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I Teatri di Reggio Emilia

I Teatri di Reggio Emilia

Fondazione I Teatri Reggio Emilia

Biglietteria (si apre in una nuova finestra)

Hélène Grimaud, pianoforte

Hélène Grimaud

Hélène Grimaud, donna rinascimentale, non è solo una musicista profondamente appassionata e impegnata, le cui realizzazioni pianistiche svolgono un ruolo vitale; è anche una donna con molteplici talenti che vanno ben oltre lo strumento che suona con espressione poetica e controllo tecnico impareggiabile. L’artista francese si è affermata come attivista nella protezione della fauna selvatica, come militante per i diritti umani e come scrittrice; la sua profonda dedizione alla carriera musicale è riflessa e amplificata dalla portata e dalla profondità dei suoi interessi ambientali, letterari e artistici.
Hélène Grimaud è nata nel 1969 ad Aix-en-Provence e ha iniziato gli studi di pianoforte al Conservatorio locale con Jacqueline Courtin e in seguito a Marsiglia con Pierre Barbizet. È stata accettata al Conservatorio di Parigi a soli 13 anni. Dopo pochi anni, nel 1987, ha debuttato con gran successo a Tokyo. Nello stesso anno, il famoso direttore Daniel Barenboim l’ha invitata ad esibirsi con l’Orchestre de Paris: questo ha segnato l’inizio della carriera di Hélène Grimaud, caratterizzata da allora da concerti con le più grandi orchestre del mondo e i più celebri direttori.
Tra il suo debutto nel 1995 con i Berliner Philharmoniker diretti da Claudio Abbado e la sua prima esibizione con la New York Philharmonic diretta da Kurt Masur nel 1999 – solo due delle tante importanti pietre miliari musicali – Hélène Grimaud ha ‘debuttato’ anche in un campo completamente diverso: nello Stato di New York ha fondato il Wolf Conservation Center. Il suo amore per le specie animali in via di estinzione è stato acceso da un incontro casuale con un lupo nel nord della Florida; “Non c’è niente di più appagante che essere coinvolti nella conservazione e poter riportare gli animali nei loro habitat naturali”, dice. Ma l’impegno di Hélène Grimaud non finisce qui: è anche membro dell’organizzazione Musicians for Human Rights. Per diversi anni ha anche trovato il tempo per intraprendere la carriera di scrittrice, pubblicando tre libri che sono stati tradotti in diverse lingue.
Tuttavia, è attraverso il suo modo di fare musica, riflessivo e teneramente espressivo, che Hélène Grimaud tocca più profondamente le emozioni del pubblico. Oltre a collaborare con le orchestre più famose, Hélène Grimaud delizia il suo pubblico con numerosi recital in tutto il mondo ed esegue musica da camera ai massimi livelli.
Nella stagione 2024/2025 Hélène Grimaud si esibisce con la San Francisco Symphony Orchestra e Kazuki Yamada, la Philadelphia Orchestra e Yannick Nézet-Séguin e la Dallas Symphony Orchestra e Fabio Luisi. Presenta recital alla Carnegie Hall di New York, alla Bing Concert Hall di Stanford, a Singapore, Taipei e San Paolo. Con la Camerata Salzburg è in tournée in Europa e in Asia.
Hélène Grimaud registra in esclusiva per Deutsche Grammophon dal 2002. Le sue pubblicazioni sono state acclamate dalla critica e hanno ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Cannes Classical Recording of the Year, Choc du Monde de la musique, Diapason d’or, Grand Prix du disque, Record Academy Prize (Tokyo), Midem Classic Award ed Echo Klassik Award.

L’ultimo progetto della pianista, “For Clara”, si concentra sul suo lungo rapporto con i romantici tedeschi e sui legami che legavano Robert Schumann e il suo pupillo Brahms alla pianista-compositrice Clara Schumann. Hélène Grimaud ha rivisitato la Kreisleriana di Robert Schumann e l’ha abbinata, nel suo nuovo album, agli Intermezzi op. 117 e alla serie di Lieder op. 32 di Brahms, in cui è affiancata da Konstantin Krimmel.
Il suo prodigioso contributo al mondo della musica classica è stato riconosciuto dal governo francese, che l’ha nominata “Chevalier de la Légion d’Honneur”.

