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I Teatri di Reggio Emilia

I Teatri di Reggio Emilia

Fondazione I Teatri Reggio Emilia

Biglietteria (si apre in una nuova finestra)

Filarmonica Toscanini
Stepan Armasar, direttore
Mischa Maisky, violoncello

Filarmonica Toscanini
Stepan Armasar, direttore
Mischa Maisky, violoncello

  • Programma
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Giovedì 7 Maggio – ore 20:30

Teatro Municipale Valli

Concerti

Un nuovo sguardo sul grande repertorio: la Filarmonica Toscanini, guidata da Stepan Armasar e con Mischa Maisky al violoncello, intreccia contemporaneità e capolavori senza tempo in un programma di intensa suggestione

Programma

M. Traversa, Nature’s Cry
Nuova commissione La Toscanini – progetto Ecosounds

P.I. Čajkovskij, Aria di Lensky «Kuda, kuda» da Evgenij Onegin
(trascr. per violoncello e orchestra)

C. Saint-Saëns, Concerto n. 1 in la minore per violoncello e orchestra, op. 33

A.Dvořák, Sinfonia n. 9 in mi minore “Dal Nuovo Mondo”, op. 95

PROGRAMMA DI SALA

Bio

Filarmonica Arturo Toscanini

La Filarmonica Arturo Toscanini nasce a Parma nel 2002 come prosecuzione della storica Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini. Oggi è considerata tra le più importanti orchestre sinfoniche italiane.
Ispirata ai valori di Arturo Toscanini – rigore, talento, estro e impegno – l’attività dell’orchestra si caratterizza per una continua ricerca di qualità, dal repertorio classico al contemporaneo, dagli ensemble cameristici al grande sinfonismo.
Enrico Onofri è stato Direttore Principale (2020-2024), succedendo ad Alpesh Chauhan (2017-2020); prima di loro, rispettivamente, Kazushi Ono (2012-2015), Francesco Lanzillotta (2015-2017) e Kristjan Jarvi (2021-2023) hanno ricoperto la carica di Direttore Ospite Principale. Omer Meir Wellber, uno tra i direttori più legati alla Filarmonica, è stato Direttore Musicale del Festival Toscanini, il progetto musicale incentrato sulla figura e sull’eredità storico-artistica di Arturo Toscanini, nelle edizioni 2022 e 2023.
Nel 2025 è stata annunciata la nomina di Kent Nagano nel ruolo di Principal Artistic Partner. Direttore di caratura internazionale, noto per la sua capacità di unire rigore intellettuale e originalità interpretativa, Nagano inaugura con la Filarmonica un nuovo capitolo di collaborazione artistica, destinato a consolidare la presenza dell’orchestra sul piano internazionale.
Nella sua storia la Filarmonica Arturo Toscanini si è esibita sotto la guida di alcuni dei maggiori interpreti che hanno segnato la storia della direzione d’orchestra, quali Lorin Maazel, Zubin Mehta, Georges Prêtre, Mstislav Rostropovich, Gianandrea Gavazzeni, Charles Dutoit, Yuri Temirkanov e Jeffrey Tate, e dei più importanti direttori del panorama internazionale, quali Fabio Luisi, Vladimir Jurowski, James Conlon, Juraj Valčuha, Trevor Pinnock, Roberto Abbado, Tugan Sokhiev, Rinaldo Alessandrini, Christophe Rousset, Fabio Biondi, Wayne Marshall e Tan Dun. Oggi viene abitualmente diretta da alcuni dei più apprezzati direttori delle ultime generazioni e dai giovani più promettenti della scuola direttoriale italiana: Michele Mariotti, Daniele Rustioni, Antonino Fogliani e Riccardo Frizza, Michele Spotti, Alessandro Bonato e Diego Ceretta.
Numerose sono state le collaborazioni con prestigiosi solisti, tra i quali Mischa Maisky, Ivo Pogorelich, Viktoria Mullova, Gil Shaham, Steven Isserlis, Ton Koopman, Krystian Zimerman, Ian Bostridge, Mario Brunello, Salvatore Accardo, Placido Domingo, Juan Diego Flórez, Natalia Gutman, Ray Chen, Stefano Bollani, Carolin Widmann, Valeriy Sokolov, Pablo Ferrandez, Jean-Yves Thibaudet, Nicola Benedetti e Maxim Vengerov.
La Filarmonica Arturo Toscanini è stata acclamata da pubblico e critica nelle maggiori sale da concerto di tutto il mondo in città quali Washington, New York, Parigi, Madrid, Barcellona, Amburgo, Mosca, Bucarest, Varsavia, Gerusalemme, Tel Aviv, Tokyo e Pechino. L’attività internazionale, ripartita da Algeri nel 2022, ha visto la Filarmonica protagonista a Dresda, unica orchestra italiana nel cartellone 2023 del Dresdner Musikfestspiele, uno tra i più prestigiosi festival europei.
Si esibisce regolarmente a Parma nell’Auditorium Paganini progettato da Renzo Piano ed è protagonista delle Stagioni liriche e sinfoniche dei Teatri di tradizione della Regione Emilia-Romagna e di un significativo programma concertistico in tutto il territorio regionale.
Dal 2012 la Filarmonica Toscanini è partner del Festival Verdi di Parma, un sodalizio artistico nel nome di due illustri musicisti parmigiani, Verdi e Toscanini.

