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I Teatri di Reggio Emilia

I Teatri di Reggio Emilia

Fondazione I Teatri Reggio Emilia

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Pierrot Lunaire

In una manciata di mesi, tra il 1912 e il 1913, la prima di Pierrot Lunaire di Schoenberg e quella della Sagra della Primavera di Stravinskij sanciscono la nascita della musica moderna, le sue interne rotture, alfa e omega di una vicenda complicata e avvincente, che prosegue ancora oggi.

Pierrot Lunaire presenta d’un colpo innovazioni epocali: il superamento del sistema tonale, l’invenzione del canto parlato (Sprechstimme), un suono d’ensemble per timbri strumentali isolati (la tradizione tendeva al loro impasto), un rimescolamento di generi ed espressioni che imbrica Lied e teatro, musica cameristica e cabaret, contemplazione e azione, ironia e allucinazione. Per non parlare dei ritrovati formali e del ritorno a una visione contrappuntistica ripensata. Le tre parti del lavoro mostrano ciascuna una propria dominante musical drammaturgica: ironico-satirica la prima, macabra la seconda, malinconica la terza. 

Nel 2009 Sylvano Bussotti scrive Arlequin poupi per mdi ensemble, come pezzo da affiancare al Pierrot Lunaire in concerto. E in dialogo con il lavoro schoenberghiano esso è concepito: stesso organico (meno la voce) e spirito ironico accentuato. In seguito l’ensemble ha sviluppato il binomio scegliendo altre due brevi composizioni di Bussotti, a scandire le tre parti del Pierrot. 

Pierrot Lunaire è altresì punto di riferimento per la creazione del nuovo lavoro di teatro musicale Pierrot REDUX di Massimiliano Viel. 

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Fondatori





Con il sostegno di





Adriano Bolognino

Verso qualcosa che non esiste, esisterà o forse non esisterà mai. Futuro visto non come incertezza ma ricco di speranza.
Una creazione che ha all’interno mancanza e desiderio. Strazio e tenerezza.

La saudade è un’atmosfera, uno stato d’animo, che si presta perfettamente ad essere dipinta tramite l’infinita potenza delle immagini.

Studiando i principali ambiti dove il termine trova espressione ho approfondito la poetica di Fernando Pessoa, scrittore e poeta portoghese che ha scritto molte pagine intrise di Saudade. La sua grande creazione estetica è considerata l’invenzione degli eteronimi, che ha attraversato tutta la sua vita.

Ispirandomi, quindi, alle sue quattro principali personalità letterarie, in scena, quattro danzatrici interpreteranno diversi eteronimi, dotati di autonoma personalità, ognuno dei quali ha avvertito la propria e intima forma di Saudade. Ognuno esiste come singolo ed in relazione agli altri; questo perché la Saudade a differenza della nostalgia o della solitudine è condivisibile, è sperimentale non solo a livello individuale ma anche collettivo. Creare uno stato d’animo che possa essere comune a tutti.

Verso qualcosa che non esiste, esisterà o forse non esisterà mai. Futuro visto non come incertezza ma ricco di speranza.
Una creazione che ha all’interno mancanza e desiderio. Strazio e tenerezza.
La Saudade è un’atmosfera, uno stato d’animo, che si presta perfettamente ad essere dipinta tramite l’infinita potenza delle immagini.

Studiando i principali ambiti dove il termine trova espressione ho approfondito la poetica di Fernando Pessoa, scrittore e poeta portoghese che ha scritto molte pagine intrise di Saudade. La sua grande creazione estetica è considerata l’invenzione degli eteronimi, che ha attraversato tutta la sua vita.

Ispirandomi, quindi, alle sue quattro principali personalità letterarie, in scena, quattro danzatrici interpreteranno diversi eteronimi, dotati di autonoma personalità, ognuno dei quali ha avvertito la propria e intima forma di Saudade. Ognuno esiste come singolo ed in relazione agli altri; questo perché la Saudade a differenza della nostalgia o della solitudine è condivisibile, è sperimentale non solo a livello individuale ma anche collettivo. Creare uno stato d’animo che possa essere comune a tutti. 

