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I Teatri di Reggio Emilia

I Teatri di Reggio Emilia

Fondazione I Teatri Reggio Emilia

Biglietteria (si apre in una nuova finestra)

Alexander Vantournhout
Not Standing

«Il lavoro di Alexander Vantournhout è così ingegnoso. In pochi anni ha sviluppato un linguaggio coreografico unico che attinge a tecniche di danza, arti marziali, circo, yoga, anatomia e mondo animale».

Charlotte de Somviele, De Standaard
PROGRAMMA DI SALA

Alexander Vantournhout

Alexander Vantournhout (Bruxelles, 1989) ha studiato ruota e giocoleria all’ESAC (Ecole Supérieure des Arts du Cirque) e danza contemporanea al P.A.R.T.S. (Performing Arts Research and Training Studios) di Bruxelles. Il suo linguaggio porta con sé le influenze di diverse formazioni ed esperienze professionali. Tuttavia, è segnato da due costanti: la ricerca del potenziale creativo e cinetico nella limitazione fisica e la relazione o il confine tra performer e oggetto.

Alexander Vantournhout ha fondato Not Standing, che crea, produce, distribuisce e comunica l’arte ibrida e unica del movimento di Alexander Vantournhout a una varietà di pubblico, al di là dei confini nazionali e delle discipline.

Crediti

Ideazione e coreografia Alexander Vantournhout
Creato con e interpretato da Noémi Devaux, Axel Guérin, Patryk Kłos, Nick Robaey, Josse Roger, Emmi Väisänen/Margaux Lissandre, Esse Vanderbruggen & Alexander Vantournhout
Drammaturgia Rudi Laermans & Sébastien Hendrickx
Occhio esterno Julien Monty
Direttore delle prove Sandy Williams
Costumi Patty Eggerickx assistita da Isabelle Airaud
Disegno luci Bert Van Dijck
Suono Ruben Nachtergaele
Pianificazione del tour Frans Brood Productions
Gestione Esther Maas
Coordinamento tecnico Rinus Samyn & Bram Vandeghinste
Produzione e tourmanagement Barbara Falter, Aïda Gabriëls & Kiki Verschueren
Produzione not standing
Coproduzione: le CENTQUATRE, Parigi (FR), Kunstencentrum VIERNULVIER, Gand (BE), Julidans, Amsterdam (NL), Biennale de la Danse, Lione (FR), Le Maillon, Strasburgo (FR), Les Halles de Schaerbeek (BE), MA scène nationale – Pays de Montbéliard (FR), La Passerelle, scène nationale de Saint-Brieuc (FR), Theater Freiburg (DE) & Le Carreau Scène nationale de Forbach et de l’Est mosellan (FR).

Un ringraziamento speciale a: De Grote Post, Ostenda (BE), Plateforme 2 Pôles Cirque en Normandie / La Brèche à Cherbourg & le Cirque-Théâtre d’Elbeuf (FR), Maison de la Danse, Lyon (FR), Urte Groblyte, Bjorn Verlinde & Katherina Lindekens

Creato con il supporto del Tax Shelter del Governo Federale Belga, attraverso il Flanders Tax Shelter
not standing è sostenuto dal governo fiammingo
Alexander Vantournhout è artista in residenza presso il Kunstencentrum VIERNULVIER di Gand e artista associato al CENTQUATRE di Parigi. È ambasciatore culturale della città di Roeselare ed è sostenuto dalla Fondation BNP Paribas per lo sviluppo dei suoi progetti.

Partner

Fondatori





Con il sostegno di





Speaking cables

Agnese Delia Banti è artista sonora, musicista e overtone singer. La sua attività ha sempre gravitato attorno alla musica corale, gli studi sul paesaggio sonoro, i repertori di musica tradizionale, la composizione per lo spazio e la dimensione collaborativa del fare musica. Diplomatasi con un progetto installativo sulla voce delle rane e le rovine antiche realizzato tra il Conservatorio di Bologna e l’Università di Corfù, da qualche anno collabora stabilmente con il centro fiorentino di produzione, ricerca e didattica musicale Tempo Reale e collabora a progetti di canto armonico con il compositore Roberto Laneri.

