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I Teatri di Reggio Emilia

I Teatri di Reggio Emilia

Fondazione I Teatri Reggio Emilia

Biglietteria (si apre in una nuova finestra)

Amleto²

Amleto²

di e con Filippo Timi

  • Descrizione
  • Acquista
  • Crediti

Martedì 20 Gennaio – Mercoledì 21 Gennaio – ore 20:30

Teatro Ariosto

Prosa

Durata: 1 ora e 25 minuti senza intervallo

A 15 anni dal debutto, torna in una nuova edizione lo spettacolo cult di Filippo Timi. Una rilettura dove ogni gesto o parola diventa gioco e voce personale, provocazione intelligente.

Programma di sala

Descrizione

Filippo Timi stravolge il testo shakespeariano, rovescia passioni e personaggi nella stessa gabbia da circo all’interno della quale si consuma un elogio della follia. Un Amleto spiazzante, comico, furibondo, colorato, dove la tragedia si trasforma in commedia, tra potere e oblio, tra frivolezza e pazzia.

Quello di Timi è un Amleto annoiato, che non ha più voglia di interpretare la monotona storia familiare, non ha più voglia di amare Ofelia, non ha più voglia di niente. Voci fuori campo lo richiamano, invano, al suo destino. Intorno a lui si muovono i personaggi scaturiti dalla sua instabile mente interpretati da Mascino, Rocco e Lietti, sue storiche sodali artistiche.

Amleto² è molto più di una rivisitazione della tragedia shakespeariana: è un gioco teatrale anarchico, una miscela esplosiva di comicità surreale e dramma intimo, dove la follia creativa di Filippo Timi unita alle incredibili interpretazioni degli attori, trasforma il grande classico in un cabaret esistenziale, contemporaneo e vibrante, capace di colpire, emozionare, sorprendere.

«Procedendo per accumulo di materiali, registri e citazioni, Timi usa Shakespeare come canovaccio di un cabaret esistenziale ed esistenzialista che centrifuga valzer e musical, Kubrick e il Titanic, trash televisivo e impennate filosofiche, sketch da avanspettacolo e irrimediabili struggimenti, starlette e scarrozzanti. Lambisce il kitsch, ammicca al camp, corteggia il pop, ma sa che, per quanto camuffata da commedia, questa è una tragedia. Con cui giocare, da smontare, profanare e persino deridere, ma senza liberarsi del suo brivido».
Sara Chiappori, la Repubblica

Fotografo Luca Del Pia
Fotografo Luca Del Pia
Fotografo Luca Del Pia

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
20/01/2026 20:30 da € 15,00 Acquista
21/01/2026 20:30 da € 15,00 Acquista

Riduzioni

Iscritti Unimore > 50%

Under 30 > 30%

Amici dei Teatri > 20%

Over 65 > 15%

Altre riduzioni

Abbonati

Primo turno 20/01/2026

Secondo turno 21/01/2026

Crediti

uno spettacolo di e con Filippo Timi
e con Marina Rocco, Elena Lietti, Gabriele Brunelli, Mattia Chiarelli
luci Oscar Frosio

produzione Teatro Franco Parenti / Fondazione Teatro della Toscana

Con il sostegno di

Riccardo III

Riccardo III

di William Shakespeare • regia Antonio Latella

  • Descrizione
  • Acquista
  • Crediti

Venerdì 23 Gennaio – ore 20:30

Sabato 24 Gennaio – ore 20:30

Domenica 25 Gennaio – ore 15:30

Teatro Ariosto

Prosa

Durata: 2 ore e 40 minuti

Il male è. Non è una forma, non è uno zoppo. Non è un gobbo. Il male è vita. Il male è natura. Il male è divinità.

