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I Teatri di Reggio Emilia

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Ciaikovskij

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Ciaikovskij è ritenuto uno dei maggiori compositori russi dell’800. Nato nel 1840 morì precocemente a San Pietroburgo nel 1893. Nei suoi 53 anni di vita le sue composizioni spaziano attraverso tutti i generi musicali, includendo sinfonie, opere, concerti per pianoforte e violino, musica da camera, musica sacra, sonate ed è l’unico, tra i suoi contemporanei, a scrivere musiche per balletti, collaborando con librettisti e coreografi. Tra le composizioni più popolari, accanto alla sesta sinfonia, la Patetica, che resta il suo capolavoro, ai concerti e alle opere, si annoverano tre balletti: Il Lago dei Cigni, La bella addormentata e Lo Schiaccianoci.
Nel 1900 molti coreografi hanno creato balletti su sue musiche sinfoniche grazie alla bellezza ed espressività delle sue musiche. Culturalmente distante dai compositori russi del suo tempo, e in contrasto con lo storico Gruppo dei Cinque d’ispirazione nazionalista, Ciajkovskij rivelò nella sua musica uno spirito cosmopolita, studiando tutta la vita la musica dell’Europa occidentale. Ha amato unire le caratteristiche della musica tradizionale russa alla prassi musicale classica.

I BALLETTI

LA BELLA ADDORMENTATA NEL BOSCO
Cenni storici
La bella addormentata nel bosco è il secondo, per cronologia di composizione, dei tre balletti di Piotr Ilic Ciaikovskij. Il 13 maggio 1888 l’allora direttore dei teatri imperiali Ivan Vsevoložskij commissionò a Ciaikovskij un nuovo balletto, basato sulla fiaba di Charles Perrault, La bella Addormentata. La passione di Vsevoložskij per l’epoca di Luigi XIV portò il direttore a concepire lo scenario nello stile del balletto di corte del XVII secolo: la coreografia, che secondo Vsevoložskij doveva divenire l’opera più importante dei teatri imperiali e del repertorio pietroburghese, fu affidata al pluridecorato Marius Petipa, già coreografo di numerosi e famosi balletti. Questi divenne poi anche coautore del libretto, insieme appunto al direttore. La prova generale avvenne in presenza dello zar Alessandro III e la prima ebbe luogo il 15 gennaio 1890 presso il Teatro Marinski di San Pietroburgo: la direzione orchestrale fu di Riccardo Drigo, protagonista l’italiana Carlotta Brianza (nel ruolo di Aurora) accanto al russo Pavel Gherdt (nel ruolo del Principe Desiré). Bisogna aspettare però il 1896 perché il balletto giunga in Italia, al Teatro alla Scala di Milano: l’allestimento milanese fu anche il primo allestimento ad essere eseguito al di fuori della scena pietroburghese. Solo nel 1899 arrivò al Teatro Bolshoi di Mosca
La trama
Alla reggia: la principessina Aurora sarà presentata alla corte e sette fate le recheranno i loro doni. Ma la perfida fata Carabosse indispettita per non essere stata invitata, irrompe e scaglia una maledizione: al compimento del sedicesimo anno Aurora morirà pungendosi un dito. La buona fata dei Lillà interviene: Aurora non morirà, cadrà addormentata e un bacio la desterà. Il tempo passa: si festeggiano i 16 anni di Aurora. Una vecchina le porge dei fiori e come essa li tocca si punge e cade al suolo: la profezia si è avverata. Trascorrono cento anni, il principe Desiré si aggira in una radura del bosco pervaso da una sottile malinconia. La fata dei Lillà gli appare e lo conduce da Aurora: Desiré la contempla rapito e la bacia spezzando l’incantesimo. Aurora si desta e con lei tutto ritorna alla vita: Desiré ne chiede la mano e il balletto termina con una grande festa di nozze.

