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I Teatri di Reggio Emilia

I Teatri di Reggio Emilia

Fondazione I Teatri Reggio Emilia

Biglietteria (si apre in una nuova finestra)

Radicants

Si tratta di una ricerca di nuove vie che riguardano l’immersione, l’abbandono, l’invenzione di nuove radici che al contrario devono essere dinamiche, evolutive, e capaci di sostenere l’altro.

Rispettare l’idea di radicamento e saperla appunto proiettare in un mondo caleidoscopico e sfaccettato. Questo il filo rosso, l’idea astratta che sostiene questo progetto e che si vuole difendere.

La curiosità e l’apertura di Ballaké Sissoko permettono la costruzione di un vero territorio di scambio nel quale l’elettronica è destinata ad accogliere le sonorità della kora. Non c’è dunque opposizione tra i due mondi – acustico ed elettronico, tradizionale e contemporaneo, africano e occidentale – ma invece accettazione, collaborazione e assunzione di rischio.

Bianchi Hoesch sviluppa da molto tempo un linguaggio originale di improvvisazione al computer, da cui crea i propri utensili informatici e di cui sfrutta le numerose interfacce.

«Chiamo Caos-mondo l’urto odierno di tante culture che si incendiano, si respingono, s’occultano, eppure permangono, s’addormentano o si trasformano, lentamente o a velocità fulminante… E chiamo Poetica della Relazione il possibile dell’immaginario che ci porta a concepire la globalità sfuggente di questo Caos-mondo, nel momento stesso in cui ci permette di rivelarne qualche dettaglio, e in particolare di cantare il nostro luogo, insondabile e irreversibile». 

Edouard Glissant

Crediti

kora Ballaké Sissoko
elettronica, direzione artistica Lorenzo Bianchi Hoesch
creazione luci Gilles Gentner
regia suono e luci Jean-François Domingues
produzione Fondation Royaumont – coproduzione CIMN Détours de Babel, gmem-CNCM-marseille, Fondation Camargo, PLATÔ – con il sostegno di Sacem – con il supporto di Groupe ADP e Fondation Daniel et Nina Carasso 

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Stanley Clarke N 4Ever Quintet

Crediti

Jaharis Stampley pianoforte, tastiere  
Colin Cook chitarra elettrica  
Jeremiah Collier batteria 
Ernesto Modeste sax 
Stanley Clarke basso 

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Folksongs

«Il tema del progetto è quello del travestimento, del ritratto incrociato, il tema del doppio, insomma, così frequente e sentito nella storia della musica. Lungo tutto il 900 i compositori hanno avvertito una sorta di richiamo, di tentazione dell’origine nel riportare in vita, con una sottile arte del restauro ma anche e soprattutto di reinvenzione, linguaggi e stili del passato, talvolta attraverso un’integrazione degli opposti […]. La doppia autorialità scompare in un nuovo oggetto sonoro, ambiguo e sorprendente, fascinoso e ineffabile. Berio è l’artefice di questo carattere postmoderno dell’invenzione musicale e i Folk Songs ne rappresentano la quintessenza, oltre che uno dei lavori più riusciti ed eseguiti al mondo.
Anche il ruolo della voce, naturalmente, entra in questo gioco di specchi, sia per una vocalità che spazia nei registri e nelle modalità d’emissione, sia per l’estrema e rapida successione di canzoni, lontane nel linguaggio e nella geografia stessa della loro provenienza. Anche per questo si è pensato di affiancare a questa partitura cruciale due compositori collegati a Berio sia per ragioni biografiche che musicali: Fabio Nieder, che di Berio è stato allievo, e Ivan Fedele che ha esplorato questa vena folk in chiave di fusione stilistica, avvicinando in molti lavori la ricerca compositiva più rigorosa all’espressione musicale più autentica».

Marco Angius

Icarus Ensemble

Crediti

Icarus Ensemble
Claudia Piga flauto Alberto Delasa clarinetto Giovanni Campanardi corno Gilda Gianolio arpa Diego Petrella celesta Francesco Pedrazzini, Matteo Rovatti percussioni Yoko Morimyo violìni e viola Luca Colardo violoncello

In collaborazione con Icarus vs. Muzak

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Risonanze e ideali

Il programma si sviluppa attraverso due tematiche: le risonanze della poetica di Luigi Nono osservate nelle musiche di allievi e compositori che a lui si sono riferiti, e gli ideali politici e sociali di una musica che legge criticamente i segni del proprio tempo.

