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I Teatri di Reggio Emilia

I Teatri di Reggio Emilia

Fondazione I Teatri Reggio Emilia

Biglietteria (si apre in una nuova finestra)

Ghida Hachicho

Ghida Hachicho
Prelude to violence

The Gathering Project

  • Descrizione
  • Bio
  • Acquista
  • Crediti

Sabato 19 Settembre – ore 16:00

Palcoscenico del Teatro Ariosto

Festival Aperto

Durata: 45 minuti

Un’indagine coreografica sulla violenza, il territorio e i confini invisibili che attraversano il vivente.

Descrizione

Il progetto mira a comprendere e analizzare la violenza di natura territoriale esaminando un esempio lontano, al di fuori del mondo umano. L’interesse principale per la «guerra degli scimpanzé di Gombe» risiede nel suo significato di primo caso documentato di violenza estrema tra gli scimpanzé, che mette in discussione la convinzione di lunga data secondo cui si tratterebbe di una specie pacifica. Questa consapevolezza costituisce il punto di partenza della mia indagine.

La Guerra degli scimpanzé di Gombe fu un conflitto violento tra due gruppi di scimpanzé, i “Kasakela” e i “Kahama”, che ebbe luogo nel Parco Nazionale di Gombe Stream in Tanzania, osservato e documentato dalla primatologa Jane Goodall nei primi anni ’70. I due gruppi un tempo facevano parte della stessa comunità prima di separarsi. La guerra durò dal 1974 al 1978 e comportò aggressioni strategiche e organizzate e attacchi pianificati estremamente violenti, compresi casi di cannibalismo.
Il gruppo Kasakela diede inizio al conflitto quando iniziò ad espandere il proprio territorio in un’area abitata dal gruppo Kahama. La guerra fu caratterizzata da brutali imboscate, attacchi e scontri violenti. Nel corso degli anni, il gruppo Kasakela ha di fatto annientato il gruppo Kahama uccidendone sistematicamente i membri.

L’interesse per questo progetto è nato dall’aver assistito, direttamente e indirettamente, alle guerre che si sono svolte nella regione e alle immagini prevalenti di violenza e distruzione. Non mi interessa fare un confronto, ma tornando indietro e ricostruendo gli eventi della guerra di Gombe, possiamo iniziare a comprendere e analizzare una capacità inquietante, simile o parallela, di violenza e territorialità che permea il confine tra spazi selvaggi e urbani.

Sto utilizzando questo episodio storico per esplorare narrazioni sia familiari che sconosciute relative alla violenza, allo spazio e alla territorialità. Sto ricostruendo e ripercorrendo l’evento attraverso materiale rappresentativo e descrizioni esistenti, osservandoli nuovamente attraverso una lente coreografica.

(Ghida Hachicho)

The Gathering project

Dalla colazione libanese alla festa in piazza aperta alla città: una giornata intera dedicata al Mediterraneo e alle sue voci artistiche, in una successione di momenti in spazi diversi, dentro e fuori dai teatri

Bio

Ghida Hachicho

Ghida Hachicho è un’artista, coreografa e scenografa con sede a Beirut. Ha conseguito un master in performance presso la Goldsmiths, University of London, e una laurea in architettura presso l’American University of Beirut. Nel 2017 ha partecipato al “Home Workspace Program” presso Ashkal Alwan. Lavora con diversi mezzi espressivi, principalmente la coreografia e l’installazione. La coreografia qui si espande oltre il corpo danzante, non solo come pratica estetica ma anche come processo sociale e storico di organizzazione dei corpi, delle loro relazioni e della loro disposizione nel tempo e nello spazio. Tra i suoi progetti figurano “Studies on the movement of a group” (2021), “Beyond a certain point movement itself changes” (2019) e “Studies on movement” (2019-2017).

