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I Teatri di Reggio Emilia

I Teatri di Reggio Emilia

Fondazione I Teatri Reggio Emilia

Biglietteria (si apre in una nuova finestra)

Budapest Festival Orchestra
Ivan Fischer, direttore
Veronika Eberle, violino
Steven Isserlis, violoncello

PROGRAMMA DI SALA

Iván Fischer, direttore
Direttore d’orchestra, compositore direttore lirico, pensatore ed educatore, ancorato alla tradizione dei grandi sapienti della musica, Iván Fischer è considerato uno dei più gradi visionari della musica del nostro tempo.
Il suo interesse principale resta sempre la musica e a tal fine ha sviluppato nuovi format di concerti ed ha riformato struttura e metodo di lavoro dell’orchestra sinfonica. Alla metà degli anni ’80 ha fondato la Budapest Festival Orchestra, dove, nel corso degli anni, ha introdotto e consolidato numerose innovazioni. La sua idea è quella di un gruppo di musicisti, strutturati in varie combinazioni e stili musicali, al servizio della comunità.
Il suo operato come Direttore Musicale alla Budapest Festival Opera è sfociato in una delle storie musicali di maggior successo degli ultimi 30 anni. Grazie a tournée internazionali e una serie di registrazioni con Philips Classics e Channel Classics, si è guadagnato la fama di essere uno dei più apprezzati direttori d’orchestra del mondo, per il quale tradizione e innovazione vanno a braccetto.
Iván Fischer ha fondato diversi festival, fra cui il Budapest Mahlerfest, il Festival ‘Bridging Europe’ e il Vicenza Opera Festival. Il World Economic Forum gli ha conferito il Crystal Award per i suoi successi e la promozione a livello internazionale delle relazioni culturali.
È stato Direttore Principale della National Symphony Orchestra di Washington, dell’Opéra National de Lyon e della Konzerthausorchester di Berlino. Quest’ultima lo ha nominato ‘Conductor Laureate’. L’Orchestra Reale del Concertgebouw lo ha nominato ‘Direttore Ospite Onorario’, dopo molti decenni di collaborazione. È spesso ospite dei Berliner Philharmoniker, della Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks e della New York Philharmonic Orchestra.
Iván Fischer ha studiato pianoforte, violino e violoncello a Budapest, prima di unirsi al leggendario corso di direzione d’orchestra di Hans Swarowsky a Vienna. Dopo essere stato per due anni assistente di Nikolaus Harnoncourt, ha fatto decollare la propria carriera internazionale vincendo il concorso per direttori della Rupert Foundation a Londra.
Dopo diverse apparizioni in sale internazionali, ha fondato la Iván Fischer Opera Company. I suoi adattamenti hanno sempre l’obiettivo di ottenere un’unità organica fra musica e teatro. Le produzioni della IFOC, dove strumentisti e cantanti si mescolano, negli ultimi anni hanno riscosso grande successo a New York, Edimburgo, Abu Dhabi, Berlino, Ginevra e Budapest.
Iván Fischer compone opere dal 2004; si tratta soprattutto di musica vocale con ensemble strumentali. La sua opera ’The Red Heifer’ è diventata famosa in tutto il mondo; l’opera per bambini ’The Gruffalo’ è stata riproposta più volte a Berlino; la sua opera eseguita più di frequente, ’Eine Deutsch-Jiddische Kantate’, è stata eseguita e registrata in diversi paesi.
Iván Fischer è cittadino onorario a Budapest, ha fondato l’Hungarian Mahler Society ed è patrocinatore della British Kodály Academy. Il Presidente della Repubblica di Ungheria gli ha conferito la Medaglia d’Oro, mentre il governo francese l’ha nominato Chevalier des Arts et des Lettres. Nel 2006, in Ungheria ha ricevuto il Premio Kossuth; nel 2011 il Royal Philharmonic Society Award e il Dutch Ovatie Prize; nel 2013 è stato nominato membro onorario della Royal Academy of Music di Londra.

Veronika Eberle, violino

L’eccezionale talento, l’equilibrio e la maturità della musicalità di Veronika Eberle sono stati riconosciuti da molte delle migliori orchestre, teatri e festival del mondo, così come da alcuni dei più eminenti direttori d’orchestra. Veronika Eberle è stata portata all’attenzione internazionale a soli 16 anni da parte di Sir Simon Rattle, che l’ha introdotta in una gremita Festpielhaus al Festival di Pasqua di Salisburgo del 2006, per l’esecuzione del Concerto di Beethoven con i Berliner Philharmoniker.

Recentemente il rapporto con Simon Rattle si è consolidato grazie alla collaborazione nell’incisione del Concerto di Beethoven (con la cadenza scritta per lei da Joerg Widmann) con la London Symphony.

Le principali collaborazioni orchestrali fino ad ora includono la London Symphony Orchestra (Rattle, Haitink), la Concertgebouworkest (Holliger), la New York Philharmonic (Gilbert), l’Orchestre symphonique de Montréal (Nagano), i Münchner Philharmoniker e la Gewandhausorchester (Langree), la Rundfunk Sinfonieorchester Berlin (Janowski), la Hessischer Rundfunk Sinfonieorchester (P. Järvi), i Bamberger Symphoniker (Ticciati, Nott), la Tonhalle Orchester Zurich (M.Sanderling), la NHK Symphony Orchestra (Kout, Stenz, Norrington), la Bayerischer Rundfunk di Monaco (Nézet-Séguin) e l’Orchestra Filarmonica di Rotterdam (Rattle, Gaffigan, Nézet-Seguin).

Tra gli appuntamenti della scorsa stagione spiccano le prime esecuzioni assolute di un nuovo Concerto per violino di Toshio Hosokawa, che Veronika Eberle ha presentato con gli Hamburger Philharmoniker diretti da Kent Nagano, con l’Orchestra Sinfonica della Radio di Praga diretta da Liebrich e con la Tonkünstler Orchestra al Grafenegg Festival diretta da Hosokawa stesso.

I concerti europei più importanti di questa stagione includono la Filarmonica di Bruxelles (Kazushi Ono), la Swedish Chamber Orchestra (Fischer), la Kammerorchester Basel (Bard), la NDR Elbphilharmonie Orchestra Hamburg (Stutzmann), oltre alla Filarmonica di Oslo (Manze) e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI (Chauhan).
Veronika Eberle suona lo straordinario Stradivari “Dragonetti” per gentile concessione della Nippon Music Foundation.

