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I Teatri di Reggio Emilia

I Teatri di Reggio Emilia

Fondazione I Teatri Reggio Emilia

Biglietteria (si apre in una nuova finestra)

Bambu

“Oghenekevwe's existence. The beginning of her two tales”, opera di Michelle Okpare

Bambu
danza e teatro contemporanei dal continente africano 

Diana Odhiambo (Kenya), Linda Sarki Johnson (Nigeria), Stéphanie Mwamba (Congo)

  • Descrizione
  • Bio
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  • Crediti

Sabato 24 Ottobre – ore 17:00

Sala Verdi

Festival Aperto

Durata (spettacoli + incontro col pubblico): 1 h e 30m circa

“Spostare il centro del mondo”: è da questo invito di Ngũgĩ wa Thiong’o, scrittore keniota scomparso nel maggio 2025, che prende forma BAMBU. Tre voci della scena coreografica africana in una sola serata, senza filtri esotizzanti.

Descrizione

Ideato da Roberto Castello per ALDES, BAMBU non è un cartellone tematico ma un dispositivo di relazione: una rete di operatori africani propone una rosa di lavori, da cui una rete di programmatori italiani seleziona quelli che faranno tournée nel nostro paese. È il rovesciamento di un modello — quello in cui l’Europa decide cosa portare dall’Africa, e di che Africa parlare. Castello lo definisce un dialogo “paritario e non predatorio”. 

La serata accosta tre assoli firmati da tre coreografe: Thin Line di Diana Odhiambo (Kenya), Mahaka di Linda Sarki Johnson (Nigeria) e Kizazi di Stéphanie Mwamba, nata a Goma nella Repubblica Democratica del Congo e formatasi tra l’École des Sables in Senegal e la propria compagnia Ochula. Kizazi — in swahili, utero — è il suo primo assolo: una riflessione sul significato di crescere donna nell’est del Congo, in una regione dove il corpo femminile è da oltre quindici anni territorio occupato. Tra improvvisazione e scrittura coreografica, Mwamba riprende la sovranità sul proprio corpo e ne fa atto politico. 

Al termine, le artiste si fermano in sala per un incontro con il pubblico. 

Bio

Linda Sarki Johnson

Linda Sarki Johnson (1998) conosciuta con il nome d’arte Eskapee, è una danzatrice e performer nigeriana originaria di Jos, nello Stato del Plateau nota per la sua versatilità, la forte presenza scenica, la profondità emotiva e la capacità di adattarsi a diversi ambienti creativi, creando performance autentiche e innovative benché profondamente radicate nella cultura africana. Si è diplomata alla QSchool, uno dei dipartimento del Qdance Center, straordinario progetto culturale nato nel 2014 nel centro di Lagos per la formazione di danzatori, musicisti, artisti mediali e organizzatori. Linda è attualmente danzatrice della QDance Company. Linda è inoltre molto impegnata nella formazione delle nuove generazioni e ha fondato la Eskapee Kiddies Dance Academy a Jos, dove insegna ai bambini non solo tecniche di danza, ma anche valori essenziali come la disciplina, la fiducia in se stessi. 

Stéphanie Mwamba

Stéphanie Mwamba (1997) è una coreografa, performer, attrice e giornalista nata a Goma nella Repubblica Democratica del Congo. Dopo essersi formata in danza contemporanea e tradizionale al Foyer Culturel de Goma, ha lavorato come solista con la sua compagnia Ochula Cie. Come performer, ha partecipato alla ripresa de “La sagra della primavera” di Pina Bausch. Nel 2019 ha fondato l’Ochula Center, uno spazio dedicato alla formazione, alla ricerca e all’insegnamento della danza tradizionale e contemporanea, situato a Minova, nella Repubblica Democratica del Congo. Il centro promuove gli scambi artistici e ospita residenze, contribuendo allo sviluppo della scena coreografica locale. La sua infanzia è stata segnata dalla disgregazione del Paese a causa di numerose ribellioni che l’hanno separata dalle sue radici nel Kasai, nel Congo centrale. La danza e l’identità culturale sono diventate il legame originario che la collega alle sue radici perdute e i pilastri del suo approccio artistico che affonda le sue radici nelle danze tradizionali, che lei fonde con le tecniche della danza contemporanea. 

Diana Odhiambo

Diana Odhiambo (1993) vive a Kisumu, in Kenya e collabora regolarmente a progetti interdisciplinari panafricani. Nel 2024 si è diplomata in danza contemporanea africana presso l’École des Sables, in Senegal, approfondendo il suo linguaggio coreografico e la sua visione artistica. Attraverso Thin Line, rivendica la visibilità e il potere delle voci femminili africane nella danza e nella società. 