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
19/09/2026 16:00 da € 5,00 Acquista

Riduzioni

Carnet 3 spettacoli: Ghida Hachicho, Hamdi Dridi, Dance People: 15 euro
(solo in biglietteria)

Con il carnet 3 spettacoli colazione libanese
gratuita
(prenotazione obbligatoria in biglietteria)

Crediti

Concept e regia Ghida Hachicho 
interpretazione e performance Mounzer Baalbaki, Ghida Hachicho 
musica e sound design Shakeeb Abu Hamdan 

Coproduzione Cie Omar Rajeh & Maqamat; LAC Lugano Arte e Cultura; Festival Aperto / Fondazione I Teatri di Reggio Emilia; residenze con il sostegno del programma di residenze di PACT Zollverein (Essen); Culture Resource; Amadeus – École de danse et de musique. 
Tournée 2026 con il sostegno del Programme international de diffusion artistique (PIDA).

Partner

Fondatori

Con il sostegno di

Naghash ensemble

Naghash ensemble

  • Descrizione
  • Bio
  • Acquista
  • Crediti

Sabato 3 Ottobre – ore 20:30

Teatro Ariosto

Festival Aperto

Musica che viene da lontano. E per questo arriva ovunque

Descrizione

Tutto comincia nel 2006, in un tempio antico in Armenia. Il compositore armeno-americano John Hodian sente per la prima volta la voce del soprano Hasmik Baghdasaryan risuonare tra le pietre di Garni, e decide che non può fare altro: deve scrivere musica per quella voce. Da quell’incontro nasce il Naghash Ensemble — e una delle esperienze musicali più inclassificabili e necessarie della scena contemporanea. 
Il punto di partenza è il corpus poetico di Mkrtich Naghash, sacerdote e poeta armeno del XV secolo che trascorse anni in esilio e lasciò sedici poemi: meditazioni sul rapporto con Dio, sulla perdita, sull’identità dispersa nel mondo. Hodian li ha messi tutti in musica, costruendo un linguaggio che attraversa mondi diversi: c’è la spiritualità del canto popolare armeno, c’è la musica classica contemporanea, il post-minimalismo, il jazz, persino il rock. Strumenti antichi come il duduk, l’oud e il dhol convivono con il pianoforte senza che nessuno suoni fuori posto. 
Il risultato è musica che — come ha scritto la radio tedesca BR Klassik — “non si riesce a dire se sia antica o nuova, straniera o familiare, occidentale o orientale, semplice o complessa. Una musica che sfugge a ogni etichetta.” Tigran Mansurian, il più grande compositore armeno vivente, l’ha definita semplicemente “il suono dell’antica Armenia reinventato per il XXI secolo.” 
Sul palco del Teatro Ariosto salgono tre voci femminili, il duduk, l’oud, il dhol e il pianoforte di Hodian. Un ensemble che ha girato il mondo e che nel live trova il suo habitat naturale. 

Bio

Naghash ensemble

L’ensemble Naghash combina la spiritualità terrena del folk armeno, la musica classica contemporanea, il post-minimalismo contemporaneo con l’energia del jazz e del rock. Tre brillanti cantanti e alcuni tra i migliori suonatori Armeni di Duduk, Oud, Dhol e Pianoforte suonano una musica moderna, basata sui testi sacri composti dal mistico compositore e sacerdote Armeno medievale Mkrtich Naghash. Composte dal compositore Armeno-Americano John Hodian, le “Canzoni d’esilio” dell’Ensemble Naghash sono una profonda meditazione sulla relazione uomo-dio, vista dal punto di vista di un sacerdote costretto all’esilio per diversi anni. Parte Musica Folk, in parte Classica e profondamente struggente.