Stepan Armasar, direttore

Nato nel 2000, Stepan Armasar si è imposto all’attenzione internazionale proprio a Parma, dove nel settembre 2025 ha vinto il Primo Premio e il Premio del Pubblico “Emanuela di Castelbarco” alla Toscanini Competition, distinguendosi per maturità interpretativa, chiarezza di gesto e autorevolezza sul podio. In finale aveva conquistato giuria e orchestra con una lettura particolarmente incisiva di Rendering di Luciano Berio.

«Stepan Armasar è un talento straordinario, dotato di una maturità interpretativa fuori dal comune per la sua età – dichiara Ruben Jais, Sovrintendente e Direttore Artistico della Fondazione Arturo Toscanini –. Il suo percorso e questo nuovo incarico alla Royal Concertgebouw Orchestra confermano una crescita solida e coerente, che avevamo già avuto modo di riconoscere attribuendogli il primo premio nell’edizione 2025 della Toscanini Competition. Siamo orgogliosi di vederlo oggi affermarsi a livello internazionale e non vediamo l’ora di riaverlo con noi nella prossima stagione».

La selezione di Armasar come Bernard Haitink Associate Conductor è avvenuta al termine di un accurato processo che ha coinvolto Klaus Mäkelä, il comitato artistico della Royal Concertgebouw Orchestra e l’Artistic Director Elena Dubinets. L’incarico, istituito nel 2024 e reso possibile dal sostegno della famiglia Haitink, si inserisce nella lunga tradizione dell’orchestra olandese a favore della formazione delle nuove generazioni di direttori.

La nomina di Stepan Armasar rappresenta un ulteriore segnale della capacità della Fondazione Arturo Toscanini e della sua Competition di intercettare, sostenere e accompagnare talenti destinati a una carriera internazionale di primo piano.