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
24/10/2026 17:00 da € 10,00 Acquista

Crediti

ideazione Roberto Castello  

Thin Line

Coreografia e danza Diana Odhiambo

voce fuori campo Eliane Umuhire (Ruanda/Francia)

testo Wesley Ruzibiza (Ruanda)

musica Randolph Mathews (Regno Unito)

drammaturgia Wesley Ruzibiza (Ruanda)

Mahaka

Progetto, coreografia e interpretazione Linda Johnson Sarki

disegno luci John Pio Edozie

musica Gx Banton, Igben Vessy

costumi Linda Johnson Sarki

produzione The Q Dance Company

Kizazi

Coreografia, regia e interpretazione Stéphanie Mwamba

occhio esterno Abdoulaye Trésor Konate, Nadia Beugré, Virginie Dupray

musica Skill Sawasawa

produzione Cie Ochula, Libr’Arts / Virginie Dupray, assistita da Noura Soumahoro; con il sostegno di École des Sables – Toubab Dialaw; Amizero Company – Kigali; Ambasciata di Francia in Costa d’Avorio; Institut français de Côte d’Ivoire

Partner

Fondatori

Con il sostegno di

Ludus Gravis

Ludus Gravis
Cerchi concentrici 


Disegni dal vivo Stefano Ricci

  • Descrizione
  • Bio
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  • Crediti

Venerdì 23 Ottobre – ore 20:30

Teatro Cavallerizza

Festival Aperto

Cerchi Concentrici è un atto dal vivo, una caduta libera nel suono e nel disegno, intimamente e segretamente connessi.

Programma

John Cage, Dream (1948) 
Oscar Bianchi, Nuova composizione (titolo in def., 2026) 
Simon Steen-Andersen, Study for string instrument #1 (2011) 
Louis Andriessen, Workers Union (1975) 
Daniele Roccato, Resurrezione (2012-19) 

Descrizione

Indagini disegnate e partiture musicali dialogano nell’architettura del qui e ora.  Cerchi Concentrici è un atto dal vivo, una caduta libera nel suono e nel disegno, intimamente e segretamente connessi. Il percorso musicale che ne attraversa organicamente la durata muove da composizioni scritte appositamente per Ludus Gravis, fino a elaborare partiture pensate per un organico libero. 
I disegni dal vivo di Stefano Ricci, generati dalla musica, si nutrono di una indagine fotografica compiuta nelle ore che precedono l’atto dal vivo, nei luoghi fisici, architettonici e nelle forme di esistenza che è possibile incontrare al di fuori dello spazio nel quale il concerto disegnato prenderà vita.  Allo stesso modo verranno registrati i suoni del tessuto urbano che, nella restituzione dal vivo, abiteranno in modo clandestino gli spazi sonori interstiziali.  L’equilibrio tra spartito, interpretazione musicale ed esplorazione sonora, fra materiale fotografico documentario e improvvisazione nel disegno, costituiscono la possibilità di questo esperimento creativo, nel quale scrittura compositiva e improvvisazione dialogano in maniera viva, irregolare e libera. 

Libera da cosa? Siamo liberi di stare nel tempo del quale la musica e il disegno hanno bisogno. Studio, pratica, necessità, piacere. La libertà di attraversare una crisi invece di nasconderla, con tutto il tempo che occorre per lasciarla alle spalle, senza dimenticarla. E la libertà di edificare architetture utopiche, come fanno quelle termiti che gli entomologi chiamano architetti. Quando sono libere dalla manutenzione del termitaio, si spostano sulla cima dell’edificio e costruiscono torri e pinnacoli meravigliosi, così alti che a volte improvvisamente collassano. 

Bio

LUDUS GRAVIS 

Ludus Gravis è un ensemble di contrabbassi dedicato alla musica nuova e contemporanea, nonché alla rivisitazione della musica antica. È nato dall’incontro tra Stefano Scodanibbio e Daniele Roccato e ha debuttato all’Auditorio Nacional di Madrid nel marzo 2010.
È spesso coinvolto in progetti che possono includere live electronics, teatro, letteratura, danza e cinema, oltre a forme aperte e improvvisazione. L’ensemble si esibisce anche con accompagnamento orchestrale.
Il numero dei membri è solitamente otto, ma varia da quattro a dodici a seconda del programma.
Ludus Gravis ha registrato per ECM e WERGO e ha realizzato registrazioni per la trasmissione su Rai RadioTre e Sky ARTE.
Ha lavorato a stretto contatto con Gavin Bryars, Julio Estrada, Sofia Gubaidulina, Hans Werner Henze, Terry Riley e collabora con lo scrittore, drammaturgo e attore Vitaliano Trevisan.
L’ensemble ha partecipato a festival internazionali quali La Biennale di Venezia, il Ravenna Festival (Ravenna – Italia), Musica D’Hoy (Madrid), la Rassegna di Nuova Musica (Macerata – Italia), I Concerti del Quirinale di RadioTre (Roma), AngelicA (Bologna – Italia), la Società Aquilana dei Concerti “B. Barattelli” (L’Aquila – Italia), Associazione Alessandro Scarlatti (Napoli – Italia), Festival Màntica (Cesena – Italia), Imago Dei (Krems – Vienna), Music of Changes (Klaipeda – Lituania), Gaida (Vilnius – Lituania), I Cantieri dell’Immaginario (L’Aquila – Italia), Unicum (Lubiana – Slovenia), Borealis (Bergen – Norvegia), Vinterfestuka (Narvik – Norvegia), Ad Lucem Introvert Art Festival (Riga – Lettonia), Suså Festival (Naestved – Danimarca), Lux Aeterna (Amburgo – Germania), VI Ciclo de Conciertos de Música Contemporánea (Bilbao – Spagna), Fundación BBVA (Madrid).

