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Raphaël Pichon ha creato un’interessante interpretazione della Passione, combinando elementi tradizionali con un approccio contemporaneo. La scelta di iniziare con il mottetto anonimo “O Traurigkeit, O Herzeleid!” è significativa, in quanto questo brano è profondamente evocativo e si ricollega alla liturgia della Passione, preparando emotivamente il pubblico al tema della sofferenza.
L’inserimento degli estratti dalla Cantata BWV 159 al termine della prima parte, al posto del Sermone, offre una riflessione musicale che arricchisce l’esperienza complessiva. Il grande Corale “Christe, du Lamm Gottes”, che chiudeva una seconda versione della Passione, funge da potente conclusione, evocando un senso di pietà e devozione.
Dopo la recita della morte di Gesù, l’aggiunta del mottetto di Jacobus Gallus “Ecce, Quomodo moritur” rappresenta un ulteriore approfondimento del tema del sacrificio e della morte, offrendo un contrasto significativo e una dimensione ulteriore alla narrazione. Questa struttura, attraverso l’uso di brani vocali e corali, non solo celebra la tradizione musicale barocca, ma invita anche a una riflessione profonda sulle tematiche di morte e redenzione.
L’approccio di Pichon dimostra come la musica possa essere un mezzo potente per esplorare e interpretare emozioni complessi, rendendo la Passione non solo un evento liturgico, ma anche un’esperienza artistica e spirituale coinvolgente.
Pygmalion, coro e orchestra
Raphaël Pichon, direttore
Julian Prégardien, Evangelist
Huw Montague-Rendall, Jesus
Leon Košavić, Pilatus
Ying Fang, soprano
Lucile Richardot, contralto
Laurence Kilsby, tenore
Il Coro e l’Orchestra su strumenti d’epoca Pygmalion sono stati fondati nel 2006 da Raphaël Pichon e sviluppano le relazioni artistiche in grado di unire Bach a Mendelssohn, Schütz a Brahms e Rameau a Gluck e Berlioz. Accanto alle grandi opere del repertorio, di cui rielabora l’approccio (le Passioni di Bach, le tragedie liriche di Rameau, la Grande Messa in do minore o il Requiem di Mozart messo in scena da Romeo Castellucci, l’Elias di Mendelssohn, i Vespri di Monteverdi), Pygmalion si cimenta nell’impaginare programmi originali che evidenziano le corrispondenze tra le opere, riscoprendo lo spirito della loro creazione: Mozart & The Weber Sisters, Miranda su musiche di Purcell, Stravaganza d’Amore – che rievoca la nascita dell’Opera alla corte dei Medici – Enfers, a fianco di Stéphane Degout, il ciclo Bach in sette parole alla Philharmonie di Parigi, o anche Libertà! che ripercorre gli inizi del dramma giocoso mozartiano. Pygmalion è riuscito a crearsi un’identità singolare nel panorama musicale internazionale, grazie a impegnativi progetti incrociati che hanno riscontrato successo sia di critica sia di pubblico. Per i suoi lavori operistici Pygmalion collabora con registi quali Romeo Castellucci, Katie Mitchell, Aurélien Bory, Simon McBurney, Jetske Mijnssen, Pierre Audi, Valérie Lesort, Christian Hecq, Cyril Teste, Clément Cogitore e Michel Fau.
Residente all’Opéra national de Bordeaux, Pygmalion sviluppa da alcuni anni una stagione di concerti di musica da camera e di laboratori pedagogici gratuiti aperti a tutti: il Kiosque Pygmalion. In risposta alla crisi del Covid-19, nel luglio 2020 Pygmalion ha lanciato un nuovo festival popolare e civico radicato nei territori di Bordeaux, un vero e proprio festival-laboratorio, dove si sviluppano diverse sperimentazioni sulla diffusione della musica classica. I musicisti di Pygmalion sono i protagonisti attivi di questo festival, proponendo iniziative culturali ambiziose. Pygmalion si esibisce regolarmente sui più prestigiosi palcoscenici francesi (Philharmonie de Paris, Opéra royal de Versailles, Opéra-Comique, Aix-en-Provence, Beaune, Toulouse, Saint-Denis, La Chaise-Dieu, Royaumont, Nancy, Metz, Montpellier) e internazionali (Amburgo, Colonia, Francoforte, Essen, Salisburgo, Vienna, Amsterdam, Pechino, Hong-Kong, Barcellona, Bruxelles). Pygmalion registra per Harmonia Mundi dal 2014. La sua discografia si distingue per qualità in Francia e all’estero ed ha ricevuto numerosi riconoscimenti: Diapason d’or de l’année, Victoire de la musique Classique, Choc de Classica, Gramophone Award, Preis der Schallplattenkritik, Edison Klassiek Award e molti altri. Pygmalion è in residenza all’Opéra National de Bordeaux. E’ sostenuto dalla Direction régionale des affaires culturelles de Nouvelle-Aquitaine, dal Comune di Bordeaux, dalla Regione Nouvelle-Aquitaine e dal Centre National de la Musique. Ensemble associato all’Opéra-Comique (2023-2027), Pygmalion è anche sostenuto da Château Bailly, patrono onorario dell’ensemble, e dalla Fondation d’entreprise Société. Pygmalion detiene una residenza anche alla Fondation Singer-Polignac ed è membro della Fedération des Ensembles Vocaux et Instrumentaux Spécialisés (FEVIS).
