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I Teatri di Reggio Emilia

I Teatri di Reggio Emilia

Fondazione I Teatri Reggio Emilia

Biglietteria (si apre in una nuova finestra)

Marco Polo e le città invisibili

Marco Polo e le città invisibili

da Le Città invisibili di Italo Calvino
con Luca Zingaretti

  • Descrizione
  • Acquista
  • Crediti

Venerdì 11 Dicembre – ore 20:30

Sabato 12 Dicembre – ore 20:30

Domenica 13 Dicembre – ore 15:30

Teatro Municipale Valli

Prosa

Durata: in definizione

Tra interrogatorio e racconto, prende forma un duello che mette in crisi tempo, identità e realtà.
Le città invisibili non sono mai state così visibili: sono le nostre.

Descrizione

A cinquant’anni dalla sua pubblicazione, Le città invisibili di Italo Calvino approda per la prima volta sui palcoscenici italiani in una riduzione di prosa organica.
In un Oriente che è luogo della mente, un uomo si presenta alla corte di Kublai Kahn dichiarando di essere Marco Polo. È davvero lui o è un impostore? Il Kahn, annoiato da un impero che sente marcire tra le dita, lo sfida: sarà la forza dei suoi racconti a decidere della sua vita. In un’atmosfera sospesa tra l’interrogatorio di stato e il gioco di seduzione, Marco Polo descrive città che sembrano scaturire da un futuro che noi già abitiamo. Le città non sono più solo miraggi poetici, ma diventano diagnosi del nostro presente: metropoli soffocate dai rifiuti, reti invisibili di connessioni digitali, deserti di omologazione. Il duello prosegue fino a una rivelazione finale che scardina i confini del tempo e dell’identità.

Attraverso segnali ermeneutici e incursioni nel linguaggio contemporaneo (dagli algoritmi alle sostanze indistruttibili), lo spettacolo svela come il Marco Polo di Calvino sia in realtà lo sguardo dell’uomo di oggi che osserva le macerie e le speranze della modernità. Una messa in scena che rifugge l’esotismo didascalico per puntare su un’estetica simbolica, dove la luce e il vuoto diventano i veri protagonisti del salone imperiale.

Le città invisibili è un titolo che esercita un richiamo magnetico su un pubblico trasversale: dai cultori della grande letteratura ai giovani che riconoscono in Calvino un profeta del loro tempo. È uno spettacolo che interroga la nostra capacità di vivere nelle città contemporanee, offrendo al pubblico non solo un’esperienza estetica sublime, ma anche una risposta etica alla crisi del presente: l’invito a cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e dargli spazio, e farlo crescere.

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
11/12/2026 20:30 Presto in vendita
12/12/2026 20:30 Presto in vendita
13/12/2026 15:30 Presto in vendita

Riduzioni

Iscritti Unimore > 50%

Under 30 > 30%

Amici dei Teatri > 20%

Over 65 > 15%

Altre riduzioni

Abbonati

Primo turno 11/12/26

Secondo turno 12/12/26

Terzo turno 13/12/26

Crediti

adattamento e drammaturgia di Edoardo Erba
con Luca Zingaretti, Gianluigi Fogacci, Massimo Reale e due attrici da definire
regia e scene di Giuseppe Dipasquale

costumi Zaira De Vincentiis
musiche Germano Mazzocchetti

produzione MARCHE TEATRO, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Bolzano, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini

Con il sostegno di

Scusate se non siamo morti in mare

Scusate se non siamo morti in mare

testo e regia Emanuele Aldrovandi

  • Descrizione
  • Acquista
  • Crediti

Martedì 19 Gennaio – Mercoledì 20 Gennaio – ore 20:30

Teatro Ariosto

Prosa

Durata: 90 minuti

In un’Europa in fuga, ciò che vacilla non sono solo le frontiere, ma l’idea che abbiamo di noi stessi.