STEFANO RICCI

Disegnatore di fama internazionale, sin dagli esordi dialoga con i linguaggi di teatro, danza, cinema, musica e arti grafiche.
Attivo dalla metà degli anni Ottanta, ha collaborato con numerose riviste e testate italiane e internazionali, tra cui Frigidaire, Linus, Esquire, La Repubblica, Libération
I suoi lavori sono stati esposti in mostre personali e collettive in Russia, Giappone, Corea, Europa e Italia.
E’ fondatore di SQUADRO – Stamperia e Galleria d’arte a Bologna; della rivista MANO fumetti scritti disegni (selezione ADI, Design Index 2000 e per il Premio Compasso d’Oro 2001) con Giovanna Anceschi; della casa editrice SIGARETTEN (2021). Tra i suoi ultimi libri si ricordano Mia madre si chiama Loredana (Quodlibet ‘16); Bartleby le scribe, disegni per il racconto di H.Melville (Futuropolis-Gallimard ‘21, Hunan Literature & Art Publishing House, Cina ‘25); LI HO VISTI (Cineteca di Bologna, 2025); Avvistamenti (Sigaretten, 2025).  Premio Lo Straniero 2011, promosso dalla rivista diretta da Goffredo Fofi, in Teatro ha collaborato con Leo de Berardinis, Raffaella Giordano, Abbondanza Bertoni, ERT-Fondazione, Teatro delle Albe. Le sue performance di disegno e musica dal vivo si distinguono per la capacità di far emergere, improvvisando, un gioco di rimandi tra il foglio e lo strumento. Ha diviso la scena con musicisti quali Vincenzo Vasi, Stefano Pilia, Hitoshi Kojo, Felix Kubin, Dan Kinzelman. Per Vinicio Capossela ha animato il brano “La crociata dei bambini” (2023). Dopo Udine, Amburgo, Angoulême, oggi insegna all’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
23/10/2026 20:30 da € 10,00 Acquista

Crediti

Daniele Roccato, Giacomo Piermatti, Rocco Castellani, Yvonne Scarpellini contrabbassi 

Stefano Ricci disegni dal vivo 

Partner

Fondatori

Con il sostegno di

Compagnia Daniele Ninarello 

Compagnia Daniele Ninarello 
Rise

  • Descrizione
  • Bio
  • Acquista
  • Crediti

Sabato 17 Ottobre – ore 20:30

Teatro Cavallerizza

Festival Aperto

Durata: 50’ circa 

Tornare a sentirsi parte di qualcosa: è un bisogno che attraversa questo tempo dilatato dell’io, sotterraneo ma insistente. RISE di Daniele Ninarello gli dà corpo — letteralmente — costruendo una coreografia in cui l’altro non è ostacolo né specchio, ma materia che attraversa e trasforma. 

Descrizione

La nuova creazione parte da una constatazione semplice e scomoda: facciamo fatica a percepirci dentro un corpo più ampio, eppure quel bisogno resta. Ninarello lo prende sul serio e sceglie una direzione controcorrente rispetto a molte poetiche contemporanee: invece di mettere l’io contro la collettività, ne indaga il legame, cercando ciò che può nascere quando la diversità dell’altro non viene tenuta a distanza ma lasciata passare. Sul piano scenico questo si traduce in un dispositivo coreografico costruito su pochi gesti elementari — il cullare, la spinta, lo slancio — che diventano grammatica condivisa. I corpi si accordano come strumenti in una partitura aperta, dove ogni movimento è insieme proposta e risposta. La danza procede per onde, si propaga, si modula sulla musicalità ritmica degli interpreti, e dal loro respiro comune emerge qualcosa di non previsto: una presenza corale, una voce al plurale.  A sostenere e insieme a spingere oltre questo movimento c’è il paesaggio sonoro live di Dan Kinzelman, che dialoga con i danzatori senza accompagnarli, costruendo con loro un terreno mobile. Più che uno spettacolo sulla comunità, RISE è un esercizio pratico di coesistenza: un noi che vibra, tiene insieme le differenze e celebra ciò che la relazione, ancora, è capace di generare. 