L’idea per The Naghash Ensemble è nata quando ho sentito per la prima volta Hasmik Baghdasaryan cantare in un antico tempio pagano fuori Yerevan, in Armenia. Stava cantando musica  armena medievale e la sua voce era sbalorditiva. Ad aggiungere un velo magia c’era l’acustica unica del tempio. Il suono mi ha accompagnato per giorni dopo e ho deciso di scrivere qualcosa che avrebbe utilizzato questo suono in un modo nuovo.
Avevo un’idea chiara del tipo di musica che volevo creare per la voce di Hasmik, ma ci sono voluti anni per scoprire il testo giusto. Ho trascorso mesi a fare ricerche nelle biblioteche di Yerevan, New York e Berlino. Quando finalmente mi sono imbattuto in un piccolo frammento del poeta armeno medievale Mkrtich Naghash, le parole sono balzate fuori dalla pagina e mi sono entrate nell’anima. Sapevo di aver trovato il mio testo. Essendo a Yerevan in quel periodo, sono riuscito a rintracciare le restanti 14 poesie. Dopo essermi tormentato su quale di questi testi usare, ho deciso che li avrei musicati tutti.
Naghash era prima di tutto un sacerdote e la sua poesia derivava dai suoi sermoni. Di particolare interesse per me erano i bellissimi testi di Naghash che avevano a che fare con la difficile situazione del “Ghareeb”, o esiliato, qualcuno senza patria. Essendo di origine armena e nipote di sopravvissuti al genocidio, il triste stato del Ghareeb era qualcosa con cui potevo relazionarmi. Sebbene scritti nel 1500, è sorprendente quanto i testi di Naghash siano attuali in questi tempi difficili.
Grazie alla perseveranza e alla fortuna, sono riuscito a riunire alcuni dei migliori musicisti e cantanti in Armenia. Tutti hanno una profonda conoscenza della musica popolare e spirituale armena, ma si sono formati al Conservatorio e sanno suonare o cantare qualsiasi cosa. Insieme abbiamo trascorso innumerevoli ore a provare, esibirci e viaggiare in tutta Europa. Ogni membro porta qualcosa di veramente unico al suono del Naghash Ensemble e continuo a essere stupito dalle loro abilità trascendentali, sia come musicisti che come esseri umani.

— John Hodian

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
03/10/2026 20:30 da € 15,00 Acquista

Riduzioni

Iscritti Unimore > 50%

Under 30 > 30%

Amici dei Teatri > 20%

Over 65 > 15%

Altre riduzioni

Crediti

Hasmik Baghdasaryan soprano
Tatevik Movsesyan soprano
Shahane Zalyan contralto
Andranik Gasparyan, duduk

Aram Nikoghosyan oud
Tigran  Hovhannisyan dhol
John Hodian pianoforte e composizione

Partner

Fondatori

Con il sostegno di

Altri Rami
per ensemble, elettronica e video

Altri Rami
per ensemble, elettronica e video

di Filippo Perocco
nuova commissione e prima assoluta 

  • Descrizione
  • Bio
  • Acquista
  • Crediti

Domenica 4 Ottobre – ore 18:00

Teatro Cavallerizza

Festival Aperto

coproduzione Festival Aperto / Fondazione I Teatri Reggio Emilia

E se le angosce del mondo potessero trasformarsi in piante, alberi e fiori?

 

Descrizione

“In un giorno di delirio collettivo e perdita di coscienza, gli esseri umani caduti in trance si trasformano in piante, alberi e fiori, per vivere, transitoriamente, in una sorta di inconscio transpersonale. Ciò che fino a quel giorno veniva chiamato intelligenza si inceppa nel sogno per giungere a una speciale forma di conoscenza. In questo stato ogni condizione personale si trasfigura in una complessità di altri viaggi. Un paesaggio variopinto, dimora di simboli e di imago mitiche e ineffabili.  
Alla fine di questa alterazione dionisiaca della ragione, sprofondati nell’oscurità dell’inconscio, visto dove di norma non si vede, abissi ed estasi, gli esseri umani si riappropriano del corpo, dell’unicità di ciascuno. Ora dilatata, risanata e connessa. Altri Rami, non vive e non definisce tutto questo (chissà, forse lo ripercorrerò in un prossimo lavoro), ma ne evoca la memoria, parziale. Anche in questo nuovo brano abitano i miei consueti tarli del comporre. L’antimuscolarità intesa come materiale sonoro residuale di un’essenza che resiste; il detrito che si fa voce e voci tra gli strumenti; un profilo (del suono) eroso, quasi astigmatico, perseverante e ridondante, come una nenia precaria.
Un rapporto, con il suono, sempre tattile, concreto, poroso e brulicante.
Ci sono molti luoghi che raccontano tutto questo, come la natura e le sue metamorfosi. 
Un albero e i suoi rami.
‘Tra le fronde degli alberi stormisce il mondo, le loro radici affondano nell’infinito; tuttavia non si perdono in esso, ma perseguono con tutta la loro forza vitale un unico scopo: realizzare la legge che è insita in loro, portare alla perfezione la propria forma, rappresentare se stessi’ (Hermann Hesse)