Con il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea

 
 

The King’s Singers

PROGRAMMA DI SALA

The King’s Singers

Acclamati per la loro virtuosità vitalissima e lo charme irresistibile, i King’s Singers sono richiestissimi ovunque. La loro attività – ormai sinonimo della miglior qualità come complesso vocale  – richiama un enorme pubblico in tutto il mondo. I King’s Singers si esibiscono in più di 120 concerti ogni anno, con regolari tournées in Europa, Stati Uniti, Asia e Oriente. Sono apprezzati per la loro eccelsa qualità musicale e per la loro grande capacità di intrattenimento: esibizioni di gran classe con un delizioso senso dell’umorismo britannico. La generosità del loro spirito e la magica abilità nel coinvolgere il pubblico sono rimasti invariati sin dalla fondazione del gruppo avvenuta nel 1968. Nel corso della loro lunga attività i King’s Singers hanno eseguito per la prima volta più di 200 nuove composizioni di autori di grande prestigio quali Luciano Berio, György Ligeti, James MacMillan, Krzysztof Penderecki, Toru Takemitsu, John Tavener ed Eric Whitacre, ed hanno commissionato entusiasmanti arrangiamenti di pezzi di generi musicali anche molto diversi, dal jazz al pop.

Oltre ad esibirsi per grandi pubblici e registrare dischi di grande successo, King’s Singers  condividono la loro arte con numerosi workshops e masterclasses in tutto il mondo. Il gruppo tiene anche una Scuola Estiva biennale  al Royal Holloway, che fa parte dell’Università di Londra, di cui sono anche Ensemble in Residence. La King’s Singers Foundation sostiene fra l’altro anche il Concorso di Composizione “ A Carol for Christmas” che si prefigge di incoraggiare giovani compositori emergenti, dando ai vincitori la possibilità di far eseguire le loro opere dalla King’s College Chapel  a Cambridge, UK.
I King’s Singers hanno ricevuto due volte il Premio Grammy®, nel 2009 per il loro cd Signum Classics “Simple Gifts” e nel 2012 per la loro partecipazione al disco di Eric Whitacre “Light & Gold” per Decca. Il loro inserimento nella “Hall of Fame” della rivista Gramophone, che li ha premiati per la loro unica straordinaria discografia di oltre 150 albums, insieme ad una serie di recensioni eccezionali e una lunga serie di concerti col “tutto esaurito” confermano che i King’s Singers rimangono uno dei migliori complessi vocali al mondo.
I King’s Singers cantano da molti anni in tutte le più importanti sale italiane con immutato successo e con ripetute presenze nel nostro paese anche nel corso di una stessa stagione. Tra gli ultimi concerti ricordiamo Il Ravenna Festival 2023 in giugno ed il doppio appuntamento al MITO Festival 2023 in settembre. In previsione avranno due tournée italiane, una in settembre 2024 ed una in marzo 2025.

Jean-Efflam Bavouzet, pianoforte

PROGRAMMA DI SALA

Jean-Efflam Bavouzet

Jean-Efflam Bavouzet gode di una prolifica carriera concertistica internazionale. Tra I suoi ingaggi per la stagione 2023/24 figurano la collaborazione con l’orchestra Les Siècles sotto la direzione di Francois Xavier-Roth, con la Lahti Symphony Orchestra e il direttore Arvo Volmer, la National Polish Radio Symphony Orchestra diretta da Leonard Slatkin e la Kyoto Symphony Orchestra con la direzione di Junichi Hirokami. Ha inoltre partecipato al Festival Eunescu a fianco della Manchester Camerata con la direzione di Gábor Takacs-Nagy e lavorerà inoltre con la Karol Szymanowski Filharmonia e Antoni Wit a Cracovia. Bavouzet è da tre anni artista in residence alla Wigmore Hall, dove si esibisce sia in recital solistici sia in collaborazione con ensemble cameristici tra cui il Quatuor Danel e l’Ensamble Orsino o in duo con il violoncellista Steven Isserlis. Prossimamente eseguirà un programma unico con composizioni di Debussy, Liszt e Massenet presso la Wigmore Hall, la Glasshouse, la SJE di Oxford e nella città giapponese di Hamamatsu. Bavouzet registra in esclusiva per l’etichetta Chandos. Recentemente l’incisione di A Musical Tribute to Pierre Sancan con la BBC Philharmonic Orchestra e il direttore Yan Pascal Tortelier è stata insignita dei premio Gramophone Editor’s Choice e di un Diapason d’Or.

