Crediti
con
CCCP – Fedeli alla linea
Daria Bignardi (21/10)
Alba Solaro (22/10)
Andrea Scanzi
con Ezio Bonicelli violino, Simone Filippi chitarra, Luca Rossi basso, Simone Beneventi
e Gabriele Genta percussioni
regìa e impianto visivo Fabio Cherstich
direzione di scena Thaiz Bozano
regìa e impianto visivo Fabio Cherstich
produzione Festival Aperto / Fondazione I Teatri
in concomitanza con la mostra “Felicitazioni! CCCP – Fedeli alla linea 1984-2024”, Chiostri di S. Pietro,
a cura della Fondazione Palazzo Magnani, Reggio Emilia.
John Zorn @ 70
Partecipa anche alle altre due tappe di John Zorn @ 70!
Lunedì 30 ottobre (ore 20.30)
MODENA, Teatro Storchi
JUMALATTARET (2012)
Words of Magic and Incantations in praise of the Goddesses per soprano e pianoforte
selezione di testi da Kalevala
Barbara Hannigan voce
Stephen Gosling pianoforte
HEAVEN AND EARTH MAGICK prima italiana
Steve Gosling pianoforte
Sae Hashimoto vibrafono
Jorge Roeder contrabbasso
Ches Smith batteria
THE CLASSIC GUIDE TO STRATEGY (1974/….) prima italiana
John Zorn sax alto
SIMULACRUM prima italiana
John Medeski organo Hammond
Matt Hollenberg chitarra elettrica
Kenny Grohowski batteria
Martedì 31 ottobre (ore 24)
BOLOGNA, Basilica di Santa Maria Dei Servi
THE HERMETIC ORGAN • Office No. 29 (2011/….)
John Zorn organo, sax alto
Crediti
un progetto di AngelicA a cura di e con John Zorn
una coproduzione di Fondazione Teatro Comunale di Modena – Festival l’Altro Suono,
Fondazione I Teatri di Reggio Emilia – Festival Aperto, AngelicA | Centro di Ricerca Musicale
con il sostegno della Regione Emilia-Romagna – Assessorato alla Cultura
Anne Teresa De Keersmaeker
Meskerem Mees • Jean-Marie Aerts • Carlos Garbin
Rosas
«Una serata di danza come un viaggio attraverso la tempesta della vita».
Susanne Gietl, ND



«Forse camminare non è mai stato così emozionante. Sul palcoscenico si è scatenata una tempesta e un ululato, dove si sono incontrate le radici del blues e i ritmi di Shakespeare. La coreografia di Anne Teresa De Keersmaeker “EXIT ABOVE” ci porta in una tempesta fulminante. Il pubblico l’ha ringraziata creando un temporale con le mani)».
Puls24.at
Crediti
Coreografia Anne Teresa De Keersmaeker
Creata e danzata da Abigail Aleksander, Jean Pierre Buré, Lav Crnčević, José Paulo dos Santos, Rafa Galdino, Carlos Garbin, Nina Godderis, Solal Mariotte, Meskerem Mees, Mariana Miranda, Ariadna Navarrete Valverde, Cintia Sebők, Jacob Storer
Musica Meskerem Mees, Jean-Marie Aerts, Carlos Garbin eseguita da Meskerem Mees, Carlos Garbin
Scene Michel François
Luci Max Adams
Costumi Aouatif Boulaich
Testi e liriche Meskerem Mees, Wannes Gyselinck
Drammaturgia Wannes Gyselinck
Direttori delle prove Cynthia Loemij, Clinton Stringer
Produzione Rosas
Coproduzione Concertgebouw Brugge (Bruges), De Munt / La Monnaie (Brussel / Bruxelles / Brussels), Internationaal Theater Amsterdam, Le théâtre Garonne (Toulouse), GIE FONDOC OCCITANIE (Le Parvis Tarbes, Scène nationale ALBI Tarn, Le Cratère Alès, Scène nationale Grand Narbonne, Théâtre Garonne).
Con il supporto di Dance Reflections di Van Cleef & Arpels:
Con il supporto del Tax Shelter del Governo Federale Belga, in collaborazione con Casa Kafka Pictures – Belfius.
Rosas è supportata da Comunità Fiamminga, Flemish Community Commission (VGC), e da BNP Paribas Foundation.
