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I Teatri di Reggio Emilia

I Teatri di Reggio Emilia

Fondazione I Teatri Reggio Emilia

Biglietteria (si apre in una nuova finestra)

Giulio Cesare

La Bohème

Main Partner

Pygmalion
Raphaël Pichon, direttore

Raphaël Pichon ha creato un’interessante interpretazione della Passione, combinando elementi tradizionali con un approccio contemporaneo. La scelta di iniziare con il mottetto anonimo “O Traurigkeit, O Herzeleid!” è significativa, in quanto questo brano è profondamente evocativo e si ricollega alla liturgia della Passione, preparando emotivamente il pubblico al tema della sofferenza.
L’inserimento degli estratti dalla Cantata BWV 159 al termine della prima parte, al posto del Sermone, offre una riflessione musicale che arricchisce l’esperienza complessiva. Il grande Corale “Christe, du Lamm Gottes”, che chiudeva una seconda versione della Passione, funge da potente conclusione, evocando un senso di pietà e devozione.
Dopo la recita della morte di Gesù, l’aggiunta del mottetto di Jacobus Gallus “Ecce, Quomodo moritur” rappresenta un ulteriore approfondimento del tema del sacrificio e della morte, offrendo un contrasto significativo e una dimensione ulteriore alla narrazione. Questa struttura, attraverso l’uso di brani vocali e corali, non solo celebra la tradizione musicale barocca, ma invita anche a una riflessione profonda sulle tematiche di morte e redenzione.
L’approccio di Pichon dimostra come la musica possa essere un mezzo potente per esplorare e interpretare emozioni complessi, rendendo la Passione non solo un evento liturgico, ma anche un’esperienza artistica e spirituale coinvolgente.

Pygmalion, coro e orchestra
Raphaël Pichon, direttore
Julian Prégardien, Evangelist
Huw Montague-Rendall, Jesus
Leon Košavić, Pilatus
Ying Fang, soprano
Lucile Richardot, contralto
Laurence Kilsby, tenore

PROGRAMMA DI SALA

Pygmalion

Il Coro e l’Orchestra su strumenti d’epoca Pygmalion sono stati fondati nel 2006 da Raphaël Pichon e sviluppano le relazioni artistiche in grado di unire Bach a Mendelssohn, Schütz a Brahms e Rameau a Gluck e Berlioz. Accanto alle grandi opere del repertorio, di cui rielabora l’approccio (le Passioni di Bach, le tragedie liriche di Rameau, la Grande Messa in do minore o il Requiem di Mozart messo in scena da Romeo Castellucci, l’Elias di Mendelssohn, i Vespri di Monteverdi), Pygmalion si cimenta nell’impaginare programmi originali che evidenziano le corrispondenze tra le opere, riscoprendo lo spirito della loro creazione: Mozart & The Weber Sisters, Miranda su musiche di Purcell, Stravaganza d’Amore – che rievoca la nascita dell’Opera alla corte dei Medici – Enfers, a fianco di Stéphane Degout, il ciclo Bach in sette parole alla Philharmonie di Parigi, o anche Libertà! che ripercorre gli inizi del dramma giocoso mozartiano. Pygmalion è riuscito a crearsi un’identità singolare nel panorama musicale internazionale, grazie a impegnativi progetti incrociati che hanno riscontrato successo sia di critica sia di pubblico. Per i suoi lavori operistici Pygmalion collabora con registi quali Romeo Castellucci, Katie Mitchell, Aurélien Bory, Simon McBurney, Jetske Mijnssen, Pierre Audi, Valérie Lesort, Christian Hecq, Cyril Teste, Clément Cogitore e Michel Fau.

Residente all’Opéra national de Bordeaux, Pygmalion sviluppa da alcuni anni una stagione di concerti di musica da camera e di laboratori pedagogici gratuiti aperti a tutti: il Kiosque Pygmalion. In risposta alla crisi del Covid-19, nel luglio 2020 Pygmalion ha lanciato un nuovo festival popolare e civico radicato nei territori di Bordeaux, un vero e proprio festival-laboratorio, dove si sviluppano diverse sperimentazioni sulla diffusione della musica classica. I musicisti di Pygmalion sono i protagonisti attivi di questo festival, proponendo iniziative culturali ambiziose. Pygmalion si esibisce regolarmente sui più prestigiosi palcoscenici francesi (Philharmonie de Paris, Opéra royal de Versailles, Opéra-Comique, Aix-en-Provence, Beaune, Toulouse, Saint-Denis, La Chaise-Dieu, Royaumont, Nancy, Metz, Montpellier) e internazionali (Amburgo, Colonia, Francoforte, Essen, Salisburgo, Vienna, Amsterdam, Pechino, Hong-Kong, Barcellona, Bruxelles). Pygmalion registra per Harmonia Mundi dal 2014. La sua discografia si distingue per qualità in Francia e all’estero ed ha ricevuto numerosi riconoscimenti: Diapason d’or de l’année, Victoire de la musique Classique, Choc de Classica, Gramophone Award, Preis der Schallplattenkritik, Edison Klassiek Award e molti altri. Pygmalion è in residenza all’Opéra National de Bordeaux. E’ sostenuto dalla Direction régionale des affaires culturelles de Nouvelle-Aquitaine, dal Comune di Bordeaux, dalla Regione Nouvelle-Aquitaine e dal Centre National de la Musique. Ensemble associato all’Opéra-Comique (2023-2027), Pygmalion è anche sostenuto da Château Bailly, patrono onorario dell’ensemble, e dalla Fondation d’entreprise Société. Pygmalion detiene una residenza anche alla Fondation Singer-Polignac ed è membro della Fedération des Ensembles Vocaux et Instrumentaux Spécialisés (FEVIS).