Mischa Maisky, violoncello

Maisky può vantarsi di essere l’unico violoncellista al mondo ad aver studiato sia con Mstislav Rostropovich che con Gregor Piatigorsky.
Rostropovich ha lodato Mischa Maisky come “… uno dei talenti più eccezionali della giovane generazione di violoncellisti. Il suo modo di suonare combina poesia e squisita delicatezza con un grande temperamento e una tecnica brillante”. Nato in Lettonia, formatosi in Russia ed emigrato poi in Israele, le sue esibizioni negli anni sono state con grande entusiasmo e successo nelle capitali del mondo intero, a Londra, Parigi, Berlino, Vienna, New York, Tokyo, e presso le più importanti istituzioni musicali.
Davvero un musicista di livello mondiale e ospite fisso nei maggiori festival internazionali, Maisky ha collaborato con direttori quali Leonard Bernstein, Carlo Maria Giulini, Lorin Maazel, Zubin Mehta, Riccardo Muti, Giuseppe Sinopoli, Vladimir Ashkenazy, Daniel Barenboim, James Levine, Charles Dutoit, Yuri Temirkanov, Mariss Jansons, Valery Gergiev, Kirill Petrenko, Paavo Järvi e Gustavo Dudamel.
Le collaborazioni con altri solisti includono artisti quali Martha Argerich, Radu Lupu, Nelson Freire, Evgeny Kissin, Itzhak Perlman, Lang Lang, Peter Serkin, Gidon Kremer, Yuri Bashmet, Vadim Repin, Maxim Vengerov, Joshua Bell, Julian Rachlin e Janine Jansen per citarne solo alcuni.
In qualità di artista esclusivo della Deutsche Grammophon per più di 30 anni, ha realizzato oltre 40 registrazioni con orchestre, tra cui Wiener, Berliner, Israel Philharmonic, London Symphony, Orchestre de Paris, Orpheus Chamber Orchestra, Chamber Orchestra of Europe.
Le registrazioni di Maisky hanno ottenuto il plauso della critica di tutto il mondo e sono state premiate per ben 5 volte con il prestigioso Record Academy Prize a Tokyo, 3 volte con il Deutscher Schallplattenpreis, nonché con il Grand Prix du Disque a Paris, il Diapason d’Or of the Year e con numerose ambite nominations ai Grammy.
La sua lunga e illustre carriera ha portato a Maisky molti premi e riconoscimenti, tra i quali: il 46° Premio alla carriera del Festival Musicale di Istanbul, la nomina a Membro onorario della Royal Academy of Music, la nomina ad Accademico Onorario dell’Accademia di Santa Cecilia, il Premio Honorary Fellow dell’Accademia di musica e danza di Gerusalemme. A partire dalla stagione 2022/23 Mischa Maisky è nominato Solista Onorario della Filarmonica Toscanini di Parma.

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
07/05/2026 20:30 da € 22,00 Acquista

Calici con vista 🥂

Il bar del Teatro Municipale Valli 
appuntamenti al Ridotto

Giovedì 7 maggio
apertura bar ore 18.30

chiusura bar a termine intervallo

Accesso libero anche per chi non assiste allo spettacolo

Orchestre des Champs-Elysées
Collegium Vocale Gent
Philippe Herreweghe, direttore

Orchestre des Champs-Elysées
Collegium Vocale Gent

Philippe Herreweghe direttore

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Mercoledì 18 Marzo – ore 20:30

Teatro Municipale Valli

Concerti

Programma di sala

Un programma di grande intensità per uno degli appuntamenti più attesi della stagione concertistica

Programma

L.v. Beethoven, Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore, op. 55 “Eroica”

L. Cherubini, Requiem in do minore per coro e orchestra

Descrizione

Due capisaldi tra fine Settecento e primo Ottocento, accomunati da una forte tensione etica e formale. Il Requiem in do minore di Luigi Cherubini, scritto nel 1816, colpisce per la sua severa compostezza: privo di solisti e di ogni enfasi teatrale, è una pagina di profonda intensità, ammirata da Beethoven e celebrata da Berlioz.

Con la Sinfonia n. 3 “Eroica”, Beethoven apre invece un territorio completamente nuovo: un’opera di proporzioni inedite, segnata dall’ideale eroico e dal disincanto, che ridefinisce il senso stesso della forma sinfonica fin dai celebri accordi iniziali.

L’Orchestre des Champs-Élysées e il Collegium Vocale Gent, guidati da Philippe Herreweghe, mettono in dialogo queste due visioni con rigore, chiarezza e intensa partecipazione espressiva.