Raphaël Pichon, nato nel 1984, ha iniziato il suo apprendistato musicale attraverso il violino, il pianoforte e il canto formandosi in diversi Conservatori di Parigi (CNSMDP e CRR). Da giovane cantante professionista, si è esibito sotto la direzione di personalità del calibro di Jordi Savall, Gustav Leonhardt, Ton Koopman, o anche all’interno del Cris de Paris di Geoffroy Jourdain, con il quale affronta i repertori contemporanei. Nel 2006 ha fondato Pygmalion, un coro e un’orchestra su strumenti d’epoca, che si è subito contraddistinto per la singolarità dei suoi progetti. Le Missae Breves di Bach, le ultime versioni delle grandi tragedie liriche di Rameau, la messa in prospettiva delle rarità mozartiane e l’esplorazione del repertorio romantico sono tutti progetti che stabiliscono l’identità di Pygmalion. Attraverso un lavoro incentrato sulla fusione tra coro e orchestra, ma anche attraverso un approccio esecutivo drammaturgico, i vari risultati di Pygmalion sono stati rapidamente elogiati all’unanimità in Francia e all’estero. Accanto al suo ensemble, Raphaël Pichon si esibisce in particolare alla Philharmonie de Paris, al Château de Versailles, ai BBC Proms, al Bozar di Bruxelles, alla Konzerthaus di Vienna, alla Philharmonie di Colonia, al Palau de la Musica Catalana di Barcellona, al Maggio Francese di Hong Kong o al Festival Musicale di Pechino. In campo operistico, Raphaël Pichon dirige varie produzioni all’Opéra Comique, al Festival Lirico di Aix-en-Provence, al Teatro Bolshoi di Mosca, all’Opera di Amsterdam e all’Opera Nazionale di Bordeaux. Collabora con registi come Katie Mitchell, Romeo Castellucci, Simon McBurney, Michel Fau, Pierre Audi, Jeanne Candel, Jochen Sandig, Cyril Teste, Aurélien Bory, Satoshi Miyagi, Laurent Pelly e Jetske Mijnssen. Nel 2020, in piena pandemia, Raphaël Pichon crea a Bordeaux Pulsations: un festival eclettico e polimorfo, che collabora con gli attori del territorio e programma concerti eccezionali in luoghi inaspettati sparsi per la città e la metropoli. Tra i progetti più notevoli degli ultimi anni citiamo il suo debutto al Festival di Aix-en-Provence con la realizzazione del progetto Trauernacht su musiche di Bach messa in scena da Katie Mitchell, la riscoperta dell’Orfeo di Luigi Rossi (2016), la ‘spazializzazione’ del Vespro della Beata Vergine di Claudio Monteverdi con Pierre Audi, un ciclo di incontri artistici attorno alle Cantate di Bach alla Philharmonie de Paris, l’integrale dei Mottetti e la Messa in Si di Bach, una versione scenica del Deutsche Requiem di Johannes Brahms nell’immensa base sottomarina di Bordeaux. Invitato regolarmente al Festival di Aix-en-Provence, ha diretto Il Flauto Magico nel 2018 messo in scena da Simon McBurney, a cui ha fatto seguito una versione teatrale del Requiem nel 2019 con Romeo Castellucci e dell’Idomeneo nel 2022 inscenato da Satoshi Miyagi. Durante la stagione 2022-2023, Raphaël Pichon dirige Pygmalion in nuove produzioni sceniche di Lakmé di L. Delibes all’Opéra Comique e de Il Coronamento di Poppea di Monteverdi all’Opéra National du Rhin. Continua la sua esplorazione della musica romantica con Mein Traum, un programma composito che include opere liriche di Schubert, Weber e Schumann con Stéphane Degout e la Sinfonia n° 2 Lobgesang di Mendelssohn. In qualità di direttore ospite, ha debuttato al Festival di Salisburgo nel 2018 insieme alla Mozarteum Orchester, alla Philharmonie di Berlino insieme alla Deutsches Symphonies-Orchester ed è stato invitato a dirigere l’Orchestra da Camera di Losanna, la Scintilla all’Opera di Zurigo, MusicAeterna di Teodor Currentzis, i Violons du Roy de