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I Teatri di Reggio Emilia

I Teatri di Reggio Emilia

Fondazione I Teatri Reggio Emilia

Biglietteria (si apre in una nuova finestra)

Chamber Orchestra of Europe
Sir Antonio Pappano, direttore
Beatrice Rana, pianoforte

PROGRAMMA DI SALA

Attualmente l’Orchestra porta avanti intense collaborazioni con Sir András Schiff e Yannick Nézet-Séguin, entrambi membri onorari sulla scia di Bernard Haitink e Nikolaus Harnoncourt.
La COE intrattiene saldi legami con i più importanti festival e sale da concerto d’Europa, tra cui la Filarmonica di Colonia, la Philharmonie du Luxembourg, la Filarmonica di Parigi, l’Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam e l’Alte Oper di Francoforte. In collaborazione con la Kronberg Academy, la COE è diventata la prima orchestra della storia titolare di una “residenza” al Casals Forum di Kronberg dal 2022. La Chamber Orchestra of Europe ricopre lo stesso ruolo anche presso il Palazzo Esterházy di Eisenstadt dal 2022.
La COE ha all’attivo più di 250 pubblicazioni e i suoi CD hanno vinto numerosi premi internazionali, tra cui due Grammy e tre premi Gramophone Recording of the Year. Nel novembre 2020 l’etichetta ICA Classics ha pubblicato una registrazione d’archivio delle Sinfonie di Schubert eseguite dalla COE al Festival Styriarte di Graz del 1988, con la direzione di Nikolaus Harnoncourt. Il cofanetto, composto da 4 CD, è stato accolto con entusiasmo dalla critica internazionale; di recente è stato pubblicato un secondo cofanetto di registrazioni d’archivio realizzato insieme a Nikolaus Harnoncourt e contenente opere di Haydn, Mozart, Beethoven e Brahms. Nel gennaio 2022 sono state pubblicate tutte le Sinfonie di Sibelius in DVD e BluRay, dirette da Paavo Berglund al Festival di Helsinki nel 1998. Nel febbraio 2023, la registrazione del Concerto per pianoforte n. 1 di Clara Wieck-Schumann e del Concerto per pianoforte di Robert Schumann con Beatrice Rana e Yannick Nézet-Séguin viene pubblicata con successo internazionale

Nel 2009 è stata creata la COE Academy per dare, a un gruppo selezionato di studenti particolarmente talentuosi, la possibilità di studiare con i principali musicisti della COE e, soprattutto, per poter provare l’esperienza di viaggiare in tournée con l’Orchestra.
La COE è un’orchestra privata che riceve un inestimabile supporto finanziario, in particolare dalla Gatsby Charitable Foundation ma anche da altri sostenitori tra cui Dasha Shenkman, il Sir Siegmund Warburg’s Voluntary Settlement, il Rupert Hughes Will Trust, l’Underwood Trust, i 35th Anniversary Friends e gli American Friends.

Antonio Pappano è uno dei direttori d’opera maggiormente richiesti a livello internazionale e ha collaborato con la Metropolitan Opera New York, l’Opera di Stato di Vienna e Berlino, i Festival di Bayreuth e Salisburgo, la San Francisco Opera, l’Opera Lirica di Chicago, il Théâtre du Châtelet e il Teatro alla Scala.
Antonio Pappano è stato direttore ospite di molte delle orchestre più prestigiose del mondo, comprese le Orchestre Filarmoniche di Berlino, Vienna, New York e Monaco, la Royal Concertgebouw Orchestra e la Chamber Orchestra of Europe, le Orchestre Sinfoniche di Londra, Chicago e Boston, le Orchestre di Philadelphia e Cleveland, l’Opera di Vienna, il MET di New York e il Teatro alla Scala di Milano, i Festival di Salisburgo e Verbier e i BBC Proms.
Dal 1995 Antonio Pappano registra in esclusiva per Warner Classics (precedentemente EMI) e la sua discografia comprende numerose opere complete, così come varie registrazioni orchestrali con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, tra le altre. Le sue registrazioni hanno ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui un Classic BRIT, un ECHO Klassik, un BBC Music Magazine Awards e diversi Gramophone Awards.
In qualità di pianista, Antonio Pappano ha accompagnato alcuni dei più celebri cantanti, tra cui Joyce DiDonato, Diana Damrau, Gerald Finley e Ian Bostridge. Ha inoltre collaborato con solisti per l’incisione di dischi, ma anche in recital operistici, ad esempio con Nina Stemme, Placido Domingo, Anna Netrebko e Jonas Kaufmann; ha registrato concerti con solisti del calibro di Leif Ove Andsnes, Maxim Vengerov, Janine Jansen, Jan Lisiecki e Beatrice Rana e recital da camera con Ian Bostridge, Barbara Bonney e Joyce Di Donato.