Bio

Orchestre des Champs-Elysées

L’Orchestre des Champs-Elysées si dedica all’interpretazione, con strumenti d’epoca, del repertorio che spazia da Haydn a Debussy. La sua creazione nel 1991 è dovuta all’iniziativa congiunta di Alain Durel, direttore del Théâtre des Champs-Elysées e Philippe Herreweghe. L’Orchestre des Champs-Elysées ha una ‘residenza’ da diversi anni al Théâtre des Champs-Elysées, al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles e si è esibita nelle più importanti sale da concerto: Musikverein di Vienna, Concertgebouw di Amsterdam, Barbican Centre di Londra, Philharmonie di Monaco, Berlino e Colonia, Alte Oper di Francoforte, Gewandhaus di Lipsia, Lincoln Centre di New York, Parco della Musica di Roma, gli Auditorium di Lucerne e Digione, tra le molte; è apparsa inoltre, con grande successo, in Giappone, Corea, Cina e Australia. L’Orchestra è affidata alla direzione di Philippe Herreweghe ma diversi direttori sono stati invitati a dirigerla, tra cui Daniel Harding, Christian Zacharias, Heinz Holliger, Christophe Coin e René Jacobs. Il repertorio dell’Orchestre des Champs-Elysées si è notevolmente ampliato nel corso degli anni, coprendo ormai più di 150 anni di musica. Le ultime stagioni testimoniano questa evoluzione, con concerti che spaziano da Mozart e Haydn a Dvorak, Brahms, Mahler, Ravel e Stravinskij. Sotto la guida di Philippe Herreweghe, l’orchestra continua la sua ricca collaborazione artistica con il Collegium Vocale Gent, con il quale registra le più grandi opere del suo repertorio. Le ultime uscite (‘Alt-Rhapsodie’ di Brahms, ‘Missa Solemnis’ di Beethoven, ‘Te deum’ di Bruckner) sono state tutte ampiamente elogiate dalla critica internazionale. Dal 2014 l’Orchestre des Champs-Elysées ha sviluppato un rapporto privilegiato con il direttore Louis Langrée sia per l’opera sia per la musica francese (‘Pelléas et Mélisande’ nel 2014, ‘La Mer’ nel 2016, ‘Comte Ory’ nel 2017, ‘Amleto’ nel 2018, ‘Fortunio’ nel 2019, La Valse/Bolero nel 2019 e 2020). L’Orchestre des Champs-Élysées, associata al TAP – Théâtre Auditorium de Poitiers e residente nella Nouvelle Aquitaine, è sovvenzionata dalla DRAC Nouvelle-Aquitaine, dalla Regione Nouvelle-Aquitaine e dalla Città di Poitiers. L’Orchestra è regolarmente supportata dal Centre National de la Musique e le sue tournée all’estero vengono sostenute dall’Institut Français e dalla SPEDIDAM (Société de Perception et de Distribution des Droits des Artistes-Perpreteurs), mentre il suo progetto ‘musica e memoria’ viene sostenuto dall’AG2R La Mondiale e dal Département de la Vienne. È membro fondatore della FEVIS (Federazione degli Ensemble Vocali e Strumentali Specializzati). Fa anche parte del sindacato PROFÉDIM (Unione professionale di produttori, festival, ensemble, divulgatori musicali indipendenti). L’Orchestre des Champs-Élysées ringrazia il suo ‘Circolo degli Amici’ e il suo club ‘Contre-Champs’: Hôtel de l’Europe (Poitiers), Grenouilles Productions (Poitiers), Du Beau du Bon (Limoges), Études notaries (Feytiat & Bourganeuf), Pavillon Sully (Parigi), Lutherie Antoine Lacroix & associés (Poitiers), Restaurant Les Archives (Poitiers), e-Qual (Poitiers), Le Grand Magasin (Poitiers), SERI (Chatellerault), Aliénor Consultants (Poitiers), Escalux (Montmorillon), Maison Cognac Godet (La Rochelle) e la Casa d’Aste Quinconces (Bordeaux).