Programma di sala

Descrizione

Il nostro intento è quello di provare ad andare oltre l’esteriorità del male cercando di percepirne l’incanto. È chiaro che se il male stesso viene rappresentato attraverso un segno fisico il pubblico è portato ad accettarlo, vede la “mostruosità” e la giustifica. Anzi, prova empatia se non simpatia con e per il protagonista. Ma è ancora accettabile questo “alibi di deformità” nel ventunesimo secolo?
La traduzione di Federico Bellini mi permette inizialmente di giocare con tempi e andamenti ritmici quasi da commedia, direi wildiana, in una pennellata che rimanda all’Inghilterra Vittoriana. Abbiamo cercato di creare un adattamento dove, pur nella rinuncia ad alcune parti del testo originale, abbiamo provato a rispettare l’interezza della vicenda e la sua trasversalità di significato. Ci siamo presi il lusso, studiando i personaggi del testo, di ampliarne uno già esistente, chiamandolo Custode, apparentemente un servitore del male e di Riccardo III, che, con l’andare della narrazione, si scoprirà essere in realtà al servizio della bellezza del luogo; un custode che vuole garantire la sopravvivenza del giardino dell’Eden e per questo è pronto a tutto, quel tutto che nel testo si sintetizza con la parola “AMEN”.
Infine e non da ultima, la scelta degli attori: un cast importante, ponderato in modo maniacale, un cast che possa essere forte per talento e dare ad ogni personaggio letterario qualcosa di fortemente artistico, un cast che possa ammaliare gli spettatori mettendo al primo posto del loro lavoro il potere performativo della parola che il Bardo ci consegna e ci lascia in eredità. Sappiamo tutti che la parola può mettere a tacere ogni tipo di guerra, ma nonostante la storia ce lo ricordi continuamente, continuiamo a dimenticarlo e credo, con mio dolore, volutamente: forse perché siamo stati creati per essere stonatura all’interno della perfezione armonica della prima nota, il DO, o almeno così mi piace pensare.
A tutti i miei collaboratori artistici ho chiesto di dare bellezza al male e non bruttezza, perché chi tradì il paradiso fu l’Angelo più bello.
Antonio Latella

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
23/01/2026 20:30 da € 15,00 Acquista
24/01/2026 20:30 da € 15,00 Acquista
25/01/2026 15:30 da € 15,00 Acquista

Riduzioni

Iscritti Unimore > 50%

Under 30 > 30%

Amici dei Teatri > 20%

Over 65 > 15%

Altre riduzioni

Abbonati

Primo turno 23/01/26

Secondo turno 24/01/26

Terzo turno 25/01/26

Crediti

di William Shakespeare
Traduzione Federico Bellini
Adattamento Federico Bellini e Antonio Latella
regia Antonio Latella
con Vinicio Marchioni, Silvia Ajelli, Anna Coppola, Flavio Capuzzo Dolcetta, Sebastian Luque Herrera, Luca Ingravalle, Giulia Mazzarino, Candida Nieri, Stefano Patti, Annibale Pavone, Andrea Sorrentino

Dramaturg Linda Dalisi
Scene Annelisa Zaccheria
Costumi Simona D’amico
Musiche e suono Franco Visioli
Luci Simone De Angelis
Regista assistente e movimenti Alessio Maria Romano
assistente volontario Riccardo Rampazzo

Produzione Teatro stabile dell’Umbria e LAC Lugano Arte e Cultura

Con il sostegno di

Maurizio Ferraris

Maurizio Ferraris
Comunismo digitale. Una proposta politica

con l’autore dialoga Ivan Levrini

  • Descrizione
  • Bio

Domenica 1 Febbraio – ore 11:00

Ridotto del Teatro Valli

Finalmente Domenica

Accesso libero fino a esaurimento dei posti disponibili

Bookshop aperto nelle sale del Ridotto

Tra l’impero americano che non redistribuisce e quello cinese che limita la libertà, prende forma una quarta via: il comunismo digitale.

Descrizione

L’intera umanità produce dati, cioè valore potenziale, sul web. Però l’impero calante, gli Usa, garantisce la libertà, fosse pure quella di morire di fame, ma non ridistribuisce il valore, che rimane nelle mani di pochissimi. L’impero crescente, la Cina, lo ridistribuisce, ma – essendo uno Stato bolscevico di successo – limita la libertà. Per rimediare al declino americano, il presidente Trump vuole controllare le piattaforme, realizzando il capolavoro di una tirannide senza ridistribuzione. Esiste una quarta via? Certo, il comunismo digitale spiegato in questo libro. I tempi sono maturi, non aspettiamo che marciscano.