Crediti

di e con Agnese Banti
live electronics Andrea Trona
progetto artistico, composizione musicale e regia Agnese Banti
collaborazione artistica e tecnica, informatica musicale Andrea Trona
collaborazione alla drammaturgia e alla regia Marta Vitalini
regìa del suono Agnese Banti, Andrea Trona
consulenza tecnica e luci Antonio Rinaldi
incontri artistici a cura di FONDO Yan Duyvendak, Camille Louis, Ana Pi
residenze Teatro Il Lavatoio, Santarcangelo dei Teatri; L’arboreto – Teatro Dimora | Centro di Residenza Emilia-Romagna; Sala Lab, PARC – Fabbrica Europa; Sala Verdi – I Teatri di Reggio Emilia; Villa Strozzi – Tempo Reale; Vulkano/Malagola – Ravenna Teatro

progetto sostenuto da FONDO Network per la creatività emergente
sviluppato da Santarcangelo Festival con AMAT, Centrale Fies, ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione, Fabbrica Europa, I Teatri di Reggio Emilia, L’arboreto – Teatro Dimora | Centro di Residenza Emilia-Romagna, Operaestate Festival Veneto / CSC Centro per la Scena Contemporanea, Ravenna Teatro, Teatro Pubblico Campano, Teatro Pubblico Pugliese, TSU Teatro Stabile dell’Umbria, Triennale Milano Teatro

foto © Elisa Mariotti

Partner

Fondatori





Con il sostegno di





Dewey Dell

Programma di sala

Al suo debutto parigino del 1913, Le sacre du printemps di Stravinskij e Nizinskij suscitò grande scandalo. Pubblico e critica si turbarono molto nel vedere rappresentato il sacrificio di una ragazza al dio della fertilità e per di più conforme musicali e coreutiche nuove e disarmoniche. Un’opera spiazzante, musicalmente potente e coreograficamente agitata e spigolosa, precorritrice della danza espressiva.

Oggi, dopo innumerevoli rivisitazioni, che includono una ricostruzione filologica di Millicent Hodson e Kenneth Archer e la terragna versione di Pina Bausch, nella quale il sacrificio dell’Eletta è inquadrato da un punto di vista femminile, Le sacre può parlarci e trascinarci ancora nel suo vorticoso rituale a patto che se ne traggano nuovi significati. Un lavoro esemplare, in tal senso, è quello della compagnia Dewey Dell, composta da tre figli d’arte: Teodora, Agata e Demetrio Castellucci, e da Vito Matera.

Il loro Sacre, che ha debuttato in prima assoluta alla Triennale di Milano per il Fog Performing Arts Festival dialoga con l’opera del secolo scorso, della quale restituisce la potenza del rituale ma incentrandolo sul principio dell’eterno ritorno rappresentata da un enorme bruco in attesa della metamorfosi. Dal fondo oscuro di una caverna dalle risonanze platoniche, si materializzano forme ibride, creature cyborg che liberano la propria energia in acrobatiche evoluzioni di break dance. Nel frattempo la larva diventa una splendida farfalla, che incanta con le sue evoluzioni alla Loie Fuller.

Nell’incalzante susseguirsi di interazioni e collisioni tra forme animali e corpi umani, rese spettacolari, oltre che dalla tumultuosa danza, dai fantasiosi costumi e dalle maschere che la compagnia ha realizzato insieme a Guoda Jaruševičiūtè, si coglie il senso della lotta per la sopravvivenza, ma anche della ciclicità della vita.

L’ingresso di una squadra di esploratori, intenta a recuperare i reperti di un’antica civiltà, attiva un nuovo ciclo di morte e di rinascita, finché un altro bruco resterà da solo in scena, pronto a ricominciare.
Lo spettacolo dei Dewey Dell incanta il pubblico come fosse un’ingegnosa féerie cinematografica di Georges Méliès, grazie alla bravura deí performer – oltre ad Agata e Teodora Castellucci (autrice delle coreografie), Alberto “Mix”Galluzzi, DylanGuzowskie NastyDen – al suggestivo accostamento sonoro tra la partitura di Stravinskij e le creazioni digitali, agli oggetti, le protesi antropomorfe, la scena semplice ma evocativa che coniuga archeologia dell’immagine e immaginario contemporaneo.