Bio

Daniele Ninarello  

Formatosi alla Dance Academy, è stato interprete per svariati coreografi di rilievo internazionale tra cui Bruno Listopad, Barbara Altissimo, Meekers Uitgesprokendans, Virgilio Sieni, Sidi Larbi Cherkaoui. Ha danzato al fianco di musicisti e compositori tra cui Kai Gleusteen, Ezio Bosso, Dan Kinzelman, Francesco Romano, Xenia Ensemble, Adriano De Micco. Con la cantautrice Cristina Donà ha dato vita nel 2021 a un progetto interdisciplinare Perpendicolare che intreccia musica, canto e danza, presentato in molti festival e teatri Italiani. 
E’ stato artista associato del Centro di Residenza per la Danza – Lavanderia a Vapore di Collegno nel triennio 2018-2020 
Tra le produzioni si ricordano Rock Rose Wow (2013), vincitrice di Movin’Up, Bando Teatri del Tempo Presente; KUDOKU, che debutta al Festival internazionale di danza contemporanea della Biennale Danza di Venezia 10, selezionato per AEROWAVES TWENTY17 e NID Platform 2017 e per il Rencontres Choreographiques – Seine Saint Denis; Pastorale, progetto di creazione selezionato per l’azione Residance XL della Rete Anticorpi, presentato al Théatre de la Ville di Parigi nel 2024, Healing Together (2024), RISE (2015) in coproduzione con progetto RING.  
Per il triennio 2025-27 è artista associato di Gender Bender, Bologna, Italia. 
Dal 2024 affianca Franca Ferrari nei progetti Erbacce e Incubatore del CIDM di Milano, ed è co-direttore artistico del festival Più che danza. In qualità di coreografo, Ninarello è stato invitato a creare, tra gli altri, per la compagnia EgriBianco Danza diretta da Raphael Bianco; per la MM Contemporary Dance Company di Reggio Emilia, diretta da Michele Merola; per gli studenti del terzo anno di Modern Dance Theatre della University of the Arts di Amsterdam; per il progetto europeo Performing Gender Dancing in your shoes su invito di Gender Bender, Bologna; per il Teatro Sperimentale di Tirana, in collaborazione con l’IIC di Tirana, da What You See Festival di Utrecht. 
Con l’Associazione CodedUomo, fondata nel 2013, ha dato vita, oltre che alle proprie produzioni, a progetti di formazione orientati a professionisti, dilettanti, comunità territoriali, giovani, adolescenti. 

Dan Kinzelman

Nato e cresciuto negli Stati Uniti, dal 2005 vive stabilmente in Italia. È salito rapidamente alla ribalta della scena italiana come membro della band del leggendario Enrico Rava, dove ha lavorato come solista, arrangiatore e direttore musicale. Negli ultimi anni, la sua attenzione si è spostata su collaborazioni a lungo termine con talenti emergenti della sua stessa generazione come Giovanni Guidi, Simone Graziano e William Tatge, e soprattutto con il trio collettivo Hobby Horse e la sua versione estesa, Ghost Horse. 
Il suo lavoro è caratterizzato da una vena fortemente irriverente, che mescola una profonda conoscenza della storia del jazz con una propensione al rischio e all’esplorazione sonora. I suoi progetti, difficili da classificare, spesso combinano linguaggi musicali selvaggiamente distanti in qualcosa di inquietante ma allo stesso tempo seducente, la cui coerenza estetica deriva paradossalmente dagli estremi contrasti tra gli elementi in gioco. Oggi è una figura centrale nella scena musicale creativa italiana, sia come bandleader che come solista.  Si è esibito in molti dei più importanti festival e club musicali in Europa e negli Stati Uniti, tra cui Umbria Jazz (Italia), Treibhaus (Austria), Ausland (Germania), Novi Sad Jazz Festival (Serbia), Jazz in Bess (Svizzera), Skylark Chicago (USA), Juttutupa (Finlandia), per citarne alcuni. 

Elena Giannotti  

E’ stata la principale interprete e collaboratrice per la coreografa britannica Rosemary Butcher per più di 10 anni. Nel 2002 inizia il percorso come coreografa. Trasferitasi in Irlanda, il suo lavoro viene sostenuto dall’Arts Council Ireland per 8 anni fino al suo rientro in Italia e sue creazioni sono state presentate in Irlanda, Inghilterra, Messico, Italia, Stati Uniti, Slovacchia, Germania, Rep. Ceca e Giappone. Dal 2014 al 2017 collabora come co-autrice con gli artisti Ioannis Mandafounis, Bruce Myers e Roberta Mosca, con 2 creazioni al Teatro ADC Ginevra. Ha insegnato in varie università e centri europei per la danza e coreografia come Laban Londra, TanzQuartier Vienna, Freie University Berlin, University of Limerick Irlanda, University of the Arts Berlin, Centre National de la Danse Angers tra gli altri. Co-direttrice del festival Racconti di Altre Danze dal 2017 insieme a Chelo Zoppi. Attualmente collabora come consulente e assistente alla coreografia per gli artisti Alessandro Sciarroni, Daniele Ninarello e Sara Sguotti. È Host per Il Social Dreaming, Operatore Tuina ed esperta in Medicina Tradizionale Cinese. Dal 2019 dirige la sua azienda agricola in Toscana.  