Il libro

M. Ferraris
Comunismo digitale
Einaudi 2026

Scopri di più

Bio

Maurizio Ferraris

Maurizio Ferraris (1956) insegna filosofia teoretica all’Università di Torino, dove è presidente del Laboratorio di Ontologia e dell’Istituto di studi avanzati «Scienza Nuova». Ha insegnato in vari continenti. Editorialista del «Corriere della Sera», è autore di fortunati programmi televisivi. Per Einaudi ha pubblicato Il tunnel delle multe (2008), Emergenza (2016), Il denaro e i suoi inganni (2018, con J. R. Searle), Post-Coronial Studies (2021) e Comunismo digitale. Una proposta politica (2025). Ha inoltre curato e introdotto L’altra estetica (2001) e Bentornata realtà (2012, con M. De Caro).

Finalmente Domenica è una rassegna sostenuta da

Hofesh Shechter

Hofesh Shechter
Shechter II

IN THE BRAIN

  • Descrizione
  • Bio
  • Acquista
  • Crediti

Venerdì 15 Maggio – ore 20:30

Teatro Municipale Valli

Danza, Festival Aperto

Prima italiana

Programma di sala

In parte rave. In parte rituale. Qui i danzatori non si limitano a esibirsi, ma si scatenano. Incarnano il ritmo, infrangendo la barriera tra palcoscenico e pubblico, trascinandovi in un’esperienza febbrile e totalizzante che vi lascerà desiderare di più.

Descrizione

L’esaltante nuova opera completa di Hofesh Shechter per Shechter II, IN THE BRAIN , è un’immersione cruda ed elettrizzante nel movimento, nel ritmo e nell’energia collettiva. Un viaggio pulsante e urgente nelle profondità della nostra coscienza, dove le storie si dissolvono, l’identità svanisce e rimane solo il ritmo.
Portato in vita dall’energia feroce e inarrestabile di Shechter II, IN THE BRAIN è uno spazio per liberarsi. Per perdere se stessi. Per abbandonarsi all’impeto del movimento, al peso dei bassi e all’euforia dei corpi bloccati nel groove tipico di Shechter.
Sviluppato a partire da Cave, un lavoro più breve originariamente prodotto dalla Martha Graham Company e dallo Studio Simkin, che esplorava la vita notturna e l’aggregazione umana attraverso la danza e la sua qualità trascendentale, IN THE BRAIN si basa su questo, trasformando il teatro in una celebrazione viscerale e ad alta tensione del movimento, della musica e dell’energia pura e non filtrata.

Bio

Hofesh Shechter
Hofesh Shechter

Hofesh Shechter è tra i coreografi contemporanei più influenti. È famoso per fondere musica suggestiva con il suo inconfondibile linguaggio corporeo. Nel 2008 ha fondato la Hofesh Shechter Company con sede in Gran Bretagna. Da decenni, Hofesh Shechter crea spettacoli pluripremiati sia per istituzioni di fama internazionale, sia per la sua compagnia e il suo ensemble di giovani talenti Shechter II. Foto © Hugo Glendinning

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
15/05/2026 20:30 da € 13,00 Acquista

Riduzioni

Iscritti Unimore > 50%

Under 30 > 30%

Amici dei Teatri > 20%

Over 65 > 15%

Altre riduzioni

Calici con vista 🥂

Il bar del Teatro Municipale Valli 
appuntamenti al Ridotto

Venerdì 15 maggio
apertura bar ore 18.30

Accesso libero anche per chi non assiste allo spettacolo

Crediti

di Hofesh Shechter
interpretato da Shechter II
coreografia e musica Hofesh Shechter

disegno luci Tom Visser
ideazione costumi Hofesh Shechter
musiche aggiuntive TBC

TAO Dance Theater

TAO Dance Theater

16 & 17

  • Descrizione
  • Bio
  • Acquista
  • Crediti

Mercoledì 15 Aprile – ore 20:30

Teatro Municipale Valli

Danza, Festival Aperto

“Tutte le mie creazioni cercano un linguaggio del corpo umano. È uno stato in cui la descrizione non è necessaria”.