Steven Isserlis, violoncello

Acclamato tanto per la sua profonda sensibilità d’artista, quanto per la sua strepitosa maestria strumentale, Steven Isserlis è uno dei più celebri violoncellisti di oggi.
Come solista collabora con le principali orchestre sinfoniche e direttori d’orchestra, esibendosi in recital nelle più importanti sale internazionali, riuscendo anche nell’insolito ruolo di direttore dal violoncello.
Nel campo della musica da camera ha ideato numerosi programmi per le maggiori rassegne concertistiche, tra cui Wigmore Hall e 92nd St. Y di New York e per i Festival di Salisburgo, esibendosi anche in recital con cembalo e fortepiano.

Steven Isserlis nutre un grande interesse per gli strumenti d’epoca e ha suonato con le più importanti orchestre di strumenti originali; è inoltre un fiero sostenitore della musica contemporanea e ha collaborato con i più celebri compositori, presentando importanti première, tra cui The Protecting Veil di John Tavener, Lieux retrouvés di Thomas Adès, tre brani per violoncello solo di György Kurtág, oltre a brani di Heinz Holliger e Jörg Widmann. La sua pluripremiata discografia include le Suites di Bach per Hyperion (Gramophone’s Instrumental Disc of the Year), l’integrale dell’opera di Beethoven, i Concerti di Elgar, Walton, CP Bach e Haydn, il Doppio Concerto di Brahms con Joshua Bell e l’Academy of St. Martin-in-the-Fields. Con Connie Shih ha inciso nel 2017 uno speciale album ispirato alla Prima Guerra Mondiale, eseguito su un rarissimo violoncello da trincea e, nel 2021, un eclettico album dedicato alla Musica dei Saloni di Proust (BIS, 2021).
Scrivere e suonare per i bambini è un’altra sua passione. Assieme alla premiatissima Anne Dudley, Steven Isserlis ha scritto tre favole musicali per bambini, pubblicate da Universal Edition. Nel 2021 sono usciti i suoi ultimi due libri: Consigli di Schumann per Giovani Musicisti e un volume dedicato alle Suites di Bach. I suoi celebri libri Why Beethoven Threw the Stew e Why Handel Waggled his Wig (Ed. Curci) sono stati tradotti in moltissime lingue. Insignito di un CBE nel 1998 come riconoscimento dell’instancabile attività artistica, ha ricevuto il Premio Schumann della Città di Zwickau e il Piatigorsky Prize negli Stati Uniti. Il 2017 è stato un anno ricco di riconoscimenti, tra cui il Glashütte Original Music Festival Award, la Wigmore Hall Gold Medal e un premio dal Ministero della Cultura armeno. Suona la maggior parte dei concerti sullo Stradivari “Marquis de Corberon (Nelsova)” del 1726, su gentile concessione della Royal Academy of Music.

The Tallis Scholars
direttore Peter Phillips

PROGRAMMA DI SALA

The Tallis Scholars sono stati fondati nel 1973 dal loro direttore Peter Phillips.
Attraverso le loro incisioni e concerti, si sono affermati e rapidamente imposti al pubblico di tutto il mondo come uno dei gruppi più prestigiosi di musica vocale.
È infatti grazie all’attento lavoro sull’intonazione e sulla fusione timbrica delle voci che Peter Phillips ha cercato di creare una purezza e una chiarezza di suono assolute, presto divenuta la cifra stilistica che caratterizza The Tallis Scholars.
I Tallis tengono circa 70 concerti l’anno nelle maggiori sale, chiese, festival e teatri d’Europa, Stati Uniti, in Australia e Giappone (dove hanno compiuto più di 10 tournées).
Nell’Aprile del 1994 The Tallis Scholars hanno cantato per inaugurare i restaurati affreschi di Michelangelo nella Cappella Sistina e pochi mesi prima hanno celebrato il IV centenario della morte di Palestrina con un concerto nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, ove Palestrina era stato maestro di cappella.
Nel dicembre del 1998 hanno festeggiato il loro millesimo concerto a New York.
Nello stesso anno si sono esibiti in Italia (a Ferrara, su invito di Claudio Abbado) e a Londra nella National Gallery, in uno speciale concerto in occasione del loro venticinquesimo anniversario, eseguendo la prima assoluta di un lavoro composto per loro da John Tavener e narrato da Sting, e successivamente, nel 2000 a New York, con Paul McCartney.
Parte della reputazione di The Tallis Scholars deriva dalla collaborazione con la casa discografica Gimell Records, fondata da Peter Phillips e Steve Smith nel 1981 con l’obiettivo di incidere esclusivamente The Tallis Scholars. Molte delle loro incisioni hanno ricevuto prestigiosi premi, tra i quali “Record of the Year” della rivista Gramophone (la prima volta che il premio è stato attribuito ad un complesso di musica antica) e due “Diapason d’or de l’année”.
Nel 2013 i Tallis Scholars festeggeranno i 40 anni dalla fondazione con una impressionante serie di concerti in ogni parte del mondo.

Peter Phillips ha acquisito una impressionante quanto inusuale reputazione, dedicando la sua vita e lavoro alla ricerca ed esecuzione della polifonia rinascimentale.
Ha fondato i Tallis Scholars nel 1973, con cui è apparso in oltre 2000 concerti ed ha inciso più di 50 dischi, incoraggiando l’interesse per la polifonia in tutto il mondo. Come risultato del suo lavoro, fra concerti, registrazioni, premi di riviste, pubblicazione di edizioni musicali e articoli scritti, la musica rinascimentale è arrivata ad essere accettata per la prima volta come parte del repertorio classico comune.
Oltre ai Tallis Scholars, Peter Phillips continua a lavorare con altri ensemble specialistici. Fra questi il Collegium Vocale di Ghent; il Vox Vocal Ensemble di New York. il Musix di Budapest. Lavora intensamente anche con i BBC Singers con cui è apparso dal vivo in un trasmissione su BBC Radio Three .Tiene numerose master-classes e seminari corali ogni anno in tutto il mondo ed è direttore artistico della Tallis Scholars Summer School in Gran Bretagna e Stati Uniti, corsi corali dedicati all’esplorazione dell’eredità musicale rinascimentale e allo sviluppo dello stile esecutivo appropriato.Peter Phillips è stato recentemente nominato Director of Music al Merton College di Oxford, dove ha dato vita ad una nuova Choral Foundation nel 2008.
Oltre all’attività di direttore, è noto anche come scrittore. Per molti anni ha contribuito alla pagina musicale (e a quella del cricket) di The Spectator. Nel 1995 è divenuto proprietario ed editore del The Musical Times, il più vecchio ed ancora pubblicato giornale musicale del mondo.Il suo primo libro, English Sacred Musica 1549-1649, è stato pubblicato da Gymell nel 1991, mentre il secondo, What We Really Do, un impassibile resoconto di cosa sia andare in tourné, insieme a squarci sulla preparazione e l’esecuzione della polifonia, è stato pubblicato nel 2003.
Nel 2005 Peter Phillips è stato creato Chevalier de l’Ordre des Arts et des Letters dal Ministero della Cultura francese, una onorificenza insignita a coloro che hanno contribuito alla comprensione della cultura francese nel mondo. Nel 2006 il suo ciclo di liriche per contralto Four Rondeaux by Charles d’Orleans è stato eseguito in prima al Guggenheim di New York con grande successo di critica.