Le sue registrazioni delle sonate di Haydn per Pianoforte sono considerate uno dei migliori prodotti della Gramophone e il suo album The Beethoven Connection ha ricevuto numerosi plausi dalla stampa di settore tra cui il New York Times, il BBC Music Magazine e la rivista Choc-Classica. Tra I progetti in corso d’opera figura il ciclo completo dei concerti di Mozart per Pianoforte con la Manchester Camerata e il direttore Gábor Takács-Nagy, il quarto volume dei quali ha ricevuto una nomination ai Gramophone Award nel 2020. Sta inoltre registrando la serie completa dei Concerti di Beethoven con la Swedish Chamber Orchestra in doppia veste di pianista e direttore. Bavouzet ha inoltre ricevuto un premio Choc de l’Année nel 2010. Bavouzet è un promotore del repertorio francese meno conosciuto, come le composizioni di Gabriel Pierné e Albéric Magnard. Ricopre la cattedra di Pianoforte presso la Royal Northern College of Music ed è parte del comitato direttivo del festival Pianofest negli Hamptons. In 2012 era Artista dell’anno per la ICMA e nel 2008 gli è stato riconosciuto il primo Premio Élite di sempre a Pechino per la sua serie completa di sonate di Beethoven.

Con il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea

Filarmonica della Scala
Michele Mariotti, direttore
Federico Colli, pianoforte

PROGRAMMA DI SALA

Filarmonica della Scala

La Filarmonica della Scala viene fondata dai musicisti scaligeri con Claudio Abbado nel 1982. Carlo Maria Giulini guida le prime tournée internazionali; Riccardo Muti, Direttore Principale dal 1987 al 2005, ne promuove la crescita artistica e ne fa un’ospite costante nelle più prestigiose sale da concerto internazionali. Da allora l’orchestra ha instaurato rapporti di collaborazione con i maggiori direttori tra i quali Leonard Bernstein, Giuseppe Sinopoli, Seiji Ozawa, Zubin Mehta, Esa-Pekka Salonen, Riccardo Chailly, Yuri Temirkanov, Daniele Gatti, Fabio Luisi, Gustavo Dudamel. Profonda è la collaborazione con Myung-Whun Chung e Daniel Harding. Daniel Barenboim, Direttore Musicale del Teatro dal 2006 al 2015, e Valery Gergiev, sono membri onorari, così come lo sono stati Georges Prêtre, Lorin Maazel, Wolfgang Sawallisch. Nel 2015 Riccardo Chailly ha assunto la carica di Direttore Principale contribuendo ulteriormente alla reputazione internazionale dell’orchestra. La Filarmonica realizza la propria stagione di concerti ed è impegnata nella stagione sinfonica del Teatro alla Scala. Ha debuttato negli Stati Uniti con Riccardo Chailly nel 2007, in Cina con Myung-Whun Chung nel 2008 ed è ospite regolare delle più importanti istituzioni concertistiche internazionali. Dal 2013 è protagonista del Concerto per Milano, il grande appuntamento sinfonico gratuito in Piazza Duomo, tra le iniziative Open Filarmonica nate per condividere la musica con un pubblico sempre più ampio, di cui fanno parte anche le Prove Aperte, il cui ricavato è devoluto in beneficenza ad associazioni non profit, e il progetto Sound, Music! dedicato ai bambini delle scuole primarie milanesi. Particolare attenzione è rivolta al repertorio contemporaneo: la Filarmonica della Scala commissiona regolarmente nuovi brani ai compositori del nostro tempo. Consistente la produzione discografica per Decca, Sony ed Emi. Le ultime pubblicazioni per Decca includono The Fellini Album, con musiche di Nino Rota, eletto Diapason d’Or de l’Année 2019,  Cherubini Discoveries e Respighi. L’ultima pubblicazione, Musa Italiana, celebra la musica ispirata all’Italia e include la Sinfonia “Italiana” di Mendelssohn insieme alle due ouverture “In stile italiano” di Schubert, ispirate a Rossini, e alle tre prime ouverture mozartiane di opere italiane rappresentate per la prima volta a Milano. L’attività della Filarmonica della Scala non attinge a fondi pubblici ed è sostenuta dal Main Partner UniCredit.