Crediti

musica originale Igor Stravinsky
concept e regia Dewey Dell
con Agata Castellucci, Teodora Castellucci, Alberto “Mix” Galluzzi, Dylan Guzowski, NastyDen
coreografia Teodora Castellucci
assistenza alla coreografia e produzione Agata Castellucci
dramaturg, disegno luci e scena Vito Matera
esecuzione musicale MusicAeterna, diretta da Teodor Currentzis, 2013
suoni Demetrio Castellucci
costumi Dewey Dell, Guoda Jaruševičiūtė
realizzazione costumi e oggetti di scena Carmen Castellucci, Dewey Dell, Plastikart studio
realizzazione scena Laboratorio scenografia Pesaro di Lidia Trecento
produzione Dewey Dell 2023

in coproduzione con progetto RING (da Festival Aperto – Fondazione I Teatri Reggio Emilia, Bolzano Danza – Fondazione Haydn, FOG Triennale Milano Performing Arts, Torinodanza Festival, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale), Macalester College / Dipartimento di Teatro e Danza, BIT Teatergarasjen
partner associato Lavanderia a Vapore – Fondazione Piemonte dal Vivo
con il sostegno di Regione Emilia-Romagna e di Societas, Teatro Comandini
Si ringraziano Paolo Barbero e Andrea “Duna” Scardovi

Partner

Fondatori





Con il sostegno di





Emanuele Arciuli pianoforte

Frederic Rzewski, compositore statunitense, progressista, amico di Ortega, pone il tema del canto a fondamento di un’architettura complessa, per struttura stile e scrittura, di 36 variazioni. Un’opera di circa un’ora affine alle Variazioni Goldberg di Bach e delle Diabelli di Beethoven, che porta un grido di emancipazione popolare nelle sale da concerto. 

“The People United è una serie di 6 cicli, ciascuno dei quali composto di sei stadi nei quali appaiono diverse relazioni musicali nell’ordine:
1) eventi semplici;
2) ritmi;
3) melodie;
4) contrappunti;
5) armonie;
6) combinazioni di tutti i precedenti.

Ciascuno dei cicli più lunghi sviluppa un carattere suggerito dal singolo stadio cui corrisponde, di conseguenza il terzo ciclo è lirico, il quarto tende al conflitto, il quinto alla simultaneità (questo è anche il più libero), il sesto ricapitola in modo tale che il primo stadio è un riepilogo di tutti i precedenti primi stadi, il secondo di tutti i secondi, e così via. Accanto al tema principale compaiono due canzoni in due punti diversi: la canzone rivoluzionaria italiana Bandiera rossa, in riferimento a coloro che in Italia negli anni 70 aprirono le porte ai tanti in fuga dal fascismo cileno; e la canzone antifascista di Hanns Eisler Solidaritätslied, a memoria del fatto che sono esistite in passato minacce analoghe a quelle presenti, e che è importante imparare da quelle. […] La notevole lunghezza della composizione può essere un’allusione all’idea che l’unificazione dei popoli è una lunga storia, e che nulla degno di essere ottenuto lo si acquista senza sforzo.” (Frederic Rzewski, 1994) 

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Con il sostegno di





Mullova Ensemble

Attraverso musiche diverse, versi, danza, e un dispositivo scenico e luminoso, Viktoria Mullova e il suo ensemble ci conducono nell’atmosfera magica di una foresta notturna, un viaggio immersivo verso quell’ode all’amore profondamente commovente che è Verklaerte Nacht di Schoenberg.  

«Siamo molto toccati dalle sfide che il mondo deve affrontare in questo momento e, come tanti artisti, desideriamo trovare un modo umile per offrire il nostro contributo alla pace, alla cura, a una maggiore comprensione e cooperazione. Ci ha ispirato pensare creativamente e collettivamente a come la musica può aiutare a sciogliere le tensioni, unire le persone e trasformare il mondo. Speriamo di ispirare il pubblico a fare del cambiamento e della trasformazione qualcosa che riguarda la vita, e non solo l’arte!