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
17/10/2026 20:30 da € 15,00 Acquista

Riduzioni

Iscritti Unimore > 50%

Under 30 > 30%

Amici dei Teatri > 20%

Over 65 > 15%

Altre riduzioni

Crediti

Concept e coreografia Daniele Ninarello 
danza Marina Bertone, Vera Borghini, Erica Bravini, Nicola Simone Cisternino, Pietro C. Milani, con i partecipanti al laboratorio Parade 
musiche originali composte ed eseguite da Dan Kinzelman 
assistente alla creazione Elena Giannotti 
scena e disegno luci Marco Santambrogio 
tecnica Lucia Ferrero 

Produzione CODEDUOMO ETS in coproduzione con RING (Festival Aperto / Fondazione I Teatri Reggio Emilia – Bolzano Danza – FOG Triennale Milano – Torinodanza Festival / Teatro Stabile di Torino) e IRA Institute; con il supporto di Primavera dei Teatri; MAB; K3 Hamburg e IIC di Amburgo in collaborazione con NID Platform; Grand Studio di Bruxelles; Residenze coreografiche Lavanderia a Vapore / Fondazione Piemonte dal Vivo; con il sostegno di MiC. 

Partner

Fondatori

Con il sostegno di

Agnese Toniutti

Agnese Toniutti
pianoforte, pianoforte preparato, string piano, toy piano 
Open Cage 

PianIstmi

  • Descrizione
  • Bio
  • Acquista
  • Crediti

Sabato 17 Ottobre – ore 18:00

Sala Verdi

Festival Aperto

Trovo che preparare il pianoforte sia affascinante come camminare sulla spiaggia raccogliendo conchiglie. 
Credo ci sia una linea di confine tra il comprendere e il fare esperienza e molti pensano che l’arte abbia a che fare con la comprensione, ma non è così. L’arte ha a che fare con l’esperienza. 

John Cage 

Programma

Open Cage 

John Cage
Suite for Toy Piano (1948) 
Sonatas and Interludes for prepared piano (selezione) (1946-48) 

Tan Dun, C-A-G-E Fingering for piano (1993) 

John Cage, In a Landscape (1948) 

Descrizione

“Il compositore John Cage – un “inventore di genio” secondo il suo maestro, Arnold Schoenberg – è al centro di questo concerto in cui il suono del pianoforte attraversa diversi stadi di metamorfosi, tutti rigorosamente acustici.  
Negli anni Quaranta del Novecento Cage si accosta in modo nuovo a uno strumento divenuto simbolo della musica colta degli ultimi due secoli e inventa il pianoforte preparato, per cui scriverà l’opus magnum delle Sonate e Interludi. 
Un programma in cui trovano spazio leggerezza, curiosità e meraviglia, un invito ad accogliere suoni imprevisti dalle sfumature multicolori.” (A.T.) 

Agnese Toniutti incide l’integrale delle Sonatas and Interludes for prepared piano nel 2023 per l’etichetta americana Neuma Records. Salutate dalla critica come “un risultato sonoro unico” di un’”interprete modello di Cage” “chiaramente radicata nella tradizione da lui avviata”, sono il risultato di una lunga frequentazione come pianista e come studiosa del repertorio cageano e dell’ampia corrente di sperimentatori che hanno cambiato il modo di guardare al pianoforte. 

________ 

PianIstmi 

Istmo – 1. […] lingua di terra relativamente stretta che unisce due ampi territori […] (Treccani online). 

Non uno ma molti sono i pianismi contemporanei, diversificati per repertori, approcci, tecniche, retroterra storici, geografici e culturali. Essi sono tuttavia collegati da lingue di terra – da lingue di senso – ampie o sottili, lunghe o brevi, dirette o tortuose.  
Cage (Toniutti), l’Europa contemporanea (Bertsch), Cuba (Ortiz), l’Improvvisazione (Rebaudengo): quattro territori per molteplici istmi. 