Hilary Hahn, violino
Andreas Haefliger, pianoforte

PROGRAMMA DI SALA

Hilary Hahn

Vincitrice di tre Grammy Award, la violinista Hilary Hahn è rinomata per la capacità di fondere musicalità espressiva e competenza tecnica con un repertorio variegato guidato dalla curiosità artistica. Il suo atteggiamento rivoluzionario nei confronti della musica classica e il suo impegno a condividere le sue esperienze con la comunità globale l’hanno resa una delle musiciste classiche più seguite. Hilary Hahn è molto prolifica anche in campo discografico e come esecutrice di nuove opere.
La sua iniziativa Instagram, #100daysofpractice, ha contribuito a trasformare le prove in una celebrazione dello sviluppo artistico fruibile da tutta la comunità. Da quando ha creato l’hashtag nel 2017, Hilary Hahn (@violincase) ha completato il progetto quattro volte; altri artisti e studenti hanno contribuito con quasi 800.000 post sotto l’hashtag. Attualmente Hilary Hahn è ‘artist-in-residence’ sia alla Chicago Symphony Orchestra sia alla Wigmore Hall di Londra ed è co-fondatrice e vicepresidente delle partnership artistiche di musica-IA promosse da Deepmusic.AI.

In questa stagione, Hilary Hahn appare come solista nei Concerti di Brahms, Sibelius, Dvořák, Tchaikovsky e Prokofiev, oltre che nella Fantasia sulla Carmen (Carmen Fantasy) di Pablo de Sarasate e Deux Sérénades di Einojuhani Rautavaara, in prima esecuzione negli USA. Hilary Hahn si esibisce anche in diversi recital da solista. Oltre ai recital con brani di Lera Auerbach e Sergei Prokofiev a Londra e Berlino, esegue il repertorio Bach a Londra, New York, San Francisco, Los Angeles e Chicago.
Grande sostenitrice di nuove composizioni musicali, Hilary Hahn ha sostenuto e commissionato opere a diversi compositori contemporanei. La sua registrazione del 2021, ‘Paris’, presenta la prima registrazione mondiale di Deux Sérénades di Einojuhani Rautavaara, un pezzo scritto per Hilary Hahn e completato postumo da Kalevi Aho, presentato per la prima volta nel 2019. Altre commissioni recenti includono Isolation Variation di Michael Abels – la cui registrazione è stata nominata per un Grammy Award nella categoria “Best Classical Instrumental Solo” -, Sphinx di Barbara Assiginaak Moth, Sonata N. 4: Fractured Dreams di Lera Auerbach e Sei Partite di Antón García Abril, la cui registrazione è stata pubblicata nel 2019. García Abril, Auerbach e Rautavaara hanno contribuito al progetto pluriennale In 27 Pieces: the Hilary Hahn Encores, vincitore di un Grammy Award e creato con l’intento di rivitalizzare il genere del ‘bis in duo’.

Hilary Hahn è un’artista molto prolifica in campo discografico, avendo registrato 22 album per Decca, Deutsche Grammophon e Sony, tutti presenti nelle top ten delle classifiche di Billboard. La registrazione più recente, Eclipse del 2022, celebra il ritorno di Hilary Hahn sul palco e in studio dopo due stagioni di assenza, con tre brani di Dvořák, Ginastera e Sarasate. Tre degli album di Hilary Hahn (i Concerti di Brahms e Stravinsky del 2003, i Concerti di Schoenberg e Sibelius nel 2008 e In 27 Pieces: the Hilary Hahn Encores del 2013) sono stati premiati con i Grammy.
Hilary Hahn ha creato una forte connessione con i suoi fan in modo naturale fin dall’inizio della sua carriera. Firma autografi dopo quasi tutti i concerti e mantiene e condivide una raccolta di fan art che ha ricevuto nel corso di 20 anni. I suoi concerti “Bring Your Own Baby” creano opportunità per i genitori di bambini piccoli per condividere il piacere della musica classica dal vivo con i propri figli in un ambiente educativo e accogliente. L’impegno di Hilary Hahn nei confronti dei suoi fan si estende a una lunga storia di iniziative educative. Già allieva del “metodo Suzuki”, nel 2020 ha pubblicato nuove registrazioni dei primi tre libri della Suzuki Violin School, in collaborazione con l’International Suzuki Association e Alfred Music.

Hilary Hahn ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. Le è stato assegnato l’undicesimo Glasshütte Original Music Festival Award, che ha donato alla no-profit per l’educazione musicale ‘Project 440’, con sede a Filadelfia. Nel 2021 ha ricevuto il premio Herbert von Karajan ed ha tenuto il discorso principale del “Secondo Simposio Annuale delle Donne nella Musica Classica”. Nel 2023 è stata nominata “Artist of the Year” da Musical America.

Hilary Hahn è stata “Chubb Fellow” nel 2022 presso il Timothy Dwight College della Yale University; è destinataria di dottorati honoris causa da parte del Middlebury College (dove ha trascorso quattro estati nei programmi di lingua tedesca, francese e giapponese a immersione totale) e della Ball State University, dove ci sono tre borse di studio a suo nome.

Andreas Haefliger

Andreas Haefliger proviene da una ricca tradizione musicale ed è acclamato per la sua sensibilità, intuizione e tecnica musicale. Conosciuto per i suoi programmi innovativi, porta passione e umanità nelle sue esibizioni e nelle registrazioni dei concerti. Già in tenera età è stato immerso in un panorama di musica vocale, da cui ha acquisito le basi per quella che sarebbe diventata la sua caratteristica vocalità nel suono del suo strumento e un senso di lirismo naturale nella sua creazione musicale. Dopo aver terminato gli studi alla Juilliard School, Andreas Haefliger si è esibito con le maggiori orchestre americane ed europee, tra le quali la New York Philharmonic, la Chicago Symphony Orchestra, la Cleveland Orchestra, la London Symphony Orchestra, la Concertgebouworkest e l’Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese.