Québec o ancora i Freiburger Barockorchester e la SWR Symphonieorchester insieme a Isabelle Faust. Nel 2021 ha debuttato a Boston con la Handel & Haydn Society Orchestra, dove è tornato nel 2022 per ‘Le nozze di Figaro’ di Mozart. Nel 2023 ha diretto la Filarmonica di Vienna al Festival di Salisburgo, nella stessa opera. Nel 2024, dirigerà l’Orchestra of St. Luke’s al Carnegie Hall nella Sinfonia n° 9 di Beethoven. Le sue numerose registrazioni sono pubblicate da Harmonia Mundi. Le pubblicazioni più recenti includono l’opera immaginaria Enfers con il baritono Stéphane Degout (2018), Libertà! attorno ai capolavori poco conosciuti di Mozart, i Mottetti (2020) e la Passione secondo Matteo (2022) di Bach, Mein Traum (Schubert, Schumann, Weber) (2022) e il ‘Vespro della Beata Vergine’ di Monteverdi (2023). Nel 2024, verrà pubblicato il Requiem di Mozart. L’intera sua discografia è stata acclamata unanimemente in Francia e all’estero. Raphaël Pichon è ufficiale nell’ordine delle Arti e delle Lettere.
Con il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea

La Filarmonica della Scala viene fondata dai musicisti scaligeri con Claudio Abbado nel 1982. Carlo Maria Giulini guida le prime tournée internazionali; Riccardo Muti, Direttore Principale dal 1987 al 2005, ne promuove la crescita artistica e ne fa un’ospite costante nelle più prestigiose sale da concerto internazionali. Da allora l’orchestra ha instaurato rapporti di collaborazione con i maggiori direttori tra i quali Leonard Bernstein, Giuseppe Sinopoli, Seiji Ozawa, Zubin Mehta, Esa-Pekka Salonen, Riccardo Chailly, Yuri Temirkanov, Daniele Gatti, Fabio Luisi, Gustavo Dudamel. Profonda è la collaborazione con Myung-Whun Chung e Daniel Harding. Daniel Barenboim, Direttore Musicale del Teatro dal 2006 al 2015, e Valery Gergiev, sono membri onorari, così come lo sono stati Georges Prêtre, Lorin Maazel, Wolfgang Sawallisch. Nel 2015 Riccardo Chailly ha assunto la carica di Direttore Principale contribuendo ulteriormente alla reputazione internazionale dell’orchestra. La Filarmonica realizza la propria stagione di concerti ed è impegnata nella stagione sinfonica del Teatro alla Scala. Ha debuttato negli Stati Uniti con Riccardo Chailly nel 2007, in Cina con Myung-Whun Chung nel 2008 ed è ospite regolare delle più importanti istituzioni concertistiche internazionali. Dal 2013 è protagonista del Concerto per Milano, il grande appuntamento sinfonico gratuito in Piazza Duomo, tra le iniziative Open Filarmonica nate per condividere la musica con un pubblico sempre più ampio, di cui fanno parte anche le Prove Aperte, il cui ricavato è devoluto in beneficenza ad associazioni non profit, e il progetto Sound, Music! dedicato ai bambini delle scuole primarie milanesi. Particolare attenzione è rivolta al repertorio contemporaneo: la Filarmonica della Scala commissiona regolarmente nuovi brani ai compositori del nostro tempo. Consistente la produzione discografica per Decca, Sony ed Emi. Le ultime pubblicazioni per Decca includono The Fellini Album, con musiche di Nino Rota, eletto Diapason d’Or de l’Année 2019, Cherubini Discoveries e Respighi. L’ultima pubblicazione, Musa Italiana, celebra la musica ispirata all’Italia e include la Sinfonia “Italiana” di Mendelssohn insieme alle due ouverture “In stile italiano” di Schubert, ispirate a Rossini, e alle tre prime ouverture mozartiane di opere italiane rappresentate per la prima volta a Milano. L’attività della Filarmonica della Scala non attinge a fondi pubblici ed è sostenuta dal Main Partner UniCredit.

Michele Mariotti è Direttore Musicale del Teatro dell’Opera di Roma dal 2022.