Collegium Vocale Gent

Il Collegium Vocale Gent, fondato nel 1970 da Philippe Herreweghe, ha svolto un ruolo pionieristico in un approccio rivoluzionario alla musica barocca, con particolare attenzione all’autenticità e alla profondità testuale. Nel giro di pochi anni, l’ensemble ha ottenuto fama mondiale, esibendosi sui palcoscenici e nei festival più prestigiosi di tutto il mondo, dall’Europa agli Stati Uniti, dalla Russia al Giappone. Nel 2017, l’ensemble ha aggiunto un nuovo capitolo alla sua ricca storia con il lancio del proprio festival estivo, il Collegium Vocale Crete Senesi, nell’incantevole regione della Toscana. Con una versatilità senza pari e un ampio repertorio che abbraccia vari periodi musicali, il Collegium Vocale Gent si è evoluto in un ensemble leader sulla scena musicale internazionale. Che si tratti di esibizioni solistiche di musica rinascimentale, di opere vocali di Bach o di interpretazioni sinfoniche su larga scala del repertorio oratoriale classico, romantico e contemporaneo, l’ensemble riunisce sempre la formazione ideale per ogni progetto. Le collaborazioni con importanti ensemble sinfonici e storici, così come con rinomati direttori d’orchestra, arricchiscono ulteriormente il viaggio musicale che il Collegium Vocale Gent offre al suo pubblico. Sotto la guida ispirata di Philippe Herreweghe, il Collegium Vocale Gent ha costruito una discografia impressionante, con oltre 100 registrazioni che mostrano una libertà artistica senza limiti. La sua etichetta, φ (PHI), funge da piattaforma per interpretazioni innovative e profonde di opere di Bach, Beethoven, Gesualdo, Monteverdi e molti altri. Grazie al sostegno della Comunità fiamminga, della città di Gand e della Lotteria nazionale, il Collegium Vocale Gent continua a essere un faro di eccellenza musicale e innovazione artistica.

Philippe Herreweghe, direttore

Philippe Herreweghe, nato nel 1947 in Belgio, è un direttore d’orchestra rinomato per la sua profonda comprensione e le sue interpretazioni innovative sia della musica antica che del repertorio sinfonico. Nel corso della sua vasta carriera, Herreweghe si è affermato come una delle figure più importanti nel mondo della musica classica, noto per la sua meticolosa attenzione ai dettagli storici e per la sua capacità di fondere questo aspetto con una profonda profondità emotiva nelle sue esecuzioni. Il suo repertorio abbraccia un’ampia gamma di compositori, dai maestri del Rinascimento come Orlandus Lassus ai giganti del Barocco come Monteverdi o Bach, oltre a compositori classici e romantici come Beethoven, Brahms, Bruckner e Stravinsky.
Nel 1970 ha fondato il Collegium Vocale Gent, un ensemble vocale che è diventato famoso a livello internazionale per le sue esecuzioni di musica corale antica. Il suo lavoro con questo ensemble, così come con altri gruppi di strumenti d’epoca, è stato fondamentale per ravvivare l’interesse per le pratiche esecutive storicamente informate. L’impegno di Herreweghe nei confronti degli strumenti d’epoca e dell’autenticità stilistica è evidente nelle sue interpretazioni, che cercano sempre di portare le sfumature dell’accuratezza storica pur rimanendo di grande impatto emotivo.
Herreweghe ha anche fondato l’Orchestre des Champs-Élysées di Parigi, un gruppo specializzato nell’esecuzione di opere del periodo classico e romantico con strumenti d’epoca. L’ensemble ha ricevuto elogi per le sue interpretazioni vivaci ed espressive e la direzione di Herreweghe lo ha reso una delle principali orchestre d’epoca in Europa.
Oltre al suo lavoro con questi ensemble, Herreweghe è stato una forza trainante del Festival delle Crete Senesi in Italia, che ha fondato nel 2000. Nel corso degli anni, ha diretto molte delle migliori orchestre e cori del mondo, esibendosi nei principali festival internazionali e in prestigiose sale da concerto, lasciando un segno indelebile sulla scena della musica classica.
Le sue esibizioni continuano a ispirare sia il pubblico che i musicisti, e la sua eredità è una dedizione instancabile all’eccellenza musicale e all’accuratezza storica, assicurandogli il posto di uno dei direttori più influenti della sua generazione.

