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I Teatri di Reggio Emilia

I Teatri di Reggio Emilia

Fondazione I Teatri Reggio Emilia

Biglietteria (si apre in una nuova finestra)

Filarmonica della Scala
Michele Mariotti, direttore
Federico Colli, pianoforte

PROGRAMMA DI SALA

Filarmonica della Scala

La Filarmonica della Scala viene fondata dai musicisti scaligeri con Claudio Abbado nel 1982. Carlo Maria Giulini guida le prime tournée internazionali; Riccardo Muti, Direttore Principale dal 1987 al 2005, ne promuove la crescita artistica e ne fa un’ospite costante nelle più prestigiose sale da concerto internazionali. Da allora l’orchestra ha instaurato rapporti di collaborazione con i maggiori direttori tra i quali Leonard Bernstein, Giuseppe Sinopoli, Seiji Ozawa, Zubin Mehta, Esa-Pekka Salonen, Riccardo Chailly, Yuri Temirkanov, Daniele Gatti, Fabio Luisi, Gustavo Dudamel. Profonda è la collaborazione con Myung-Whun Chung e Daniel Harding. Daniel Barenboim, Direttore Musicale del Teatro dal 2006 al 2015, e Valery Gergiev, sono membri onorari, così come lo sono stati Georges Prêtre, Lorin Maazel, Wolfgang Sawallisch. Nel 2015 Riccardo Chailly ha assunto la carica di Direttore Principale contribuendo ulteriormente alla reputazione internazionale dell’orchestra. La Filarmonica realizza la propria stagione di concerti ed è impegnata nella stagione sinfonica del Teatro alla Scala. Ha debuttato negli Stati Uniti con Riccardo Chailly nel 2007, in Cina con Myung-Whun Chung nel 2008 ed è ospite regolare delle più importanti istituzioni concertistiche internazionali. Dal 2013 è protagonista del Concerto per Milano, il grande appuntamento sinfonico gratuito in Piazza Duomo, tra le iniziative Open Filarmonica nate per condividere la musica con un pubblico sempre più ampio, di cui fanno parte anche le Prove Aperte, il cui ricavato è devoluto in beneficenza ad associazioni non profit, e il progetto Sound, Music! dedicato ai bambini delle scuole primarie milanesi. Particolare attenzione è rivolta al repertorio contemporaneo: la Filarmonica della Scala commissiona regolarmente nuovi brani ai compositori del nostro tempo. Consistente la produzione discografica per Decca, Sony ed Emi. Le ultime pubblicazioni per Decca includono The Fellini Album, con musiche di Nino Rota, eletto Diapason d’Or de l’Année 2019,  Cherubini Discoveries e Respighi. L’ultima pubblicazione, Musa Italiana, celebra la musica ispirata all’Italia e include la Sinfonia “Italiana” di Mendelssohn insieme alle due ouverture “In stile italiano” di Schubert, ispirate a Rossini, e alle tre prime ouverture mozartiane di opere italiane rappresentate per la prima volta a Milano. L’attività della Filarmonica della Scala non attinge a fondi pubblici ed è sostenuta dal Main Partner UniCredit.

Michele Mariotti

Michele Mariotti è Direttore Musicale del Teatro dell’Opera di Roma dal 2022.

Insignito del 36° Premio Abbiati come Miglior direttore d’orchestra, è ospite dei principali teatri e festival italiani ed internazionali. Fra questi, La Scala di Milano, l’Opéra di Parigi, la Wiener Staatsoper, la Royal Opera House Covent Garden di Londra, la Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera, la Deutsche Oper di Berlino, il Festival di Salisburgo, il Rossini Opera Festival di Pesaro, il Metropolitan di New York, il San Carlo di Napoli, il Festival Verdi di Parma, l’Opera di Amsterdam, la Lyric Opera di Chicago, l’Opera di Los Angeles, il Festival di Wexford, il Théâtre des Champs-Elysées di Parigi, il Teatro Real di Madrid.
È salito sul podio dell’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia, dell’Orchestre National de France, dei Münchner Symphoniker, dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, della Danish National Symphony Orchestra, dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dei Bamberger Symphoniker, della Royal Philharmonic Orchestra, della Nederlands Philharmonisch Orkest, della Gürzenich Orchester Köln, della Filarmonica della Scala, della RTÉ National Symphony Orchestra, solo per citarne alcune.
Collabora con registi di spicco come Mario Martone, David McVicar, Emma Dante, Davide Livermore, Damiano Michieletto, Robert Carsen, Simon Stone, Michael Mayer, Herbert Fritsch, Benedict Andrews, Tobias Kratzer, Johannes Erath, Claus Guth, Deborah Warner.
Dal 2008 è stato Direttore principale e poi Direttore musicale fino al 2018 del Comunale di Bologna, teatro in cui ha diretto numerosi concerti sinfonici e decine di produzioni operistiche, fra cui La bohème con la regia di Graham Vick, che ha vinto il premio della critica musicale “Franco Abbiati” come miglior spettacolo del 2018. Ha guidato inoltre l’Orchestra e il Coro del Comunale di Bologna in tournée in varie città italiane e a Tokyo, a Mosca, a Parigi. Fra i suoi impegni più recenti, il debutto alla Wiener Staatsoper con Il barbiere di Siviglia e al Festival d’Aix-en-Provence con la nuova produzione di Moïse et Pharaon. Ha diretto, inoltre, al Teatro di San Carlo di Napoli Maometto II di Rossini e Otello di Verdi che ha portato anche al Festival d’Aix-en-Provence, Macbeth al Palau de les Arts Reina Sofia di
Valencia, Bohème all’Opera di Parigi, Guillaume Tell al Teatro alla Scala, Ermione al Rossini Opera Festival e Dialogues des Carmélites, Aida, Mefistofele di Boito, Tosca, il Trittico Ricomposto, Peter Grimes al Teatro dell’Opera di Roma e una tournée in Giappone con il Coro e l’Orchestra del Teatro romano. È salito sul podio dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, della Gürzenich Orchester Köln alla Philharmonie di Colonia, della Radio Filharmonisch Orkest al Concertgebouw di Amsterdam, della Tonkünstler Orchestra al Muiskverein di Vienna e della Tokyo Symphony Orchestra.