Antonio Pappano è nato a Londra da genitori italiani e si è trasferito con la famiglia negli Stati Uniti all’età di 13 anni. Ha studiato pianoforte con Norma Verrilli, composizione con Arnold Franchetti e direzione con Gustav Meier. I suoi premi e riconoscimenti includono “Artist of the Year” di Gramophone nel 2000, l’Olivier Award 2003 per l’eccezionale risultato nel campo operistico, il “Royal Philharmonic Society Music Award” 2004 e il Premio Bruno Walter dell’Académie du Disque Lyrique a Parigi. Nel 2012 Antonio Pappano è stato nominato Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana e Cavaliere dell’Impero Britannico per i suoi servizi alla musica; nel 2015 è stato il centesimo destinatario della Medaglia d’oro della Royal Philharmonic Society, la più alta onorificenza per una persona.
Antonio Pappano ha anche una notevole carriera come speaker e presentatore e ha partecipato a diversi documentari televisivi della BBC, acclamati dalla critica, tra cui “Opera Italia“, “Pappano’s Essential Ring Cycle” e “Pappano’s Classic Voices”.

 

“Il pianismo di Beatrice Rana possiede un fascino magnetico, un tocco di straordinaria delicatezza” The Times

Beatrice Rana ha rappresentato una ventata d’aria nuova per il panorama della musica classica internazionale, suscitando ammirazione e interesse da parte sale concertistiche, direttori, critici e pubblico di tutto il mondo.
Si esibisce nelle sale da concerto e nei festival più rinomati al mondo, tra cui la Berlin Philharmonie, il Concertgebouw di Amsterdam, la Carnegie Hall e il Lincoln Center di New York, il Barbican Centre, la  Wigmore Hall, la Royal Albert Hall e la Royal Festival Hall di Londra, la Philharmonie de Paris e il Théâtre des Champs-Elysées di Parigi, la Konzerthaus e il Musikverein di Vienna, la KKL di Lucerna, la Philharmonie di Colonia, il Gasteig, il Prinzregententheater e la Herkulessaal di Monaco, la Alte Oper di Francoforte, la Elbphilharmonie e la Laeiszhalle di Amburgo, la Liederhalle di Stoccarda, la Tonhalle di Zurigo, la Philharmonie du Luxembourg, la Società dei Concerti di Milano, i BBC Proms, Ferrara Musica, il Festival di Verbier, il Klavier Festival della Ruhr, il LAC di Lugano, il Festival di Stresa, il Festival la Roque d’Anthéron, i Rencontres Musicales d’Evian, il Festival Enescu di Bucarest, il Mostly Mozart Festival, la Symphony Hall e il Celebrity Series di Boston, il Gilmore Keyboard Festival, la Walt Disney Hall e l’Hollywood Bowl di Los Angeles, il Kennedy Center di Washington DC.

