Crediti
santur/voce, tromba Amir Elsaffar
contrabbasso Carlo De Rosa
sax tenore Ole Mathisen
sax alto Fabrizio Cassol
batteria Nasheet Waits
buzuq Tareq Abboushi
oud, ney, percussioni Zafer Tawil
oud George Ziadeh
clarinetto, sax basso Jd Parran
oboe, corno inglese Mohamed Saleh
dumbek, tamburo a cornice Tim Moore
chitarra elettrica Miles Okazaki
pianoforte John Escreet
mridangam Rajna Swaminathan
violoncello Naseem Alatrash
violino, joza Dena Elsaffar
vibrafono Yu-Han Su
Questo impegno è sostenuto in parte da Mid Atlantic Arts through USArtists International, un programma in collaborazione con National Endowment for the Arts, Andrew W. Mellon Foundation, e Trust for Mutual Understanding.

La Tempesta
Crediti
Traduzione e adattamento di Alessandro Serra
con (in ordine alfabetico) Andrea Castellano, Vincenzo Del Prete, Massimiliano Donato, Salvo Drago, Jared McNeill, Chiara Michelini, Maria Irene Minelli, Valerio Pietrovita, Massimiliano Poli, Marco Sgrosso, Marcello Spinetta, Bruno Stori
regia, scene, luci, suoni, costumi Alessandro Serra
collaborazione alle luci Stefano Bardelli
collaborazione ai suoni Alessandro Saviozzi
collaborazione ai costumi Francesca Novati
maschere Tiziano Fario
consulenza linguistica Donata Feroldi
traduzione dei sovratitoli Max Pardeilhan
produzione Teatro Stabile di Torino, Teatro Nazionale / Teatro di Roma, Teatro Nazionale / ERT, Teatro Nazionale / Sardegna Teatro
in collaborazione con Fondazione I Teatri Reggio Emilia, Compagnia Teatropersona
Messiaen Regards
Questi “venti sguardi sul bambino Gesù” sono altrettanti pezzi autoconchiusi che compongono un ciclo pianistico la cui monumentalità è paragonabile solo all’altro grande ciclo di Messiaen, il Catalogue d’oiseaux. Mentre là veniva celebrata la magnificenza della natura, nei Regards emerge il tema religioso, ricorrente in Messiaen.
Anche in questo egli non assomiglia ad alcun altro: i suoi lavori non rientrano in nessuna delle categorie del grande corpus della musica religiosa occidentale: non sono liturgici (come le messe), né sacri (come gli oratori), men che meno genericamente spirituali o mistici. Così come per notare i canti d’uccelli Messiaen si fa letteralmente ornitologo, nel trattamento di temi religiosi egli si fa letteralmente teologo: cioè il sentimento genuino della fede si manifesta attraverso lo studio, elaborazione e sviluppo di concetti – siano pure questi tradotti in suono.
La sua musica è talmente efficace che non occorre condividerne il postulato per goderne, anche perché essa è fatta sempre delle stesse effusive sostanze, indifferenti all’opposizione consonanza/dissonanza e di smagliante visionarietà: accordi-timbri, congegni ritmici, modi matematici colorati, interferenze risonanti, spessori, processi macchinici, e gli stessi canti d’uccelli.
Venti contemplazioni su Gesù bambino ispirate a diverse fonti, dall’Apocalisse ai Salmi a San Tommaso allo scrittore moderno Maurice Toesca. Venti musiche diverse percorse da quattro temi ciclici (ovvero ricorrenti): il Tema di Dio, il Tema dell’amore mistico, il Tema della stella e della croce, il Tema d’accordi.
Gregory Maqoma & Thuthuka Sibisi
Crediti
ideazione Gregory Maqoma e Thuthuka Sibisi
coreografia Gregory Maqoma
direzione musicale e composizione Thuthuka Sibisi
drammaturgia Shanell Winlock
disegno tecnico Oliver Hauser
disegno del suono Nthuthuko Mbuyazi
costumi Maxhosa by Laduma Ngxokolo
interpreti Tshegofatso Khunwane; Lubabalo Velebhayi; Xolisile Bongwana; Zandile Hlatshwayo
con la partecipazione di Associazione Musica Coro Claudio Merulo
produzione esecutiva Gregory Maqoma Industries in coproduzione con Festival Grec – Barcelona, Manchester International Festival, Théâtre de la Ville – Paris, Weimar Arts Festival (National Theater), Festpielhaus St Pölten, Torinodanza Festival / Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Festival Aperto / Fondazione I Teatri – Reggio Emilia, Stanford Live at Stanford University, Sadler’s Wells London
manager di produzione Siyandiswa Dokoda assistente del compositore Mhlaba Buthelezi
un ringraziamento speciale a Market Theater Foundation, Tshwane University of Technology Performing Arts (Vocal Arts) e Carlson Cansino Pérez.