Crediti

coreografia Adriano Bolognino
danzatrici Rosaria di Maro, Giorgia Longo, Roberta Fanzini, Giorgia Longo, Noemi Caricchia
video Mattia Napoli

luci Gianni Staropoli
drammaturgia Gregor Acuña-Pohl
management Vittorio Stasi

con il supporto di Orsolina28 Art, Cornelia, Teatro Stabile di Torino, Torino Festival, Fondazione I Teatri Reggio Emilia

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Fondatori





Con il sostegno di





Marco D’Agostin

«Come autore con Marta sono sempre testimone di uno strano fenomeno: anche quando il movimento tende a una sublime astrazione, i suoi organi e le sue articolazioni traboccano di una qualche sotterranea, turbolenta e dolorosa forma di vita, innestata nei suoi ricordi e nella sua storia. Marta ha l’incredibile capacità di collocare e far vibrare nel corpo i suoi segreti.

Negli ultimi anni le mie opere assumono sempre più frequentemente un andamento narrativo, ma quali sono le forme non esplicite che un racconto può assumere in un ambiente coreografico? L’ambizione che vado rincorrendo è quella di rintracciare segni e mobilità slacciate dalle nostre iconografie e dagli schemi di riferimento, e che pure traghettino verso lo spettatore il peso specifico di una storia. Cerco dispositivi, formati e danze che si facciano carico del peso delle biografie, generando letture e interpretazioni ampie e popolari. 

[…] Non avrei mai l’ardire di addentrarmi in un territorio simile se non sapessi che questo lavoro può essere fatto con e per Marta, e che la sua biografia, duettando con quella della sua famiglia e del genere umano, può diventare una danza enigmatica e al contempo alla portata di tutti, emozionante come un romanzo di Ocean Vuong e misteriosa come un grigio rothkiano. É giunto il tempo di assumermi la responsabilità di un racconto coreografico che rivendichi orgogliosamente il proprio afflato sentimentale, senza cedere ad alcuna retorica».

Marco D’Agostin

Crediti

Di Marco D’Agostin
con Marta Ciappina
suono LSKA
luci Paolo Tizianel
conversazioni Lisa Ferlazzo Natoli, Paolo Ruffini, Claudio Cirri
costume Lucia Gallone
costruzione elementi scenici Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
collaborazione drammaturgica Chiara Bersani, Lisa Ferlazzo Natoli
promozione, cura Damien Modolo
organizzazione Eleonora Cavallo
amministrazione Federica Giuliano 

produzione VAN
coproduzione Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni e Fondazione CR Firenze, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale; Festival Aperto – Fondazione I Teatri; Tanzhaus nrw, Düsseldorf; Snaporazverein
sostegni L’arboreto – Teatro Dimora, La Corte Ospitale – Centro di Residenza Emilia-Romagna, CSC/OperaEstate Festival Veneto
con il supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di Colonia/MiC-Direzione Generale Spettacolo e Tanzhaus nrw, Düsseldorf, nell’ambito di NID international residencies programme 

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Martin Zimmermann

Crediti

Ideazione, direzione, coreografia Martin Zimmermann
creato con e interpretato da Tarek Halaby, Dimitri Jourde, Methinee Wongtrakoon, Martin Zimmermann
creazione musicale Colin Vallon
drammaturgia Sabine Geistlich scena Simeon Meier, Martin Zimmermann costumi Susanne Boner, Martin Zimmermann
disegno luci Sarah Büchel sound design Andy Neresheimer

produzione MZ Atelier coproduzione Fund of Reso – Dance Network Switzerland – supported by Pro Helvetia, Swiss Arts Council, Kaserne Basel, Kurtheater Baden, Le Volcan, scène nationale du Havre, Les Théâtres de la Ville de Luxembourg, L’Odyssée — Périgueux, maisondelaculture de Bourges / scène nationale, Opéra Dijon, Theater und Musikgesellschaft Zug, Théâtre de Carouge, Zürcher Theater Spektakel 

con il sostegno di BvC Stiftung, Elisabeth Weber Stiftung, Ernst Göhner Stiftung, Fachausschuss Tanz & Theater BS / BL, Stiftung Corymbo  