Michele Mariotti

Michele Mariotti è Direttore Musicale del Teatro dell’Opera di Roma dal 2022.

Insignito del 36° Premio Abbiati come Miglior direttore d’orchestra, è ospite dei principali teatri e festival italiani ed internazionali. Fra questi, La Scala di Milano, l’Opéra di Parigi, la Wiener Staatsoper, la Royal Opera House Covent Garden di Londra, la Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera, la Deutsche Oper di Berlino, il Festival di Salisburgo, il Rossini Opera Festival di Pesaro, il Metropolitan di New York, il San Carlo di Napoli, il Festival Verdi di Parma, l’Opera di Amsterdam, la Lyric Opera di Chicago, l’Opera di Los Angeles, il Festival di Wexford, il Théâtre des Champs-Elysées di Parigi, il Teatro Real di Madrid.
È salito sul podio dell’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia, dell’Orchestre National de France, dei Münchner Symphoniker, dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, della Danish National Symphony Orchestra, dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dei Bamberger Symphoniker, della Royal Philharmonic Orchestra, della Nederlands Philharmonisch Orkest, della Gürzenich Orchester Köln, della Filarmonica della Scala, della RTÉ National Symphony Orchestra, solo per citarne alcune.
Collabora con registi di spicco come Mario Martone, David McVicar, Emma Dante, Davide Livermore, Damiano Michieletto, Robert Carsen, Simon Stone, Michael Mayer, Herbert Fritsch, Benedict Andrews, Tobias Kratzer, Johannes Erath, Claus Guth, Deborah Warner.
Dal 2008 è stato Direttore principale e poi Direttore musicale fino al 2018 del Comunale di Bologna, teatro in cui ha diretto numerosi concerti sinfonici e decine di produzioni operistiche, fra cui La bohème con la regia di Graham Vick, che ha vinto il premio della critica musicale “Franco Abbiati” come miglior spettacolo del 2018. Ha guidato inoltre l’Orchestra e il Coro del Comunale di Bologna in tournée in varie città italiane e a Tokyo, a Mosca, a Parigi. Fra i suoi impegni più recenti, il debutto alla Wiener Staatsoper con Il barbiere di Siviglia e al Festival d’Aix-en-Provence con la nuova produzione di Moïse et Pharaon. Ha diretto, inoltre, al Teatro di San Carlo di Napoli Maometto II di Rossini e Otello di Verdi che ha portato anche al Festival d’Aix-en-Provence, Macbeth al Palau de les Arts Reina Sofia di
Valencia, Bohème all’Opera di Parigi, Guillaume Tell al Teatro alla Scala, Ermione al Rossini Opera Festival e Dialogues des Carmélites, Aida, Mefistofele di Boito, Tosca, il Trittico Ricomposto, Peter Grimes al Teatro dell’Opera di Roma e una tournée in Giappone con il Coro e l’Orchestra del Teatro romano. È salito sul podio dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, della Gürzenich Orchester Köln alla Philharmonie di Colonia, della Radio Filharmonisch Orkest al Concertgebouw di Amsterdam, della Tonkünstler Orchestra al Muiskverein di Vienna e della Tokyo Symphony Orchestra.

Nella stagione 2024/25 è impegnato in concerti sinfonici in Italia e in Europa al Teatro San Carlo, al Royal Concertgebouw, al LAC Lugano, al Maggio Musicale Fiorentino e sul podio dell’Orchestra Haydn con cui ha in programma un progetto triennale, e interpreta all’Opera di Roma Simon Boccanegra (apertura di stagione), Tosca, Suor Angelica e Il prigioniero di Luigi Dallapiccola (per il progetto Trittico Ricomposto), alle Terme di Caracalla West Side Story di Bernstein, alla Winer Staatsoper Norma.