Insignito del 36° Premio Abbiati come Miglior direttore d’orchestra, è ospite dei principali teatri e festival italiani ed internazionali. Fra questi, La Scala di Milano, l’Opéra di Parigi, la Wiener Staatsoper, la Royal Opera House Covent Garden di Londra, la Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera, la Deutsche Oper di Berlino, il Festival di Salisburgo, il Rossini Opera Festival di Pesaro, il Metropolitan di New York, il San Carlo di Napoli, il Festival Verdi di Parma, l’Opera di Amsterdam, la Lyric Opera di Chicago, l’Opera di Los Angeles, il Festival di Wexford, il Théâtre des Champs-Elysées di Parigi, il Teatro Real di Madrid.
È salito sul podio dell’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia, dell’Orchestre National de France, dei Münchner Symphoniker, dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, della Danish National Symphony Orchestra, dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dei Bamberger Symphoniker, della Royal Philharmonic Orchestra, della Nederlands Philharmonisch Orkest, della Gürzenich Orchester Köln, della Filarmonica della Scala, della RTÉ National Symphony Orchestra, solo per citarne alcune.
Collabora con registi di spicco come Mario Martone, David McVicar, Emma Dante, Davide Livermore, Damiano Michieletto, Robert Carsen, Simon Stone, Michael Mayer, Herbert Fritsch, Benedict Andrews, Tobias Kratzer, Johannes Erath, Claus Guth, Deborah Warner.
Dal 2008 è stato Direttore principale e poi Direttore musicale fino al 2018 del Comunale di Bologna, teatro in cui ha diretto numerosi concerti sinfonici e decine di produzioni operistiche, fra cui La bohème con la regia di Graham Vick, che ha vinto il premio della critica musicale “Franco Abbiati” come miglior spettacolo del 2018. Ha guidato inoltre l’Orchestra e il Coro del Comunale di Bologna in tournée in varie città italiane e a Tokyo, a Mosca, a Parigi. Fra i suoi impegni più recenti, il debutto alla Wiener Staatsoper con Il barbiere di Siviglia e al Festival d’Aix-en-Provence con la nuova produzione di Moïse et Pharaon. Ha diretto, inoltre, al Teatro di San Carlo di Napoli Maometto II di Rossini e Otello di Verdi che ha portato anche al Festival d’Aix-en-Provence, Macbeth al Palau de les Arts Reina Sofia di
Valencia, Bohème all’Opera di Parigi, Guillaume Tell al Teatro alla Scala, Ermione al Rossini Opera Festival e Dialogues des Carmélites, Aida, Mefistofele di Boito, Tosca, il Trittico Ricomposto, Peter Grimes al Teatro dell’Opera di Roma e una tournée in Giappone con il Coro e l’Orchestra del Teatro romano. È salito sul podio dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, della Gürzenich Orchester Köln alla Philharmonie di Colonia, della Radio Filharmonisch Orkest al Concertgebouw di Amsterdam, della Tonkünstler Orchestra al Muiskverein di Vienna e della Tokyo Symphony Orchestra.
Nella stagione 2024/25 è impegnato in concerti sinfonici in Italia e in Europa al Teatro San Carlo, al Royal Concertgebouw, al LAC Lugano, al Maggio Musicale Fiorentino e sul podio dell’Orchestra Haydn con cui ha in programma un progetto triennale, e interpreta all’Opera di Roma Simon Boccanegra (apertura di stagione), Tosca, Suor Angelica e Il prigioniero di Luigi Dallapiccola (per il progetto Trittico Ricomposto), alle Terme di Caracalla West Side Story di Bernstein, alla Winer Staatsoper Norma.
Michele Mariotti ha concluso gli studi umanistici e si è diplomato in composizione al Conservatorio Rossini della sua città, Pesaro, dove ha anche studiato direzione d’orchestra sotto la guida di Manlio Benzi. Contemporaneamente si è diplomato in direzione d’orchestra presso l’Accademia Musicale Pescarese con Donato Renzetti.