Collabora con direttori d’orchestra del calibro di Yannick Nézet-Séguin, Jaap van Zweden, Antonio Pappano, Manfred Honeck, Klaus Mäkelä, Gianandrea Noseda, Fabio Luisi, Riccardo Chailly, Paavo Järvi, Valery Gergiev, Yuri Temirkanov, Vladimir Jurowski, Gustavo Gimeno, Lahav Shani, Jakub Hrůša, Jun Märkl, Ryan Bancroft, Trevor Pinnock, Louis Langrée, Dima Slobodeniouk, James Gaffigan, Mirga Gražinytė-Tyla, Sakari Oramo, Andrés Orozco-Estrada, Gustavo Gimeno, Susanna Mälkki, Kent Nagano, Leonard Slatkin e Zubin Mehta.
Le sue collaborazioni orchestrali includono apparizioni con la Royal Concertgebouw Orchestra, la London Symphony Orchestra, la Bayerische Rundfunk Sinfonieorchester, la New York Philharmonic, la Philadelphia Orchestra, la Los Angeles Philharmonic, la Boston Symphony Orchestra, la Pittsburgh Symphony Orchestra, la Toronto Symphony Orchestra, la Chamber Orchestra of Europe, l’Orchestre de Paris, l’Orchestre National de France, la City of Birmingham Symphony Orchestra, la BBC Symphony Orchestra, la Royal Liverpool Philarmonic Orchestra, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra Sinfonica della RAI, la Filarmonica della Scala, la Royal Stockholm Philharmonic, la Filarmonica di Helsinki, l’Orchestre Philharmonique du Luxembourg, l’Orchestra Sinfonica di Anversa, la Sinfonietta di Amsterdam, la Detroit Symphony Orchestra, la Dallas Symphony Orchestra, la NHK Symphony, la Filarmonica di Seoul, la Melbourne Symphony Orchestra, la Tonkünstler Orchester, l’Orchestra Sinfonica di Lucerna e la Filarmonica di San Pietroburgo.
Nel corso delle stagioni 2022/2023 e 2023/2024, Beatrice Rana sarà in tournée in Europa con i Wiener Symphoniker e Jaap van Zweden, la Chamber Orchestra of Europe e Antonio Pappano, l’Academy of St Martin in the Fields, l’Orchestre Philharmonique du Luxembourg. Debutterà inoltre con la Filarmonica di Monaco, la Chicago Symphony Orchestra, la San Francisco Symphony e la Filarmonica di Rotterdam; tornerà ad esibirsi con la Philadelphia Orchestra, l’Orchestre de Paris, la New York Philharmonic, la National Symphony Orchestra, la Filarmonica Reale di Stoccolma e la London Philharmonic. Per la stagione 2022/2023 è titolare di una ‘residenza’ presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma e ha in programma nuove esibizioni in prestigiose sale quali la Philharmonie de Paris, la Laeishalle di Amburgo, il Concertgebouw di Amsterdam, l’Alte Oper Frankfurt, la Konzerthaus di Vienna e la Carnegie Hall.
Beatrice Rana registra in esclusiva per Warner Classics. Nel 2015, il suo primo album con il Concerto n. 2 per pianoforte di Prokofiev e il Concerto n. 1 per pianoforte di Ciajkovskij, eseguiti con Antonio Pappano e l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, ha ricevuto riconoscimenti internazionali, tra cui il prestigioso “Editor’s Choice” della rivista Gramophone e il premio “Newcomer of the Year” della BBC Music Magazine. L’anno 2017 rimarrà una pietra miliare nella sua carriera grazie alla pubblicazione delle Variazioni Goldberg di Bach. La registrazione è stata elogiata dai critici di tutto il mondo ed ha ricevuto due importanti premi: lo “Young Artist of the Year” ai Gramophone Awards e il “Discovery of the year” agli Edison Awards. Nel giugno 2018, Beatrice Rana è stata scelta come “artista femminile dell’anno” ai Classic BRIT Awards della Royal Albert Hall. L’album pubblicato nell’ottobre 2019, con opere di Stravinsky e Ravel, ha ricevuto numerosi premi tra cui il “Diapason d’Or de l’Année” e lo “Choc de l’Année” dalla rivista francese Classica. Nel settembre 2021 è stato pubblicato un album con musiche di Chopin, nuovamente destinatario di numerosi riconoscimenti.