Raphaël Pichon
Direttore

Raphaël Pichon, nato nel 1984, ha iniziato il suo apprendistato musicale attraverso il violino, il pianoforte e il canto formandosi in diversi Conservatori di Parigi (CNSMDP e CRR). Da giovane cantante professionista, si è esibito sotto la direzione di personalità del calibro di Jordi Savall, Gustav Leonhardt, Ton Koopman, o anche all’interno del Cris de Paris di Geoffroy Jourdain, con il quale affronta i repertori contemporanei. Nel 2006 ha fondato Pygmalion, un coro e un’orchestra su strumenti d’epoca, che si è subito contraddistinto per la singolarità dei suoi progetti. Le Missae Breves di Bach, le ultime versioni delle grandi tragedie liriche di Rameau, la messa in prospettiva delle rarità mozartiane e l’esplorazione del repertorio romantico sono tutti progetti che stabiliscono l’identità di Pygmalion. Attraverso un lavoro incentrato sulla fusione tra coro e orchestra, ma anche attraverso un approccio esecutivo drammaturgico, i vari risultati di Pygmalion sono stati rapidamente elogiati all’unanimità in Francia e all’estero. Accanto al suo ensemble, Raphaël Pichon si esibisce in particolare alla Philharmonie de Paris, al Château de Versailles, ai BBC Proms, al Bozar di Bruxelles, alla Konzerthaus di Vienna, alla Philharmonie di Colonia, al Palau de la Musica Catalana di Barcellona, ​​al Maggio Francese di Hong Kong o al Festival Musicale di Pechino. In campo operistico, Raphaël Pichon dirige varie produzioni all’Opéra Comique, al Festival Lirico di Aix-en-Provence, al Teatro Bolshoi di Mosca, all’Opera di Amsterdam e all’Opera Nazionale di Bordeaux. Collabora con registi come Katie Mitchell, Romeo Castellucci, Simon McBurney, Michel Fau, Pierre Audi, Jeanne Candel, Jochen Sandig, Cyril Teste, Aurélien Bory, Satoshi Miyagi, Laurent Pelly e Jetske Mijnssen. Nel 2020, in piena pandemia, Raphaël Pichon crea a Bordeaux Pulsations: un festival eclettico e polimorfo, che collabora con gli attori del territorio e programma concerti eccezionali in luoghi inaspettati sparsi per la città e la metropoli. Tra i progetti più notevoli degli ultimi anni citiamo il suo debutto al Festival di Aix-en-Provence con la realizzazione del progetto Trauernacht su musiche di Bach messa in scena da Katie Mitchell, la riscoperta dell’Orfeo di Luigi Rossi (2016), la ‘spazializzazione’ del Vespro della Beata Vergine di Claudio Monteverdi con Pierre Audi, un ciclo di incontri artistici attorno alle Cantate di Bach alla Philharmonie de Paris, l’integrale dei Mottetti e la Messa in Si di Bach, una versione scenica del Deutsche Requiem di Johannes Brahms nell’immensa base sottomarina di Bordeaux. Invitato regolarmente al Festival di Aix-en-Provence, ha diretto Il Flauto Magico nel 2018 messo in scena da Simon McBurney, a cui ha fatto seguito una versione teatrale del Requiem nel 2019 con Romeo Castellucci e dell’Idomeneo nel 2022 inscenato da Satoshi Miyagi. Durante la stagione 2022-2023, Raphaël Pichon dirige Pygmalion in nuove produzioni sceniche di Lakmé di L. Delibes all’Opéra Comique e de Il Coronamento di Poppea di Monteverdi all’Opéra National du Rhin. Continua la sua esplorazione della musica romantica con Mein Traum, un programma composito che include opere liriche di Schubert, Weber e Schumann con Stéphane Degout e la Sinfonia n° 2 Lobgesang di Mendelssohn. In qualità di direttore ospite, ha debuttato al Festival di Salisburgo nel 2018 insieme alla Mozarteum Orchester, alla Philharmonie di Berlino insieme alla Deutsches Symphonies-Orchester ed è stato invitato a dirigere l’Orchestra da Camera di Losanna, la Scintilla all’Opera di Zurigo, MusicAeterna di Teodor Currentzis, i Violons du Roy de Québec o ancora i Freiburger Barockorchester e la SWR Symphonieorchester insieme a Isabelle Faust. Nel 2021 ha debuttato a Boston con la Handel & Haydn Society Orchestra, dove è tornato nel 2022 per ‘Le nozze di Figaro’ di Mozart. Nel 2023 ha diretto la Filarmonica di Vienna al Festival di Salisburgo, nella stessa opera. Nel 2024, dirigerà l’Orchestra of St. Luke’s al Carnegie Hall nella Sinfonia n° 9 di Beethoven. Le sue numerose registrazioni sono pubblicate da Harmonia Mundi. Le pubblicazioni più recenti includono l’opera immaginaria Enfers con il baritono Stéphane Degout (2018), Libertà! attorno ai capolavori poco conosciuti di Mozart, i Mottetti (2020) e la Passione secondo Matteo (2022) di Bach, Mein Traum (Schubert, Schumann, Weber) (2022) e il ‘Vespro della Beata Vergine’ di Monteverdi (2023). Nel 2024, verrà pubblicato il Requiem di Mozart. L’intera sua discografia è stata acclamata unanimemente in Francia e all’estero. Raphaël Pichon è ufficiale nell’ordine delle Arti e delle Lettere.