Federico Colli, di cui sono rinomati gli approcci virtuosistici e al contempo meditativi ai brani eseguiti, è diventato famoso dopo aver vinto il Concorso Mozart di Salisburgo nel 2011 e la Medaglia d’oro alla The Leeds International Piano Competition nel 2012. Da allora, è apparso con le più rinomate orchestre tra cui la Mariinsky Orchestra e la Filarmonica di San Pietroburgo, la Philharmonia Orchestra, la Royal Philharmonic, la BBC Symphony e la BBC Philharmonic, la Royal Liverpool Philharmonic, la Royal Stockholm Philharmonic, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Orchestre national d’Île-de-France, la Kammerorchester di Vienna, la Sinfonica di Amburgo e l’Orquestra Sinfônica Brasileira; si è esibito in sale del calibro del Musikverein e la Konzerthaus di Vienna, la Konzerthaus di Berlino, la Herkulessaal di Monaco, la Laeiszhalle e la Elbphilharmonie di Amburgo, la Beethovenhalle di Bonn, la NDR Landesfunkhaus di Hannover e la Gewandhaus di Lipsia, il Royal Concertgebouw di Amsterdam, la Royal Albert Hall, la Royal Festival Hall, la Barbican Hall, e la Cadogan Hall di Londra, il Rudolfinum di Praga, la Philharmonic Concert Hall di Varsavia, il Konserthuset di Stoccolma, la Philharmonie e la Salle Cortot di Parigi, la Mariinsky Concert Hall, l’Auditorium Parco della Musica di Roma e il Teatro Arcimboldi di Milano, il Teatro Sociedad Filarmonica di Bilbao, la Cidade Das Artes ed il Theatro Municipal di Rio de Janeiro, la Nikkei Hall di Tokyo, la Cultural Hall e la Bunka Kaikan Hall di Musashino, la Hong Kong City Hall Concert Hall, il Seoul Kumho Art Hall, il Lincoln Centre di New York e la Bennet Gordon Hall di Chicago. Ha collaborato con direttori d’orchestra del calibro di Valery Gergiev, Vladimir Ashkenazy, Yuri Temirkanov, Juraj Valčuha, Thomas Søndergård, Ed Spanjaard, Ion Marin, Alan Burybaiev, Joji Hattori, Vasily Petrenko, Jasper Kaspszyk, Ed Spanjaard, Roman Kofman, Alpesh Chauhan, Sir Mark Elder, Dennis Russel Davies, John Axelrod, Stanislav Kochanovsky e Sakari Oramo. Ѐ stato inoltre ospite di numerosi Festival, tra cui: il Robeco SummerNights di Amsterdam, la London Symphony Orchestra Season, l’International Piano Series e la Southbank Centre Classical Season di Londra, il Festival Pianistico della Ruhr a Dortmund, il Dvorakova International Festival a Praga, il Festival Chopin di Varsavia, il Rubinstein Piano Festival di Lodz, il Festival di Lucerna, il Festival Notti Bianche di San Pietroburgo e il Chicago Ravinia Festival. Attualmente Federico Colli registra per la casa discografica Chandos Records, con cui nel 2018 ha pubblicato un primo album molto apprezzato, interamente dedicato a Scarlatti, vincitore del Recording of the Year di Presto Classical, e un secondo album con opere di Bach e Bach-Busoni nel 2019. Il suo terzo album per questa etichetta, il Secondo Volume delle Sonate di Scarlatti, è stato premiato Recording of the Month dal BBC Music Magazine e dall’International Piano Magazine nell’aprile 202 ed è stato scelto da BBC Music Magazine come uno dei migliori album di musica classica del 2020: “Questa è una superba uscita dal più scintillante e originale di tutti i giovani artisti” (International Piano).
I suoi prossimi progetti con Chandos includeranno la pubblicazione di più album dedicati a Mozart, come solista o in musica da camera, così come un progetto russo dedicato a Shostakovich e Prokofiev.
Federico Colli ha condiviso il palcoscenico con artisti del calibro di Lang Lang, Martha Argerich, Nelson Freire e Leonidas Kavakos, ha collaborato con il Quartetto d’Archi della Scala ed il Quartetto Guadagnini ed è apparso anche come cover-star sulle riviste Suonare News, Pianist e Harmonie. Alcuni dei suoi concerti sono stati diffusi dalla Deutschlandfunk e Mitteldeutscher Rundfunk (MDR), dalla BBC Radio3, da RAI Radio3, da RAI 5, da Radio2 Polonia, dalla Radio Ceca, dalla ORF Austria e dalla RTÉ Lyric FM.
Impegni di rilievo per il futuro prevedono esibizioni alla Elbphilharmonie di Amburgo, alla Ehrbar Saal di Vienna per la Bechstein Serie, alla Queen Elizabeth Hall di Londra per la International Piano Serie e alla Wigmore Hall, alla Royal Concert Hall di Nottingham, alla Konzerthuset di Stoccolma, al Pohang Music Festival in Korea, al Rudolfinum di Praga e una tournée in Nord America (l’Herbst Theatre di San Francisco, il Trianon Theatre di San Josè, la Kalamazoo Gilmore Serie e la Chopin Society di Vancouver). Federico Colli suonerà con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, con la Philharmonic Orchestra di San Pietroburgo, con la Janáček Philharmonic, con l’Orchestre de Chambre de Lausanne, con l’Ulster Orchestra, con la English Chamber Orchestra e la Kaoshiung Symphony Orchestra in Taiwan.