Nella stagione 2024/25 è impegnato in concerti sinfonici in Italia e in Europa al Teatro San Carlo, al Royal Concertgebouw, al LAC Lugano, al Maggio Musicale Fiorentino e sul podio dell’Orchestra Haydn con cui ha in programma un progetto triennale, e interpreta all’Opera di Roma Simon Boccanegra (apertura di stagione), Tosca, Suor Angelica e Il prigioniero di Luigi Dallapiccola (per il progetto Trittico Ricomposto), alle Terme di Caracalla West Side Story di Bernstein, alla Winer Staatsoper Norma.

Michele Mariotti ha concluso gli studi umanistici e si è diplomato in composizione al Conservatorio Rossini della sua città, Pesaro, dove ha anche studiato direzione d’orchestra sotto la guida di Manlio Benzi. Contemporaneamente si è diplomato in direzione d’orchestra presso l’Accademia Musicale Pescarese con Donato Renzetti.

Federico Colli

Federico Colli, di cui sono rinomati gli approcci virtuosistici e al contempo meditativi ai brani eseguiti, è diventato famoso dopo aver vinto il Concorso Mozart di Salisburgo nel 2011 e la Medaglia d’oro alla The Leeds International Piano Competition nel 2012. Da allora, è apparso con le più rinomate orchestre tra cui la Mariinsky Orchestra e la Filarmonica di San Pietroburgo, la Philharmonia Orchestra, la Royal Philharmonic, la BBC Symphony e la BBC Philharmonic, la Royal Liverpool Philharmonic, la Royal Stockholm Philharmonic, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Orchestre national d’Île-de-France, la Kammerorchester di Vienna, la Sinfonica di Amburgo e l’Orquestra Sinfônica Brasileira; si è esibito in sale del calibro del Musikverein e la Konzerthaus di Vienna, la Konzerthaus di Berlino, la Herkulessaal di Monaco, la Laeiszhalle e la Elbphilharmonie di Amburgo, la Beethovenhalle di Bonn, la NDR Landesfunkhaus di Hannover e la Gewandhaus di Lipsia, il Royal Concertgebouw di Amsterdam, la Royal Albert Hall, la Royal Festival Hall, la Barbican Hall, e la Cadogan Hall di Londra, il Rudolfinum di Praga, la Philharmonic Concert Hall di Varsavia, il Konserthuset di Stoccolma, la Philharmonie e la Salle Cortot di Parigi, la Mariinsky Concert Hall, l’Auditorium Parco della Musica di Roma e il Teatro Arcimboldi di Milano, il Teatro Sociedad Filarmonica di Bilbao, la Cidade Das Artes ed il Theatro Municipal di Rio de Janeiro, la Nikkei Hall di Tokyo, la Cultural Hall e la Bunka Kaikan Hall di Musashino, la Hong Kong City Hall Concert Hall, il Seoul Kumho Art Hall, il Lincoln Centre di New York e la Bennet Gordon Hall di Chicago. Ha collaborato con direttori d’orchestra del calibro di Valery Gergiev, Vladimir Ashkenazy, Yuri Temirkanov, Juraj Valčuha, Thomas Søndergård, Ed Spanjaard, Ion Marin, Alan Burybaiev, Joji Hattori, Vasily Petrenko, Jasper Kaspszyk, Ed Spanjaard, Roman Kofman, Alpesh Chauhan, Sir Mark Elder, Dennis Russel Davies, John Axelrod, Stanislav Kochanovsky e Sakari Oramo. Ѐ stato inoltre ospite di numerosi Festival, tra cui: il Robeco SummerNights di Amsterdam, la London Symphony Orchestra Season, l’International Piano Series e la Southbank Centre Classical Season di Londra, il Festival Pianistico della Ruhr a Dortmund, il Dvorakova International Festival a Praga, il Festival Chopin di Varsavia, il Rubinstein Piano Festival di Lodz, il Festival di Lucerna, il Festival Notti Bianche di San Pietroburgo e il Chicago Ravinia Festival. Attualmente Federico Colli registra per la casa discografica Chandos Records, con cui nel 2018 ha pubblicato un primo album molto apprezzato, interamente dedicato a Scarlatti, vincitore del Recording of the Year di Presto Classical, e un secondo album con opere di Bach e Bach-Busoni nel 2019. Il suo terzo album per questa etichetta, il Secondo Volume delle Sonate di Scarlatti, è stato premiato Recording of the Month dal BBC Music Magazine e dall’International Piano Magazine nell’aprile 202 ed è stato scelto da BBC Music Magazine come uno dei migliori album di musica classica del 2020: “Questa è una superba uscita dal più scintillante e originale di tutti i giovani artisti” (International Piano).
I suoi prossimi progetti con Chandos includeranno la pubblicazione di più album dedicati a Mozart, come solista o in musica da camera, così come un progetto russo dedicato a Shostakovich e Prokofiev.
Federico Colli ha condiviso il palcoscenico con artisti del calibro di Lang Lang, Martha Argerich, Nelson Freire e Leonidas Kavakos, ha collaborato con il Quartetto d’Archi della Scala ed il Quartetto Guadagnini ed è apparso anche come cover-star sulle riviste Suonare News, Pianist e Harmonie. Alcuni dei suoi concerti sono stati diffusi dalla Deutschlandfunk e Mitteldeutscher Rundfunk (MDR), dalla BBC Radio3, da RAI Radio3, da RAI 5, da Radio2 Polonia, dalla Radio Ceca, dalla ORF Austria e dalla RTÉ Lyric FM.
Impegni di rilievo per il futuro prevedono esibizioni alla Elbphilharmonie di Amburgo, alla Ehrbar Saal di Vienna per la Bechstein Serie, alla Queen Elizabeth Hall di Londra per la International Piano Serie e alla Wigmore Hall, alla Royal Concert Hall di Nottingham, alla Konzerthuset di Stoccolma, al Pohang Music Festival in Korea, al Rudolfinum di Praga e una tournée in Nord America (l’Herbst Theatre di San Francisco, il Trianon Theatre di San Josè, la Kalamazoo Gilmore Serie e la Chopin Society di Vancouver). Federico Colli suonerà con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, con la Philharmonic Orchestra di San Pietroburgo, con la Janáček Philharmonic, con l’Orchestre de Chambre de Lausanne, con l’Ulster Orchestra, con la English Chamber Orchestra e la Kaoshiung Symphony Orchestra in Taiwan.
Nato a Brescia nel 1988, Federico Colli ha studiato al Conservatorio di Milano, all’Accademia Internazionale di Pianoforte di Imola e al Mozarteum di Salisburgo, sotto la guida di Sergio Marengoni, Konstantin Bogino, Boris Petrushansky e Pavel Gililov. Ha ricevuto il “Grosso d’argento”, un premio conferito dalla sua città natale quale riconoscimento del prestigio internazionale ottenuto, mentre la sezione Critics’ Circle del mondo musicale britannico lo ha incluso tra i vincitori dei suoi ‘premi 2018’. E’ stato inoltre selezionato dall’International Piano Magazine come “uno dei 30 pianisti under 30 che domineranno il palcoscenico nei prossimi anni”.