Con il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea

Filarmonica della Scala
Michele Mariotti, direttore
Federico Colli, pianoforte

PROGRAMMA DI SALA

Filarmonica della Scala

La Filarmonica della Scala viene fondata dai musicisti scaligeri con Claudio Abbado nel 1982. Carlo Maria Giulini guida le prime tournée internazionali; Riccardo Muti, Direttore Principale dal 1987 al 2005, ne promuove la crescita artistica e ne fa un’ospite costante nelle più prestigiose sale da concerto internazionali. Da allora l’orchestra ha instaurato rapporti di collaborazione con i maggiori direttori tra i quali Leonard Bernstein, Giuseppe Sinopoli, Seiji Ozawa, Zubin Mehta, Esa-Pekka Salonen, Riccardo Chailly, Yuri Temirkanov, Daniele Gatti, Fabio Luisi, Gustavo Dudamel. Profonda è la collaborazione con Myung-Whun Chung e Daniel Harding. Daniel Barenboim, Direttore Musicale del Teatro dal 2006 al 2015, e Valery Gergiev, sono membri onorari, così come lo sono stati Georges Prêtre, Lorin Maazel, Wolfgang Sawallisch. Nel 2015 Riccardo Chailly ha assunto la carica di Direttore Principale contribuendo ulteriormente alla reputazione internazionale dell’orchestra. La Filarmonica realizza la propria stagione di concerti ed è impegnata nella stagione sinfonica del Teatro alla Scala. Ha debuttato negli Stati Uniti con Riccardo Chailly nel 2007, in Cina con Myung-Whun Chung nel 2008 ed è ospite regolare delle più importanti istituzioni concertistiche internazionali. Dal 2013 è protagonista del Concerto per Milano, il grande appuntamento sinfonico gratuito in Piazza Duomo, tra le iniziative Open Filarmonica nate per condividere la musica con un pubblico sempre più ampio, di cui fanno parte anche le Prove Aperte, il cui ricavato è devoluto in beneficenza ad associazioni non profit, e il progetto Sound, Music! dedicato ai bambini delle scuole primarie milanesi. Particolare attenzione è rivolta al repertorio contemporaneo: la Filarmonica della Scala commissiona regolarmente nuovi brani ai compositori del nostro tempo. Consistente la produzione discografica per Decca, Sony ed Emi. Le ultime pubblicazioni per Decca includono The Fellini Album, con musiche di Nino Rota, eletto Diapason d’Or de l’Année 2019,  Cherubini Discoveries e Respighi. L’ultima pubblicazione, Musa Italiana, celebra la musica ispirata all’Italia e include la Sinfonia “Italiana” di Mendelssohn insieme alle due ouverture “In stile italiano” di Schubert, ispirate a Rossini, e alle tre prime ouverture mozartiane di opere italiane rappresentate per la prima volta a Milano. L’attività della Filarmonica della Scala non attinge a fondi pubblici ed è sostenuta dal Main Partner UniCredit.

Michele Mariotti

Michele Mariotti è Direttore Musicale del Teatro dell’Opera di Roma dal 2022.