Benché Nono ne sia il perno – o magari proprio per questo – le musiche qui presentate sono di grande varietà: dalla ricerca sonora più ardita, con o senza elettronica e/o strumenti inusitati, alla song, dal pezzo solistico al pezzo d’insieme. Una sequenza incalzante di composizioni per lo più di breve durata in una girandola di organici che si alternano, restituisce l’idea di una creatività incontenibile, collaborativa, liberatoria.
È anche un programma multigenerazionale e internazionale (per non dire internazionalista): da Eisler (nato nel 1898), attraverso Nono (1924), Cardew, Rzewski e Gentilucci (anni 30), Neuwirth (1968), arriva sino alla giovanissima Podzniakova. 

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Marcos Morau
La Veronal

PROGRAMMA DI SALA

Spazio accessibile a persone con disabilità fisica.
Audio-introduzione per persone cieche e ipovedenti.
Touch tour e audiodescrizione poetica per persone cieche.
Presenza di luci stroboscopiche.
Presenza di rumore forte.
Presenza di fumo.
Spettacolo adatto agli adolescenti.

L’audiodescrizione poetica è curata dalla dramaturg Camilla Guarino e dall’artista Giuseppe Comuniello ed è possibile grazie a un lavoro di rete tra Oriente Occidente, Festival Aperto (Reggio Emilia), FOG Performing Arts Festival (Milano), Equilibio (Roma)

Crediti

Idea e direzione artistica Marcos Morau
Direzione di produzione Juan Manuel Gil Galindo
Coreografia Marcos Morau in collaborazione con gli interpreti
Interpreti Àngela Boix, Jon López, Núria Navarra, Lorena Nogal, Shay Partush, Marina Rodríguez
Testo Carmina S. Belda
Direzione tecnica e disegno luci Bernat Jansà
Direttore di scena, macchinari ed effetti speciali David Pascual
Supporto tecnico in tournée Mirko Zeni
Musica e sound design Juan Cristóbal Saavedra
Scenografia Max Glaenzel
Costumi Silvia Delagneau
Video design Marc Salicrú
Produzione e logistica Cristina Goñi Adot e Àngela Boix
Produzione La Veronal in co-produzione con Grec 2023 Festival de Barcelona – Institut de Cultura Ajuntament de Barcelona, Oriente Occidente Dance Festival, Centro de Cultura Contemporánea Condeduque, Mercat de les Flors, Temporada Alta, Les Théâtres de la Ville de Luxembourg, Chaillot Théâtre National de la Danse, Festival Equilibrio – Fondazione Musica per Roma, Hessisches Staatsballett in the frame of Tanzplattform Rhein-Main, Triennale Milano.
In collaborazione con Graner – Fàbriques de Creació and Teatre L’Artesà
Con il supporto di INAEM – Ministerio de Cultura y Deporte de España and ICEC – Departament de Cultura de la Generalitat de Catalunya

Partner

Fondatori





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Baro d’evel

Due esseri alla ricerca del loro animale interiore 
perché l’umanità li sorpassa 
perché hanno perso il loro istinto 
perché il mondo va troppo veloce, 
troppe parole, troppe lettere. 
Vogliono trovare le loro prime sensazioni 
preparandosi, cercando nei dettagli della vita quotidiana 
le porte aperte verso l’inizio di tutto 
prima degli uomini in piedi, 
prima degli uomini pensanti, 
essere nulla di più di quattro gambe 
respirare, soffiare, respirare, 
per trovare il primo respiro, il punto di partenza 
essere un essere che respira e guarda il mondo. 

Crediti

creazione e direzione Camille Decourtye e Blai Mateu 
interpreti Julien Cassier, Marlène Rostaing e Valentina Cortese 
collaboratori Benoît Bonnemaison-Fitte, Maria Muñoz e Pep Ramis 
disegno luci Adele Grépinet sound designer Fanny Thollot costumi Céline Sathal ritmo e consulenza musicale Marc Miralta ingegnere degli oggetti di scena Thomas Pachoud costruzione Laurent Jacquin 

produzione Baro d’evel coproduzione Théâtre de la Cité – CDN Toulouse Occitanie, MC93 – Maison de la Culture de Seine- Saint-Denis, Teatre Lliure de Barcelone, le Parvis – scène nationale Tarbes-Pyrénées, Malakoff scène nationale – Theatre 71, Romaeuropa Festival, L’Estive, scène nationale de Foix et de l’Ariège; residenze Théâtre de la Cité – CDN Toulouse Occitanie; L’Estive, scène nationale de Foix et de l’Ariège
con il sostegno di DGCA, Ministère de la Culture et de la communication, the Haute-Garonne County Council, Città di Tolosa

In collaborazione con

Con il contributo di

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ISO 9001Ente di accreditamento Accredia

Fondazione I TEATRI - Piazza Martiri del 7 luglio, 7 - 42121, Reggio Emilia - tel 0522 458811 - P.IVA 01699800353 - CF 91070780357

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