Junge Deutsche Philharmonie
Roderick Cox, direttore
Kian Soltani, violoncello

PROGRAMMA DI SALA

Junge Deutsche Philharmonie

Junge Deutsche Philharmonie, ovvero ‘l’orchestra del futuro’: creativa, vivace e con un’incredibile propensione a plasmare il mondo musicale di domani. L’orchestra riunisce i migliori studenti dei conservatori di lingua tedesca dai 18 ai 28 anni, che mettono il loro cuore e la loro anima nella musica e che vogliono creare una visione per il futuro. Suonano secondo i più alti standard artistici, sviluppano performance sperimentali per il loro festival biennale FREISPIEL e visitano regolarmente le grandi sale da concerto in Europa e nel mondo. Jonathan Nott è Direttore Principale e Consulente Artistico dal 2014.
L’attenzione alla musica contemporanea è stata scritta nel DNA della Junge Deutsche Philharmonie fin dalla sua fondazione nel 1974. Questo perché l’orchestra desidera ‘oltrepassare i confini’, sconvolgere le abitudini di ascolto tradizionali e assaporare i mondi sonori di oggi. Accompagna il nostro pubblico in un viaggio musicale e cerca di assicurarsi che i suoi concerti siano memorabili. Oltre alla musica contemporanea, offre anche il grande repertorio sinfonico e la pratica esecutiva storicamente informata.
In quanto ‘orchestra del futuro’, la Junge Deutsche Philharmonie è pioniera tra le orchestre ‘democraticamente organizzate’ di tutto il mondo. In sostanza questo significa che i musicisti fanno quasi tutto da soli!

Ognuno di loro ha l’opportunità di prendere parte attiva alla gestione dell’orchestra contribuendo per esempio alla pianificazione del programma o entrando a far parte del consiglio direttivo stesso dell’orchestra. Condividono la passione per la musica anche verso ‘l’esterno’, organizzando lavori di sensibilizzazione della comunità, presentando discorsi pre-concerto, visitando le scuole mentre sono in tournée o collaborando a lungo termine con le scuole locali. I workshop, dedicati all’ampliamento degli orizzonti dei musicisti, e le prove con musicisti orchestrali esperti li preparano alla vita, professionale e non. Per l’orchestra questo è molto più che imparare a suonare il proprio strumento in un ambiente orchestrale: è un trampolino di lancio fondamentale per passare dallo studio all’essere un vero e proprio ‘musicista professionista’ e un sigillo di qualità per molte orchestre professionali. Non c’è da stupirsi che molti dei suoi diplomati abbiano accesso alle principali orchestre o ricoprano cattedre di alto livello di insegnamento. Dalle fila della Junge Deutsche Philharmonie sono stati generati numerosi rinomati ensemble che hanno avuto un impatto duraturo sulla vita culturale tedesca, quali la Deutsche Kammerphilharmonie Bremen, l’Ensemble Modern, l’Ensemble Resonanz e la Freiburg Baroque Orchestra. Il lavoro della Junge Deutsche Philharmonie ha l’onore di essere patrocinato dalla Commissaria Federale per la Cultura e i Media, Claudia Roth. I Berliner Philharmoniker invitano regolarmente l’ensemble alla Philharmonie di Berlino per suonare e per trasmettere in streaming i concerti dal vivo tramite la sua ‘Sala Concertistica Digitale’.
La Junge Deutsche Philharmonie è orgogliosa della sua speciale partnership con l’Orchestra Sinfonica di Bamberg che dura dal 2015 ed è grata per il generoso sostegno dei suoi Mecenati, del suo Consiglio di Amministrazione, dell’Associazione Freunde der Jungen Deutschen Philharmonie e dei suoi sponsor. Ultimo, ma non meno importante: il suo lavoro è stato premiato con il rinomato Binding-Kulturpreis nel 2020.

Roderick Cox

“Per Prokofiev, si trattava del suono dello spirito umano, ma dal punto di vista di Cox, suonava come se fosse la sua propria storia: prendere ciò che già aveva e immaginare se stesso dal nuovo.” (Sinfonia n. 5, Washington Post).  