Michele Mariotti ha concluso gli studi umanistici e si è diplomato in composizione al Conservatorio Rossini della sua città, Pesaro, dove ha anche studiato direzione d’orchestra sotto la guida di Manlio Benzi. Contemporaneamente si è diplomato in direzione d’orchestra presso l’Accademia Musicale Pescarese con Donato Renzetti.

Federico Colli

Federico Colli, di cui sono rinomati gli approcci virtuosistici e al contempo meditativi ai brani eseguiti, è diventato famoso dopo aver vinto il Concorso Mozart di Salisburgo nel 2011 e la Medaglia d’oro alla The Leeds International Piano Competition nel 2012. Da allora, è apparso con le più rinomate orchestre tra cui la Mariinsky Orchestra e la Filarmonica di San Pietroburgo, la Philharmonia Orchestra, la Royal Philharmonic, la BBC Symphony e la BBC Philharmonic, la Royal Liverpool Philharmonic, la Royal Stockholm Philharmonic, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Orchestre national d’Île-de-France, la Kammerorchester di Vienna, la Sinfonica di Amburgo e l’Orquestra Sinfônica Brasileira; si è esibito in sale del calibro del Musikverein e la Konzerthaus di Vienna, la Konzerthaus di Berlino, la Herkulessaal di Monaco, la Laeiszhalle e la Elbphilharmonie di Amburgo, la Beethovenhalle di Bonn, la NDR Landesfunkhaus di Hannover e la Gewandhaus di Lipsia, il Royal Concertgebouw di Amsterdam, la Royal Albert Hall, la Royal Festival Hall, la Barbican Hall, e la Cadogan Hall di Londra, il Rudolfinum di Praga, la Philharmonic Concert Hall di Varsavia, il Konserthuset di Stoccolma, la Philharmonie e la Salle Cortot di Parigi, la Mariinsky Concert Hall, l’Auditorium Parco della Musica di Roma e il Teatro Arcimboldi di Milano, il Teatro Sociedad Filarmonica di Bilbao, la Cidade Das Artes ed il Theatro Municipal di Rio de Janeiro, la Nikkei Hall di Tokyo, la Cultural Hall e la Bunka Kaikan Hall di Musashino, la Hong Kong City Hall Concert Hall, il Seoul Kumho Art Hall, il Lincoln Centre di New York e la Bennet Gordon Hall di Chicago. Ha collaborato con direttori d’orchestra del calibro di Valery Gergiev, Vladimir Ashkenazy, Yuri Temirkanov, Juraj Valčuha, Thomas Søndergård, Ed Spanjaard, Ion Marin, Alan Burybaiev, Joji Hattori, Vasily Petrenko, Jasper Kaspszyk, Ed Spanjaard, Roman Kofman, Alpesh Chauhan, Sir Mark Elder, Dennis Russel Davies, John Axelrod, Stanislav Kochanovsky e Sakari Oramo. Ѐ stato inoltre ospite di numerosi Festival, tra cui: il Robeco SummerNights di Amsterdam, la London Symphony Orchestra Season, l’International Piano Series e la Southbank Centre Classical Season di Londra, il Festival Pianistico della Ruhr a Dortmund, il Dvorakova International Festival a Praga, il Festival Chopin di Varsavia, il Rubinstein Piano Festival di Lodz, il Festival di Lucerna, il Festival Notti Bianche di San Pietroburgo e il Chicago Ravinia Festival. Attualmente Federico Colli registra per la casa discografica Chandos Records, con cui nel 2018 ha pubblicato un primo album molto apprezzato, interamente dedicato a Scarlatti, vincitore del Recording of the Year di Presto Classical, e un secondo album con opere di Bach e Bach-Busoni nel 2019. Il suo terzo album per questa etichetta, il Secondo Volume delle Sonate di Scarlatti, è stato premiato Recording of the Month dal BBC Music Magazine e dall’International Piano Magazine nell’aprile 202 ed è stato scelto da BBC Music Magazine come uno dei migliori album di musica classica del 2020: “Questa è una superba uscita dal più scintillante e originale di tutti i giovani artisti” (International Piano).
I suoi prossimi progetti con Chandos includeranno la pubblicazione di più album dedicati a Mozart, come solista o in musica da camera, così come un progetto russo dedicato a Shostakovich e Prokofiev.
Federico Colli ha condiviso il palcoscenico con artisti del calibro di Lang Lang, Martha Argerich, Nelson Freire e Leonidas Kavakos, ha collaborato con il Quartetto d’Archi della Scala ed il Quartetto Guadagnini ed è apparso anche come cover-star sulle riviste Suonare News, Pianist e Harmonie. Alcuni dei suoi concerti sono stati diffusi dalla Deutschlandfunk e Mitteldeutscher Rundfunk (MDR), dalla BBC Radio3, da RAI Radio3, da RAI 5, da Radio2 Polonia, dalla Radio Ceca, dalla ORF Austria e dalla RTÉ Lyric FM.
Impegni di rilievo per il futuro prevedono esibizioni alla Elbphilharmonie di Amburgo, alla Ehrbar Saal di Vienna per la Bechstein Serie, alla Queen Elizabeth Hall di Londra per la International Piano Serie e alla Wigmore Hall, alla Royal Concert Hall di Nottingham, alla Konzerthuset di Stoccolma, al Pohang Music Festival in Korea, al Rudolfinum di Praga e una tournée in Nord America (l’Herbst Theatre di San Francisco, il Trianon Theatre di San Josè, la Kalamazoo Gilmore Serie e la Chopin Society di Vancouver). Federico Colli suonerà con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, con la Philharmonic Orchestra di San Pietroburgo, con la Janáček Philharmonic, con l’Orchestre de Chambre de Lausanne, con l’Ulster Orchestra, con la English Chamber Orchestra e la Kaoshiung Symphony Orchestra in Taiwan.
Nato a Brescia nel 1988, Federico Colli ha studiato al Conservatorio di Milano, all’Accademia Internazionale di Pianoforte di Imola e al Mozarteum di Salisburgo, sotto la guida di Sergio Marengoni, Konstantin Bogino, Boris Petrushansky e Pavel Gililov. Ha ricevuto il “Grosso d’argento”, un premio conferito dalla sua città natale quale riconoscimento del prestigio internazionale ottenuto, mentre la sezione Critics’ Circle del mondo musicale britannico lo ha incluso tra i vincitori dei suoi ‘premi 2018’. E’ stato inoltre selezionato dall’International Piano Magazine come “uno dei 30 pianisti under 30 che domineranno il palcoscenico nei prossimi anni”.