Altri Rami si mette in ascolto. 
Un albero canta, a volte sussurra, altre ancora osserva e ci fa meditare le ramificazioni dell’elemento naturale attraverso un’ecologia dello stupore.”

(F.P.)

 

Bio

Filippo Perocco

Ha partecipato alla 40ª e alla 41ª edizione dei Ferienkurse für Neue Musik di Darmstadt.
È stato compositore residente presso il Centro Europeo delle Arti di Dresda e l’Accademia Americana a Roma, nonché compositore ospite presso la Boston University, la Tufts University, la New York University, il Conservatoire national supérieur de musique et de danse de Paris e il Conservatorio di Lugano.
Nel 2009 ha ricevuto la borsa di studio Fulbright.
Nel 2016 è stato compositore in residenza presso l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi.
La sua ultima opera, Aquagranda, commissionata dal Teatro La Fenice, è stata rappresentata in prima assoluta in occasione dell’apertura della stagione lirica 2016/2017 e ha ricevuto il Premio Speciale del “XXXVI Premio della Critica Musicale – Franco Abbiati – 2017”.
Le sue opere sono state commissionate da Biennale Musica di Venezia, ENPARTS, Eclat, La Fenice, Traiettorie, Milano Musica, Maggio Musicale Fiorentino, Villa Romana, MdI ensemble, L’imaginarie, Ludus Gravis, Ravenna Festival, Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, Associazione Scarlatti, Mata Festival, Teatro Lirico di Spoleto, Tilt Brass, Sentieri Selvaggi, Taschenopern Salzsburg, Klang21, Incontri Asolani, Teatro Olimpico di Vicenza, Finestre sul ‘900, Ravenna Festival, Divertimento ensemble, ExNovo, Brighton Festival, Kaida, VokalensembleNeueMusik, Astra concerts, Altri Canti, Brinkhall Summer Concert, ECHO.
Le sue opere sono eseguite dalla da Holland Symphonia, dai Dresdner Sinfoniker, dalla Young Janáček Philharmonic Orchestra, dalla Sinfonia Varsovia, dall’Orchestre National de Lorraine, dall’Orchestra d’Archi Italiana, dall’ORT, dall’Orchestra Mitteleuropa, Scharoun Ensemble Berlin, ModernArtEnsemble, Orchestra del Teatro La Fenice, Dresden Sinfonietta, Virtuosi Italiani, Vocal Modern, CoroinCanto, Ixion, Aleph, Argento, Knights, Accroche Note, Algoritmo, Kaida, ExNovo, Astra Choir, e trasmesse da Radio di Belgrado, NPS, WQXR, SBS, BBC, RAI, Polski Radio.
Le sue composizioni sono state eseguite in diversi festival quali Gaudeamus, Manca, Aspekte Salzsburg, Time of Music, Acanthes, Warsaw Autumn, ExNovoMusica, Musica Strasbourg, Contemporanea Udine, Theatre Dunois Paris, Musica/Realtà, Timisoara International Music Festival, American Film Festival, Center For New Music – San Francisco, Unerhörte Musik – Berlin, Cantiere di Montepulciano, BEAMS, Zèppelin, Axes, De IJsbreker, Tufts New Music Festival, Rencontres Lunel, C. N. de la Música México, New London Wind Festival, Boston Harp Festival, Review of Belgrade.
In qualità di direttore d’orchestra, oltre all’attività con L’arsenale, collabora con diversi ensemble (Neue Vocalsolisten, Ensemble U, Ensemble Prometeo, MdI ensemble, ExNovo Ensemble, EuropaChorAkademie, OENM, United Instruments of Lucilin, Mannheimer Schlagwerk, Argento, ACME, Ecce, Metropolis), festival (Biennale di Venezia, Traiettorie, AngelicA, Mata Festival, Estonian Music Days, Festival Hörfest Neue Musik, Taschenopern Festival, American Film Festival, Unerhörte Musik, Rassegna Nuova Musica, Tufts New Music Festival, Amici della Musica, CZ95, Compositori a Confronto, Baregmusic, Festival Suggestioni, New Music Brandeis) e università (Harvard University, Johannes Gutenberg-Universität Mainz, Brandeis University, Northeastern University, Estonian Academy of Music and Theatre.
È cofondatore e direttore artistico dell’ensemble L’arsenale (Treviso).
Le sue opere sono pubblicate da ArsPublica e Doblinger.