Descrizione

In un futuro non troppo lontano, in seguito a varie crisi economiche e ambientali, l’Europa è diventata un continente di emigranti. I cittadini europei, alla ricerca di un futuro migliore, cercano di raggiungere paesi più ricchi, ma devono farlo clandestinamente perché nel frattempo tutte le frontiere sono state chiuse. Sulla banchina di un porto, dopo aver preso accordi con un marinaio/trafficante, due uomini e una donna salgono di nascosto su un container, con la promessa di raggiungere ognuno una destinazione diversa.

“Mettere in scena un proprio testo dieci anni dopo averlo scritto, in un certo senso, è un po’ come lavorare sull’opera di un altro autore. Uno sconosciuto con cui si condivide qualche tratto biografico e qualche ricordo. Il desiderio di farlo mi è venuto perché in questi anni ho visto molti spettacoli che hanno trattato il tema dell’immigrazione e hanno raccontato le stragi nel Mediterraneo, alcuni molto efficaci e toccanti – ma tutti basati su un piano di realtà nel quale noi italiani/europei/occidentali siamo stretti nella dicotomia “creatori di confini”/“- soccorritori”. Scusate se non siamo morti in mare parte da un assunto opposto, non è realistico, non ha un approccio politico “diretto” e non tocca corde di emotività legate al presente.

A tutti gli effetti direi che parla d’altro, di un’altra emigrazione, di altre dinamiche e di un altro tema, che credo abbia più a che fare con il rapporto fra il tempo che scorre e l’immagine che riusciamo ad avere di noi stessi, come animali relazionali, all’interno di questo continuo mutamento naturale. Come regista ho scelto quindi di spingere questo allontanamento dalla realtà ancora più in là, verso il surreale e l’archetipico, sottolineando con la scenografia rotante lo scorrere del tempo e suddividendo l’azione scenica in inquadrature cinematografiche oblique, in cui lo spettatore dovrebbe essere portato a sentirsi sbilanciato, non solo visivamente ma anche rispetto al giudizio sociale e morale di ciò che vede.

Credo perciò che la sfida di riuscire a equilibrare una recitazione realistica all’interno di un impianto scenico simbolico, che accomuna questo spettacolo agli ultimi lavori che ho portato in scena, assuma in quest’occasione anche un senso meta-storico.”
Emanuele Aldrovandi

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
19/01/2027 20:30 Presto in vendita
20/01/2027 20:30 Presto in vendita

Riduzioni

Iscritti Unimore > 50%

Under 30 > 30%

Amici dei Teatri > 20%

Over 65 > 15%

Altre riduzioni

Abbonati

Primo turno 19/01/27

Secondo turno 20/01/27

Crediti

testo e regia Emanuele Aldrovandi
con Tomas Leardini, Luca Mammoli, Sara Manzoni, Debora Zuin, Vincenzo Di Giovanni
scene Francesco Fassone
luci Fabio Bozzetta
costumi Costanza Maramotti

movimenti Olimpia Fortuni
ambiente sonoro Riccardo Tesorini
trucco Giorgia Blancato
aiuto regia Bianca Giardina

produzione LAC Lugano Arte e Cultura, Associazione Teatrale Autori Vivi

Con il sostegno di

Il berretto a sonagli

Il berretto a sonagli

di Luigi Pirandello
con Silvio Orlando

  • Descrizione
  • Acquista
  • Crediti

Venerdì 12 Febbraio – ore 20:30

Sabato 13 Febbraio – ore 20:30

Domenica 14 Febbraio – ore 15:30

Teatro Ariosto

Prosa

Durata: 90 minuti

Pirandello non è autore per tempi di pace, ma di guerra. È il tempo di guerra a creare le condizioni effettuali per comprendere l’autore siciliano; il dissolversi del principio di identità, la tragica disintegrazione dell’io, il gioco di specchi intorno alle molteplici individualità dell’essere umano. In tempi di guerra se la realtà chiama, Pirandello sa cosa rispondere; intravede la feroce e grottesca maschera diun mondo convulso e impazzito.