Via Katlehong Dance
Crediti
ørm Inførms
coreografia Marco Da Silva Ferreira
Emaphakathini
coreografia Amala Dianor
interpreti Thulisile Binda, Julia Burnhams, Katleho Lekhula, Lungile Mahlangu, Tshepo Mohlabane, Kgadi Motsoane, Thato Qofela and Abel Vilakazi
musica
Emaphakathini: tbc
førm Inførms: Jonathan Uliel Saldanha
luci Cárin Geada
stage manager Alexander Farmer
direzione del progetto Buru Mohlabane e Steven Faleni (Via Katlehong)
distribuzione Damien Valette
coordinamento Louise Bailly
produzione Via Katlehong Dance, Damien Valette Prod
coproduzione Chaillot Théâtre National de la Danse, Théâtre de la Ville – Paris, Maison de la Danse – Lyon, Festival DDD – Teatro Municipal do Porto, Le Grand T – Théâtre de Loire Atlantique, Créteil – Maison des Arts, Festival d’Avignon, Espace 1789 – Scène conventionnée danse de Saint-Ouen
un ringraziamento a City of Ekurhuleni Sport, Recreation, Arts and Culture Department
La Capella Reial de Catalunya
Le Concert des Nations Jordi Savall, direttore
Jordi Savall
Jordi Savall è una personalità musicale tra le più polivalenti della sua generazione. Da più di cinquant’anni egli fa conoscere al mondo delle meraviglie musicali lasciate nell’oscurità, nell’indifferenza e nell’oblio. Egli scopre e interpreta queste musiche antiche, sulla sua viola da gamba o come direttore. Le sue attività di concertista, insegnante, ricercatore e creatore di nuovi progetti sia musicali sia culturali, lo situano tra i principali attori del fenomeno della rivalutazione della musica storica. Ha fondato, con Montserrat Figueras, i complessi Hespèrion XXI (1974), La Capella Reial de Catalunya (1987) e Le Concert des Nations (1989), con i quali ha esplorato e creato un universo di emozioni e di bellezza, che egli diffonde nel mondo intero per la felicità di milioni di amanti della musica.
Con la sua fondamentale partecipazione al film d’Alain Corneau Tous les Matins du Monde (gratificato del premio César alla migliore colonna sonora), la sua intensa attività di concertista (circa 140 concerti l’anno), la sua discografia (6 registrazioni annuali) e la creazione, nel 1998, con Montserrat Figueras, della propria etichetta discografica Alia Vox, Jordi Savall dimostra che la musica antica non è necessariamente elitaria, ma che essa interessa un vasto pubblico di tutte le età, sempre più diversificato e numeroso.
Nel corso della sua carriera, egli ha registrato e pubblicato più di 230 dischi nei repertori medievali, rinascimentali, barocchi e classici, con una particolare attenzione al patrimonio musicale ispanico e mediterraneo. Questo lavoro è stato sovente ricompensato da numerosi premi, come diversi Midem Awards, degli International Classical Music Awards, e un Grammy Award. I suoi programmi di concerto hanno saputo trasformare la musica in uno strumento di mediazione per l’intesa e la pace tra i popoli e le differenti culture, a volte in conflitto. Non è un caso quindi che, nel 2008, Jordi Savall sia stato nominato Ambasciatore dell’Unione Europea per un dialogo interculturale e, a fianco di Montserrat Figueras, “Artista per la Pace”, nell’ambito del programma “Ambasciatori di buona volontà” dell’UNESCO.
Il suo contributo alla riscoperta e alla rappresentazione delle opere di Vicent Martin i Soler. Una cosa rara e Il burbero di buon cuore è stato seguito, alla testa dei complessi Le Concert des Nations e La Capella Reial de Catalunya, da quelli de L’Orfeo di Monteverdi, del Farnace di Vivaldi, di Orfeo ed Euridice di J.J. Fux, nonché del Teuzzone di Vivaldi.
La sua feconda carriera musicale è stata coronata da ricompense e distinzioni sia nazionali, sia internazionali, tra cui possiamo citare i titoli di Dottore “honoris causa” delle Università di Evora (Portogallo), Barcellona (Catalogna), Lovanio (Belgio) e Basilea (Svizzera). Ha anche ricevuto l’insegna di Cavaliere della Legione d’Onore della Repubblica Francese, il Premio Internazionale della Musica per la Pace, del Ministero della Cultura e delle Scienze della Bassa Sassonia, la Medalla d’Or del Governo Regionale della Catalogna e il prestigioso premio Léonie Sonning, considerato come il Premio Nobel per la musica.
«Jordi Savall mette in evidenza una comune eredità culturale infinitamente varia. È un uomo per i nostri tempi».
(The Guardian, 2011)
Le Concert des Nations
Jordi Savall e Montserrat Figueras crearono Le Concert des Nations nel 1989 durante la preparazione del progetto Canticum Beatae Virginis di Marc Antoine Charpentier, al fine di disporre di una formazione adatta per interpretare su strumenti d’epoca un repertorio che andasse dal periodo barocco fino al romanticismo (1600-1850). Il nome dell’orchestra proviene dall’opera di François Couperin Les Nations, un concetto che rappresenta la riunione dei “gusti musicali” e la premonizione che l’arte in Europa avrebbe impresso per sempre un marchio proprio, quello del Secolo dei Lumi.