Insignito del 36° Premio Abbiati come Miglior direttore d’orchestra, è ospite dei principali teatri e festival italiani ed internazionali. Fra questi, La Scala di Milano, l’Opéra di Parigi, la Wiener Staatsoper, la Royal Opera House Covent Garden di Londra, la Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera, la Deutsche Oper di Berlino, il Festival di Salisburgo, il Rossini Opera Festival di Pesaro, il Metropolitan di New York, il San Carlo di Napoli, il Festival Verdi di Parma, l’Opera di Amsterdam, la Lyric Opera di Chicago, l’Opera di Los Angeles, il Festival di Wexford, il Théâtre des Champs-Elysées di Parigi, il Teatro Real di Madrid.
È salito sul podio dell’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia, dell’Orchestre National de France, dei Münchner Symphoniker, dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, della Danish National Symphony Orchestra, dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dei Bamberger Symphoniker, della Royal Philharmonic Orchestra, della Nederlands Philharmonisch Orkest, della Gürzenich Orchester Köln, della Filarmonica della Scala, della RTÉ National Symphony Orchestra, solo per citarne alcune.
Collabora con registi di spicco come Mario Martone, David McVicar, Emma Dante, Davide Livermore, Damiano Michieletto, Robert Carsen, Simon Stone, Michael Mayer, Herbert Fritsch, Benedict Andrews, Tobias Kratzer, Johannes Erath, Claus Guth, Deborah Warner.
Dal 2008 è stato Direttore principale e poi Direttore musicale fino al 2018 del Comunale di Bologna, teatro in cui ha diretto numerosi concerti sinfonici e decine di produzioni operistiche, fra cui La bohème con la regia di Graham Vick, che ha vinto il premio della critica musicale “Franco Abbiati” come miglior spettacolo del 2018. Ha guidato inoltre l’Orchestra e il Coro del Comunale di Bologna in tournée in varie città italiane e a Tokyo, a Mosca, a Parigi. Fra i suoi impegni più recenti, il debutto alla Wiener Staatsoper con Il barbiere di Siviglia e al Festival d’Aix-en-Provence con la nuova produzione di Moïse et Pharaon. Ha diretto, inoltre, al Teatro di San Carlo di Napoli Maometto II di Rossini e Otello di Verdi che ha portato anche al Festival d’Aix-en-Provence, Macbeth al Palau de les Arts Reina Sofia di
Valencia, Bohème all’Opera di Parigi, Guillaume Tell al Teatro alla Scala, Ermione al Rossini Opera Festival e Dialogues des Carmélites, Aida, Mefistofele di Boito, Tosca, il Trittico Ricomposto, Peter Grimes al Teatro dell’Opera di Roma e una tournée in Giappone con il Coro e l’Orchestra del Teatro romano. È salito sul podio dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, della Gürzenich Orchester Köln alla Philharmonie di Colonia, della Radio Filharmonisch Orkest al Concertgebouw di Amsterdam, della Tonkünstler Orchestra al Muiskverein di Vienna e della Tokyo Symphony Orchestra.

Nella stagione 2024/25 è impegnato in concerti sinfonici in Italia e in Europa al Teatro San Carlo, al Royal Concertgebouw, al LAC Lugano, al Maggio Musicale Fiorentino e sul podio dell’Orchestra Haydn con cui ha in programma un progetto triennale, e interpreta all’Opera di Roma Simon Boccanegra (apertura di stagione), Tosca, Suor Angelica e Il prigioniero di Luigi Dallapiccola (per il progetto Trittico Ricomposto), alle Terme di Caracalla West Side Story di Bernstein, alla Winer Staatsoper Norma.

Michele Mariotti ha concluso gli studi umanistici e si è diplomato in composizione al Conservatorio Rossini della sua città, Pesaro, dove ha anche studiato direzione d’orchestra sotto la guida di Manlio Benzi. Contemporaneamente si è diplomato in direzione d’orchestra presso l’Accademia Musicale Pescarese con Donato Renzetti.

