Gianni Celati
Gianni Celati (Sondrio, 1937 – Brighton, 2022) per 50 anni è stato una sorta di sismografo dei fermenti culturali che hanno trasformato radicalmente la società italiana a partire dagli anni Settanta. Agitatore culturale, scrittore-filosofo, lettore onnivoro capace di cogliere in anticipo e spesso in controtendenza rispetto al panorama italiano il mutamento dei paradigmi culturali, è stato anche studioso e saggista, traduttore, sceneggiatore e regista, oltre che viaggiatore instancabile e inquieto. Dopo aver trascorso l’infanzia e l’adolescenza in provincia di Ferrara, si laurea a Bologna con una tesi su James Joyce. Scrive articoli per numerose riviste come “Lingua e stile”, “Il Verri”, “Il Caffè”. Nel 1971 pubblica per Einaudi – per volontà di Italo Calvino – il suo primo romanzo, Comiche. Docente in varie università italiane, al Dams di Bologna ha tra i suoi allievi Pier Vittorio Tondelli, Enrico Palandri, Andrea Pazienza, Freak Antoni. Tra le sue opere più note, (1985, premi Cinque Scole e Grinzane Cavour), la trilogia Parlamenti buffi (1989, premio Mondello 1990), La banda dei sospiri. Romanzo d’infanzia (1976), Lunario del paradiso (1978), Avventure in Africa (1998, premio Comisso), Fata Morgana (2005, premi Flaiano e Napoli), Vite di pascolanti (2006, premio Viareggio), Bambini pendolari che si sono perduti (2011), Recita dell’attore Vecchiatto (2013). Ha inoltre curato la traduzione di numerose opere dall’inglese come Bartleby lo scrivano di Melville (1991), La Certosa di Parma di Stendhal (1993), I viaggi di Gulliver di Swift (1997). Si è occupato della trascrizione in prosa del poema di Matteo Maria Boiardo, L’Orlando innamorato raccontato in prosa (Einaudi, 1994). Si è anche dedicato al cinema: ha girato film documentari come Strada provinciale delle anime, Il mondo di Luigi Ghirri, Case sparse. Visioni di case che crollano.
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