Nel luglio 2020 Roderick Cox ha parlato al New York Times del suo impegno nel tentativo di cambiare le percezioni storiche e ristrette della musica classica. Attraverso la sua carriera, sia sul palcoscenico sia fuori, stabilisce un proprio standard di eccellenza, diversità, opportunità e accessibilità per la musica che ama. 
Dalla stagione 2024/25, Roderick Cox ricoprirà il ruolo di Direttore Musicale dell’Opéra Orchestre National de Montpellier Occitanie. Gli inviti dai più importanti ensemble internazionali includono la Philadelphia Orchestra, la Boston Symphony, l’Orchestre de Paris, la Los Angeles Philharmonic, la Cincinnati Symphony, la Cleveland Orchestra, la Philharmonia Orchestra e la Deutsches Symphonie-Orchester Berlin. È inoltre fondatore della ‘Roderick Cox Music Initiative’ (RCMI, 2019) – un programma che coltiva opportunità e offre borse di studio a giovani musicisti, di modo da rendere la musica più accessibile. Il pluripremiato film documentario del 2020, intitolato Conducting Life (Elk Mountain Productions), traccia il percorso di Roderick Cox e riflette la sua appassionata convinzione nel potere trasformatore della musica.
Tra le collaborazioni salienti più recenti si annoverano la Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin, la Staatskapelle Dresden, la Philharmonia Orchestra, la City of Birmingham Symphony Orchestra, la BBC Symphony Orchestra, l’Orchestre de la Suisse Romande, la Detroit Symphony Orchestra, la Minnesota Orchestra, la Seattle Symphony Orchestra e la Cincinnati Symphony Orchestra. Nella scorsa stagione Roderick Cox ha debuttato in Canada con l’Orchestre Symphonique de Montreal e il National Arts Centre di Ottawa. 

La stagione 2024/25 prevede nuove collaborazioni con la Philadelphia Orchestra, la Atlanta Symphony, la Halle Orchestra (UK), la Lahti Sinfonia, la WDR Symphony, oltre ad impegni con la Filarmonica di Rotterdam, i Bamberg Symphoniker, l’Orchestra dell’Opera Nazionale Finlandese, la Sinfonica di Anversa e la Sydney Symphony Orchestra. Inoltre Roderick Cox sarà impegnato in una tournée con la Junge Deutsche Philharmonie che includerà Berlino e Amburgo. Tornerà inoltre all’Orchestra da Camera del Festival Musicale di Aspen nell’estate del 2024. 
Nel 2024, Roderick Cox ha debuttato con l’English National Opera ne “Il Barbiere di Siviglia” di Rossini. Ha diretto alla Houston Grand Opera (“I Pescatori di Perle”), alla San Francisco Opera (“Il Barbiere di Siviglia”), alla Washington National Opera (“Blue” di Jeanine Tesori) e all’Opéra National de Montpellier (“Rigoletto” e “La Bohème”). 
Roderick Cox ha pubblicato, nel febbraio 2023, un’acclamata registrazione della “Negro Folk Symphony” di William Dawson con la Seattle Symphony Orchestra; questa registrazione ha ricevuto grandi elogi dal New York Times (“una delle cinque migliori registrazioni da ascoltare”), oltre a ricevere una valutazione a cinque stelle dal BBC Music Magazine. Nominata per il BBC Music Magazine’s Opera Award 2023, la registrazione dell’intrigante opera “Blue” di Jeanine Tesori con la Washington National Opera Orchestra, in associazione con la San Francisco Classical Recording Company, è stata pubblicata dall’etichetta Pentatone nel marzo 2022. 

Vincitore del Sir Georg Solti Conducting Award 2018 (U.S. Solti Foundation), Roderick Cox è nato a Macon, in Georgia. Ha frequentato la Schwob School of Music alla Columbus State University e poi la Northwestern University, laureandosi con un master nel 2011. Nel 2013 ha ricevuto il Robert J. Harth Conducting Prize dal Festival Musicale di Aspen e ha ricevuto borse di studio dalla Chicago Sinfonietta (nell’ambito del programma Project Inclusion) e dal Chautauqua Music Festival, dove è stato David Effron Conducting Fellow. Nel 2016, Roderick Cox è stato nominato Associate Conductor della Minnesota Orchestra, sotto la guida di Osmo Vänskä, per tre stagioni, dopo aver precedentemente collaborato come assistant conductor per un anno. 

 

Kian Soltani

Descritto da The Times come “violoncellista notevole” e da Gramophone come “pura perfezione”, Kian Soltani suona con uno stile che contiene profondità di espressione e maestria tecnica, a cui si abbinano una presenza scenica carismatica e una capacità di creare un’immediata connessione emotiva con il pubblico. Attualmente è invitato dalle principali orchestre, direttori d’orchestra e sale concertistiche del mondo e sta diventando uno dei più ricercati violoncellisti sulla scena internazionale.
Nella stagione 2023/24 sarà Focus Artist della Tonhalle-Orchester di Zurigo e condividerà il palcoscenico con i Wiener Symphoniker, la WDR Sinfonieorchester, la NDR Elbphilharmonie Orchestra, la Cincinnati Symphony Orchestra, l’Orchestre de Chambre de Lausanne, la Konzerthausorchester Berlin e la NHK Symphony Orchestra. Terrà inoltre tournée con la Camerata Salzburg e la Mahler Chamber Orchestra. I suoi recenti successi orchestrali includono collaborazioni con l’Orchestre de la Suisse Romande, la Deutsche Kammerphilharmonie Bremen, la Netherlands Radio Philharmonic Orchestra, la Detroit Symphony Orchestra e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Nel campo dei recital continua ad apparire in sale e serie prestigiose tra cui la Pierre Boulez Saal di Berlino, la Wigmore Hall di Londra, il Musikverein di Vienna, la Beethovenhaus di Bonn e la Konzerthaus di Dortmund. Nel 2017 Kian Soltani ha firmato un contratto discografico in esclusiva con Deutsche Grammophon e il suo primo disco, intitolato ‘Home’, è uscito nel febbraio 2018; il CD ha ottenuto grande successo internazionale ed è stato descritto da Gramophone come “sublime”. Da allora Kian Soltani ha registrato altri dischi, tra i quali quello con i Trii per pianoforte di Dvorak e Tchaikovsky eseguiti dal vivo con Lahav Shani e Renaud Capucon all’Aix Easter Festival nel 2018 e quello con il Concerto per violoncello di Dvořák con la Staatskapelle Berlin e Daniel Barenboim (agosto 2020).