Nel 2017 Beatrice Rana ha fondato il Festival di musica da camera “Classiche Forme” nella sua città natale, Lecce, in Puglia. Il Festival è diventato uno dei più importanti eventi estivi italiani. Nel 2020 è diventata direttore artistico dell’Orchestra Filarmonica di Benevento.
Nel giugno 2013 Beatrice Rana ha vinto la Medaglia d’Argento e il ‘premio del pubblico’ alla prestigiosa Van Cliburn International Piano Competition. Aveva tuttavia attirato l’attenzione internazionale già a 18 anni, con la vittoria del primo premio e di tutti i premi speciali al Concorso Internazionale di Montreal, nel 2011. Beatrice Rana è vincitrice di numerosi primi premi in concorsi a carattere campo nazionale ed internazionale, tra cui i Concorso “Muzio Clementi”, il “Concorso Pianistico Internazionale della Repubblica di San Marino” e la “Bang&Olufsen PianoRAMA Competition”.
Nata in una famiglia di musicisti nel 1993, Beatrice Rana ha debuttato come solista in orchestra all’età di nove anni, eseguendo il Concerto in fa minore di Bach. Ha iniziato i suoi studi musicali a quattro anni e si è diplomata in pianoforte sotto la guida di Benedetto Lupo al Conservatorio di Musica Nino Rota di Monopoli, dove ha anche studiato composizione con Marco della Sciucca. Ha in seguito studiato con Arie Vardi ad Hannover e di nuovo con Benedetto Lupo all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Attualmente Beatrice Rana vive a Roma.

Dido and Aeneas (Didone e Enea)
Die Sieben Todsünden (I sette peccati capitali)

DIDONE ED ENEA
L’opera si apre nel palazzo di Didone, la regina di Cartagine, in cui Enea e il suo esercito tentano di rifugiarsi scappando dalla fine della Guerra e dalla distruzione di Troia. Didone, resasi conto di provare un amore per Enea, è turbata e confusa, e Belinda, sua sorella, sperando in una alleanza con i troiani, la spinge al matrimonio. Spinte dal desiderio di far crollare Didone e Cartagine, un gruppo di streghe decide di convincere Enea a ripartire verso l’Italia, verso il suo destino. Mandano quindi da lui uno spirito che lo convince a lasciare Cartagine e Didone. Nonostante il vedere la disperazione dell’amata convinca Enea, in un primo momento, a rimanere, decide in seguito di partire e Didone, disperata, muore di dolore sulle note dell’aria When I am laid in earth, uno dei brani più famosi della storia del melodramma.

I SETTE PECCATI CAPITALI
La protagonista è Anna, sdoppiata in due personaggi: Anna I e Anna II. La giovane decide di lasciare la propria casa e la propria famiglia per cercare fortuna e sufficiente denaro per potersi costruire una casa in Louisiana. Inizia a ballare in locali notturni ed intrattenere ricchi uomini di potere imbattendosi sempre più nei sette vizi capitali: accidia, superbia, ira, gola, lussuria, avarizia, invidia. Ogni vizio è un “quadro”, in cui tutti i valori vengono ribaltati, con una feroce critica al capitalismo.

foto di Andrea-Ranzi

Don Carlo

Don Carlo è una delle opere verdiane più enigmatiche ma anche più avvincenti. La vicenda, in gran parte romanzata, ha per cornice la Spagna di metà Cinquecento e mette in scena i personaggi storici tratti dal dramma di Schiller Don Carlos, Infant von Spanien. Nella complessa trama s’intreccia un gran numero di conflitti personali, politici, religiosi e morali, concentrati in un intenso finale che trasmette brividi di terrore metafisico. Del Don Carlo esistono quattro versioni, tutte personalmente revisionate da Verdi. La prima è un grand opéra francese in cinque atti (Parigi 1867); la seconda (Napoli 1872), ancora in cinque atti ma in italiano, fu ridotta a quattro atti per la Scala di Milano (1884). L’odierna versione della Fenice, dove l’opera debuttò nel 1869, segue la versione milanese.