Dopo il suo debutto a New York nel 1988, Andreas Haefliger è sempre più riconosciuto nel campo dei recital. Si esibisce regolarmente nei Festival di Lucerna ed Edimburgo, alla Vienna Konzerthaus e alla Wigmore Hall, dove nella stagione 2021/22 ha tenuto tre concerti: un recital solista, Brahms con l’Escher Quartet e le sonate di Beethoven con Hilary Hahn, con la quale è stato anche in tournée la scorsa stagione alla Wiener Konzerthaus, alla Chicago Symphony Hall e al Kennedy Center di Washington DC. La loro collaborazione è proseguita con un importante tour in Giappone e Corea nella primavera del 2023. Ad ottobre, Andreas Haefliger ritornerà alla Wigmore Hall come artista solista ed eseguirà opere di Schumann, Beethoven e Copland. Nel 2019 BIS Records ha pubblicato la registrazione della prima esecuzione mondiale della “Gran Toccata” di Dieter Ammann con Susanna Malkki e la Filarmonica di Helsinki, insieme ai concerti di Bartok e Ravel. Andreas Haefliger si è esibito per la prima volta dal vivo nell’opera di Ammann ai BBC Proms del 2019 con la BBC Symphony e Sakari Oramo; a questo concerto è seguita subito dopo la prima esibizione in Nord America con la Boston Symphony e Susanna Malkki. Ha eseguito quest’opera anche con la Boston Symphony alla Wiener Konzerthaus, alla Filarmonica di Monaco, alla Taipei Symphony e al Festival di Lucerna,dove nell’agosto 2022 ha tenuto la prima esecuzione svizzera, accompagnato da Susanna Malkki e dalla Filarmonica di Helsinki (con cui è stato anche in tournée al Festival di Edimburgo). Altri concerti di questa stagione includono il Primo Concerto di Brahms con Morlot a Barcellona, il Secondo a Taipei con Kahchun Wong, Mozart con Mei Ann Chen e la Tonkuenstlerorchester a Grafenegg e la prima esecuzione sudamericana dell’opera di Ammann con la Sinfonica di San Paolo. Negli ultimi mesi Haefliger ha eseguito Schumann con la Radio Sinfonieorchester Wien e Marin Alsop, e Mozart con la Camerata Salzburg e Andrew Manze, esibendosi, tra gli altri, al Grant Park Music Festival, al Festival Enescu e all’Aspen Music Festival and School. La reputazione di Andreas Haefliger come straordinario interprete di Beethoven è stata costruita in oltre vent’anni di esecuzioni e registrazioni della sua serie “Perspectives”, eseguendo le opere soliste complete di Beethoven insieme a opere di altri compositori, da Mozart a Ligeti. Nell’autunno 2022 ha registrato la Sonata per pianoforte n. 31 di Beethoven per la casa discografica BIS (con cui ha l’esclusiva) e ancora una volta il suo lavoro ha ottenuto recensioni entusiastiche. Andreas Haefliger ha iniziato la sua carriera con Sony Classical registrando le Sonate di Mozart, ha proseguito poi con le “Davidsbündlertanze” e “Fantasiestücke” di Schumann, “Impromptus” di Schubert e musiche di Sofia Gubaidulina. Successivamente ha registrato per Decca con il Takács Quartet e Matthias Goerne, con il quale ha vinto il Preis Der Deutschen Schallplattenkritik per “Goethe Lieder” di Schubert. Prima di collaborare con BIS, ha registrato i primi sei album della sua serie “Perspectives” per l’etichetta Avie, per la quale ha anche registrato un recital con la moglie, la nota flautista Marina Piccinini.

Filarmonica della Scala

Ora come allora, il programma avrà una esecuzione anche al Teatro alla Scala. Al Piermarini infatti ebbe luogo, il 28 giugno 1972, la prima esecuzione assoluta di Como una ola de fuerza y luz di Luigi Nono. Ancora una volta Claudio Abbado dirigeva l’Orchestra della Scala, il pianista era Maurizio Pollini, la soprano Slavka Taskova.

Poco meno di un anno dopo a Reggio Emilia, Nono, Abbado e Pollini furono fra i protagonisti di un’iniziativa innovativa e intensivamente diffusa nel territorio che andava sotto il nome di Musica/Realtà. Il concerto di chiusura al Teatro Municipale – era il 15 giugno 1973 – ripropose il pezzo di Nono con i medesimi solisti e un’orchestra diversa: la Sinfonica di Budapest. Diversamente dal programma milanese dell’anno precedente, a Nono venne affiancata l’Eroica di Beethoven e la scelta non appare casuale.

Il carattere fortemente politico sociale di Musica/Realtà trovava risonanza nelle due composizioni: Como una ola è un omaggio al sindacalista cileno Luciano Cruz morto accidentalmente nel ’72 e insieme un inno e un invito alla lotta; dell’Eroica è noto il ritiro della dedica a Napoleone da parte di Beethoven, sdegnato dall’incoronazione a imperatore vista come tradimento degli ideali rivoluzionari: un atto di coscienza e di resistenza.

La riproposizione di quel programma oggi, con direttore e solisti di prim’ordine e con la Filarmonica della Scala, è un modo vivo, concreto e propositivo di rapportarsi alla storia musicale recente, celebrando tre ricorrenze sovrapposte: 10 anni dalla scomparsa di Claudio Abbado (2014) che tanto ha dato a Reggio Emilia nei decenni successivi a quel concerto; 100 anni dalla nascita di Luigi Nono (1924); a 50 anni dalla prima edizione di Musica / Realtà.

Filarmonica della Scala

La Filarmonica della Scala viene fondata dai musicisti scaligeri con Claudio Abbado nel 1982. Carlo Maria Giulini guida le prime tournée internazionali; Riccardo Muti, Direttore Principale dal 1987 al 2005, ne promuove la crescita artistica e ne fa un’ospite costante nelle più prestigiose sale da concerto internazionali. Da allora l’orchestra ha instaurato rapporti di collaborazione con i maggiori direttori tra i quali Leonard Bernstein, Giuseppe Sinopoli, Seiji Ozawa, Zubin Mehta, Esa-Pekka Salonen, Riccardo Chailly, Yuri Temirkanov, Daniele Gatti, Fabio Luisi, Gustavo Dudamel. Profonda è la collaborazione con Myung-Whun Chung e Daniel Harding. Daniel Barenboim, Direttore Musicale del Teatro dal 2006 al 2015, e Valery Gergiev, sono membri onorari, così come lo sono stati Georges Prêtre, Lorin Maazel, Wolfgang Sawallisch. Nel 2015 Riccardo Chailly ha assunto la carica di Direttore Principale contribuendo ulteriormente alla reputazione internazionale dell’orchestra.

La Filarmonica realizza la propria stagione di concerti ed è impegnata nella stagione sinfonica del Teatro alla Scala. Ha debuttato negli Stati Uniti con Riccardo Chailly nel 2007, in Cina con Myung-Whun Chung nel 2008 ed è ospite regolare delle più importanti istituzioni concertistiche internazionali.