Nek 2022 ha vinto l’Innovative Listening Experience Award e un Opus Klassik, il più ambito riconoscimento tedesco nel campo della musica classica, ricevuto per “Cello Unlimited”, album pubblicato nell’ottobre 2021. Per tale incisione Kian Soltani ha collaborato con Deutsche Grammophon per tutto il 2020: una vera e propria celebrazione delle musiche per violoncello e le colonne sonore cinematografiche. Lo stesso Kian Soltani ha commentato così: “Tutto ciò che ascolterete di questo album è frutto esclusivo del mio violoncello e di me stesso. Le potenzialità di questo strumento sono illimitate e infinite, e questo album vuole celebrare proprio il violoncello e questo genere di musica”.
Kian Soltani ha attirato l’attenzione di tutto il mondo nell’aprile 2013, con la vittoria del Concorso Internazionale Paulo di Helsinki. Nel febbraio 2017 ha vinto anche il rinomato Leonard Bernstein Award in Germania mentre nel dicembre dello stesso anno è stato insignito del prestigioso Credit Suisse Young Artist Award.

Nato a Bregenz nel 1992 da una famiglia di musicisti persiani, Kian Soltani ha iniziato a suonare il violoncello all’età di quattro anni e, a soli dodici anni, è entrato a far parte della classe di Ivan Monighetti all’Accademia Musicale di Basilea. È stato scelto come destinatario della borsa di studio della ‘Anne-Sophie Mutter Foundation’ nel 2014 e ha completato ulteriori studi come membro del Young Soloist Program presso l’Accademia di Kronberg, in Germania. Si è ulteriormente perfezionato alla International Music Academy del Liechtenstein. Dall’ottobre 2023 detiene la posizione di Professore di violoncello all’Universität für Musik und darstellende Kunst di Vienna, in Austria. Kian Soltani suona un violoncello Stradivari “London ex Boccherini 1694”, su gentile concessione della Beares International Violin Society.

 

Quartetto Fibonacci

PROGRAMMA DI SALA

Quartetto Fibonacci

Il Quartetto Fibonacci è uno dei giovani quartetti d’archi più importanti d’Europa e si esibisce regolarmente in sale come la Wigmore Hall, l’Auditorio Sony, la Conway Hall e il Museo del Violino di Cremona. Il Quartetto è un ensemble residente presso la Escuela Superior de Musica Reina Sofia di Madrid con Guenter Pichler (Alban Berg Quartet) e presso la Dutch String Quartet Academy con Marc Danel (Danel Quartet). Ha ricevuto il tutoraggio del Quartetto di Cremona presso lo Stauffer Centre e ha avuto il privilegio di lavorare con Eberhard Feltz e Alasdair Tait.
Il quartetto è stato recentemente insignito dell’Henderson Chamber Award della Royal Philharmonic Society e ha ricevuto premi tra cui il Primo Premio al Concorso della Royal Overseas League, al Concorso Cavatina, al Concorso Triomphe de l’Art, al Concorso Beethoven, nonché il Premio del Pubblico al Festival Schiermonnikoog e i Premi Speciali tra cui il Premio “Shostakovich Association Paris” e il Premio “Peermusik Hamburg”.
Il quartetto si esibisce spesso in associazione con ProQuartet e Le Dimore del Quartetto ed è Philip & Dorothy Green Young Artists.
Fa regolarmente apparizioni televisive e radiofoniche, tra cui la Televisione Nazionale Olandese e la BBC Radio 3, e ha avuto il privilegio di lavorare a stretto contatto con Kaija Saariaho per una nuova registrazione di “Terra Memoria” in collaborazione con il Barbican Centre e la BBC.

Filarmonica Arturo Toscanini
Robert Treviño, direttore 

PROGRAMMA DI SALA

Filarmonica Arturo Toscanini

La Filarmonica Arturo Toscanini nasce a Parma nel 2002 come prosecuzione della storica Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini. Oggi è considerata tra le più importanti orchestre sinfoniche italiane. Ispirata ai valori di Arturo Toscanini – rigore, talento, estro e impegno – l’attività dell’orchestra si caratterizza per una continua ricerca di qualità, dal repertorio classico al contemporaneo, dagli ensemble cameristici al grande sinfonismo. Enrico Onofri è stato Direttore Principale (2020-2024), succedendo ad Alpesh Chauhan (2017-2020); prima di loro, rispettivamente, Kazushi Ono (2012-2015), Francesco Lanzillotta (2015-2017) e Kristjan Jarvi (2021-2023) hanno ricoperto la carica di Direttore Ospite Principale. Omer Meir Wellber, uno tra i direttori più legati alla Filarmonica, è stato Direttore Musicale del Festival Toscanini, il progetto musicale incentrato sulla figura e sull’eredità storico-artistica di Arturo Toscanini, nelle edizioni 2022 e 2023. Nella sua storia la Filarmonica Arturo Toscanini si è esibita sotto la guida di alcuni dei maggiori interpreti che hanno segnato la storia della direzione d’orchestra, quali Lorin Maazel, Zubin Mehta, Georges Prêtre, Mstislav Rostropovich, Gianandrea Gavazzeni, Charles Dutoit, Yuri Temirkanov e Jeffrey Tate, e dei più importanti direttori del panorama internazionale, quali Fabio Luisi, Vladimir Jurowski, James Conlon, Juraj Valčuha, Trevor Pinnock, Roberto Abbado, Tugan Sokhiev, Rinaldo Alessandrini, Christophe Rousset, Fabio Biondi, Wayne Marshall e Tan Dun.