© Enrico Ramerini CGE
© Elia Falaschi

Bio

Agnese Toniutti

Agnese Toniutti si dedica all’esplorazione del repertorio pianistico contemporaneo e del Novecento. Si interessa in particolare al ruolo del suono nella composizione, e al legame complementare tra composizione, scrittura e improvvisazione.
All’attività concertistica ama affiancare un lavoro di ricerca documentale, che affiora in frammenti sonori e
verbali anche nei programmi dei suoi concerti. Tra i compositori più approfonditi vi sono Giacinto Scelsi,
Giancarlo Cardini, John Cage, Lucia Dlugoszewski. Le incursioni nel territorio dell’improvvisazione e della
composizione sono stimolate dallo studio dei movimenti artistici degli anni Settanta. Tra i progetti
discografici: Lento trascolorare, Da Vinci Classics 2020, disco monografico dedicato alle composizioni di
Giancarlo Cardini, Subtle Matters, Neuma Records 2021, un’esplorazione delle possibilità timbriche del
pianoforte attraverso le tecniche estese, con musiche di L.Dlugoszewski, T.Dun, P.Corner, Sonatas and
Interludes for prepared piano di John Cage, Neuma Records 2023, quest’ultimo disco – come il precedente –
tra i dieci Best Bandcamp Contemporary Classical in uscita. Nel 2023 e 2024 il suo contributo ai due volumi
della collezione Fluxus&Neo Fluxus – Stolen Symphony, Sub Rosa, (Stolen Symphony part I e Fluxus&Neo
Fluxus), con brani tra gli altri di Mieko Shiomi, Dick Higgins, Philip Corner, Giancarlo Cardini e La Monte
Young.
Nelle collaborazioni artistiche cerca spesso il dialogo tra repertorio contemporaneo e altre discipline
espressive (recitazione, danza, fotografia, arti visive e videoarte). Nel 2022 compone le musiche per
l’installazione multimediale The moon is full but is not the moon (Lussemburgo, 2022) con gli artisti G.De
Marco, K.Pernar e A.Mircev, nel 2023 partecipa al progetto Ludic Inventions con i compositori e video-artisti C.Riley, K.Dirse, S.Covarrubias (première al festival Sound Scotland, ottobre 2023) e collabora con il festival berlinese MaerzMusik e la Hawkins Dance Company di New York per il progetto biennale dedicato a Lucia Dlugoszewski (edizioni 2023 e 2024). Nel 2025 è invitata alla Library of Congress di Washington DC come solista, camerista e in collaborazione con la Hawkins Dance Company. Si è esibita come solista e camerista in diversi festival internazionali in Italia, Europa e Stati Uniti.

Photo credit: @Laura Battel

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
17/10/2026 18:00 da € 10,00 Acquista

Riduzioni

Quattro concerti (17 e 25/10, 7 e 15/11) 25 euro
(solo in biglietteria)

Crediti

Agnese Toniutti pianoforte, pianoforte preparato, string piano, toy piano 

photo cover page GiorgiaPalmisano/ArchivioConzBerlin

Partner

Fondatori

Con il sostegno di

Equilibrio Dinamico | (La)Horde

Equilibrio Dinamico | (La)Horde
People used to die

  • Descrizione
  • Bio
  • Acquista
  • Crediti

Sabato 10 Ottobre – ore 19:00

Teatro Cavallerizza

Festival Aperto

Una tribù urbana scivola in scena tra hardjump, hakken e jumpstyle: la danza nata nei rave gabber di vent’anni fa diventa, nelle mani di (LA)HORDE, una coreografia colta che interroga il corpo collettivo della Generazione Z.

Descrizione

Equilibrio Dinamico Dance Company porta in scena People used to die, coreografia del collettivo francese (LA)HORDE che la compagnia barese ha acquisito nel 2025 nella versione riallestita per i propri interpreti. La pièce originale, Avant les gens mouraient, è stata creata da (LA)HORDE nel 2014 per l’École de danse contemporaine de Montréal; il rework per Equilibrio Dinamico segna l’ingresso ufficiale di una firma del collettivo francese nel repertorio della compagnia, ed è uno degli appuntamenti con cui Equilibrio Dinamico, fondata a Bari da Roberta Ferrara nel 2011, celebra i propri quindici anni di attività. 
 

Sulla scena, una transenna sullo sfondo, quindici interpreti in tuta o leggings, e i codici della Mainstream Hardcore: hardjump, hakken nato nella scena gabber del Nord Europa di inizio anni Duemila, jumpstyle. Sono linguaggi nati fuori dal teatro, costruiti nei piazzali e nei rave, che (LA)HORDE riconduce a una scrittura coreografica. Le figure tecniche, i cosiddetti tricks, perdono progressivamente la loro funzione originaria e diventano materiale per riflettere sul rapporto tra individuo e massa, sulla trasmissione dei gesti, sulla memoria del corpo. La partitura sonora originale è firmata da Guillaume Rémus. 
 

(LA)HORDE è il collettivo di Marine Brutti, Jonathan Debrouwer e Arthur Harel, alla direzione artistica del CCN Ballet national de Marseille dal 2019 e tra le voci più riconosciute della scena coreografica europea. Il loro lavoro, tra spettacoli, film, installazioni e collaborazioni con artisti come Rone, è stato definito post-internet dance per la capacità di ibridare il vocabolario della danza contemporanea con le pratiche performative nate online e nelle culture giovanili. Nel 2025 ArtReview li ha inseriti fra i cento artisti più influenti al mondo. Equilibrio Dinamico, dal canto suo, si è imposta nel panorama italiano per una linea artistica dichiaratamente europea, costruita sull’acquisizione di lavori firmati da coreografi internazionali e sulla formazione di un ensemble giovane e tecnicamente solido. 