Nato a Brescia nel 1988, Federico Colli ha studiato al Conservatorio di Milano, all’Accademia Internazionale di Pianoforte di Imola e al Mozarteum di Salisburgo, sotto la guida di Sergio Marengoni, Konstantin Bogino, Boris Petrushansky e Pavel Gililov. Ha ricevuto il “Grosso d’argento”, un premio conferito dalla sua città natale quale riconoscimento del prestigio internazionale ottenuto, mentre la sezione Critics’ Circle del mondo musicale britannico lo ha incluso tra i vincitori dei suoi ‘premi 2018’. E’ stato inoltre selezionato dall’International Piano Magazine come “uno dei 30 pianisti under 30 che domineranno il palcoscenico nei prossimi anni”.
Acclamati per la loro virtuosità vitalissima e lo charme irresistibile, i King’s Singers sono richiestissimi ovunque. La loro attività – ormai sinonimo della miglior qualità come complesso vocale – richiama un enorme pubblico in tutto il mondo. I King’s Singers si esibiscono in più di 120 concerti ogni anno, con regolari tournées in Europa, Stati Uniti, Asia e Oriente. Sono apprezzati per la loro eccelsa qualità musicale e per la loro grande capacità di intrattenimento: esibizioni di gran classe con un delizioso senso dell’umorismo britannico. La generosità del loro spirito e la magica abilità nel coinvolgere il pubblico sono rimasti invariati sin dalla fondazione del gruppo avvenuta nel 1968. Nel corso della loro lunga attività i King’s Singers hanno eseguito per la prima volta più di 200 nuove composizioni di autori di grande prestigio quali Luciano Berio, György Ligeti, James MacMillan, Krzysztof Penderecki, Toru Takemitsu, John Tavener ed Eric Whitacre, ed hanno commissionato entusiasmanti arrangiamenti di pezzi di generi musicali anche molto diversi, dal jazz al pop.
Oltre ad esibirsi per grandi pubblici e registrare dischi di grande successo, King’s Singers condividono la loro arte con numerosi workshops e masterclasses in tutto il mondo. Il gruppo tiene anche una Scuola Estiva biennale al Royal Holloway, che fa parte dell’Università di Londra, di cui sono anche Ensemble in Residence. La King’s Singers Foundation sostiene fra l’altro anche il Concorso di Composizione “ A Carol for Christmas” che si prefigge di incoraggiare giovani compositori emergenti, dando ai vincitori la possibilità di far eseguire le loro opere dalla King’s College Chapel a Cambridge, UK.
I King’s Singers hanno ricevuto due volte il Premio Grammy®, nel 2009 per il loro cd Signum Classics “Simple Gifts” e nel 2012 per la loro partecipazione al disco di Eric Whitacre “Light & Gold” per Decca. Il loro inserimento nella “Hall of Fame” della rivista Gramophone, che li ha premiati per la loro unica straordinaria discografia di oltre 150 albums, insieme ad una serie di recensioni eccezionali e una lunga serie di concerti col “tutto esaurito” confermano che i King’s Singers rimangono uno dei migliori complessi vocali al mondo.
I King’s Singers cantano da molti anni in tutte le più importanti sale italiane con immutato successo e con ripetute presenze nel nostro paese anche nel corso di una stessa stagione. Tra gli ultimi concerti ricordiamo Il Ravenna Festival 2023 in giugno ed il doppio appuntamento al MITO Festival 2023 in settembre. In previsione avranno due tournée italiane, una in settembre 2024 ed una in marzo 2025.
Hélène Grimaud, donna rinascimentale, non è solo una musicista profondamente appassionata e impegnata, le cui realizzazioni pianistiche svolgono un ruolo vitale; è anche una donna con molteplici talenti che vanno ben oltre lo strumento che suona con espressione poetica e controllo tecnico impareggiabile. L’artista francese si è affermata come attivista nella protezione della fauna selvatica, come militante per i diritti umani e come scrittrice; la sua profonda dedizione alla carriera musicale è riflessa e amplificata dalla portata e dalla profondità dei suoi interessi ambientali, letterari e artistici.
Hélène Grimaud è nata nel 1969 ad Aix-en-Provence e ha iniziato gli studi di pianoforte al Conservatorio locale con Jacqueline Courtin e in seguito a Marsiglia con Pierre Barbizet. È stata accettata al Conservatorio di Parigi a soli 13 anni. Dopo pochi anni, nel 1987, ha debuttato con gran successo a Tokyo. Nello stesso anno, il famoso direttore Daniel Barenboim l’ha invitata ad esibirsi con l’Orchestre de Paris: questo ha segnato l’inizio della carriera di Hélène Grimaud, caratterizzata da allora da concerti con le più grandi orchestre del mondo e i più celebri direttori.