Oggi viene abitualmente diretta da alcuni dei più apprezzati direttori delle ultime generazioni e dai giovani più promettenti della scuola direttoriale italiana: Michele Mariotti, Daniele Rustioni, Antonino Fogliani e Riccardo Frizza, Michele Spotti, Alessandro Bonato e Diego Ceretta. Numerose sono state le collaborazioni con prestigiosi solisti, tra i quali Mischa Maisky, Ivo Pogorelich, Viktoria Mullova, Gil Shaham, Steven Isserlis, Ton Koopman, Krystian Zimerman, Ian Bostridge, Mario Brunello, Salvatore Accardo, Placido Domingo, Juan Diego Flórez, Natalia Gutman, Ray Chen, Stefano Bollani, Carolin Widmann, Valeriy Sokolov, Pablo Ferrandez, Jean-Yves Thibaudet, Nicola Benedetti e Maxim Vengerov. La Filarmonica Arturo Toscanini è stata acclamata da pubblico e critica nelle maggiori sale da concerto di tutto il mondo in città quali Washington, New York, Parigi, Madrid, Barcellona, Amburgo, Mosca, Bucarest, Varsavia, Gerusalemme, Tel Aviv, Tokyo e Pechino. L’attività internazionale, ripartita da Algeri nel 2022, ha visto la Filarmonica protagonista a Dresda, unica orchestra italiana nel cartellone 2023 del Dresdner Musikfestspiele, uno tra i più prestigiosi festival europei. Si esibisce regolarmente a Parma nell’Auditorium Paganini progettato da Renzo Piano ed è protagonista delle Stagioni liriche e sinfoniche dei Teatri di tradizione della Regione Emilia-Romagna e di un significativo programma concertistico in tutto il territorio regionale. Dal 2012 la Filarmonica Toscanini è partner del Festival Verdi di Parma, un sodalizio artistico nel nome di due illustri musicisti parmigiani, Verdi e Toscanini.

Robert Treviño

Il direttore d’orchestra messicano-americano Robert Treviño è rapidamente emerso come uno dei più entusiasmanti maestri della giovane generazione che si esibisce oggi. È direttore musicale dell’Orchestra Nazionale Basca e direttore ospite principale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI.
Nella stagione 2023/24 Robert Treviño guiderà l’Orchestra Nazionale Basca a Salisburgo, farà il suo debutto all’Opera di Zurigo e alla Fenice, e ci saranno graditi ritorni a collaboratori abituali come la Dresdner Philharmonie, la Sinfonieorchester Basel, la SWR Sinfonieorchester Stuttgart, la NDR Hannover, la Gürzenich Orchester Köln e l’Orchestre National du Capitole de Toulouse.
Tra le altre orchestre dirette da Robert Treviño figurano la London Symphony Orchestra, la London Philharmonic, la Royal Philharmonic, la CBSO, i Münchner Philharmoniker, la Rundfunk-Sinfonieorchester di Berlino, la Gewandhausorchester di Lipsia, la MDR-Sinfonieorchester di Lipsia, i Bamberger Symphoniker, i Wiener Symphoniker, la Tonhalle-Orchester di Zurigo, l’Orchestre de Paris, la Filarmonica della Scala e la Filarmonica di Helsinki. Ha inoltre diretto un’ampia varietà di orchestre in Nord America, tra cui le orchestre sinfoniche di Cleveland, Baltimora, San Francisco, Cincinnati, Utah, Toronto e Detroit, nonché la Washington National Opera e l’Interlochen Festival. In altri paesi ha diretto importanti ensemble come la Sinfonica di San Paolo, la NHK Symphony, la Filarmonica di Tokyo, la Filarmonica di Osaka, la Filarmonica della Cina, l’Orchestra Nazionale Russa e la Filarmonica di San Pietroburgo. Ha diretto orchestre in molti importanti festival, tra cui il Mahler Festival di Lipsia, il Milano Mahler Festival, il Festival Enescu e il Festival Puccini.
Il suo contratto di registrazione con Ondine ha prodotto un ciclo completo delle sinfonie di Beethoven, molto apprezzato, due album di Ravel, un album di Rautavaara e “Americascapes”, una rassegna molto apprezzata di capolavori americani poco conosciuti, che ha vinto il premio “Best Recording of 2021” di Presto Music ed è stato selezionato per un Gramophone Award. Un ciclo di sinfonie di Bruch con i Bamberger Symphoniker è stato pubblicato dalla CPO, con recensioni universalmente positive. Recentemente, nel 2023, è stata pubblicata la sua nuova registrazione “Respighi – Trilogia romana” con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, con ottime recensioni. Nel complesso, le registrazioni di Robert Treviño hanno ottenuto più di 15 riconoscimenti da autorevoli riviste di tutto il mondo.

Treviño è salito alla ribalta internazionale al Teatro Bolshoi nel dicembre 2013, dirigendo una nuova produzione del Don Carlo di Verdi con poco preavviso. La stampa russa ha scritto: “Non c’era stato un successo americano di questa portata a Mosca dai tempi di Van Cliburn”. Successivamente è stato nominato per il premio Golden Mask come “Miglior direttore d’orchestra in una nuova produzione”.

Robert Treviño ha commissionato, eseguito in prima assoluta e lavorato a stretto contatto con molti importanti compositori, tra cui John Adams, Philip Glass, Sofia Gubaidulina, George Walker, Jennifer Higdon, Andre Previn, Augusta Read Thomas, Shulamit Ran, Ramon Lazkano e John Zorn.