Martin Zimmermann è sostenuto da Culture Department City of Zurich, Department of Culture Canton Zurich, Pro Helvetia – Swiss Arts Council. Martin Zimmermann è Artista Associato a Maison de la culture de Bourges / Scène Nationale e Tanzhaus Zürich. 

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tanzmainz • Sharon Eyal

Crediti

coreografia Sharon Eyal
co-creatore  Gai Behar
costumi Rebecca Hytting
musica Ori Lichtik
stage e light design Alon Cohen
assistente coreografia Rebecca Hytting, Tom Weinberger
direttore delle prove Natalia Rodinascena

dancers Elisabeth Gareis, Daria Hlinkina, Cassandra Martin, Nora Monsecour, Amber Pansters, Maasa Sakano, Marija Slavec, Milena Wiese; Zachary Chant, Paul Elie, Finn Lakeberg, Christian Leveque, Federico Longo, Cornelius Mickel, Jaume Luque Parellada, Matti Tauru, Alberto Terribile

direttore tanzmainz Honne Dohrmann
direttore di produzione Lisa Besser
Collaborator of Dance Directorate and Touring Manager Hannah Meyer-Scharenberg
Assistant of Dance Directorate Julia Kraus
Set up Stage&Sound on Tour Luka Curk
Set up Light on Tour Dominik Hager
Stage Manager on Tour Matthew Tusa

A production of Staatstheater Mainz

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Rachid Ouramdane

Annie Hanauer

Danzatrice, coreografa e pedagoga statunitense, Annie Hanauer vive e lavora tra Londra e la Francia. Artista indipendente, si dedica all’insegnamento e alla creazione coreografica, oltre a collaborare regolarmente con artisti e compagnie di fama internazionale, come Lea Anderson, Wendy Houstoun, Rachid Ouramdane/ CCN2 Grenoble e l’Orchestra da Camera di Parigi. Dal 2008 al 2014 danza con la londinese Candoco Dance Company, prendendo parte a tournée e progetti creativi ed educativi in tutto il mondo. È tra i componenti di AnnieVickySarah (AVS), collettivo di tre artiste indipendenti nato nel 2007 allo scopo di sviluppare pratiche di lavoro accessibili, ed è tra i membri dell’Equity Dance Committee, con sede a Londra.
Partendo dalla propria esperienza di donna disabile, focalizza il proprio interesse nei confronti delle minoranze e delle persone considerate “diverse”. Il suo lavoro coreografico si propone di sviluppare una metodologia per l’improvvisazione performativa di gruppo, impegnandosi nella ricerca su temi quali la disabilità, la cura e la maternità.

Crediti

progetto coreografico Rachid Ouramdane 
interprete Annie Hanauer 
musica Samuel Barber, Adagio per archi
da un’idea di Emanuele Masi per Bolzano Danza 2020

produzione Chaillot – Théâtre national de la Danse  coproduzione CCN2 – Centre chorégraphique national de Grenoble 

Con il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea

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Fondatori

Comune di Reggio Emilia Provincia di Reggio Emilia Gruppo Iren

Con il sostegno di

Ministero Beni Culturali Regione Emilia-Romagna Fondazione Pietro Manodori

Certificazioni

ISO 9001Ente di accreditamento Accredia

Fondazione I TEATRI - Piazza Martiri del 7 luglio, 7 - 42121, Reggio Emilia - tel 0522 458811 - P.IVA 01699800353 - CF 91070780357

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