Federico Colli

Federico Colli, di cui sono rinomati gli approcci virtuosistici e al contempo meditativi ai brani eseguiti, è diventato famoso dopo aver vinto il Concorso Mozart di Salisburgo nel 2011 e la Medaglia d’oro alla The Leeds International Piano Competition nel 2012. Da allora, è apparso con le più rinomate orchestre tra cui la Mariinsky Orchestra e la Filarmonica di San Pietroburgo, la Philharmonia Orchestra, la Royal Philharmonic, la BBC Symphony e la BBC Philharmonic, la Royal Liverpool Philharmonic, la Royal Stockholm Philharmonic, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Orchestre national d’Île-de-France, la Kammerorchester di Vienna, la Sinfonica di Amburgo e l’Orquestra Sinfônica Brasileira; si è esibito in sale del calibro del Musikverein e la Konzerthaus di Vienna, la Konzerthaus di Berlino, la Herkulessaal di Monaco, la Laeiszhalle e la Elbphilharmonie di Amburgo, la Beethovenhalle di Bonn, la NDR Landesfunkhaus di Hannover e la Gewandhaus di Lipsia, il Royal Concertgebouw di Amsterdam, la Royal Albert Hall, la Royal Festival Hall, la Barbican Hall, e la Cadogan Hall di Londra, il Rudolfinum di Praga, la Philharmonic Concert Hall di Varsavia, il Konserthuset di Stoccolma, la Philharmonie e la Salle Cortot di Parigi, la Mariinsky Concert Hall, l’Auditorium Parco della Musica di Roma e il Teatro Arcimboldi di Milano, il Teatro Sociedad Filarmonica di Bilbao, la Cidade Das Artes ed il Theatro Municipal di Rio de Janeiro, la Nikkei Hall di Tokyo, la Cultural Hall e la Bunka Kaikan Hall di Musashino, la Hong Kong City Hall Concert Hall, il Seoul Kumho Art Hall, il Lincoln Centre di New York e la Bennet Gordon Hall di Chicago. Ha collaborato con direttori d’orchestra del calibro di Valery Gergiev, Vladimir Ashkenazy, Yuri Temirkanov, Juraj Valčuha, Thomas Søndergård, Ed Spanjaard, Ion Marin, Alan Burybaiev, Joji Hattori, Vasily Petrenko, Jasper Kaspszyk, Ed Spanjaard, Roman Kofman, Alpesh Chauhan, Sir Mark Elder, Dennis Russel Davies, John Axelrod, Stanislav Kochanovsky e Sakari Oramo. Ѐ stato inoltre ospite di numerosi Festival, tra cui: il Robeco SummerNights di Amsterdam, la London Symphony Orchestra Season, l’International Piano Series e la Southbank Centre Classical Season di Londra, il Festival Pianistico della Ruhr a Dortmund, il Dvorakova International Festival a Praga, il Festival Chopin di Varsavia, il Rubinstein Piano Festival di Lodz, il Festival di Lucerna, il Festival Notti Bianche di San Pietroburgo e il Chicago Ravinia Festival. Attualmente Federico Colli registra per la casa discografica Chandos Records, con cui nel 2018 ha pubblicato un primo album molto apprezzato, interamente dedicato a Scarlatti, vincitore del Recording of the Year di Presto Classical, e un secondo album con opere di Bach e Bach-Busoni nel 2019. Il suo terzo album per questa etichetta, il Secondo Volume delle Sonate di Scarlatti, è stato premiato Recording of the Month dal BBC Music Magazine e dall’International Piano Magazine nell’aprile 202 ed è stato scelto da BBC Music Magazine come uno dei migliori album di musica classica del 2020: “Questa è una superba uscita dal più scintillante e originale di tutti i giovani artisti” (International Piano).
I suoi prossimi progetti con Chandos includeranno la pubblicazione di più album dedicati a Mozart, come solista o in musica da camera, così come un progetto russo dedicato a Shostakovich e Prokofiev.
Federico Colli ha condiviso il palcoscenico con artisti del calibro di Lang Lang, Martha Argerich, Nelson Freire e Leonidas Kavakos, ha collaborato con il Quartetto d’Archi della Scala ed il Quartetto Guadagnini ed è apparso anche come cover-star sulle riviste Suonare News, Pianist e Harmonie. Alcuni dei suoi concerti sono stati diffusi dalla Deutschlandfunk e Mitteldeutscher Rundfunk (MDR), dalla BBC Radio3, da RAI Radio3, da RAI 5, da Radio2 Polonia, dalla Radio Ceca, dalla ORF Austria e dalla RTÉ Lyric FM.
Impegni di rilievo per il futuro prevedono esibizioni alla Elbphilharmonie di Amburgo, alla Ehrbar Saal di Vienna per la Bechstein Serie, alla Queen Elizabeth Hall di Londra per la International Piano Serie e alla Wigmore Hall, alla Royal Concert Hall di Nottingham, alla Konzerthuset di Stoccolma, al Pohang Music Festival in Korea, al Rudolfinum di Praga e una tournée in Nord America (l’Herbst Theatre di San Francisco, il Trianon Theatre di San Josè, la Kalamazoo Gilmore Serie e la Chopin Society di Vancouver). Federico Colli suonerà con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, con la Philharmonic Orchestra di San Pietroburgo, con la Janáček Philharmonic, con l’Orchestre de Chambre de Lausanne, con l’Ulster Orchestra, con la English Chamber Orchestra e la Kaoshiung Symphony Orchestra in Taiwan.
Nato a Brescia nel 1988, Federico Colli ha studiato al Conservatorio di Milano, all’Accademia Internazionale di Pianoforte di Imola e al Mozarteum di Salisburgo, sotto la guida di Sergio Marengoni, Konstantin Bogino, Boris Petrushansky e Pavel Gililov. Ha ricevuto il “Grosso d’argento”, un premio conferito dalla sua città natale quale riconoscimento del prestigio internazionale ottenuto, mentre la sezione Critics’ Circle del mondo musicale britannico lo ha incluso tra i vincitori dei suoi ‘premi 2018’. E’ stato inoltre selezionato dall’International Piano Magazine come “uno dei 30 pianisti under 30 che domineranno il palcoscenico nei prossimi anni”.