Filarmonica Arturo Toscanini
Robert Treviño, direttore 

PROGRAMMA DI SALA

Filarmonica Arturo Toscanini

La Filarmonica Arturo Toscanini nasce a Parma nel 2002 come prosecuzione della storica Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini. Oggi è considerata tra le più importanti orchestre sinfoniche italiane. Ispirata ai valori di Arturo Toscanini – rigore, talento, estro e impegno – l’attività dell’orchestra si caratterizza per una continua ricerca di qualità, dal repertorio classico al contemporaneo, dagli ensemble cameristici al grande sinfonismo. Enrico Onofri è stato Direttore Principale (2020-2024), succedendo ad Alpesh Chauhan (2017-2020); prima di loro, rispettivamente, Kazushi Ono (2012-2015), Francesco Lanzillotta (2015-2017) e Kristjan Jarvi (2021-2023) hanno ricoperto la carica di Direttore Ospite Principale. Omer Meir Wellber, uno tra i direttori più legati alla Filarmonica, è stato Direttore Musicale del Festival Toscanini, il progetto musicale incentrato sulla figura e sull’eredità storico-artistica di Arturo Toscanini, nelle edizioni 2022 e 2023. Nella sua storia la Filarmonica Arturo Toscanini si è esibita sotto la guida di alcuni dei maggiori interpreti che hanno segnato la storia della direzione d’orchestra, quali Lorin Maazel, Zubin Mehta, Georges Prêtre, Mstislav Rostropovich, Gianandrea Gavazzeni, Charles Dutoit, Yuri Temirkanov e Jeffrey Tate, e dei più importanti direttori del panorama internazionale, quali Fabio Luisi, Vladimir Jurowski, James Conlon, Juraj Valčuha, Trevor Pinnock, Roberto Abbado, Tugan Sokhiev, Rinaldo Alessandrini, Christophe Rousset, Fabio Biondi, Wayne Marshall e Tan Dun.

