondiale nel campo della danza classica e contemporanea. Ha inoltre instaurato forti legami con il pubblico locale in tutta la regione.
L’OnR Ballet è stato riconosciuto come Centre chorégraphique national (CCN) nel 1985 e rimane un caso eccezionale in quanto unico centro annesso a un teatro lirico. La sua identità unica ha plasmato questo centro di eccellenza, la cui missione non è solo quella di riproporre opere classiche, ma anche di produrre attivamente nuove creazioni sia con coreografi affermati che con talenti emergenti. Il repertorio del Balletto è uno dei più variegati in Francia e spazia dal barocco ai classici reinterpretati fino alle opere contemporanee. Con un programma specificamente concepito per superare i confini pur rimanendo accessibile a tutti, il Balletto contribuisce a promuovere la cultura della danza tra un pubblico in continua crescita, grazie anche alle matinée scolastiche e alle sessioni didattiche.
Sotto l’impulso di Bruno Bouché, le missioni del CCN si stanno ampliando. L’invito della Compagnie Retouramont, pionieri della danza verticale, in qualità di «Artisti Associati», prosegue la riflessione sul ruolo di un balletto nella città e ne sviluppa la presenza nello spazio pubblico, il più vicino possibile ai cittadini. La residenza di ricerca di Laura Cappelle, sostenuta da DanceReflections di Van Cleef & Arpels, analizza le evoluzioni estetiche e sociali del balletto contemporaneo, contribuendo alle trasformazioni al centro del progetto per un balletto europeo nel XXI secolo.
Anche l’OnR Ballet ha ampliato il proprio repertorio. Situata al crocevia dell’Europa, la compagnia ama esplorare opere e tematiche innovative che trovino riscontro nel pubblico di oggi. Il programma, composto da nuove forme e opere ideate da giovani ballerini-coreografi, continua a spingere i confini della danza per favorire le connessioni tra interpreti e coreografi, artisti e spettatori. Esso raggiunge un equilibrio tra il rispetto della tradizione e l’assunzione di rischi, rivisitando i classici e promuovendo la creatività moderna.

Léo Lérus

Léo Lérus ha iniziato il suo percorso di danza con la danza tradizionale della Guadalupa, il Gwoka. Successivamente è entrato a far parte del Conservatoire National Supérieur de Musique et de Danse de Paris, dove ha seguito il corso di danza contemporanea. Successivamente ha danzato con la Random Dance Company (Wayne McGregor), la Batsheva Dance Company (Ohad Naharin) e la L-E-V Dance Company (Sharon Eyal/Gai Behar). Dal 2010 crea le proprie opere coreografiche, che sono state presentate in sedi quali: il Festival Sur les Frontières a Chaillot – Théâtre national de la Danse di Parigi, l’Israel Dance Festival a Tel Aviv, l’Holland Dance Festival all’Aia e l’Israel Museum – Machol Shalem a Gerusalemme. Affermando con forza il proprio legame con la cultura guadalupese, cerca di esplorare e approfondire il proprio rapporto con il Gwoka e il proprio patrimonio culturale. Il suo spettacolo Entropieau ha ricevuto il Premio del Pubblico al concorso PODIUM, edizione 2021.

Sharon Eyal

Sharon Eyal è cofondatrice, codirettrice e coreografa della compagnia S-E-D. Dal 2005 collabora con
Gai Behar alle sue creazioni e, nel 2013, hanno fondato la loro compagnia: la Sharon Eyal Dance Company, il cui repertorio è coprodotto con alcune delle più importanti istituzioni di danza a livello mondiale. Hanno inoltre curato le coreografie di opere per il Nederlands Dans Theater (Bedroom Folk, Salt Womb, Feelings e Sara), il Balletto dell’Opera di Parigi (Faunes) e la GöteborgsOperans Danskompani (Untitled Black e Autodance), tra gli altri. Nel 2017 ha ricevuto il Premio FEDORA Van Cleef & Arpels per il balletto e nel 2018 le è stato conferito il Premio Faust in Germania. Oltre alla danza, Eyal e Behar hanno collaborato a sfilate di moda per Christian Dior Couture e Maria Grazia Chiuri, sviluppato progetti con l’etichetta musicale Young e contribuito all’album I Am Easy to Find dei The National e di Mike Mills. Nel 2023 è stata nominata Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere dalla Repubblica francese.

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
11/10/2026 18:00 da € 20,00 Acquista

Riduzioni

Iscritti Unimore > 50%

Under 30 > 30%

Amici dei Teatri > 20%

Over 65 > 15%

Altre riduzioni

Crediti

Ici

prima italiana
per 12 danzatori coreografia Léo Léru in collaborazione con gli interpreti
composizione sonora Denis Guivarc’h
costumi Bénédicte Blaison
luci Chloé Bouju

Musica della creazione Ici costruita attorno a registrazioni originali dei cicloni Ernesto (2024) e Maria (2017)

The Look

per 17 danzatori coreografia Sharon Eyal
musica Ori Lichtik
costumi Rebecca Hytting
luci Alon Cohen

Produzione CCN•Ballet de l’Opéra national du Rhin
direttore Bruno Bouché
assistente di direzione e amministrativa Nathalie Dienger
amministratrice generale Sophie Kloetzlen
amministratrice di produzione Emmanuelle Boisanfray
maestri di ballo Claude Agrafeil, Adrien Boissonnet
pianista accompagnatore Maxime Georges
responsabile della comunicazione Sarah Ginter
responsabile dello sviluppo delle attività Pasquale Nocera
direttore di scena Boyd Lau
coordinatore logistico per la regia e la produzione Alain Trividic
direttore tecnico Jérôme Duvauchelle
assistente del direttore tecnico, responsabile delle attrezzature Jérôme Neff

Partner

Fondatori

Con il sostegno di

  • « Vai alla pagina precedente
  • Pagina 1
  • Pagina 2
  • Pagina 3
  • Pagina 4
  • Pagine interim omesse …
  • Pagina 418
  • Vai alla pagina successiva »

Footer

Dove siamo

Sostienici

Biglietteria

Scuole

Seguici

  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube
  • News
  • Stagioni precedenti
  • Archivio mediateca
  • Bandi e Gare
  • Area tecnica
  • Amministrazione trasparente
  • Attestazione OIV o struttura analoga
  • Newsletter
  • Concessioni spazi teatrali
  • Certificazioni

Fondatori

Comune di Reggio Emilia Provincia di Reggio Emilia Gruppo Iren

Con il sostegno di

Ministero Beni Culturali Regione Emilia-Romagna Fondazione Pietro Manodori

Fondazione I TEATRI - Piazza Martiri del 7 luglio, 7 - 42121, Reggio Emilia - tel 0522 458811 - P.IVA 01699800353 - CF 91070780357

Area riservata | Privacy policy | Cookie policy | Impostazioni Cookie | Credits | Contatti

  • Opera
  • Concerti
  • Danza
  • Prosa
  • Musical
  • Ragazzi
  • Festival
Calendario completo Iscriviti al calendario