ROMEO E GIULIETTA
Cenni storici
Romeo e Giulietta è un’ouverture fantastica per orchestra composta da Ciaikovskij nel 1869 tratta dall’omonimo dramma di William Shakespeare. Come altri compositori, da Berlioz a Prokofiev, Čajkovskij venne profondamente ispirato da Shakespeare e scrisse anche altre opere basate su suoi soggetti. A differenza di altre composizioni più celebri di Ciaikovskij, Romeo e Giulietta non ha un numero d’opera. Anche se scritta come ouverture fantastica, il disegno complessivo è quello di un poema sinfonico con una introduzione ed un epilogo. A differenza dei balletti con lo stesso titolo su musica di Prokofiev e Berlioz che hanno avuto diverse messe in scena da differenti coreografi, il balletto di Ciaikovski è stato coreografato per la prima volta da Marinel Stefanescu nel 1975 a Martina Franca (Puglia) per il primo Festival della Valle d’Itria prima ancora di fondare la Compagnia di balletto con Liliana Cosi. Da allora sono state centinaia le repliche.
La trama
Giulietta e Romeo appartengono a due nobili famiglie rivali di Verona: i Capuleti e i Montecchi. Romeo introdottosi mascherato in casa Capuleti durante una festa, balla con Giulietta ed entrambi si innamorano. Essi decidono di sposarsi in segreto con l’aiuto di fra’ Lorenzo, confessore della giovane. Intanto Tebaldo cugino di Giulietta, uccide Mercuzio, carissimo amico di Romeo e poi provoca anche Romeo sfidandolo a duello durante il quale suo malgrado lo uccide. Per questo Romeo viene cacciato da Verona. Trascorsa la sua ultima notte con l’amata, fugge all’alba verso Mantova. Frattanto il padre impone a Giulietta di sposare il nobile Paride; per impedirlo fra’ Lorenzo procura una pozione che la fa cadere in un sonno simile alla morte, il suo corpo viene portato nella cripta di famiglia. Romeo che fra’ Lorenzo non ha fatto in tempo ad avvertire dello stratagemma, si precipita a Verona e si uccide sul corpo dell’amata. Quando infine Giulietta si risveglia e scorge Romeo senza vita si trafigge col pugnale di lui.

IL LAGO DEI CIGNI
Cenni storici
Il balletto è stato scritto tra il 1875 e il 1876 ed è andato in scena col libretto di Begicev ispirato ad una fiaba tedesca. Il debutto nel 1877 al Teatro Bolshoi ebbe una tiepida accoglienza per diversi fattori: l’orchestra e il direttore non erano adeguati per una partitura così complessa e anche gli interpreti del balletto e il coreografo Julius Reisinger non all’altezza. Si dovette aspettare il rifacimento di Marius Petipa e Lev Ivanov del 1895, con l’aiuto del compositore italiano Riccardo Drigo che aggiunse e spostò delle parti musicali sempre dell’autore stesso, e così finalmente ritornò in scena al Teatro Marinski di San Pietroburgo, a due anni dalla morte di Ciaikovskij, ottenendo un pieno successo. I protagonisti furono l’italiana Pierina Legnani e il russo Pavel Gherdt. Da allora tutte le diverse messe in scena e allestimenti si rifaranno a questa seconda versione facendo de Il Lago dei Cigni una pietra miliare del balletto classico. Forse è il balletto classico più rappresentato nel mondo, in assoluto.
La trama
Il principe Siegfried durante una uscita di caccia in un bosco vicino ad un lago vede passare uno stormo di cigni in volo, sta per lanciare una freccia quando vede i cigni tramutarsi in fanciulle guidate da Odette, loro principessa. Stregate da un maleficio del mago Rothbart solo di notte le fanciulle riprendono sembianze umane e soltanto un uomo che amerà Odette in assoluta fedeltà potrà spezzare il sortilegio. Siegfried innamorato di Odette le giura eterno amore. Il giorno dopo nella reggia si dà un gran ballo e la madre presenta a Siegfried le fanciulle tra cui scegliere la sua sposa, ma il cuore del principe è ormai solo per Odette. Improvvisamente fa il suo ingresso uno sconosciuto che conduce una splendida fanciulla dalle sembianze di Odette, soltanto vestita di nero. E’ Odile creatura di Rothbart che cerca di trarre in inganno Siegfried. Questi si crede di trovarsi davanti l’amata e la presenta alla madre come sua sposa. Non sa di venir meno al patto di fedeltà segnando il destino di Odette e gettandola nella disperazione. Ma Siegfried scoperto l’inganno lotta contro le furie della natura scatenate da Rothbart e riesce a sconfiggerlo: l’amore trionfa e svanisce l’incantesimo.

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