Oggi viene abitualmente diretta da alcuni dei più apprezzati direttori delle ultime generazioni e dai giovani più promettenti della scuola direttoriale italiana: Michele Mariotti, Daniele Rustioni, Antonino Fogliani e Riccardo Frizza, Michele Spotti, Alessandro Bonato e Diego Ceretta. Numerose sono state le collaborazioni con prestigiosi solisti, tra i quali Mischa Maisky, Ivo Pogorelich, Viktoria Mullova, Gil Shaham, Steven Isserlis, Ton Koopman, Krystian Zimerman, Ian Bostridge, Mario Brunello, Salvatore Accardo, Placido Domingo, Juan Diego Flórez, Natalia Gutman, Ray Chen, Stefano Bollani, Carolin Widmann, Valeriy Sokolov, Pablo Ferrandez, Jean-Yves Thibaudet, Nicola Benedetti e Maxim Vengerov. La Filarmonica Arturo Toscanini è stata acclamata da pubblico e critica nelle maggiori sale da concerto di tutto il mondo in città quali Washington, New York, Parigi, Madrid, Barcellona, Amburgo, Mosca, Bucarest, Varsavia, Gerusalemme, Tel Aviv, Tokyo e Pechino. L’attività internazionale, ripartita da Algeri nel 2022, ha visto la Filarmonica protagonista a Dresda, unica orchestra italiana nel cartellone 2023 del Dresdner Musikfestspiele, uno tra i più prestigiosi festival europei. Si esibisce regolarmente a Parma nell’Auditorium Paganini progettato da Renzo Piano ed è protagonista delle Stagioni liriche e sinfoniche dei Teatri di tradizione della Regione Emilia-Romagna e di un significativo programma concertistico in tutto il territorio regionale. Dal 2012 la Filarmonica Toscanini è partner del Festival Verdi di Parma, un sodalizio artistico nel nome di due illustri musicisti parmigiani, Verdi e Toscanini.

Robert Treviño

Il direttore d’orchestra messicano-americano Robert Treviño è rapidamente emerso come uno dei più entusiasmanti maestri della giovane generazione che si esibisce oggi. È direttore musicale dell’Orchestra Nazionale Basca e direttore ospite principale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI.
Nella stagione 2023/24 Robert Treviño guiderà l’Orchestra Nazionale Basca a Salisburgo, farà il suo debutto all’Opera di Zurigo e alla Fenice, e ci saranno graditi ritorni a collaboratori abituali come la Dresdner Philharmonie, la Sinfonieorchester Basel, la SWR Sinfonieorchester Stuttgart, la NDR Hannover, la Gürzenich Orchester Köln e l’Orchestre National du Capitole de Toulouse.
Tra le altre orchestre dirette da Robert Treviño figurano la London Symphony Orchestra, la London Philharmonic, la Royal Philharmonic, la CBSO, i Münchner Philharmoniker, la Rundfunk-Sinfonieorchester di Berlino, la Gewandhausorchester di Lipsia, la MDR-Sinfonieorchester di Lipsia, i Bamberger Symphoniker, i Wiener Symphoniker, la Tonhalle-Orchester di Zurigo, l’Orchestre de Paris, la Filarmonica della Scala e la Filarmonica di Helsinki. Ha inoltre diretto un’ampia varietà di orchestre in Nord America, tra cui le orchestre sinfoniche di Cleveland, Baltimora, San Francisco, Cincinnati, Utah, Toronto e Detroit, nonché la Washington National Opera e l’Interlochen Festival. In altri paesi ha diretto importanti ensemble come la Sinfonica di San Paolo, la NHK Symphony, la Filarmonica di Tokyo, la Filarmonica di Osaka, la Filarmonica della Cina, l’Orchestra Nazionale Russa e la Filarmonica di San Pietroburgo. Ha diretto orchestre in molti importanti festival, tra cui il Mahler Festival di Lipsia, il Milano Mahler Festival, il Festival Enescu e il Festival Puccini.
Il suo contratto di registrazione con Ondine ha prodotto un ciclo completo delle sinfonie di Beethoven, molto apprezzato, due album di Ravel, un album di Rautavaara e “Americascapes”, una rassegna molto apprezzata di capolavori americani poco conosciuti, che ha vinto il premio “Best Recording of 2021” di Presto Music ed è stato selezionato per un Gramophone Award. Un ciclo di sinfonie di Bruch con i Bamberger Symphoniker è stato pubblicato dalla CPO, con recensioni universalmente positive. Recentemente, nel 2023, è stata pubblicata la sua nuova registrazione “Respighi – Trilogia romana” con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, con ottime recensioni. Nel complesso, le registrazioni di Robert Treviño hanno ottenuto più di 15 riconoscimenti da autorevoli riviste di tutto il mondo.