 

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
04/10/2026 18:00 da € 10,00 Acquista
 

Crediti

Ensemble L’arsenale 
direttore Filippo Perocco  
video visuals Lillevan 
mise en espace, luci  Marco Maccieri

nuova commissione e prima assoluta 

coproduzione Festival Aperto / Fondazione I Teatri Reggio Emilia – Teatro Del Monaco Treviso

con il sostegno di SIAE

Partner

Fondatori

Con il sostegno di

Crystal Pite, Nederlands Dans Theater, Kidd Pivot

Crystal Pite | Nederlands Dans Theater | Kidd Pivot  
Nuova creazione

Prima assoluta

  • Descrizione
  • Bio
  • Acquista
  • Crediti

Giovedì 1 Ottobre – ore 19:00

Giovedì 1 Ottobre – ore 21:00

Venerdì 2 Ottobre – ore 19:00

Venerdì 2 Ottobre – ore 21:00

Sabato 3 Ottobre – ore 18:30

Sabato 3 Ottobre – ore 20:30

Domenica 4 Ottobre – ore 16:00

Domenica 4 Ottobre – ore 18:00

Collezione Maramotti

Festival Aperto

Progetto site specific per Collezione Maramotti commissionato e coprodotto da Festival Aperto/Fondazione I Teatri – Reggio Emilia, in collaborazione con Collezione Maramotti e Max Mara

Escluso dal Carnet Aperto

La prima volta che Crystal Pite entra in uno spazio non teatrale, lo fa qui. In un’ex fabbrica, ora Collezione d’arte contemporanea, in cui per anni le mani di sarte hanno costruito forme per corpi in movimento.

Descrizione

La coreografa canadese Crystal Pite è una voce celebre della danza contemporanea da oltre 35 anni. È apprezzata a livello internazionale per creazioni che affrontano con coraggio temi quali il trauma, la dipendenza, il conflitto, la coscienza e la mortalità; la sua visione audace e originale le ha valso un riconoscimento internazionale e ha ispirato un’intera generazione di artisti della danza. 
Il suo nuovo progetto – parte del programma di Festival Aperto 2026 – è una collaborazione tra Fondazione I Teatri / Festival Aperto, Collezione Maramotti, la sua compagnia di danza Kidd Pivot e la prestigiosa compagnia di danza contemporanea Nederlands Dans Theater (NDT), dove è Coreografa Associata dal 2008.  
Per Crystal Pite, l’arte del fare è il canale che conduce verso l’arte. Partendo dalla prospettiva dell’artigianalità, la coreografia diventa una sorta di lavoro manuale: costruire, assemblare, rifinire, aggiustare, rivedere e levigare un’opera significa portarne alla luce le intuizioni più preziose.  
Questa attenzione all’arte del fare è il punto di partenza della sua nuova creazione. Pite riflette sulla funzione originaria della Collezione Maramotti come fabbrica Max Mara e sugli artigiani che vi lavoravano.   
Questa riflessione si intreccia con il suo interesse per l’animazione, la manipolazione dei corpi e l’arte dell’illusione. In queste perturbanti simulazioni della vita, emerge la domanda fondamentale sulla natura stessa della coscienza. 
Si arricchisce così di un nuovo capitolo la collaborazione tra Festival Aperto e Collezione Maramotti , che dal 2009 e ha  prodotto incontri che hanno cambiato il modo di pensare il rapporto tra danza e arti visive — da Trisha Brown a Wayne McGregor, da Hofesh Shechter ad Anne Teresa De Keersmaeker.  
 
