Crediti
di Mauro Lanza e Andrea Valle
per strumenti e dispositivi elettromeccanici (2013 – 2017)
Regnum Animale – Regnum Vegetabile – Regnum Lapideo – Fossilia
mdi ensemble
Francesca Alleva oboe – Sonia Formenti flauto – Paolo Casiraghi clarinetto – Corinna Canzian violino – Paolo Fumagalli viola – Giorgio Casati violoncello – Salvatore Castellano sax – Ruben Mattia Santorsa chitarra – Matteo Savio percussioni – Luca Ieracitano pianoforte
Paolo Brandi suono – Luca Valli assistente regìa del suono – Paolo Casati luci – Andrea Valle dispositivi
Radicants
Si tratta di una ricerca di nuove vie che riguardano l’immersione, l’abbandono, l’invenzione di nuove radici che al contrario devono essere dinamiche, evolutive, e capaci di sostenere l’altro.
Rispettare l’idea di radicamento e saperla appunto proiettare in un mondo caleidoscopico e sfaccettato. Questo il filo rosso, l’idea astratta che sostiene questo progetto e che si vuole difendere.
La curiosità e l’apertura di Ballaké Sissoko permettono la costruzione di un vero territorio di scambio nel quale l’elettronica è destinata ad accogliere le sonorità della kora. Non c’è dunque opposizione tra i due mondi – acustico ed elettronico, tradizionale e contemporaneo, africano e occidentale – ma invece accettazione, collaborazione e assunzione di rischio.
Bianchi Hoesch sviluppa da molto tempo un linguaggio originale di improvvisazione al computer, da cui crea i propri utensili informatici e di cui sfrutta le numerose interfacce.
«Chiamo Caos-mondo l’urto odierno di tante culture che si incendiano, si respingono, s’occultano, eppure permangono, s’addormentano o si trasformano, lentamente o a velocità fulminante… E chiamo Poetica della Relazione il possibile dell’immaginario che ci porta a concepire la globalità sfuggente di questo Caos-mondo, nel momento stesso in cui ci permette di rivelarne qualche dettaglio, e in particolare di cantare il nostro luogo, insondabile e irreversibile».
Edouard Glissant



Crediti
kora Ballaké Sissoko
elettronica, direzione artistica Lorenzo Bianchi Hoesch
creazione luci Gilles Gentner
regia suono e luci Jean-François Domingues
produzione Fondation Royaumont – coproduzione CIMN Détours de Babel, gmem-CNCM-marseille, Fondation Camargo, PLATÔ – con il sostegno di Sacem – con il supporto di Groupe ADP e Fondation Daniel et Nina Carasso
Stanley Clarke N 4Ever Quintet
Folksongs
«Il tema del progetto è quello del travestimento, del ritratto incrociato, il tema del doppio, insomma, così frequente e sentito nella storia della musica. Lungo tutto il 900 i compositori hanno avvertito una sorta di richiamo, di tentazione dell’origine nel riportare in vita, con una sottile arte del restauro ma anche e soprattutto di reinvenzione, linguaggi e stili del passato, talvolta attraverso un’integrazione degli opposti […]. La doppia autorialità scompare in un nuovo oggetto sonoro, ambiguo e sorprendente, fascinoso e ineffabile. Berio è l’artefice di questo carattere postmoderno dell’invenzione musicale e i Folk Songs ne rappresentano la quintessenza, oltre che uno dei lavori più riusciti ed eseguiti al mondo.
Anche il ruolo della voce, naturalmente, entra in questo gioco di specchi, sia per una vocalità che spazia nei registri e nelle modalità d’emissione, sia per l’estrema e rapida successione di canzoni, lontane nel linguaggio e nella geografia stessa della loro provenienza. Anche per questo si è pensato di affiancare a questa partitura cruciale due compositori collegati a Berio sia per ragioni biografiche che musicali: Fabio Nieder, che di Berio è stato allievo, e Ivan Fedele che ha esplorato questa vena folk in chiave di fusione stilistica, avvicinando in molti lavori la ricerca compositiva più rigorosa all’espressione musicale più autentica».
Marco Angius
Icarus Ensemble
Crediti
Icarus Ensemble
Claudia Piga flauto Alberto Delasa clarinetto Giovanni Campanardi corno Gilda Gianolio arpa Diego Petrella celesta Francesco Pedrazzini, Matteo Rovatti percussioni Yoko Morimyo violìni e viola Luca Colardo violoncello
In collaborazione con Icarus vs. Muzak
Risonanze e ideali
Il programma si sviluppa attraverso due tematiche: le risonanze della poetica di Luigi Nono osservate nelle musiche di allievi e compositori che a lui si sono riferiti, e gli ideali politici e sociali di una musica che legge criticamente i segni del proprio tempo.
Benché Nono ne sia il perno – o magari proprio per questo – le musiche qui presentate sono di grande varietà: dalla ricerca sonora più ardita, con o senza elettronica e/o strumenti inusitati, alla song, dal pezzo solistico al pezzo d’insieme. Una sequenza incalzante di composizioni per lo più di breve durata in una girandola di organici che si alternano, restituisce l’idea di una creatività incontenibile, collaborativa, liberatoria.
È anche un programma multigenerazionale e internazionale (per non dire internazionalista): da Eisler (nato nel 1898), attraverso Nono (1924), Cardew, Rzewski e Gentilucci (anni 30), Neuwirth (1968), arriva sino alla giovanissima Podzniakova.
Marcos Morau
La Veronal
Spazio accessibile a persone con disabilità fisica.
Audio-introduzione per persone cieche e ipovedenti.
Touch tour e audiodescrizione poetica per persone cieche.
Presenza di luci stroboscopiche.
Presenza di rumore forte.
Presenza di fumo.
Spettacolo adatto agli adolescenti.
L’audiodescrizione poetica è curata dalla dramaturg Camilla Guarino e dall’artista Giuseppe Comuniello ed è possibile grazie a un lavoro di rete tra Oriente Occidente, Festival Aperto (Reggio Emilia), FOG Performing Arts Festival (Milano), Equilibio (Roma)



Crediti
Idea e direzione artistica Marcos Morau
Direzione di produzione Juan Manuel Gil Galindo
Coreografia Marcos Morau in collaborazione con gli interpreti
Interpreti Àngela Boix, Jon López, Núria Navarra, Lorena Nogal, Shay Partush, Marina Rodríguez
Testo Carmina S. Belda
Direzione tecnica e disegno luci Bernat Jansà
Direttore di scena, macchinari ed effetti speciali David Pascual
Supporto tecnico in tournée Mirko Zeni
Musica e sound design Juan Cristóbal Saavedra
Scenografia Max Glaenzel
Costumi Silvia Delagneau
Video design Marc Salicrú
Produzione e logistica Cristina Goñi Adot e Àngela Boix
Produzione La Veronal in co-produzione con Grec 2023 Festival de Barcelona – Institut de Cultura Ajuntament de Barcelona, Oriente Occidente Dance Festival, Centro de Cultura Contemporánea Condeduque, Mercat de les Flors, Temporada Alta, Les Théâtres de la Ville de Luxembourg, Chaillot Théâtre National de la Danse, Festival Equilibrio – Fondazione Musica per Roma, Hessisches Staatsballett in the frame of Tanzplattform Rhein-Main, Triennale Milano.
In collaborazione con Graner – Fàbriques de Creació and Teatre L’Artesà
Con il supporto di INAEM – Ministerio de Cultura y Deporte de España and ICEC – Departament de Cultura de la Generalitat de Catalunya