Treviño è salito alla ribalta internazionale al Teatro Bolshoi nel dicembre 2013, dirigendo una nuova produzione del Don Carlo di Verdi con poco preavviso. La stampa russa ha scritto: “Non c’era stato un successo americano di questa portata a Mosca dai tempi di Van Cliburn”. Successivamente è stato nominato per il premio Golden Mask come “Miglior direttore d’orchestra in una nuova produzione”.

Robert Treviño ha commissionato, eseguito in prima assoluta e lavorato a stretto contatto con molti importanti compositori, tra cui John Adams, Philip Glass, Sofia Gubaidulina, George Walker, Jennifer Higdon, Andre Previn, Augusta Read Thomas, Shulamit Ran, Ramon Lazkano e John Zorn.

Quartetto Chaos

Quartetto Chaos

Fondato nel 2019 sui principi del caos nelle arti, nella scienza e nella filosofia, il Chaos String Quartet combina una cultura d’insieme molto raffinata e una vitalità ardente con la passione per l’esplorazione di approcci sperimentali e improvvisativi. Con la loro affinità nell’abbracciare l’imprevedibilità e l’assunzione di rischi, i membri dell’ensemble apportano un dinamismo e una vibrazione unici al loro modo di suonare, caratterizzato da un intero universo di suoni.
Recentemente selezionato come BBC Radio 3 New Generation Artist 2023-2025, il Chaos String Quartet si sta rapidamente affermando sulla scena musicale internazionale. Il Quartetto è stato premiato nei più prestigiosi concorsi internazionali, come ARD (2022), Bordeaux (2022), Haydn (2023) e Bad Tölz (2023). Altri successi includono la vittoria del secondo premio al Concorso mondiale Bartók di Budapest del 2021 e del Premio V. E. Rimbotti in Italia.
Il Quartetto d’archi Chaos è stato invitato a festival musicali come il Festival SWR di Schwetzingen, lo Schwarzwald Musikfestival, il Mozartfest di Würzburg, Les Musicales de Normandie, il Festival di Davos, il Ravenna Festival, il Festival del Quartetto Firenze, Lockenhaus, il Gent Festival van Vlaanderen, il Festival Academy Budapest e l’Heidelberger Streichquartettfest, tra gli altri. Nel 2023, l’ensemble ha debuttato al Musikverein di Vienna e alla Elbphilharmonie di Amburgo.

Seguito dal Prof. Johannes Meissl a Vienna attraverso il programma ECMAster, il quartetto ha inoltre completato un corso post-laurea presso la Scuola di Musica di Fiesole con il Cuarteto Casals. L’ensemble ha ricevuto altri importanti impulsi musicali da artisti come Eberhard Feltz, Patrick Jüdt, Rainer Schmidt, Hatto Beyerle, András Keller e Oliver Wille. Il gruppo ha lavorato con artisti come Nicolas Baldeyrou, Alexander Ullman, Giampaolo Bandini, Avri Levitan, Hyung-ki Joo e Christoph Zimper. Inoltre, il Quartetto ha avuto l’opportunità di lavorare con il compositore Helmut Lachenmann per il suo secondo quartetto, “Reigen seliger Geister”. Il quartetto è membro dell’Associazione di Musica da Camera “Le Dimore del Quartetto” ed è stato selezionato per il programma promozionale “New Austrian Sound of Music”. Susanne Schäffer suona un violino di Carlo Giuseppe Testore (1710 circa), gentilmente prestato dal MERITO String Instruments Trust e Bas Jongen suona un violoncello di Hendrick Jacobs (Amsterdam, 1696), gentilmente prestatogli dalla Dutch Musical Instruments Foundation (NMF).

 

 

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