Diretta da Jordi Savall, Le Concert des Nations è la prima orchestra che riunisce una
maggioranza di musicisti provenienti da paesi latini (Spagna, America Latina, Francia, Italia, Portogallo, ecc.), tutti notevoli specialisti di livello internazionale nell’interpretazione della musica antica su strumenti originali corrispondenti all’epoca e ai criteri storici. Fin dall’inizio, l’orchestra ha dimostrato la volontà di fare conoscere repertori storici di grande qualità attraverso interpretazioni che ne rispettino lo spirito originario, operando così per ridare loro la piena primitiva vitalità. A titolo d’esempio, citiamo le incisioni di Charpentier, J.S. Bach, Haydn, Mozart, Haendel, Marais, Arriaga, Beethoven, Purcell, Dumanoir, Lully, Biber, Boccherini, Rameau o Vivaldi.
Nel 1992, Le Concert des Nations affronta il genere dell’opera con Una Cosa Rara di Martin i Soler, rappresentata al Théâtre des Champs Elysées, al Gran Teatre del Liceu di Barcellona e all’Auditorio Nacional di Madrid. Altre opere saranno in seguito allestite davanti a un pubblico assiduo: L’Orfeo di Claudio Monteverdi al Gran Teatre del Liceu di Barcellona, al Teatro Real di Madrid, alla Wiener Konzerthaus, all’Arsenal di Metz e al Teatro Regio di Torino. Nel 2002 ha avuto luogo una ripresa di questa stessa opera nel Liceu di Barcellona, appena restaurato, dove è stato realizzato un DVD (BBC-Opus Arte). Nuove rappresentazioni furono poi date al Palais des Beaux Arts di Bruxelles, al Grand-Théâtre di Bordeaux e al Piccolo Teatro di Milano nell’ambito del Festival MITO.
Nel 1995, un’altra opera di Martin i Soler, Il Burbero di Buon Cuore, è stata rappresentata al Théâtre de la Comédie di Montpellier. Nel 2000 è stata presentata in versione di concerto a Barcellona e a Vienna Celos aun del Ayre matan di Juan Hidalgo e Calderon de la Barca. Le ultime produzioni sono state il
Farnace di Vivaldi al Teatro de la Zarzuela di Madrid e Il Teuzzone, pure di Vivaldi, interpretato in versione semi-concertante all’Opéra Royal di Versailles.
L’importante discografia di Le Concert des Nations ha ricevuto molti premi e riconoscimenti quali i Midem Classical Awards e gli International Classical Music Awards. Il successo delle opere, delle registrazioni e delle rappresentazioni in importanti festival e grandi sale nel mondo ha permesso a questa orchestra su strumenti d’epoca di essere considerata come una delle migliori, capace d’affrontare repertori eclettici e diversi che si estendono dalle prime musiche per orchestra fino ai capolavori del romanticismo e del classicismo.
La Capella Reial de Catalunya
Sul modello delle famose “Cappelle reali” medievali, per le quali furono creati i numerosi capolavori di musica sacra e profana della penisola iberica, Montserrat Figueras e Jordi Savall fondarono nel 1987 La Capella Reial, uno dei primi complessi vocali consacrati all’interpretazione delle musiche del Siglo de oro in base a criteri storici e con l’uso esclusivo di voci ispaniche e latine. Dal 1990, questa formazione gode regolarmente del patronato del Governo Regionale della Catalogna; da quel momento ha assunto la denominazione “La Capella Reial de Catalunya”.
Questo nuovo complesso si è dedicato al recupero e all’interpretazione, sempre secondo criteri storici, del patrimonio vocale polifonico medievale e dei Secoli d’Oro ispanici ed europei anteriori al XIX secolo. Lungo la stessa linea artistica di Hespèrion XXI, e ogni volta con il massimo rispetto della profonda dimensione spirituale e artistica delle opere,
La Capella Reial de Catalunya ha saputo combinare magistralmente la qualità e l’adeguamento allo stile dell’epoca, insieme alla declamazione e alla proiezione espressiva del testo poetico.
Il suo ampio repertorio va dalla musica medievale delle culture del Mediterraneo fino ai grandi maestri del rinascimento e del barocco. Questo complesso che ha trionfato negli ambiti barocco e classico, ha dato ottima prova anche in composizioni contemporanee di Arvo Pärt. Merita una citazione in particolare la sua partecipazione alla colonna sonora del film Jeanne la Pucelle (1993) di Jacques Rivette, sulla vita di Giovanna d’Arco. Nel 1992, La Capella Reial de Catalunya debutta nel genere dell’opera con la partecipazione, come coro, a tutte le rappresentazioni in cui figura Le Concert des Nations. La discografia propria di questo ensemble comprende più di 40 CD, che hanno più volte ricevuto premi e riconoscimenti. Sotto la direzione di Jordi Savall, La Capella Reial de Catalunya partecipa regolarmente, fin dalla sua fondazione, ai festival internazionali di musica antica, e continua a svolgere un’intensa attività di concerti e registrazioni in varie parti del mondo.