“I sarti e le sarte che vi guadagnavano da vivere, le cui mani producevano i capi che hanno reso famoso il marchio: il loro era l’arte del fare abiti per un corpo umano in movimento e che respira. Il mio non è molto diverso: mi piace pensare alla danza come a una forza che abita un corpo umano”. C.P.  

Bio

Crystal Pite

In una carriera coreografica che abbraccia 35 anni, Pite ha creato più di sessanta opere per compagnie quali The Royal Ballet, Nederlands Dans Theater, l’Opéra di Parigi e il National Ballet of Canada. È Artista Associata presso tre istituzioni: Nederlands Dans Theater, Sadler’s Wells (Londra) e il National Arts Centre del Canada. Ha conseguito una laurea honoris causa in Belle Arti presso la Simon Fraser University, è Membro dell’Ordine del Canada e detiene l’onorificenza di Officier de l’Ordre des Arts et des Lettres della Francia.

Nel 2002 ha fondato Kidd Pivot a Vancouver, una compagnia che cerca di identificare e tradurre domande universali in opere d’arte che ci connettono alle parti essenziali dell’umanità. Tra i numerosi riconoscimenti di Pite figurano il Governor General of Canada’s Performing Arts Award 2022, il Jacob’s Pillow Dance Award 2011 e il Jacqueline Lemieux Prize 2012 del Canada Council. Nel 2017 ha ricevuto il Benois de la Danse per la sua creazione The Seasons’ Canon all’Opéra di Parigi. Nel 2018 ha ricevuto il Grand Prix de la danse de Montréal. È destinataria di cinque premi Sir Laurence Olivier per creazioni con Kidd Pivot e The Royal Ballet.Un progetto straordinario nella carriera di Pite è nato dalla collaborazione con Simon McBurney: nell’arco di quattro anni, Pite e McBurney, direttore artistico di Complicité, hanno creato tre opere per NDT 1, ognuna sviluppata in risposta alla precedente, riflettendo sulla crisi climatica e sulla fragilità dell’umanità. Figures in Extinction [1.0] – the list (2022) ha ricevuto lo Zwaan per la Produzione di Danza più Impressionante.
Entrambe le opere successive – Figures in Extinction [2.0] – but then you come to the humans (2024) e Figures in Extinction [3.0] – requiem (2025) – sono state ampiamente acclamate dal pubblico a livello nazionale e internazionale. La trilogia completa è stata premiata con uno Sky Arts Award nella categoria Danza nel 2025.

Nederlands Dans Theater

Il Nederlands Dans Theater (NDT), con sede all’Aia, è uno dei principali centri di produzione al mondo e punto di riferimento della danza contemporanea da oltre 65 anni. Con la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo dei talenti al centro della sua missione, NDT amplifica voci diverse e utilizza la danza come linguaggio universale per costruire ponti e ispirare, nella convinzione che tutti meritino di vivere l’esperienza di come la danza possa emozionare.

Con le sue due compagnie, NDT 1 e NDT 2 (per danzatori promettenti), sposta  continuamente i confini artistici attraverso collaborazioni con coreografi e artisti sia emergenti che affermati. Dal 2020 la compagnia è sotto la Direzione Artistica di Emily Molnar, che ha proiettato la compagnia in una nuova era di creatività. Ha avviato creazioni e collaborazioni innovative come Figures in Extinction con Crystal Pite e Simon McBurney/Complicité e la versione ampliata di Into the Hairy con S-E-D, e ha invitato come nuovi Coreografi Associati Marcos Morau, Jermaine Spivey e Marne e Imre van Opstal. Onorando il proprio patrimonio mentre plasma il futuro della danza contemporanea, NDT affascina il pubblico in tutta l’Olanda e nel mondo. Dal vivo e online.