Descrizione

I tempi di pace sono i tempi degli ismi, della ricerca affannosa di una filosofia e allora sotto con “essere è apparire” o “conflitto tra vita e forma” con il pirandellismo insomma; quell’insopportabile pozzo del pensiero che sembra mettere in pausa il teatro, la concretezza degli accadimenti per passare altrove, in un generico luogo, astratto. Inchiodare in una formula un autore è sempre molto pericoloso, con Pirandello è quasi mortale.

Sentire il bisogno di chiarire più che di capire ha chiuso l’autore dentro una formula lucida e perentoria, non permettendo ai suoi personaggi di far esplodere quello che hanno di più potente, le passioni.

Solo liberandolo dalle preoccupazioni filosofiche, Pirandello mostra il suo volto autentico. Si vede solo allora come i grandi protagonisti della drammaturgia pirandelliana siano uomini costretti a frugarsi dentro e non lucidi pensatori al dettaglio. Proprio per questo, credo necessario lasciarsi guidare dalle parole di Leonardo Sciascia: “Bisogna liberare Pirandello da tutte le incrostazioni filosofiche e pseudofilosofiche, da tutte le etichette concettuali, in una parola del pirandellismo. Restituire all’opera pirandelliana quella verità e libertà, quella effervescenza fantastica, che oggettivamente possiede”.
Andrea Baracco

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
12/02/2027 20:30 Presto in vendita
13/02/2027 20:30 Presto in vendita
14/02/2027 15:30 Presto in vendita

Riduzioni

Iscritti Unimore > 50%

Under 30 > 30%

Amici dei Teatri > 20%

Over 65 > 15%

Altre riduzioni

Abbonati

Primo turno 12/02/27

Secondo turno 13/02/27

Terzo turno 14/02/27

Crediti

di Luigi Pirandello
con Silvio Orlando
e con (in o.a.) Francesca Botti, Michele Eburnea, Francesca Farcomeni, Davide Lorino, Annabella Marotta, Stefania Medri, Marta Nuti
regia Andrea Baracco
revisione linguistica Letizia Russo e Andrea Baracco
aiuto regia Andrea Lucchetta

scena Roberto Crea
costumi Marta Crisolini Malatesta
luci Simone De Angelis
sound designer Giacomo Vezzani
una produzione Cardellino srl
in coproduzione con Teatro Stabile dell’Umbria – Teatro Stabile di Bolzano
management Federico Corona
direzione generale Maria Laura Rondanini

Con il sostegno di

Il fuoco era la cura

Il fuoco era la cura

Liberamente ispirato a Fahrenheit 451 di Ray Bradbury
creazione Sotterraneo

  • Descrizione
  • Acquista
  • Crediti

Martedì 23 Febbraio – Mercoledì 24 Febbraio – ore 20:30

Teatro Ariosto

Prosa

Durata: 90 minuti

“Non è necessario bruciare libri per distruggere una cultura. basta convincere la gente a smettere di leggerli”.

Descrizione

Fahrenheit 451 di Ray Bradbury descrive un futuro distopico in cui è vietato leggere, schermi costantemente accesi alienano il tempo libero delle persone e il tentativo di pensare causa malessere fisico. Ironicamente, il corpo dei pompieri non è più impiegato per spegnere gli incendi, bensì per bruciare i libri e se necessario i loro possessori. Il libro è uscito circa 70 anni fa, nel 1953, ma è ambientato nel futuro, cioè negli anni ’20 del XXI secolo – vale a dire oggi.

Tu però ti trovi nel XXI secolo e stai leggendo questo testo, quindi Bradbury si è sbagliato? Dipende come intendiamo la distopia: una previsione sul futuro che a un certo punto viene confermata/smentita oppure un allarme sul presente che continua a rinnovarsi? Il fuoco era la cura attraversa e rilegge liberamente Fahrenheit 451, lo consuma come si fa con un libro amato, letto mille volte e trascinato in mille luoghi, lo sporca, lo dimentica da qualche parte e poi lo ritrova, mentre la copertina sbiadisce, la carta si scolla e le pagine si riempiono di appunti, biglietti, segnalibri e ricordi.