Tra il suo debutto nel 1995 con i Berliner Philharmoniker diretti da Claudio Abbado e la sua prima esibizione con la New York Philharmonic diretta da Kurt Masur nel 1999 – solo due delle tante importanti pietre miliari musicali – Hélène Grimaud ha ‘debuttato’ anche in un campo completamente diverso: nello Stato di New York ha fondato il Wolf Conservation Center. Il suo amore per le specie animali in via di estinzione è stato acceso da un incontro casuale con un lupo nel nord della Florida; “Non c’è niente di più appagante che essere coinvolti nella conservazione e poter riportare gli animali nei loro habitat naturali”, dice. Ma l’impegno di Hélène Grimaud non finisce qui: è anche membro dell’organizzazione Musicians for Human Rights. Per diversi anni ha anche trovato il tempo per intraprendere la carriera di scrittrice, pubblicando tre libri che sono stati tradotti in diverse lingue.
Tuttavia, è attraverso il suo modo di fare musica, riflessivo e teneramente espressivo, che Hélène Grimaud tocca più profondamente le emozioni del pubblico. Oltre a collaborare con le orchestre più famose, Hélène Grimaud delizia il suo pubblico con numerosi recital in tutto il mondo ed esegue musica da camera ai massimi livelli.
Nella stagione 2024/2025 Hélène Grimaud si esibisce con la San Francisco Symphony Orchestra e Kazuki Yamada, la Philadelphia Orchestra e Yannick Nézet-Séguin e la Dallas Symphony Orchestra e Fabio Luisi. Presenta recital alla Carnegie Hall di New York, alla Bing Concert Hall di Stanford, a Singapore, Taipei e San Paolo. Con la Camerata Salzburg è in tournée in Europa e in Asia.
Hélène Grimaud registra in esclusiva per Deutsche Grammophon dal 2002. Le sue pubblicazioni sono state acclamate dalla critica e hanno ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Cannes Classical Recording of the Year, Choc du Monde de la musique, Diapason d’or, Grand Prix du disque, Record Academy Prize (Tokyo), Midem Classic Award ed Echo Klassik Award.
L’ultimo progetto della pianista, “For Clara”, si concentra sul suo lungo rapporto con i romantici tedeschi e sui legami che legavano Robert Schumann e il suo pupillo Brahms alla pianista-compositrice Clara Schumann. Hélène Grimaud ha rivisitato la Kreisleriana di Robert Schumann e l’ha abbinata, nel suo nuovo album, agli Intermezzi op. 117 e alla serie di Lieder op. 32 di Brahms, in cui è affiancata da Konstantin Krimmel.
Il suo prodigioso contributo al mondo della musica classica è stato riconosciuto dal governo francese, che l’ha nominata “Chevalier de la Légion d’Honneur”.
Con il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea

Fin dalla sua fondazione nel 1997, la MCO continua a raffinare il suo suono distintivo, la sua identità artistica indipendente e la sua struttura agile e democratica. La MCO è tutt’oggi ancora guidata dai suoi musicisti, in collaborazione con il suo settore dirigenziale. L’orchestra è costantemente in movimento e alla ricerca di nuovi orizzonti culturali e negli anni si è esibita in oltre quaranta Paesi nei cinque continenti.
Il suono della MCO è caratterizzato da uno stile di ‘musica da camera’ che si snoda tra personalità diverse e indipendenti; il suo repertorio principale, che spazia dai periodi classici viennesi e del primo romanticismo fino alle opere contemporanee e alle prime esecuzioni mondiali, riflette l’agilità della MCO nell’attraversare i confini musicali.
L’orchestra ha ricevuto gli impulsi artistici più significativi dal suo mentore fondatore, Claudio Abbado, e dal Conductor Laureate Daniel Harding. La MCO collabora a stretto contatto con una rete di stimati musicisti che ispirano e plasmano l’orchestra: attualmente i principali partner sono i pianisti Mitsuko Uchida e Yuja Wang, nonché il violinista Pekka Kuusisto. I primi violini Matthew Truscott e José Maria Blumenschein dirigono regolarmente l’orchestra nel repertorio dell’orchestra da camera, mentre la collaborazione di lunga data della MCO con il consulente artistico Daniele Gatti si concentra sulle opere sinfoniche più ampie.