Dal 2013 è protagonista del Concerto per Milano, il grande appuntamento sinfonico gratuito in Piazza Duomo, tra le iniziative Open Filarmonica nate per condividere la musica con un pubblico sempre più ampio, di cui fanno parte anche le Prove Aperte, il cui ricavato è devoluto in beneficenza ad associazioni non profit, e il progetto Sound, Music! dedicato ai bambini delle scuole primarie milanesi.

Particolare attenzione è rivolta al repertorio contemporaneo: la Filarmonica della Scala commissiona regolarmente nuovi brani ai compositori del nostro tempo.

Consistente la produzione discografica per Decca, Sony ed Emi. Le ultime pubblicazioni per Decca includono The Fellini Album, con musiche di Nino Rota, eletto Diapason d’Or de l’Année 2019,  Cherubini Discoveries e Respighi. L’ultima pubblicazione, Musa Italiana, celebra la musica ispirata all’Italia e include la Sinfonia “Italiana” di Mendelssohn insieme alle due ouverture “In stile italiano” di Schubert, ispirate a Rossini, e alle tre prime ouverture mozartiane di opere italiane rappresentate per la prima volta a Milano.

L’attività della Filarmonica della Scala non attinge a fondi pubblici ed è sostenuta dal Main Partner UniCredit.

Ingo Metzmacher, direttore

Nato a Hannover, ha iniziato la carriera con l’Ensem- ble Modern e con l’Opera di Francoforte. È stato Gene- ralmusikdirektor della Staatsoper di Amburgo dal 1997 al 2005 e successivamente Direttore principale della Ne- derlandse Opera di Amsterdam, dal 2007 al 2010 Diret- tore principale e Direttore artistico della Deutsches Sym- phonie-Orchester Berlin. Dal 2016 è Direttore artistico del Kunst-Festspiele di Herrenhausen, la cui prossima edizione si terrà nel maggio 2024.

Dirige spesso come ospite orchestre rinomate come i Wiener Philharmoniker e i Wiener Symphoniker, la Cle- veland Orchestra, la Gewandhaus di Lipsia e l’Ensemble Modern, oltre a orchestre di teatri d’opera e festival come Scala, Staatsoper di Vienna, Opéra di Parigi, Festival di Salisburgo e di Aix-en-Provence. Nella Stagione 2023- 24 dirigerà la Filarmonica della Scala, l’Orchestra Filar- monica della Radio Olandese e quella di Oslo, la Philhar- monisches Staatsorchester di Amburgo, la SWR Sym- phonieorchester, la WDR Sinfonieorchester di Colonia, la Deutsches Symphonieorchester Berlin e il Klangforum Wien. Dirigerà una nuova produzione di Guercœur di Al- béric Magnard all’Opéra du Rhin a Strasburgo, Mass di Leonard Bernstein con la NDR Radiophilharmonie e nove cori di Hannover nell’ambito dei KunstFestspielen Herrenhausen, nonché il concerto di chiusura dei Do- naueschinger Musiktage.

La sua ampia discografia comprende registrazioni dal vivo dei suoi leggendari concerti di Capodanno ad Am- burgo dal 1999 al 2004, intitolati Who’s Afraid of 20th Century Music?, l’integrale delle Sinfonie di Karl A. Hart- mann con i Bamberger Symphoniker, la prima incisione mondiale della Nona Sinfonia di Henze con i Berliner Philharmoniker e Éclairs sur l’au-delà di Messiaen con i Wiener Philharmoniker. Recentemente ha pubblicato

due album con l’Ensemble Modern: Riss di Marc André e Beschenkt. 40 Miniaturen zum Jubiläum, per il 40° an- niversario dell’ensemble. Ha pubblicato due libri, Keine Angst vor neuen Tönen: Eine Reise in die Welt der Musik (2006) e Vorhang auf! Oper entdecken und erleben (2009).

Pierre-Laurent Aimard, pianoforte

Pierre-Laurent Aimard è universalmente riconosciuto come un’autorità nella musica del nostro tempo ma anche per aver gettato nuova luce sulla musica del passato. Il suo programma internazionale di concerti, trasmissioni e registrazioni concepite in modo creativo è completato da un impegno di lunga data nell’insegnamento, con confe- renze e workshop in tutto il mondo.

Ha collaborato strettamente con molti grandi compo- sitori, tra cui Helmut Lachenmann, Elliott Carter, Har- rison Birtwistle, György Kurtág, Karlheinz Stockhausen, Marco Stroppa, Pierre Boulez e Olivier Messiaen. Nella stagione 2023/24 celebrerà la musica di György Ligeti con progetti in tutta Europa, Nord America, Giappone e Cina e con concerti con le più importanti orchestre euro- pee e americane. La tournée di Aimard in recital lo porta al Southbank Centre di Londra, alla Elbphilharmonie di Amburgo, al Musikverein di Vienna, alla Philhar- monie di Lussemburgo e al Concertgebouw, oltre che a Philadelphia, Chicago e San Francisco. Al Théâtre des Champs Élysées di Parigi collabora con l’attore francese Denis Podalydès per un’esplorazione di Fateless con mu- siche di Ligeti, Kurtág, Schoenberg e Cage. Aimard con- tinua inoltre a collaborare con partner di lunga data nel campo della musica da camera, in particolare con Tamara Stefanovich alla Tonhalle di Zurigo e al Centro Nacional de Difusión Musical di Madrid, e con il pianista jazz Mi- chael Wollny alla Alte Oper di Francoforte.

Tra le prossime prime mondiali figurano il Concerto per pianoforte e orchestra di Clara Iannotta per il Festival Acht Brucken di Colonia e la prima portoghese di Se da contra las piedras la libertad di Klaus Ospald, un lavoro co-commissionato dalla Casa da Musica di Porto e dal- la WDR Symphony Orchestra di Colonia. Tra le prime esecuzioni assolute di Aimard figurano l’ultima opera di

Carter Epigrams, le opere di Sir Harrison Birtwistle: Re-
sponses, Sweet disorder and the carefully careless e Keyboard
Engine per due pianoforti. 31

La stagione si apre con l’uscita a settembre di una nuova registrazione dell’integrale dei Concerti per pianoforte di Bartók con Esa-Pekka Salonen e la San Francisco Sym- phony Orchestra. Questo disco è l’ultimo di una serie di collaborazioni, sempre molto acclamate dalla critica, con Pentatone, dopo Visions de l’Amen (2022) registrato con Tamara Stefanovich; Hammerklavier Sonata & Eroica Variations (2021) di Beethoven e il magnum opus Catalo- gue d’oiseaux (2018) di Messiaen, che ha ottenuto molte- plici riconoscimenti.

