DIDONE ED ENEA
L’opera si apre nel palazzo di Didone, la regina di Cartagine, in cui Enea e il suo esercito tentano di rifugiarsi scappando dalla fine della Guerra e dalla distruzione di Troia. Didone, resasi conto di provare un amore per Enea, è turbata e confusa, e Belinda, sua sorella, sperando in una alleanza con i troiani, la spinge al matrimonio. Spinte dal desiderio di far crollare Didone e Cartagine, un gruppo di streghe decide di convincere Enea a ripartire verso l’Italia, verso il suo destino. Mandano quindi da lui uno spirito che lo convince a lasciare Cartagine e Didone. Nonostante il vedere la disperazione dell’amata convinca Enea, in un primo momento, a rimanere, decide in seguito di partire e Didone, disperata, muore di dolore sulle note dell’aria When I am laid in earth, uno dei brani più famosi della storia del melodramma.



I SETTE PECCATI CAPITALI
La protagonista è Anna, sdoppiata in due personaggi: Anna I e Anna II. La giovane decide di lasciare la propria casa e la propria famiglia per cercare fortuna e sufficiente denaro per potersi costruire una casa in Louisiana. Inizia a ballare in locali notturni ed intrattenere ricchi uomini di potere imbattendosi sempre più nei sette vizi capitali: accidia, superbia, ira, gola, lussuria, avarizia, invidia. Ogni vizio è un “quadro”, in cui tutti i valori vengono ribaltati, con una feroce critica al capitalismo.




