Bio

Equilibrio Dinamico

Equilibrio Dinamico è stata fondata nel 2011 da Roberta Ferrara, attuale direttrice artistica e coreografa residente della compagnia. Al suo fianco opera Vincenzo Losito, direttore generale e responsabile di produzione. Dal 2021 la compagnia è riconosciuta dal Ministero della Cultura, dalla Regione Puglia e dal Comune di Bari come Organismo di Produzione della Danza, riconoscimenti che confermano identità, visione e solidità strutturale.  Fin dall’inizio, Roberta Ferrara ha lavorato per costruire una compagnia di repertorio contemporaneo a vocazione internazionale, coinvolgendo diversi coreografi per la creazione di nuove opere.  Equilibrio Dinamico è stata definita “una voce fuori dal coro, a sottolineare una strategia artistica che si discosta dalle tendenze della giovane danza italiana, con l’obiettivo di creare una compagnia dal forte profilo europeo, capace di favorire sinergie tra artisti”. ( C. Zapparrata, Hystrio 2022 ) Oggi la compagnia abita stabilmente la propria sede operativa nella città di Bari, Sud Italia: uno spazio dal respiro europeo, dotato di tre studi dedicati alla ricerca e alla creazione e un’area studio con biblioteca e videoteca interna. La struttura inoltre, ospita eventi, anteprime, residenze e attività performative: una casa viva e attiva. Un luogo che respira dialogo e internazionalità.
Accanto alla produzione, la compagnia attiva residenze, coproduzioni e commissioni che costruiscono un ecosistema di scambio tra artisti provenienti da paesi, percorsi e sensibilità differenti.Equilibrio Dinamico è stata programmata in festival e teatri in Europa, America e Asia, e ha collaborato con numerosi Istituti Italiani di Cultura — tra cui Città del Messico, New York, Atene, San Paolo, San Francisco, Ankara, Colonia e Zagabria — consolidando un respiro internazionale costante, non episodico. Pur proiettata verso il mondo, la compagnia mantiene un forte radicamento territoriale, sviluppando progetti di audience engagement e mediazione culturale con il circuito di promozione Puglia Culture e reti istituzionali, generando prossimità e dialogo con comunità e cittadini. 

IL REPERTORIO 

Il repertorio presenta composizioni diverse tra loro : soli, duetti, lavori a tre interpreti e creazioni corali con ensemble fino a quindici danzatori, affrontando temi civili, politici e sociali, incarnando tensioni collettive e interrogativi contemporanei. In ogni creazione permane una tensione letteraria e sensoriale, un ascolto vigile verso ciò che accade nel presente: attenzione al corpo collettivo, ai sistemi che modellano potere e fragilità, alle identità che si trasformano nel vivere comune. Le opere della compagnia non cercano mera estetica decorativa, ma posizione. Danzano memoria, vulnerabilità, resistenza e possibilità, trasformando questioni del nostro tempo in gesto vivo e condiviso.  Il corpo viene trattato come archivio, il movimento come discorso, la scena come un luogo di relazione, responsabilità e incontro. Il repertorio include lavori firmati da coreografi e interpreti internazionali quali Jiří Pokorný, Igor Kirov, Bert Uyttenhove, Matthias Kass e Clément Bugnon, Marco Blázquez, Riccardo Buscarini, Aida Vainieri, Brandon Lagaert e il re-staging per la prima volta in Italia di due creazioni a firma della coreografa lussemburghese Jill Crovisier, e il collettivo francese (LA)HORDE. 

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
10/10/2026 19:00 da € 5,00 Acquista

Crediti

Direzione e coreografia Marine Brutti, Jonathan Debrouwer, Arthur Harel, Céline Signoret
musica (partitura originale) Guillaume Rémus 
tutor del rework Céline Signoret 
contributor jumpstyle & hakken Edgar Scassa 
assistente alle prove Silvia Sisto 
direttrice artistica Equilibrio Dinamico Roberta Ferrara 

costumi Andi Walker 
disegno luci Claudio Carulli (originariamente Thomas Godefroid) 

con il sostegno di Ministero della Cultura italiano; Regione Puglia; Comune di Bari; Puglia Culture; Comune di Putignano; Art Garage; Teatro Ristori di Verona. 