Serena Sáenz, soprano

Nata a Barcellona, ha studiato al Conservatorio del Li- ceu e alla Hochschule für Musik “Hanns Eisler” di Ber- lino. Nel 2021 ha vinto il primo premio e il premio del pubblico al Concorso Internazionale di Canto Montser- rat Caballé e ha ottenuto premi al Concorso dell’Opéra di Parigi e al Francisco Viñas di Barcellona. A Operalia 2022 di Plácido Domingo, Riga, ha conseguito il secondo premio, il Premio Pepita Embil per la zarzuela e il Pre- mio Birgit Nilsson. È stata Nannetta nel Falstaff, Zerbi- netta in Ariadne auf Naxos, Zerlina nel Don Giovanni, la Regina della Notte in Die Zauberflöte e Clorinda nella Cenerentola. Nel 2019, agli Internationales Opernstudio della Staatsoper Berlin, ha interpretato Pamina nella Zauberflöte diretta da Alondra de la Parra, Frasquita nel- la Carmen e l’Uccellino del bosco nel Siegfried, entrambi diretti da Daniel Barenboim. Nel 2021 ha debuttato nel ruolo eponimo in Lucia di Lammermoor al Liceu nella sua città natale, dove è poi tornata come Prilepa nella Dama di picche, Pamina con Gustavo Dudamel sul podio e come Norina in una recente produzione del Don Pasquale.

Nella scorsa stagione è stata Zerbinetta alla Staatsoper Wien con Thomas Guggeis e ha debuttato come Lisa in una nuova produzione della Sonnambula al Teatro Real di Madrid. È stata solista nell’Ottava Sinfonia di Mahler e nel Requiem di Mozart a Barcellona, ha cantato Konstan- ze in Die Entführung aus dem Serail in forma concertante a Granada e si è esibita al Festival del Castell de Peralada, in Catalogna.

Ha iniziato la stagione 2023-24 debuttando come Lau- retta nel Trittico pucciniano alla Staatsoper Wien, dove in seguito è stata Blonde in Die Entführung aus dem Serail. Vestirà ancora i panni di Pamina alla Staatsoper Berlin e al Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia, quelli di Zer- binetta per il debutto all’Opera Reale Danese; in seguito

Serena Sáenz, soprano

sarà Sophie nel Werther al Teatro Colón di Buenos Aires. Attiva anche in sala da concerto, ha cantato i Carmina Burana al Palau de la Música Catalana di Barcellona, un programma di Scarlatti con l’Accademia Bizantina alla Pierre Boulez Saal di Berlino, la Messa in do minore di Mozart con l’Orquesta Sinfónica y Coro de Radio Tele- visión Española, la Quarta Sinfonia di Mahler con l’Or- questa Sinfónica de Euskadi diretta da Semyon Bychkov e il Magnificat di John Rutter con la Münchner Rundfun- korchester. Prossimamente canterà alla Mozartwoche di Salisburgo, sarà solista nel Requiem di Fauré con l’Orque- stra Sinfônica de Porto Alegre e parteciperà al concerto omaggio a Maria Callas del Palau de la Música Catalana.

Paolo Zavagna, direttore regìa del suono

Si occupa di arte sonora e di musica elettroacustica da più di trent’anni, pubblicando articoli e partecipando a convegni nazionali e internazionali. In qualità di regi- sta del suono ha eseguito opere di Claudio Ambrosini, Giorgio Battistelli, Luciano Berio, John Cage, Nicola Cisternino, Aldo Clementi, George Crumb, Brett Dean, Agostino Di Scipio, Silvia Fômina, Paolo Furlani, Lui- gi Nono, Fabio Nieder, Corrado Pasquotti, Steve Reich, Jean-Claude Risset, Fausto Romitelli, Nicola Sani, Sal- vatore Sciarrino, Karlheinz Stockhausen, Daniel Terug- gi a Parigi, Londra, Milano, Firenze, Treviso, Venezia,

Udine, Stoccarda, Strasburgo, Praga.Ha ricevuto due commissioni per il Festival di Musica Contemporanea della Biennale di Venezia ed è stato partner del progetto europeo “Écouter le monde”. Dal 2009 al 2011 ha cura- to laboratorioarazzi, cicli di seminari e concerti di musi- ca elettroacustica presso la Fondazione Giorgio Cini di Venezia. È membro del centro di ricerca Sound Studies Hub (SSH!) presso lo IUAV di Venezia ed è l’attuale pre- sidente dell’Associazione Informatica Musicale Italiana (AIMI).

Ha curato il progetto “Venice Soundmap”, sul sound- scape veneziano, e l’installazione La piazza de le piazze, presentata in piazza della Libertà a Udine. È membro fondatore dell’Arazzi Laptop Ensemble, con cui par- tecipa a numerose esecuzioni, e co-direttore scientifico della rivista internazionale “Musica/Tecnologia – Music/ Technology”. Insegna Esecuzione e interpretazione della musica elettroacustica al Conservatorio di Musica “Bene- detto Marcello” di Venezia.

Crediti

Coproduzione Reggio Parma Festival e Fondazione I Teatri Reggio Emilia
in collaborazione con la Filarmonica della Scala per i 100 anni di Luigi Nono, i 50 anni della rassegna Musica/Realtà di Reggio Emilia.
In ricordo di Claudio Abbado, a dieci anni dalla scomparsa

l’attività della Filarmonica della Scala è sostenuta da Unicredit

Partner

Bomsori, violino
Kit Armstrong, pianoforte

È una stagione particolarmente ricca di impegni, questa della giovane violinista, tra cui il debutto ai BBC Proms con la BBC Philharmonic e all’Hollywood Bowl con la Los Angeles Philharmonic. Sarà inoltre in tournée con la Tonhalle Orchestra Zürich e Paavo Järvi e debutterà con l’Orchestre Philharmonique de Radio France e Santtu-Matias Rouvali, la Pittsburgh Symphony e James Gaffigan e l’Orquesta y Coro Nacionales de España e Krzysztof Urbanski. Inoltre, Bomsori debutterà al Concertgebouw con la Residentie Orkest, al Konzerthaus di Vienna con la Sinfonica di Vienna e Ha-na Chang e tornerà alla Montreal Symphony Orchestra e alla Singapore Symphony. Inoltre, intraprenderà tournée con la Vienna Symphony Orchestra in Asia e con il Festival Strings Lucerne in Germania, dove debutterà alla Elbphilharmonie.