Descrizione

16 e 17 sono due nuove opere della Numerical Series, create da Tao Dance Theater, la Compagnia cinese fondata da Tao Ye, Duan Ni, Leone d’argento alla Biennale di Venezia, che Reggio Emilia aveva già accolto con i precedenti “13” e “14”
Questi due ultimi  lavori puntano a uno studio più approfondito del movimento del corpo, ampliando ulteriormente la ricchezza della “tecnica del movimento circolare “ ed esplorando la pratica della somaestetica orientale, approccio filosofico che integra la consapevolezza del corpo, la percezione e l’esperienza sensoriale con principi orientali, in particolare con la filosofia e le pratiche dello yoga e della meditazione. Partendo dall’immagine di “seguire la sua inerzia”, le opere creano infinite possibilità di “flusso istantaneo”.

16 è il quindicesimo lavoro della serie numerica ed  è ispirata ai giochi Dragon Dance e Snake. 16 danzatori sono connessi e disposti in linea. Fluendo, girando e marciando, le fluttuazioni di energia tra i danzatori sono trasmesse avanti e indietro dall’inizio alla fine, in un uso dinamico dello spazio. Esplorando il movimento, il lavoro sviluppa linguaggi e possibilità di movimento del corpo. Favorisce uno spazio circolare per il movimento a 360 gradi della testa. Nello spazio sono disegnati cerchi di forme diverse. Il corpo del danzatore si muove come un drago.
Il piccolo spazio creato dalla testa in “16” presenta un corpo multidimensionale strutturale infinitamente derivato. Attraverso l’esplorazione finale di movimenti ripetitivi e non ripetitivi, dipinge un micro-mondo caotico ma splendido.

In “17”, sedicesimo lavoro della serie numerica, Tao Ye – continuando a sperimentare con il suono, la forma e il movimento del corpo – crea un dialogo con l’opera 7. I 17 danzatori si disperdono o si riuniscono, apparentemente in disordine. Dall’inizio alla fine, il suono diventa il segnale dei pensieri e dei movimenti di tutti. Le cadute, le propagazioni e le meraviglie del suono sono sincronizzate con il movimento del corpo, formando un parallelo tra questi due linguaggi. Una varietà di relazioni strane, miste e sregolate appaiono come onde sonore visualizzate e fuochi d’artificio volanti. Il concetto dell’opera 17 deriva dall’immaginazione cinestesica del suono. È una canzone senza parole e una parola inspiegabilmente familiare. Questo senso contraddittorio della distanza, del vicino e del lontano, attraversa l’intera opera 17. Per Tao Ye, le fluttuazioni e la linearità del suono non sono solo uditive, ma anche fisiche.

16
17
16
PROGRAMMA DI SALA

Bio

TAO Dance Theater

TAO Dance Theater è una compagnia di danza cinese con sede a Pechino. Fondata nel 2008 dai coreografi Tao Ye, Duan Ni e dalla producer Wang Hao, la compagnia ha un approccio innovativo al movimento, una tecnica del corpo denominata “Circular Movement System”. Alla base è l’idea di una danza pur, raggiunta attraverso la “ripetizione ritualistica dei movimenti naturali del corpo”, chiamando in causa la capacità dello spettatore di concentrarsi sul gesto ripetuto nella sua essenzialità, privo di ogni ornamento. Sono ospiti dei maggiori palcoscenici del mondo, dal Lincoln Center Art Festival di New York al Sadler’s Wells Theatre di Londra, passando per la Sydney Opera House e il Théâtre de la Ville di Parigi.