Junge Deutsche Philharmonie
Roderick Cox, direttore
Kian Soltani, violoncello

PROGRAMMA DI SALA

Junge Deutsche Philharmonie

Junge Deutsche Philharmonie, ovvero ‘l’orchestra del futuro’: creativa, vivace e con un’incredibile propensione a plasmare il mondo musicale di domani. L’orchestra riunisce i migliori studenti dei conservatori di lingua tedesca dai 18 ai 28 anni, che mettono il loro cuore e la loro anima nella musica e che vogliono creare una visione per il futuro. Suonano secondo i più alti standard artistici, sviluppano performance sperimentali per il loro festival biennale FREISPIEL e visitano regolarmente le grandi sale da concerto in Europa e nel mondo. Jonathan Nott è Direttore Principale e Consulente Artistico dal 2014.
L’attenzione alla musica contemporanea è stata scritta nel DNA della Junge Deutsche Philharmonie fin dalla sua fondazione nel 1974. Questo perché l’orchestra desidera ‘oltrepassare i confini’, sconvolgere le abitudini di ascolto tradizionali e assaporare i mondi sonori di oggi. Accompagna il nostro pubblico in un viaggio musicale e cerca di assicurarsi che i suoi concerti siano memorabili. Oltre alla musica contemporanea, offre anche il grande repertorio sinfonico e la pratica esecutiva storicamente informata.
In quanto ‘orchestra del futuro’, la Junge Deutsche Philharmonie è pioniera tra le orchestre ‘democraticamente organizzate’ di tutto il mondo. In sostanza questo significa che i musicisti fanno quasi tutto da soli!

Ognuno di loro ha l’opportunità di prendere parte attiva alla gestione dell’orchestra contribuendo per esempio alla pianificazione del programma o entrando a far parte del consiglio direttivo stesso dell’orchestra. Condividono la passione per la musica anche verso ‘l’esterno’, organizzando lavori di sensibilizzazione della comunità, presentando discorsi pre-concerto, visitando le scuole mentre sono in tournée o collaborando a lungo termine con le scuole locali. I workshop, dedicati all’ampliamento degli orizzonti dei musicisti, e le prove con musicisti orchestrali esperti li preparano alla vita, professionale e non. Per l’orchestra questo è molto più che imparare a suonare il proprio strumento in un ambiente orchestrale: è un trampolino di lancio fondamentale per passare dallo studio all’essere un vero e proprio ‘musicista professionista’ e un sigillo di qualità per molte orchestre professionali. Non c’è da stupirsi che molti dei suoi diplomati abbiano accesso alle principali orchestre o ricoprano cattedre di alto livello di insegnamento. Dalle fila della Junge Deutsche Philharmonie sono stati generati numerosi rinomati ensemble che hanno avuto un impatto duraturo sulla vita culturale tedesca, quali la Deutsche Kammerphilharmonie Bremen, l’Ensemble Modern, l’Ensemble Resonanz e la Freiburg Baroque Orchestra. Il lavoro della Junge Deutsche Philharmonie ha l’onore di essere patrocinato dalla Commissaria Federale per la Cultura e i Media, Claudia Roth. I Berliner Philharmoniker invitano regolarmente l’ensemble alla Philharmonie di Berlino per suonare e per trasmettere in streaming i concerti dal vivo tramite la sua ‘Sala Concertistica Digitale’.
La Junge Deutsche Philharmonie è orgogliosa della sua speciale partnership con l’Orchestra Sinfonica di Bamberg che dura dal 2015 ed è grata per il generoso sostegno dei suoi Mecenati, del suo Consiglio di Amministrazione, dell’Associazione Freunde der Jungen Deutschen Philharmonie e dei suoi sponsor. Ultimo, ma non meno importante: il suo lavoro è stato premiato con il rinomato Binding-Kulturpreis nel 2020.

Roderick Cox

“Per Prokofiev, si trattava del suono dello spirito umano, ma dal punto di vista di Cox, suonava come se fosse la sua propria storia: prendere ciò che già aveva e immaginare se stesso dal nuovo.” (Sinfonia n. 5, Washington Post).  

Nel luglio 2020 Roderick Cox ha parlato al New York Times del suo impegno nel tentativo di cambiare le percezioni storiche e ristrette della musica classica. Attraverso la sua carriera, sia sul palcoscenico sia fuori, stabilisce un proprio standard di eccellenza, diversità, opportunità e accessibilità per la musica che ama. 
Dalla stagione 2024/25, Roderick Cox ricoprirà il ruolo di Direttore Musicale dell’Opéra Orchestre National de Montpellier Occitanie. Gli inviti dai più importanti ensemble internazionali includono la Philadelphia Orchestra, la Boston Symphony, l’Orchestre de Paris, la Los Angeles Philharmonic, la Cincinnati Symphony, la Cleveland Orchestra, la Philharmonia Orchestra e la Deutsches Symphonie-Orchester Berlin. È inoltre fondatore della ‘Roderick Cox Music Initiative’ (RCMI, 2019) – un programma che coltiva opportunità e offre borse di studio a giovani musicisti, di modo da rendere la musica più accessibile. Il pluripremiato film documentario del 2020, intitolato Conducting Life (Elk Mountain Productions), traccia il percorso di Roderick Cox e riflette la sua appassionata convinzione nel potere trasformatore della musica.
Tra le collaborazioni salienti più recenti si annoverano la Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin, la Staatskapelle Dresden, la Philharmonia Orchestra, la City of Birmingham Symphony Orchestra, la BBC Symphony Orchestra, l’Orchestre de la Suisse Romande, la Detroit Symphony Orchestra, la Minnesota Orchestra, la Seattle Symphony Orchestra e la Cincinnati Symphony Orchestra. Nella scorsa stagione Roderick Cox ha debuttato in Canada con l’Orchestre Symphonique de Montreal e il National Arts Centre di Ottawa. 