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
01/10/2026 19:00 da € 30,00 Acquista
01/10/2026 21:00 da € 30,00 Acquista
02/10/2026 19:00 da € 30,00 Acquista
02/10/2026 21:00 da € 30,00 Acquista
03/10/2026 18:30 da € 30,00 Acquista
03/10/2026 20:30 da € 30,00 Acquista
04/10/2026 16:00 da € 30,00 Acquista
04/10/2026 18:00 da € 30,00 Acquista

Riduzioni

Iscritti Unimore > 50%

Under 30 > 30%

Amici dei Teatri > 20%

Over 65 > 15%

Altre riduzioni

Crediti

Nuova creazione (titolo in definizione) di Crystal Pite – prima assoluta 

Coreografia Crystal Pite 
danzatori NDT 1 Gabriele Rolle, Pamela Campos, Ricardo Hartley III, Viola Busi 
danzatori Kidd Pivot Gregory Lau, Spencer Dickhaus 
scene Jay Gower Taylor 
costumi e allestimento scenico Nancy Bryant 
composizione e disegno del suono Owen Belton 
coordinamento tecnico e luci NDT Lisette van der Linden 
assistente alla coreografia Renée Sigouin 

direzione prove NDT Amy Raymond –
produzione artistica NDT Joana Martins 
direzione di produzione e di scena NDT Joost van Hilten 
pianificazione e tournée NDT Linda de Boer 
direzione artistica NDT Emily Molnar
direzione generale NDT Marc Pil

Progetto site specific per Collezione Maramotti 

commissionato e coprodotto da Festival Aperto/Fondazione I Teatri – Reggio Emilia, in collaborazione con Collezione Maramotti e Max Mara

Partner

Fondatori

Con il sostegno di

CCN Aterballetto

CCN Aterballetto 
Ceneri • Doppiogioco

Coreografie Marcos Morau, Philippe Kratz

Prima assoluta

  • Descrizione
  • Acquista
  • Crediti

Sabato 7 Novembre – ore 20:30

Domenica 8 Novembre – ore 17:00

Teatro Municipale Valli

Danza, Festival Aperto

Aterballetto presenta in prima assoluta due lavori firmati da due voci diverse della coreografia contemporanea: Marcos Morau, con la sua scrittura del corpo precisa e perturbante, e Philippe Kratz, che intreccia danza, drammaturgia e una colonna sonora stratificata.

Descrizione

Ispirato al pensiero di Pier Paolo Pasolini e alla raccolta Le ceneri di Gramsci, Ceneri è una riflessione sul significato contemporaneo di comunità, appartenenza e responsabilità collettiva. Sedici danzatori costruiscono un paesaggio umano in continua trasformazione. Con un linguaggio fisico intenso e visionario, lo spettacolo indaga le tensioni del presente, dove il bisogno di stare insieme convive con la paura del contatto e dell’altro. In uno spazio scenico essenziale, luce, suono e movimento danno forma a una creazione di forte impatto visivo ed emotivo, sostenuta dalle suggestioni musicali dell’oratorio Le ceneri di Gramsci di Giovanna Marini, rielaborato con elettronica e percussioni. Un lavoro poetico che, senza retorica, pone una domanda urgente: cosa resta oggi del senso di collettività?


Doppiogioco è una creazione per otto interpreti ambientata in un campo da basket trasformato in spazio performativo. Tra musica classica contemporanea e hip hop, la coreografia costruisce un gioco di contrasti e contaminazioni, da cui nascono dinamiche mutevoli di competizione, alleanza e conflitto. I corpi si cercano e si sfidano, si sostengono e si respingono, in un paesaggio umano dove il confine tra gioco e vita si fa sempre più sottile. Al centro della scena, il pallone è simbolo di tensione, desiderio e rischio. Il campo si fa spazio di relazioni instabili. Con un linguaggio coreografico energico e visionario, Doppiogioco riflette sulle dinamiche del vivere contemporaneo: il bisogno di appartenenza, il conflitto, la solitudine e la possibilità fragile di un equilibrio comune.