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Otello

È proprio a quest’ultimo che Iago, geloso dei meriti di Cassio, fa credere di un amore tra l’amata Desdemona e Cassio, sebbene tra i due ci sia solo una grande amicizia. Iago, con l’intento di screditare Cassio agli occhi di Otello, lo spinge all’ubriachezza con l’inganno e segue una rissa tra il giovane e Roderigo.

Otello interviene fermando Cassio e togliendogli il grado militare. Pentito, Cassio decide, su consiglio di Iago, di chiedere aiuto a Desdemona per riavvicinarsi al Moro e, allo stesso tempo, Iago lascia intendere ad Otello che ci sia una relazione amorosa tra il giovane militare e la moglie. Così quando Desdemona, ignara di tutto, chiede al Moro di reintegrare Cassio, il marito scoppia di gelosia. Inoltre, Iago, tramite l’aiuto inconsapevole della moglie Emilia, ancella di Desdemona, riesce a rubare il fazzoletto regalato da Otello all’amata come pegno d’amore e, dopo averlo consegnato tramite l’inganno a Cassio, fa notare al Moro sia che la donna non lo possiede più, sia che lo tiene in pegno proprio Cassio.

Arriva a palazzo un messaggio dal Doge: Otello deve tornare a Venezia e il comando di Cipro è assegnato a Cassio. La reazione della moglie rende il Moro ancora più folle di gelosia e, dopo averla aggredita davanti a tutti i presenti, decide di vendicarsi uccidendo Desdemona. Durante la notte, Otello soffoca la moglie. Scoperto da Emilia, accorrono tutti gli ospiti del castello e, resasi conto dell’inganno, Emilia racconta delle angherie di Iago. Disperato, Otello si toglie la vita sul corpo della moglie.

Foto di Gianni Cravedi

Anna Bolena

Dalle note di Regia di Carmelo Rifici

Qui bel canto e interpretazione magicamente si sposano
Ho immaginato uno spazio che impedisce ai personaggi di trovare protezione o conforto. Uno spazio in bilico. Voglio restituire al pubblico quella stessa sensazione inarrestabile che ho provato anche io studiando l’opera. Lo spazio non è rassicurante, ma cangiante, labirintico. Porta i personaggi alla perdizione e allo smarrimento. Allo stesso tempo non è uno spazio realistico, ma dell’anima. Le stanze che i personaggi attraversano sono stanze interiori, aprono le porte alle loro paure, alle loro pulsioni più brutali. Per questo ho evitato dettagli troppo realistici, preferendo, al contrario, immaginare oggetti e suppellettili simbolici e artistici, capaci di contenere la forza brutale del dramma, ma anche di far vivere l’esigenza sentimentale dei personaggi, il loro bisogno di amore (…). Esattamente come la scena, anche i costumi devono riverberare di quella forza drammatica di cui i personaggi sono intrisi. I costumi di questo spettacolo non sono “decorativi” ma “strutturali”, nei loro colori accesi, nella forza della loro materia, nel taglio contemporaneo, hanno il compito di creare nel pubblico un immaginario universale, capace ancora di parlarci, di renderci responsabili di una vicenda umana.
Viviamo in un tempo che non ha superato l’ambizione personale, anzi, la storia contemporanea ci mostra di quanta efferatezza si nutra il potere, ancora ingordo di ingiustizie. La forza di questa Bolena, che fa della sua protagonista un monito, troppo umano per lasciarci freddi e distaccati, sta proprio nella capacità del suo creatore di immedesimazione.

Foto di Foto Masiar Pasquali

Peeping Tom

PROGRAMMA DI SALA

«Their productions swirl with strange, surreal images. They swing from silly to unsettling in a few steps, until audiences are bamboozled. These are shows that refuse to be shaken off».