La stagione 2024/25 prevede nuove collaborazioni con la Philadelphia Orchestra, la Atlanta Symphony, la Halle Orchestra (UK), la Lahti Sinfonia, la WDR Symphony, oltre ad impegni con la Filarmonica di Rotterdam, i Bamberg Symphoniker, l’Orchestra dell’Opera Nazionale Finlandese, la Sinfonica di Anversa e la Sydney Symphony Orchestra. Inoltre Roderick Cox sarà impegnato in una tournée con la Junge Deutsche Philharmonie che includerà Berlino e Amburgo. Tornerà inoltre all’Orchestra da Camera del Festival Musicale di Aspen nell’estate del 2024. 
Nel 2024, Roderick Cox ha debuttato con l’English National Opera ne “Il Barbiere di Siviglia” di Rossini. Ha diretto alla Houston Grand Opera (“I Pescatori di Perle”), alla San Francisco Opera (“Il Barbiere di Siviglia”), alla Washington National Opera (“Blue” di Jeanine Tesori) e all’Opéra National de Montpellier (“Rigoletto” e “La Bohème”). 
Roderick Cox ha pubblicato, nel febbraio 2023, un’acclamata registrazione della “Negro Folk Symphony” di William Dawson con la Seattle Symphony Orchestra; questa registrazione ha ricevuto grandi elogi dal New York Times (“una delle cinque migliori registrazioni da ascoltare”), oltre a ricevere una valutazione a cinque stelle dal BBC Music Magazine. Nominata per il BBC Music Magazine’s Opera Award 2023, la registrazione dell’intrigante opera “Blue” di Jeanine Tesori con la Washington National Opera Orchestra, in associazione con la San Francisco Classical Recording Company, è stata pubblicata dall’etichetta Pentatone nel marzo 2022. 

Vincitore del Sir Georg Solti Conducting Award 2018 (U.S. Solti Foundation), Roderick Cox è nato a Macon, in Georgia. Ha frequentato la Schwob School of Music alla Columbus State University e poi la Northwestern University, laureandosi con un master nel 2011. Nel 2013 ha ricevuto il Robert J. Harth Conducting Prize dal Festival Musicale di Aspen e ha ricevuto borse di studio dalla Chicago Sinfonietta (nell’ambito del programma Project Inclusion) e dal Chautauqua Music Festival, dove è stato David Effron Conducting Fellow. Nel 2016, Roderick Cox è stato nominato Associate Conductor della Minnesota Orchestra, sotto la guida di Osmo Vänskä, per tre stagioni, dopo aver precedentemente collaborato come assistant conductor per un anno. 

 

Kian Soltani

Descritto da The Times come “violoncellista notevole” e da Gramophone come “pura perfezione”, Kian Soltani suona con uno stile che contiene profondità di espressione e maestria tecnica, a cui si abbinano una presenza scenica carismatica e una capacità di creare un’immediata connessione emotiva con il pubblico. Attualmente è invitato dalle principali orchestre, direttori d’orchestra e sale concertistiche del mondo e sta diventando uno dei più ricercati violoncellisti sulla scena internazionale.
Nella stagione 2023/24 sarà Focus Artist della Tonhalle-Orchester di Zurigo e condividerà il palcoscenico con i Wiener Symphoniker, la WDR Sinfonieorchester, la NDR Elbphilharmonie Orchestra, la Cincinnati Symphony Orchestra, l’Orchestre de Chambre de Lausanne, la Konzerthausorchester Berlin e la NHK Symphony Orchestra. Terrà inoltre tournée con la Camerata Salzburg e la Mahler Chamber Orchestra. I suoi recenti successi orchestrali includono collaborazioni con l’Orchestre de la Suisse Romande, la Deutsche Kammerphilharmonie Bremen, la Netherlands Radio Philharmonic Orchestra, la Detroit Symphony Orchestra e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Nel campo dei recital continua ad apparire in sale e serie prestigiose tra cui la Pierre Boulez Saal di Berlino, la Wigmore Hall di Londra, il Musikverein di Vienna, la Beethovenhaus di Bonn e la Konzerthaus di Dortmund. Nel 2017 Kian Soltani ha firmato un contratto discografico in esclusiva con Deutsche Grammophon e il suo primo disco, intitolato ‘Home’, è uscito nel febbraio 2018; il CD ha ottenuto grande successo internazionale ed è stato descritto da Gramophone come “sublime”. Da allora Kian Soltani ha registrato altri dischi, tra i quali quello con i Trii per pianoforte di Dvorak e Tchaikovsky eseguiti dal vivo con Lahav Shani e Renaud Capucon all’Aix Easter Festival nel 2018 e quello con il Concerto per violoncello di Dvořák con la Staatskapelle Berlin e Daniel Barenboim (agosto 2020).