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
07/11/2026 20:30 da € 20,00 Acquista
08/11/2026 17:00 da € 20,00 Acquista

Riduzioni

Iscritti Unimore > 50%

Under 30 > 30%

Amici dei Teatri > 20%

Over 65 > 15%

Altre riduzioni

Crediti

Ceneri 
regia e coreografia Marcos Morau
sound design Alex Röser Vatiché, Ben Meerwein
costumi Silvia Delagneau
luci Cube

Doppiogioco  
coreografia Philippe Kratz
drammaturgia e scene Fabio Cherstich
sound design Luca Maria Baldini
costumi Patricia Villirillo
luci Valerio Tiberi

produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto 
coproduzione Festival Aperto / Fondazione I Teatri – Reggio Emilia 

Partner

Fondatori

Con il sostegno di

Direction Under 30

Direction Under 30

Spettacolo vincitore Premio della Critica 2026

  • Descrizione
  • Bio
  • Acquista
  • Crediti

Mercoledì 21 Ottobre – ore 20:30

Teatro Cavallerizza

Festival Aperto

Direction Under 30 è il primo progetto interamente rivolto alla scena teatrale nazionale under 30 di artiste, artisti, spettatrici e spettatori.

Descrizione

Direction Under 30 – in partnership con Fondazione I Teatri di Reggio Emilia dal 2015 –  è il primo progetto interamente rivolto alla scena teatrale nazionale under 30 di artiste, artisti, spettatrici e spettatori. A partire da un bando che ricerca spettacoli prodotti da compagnie e singole/i artiste/i under 30, il progetto presenta dal vivo 6 spettacoli finalisti selezionati da un gruppo di Direzione Artistica under 30 e infine premiati da una Giuria under 30. Per un confronto di sguardi, sensibilità e idee di coetanee/i tra chi sale sul palco e chi siede in platea; per sperimentare una modalità nella quale i processi di direzione artistica, selezione e premiazione vengono ricondotti nello stesso alveo generazionale dei “sottoposti a giudizio”; per un “mutuo soccorso teatrale”.

Direction Under 30 si avvia fra aprile e maggio a Reggio Emilia, negli spazi della Fondazione I Teatri, con incursioni a Gualtieri e online, attraverso un ciclo di incontri rivolto al gruppo di Direzione Artistica, per conoscere da vicino il mondo del teatro e qualificare gli sguardi delle e dei partecipanti verso i linguaggi della performance contemporanea. Alla chiusura del bando nazionale rivolto alle compagnie, e terminato il programma di incontri, la Direzione Artistica si ritrova per selezionare gli spettacoli finalisti in un processo collettivo che dura due giorni.

Gli spettacoli finalisti sono presentati dal vivo durante tre giorni in forma di festival: due spettacoli al giorno, per tutto il pubblico, al Teatro Sociale di Gualtieri. La Giuria under 30 e le compagnie ospiti sono i protagonisti di questi giorni, per un incontro collettivo in scena e fuori scena. Per questa undicesima edizione si proverà a sperimentare un unico ambiente di confronto e discussione, il più possibile orizzontale e contaminato, nel quale far convergere i pensieri, gli sguardi e le opinioni di tutte e tutti i partecipanti, tra spettatori e spettatori critici. Per la Giuria Critica under 30, resta ferma l’esclusiva dell’assegnazione del Premio della Critica (o Premio Festival Aperto). Il Festival sarà palinsesto anche per attività collaterali allo spettacolo dal vivo, ideate da e per le/gli under 30 che convergeranno a Gualtieri.

Direction Under 30 torna infine a Reggio Emilia, dove inizia e si conclude ogni anno: lo spettacolo Premio della Critica sarà ospite nel programma del Festival Aperto della Fondazione I Teatri.

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21/10/2026 20:30 da € 5,00 Acquista

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