Partner

Fondatori

Con il sostegno di

nuvolario #TeatroDaCamera 

nuvolario #TeatroDaCamera 

Filippo Andreatta / OHT,  Louis Andriessen / Melodie 

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Sabato 10 Ottobre – ore 16:00

Sabato 10 Ottobre – ore 17:30

Sabato 10 Ottobre – ore 19:00

Domenica 11 Ottobre – ore 16:00

Domenica 11 Ottobre – ore 17:30

Domenica 11 Ottobre – ore 19:00

Sala Verdi

Festival Aperto

“Una nuvola è visibile solo mentre è in movimento, nel flusso, mentre cambia: è proprio questo che la rende una cosa e che le impedisce, allo stesso tempo, di essere una cosa.” — Sadie Plant 

Descrizione

Avere la testa fra le nuvole è una frase che sospende uno stato emotivo pur definendolo. Spesso, per schiarire un sentimento, la parola viene irretita in metafore evanescenti, immagini nuvolose che afferrano moti interiori. Strindberg era affascinato dalle nuvole del cielo di Stoccolma; per molti anni le ha osservate, annotate e traslate nel suo teatro-da-camera. Un teatro intimo, per spazi piccoli che conteneva l’atmosfera. 
Trasfigurando il paesaggio interiore in paesaggio esteriore, Filippo Andreatta esplora le nuvole come stratagemma per un teatro-da-camera in cui piccole scenografie nuvolose riportano il teatro alla sua evanescenza. Un luogo intimo in cui la distanza rappresentativa brucia in miniature scenografiche, celestiali e musicali. 
Attingendo a una moltitudine di tradizioni – dal modernismo al jazz, dalla minimalismo alla musica classica – Louis Andriessen (1939- 2021) ha esplorato nuove frontiere musicali. In Melodie, i due strumenti suonano lentamente e dolcemente figure simili nella vana ricerca dell’unisono perfetto. Qui risiede il segreto e la bellezza del lavoro: non il successo, ma il quasi successo è il massimo raggiungibile. 

Bio

Office for a Human Theatre [OHT]

Office for a Human Theatre [OHT] è lo studio di ricerca fondato da Filippo Andreatta, il cui lavoro si occupa di paesaggio e di politica personale sottilmente affrontata nello spazio pubblico e privato.  OHT scardina la gerarchia della visione e dell’ascolto realizzando spettacoli, performance e installazioni in contesti urbani e non; ha raggiunto i ghiacci del 79° parallelo nord per leggere Frankenstein attorno a un fuoco, portato in scena il campanile di Curon/Graun; ha creato Little Fun Palace una roulotte parassitaria che ha viaggiato in due continenti e dato vita alla Nomadic School: una scuola sul rapporto fra arti performative e paesaggio che si muove fra montagne, paludi e altre aree rurali contaminando l’arte con le scienze naturali e sociali.

Louis Andriessen

Louis Andriessen (Utrecht, 1939 – Weesp, 2021) è stato uno dei più importanti e influenti compositori europei del secondo Novecento e dell’inizio del XXI secolo. Figura centrale della musica contemporanea olandese, ha sviluppato un linguaggio personale e riconoscibile, capace di fondere minimalismo, jazz, avanguardia, pulsazione ritmica e teatro musicale. Formatosi al Conservatorio Reale dell’Aia e successivamente con Luciano Berio a Milano e Berlino, Andriessen è stato anche un protagonista della vita culturale e politica musicale dei Paesi Bassi, contribuendo alla nascita di ensemble innovativi come De Volharding e Hoketus. Le sue opere spesso intrecciano musica, filosofia, letteratura e impegno civile, con una forte attenzione alla dimensione collettiva del suono. Tra i suoi lavori più celebri figurano De Staat (1976), ispirato alla Repubblica di Platone, Workers Union, De Materie, Writing to Vermeer e l’opera La Commedia, premiata con il Grawemeyer Award nel 2011. Come docente al Conservatorio Reale dell’Aia ha formato generazioni di compositori, esercitando un’influenza decisiva sulla musica contemporanea internazionale.

Biglietti

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10/10/2026 16:00 da € 5,00 Acquista
10/10/2026 17:30 da € 5,00 Acquista
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11/10/2026 19:00 da € 5,00 Acquista

Crediti

Louis Andriessen, Melodie per flauto dolce e pianoforte (1974) 

Verena Barié flauto dolce – Bruna Di Virgilio pianoforte 
regìa, scena e scrittura Filippo Andreatta 
modellino e miniature Nadezhda Simeonova 
cura tecnica Cosimo Ferrigolo
collaborazione al modellino Luca Molinari 
ricerca drammaturgica Veronica Franchi 
creative producer Kseniia Prokofeva
Yún (云) animale guida 

produzione Office for a Human Theatre – in coproduzione con Festival Aperto / Fondazione I Teatri Reggio Emilia, La Contrada Teatro Stabile di Trieste 
residenze Saari Residence; Kone Foundation (FI), Villa Manin; La Contrada Trieste, Socìetas; Teatro Comandini Cesena, Scuola Piccole Zattere Venezia, Teatro alla Cartiera Rovereto – con il supporto di MiC, Fondazione Caritro, Provincia Autonoma di Trento, Comune di Rovereto, e di Socìetas all’interno del Progetto MIC/RE-R “Residenze per Artisti nei Territori 2025-27”

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