Cinque performer ripercorrono la storia del romanzo, si identificano coi personaggi, si muovono in senso orizzontale mappando i coni d’ombra, le cose che Bradbury non ci spiega o non ci racconta, creando linee narrative parallele, deviazioni teoriche, costruendo anche le cronache di un tempo intermedio fra il nostro presente e un futuro anticulturale in cui l’istupidimento ci salva dal fardello del pensiero complesso. Se Bradbury si fosse sbagliato solo di qualche anno, se Fahrenheit 451 accadesse davvero, noi cosa faremmo?

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
23/02/2027 20:30 Presto in vendita
24/02/2027 20:30 Presto in vendita

Riduzioni

Iscritti Unimore > 50%

Under 30 > 30%

Amici dei Teatri > 20%

Over 65 > 15%

Altre riduzioni

Abbonati

Primo turno 23/02/27

Secondo turno 24/02/27

Crediti

creazione Sotterraneo
ideazione e regia Sara Bonaventura, Claudio Cirri, Daniele Villa
con Flavia Comi, Davide Fasano, Fabio Mascagni, Radu Murarasu, Cristiana Tramparulo

produzione Teatro Metastasio di Prato, Sotterraneo, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
con il sostegno di Centrale Fies / Passo Nord 

residenze artistiche Centro di Residenza della Toscana (Fondazione Armunia Castiglioncello – CapoTrave/Kilowatt Sansepolcro), La Corte Ospitale, Centrale Fies / Passo Nord 

Sotterraneo è Artista Associato al Piccolo Teatro di Milano, fa parte del progetto Fies Factory ed è residente presso Teatri di Pistoia

Con il sostegno di

Bovary

Bovary

da Madame Bovary di Gustave Flaubert

  • Descrizione
  • Acquista
  • Crediti

Mercoledì 31 Marzo – Giovedì 1 Aprile – ore 20:30

Teatro Ariosto

Prosa

Durata: 70 minuti

Emma Bovary ha tutto ciò che dovrebbe renderla felice. Il problema è che non le basta.

Descrizione

Emma ha una vita tranquilla. Un marito, una casa, un lavoro. Eppure, è sempre inquieta. Trasloca, diventa madre, cerca un modo per dare un significato alla sua esistenza, ma le sue aspettative vengono sempre deluse. La sua ultima possibilità? Vivere un amore straordinario o qualcosa che almeno ci somigli. Così cerca una vita nuova, ma finisce per ritrovarsi sempre uguale a sé stessa: affamata soltanto di tutto quello che non c’è.

“Bovary è una drammaturgia originale ispirata al noto romanzo di Flaubert. Madame Bovary è diventata una figura talmente iconica che molte persone affermano di riconoscersi in lei o nell’idea che si sono fatte di lei. Ma cosa c’è di così comune in un personaggio straordinario come Emma Bovary? La forza del romanzo sta proprio nell’evidente discrepanza tra la normalità sbiadita del quotidiano e il tormentato, visionario movimento interiore della protagonista.

Lo spettacolo fa emergere le crepe di questo conflitto esistenziale insinuandosi tra i dialoghi e i silenzi di una coppia moderna. Charles è un marito presente e innamorato che, con fatica, prova a comprendere le radici della profonda inquietudine di Emma ma finisce per diventare un impietoso specchio della sua insoddisfazione.

La scelta di far scivolare una scena nell’altra, senza segnalare in modo evidente lo stacco temporale, ha un duplice significato: se da una parte racconta una vita che scorre sempre uguale a sé stessa, senza particolari accensioni o folgorazioni, dall’altra ci mostra un personaggio che fa fatica a stare nel presente, in continua ricerca di un cambiamento, di uno stravolgimento emotivo. Come se fosse già proiettata nello scenario successivo. Sullo sfondo il fantasma della letteratura che, nel suo essere esempio di grandi avventure e straordinari amori, si rivela illusoria, rendendo ancora più frustrante il confronto con la realtà.”
Stefano Cordelli ed Elena C. Patacchini