I Virtuosi Italiani
Mario Brunello, violoncello e direttore

PROGRAMMA DI SALA

Mario Brunello

Mario Brunello è uno dei più affascinanti, completi e ricercati artisti della sua generazione. Solista, direttore, musicista da camera e di recente pioniere di nuove sonorità con il suo violoncello piccolo, è stato il primo Europeo a vincere il Concorso Čaikovskij a Mosca nel 1986. Il suo stile autentico e appassionato lo ha portato a collaborare con i più importanti direttori d’orchestra quali Antonio Pappano, Valer y Gergiev, Myung-whung Chung, Yuri Temirkanov, Zubin Mehta, Ton Koopman, Manfred Honeck, Riccardo Muti, Daniele Gatti, Seiji Ozawa, Riccardo Chailly e Claudio Abbado.
Nell’arco della sua lunga carriera, Mario Brunello si è esibito con le più prestigiose orchestre del mondo, tra cui la London Symphony e la London Philharmonic Orchestra, la Philadelphia Orchestra, la San Francisco Symphony, la NHK Tokyo, l’Accademia di Santa Cecilia, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, la Filarmonica della Scala e la Filarmonica di Monaco, la Venice Baroque Orchestra per citarne alcune.
L’attività concertistica di Mario Brunello è molto densa di impegni sia in Italia che all’estero. Tra gli impegni più recenti ci sono concerti alla Wigmore Hall di Londra, al Gstaad Festival, alla Fundaçao Gulbenkian di Lisbona, al Bachcelona Festival di Barcelona, al Concertgebouw di Amsterdam, alla Kioi Hall di Tokyo, al Muziekgebouw di Eindhoven, alla Berliner Philharmonie, al Vredenburg di Utrecht, alla Istanbul Sanat Concert Hall, a La Chaux de Fonds, alla Sala Verdi di Milano, all’ Auditorium Lingotto di Torino e al Parco della Musica di Roma.
Brunello suona un prezioso Maggini dei primi del Seicento, al quale ha affiancato negli ultimi anni il violoncello piccolo a quattro corde. Questo strumento era molto usato nell’epoca Barocca, in particolare da J.S. Bach, che lo ha inserito in una decina di cantate. Lo strumento di Brunello, ispirato ad un modello Amati oggi conservato a Cremona, è costruito nella tipica accordatura violinistica (mi, la, re, sol), ma un’ottava più bassa, mantenendo così la profondità e le sfumature più scure tipiche del violoncello. Proprio queste peculiarità hanno spinto Brunello ad esplorare i capolavori musicali del repertorio per violino di Bach, Vivaldi, Tartini e dei loro contemporanei.

L’integrale delle Sonate e Partite di J.S. Bach al violoncello piccolo è stata la prima rivelatoria incisione discografica di Mario Brunello per ARCANA/OUTHERE, nel 2019, ed ha ricevuto il plauso della critica. Le potenzialità del violoncello piccolo sono state amplificate con il un secondo album, Sonar in Ottava con Giuliano Carmignola, l’Accademia dell’Annunciata e Riccardo Doni vincitore del Best Concert Recording del 2020 da BBC Music Magazine. Il terzo disco dedicato a Giuseppe Tartini per il 250esimo anniversario dalla sua morte è stato premiato con il DIAPASON d’OR.
L’album con le Sei Suonate a cembalo certato e violino solo di JS Bach arricchisce la trilogia BRUNELLO BACH SERIES per ARCANA/OUTHERE, completata nel gennaio del 2023 con l’ultimo CD intitolato Bach Transcriptions dedicato alla trascrizione dei Concerti di Bach per vari strumenti, con Mario Brunello al cello piccolo nuovamente affiancato dall’Accademia dell’Annunciata e Riccardo Doni.
Dalla stretta collaborazione con la Kremerata Baltica e Gidon Kremer sono nate due registrazioni d’eccezione: The Protecting Veil di Tavener registrato al Festival di Lockenhaus e Searching for Ludwig (novembre 2020) – tributo a Beethoven, che vede due quartetti di Beethoven nella versione per orchestra d’archi dividersi la scena con brani contemporanei d’ispirazione beethoveniana di Léo Ferré e Giovanni Sollima.
Il prossimo progetto discografico di Mario Brunello sarà dedicato alla musica di Weinberg con l’incisione delle quattro Sonate per violoncello solo. La pubblicazione è prevista per la primavera del 2024. Mario Brunello è il Direttore Artistico dei Festival Arte Sella e dei Suoni delle Dolomiti. A ottobre 2020 è stato nominato Direttore Artistico del Festival di Stresa, succedendo a Gianandrea Noseda.

I Virtuosi Italiani

Il complesso de I Virtuosi Italiani, nato del 1989, è una delle formazioni più attive e qualificate nel panorama musicale internazionale, regolarmente invitata nei più importanti teatri, festival e stagioni in tutto il mondo. Viene loro riconosciuta una particolare attitudine nel creare progetti sempre innovativi, una costante ricerca nei vari linguaggi, oltre all’eccellente qualità artistica dimostrata in anni di attività. Numerose sono le collaborazioni con solisti e direttori di rilevanza internazionale. Hanno collaborato all’allestimento dell’Apollon Musagete di Stravinsky con il New York City Ballet; nel 2001 hanno eseguito tutte le opere in un atto di Rossini per l’Opera Comique di Parigi e hanno tenuto due concerti al Konzerthaus di Vienna. I Virtuosi Italiani si sono esibiti per i più importanti teatri e per i principali enti musicali italiani quali il Teatro alla Scala, il Teatro La Fenice, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la GOG di Genova, l’Unione Musicale di Torino, l’Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma, il Teatro alla Pergola di Firenze, la Società Filarmonica di Roma, il Teatro Rossini di Pesaro, la Società del Quartetto di Milano e molti altri.
Tra gli impegni più rilevanti ricordiamo il Concerto per il Senato della Repubblica Italianae teletrasmesso in diretta da RAI 1, il “Concerto per la Vita e per la Pace” eseguito a Roma, Betlemme e Gerusalemme e trasmesso dalla RAI in Mondovisione, il Concerto presso la Sala Nervi in Vaticano alla presenza del Papa.