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
15/04/2026 20:30 da € 13,00 Acquista

Riduzioni

Iscritti Unimore > 50%

Under 30 > 30%

Amici dei Teatri > 20%

Over 65 > 15%

Altre riduzioni

Calici con vista 🥂

Il bar del Teatro Municipale Valli 
appuntamenti al Ridotto

Mercoledì 15 aprile
apertura bar ore 18.30

Accesso libero anche per chi non assiste allo spettacolo

Crediti

16
coreografia Tao Ye
musica Xiao He
design costumi Duan Ni, realizzati da DNTY

17
coreografia Tao Ye
ideazione sonora Tao Ye  realizzata dai danzatrici e danzatori di TAO Dance Theater
musica Cheng Leting Wu Zhenka
costumi DNTY

16& 17 sono una Co-produzione La Biennale di Venezia e TAO Dance Theater ,con il supporto di  Dance Reflections by Van Cleed & Arpels

De Keersmaeker / Mriziga / Rosas / A7LA5

Anne Teresa De Keersmaeker, Radouan Mriziga
Rosas, A7LA5

Il Cimento dell’Armonia e dell’Inventione

  • Descrizione
  • Bio
  • Acquista
  • Crediti

Mercoledì 11 Marzo – ore 20:30

Teatro Municipale Valli

Danza, Festival Aperto

Programma di sala

Abbiamo ancora quattro stagioni?

Descrizione

Nel Cimento dell’Armonia e dell’Inventione, Anne Teresa De Keersmaeker e Radouan Mriziga si propongono di esplorare Le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi. Il punto di partenza di questo nuovo lavoro coreografico è la registrazione della composizione vivaldiana da parte della virtuosa violinista e collaboratrice di lunga data di Rosas Amandine Beyer e del suo ensemble Gli Incogniti.

Le Quattro Stagioni è uno dei brani musicali più noti, iconici e riprodotti, una vera e propria “hit” del repertorio classico. È anche una suggestiva ode alla natura. De Keersmaeker e Mriziga, che hanno già collaborato a 3ird5 @ W9rk (2020), condividono un forte interesse per l’osservazione della natura, la geometria e l’astrazione incarnata. Condividono anche la preoccupazione per il nostro rapporto mutevole e sempre più problematico con l’ambiente naturale.

Contemplare le quattro stagioni in natura contemplando la natura di questa composizione musicale non solo ispira ulteriori esplorazioni dei modelli presenti nel mondo naturale e delle configurazioni celesti come possibili punti di partenza per la coreografia, ma porta anche vividamente in superficie l’urgenza dell’imminente crisi climatica. Inoltre, Vivaldi scrisse questa musica trecento anni fa nel Mediterraneo, una regione all’incrocio di diversi continenti. Le Quattro Stagioni invitano quindi a riflettere sulla circolazione dei saperi, del potere e delle storie che questa regione rappresenta.

Nel Cimento dell’Armonia e dell’Inventione, molteplici filoni si uniscono per creare un linguaggio coreografico unico. La coreografia vuole tornare al nucleo, alla struttura della famosa composizione di Vivaldi e alle molte associazioni ed emozioni che evoca, offrendo al contempo un contrappunto coreografico. Allo stesso tempo, la danza sottolinea che ci può essere qualcosa di contemplativo da trovare nelle Quattro Stagioni, nella loro familiarità e nella familiarità della natura.

Bio

Anne Teresa De Keersmaeker

Nel 1980, dopo aver studiato danza alla Mudra School di Bruxelles e alla Tisch School of the Arts di New York, Anne Teresa De Keersmaeker (nata nel 1960) crea Asch, il suo primo lavoro coreografico. Due anni arriva la prima di Fase, Four Movements to the Music of Steve Reich. Nel 1983 De Keersmaeker ha fondato la compagnia di danza Rosas a Bruxelles, creando l’opera Rosas danst Rosas. A partire da questi lavori, la sua coreografia si è basata su un’esplorazione rigorosa e prolifica del rapporto tra danza e musica. Con Rosas ha creato un ampio corpus di lavori che coinvolgono le strutture musicali e le partiture di diversi periodi, dalla musica antica agli idiomi contemporanei e popolari. La sua pratica coreografica attinge anche principi formali dalla geometria, dai modelli numerici, dal mondo naturale e dalle strutture sociali per offrire una prospettiva unica sull’articolazione del corpo nello spazio e nel tempo. Nel 1995 De Keersmaeker ha fondato a Bruxelles la scuola P.A.R.T.S. (Performing Arts Research and Training Studios) in associazione con De Munt/La Monnaie. 