Nek 2022 ha vinto l’Innovative Listening Experience Award e un Opus Klassik, il più ambito riconoscimento tedesco nel campo della musica classica, ricevuto per “Cello Unlimited”, album pubblicato nell’ottobre 2021. Per tale incisione Kian Soltani ha collaborato con Deutsche Grammophon per tutto il 2020: una vera e propria celebrazione delle musiche per violoncello e le colonne sonore cinematografiche. Lo stesso Kian Soltani ha commentato così: “Tutto ciò che ascolterete di questo album è frutto esclusivo del mio violoncello e di me stesso. Le potenzialità di questo strumento sono illimitate e infinite, e questo album vuole celebrare proprio il violoncello e questo genere di musica”.
Kian Soltani ha attirato l’attenzione di tutto il mondo nell’aprile 2013, con la vittoria del Concorso Internazionale Paulo di Helsinki. Nel febbraio 2017 ha vinto anche il rinomato Leonard Bernstein Award in Germania mentre nel dicembre dello stesso anno è stato insignito del prestigioso Credit Suisse Young Artist Award.

Nato a Bregenz nel 1992 da una famiglia di musicisti persiani, Kian Soltani ha iniziato a suonare il violoncello all’età di quattro anni e, a soli dodici anni, è entrato a far parte della classe di Ivan Monighetti all’Accademia Musicale di Basilea. È stato scelto come destinatario della borsa di studio della ‘Anne-Sophie Mutter Foundation’ nel 2014 e ha completato ulteriori studi come membro del Young Soloist Program presso l’Accademia di Kronberg, in Germania. Si è ulteriormente perfezionato alla International Music Academy del Liechtenstein. Dall’ottobre 2023 detiene la posizione di Professore di violoncello all’Universität für Musik und darstellende Kunst di Vienna, in Austria. Kian Soltani suona un violoncello Stradivari “London ex Boccherini 1694”, su gentile concessione della Beares International Violin Society.

 

Jean-Efflam Bavouzet, pianoforte

PROGRAMMA DI SALA

Jean-Efflam Bavouzet

Jean-Efflam Bavouzet gode di una prolifica carriera concertistica internazionale. Tra I suoi ingaggi per la stagione 2023/24 figurano la collaborazione con l’orchestra Les Siècles sotto la direzione di Francois Xavier-Roth, con la Lahti Symphony Orchestra e il direttore Arvo Volmer, la National Polish Radio Symphony Orchestra diretta da Leonard Slatkin e la Kyoto Symphony Orchestra con la direzione di Junichi Hirokami. Ha inoltre partecipato al Festival Eunescu a fianco della Manchester Camerata con la direzione di Gábor Takacs-Nagy e lavorerà inoltre con la Karol Szymanowski Filharmonia e Antoni Wit a Cracovia. Bavouzet è da tre anni artista in residence alla Wigmore Hall, dove si esibisce sia in recital solistici sia in collaborazione con ensemble cameristici tra cui il Quatuor Danel e l’Ensamble Orsino o in duo con il violoncellista Steven Isserlis. Prossimamente eseguirà un programma unico con composizioni di Debussy, Liszt e Massenet presso la Wigmore Hall, la Glasshouse, la SJE di Oxford e nella città giapponese di Hamamatsu. Bavouzet registra in esclusiva per l’etichetta Chandos. Recentemente l’incisione di A Musical Tribute to Pierre Sancan con la BBC Philharmonic Orchestra e il direttore Yan Pascal Tortelier è stata insignita dei premio Gramophone Editor’s Choice e di un Diapason d’Or.

Le sue registrazioni delle sonate di Haydn per Pianoforte sono considerate uno dei migliori prodotti della Gramophone e il suo album The Beethoven Connection ha ricevuto numerosi plausi dalla stampa di settore tra cui il New York Times, il BBC Music Magazine e la rivista Choc-Classica. Tra I progetti in corso d’opera figura il ciclo completo dei concerti di Mozart per Pianoforte con la Manchester Camerata e il direttore Gábor Takács-Nagy, il quarto volume dei quali ha ricevuto una nomination ai Gramophone Award nel 2020. Sta inoltre registrando la serie completa dei Concerti di Beethoven con la Swedish Chamber Orchestra in doppia veste di pianista e direttore. Bavouzet ha inoltre ricevuto un premio Choc de l’Année nel 2010. Bavouzet è un promotore del repertorio francese meno conosciuto, come le composizioni di Gabriel Pierné e Albéric Magnard. Ricopre la cattedra di Pianoforte presso la Royal Northern College of Music ed è parte del comitato direttivo del festival Pianofest negli Hamptons. In 2012 era Artista dell’anno per la ICMA e nel 2008 gli è stato riconosciuto il primo Premio Élite di sempre a Pechino per la sua serie completa di sonate di Beethoven.

Con il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea

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