Recentemente “ARTE CONCERT KLASSIK” ha registrato live un concerto de I VIRTUOSI ITALIANI, con solista Wayne Marshall dal Teatro Olimpico di Vicenza per i 1600 dalla fondazione di Venezia.
Numerose sono poi le tournée all’estero, con concerti nelle più importanti sale del mondo: Francia (Festival Pablo Casals di Prades, Festival Berlioz, Aix-en-Provence, Bordeaux), Germania, Svizzera, Spagna, Portogallo, Inghilterra (Londra Royal Albert Hall), Polonia, Lituania, Lettonia, Finlandia, Slovenia (Festival Internazionale di Lubiana), Russia (San Pietroburgo Sala Filarmonica, Mosca Sala Grande del Conservatorio Tchaikovsky, Sala Tchaikovsky della Filarmonica), Turchia, Iran, Corea, Stati Uniti d’America (New York, Los Angeles, Philadelphia), Paesi Baltici.
L’attività discografica è ricchissima, con più di 100 cd registrati per le maggiori case discografiche ed oltre 500.000 dischi venduti in tutto il mondo.
L’ultima registrazione per la prestigiosa casa discografica DEUTSCHE GRAMMOPHON, dedicata a una monografia di Morten Lauridsen, è stata pubblicata nel settembre 2018. Nel mese di giugno 2019 ha ricevuto la nomination degli OPUS CLASSIC AWARDS 2019, il più importante premio per la musica classica in Germania.
Nel 2018 I VIRTUOSI ITALIANI hanno realizzato un CD con le più famose ouverture dalle opere di Rossini per il 150° anniversario dalla morte.

Nel dicembre 2021 è stato assegnato il DIAPASON D’OR DE L’ANNEE 2021 a I VIRTUOSI ITALIANI, diretti da Corrado Rovaris con i tenori Lawrence Brownlee e Michael Spyres, per il CD WARNER CLASSICS – ERATO, interamente dedicato a Rossini intitolato “AMICI & RIVALI”. La loro attenzione e ricerca verso esecuzioni storicamente informate, li ha condotti a esibirsi nel repertorio barocco e classico anche su strumenti originali. Proprio in quest’ambito sono usciti i DVD per UNITEL CLASSICA delle opere di G.B.Pergolesi “Il Prigionier Superbo”, “La Serva Padrona” e “La Salustia”, dirette da Corrado Rovaris e di G. B. Spontini “La Fuga in Maschera” sempre diretta da Corrado Rovaris.
Nel segno della versatilità e dell’attenzione riservata ad una scelta di repertorio mirato al coinvolgimento di un pubblico sempre più vasto con una particolare attenzione ai giovani, significativo è, inoltre, l’interesse da sempre dimostrato dal gruppo per il repertorio di confine. Da qui la nascita di collaborazioni e progetti con artisti come Franco Battiato, Goran Bregovic, Uri Caine, Chick Corea, Paolo Fresu, Ludovico Einaudi, Michael Nyman, Cesare Picco, Enrico Rava, Antonella Ruggiero, Gianluigi Trovesi, Richard Galliano e molti altri.

Jean-Efflam Bavouzet, pianoforte

PROGRAMMA DI SALA

Jean-Efflam Bavouzet

Jean-Efflam Bavouzet gode di una prolifica carriera concertistica internazionale. Tra I suoi ingaggi per la stagione 2023/24 figurano la collaborazione con l’orchestra Les Siècles sotto la direzione di Francois Xavier-Roth, con la Lahti Symphony Orchestra e il direttore Arvo Volmer, la National Polish Radio Symphony Orchestra diretta da Leonard Slatkin e la Kyoto Symphony Orchestra con la direzione di Junichi Hirokami. Ha inoltre partecipato al Festival Eunescu a fianco della Manchester Camerata con la direzione di Gábor Takacs-Nagy e lavorerà inoltre con la Karol Szymanowski Filharmonia e Antoni Wit a Cracovia. Bavouzet è da tre anni artista in residence alla Wigmore Hall, dove si esibisce sia in recital solistici sia in collaborazione con ensemble cameristici tra cui il Quatuor Danel e l’Ensamble Orsino o in duo con il violoncellista Steven Isserlis. Prossimamente eseguirà un programma unico con composizioni di Debussy, Liszt e Massenet presso la Wigmore Hall, la Glasshouse, la SJE di Oxford e nella città giapponese di Hamamatsu. Bavouzet registra in esclusiva per l’etichetta Chandos. Recentemente l’incisione di A Musical Tribute to Pierre Sancan con la BBC Philharmonic Orchestra e il direttore Yan Pascal Tortelier è stata insignita dei premio Gramophone Editor’s Choice e di un Diapason d’Or.

Le sue registrazioni delle sonate di Haydn per Pianoforte sono considerate uno dei migliori prodotti della Gramophone e il suo album The Beethoven Connection ha ricevuto numerosi plausi dalla stampa di settore tra cui il New York Times, il BBC Music Magazine e la rivista Choc-Classica. Tra I progetti in corso d’opera figura il ciclo completo dei concerti di Mozart per Pianoforte con la Manchester Camerata e il direttore Gábor Takács-Nagy, il quarto volume dei quali ha ricevuto una nomination ai Gramophone Award nel 2020. Sta inoltre registrando la serie completa dei Concerti di Beethoven con la Swedish Chamber Orchestra in doppia veste di pianista e direttore. Bavouzet ha inoltre ricevuto un premio Choc de l’Année nel 2010. Bavouzet è un promotore del repertorio francese meno conosciuto, come le composizioni di Gabriel Pierné e Albéric Magnard. Ricopre la cattedra di Pianoforte presso la Royal Northern College of Music ed è parte del comitato direttivo del festival Pianofest negli Hamptons. In 2012 era Artista dell’anno per la ICMA e nel 2008 gli è stato riconosciuto il primo Premio Élite di sempre a Pechino per la sua serie completa di sonate di Beethoven.

Con il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea

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