Radouan Mriziga

Radouan Mriziga, artista originario di Marrakech e ora residente a Bruxelles, ha sviluppato uno stile unico nella danza contemporanea dopo aver studiato a Marrakech, in Tunisia, e alla P.A.R.T.S. di Bruxelles.
La sua prima trilogia – 55 (2014), 3600 (2016) e 7 (2017) – esplora i poliritmi e i ritmi non binari in contesti geometrici temporanei, fondendo spazi concreti e immaginari.
Queste opere hanno consolidato il suo stile caratteristico e sono state presentate in numerose tournée, con spettacoli al Festival d’Automne, al Kunstenfestivaldesarts, al Tanz im August e al Festival TransAmériques.
Mriziga ha anche collaborato a progetti di rilievo con Anne Teresa De Keersmaeker e altri. Il suo lavoro recente esplora la mitologia amazigh, tra cui la trilogia Tafukt, Ayur e Akal. Nel 2023 ha iniziato una nuova trilogia: Atlas / the Mountain, Magec / the Desert e Awessu / the Sea.
Le sue opere continuano ad essere presentate in tutto il mondo, tra cui Dream City, Walker Art Center e PACT Zollverein.
Con Magec / The Desert, Radouan Mriziga torna a Tunisi per la quarta volta, ancora una volta con una creazione presentata a Dream City. Dopo Ayur, Libya e The Mountain (un assolo interpretato dall’artista), tutti creati a Tunisi, anche Magec / The Desert è stato provato principalmente lì.
Dopo essere stato presentato al Kunstenfestivaldesarts e al Festival d’Avignon, il progetto avrà la sua prima tunisina al Dream City 2025.

Rosas

Rosas è la compagnia della coreografa e ballerina Anne Teresa De Keersmaeker. È stata fondata nel 1983 durante la creazione dell’opera Rosas danst Rosas. Dal suo debutto nel 1982 con Fase, Four Movements to the Music of Steve Reich, De Keersmaeker si è dedicata a una rigorosa esplorazione e articolazione del movimento, dalle sue forme più semplici a quelle più complesse. Il rapporto tra movimento e musica è essenziale nel concetto di danza di De Keersmaeker. Rosas ha ampliato l’arte della danza come atto di scrittura di movimenti nello spazio e nel tempo e nel corso degli anni ha esplorato la coreografia in collaborazione con altre forze compositive, ovvero la musica, la geometria, le arti visive e il linguaggio. L’impegno di De Keersmaeker in queste discipline ha comportato collaborazioni con esperti – musicisti, compositori, artisti visivi, attori, scrittori – che in momenti diversi sono stati partecipanti e interpreti integranti delle produzioni di Rosas.
Parallelamente alla creazione di nuovi lavori, Rosas continua a esibirsi e a insegnare il repertorio esistente, che ormai abbraccia un periodo di trent’anni. In questo modo, il passato artistico della compagnia continua a essere tramandato alle nuove generazioni di ballerini e al pubblico. Da quando le prime opere di De Keersmaeker hanno iniziato ad attirare l’attenzione internazionale, Rosas ha costruito una presenza forte e vitale nel mondo della danza, coinvolgendo teatri, compagnie di repertorio, teatri d’opera, festival, luoghi di lavoro, spazi espositivi e piattaforme educative. Grazie alla partnership e al sostegno del teatro dell’opera De Munt/La Monnaie, dove Rosas è stata in residenza dal 1992 al 2007, e del Kaaitheater, Rosas ha avuto una sede fissa sul palcoscenico di Bruxelles e ha collaborato con queste organizzazioni per promuovere progetti come P.A.R.T.S., Bal Moderne e WorkSpaceBrussels. Questi progetti, resi possibili e promossi con il sostegno di Rosas, si sono sviluppati sin dal loro inizio in organizzazioni completamente indipendenti, creando spazio per nuovi progetti interni a Rosas come Dancingkids e RondOmDans.