Il messaggio centrale di Verklaerte Nacht (esplicito nel poema di Richard Dehmel e perciò implicito nella musica) è che l’amore ha il potere di trasformare e superare le difficoltà. La nostra presentazione si basa su questo messaggio, adattato al nostro tempo, per comunicare il nostro credo nella diversità, nell’inclusività, nel dialogo internazionale e nella tolleranza. L’idea è quella di creare un’efficace sequenza di pezzi brevi, presentati in modo insolito, con messinscena e luci ispirate al poema, per portare il pubblico in uno stato di profonda concentrazione prima che Schoenberg inizi. Così che quei suggestivi Re all’unisono di violoncello e viola si posino su orecchie già trasformate, e pronte per il viaggio».

Crediti

Viktoria Mullova direzione e violino
Lisa Rieder violino
Nils Moenkemeyer, Kinga Wojdalska viole
Matthew Barley, Peteris Sokolovskis violoncelli
Ching-Ying Chien danzatrice

Joshua Junker coreografo
Martin Langthorne design luci e video

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Con il sostegno di





Compagnie Maguy Marin

La nuova creazione della compagnia Maguy Marin prende spunto da letture e immagini che ne hanno nutrito la realizzazione: gli scritti di Annie Lebrun e Juri Armanda, quelli di Roland Gori, i documentari di Adam Curtis –   HyperNormalisation e The century of self – e ancora La fabrique du consentement di Jimmy Leipold che ripercorre l’approccio di Edward Barnays, inventore delle pubbliche relazioni e grande manipolatore di opinioni, come rivelato nel suo libro, Propaganda. Se il soggetto è piuttosto drammatico, il suo trattamento drammaturgico è quello dell’umorismo ispirato a Brecht e al grande attore comico Karl Valentin. Queste letture e questi film hanno contribuito a mettere in luce un fenomeno reale che ci travolge: le nostre scelte, apparentemente libere, rivelano la nostra inclinazione a seguire l’opinione maggioritaria, ad optare per quanto prescritto e fabbricato dalla pubblicità, ad accettare la colonizzazione delle nostre menti da parte dei media o degli influencer.

“La nostra storia è piena di suoni e immagini che hanno travolto altri. Questo è ciò che sta alla base del nostro lavoro, nel nostro pan, il recupero di qualcosa. I morti, tutti quelli che sono morti da secoli, sono lì sotto i nostri piedi. Corpi reali in via di trasformazione in polvere che hanno lasciato il segno. Vediamo e aumentiamo le piccole luci che brillano nell’oscurità. La gioia penetra il dolore. L’umorismo ci salva. La gioia non ha ragioni. Va messa prima di tutto…”

PROGRAMMA DI SALA

Crediti

Ideazione Maguy Marin
in stretta collaborazione con Kostia Chaix, Kaïs Chouibi, Chandra Grangean, Lisa Martinez, Alaïs Marzouvanlian, Lise Messina, Rolando Rocha
Luci Alexandre Béneteaud
Direttore di scena Albin Chavignon
Colonna sonora / video Victor Pontonnier
Ricerca documentaria e scenografia Paul Pedebidau

Coproduzione Reggio Parma Festival; Maison de la Danse; La Comédie de Saint Etienne; Théâtre de la Ville de Paris; e con il sostegno di Cndc Angers; Gymnase de Roubaix; RAMDAM, UN CENTRE D’ART


con il contributo di


La Compagnie Maguy Marin è sostenuta dalla Direction Régionale des Affaires Culturelles Auvergne-Rhône-Alpes, sovvenzionata dalla Città di Lione, dalla Regione Auvergne-Rhône-Alpes e riceve il sostegno dell’Institut français per i suoi progetti all’estero
distribuzione nazionale e internazionale A Propic – Line Rousseau e Marion Gauvent
distribuzione internazionale DLB Spectacles – Thierry Bevière

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Comune di Reggio Emilia Provincia di Reggio Emilia Gruppo Iren

Con il sostegno di

Ministero Beni Culturali Regione Emilia-Romagna Fondazione Pietro Manodori

Certificazioni

ISO 9001Ente di accreditamento Accredia

Fondazione I TEATRI - Piazza Martiri del 7 luglio, 7 - 42121, Reggio Emilia - tel 0522 458811 - P.IVA 01699800353 - CF 91070780357

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