I musicisti della MCO condividono tutti un forte desiderio di approfondire continuamente il coinvolgimento con il pubblico. Ciò ha ispirato un numero crescente di incontri musicali e progetti ‘offstage’ che portano musica, apprendimento e creatività nelle comunità di tutto il mondo. Dal 2012 Feel the Music apre il mondo della musica ai bambini non udenti o con problemi di udito, attraverso laboratori interattivi nelle scuole e nelle sale da concerto. I musicisti della MCO sono ugualmente impegnati a condividere la loro passione e competenza con le future generazioni di musicisti: dal 2009, attraverso la MCO Academy, hanno lavorato con giovani musicisti per fornire loro un’esperienza orchestrale di alta qualità e una piattaforma unica per il networking e lo scambio internazionale. Welcome Home: a concert about finding the place where you belong è un format concertistico in cui i gruppi scolastici sono invitati a intraprendere un viaggio multiculturale, favorendo l’introspezione e la contemplazione sul tema dell’’appartenenza’. Queste imprese evidenziano l’impegno della MCO nell’arricchimento la vita delle persone attraverso la musica e nella promozione dell’inclusività.
Ogni estate, la MCO costituisce il nucleo principale della Lucerne Festival Orchestra. Le collaborazioni con Daniel Harding e Daniele Gatti portano la MCO ad esibirsi per numerosi festival e sale da concerto prestigiose in tutta Europa. In questa stagione, la partnership con Mitsuko Uchida abbraccia tre continenti e include una residenza all’Ojai Music Festival in California. Il primo progetto con la più recente Artistic Partner della MCO, Yuja Wang, si è svolto a gennaio, con un programma che attraversa stili musicali diversi. Nel 2024, l’Orchestra completerà il suo anno inaugurale come Artistic Director della Musikwoche Hitzacker, in compagnia della violinista Alina Ibragimova. Alla MCO debutteranno inoltre i direttori d’orchestra Maxim Emelyanychev e Sir Simon Rattle e il violoncellista Kian Soltani.
Una delle artiste più ricercate della sua generazione, Elim Chan esegue un repertorio insolitamente ampio di opere sinfoniche che vanno dal periodo classico ai giorni nostri. Il Sunday Times descrive Elim Chan come “un raro esempio di giovane direttore d’orchestra allo stesso tempo brillante e per nulla ostentato”. Nel gennaio 2022, la rivista Boston Classical Review ha parlato di una “meraviglia di controllo e comprensione” dopo il debutto di Elim Chan con la Boston Symphony Orchestra: “…Chan è stata la rivelazione della serata. Come direttore d’orchestra, è l’incarnazione del principio secondo cui meno è meglio. Come Fritz Reiner o Bernard Haitink, non è eccessivamente espansiva sul podio. Ma il suo ritmo è chiaro, i gesti sono parsimoniosi e gli spunti precisi. Inoltre ha un orecchio eccezionalmente sensibile.“
Elim Chan è stata Direttore Ospite della Royal Scottish National Orchestra dal 2018 al 2023 ed è Direttore Principale dell’Orchestra Sinfonica di Anversa dal 2019. Nella sua ultima stagione come direttore principale (2023/24), ha presentato l’orchestra nel Benelux, con, tra le altre opere, la Sinfonia n. 4 di Gustav Mahler e solisti del calibro di Sol Gabetta e Midori.
Nella stagione 2023-24 Elim Chan ha debuttato con il Festival di Salisburgo, l’Orchestre de Paris, la Staatskapelle di Berlino, la Staatskapelle di Dresda e la New York Philharmonic. Ha inoltre debuttato in Nord America con l’Orchestre Métropolitain di Montreal, la Minnesota Orchestra e la Seattle Symphony. In Europa ha collaborato per la prima volta con l’Orchestra Nazionale Danese e le orchestre radiofoniche delle emittenti tedesche SWR, RSB e WDR. È poi stata invitata nuovamente dalla Los Angeles Philharmonic e dalla St. Louis Symphony Orchestra, nonché dalla Filarmonica di Oslo, dall’Orchestra Sinfonica della Radio Svedese e dalla Philharmonia Orchestra di Londra. Nella primavera del 2023, l’Orquesta Sinfónica de Castilla y León ha annunciato una collaborazione triennale con Elim Chan, in qualità di Direttore Associato, incentrata sui balletti di Stravinsky.
Nata ad Hong Kong, Elim Chan ha studiato allo Smith College (Northampton, Massachusetts), e all’Università del Michigan. Nel 2014 è stata la prima donna vincitrice della Donatella Flick Conducting Competition, che le ha permesso di trascorrere la stagione 2015-16 come Assistente Direttore presso la London Symphony Orchestra, dove ha lavorato a stretto contatto con Valery Gergiev. Per la stagione successiva Elim Chan si è unita al programma Dudamel Fellowship della Los Angeles Philharmonic. Deve molto anche al sostegno e all’incoraggiamento di Bernard Haitink, di cui ha frequentato le masterclass a Lucerna nel 2015. Nelle ultime stagioni, Elim Chan ha debuttato, tra le molte, con la Chicago Symphony Orchestra, la Cleveland Orchestra, la Mahler Chamber Orchestra e la Philharmonia Orchestra di Londra.