Prima mondiale 31 maggio 2023, Théâtre National Wallonie-Bruxelles
Ensemble Micrologus
La musica in Italia durante il XV secolo subì, dopo il risveglio dell’Ars Nova trecentesca, una forte influenza dell’ingente produzione artistica di scuola franco-fiamminga. Non fu interrotta la creazione di musica originale, ma questa si perse per una preferenza, tutta italiana, di improvvisare o comporre alla mente, quello che invece in Europa, sotto la spinta della scuola franco-fiamminga, veniva sapientemente e accuratamente annotato in preziosi codici musicali.
Nelle nuove corti italiane, votatesi al pensiero umanistico, vennero invitati i più grandi compositori europei, come Du Fay o Josquin Des Prez, che portarono il loro nuovo stile e l’unirono al suono della lingua italiana. Insieme a questi furono richiesti anche esperti maestri di danza, perché l’educazione dei giovani fosse più completa possibile (insieme allo svago e al divertimento di tutti), di cui il più grande fu certo Guglielmo Ebreo (autore di un importantissimo trattato di ballo); spesso questi maestri creavano le coreografie dei balli sulla musica improvvisata dai migliori cantanti e strumentisti dell’epoca, altre volte furono loro stessi compositori delle musiche.
Anche gli strumenti musicali furono modificati, avvicinandoci sempre di più a quelli del periodo rinascimentale, pur mantenendo, per lo più, tecniche esecutive legate al secolo precedente.
Le ballate e le canzoni, i balli, le bassedanze, (insieme ai rondeaux e alle chanson francesi), sono le musiche italiane polifonizzate nei due distinti stili: quello nostrano e quello d’oltralpe.
Ensemble Micrologus
Patrizia Bovi, canto e arpa gotica
Gabriele Russo, viola, ribeca e liuto
Goffredo Degli Esposti, flauti diritti, zufolo e tamburo, cornamusa
Crawford Young, liuto
Gabriele Carcano, pianoforte
Tra i pianisti più affermati della sua generazione, Gabriele Carcano in questo concerto sperimenterà dapprima l’assorbimento della tradizione popolare, evidente negli studi “in ritmo africano” di Fred Onovwerosuoke, compositore americano di origini ghanesi e nigeriane nato nel 1960, e l’idea di Africa rappresentata nel secolo scorso dalle composizioni di Ligeti.
Africa non come radice storica, bensì come epicentro di un’espressione di sofferenza e di bellezza che dà voce alle crisi più profonde del nostro XXI secolo.
Fred Onovwerosuoke, giunto negli Stati Uniti all’età di trent’anni con una borsa di studio del Principia College, in Illinois, ha lavorato a lungo sulle radici della musica africana e si è impegnato nella diffusione della conoscenza di quel patrimonio anche attraverso attività come la fondazione dell’African Chorus di St. Louis, in Missouri.
Gabriele Carcano alterna gli Studi di Onovwerosuoke con gli Études di György Ligeti, ungherese di nascita e di formazione rifugiatosi però in Austria dopo l’invasione del suo paese da parte dei carri armati sovietici nel 1956. I suoi Études per pianoforte risalgono alla sua fase creativa più matura e nascono dalla ricerca di una sintesi fra la letteratura musicale consolidata e un linguaggio nuovo, si potrebbe dire fra Debussy, al quale il progetto degli Études è ispirato, e quanto egli stesso era venuto accumulando in una sperimentazione di decenni.
Primo passaggio del concerto affidato all’universo multiforme delle sonate di Domenico Scarlatti, l’ultimo passaggio del programma sarà dedicato a Fryderyk Chopin.
Gabriele Carcano è vincitore di numerosi premi, ha una carriera internazionale che spazia dal recital, a concerti con orchestra, alla musica da camera.
Dieci modi per morire felici
Ideazione e regia Emanuele Aldrovandi
Con Luca Mammoli
Drammaturgia Emanuele Aldrovandi e Jacopo Giacomoni
Scenografia Francesco Fassone
Collaborazione alla realizzazione scenografia Jessica Koba
Costumi Costanza Maramotti
Collaborazione alla realizzazione costumi Nuvia Valestri
Musiche Riccardo Tesorini
Grafiche Lucia Catellani
Produzione Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Associazione teatrale Autori Vivi con il supporto di Farmacie Comunali Riunite