PROGRAMMA DI SALA

Kit Armstrong, nato nel 1992, è pianista e compositore eccezionalmente dotato per la matematica, le scienze e le lingue. All’età di cinque anni avvia gli studi di pianoforte e composizione e a soli sette è il più giovane studente mai ammesso alla Chapman University of California. Soltanto due anni dopo inizia a studiare scienze e musica a tempo pieno presso la stessa università. Nel frattempo si divide tra Londra e Parigi e studia alla Royal Academy of Music e all’Imperial College di Londra. Da diversi anni riceve inoltre regolarmente lezioni da Alfred Brendel. Dal suo debutto in concerto, all’età di otto anni, Kit Armstrong si è già esibito numerose volte da solista in recital e in concerti con orchestra. Ad esempio, ha eseguito nel 2005 il Concerto per pianoforte n. 1 di L. van Beethoven sotto la direzione di Sir Charles Mackerras e si è esibito allo Steinway and Sons Anniversary Concert della Carnegie Hall. Nella stagione 2009/2010 ha debuttato a Lipsia e Tokyo con la Gewandhausorchester, sotto la direzione di Riccardo Chailly, con il Concerto in re minore per clavicembalo, archi e continuo di Bach. È tornato a esibirsi con la Gewandhausorchester nell’estate del 2010 in più occasioni, con il Concerto per pianoforte e orchestra in la minore di Schumann. Altri concerti lo portano, tra gli altri, al Klavierfestival di Ruhr, al Schwetzinger Festspiele, a Colonia alla WDR-Sinfonieorchester, alla Kammerorchester di Zurigo, alla Philharmonia di Londra, ma anche a Vienna, Baden-Baden, Dortmund e Monaco di Baviera. Il suo vasto repertorio abbraccia opere di Haydn, Schubert, Chopin, Schumann, Liszt, Brahms, Debussy e Ravel, nonché i 48 preludi e fughe del Clavicembalo ben temperato voll. I e II, e l’integrale delle Invenzioni a due e tre voci di J. S. Bach, le 18 Sonate per pianoforte di W. A. Mozart e le 15 Sonate per pianoforte di L. van Beethoven. Kit Armstrong si è già cimentato come compositore nei più diversi generi musicali. Tra le sue composizioni si trovano numerosi pezzi per pianoforte solo, due quartetti per archi, un quintetto per pianoforte, un quintetto per fiati e anche la sinfonia Celebration eseguita per la prima volta dalla Pacific Symphony Orchestra. Kit Armstrong è stato insignito per cinque anni successivi del Morton Gould Young Composer Award. Per il suo brano Struwwelpeter per viola e pianoforte ha vinto la prestigiosa borsa di studio “Charlotte V. Bergen” che viene conferita ai giovani compositori di spicco.

Il Pomo d’Oro
Maxim Emelyanychev, direttore
Aylen Prytchin, violino

PROGRAMMA DI SALA

Tra gli album strumentali, le registrazioni dei Concerti per violino e clavicembalo di Haydn e un album per violoncello con Edgar Moreau hanno ricevuto il premio “Echo Klassik” nel 2016. Ulteriori registrazioni strumentali sono dedicate ai Concerti per violino e ai concerti per clavicembalo di J.S. Bach, con Shunske Sato e Francesco Corti come solisti, e ai virtuosi Concerti per violino con Dmitry Sinkonvsky.

Nel 2021 sono stati pubblicati nuovi album che hanno incluso il secondo volume dei Concerti per Clavicembalo di Bach con Francesco Corti, “Ombra Compagna” con Lisette Oropesa (aria da concerto di Mozart) e Jakub Józef Orliński (Anima Aeterna). Nel 2022 sono stati pubblicati sette album: “Apollo e Dafne” di Handel con Kathryn Lewek (Soprano) e John Chest (Basso), “Mandolin on stage” con Raffaele La Ragione (Mandolino), il nuovo recital con Joyce DiDonato, “Eden”, il Terzo Volume dei Concerti per Clavicembalo di Bach con Francesco Corti, Concerti per violino di Benda, Graun, Saint-Georges e Sirmen con Zefira Valova come solista, “Roma Travestita” con il soprano Bruno de Sá e l’oratorio “Theodora” di Handel con un cast stellare (Lisette Oropesa, Joyce DiDonato, Paul-Antoine Bénos- Djian, Michael Spyres, John Chest) – introducendo anche il nuovo ensemble vocale de Il Pomo D’Oro.
Nel 2022 Il Pomo D’Oro ha avviato un progetto di registrazione a lungo termine sulle Sinfonie di Mozart e selezionati concerti da solista con la direzione di Maxim Emelyanychev.
Gli album “Anima Sacra” con Jakub Józef Orliński e “Voglio Cantar” con il soprano Emöke Barath hanno ricevuto il prestigioso premio Opus-Klassik mentre la registrazione di “Serse” di G.F. Händel, diretta da Maxim Emelyanychev, è stata premiata con un Premio Abbiati. Nel 2018, la registrazione dell’opera “La Doriclea” di Alessandro Stradella, diretta da Andrea di Carlo, ha ricevuto il Preis der Deutschen Schallplattenkritik tedesco. “Virtuosissimo” con Dmitry Sinkovsky, pubblicato nel 2019, ha ricevuto un Diapason d’Or. Nel 2022, “Eden” con Joyced DiDonato ha ricevuto un Choc de Classica e un Opus Klassik.
Il Pomo D’Oro è ambasciatore ufficiale di El Sistema Grecia, un progetto umanitario volto a fornire educazione musicale gratuita ai bambini nei campi profughi greci. Il Pomo D’Oro svolge regolarmente concerti di beneficenza e offre laboratori e lezioni di musica secondo il metodo El Sistema in vari campi profughi in Grecia.
Il nome dell’ensemble Il Pomo D’Oro si riferisce all’opera di Antonio Cesti dell’anno 1666. Composto per le celebrazioni nuziali dell’imperatore Leopoldo I e Margherita Teresa di Spagna, Il Pomo d’Oro fu probabilmente una delle più grandi e costose produzioni operistiche nella storia ancora giovane del genere. 24 diverse scenografie, un balletto con 300 cavalli, uno spettacolo pirotecnico di 73.000 razzi, numerosi superlativi “effetti speciali”, che avevano lo scopo di fare della corte dell’imperatore il culmine dello splendore culturale in Europa.

Maxim Emelyanychev, direttore

Poco dopo il suo debutto alla direzione d’orchestra all’età di dodici anni, Maxim Emelyanychev è stato invitato a dirigere alcune importanti orchestre barocche e sinfoniche in Russia. Nel 2013 è diventato Direttore Principale dell’orchestra Il Pomo d’Oro e Direttore Principale dell’Orchestra da Camera dei Solisti di Nizhny-Novgorod.