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
31/03/2027 20:30 Presto in vendita
01/04/2027 20:30 Presto in vendita

Riduzioni

Iscritti Unimore > 50%

Under 30 > 30%

Amici dei Teatri > 20%

Over 65 > 15%

Altre riduzioni

Abbonati

Primo turno 31/03/27

Secondo turno 01/04/27

Crediti

da Madame Bovary di Gustave Flaubert
ideazione e regia Stefano Cordella
drammaturgia Elena C. Patacchini
con Pietro De Pascalis e Anahì Traversi
scene Marco Muzzolon
costumi Giulia Giovanelli
disegno luci Fulvio Melli
progetto sonoro Gianluca Agostini

aiuto regia Marica Pace – assistente alla regia Giuseppe Tammaro
staff tecnico Stefano Lattanzio e Ahmad Shalabi
delegata di produzione Susanna Russo
produzione Manifatture Teatrali Milanesi

Spettacolo selezionato nell’ambito di Next – Laboratorio delle idee per la produzione e la programmazione dello spettacolo lombardo – Edizione 2025/2026

Con il sostegno di

Amleto

Amleto

di William Shakespeare
regia Leonardo Lidi

  • Descrizione
  • Acquista
  • Crediti

Mercoledì 5 Maggio – Giovedì 6 Maggio – ore 20:30

Teatro Ariosto

Prosa

Durata: 120 minuti

Amleto come non lo avete mai visto: essenziale, feroce, ironico, profondamente umano.
Le maschere del potere cadono una dopo l’altra in una rilettura lucida e provocatoria del capolavoro shakespeariano.

Descrizione

Nessun personaggio è mai diventato un’icona così potente da trasformarsi in simbolo del teatro stesso. La sfida per attori e registi è enorme: interpretare o dirigere il principe di Elsinore significa sostenere il peso delle sue domande e di tutte le possibili risposte. Amleto siamo noi, perché il suo dubbio riflette l’essenza della nostra umanità.

In questa produzione, accolta con grande favore da pubblico e critica, Leonardo Lidi offre una lettura coraggiosa e spregiudicata, capace di incuriosire e divertire, muovendosi tra fedeltà e reinvenzione. Il linguaggio visivo è moderno, la scena essenziale: le maschere parlano di potere, la farsa racconta la tragedia, il paradosso restituisce la complessità di ciò che resta inespresso.

Lo spettacolo costruisce un immaginario stimolante, dove ogni gesto e parola contribuiscono a una vera “trappola” per il re e per ogni cieco desiderio di potere.

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
05/05/2027 20:30 Presto in vendita
06/05/2027 20:30 Presto in vendita

Riduzioni

Iscritti Unimore > 50%

Under 30 > 30%

Amici dei Teatri > 20%

Over 65 > 15%

Altre riduzioni

Abbonati

Primo turno 05/05/27

Secondo turno 06/05/27

Crediti

di William Shakespeare
traduzione e adattamento Diego Pleuteri
con (in ordine alfabetico) Alfonso De Vreese, Ilaria Falini, Christian La Rosa, Rosario Lisma, Nicola Pannelli, Mario Pirrello, Giuliana Vigogna

regia Leonardo Lidi
scene e luci Nicolas Bovey
costumi Aurora Damanti
suono Claudio Tortorici

cura movimenti scenici Riccardo Micheletti
Puppets Damiano Augusto Zigrino e Silvia Fancelli
regista assistente Alba Porto
assistente regia Eleonora Bentivoglio
assistente scene Nathalie Deana

Produzione Teatro Stabile di Torino Teatro Nazionale

Con il sostegno di

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Fondatori

Comune di Reggio Emilia Provincia di Reggio Emilia Gruppo Iren

Con il sostegno di

Ministero Beni Culturali Regione Emilia-Romagna Fondazione Pietro Manodori

Fondazione I TEATRI - Piazza Martiri del 7 luglio, 7 - 42121, Reggio Emilia - tel 0522 458811 - P.IVA 01699800353 - CF 91070780357

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