Le strutture Rosas a Bruxelles sono un centro che ospita una miriade di attività artistiche e risorse nel campo delle arti performative. Attualmente il campus è condiviso con P.A.R.T.S. e l’ensemble di musica contemporanea Ictus, mentre gli studi sono messi a disposizione anche di WorkSpaceBrussels, dei residenti estivi di Summer Studios e delle numerose compagnie e artisti che vengono a lavorare qui. Il sito è uno dei luoghi chiave di Bruxelles dove artisti affermati ed emergenti possono incontrarsi e interagire in incontri reciprocamente arricchenti.

Rosas adheres to the principles of Good Governance, as described in the Governance Code for Culture, and supports ‘juistisjuist’ (‘what’s right is right’). The dance company supports clear and fair principles for collaboration in the arts, and applies the guidelines around fair practice and fair pay, and adheres to the policies around integrity. An internal working group drafted a charter concerning well-being at work for the organisation.

A7LA5

A7LA5 vzw è stata fondata e sviluppata dal coreografo e performer Radouan Mriziga.

Partendo dal lavoro artistico e dalle domande che esso suscita in contesti artistici e non artistici (nazionali e internazionali), A7LA5 intende aggiungere livelli e prospettive di comprensione e condivisione della conoscenza, attraverso collaborazioni e collegamenti con pratiche provenienti dalle arti, dalla scienza, dall’architettura, dall’artigianato e da altri campi sociali. A7LA5 vuole andare oltre il lavoro del singolo artista e diventare un laboratorio, una piattaforma, uno spazio di sperimentazione, in cui la condivisione è orizzontale e la conoscenza viene prodotta da una prospettiva artistica.

A7LA5 funziona come un’organizzazione e come una piattaforma di scambio.

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
11/03/2026 20:30 da € 15,00 Acquista

Riduzioni

Iscritti Unimore > 50%

Under 30 > 30%

Amici dei Teatri > 20%

Over 65 > 15%

Altre riduzioni

Calici con vista 🥂

Il bar del Teatro Municipale Valli 
appuntamenti al Ridotto

Mercoledì 11 marzo
apertura bar ore 18.30

Crediti

coreografia Anne Teresa De Keersmaeker, Radouan Mriziga

creato con e interpretato da Boštjan Antončič, Nassim Baddag, Lav Crnčević, José Paulo dos Santos

musica 
Antonio Vivaldi Le quattro stagioni
Amandine Beyer Gli Incogniti
Alpha Classics/Outhere Music 2015
analisi musicale Amandine Beyer

poemi 
Asmaa Jama We, the salvage
Antonio Vivaldi Le quattro stagioni

scene e luci Anne Teresa De Keersmaeker, Radouan Mriziga

disegno costumi Aouatif Boulaich

responsabile prove  Eleni Ellada Damianou

produzione Rosas

coproduzione Berliner Festspiele, Charleroi danse – centre chorégraphique de Wallonie-Bruxelles, Concertgebouw Brugge (Bruges), De Munt/ La Monnaie (Brussel / Bruxelles / Brussels), Festival d’Automne à Paris, Festival de Marseille, ImPulsTanz (Wenen, Vienne, Vienna), Sadler’s Wells (Londen/Londres/London), Théâtre de la Ville (Parijs/Paris)

con il sostegno di Dance Reflections by Van Cleef & Arpels
produzione realizzata con il sostegno di Tax Shelter of the Belgian Federal Government, in collaborazione con Casa Kafka Pictures

Rosas è sostenuta da Flemish Community e da Flemish Community Commission (VGC)

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Fondatori

Comune di Reggio Emilia Provincia di Reggio Emilia Gruppo Iren

Con il sostegno di

Ministero Beni Culturali Regione Emilia-Romagna Fondazione Pietro Manodori

Fondazione I TEATRI - Piazza Martiri del 7 luglio, 7 - 42121, Reggio Emilia - tel 0522 458811 - P.IVA 01699800353 - CF 91070780357

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