The Guardian

Peeping Tom

Peeping Tom è una compagnia belga di teatro-danza, fondata da Gabriela Carrizo e Franck Chartier.
Tutto in Peeping Tom parte da un’ambientazione iperrealista. Lo spazio sembra familiare, come una casa di riposo a Vader, due roulotte al 32 di rue Vandenbranden o un salotto a Le Salon. Poi i creatori rompono questo realismo e iniziano a sfidare la logica del tempo, dello spazio e dell’atmosfera. Si diventa testimoni – o meglio, voyeur? – di ciò che di solito rimane nascosto e non detto, si viene portati in mondi subconsci e si scoprono incubi, paure e desideri. Presentata con un ricco immaginario, si scatena un’affascinante battaglia contro l’ambiente e contro se stessi.

Dalla sua fondazione nel 2000 a Bruxelles, Peeping Tom ha presentato le sue creazioni in tutto il mondo. La compagnia ha ricevuto diversi importanti riconoscimenti, tra cui l’Olivier Award nel Regno Unito per 32 rue Vandenbranden, il Patrons Circle Award all’International Arts Festival di Melbourne, il FEDORA Van Cleef & Arpels Prize for Ballet fort La Visita, oltre a diverse selezioni per i Festival teatrali belga e olandese.

Crediti

uno spettacolo di Peeping Tom 
ideazione e regia Franck Chartier 
creazione e spettacolo Marie Gyselbrecht, Chey Jurado, Lauren Langlois, Yi-Chun Liu, Sam Louwyck, Romeu Runa, Dirk Boelens, con l’aiuto di Eurudike De Beul
assistenza artistica Yi-Chun Liu, Louis-Clément da Costa 
assistente alla sceneggiatura Imogen Pickles
composizione sonora e arrangiamenti Raphaëlle Latini 
scenografia Justine Bougerol, Peeping Tom 
luci Tom Wisser
coreografia Yi-Chun Liu, Peeping Tom 
costumi Jessica Harkay, Peeping Tom 
assistente tecnico Thomas Michaux 
creazione tecnica e oggetti di scena Filip Timmerman 
tecnici di tournée Filip Timmermann (stage manager) Clément Michaux (tecnico di palcoscenico), Jo Heijens (ingegnere del suono), Bram Geldhof (ingegnere alle luci)
assistente tecnico (creazione) Ilias Johri
coordinamento tecnico Giuliana Rienzi 
costruzione set KVS-atelier, Peeping Tom 
interni Arthur Demaret (luci)
responsabile di produzione Helena Casas, Rhuwe Verrept
direttore di tournée Alina Benach Barceló
responsabile della comunicazione Sébastien Parizel, Lena Vercauteren
direttore di compagnia Veerle Mans

Produzione Peeping Tom

coproduzione KVS – Koninklijke Vlaamse Schouwburg (Brussels), Biennale de la Danse (Lyon), Teatros del Canal (Madrid), Théâtre de la Ville (Paris), The Barbican (London), Tanz Köln (Cologne), Festival Aperto/Fondazione I Teatri (Reggio Emilia), Torinodanza Festival/Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale (Torino), Teatre Nacional de Catalunya (Barcelona), Espoo City Theatre, Les Théâtres de la Ville de Luxembourg, CC De Factorij Zaventem
Distribuzione Frans Brood Productions  
Peeping Tom ringrazia Lio Nasser, Leietheater (Dienze)

Creato con il supporto del Tax Shelter del Governo Federale Belga

Partner

Fondatori





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Comune di Reggio Emilia Provincia di Reggio Emilia Gruppo Iren

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Ministero Beni Culturali Regione Emilia-Romagna Fondazione Pietro Manodori

Fondazione I TEATRI - Piazza Martiri del 7 luglio, 7 - 42121, Reggio Emilia - tel 0522 458811 - P.IVA 01699800353 - CF 91070780357

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