Nel 2014, Maxim Emelyanychev ha de- buttato in modo straordinario nel “Don Giovanni” di Mozart al Teatro de la Maestranza di Siviglia. Queste esibizioni, acclamate dalla critica, sono state seguite da una serie di impegni sinfonici come ospite in tutta Europa.

Un invito dell’ultimo minuto per una sostituzione con la Scottish Chamber Orchestra, per l’esecuzione della Sinfonia n.9 di Schubert, ha generato grande entusiasmo nei musicisti che lo hanno nominato loro nuovo Direttore Principale, a partire dall’autunno del 2019. Nei primi giorni di questo incarico, la Scottish Chamber Orchestra ha prolungato il suo contratto fino al 2025.

Nell’agosto 2021, Maxim Emelyanychev ha condotto la Scottish Chamber Orchestra ai BBC Proms e al Festival Internazionale di Edimburgo, ed è stato in tournée negli Stati Uniti e in Europa alla guida de Il Pomo d’Oro insieme a Joyce DiDonato.

Nel 2022/23 Maxim Emelyanychev è stato in tournée negli Stati Uniti con la Scottish Chamber Orchestra ha debuttato con la New Japan Philharmonic, l’Orchestra Filarmonica di Osaka, l’Orchestra Filarmonica di Bergen, l’Orchestra Sinfonica della Radio di Helsinki, la Czech Philharmonic Orchestra, l’ Orchestra filarmonica di Rotterdam e tornerà all’Orchestre National du Capitole de Toulouse e alla Royal Opera House con Il Flauto Magico di Mozart.

Con il Pomo d’Oro Maxim Emelyanychev eseguirà il nuovo programma di Joyce DiDonato, “Eden”, in Europa e negli Stati Uniti. Sempre con Il Pomo d’Oro è dedicato un programma strumentale sulle Sinfonie di Mozart.

Maxim Emelyanychev ha ricevuto la Maschera d’Oro per la sua partecipazione nel 2013 come pianista in una produzione teatrale de “Le Nozze di Figaro” al Teatro dell’Opera di Perm diretta da Teodor Currentzis (Sony Classical). Ha ricevuto il Premio Young Talent 2019 nella Sezione Musica del Critic’s Circle. Lo stesso anno ha ricevuto un Premio Opera internazionale nella categoria New Comer.

Maxim Emelyanychev ha registrato diversi CD per Warner Classics/Erato alla direzione de Il Pomo d’Oro, tra cui un album di Sinfonie e Concerti di Haydn con Ricardo Minasi e “In War and Peace, Harmony through music” con Joyce DiDonato, CD che ha vinto un Gramophone nel 2017. Per questa etichetta ha inciso anche due CD con il controtenore Jakub Orlinski: Facce d’Amore e Anima Sacra, così come l’opera “Agrippina” di Handel (con Joyce DiDonato nel ruolo principale) che ha vinto nel 2020 il Gramophone Classical music Award nella categoria “Opera”. “Eden”, il nuovo programma di Joyce DiDonato con Il Pomo d’Oro e la direzione di Maxim Emelyanychev, è uscito nel 2022.

Per l’etichetta Aparté Music ha registrato la Sinfonia n. 3 di Beethoven e le Variazioni di Haydn di Brahms con la Nizhny-Novgorod Soloists Chamber Orchestra oltre a un CD solista di Sonate di Mozart al fortepiano con cui ha vinto un Choc de Classica 2018 e l’ICMA 2019.

Aylen Pritchin, violino

Nato a San Pietroburgo, Aylen Pritchin ha studiato con la Prof.ssa Elena Zaitseva nella sua città natale e con il Prof. Eduard Grach presso il prestigioso Conservatorio Tchaikovsky di Mosca. Nel 2014, Aylen Pritchin ha ricevuto il Primo Premio del Concorso Internazionale Long-Thibaud; in precedenza aveva già ricevuto importanti riconoscimenti dai Concorsi Internazionali di Violino Tchaikovsky, di Wieniawski, Sion-Valais, Kreisler e Oistrakh.

La sua carriera lo ha portato ad esibirsi sia in Russia sia in Armenia, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Israele, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Svizzera, Viet- nam e Giappone, in sedi prestigiose quali la Konzerthaus di Vienna, il Concertgebouw di Amsterdam, la Musikaliska di Stoccolma, il Mozarteum di Salisburgo, la Sala del Conservatorio Tchaikovsky di Mosca e il Teatro degli Champs-Elysées di Parigi.

Come solista, di recente è stato ospite dell’Orchestra del Teatro Mariinsky, della Filarmonica di Mosca, dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Vienna, dell’Orchestra MusicAeterna, dell’Orchestre National de Lille, dell’Orchestre National des Pays de la Loire, della Russian National Philharmonic, della Filarmonica di Poznan, dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano e dell’Orchestre de Cannes, tra le altre. È stato regolarmente invitato da direttori del calibro di Teodor Currentzis, Maxim Emelyanychev, Cornelius Meister, Mikhail Gerts, Valentin Uryupin, Yuri Simonov, Dorian Wilson e Shlomo Mintz.

Aylen Pritchin ama molto esibirsi anche in campo cameristico, con artisti quali Maxim Emelyanychev, Lukas Geniusas, Yury Favorin, Alexander Melnikov, Maxim Rysanov, Vladimir Mendelssohn e David Geringas.

I momenti salienti della stagione 2022/23 hanno incluso il suo debutto con la Scottish Chamber Orchestra (Brahms) diretta dal suo direttore principale Maxim Emelyanychev, per concerti a Edimburgo e Glasgow. Nella stessa stagione Aylen Pritchin ha intrapreso un tour in Asia per altri tre debutti: la Hiroshima Symphony Orchestra (Stravinsky) diretta da Christian Arming, la Hong Kong Sinfonietta (Mendelssohn) diretta da Yip Wing-sie e la Gunma Symphony Orchestra (Mozart, Concerto n.5) diretta da Norichika Iimori. Nel giugno 2023, Aylen Pritchin si è riunito a Maxim Emelyanychev per una esibizione nel Concerto per violino n. 5 di Mozart con Il Pomo d’Oro, al MozartFest di Würzburg.

Nel 2021, l’album di Aylen Pritchin e Maxim Emelyanychev dedicato alle Sonate per violino di Brahms, e registrato su strumenti d’epoca, è stato pubblicato da Aparté e ha ricevuto critiche entusiastiche. Nel 2022 il CD ‘Debussy-Hahn-Stravinsky’, inciso con Lukas Geniusas, è uscito su Mirare Productions ed è stato premiato con un Preis der Deutschen Schallplaten Kritik in Germania e un Choc de Classica in Francia.

Attualmente, Aylen Prtichin insegna al Conservatorio Reale di Anversa e alla Robert Schumann Hochschule di Düsseldorf.

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