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
18/03/2026 20:30 da € 22,00 Acquista

Calici con vista 🥂

Il bar del Teatro Municipale Valli 
appuntamenti al Ridotto

Mercoledì 18 marzo
apertura bar ore 18.30

Con il supporto di

Pierre-Laurent Aimard

PROGRAMMA DI SALA

Pierre-Laurent Aimard, pianoforte 

Pierre-Laurent Aimard, definito dal Wall Street Journal “un musicista brillante e un visionario straordinario”, è universalmente riconosciuto come un’autorità nella musica del nostro tempo ma anche per aver gettato nuova luce sulla musica del passato. Il suo programma internazionale di concerti, trasmissioni e registrazioni, concepite in modo creativo, è completato da un impegno di lunga data nell’insegnamento, con conferenze e workshop in tutto il mondo. Nella stagione 2024/25 Pierre-Laurent Aimard ha celebrato il 150° anniversario di Maurice Ravel con ensemble come la Berner Symphonieorchester, l’Orchestra del Teatro alla Scala, la SWR Symphonieorchester, la Philadelphia Orchestra e ai festival Kissinger Sommer e Litomysyl con la Filarmonica Ceca. Inoltre, ha celebrato il centenario del suo maestro e mentore Pierre Boulez, esibendosi come solista con la HR Sinfonieorchester Frankfurt, l’Ensemble Intercontemporain e la Los Angeles Philharmonic e in recital alla Carnegie Hall di New York, al Wiener Musikverein, all’Auditorium National de Lyon, al Centro Nacional de Difusión Musical di Madrid e alla Festspielhaus Baden-Baden. Tra prime mondiali figurano l’ultimo concerto per pianoforte di Peter Eotvoes “Cziffra Psodia” con i Berliner Philharmoniker, una nuova opera “….selig ist….” per pianoforte ed elettronica di Mark Andre al Donauecshinger Festival e un nuovo lavoro per pianoforte a 4 mani di George Benjamin presentato alla Boulez Saal di Berlino con George Benjamin secondo pianoforte. Pierre-Laurent Aimard ha collaborato strettamente con molti grandi compositori, tra cui Helmut Lachenmann, Elliott Carter, Harrison Birtwistle, György Kurtág, Karlheinz Stockhausen, Marco Stroppa, Pierre Boulez e Olivier Messiaen. Aimard è presente in numerosi festival durante tutto l’anno, tra cui il Musikfestspiel di Berlino, il Prague Spring Festival e il Klavierfestival Ruhr. Il suo ampio programma di recital comprende anche la Cité de la Musique di Parigi, il Muziekgebouw di Amsterdam, il Seoul Arts Centre, il Bunka Kaikan di Tokyo, la Konzerthaus Dortmund e l’Alte Oper di Francoforte. All’inizio del 2024 Aimard ha pubblicato Schubert: Ländler: premiato con cinque stelle dalla BBC Music Magazine, questo disco è l’ultimo di una serie di collaborazioni acclamate dalla critica con Pentatone, dopo l’integrale dei concerti per pianoforte di Bartók con Esa-Pekka Salonen e la San Francisco Symphony Orchestra (2023), Visions de l’Amen (2022) registrato con Tamara Stefanovich, la Sonata Hammerklavier e le Variazioni Eroiche di Beethoven (2021) e l’opera magna Catalogue d’oiseaux di Messiaen (2018), che ha ottenuto numerosi riconoscimenti tra cui il prestigioso premio della critica musicale tedesca. Curatore innovativo e interprete unico e significativo del repertorio pianistico di ogni epoca, Aimard è stato invitato a dirigere ed esibirsi in numerose residenze, tra cui quella per il Musikkollegium Winterthur, dove nel corso della stagione ha celebrato diversi compositori e ha aperto con il ciclo completo dei Concerti per pianoforte di Beethoven. Altrove ha realizzato progetti innovativi alla Casa da Musica di Porto, alla Carnegie Hall e al Lincoln Center di New York, alla Konzerthaus di Vienna, alla Alte Oper di Francoforte, al Festival di Lucerna, al Mozarteum di Salisburgo, alla Cité de la Musique di Parigi, al Festival di Tanglewood, al Festival di Edimburgo e come direttore artistico dell’Aldeburgh Festival dal 2009 al 2016. Membro della Bayerische Akademie der Schönen Künste, Aimard è stato professore alla Hochschule Köln e in precedenza professore associato al College de France di Parigi. Nella primavera del 2020 ha rilanciato un’importante risorsa online, Explore the Score, in collaborazione con il Klavier-Festival Ruhr, incentrata sull’esecuzione e sull’insegnamento della musica per pianoforte di Ligeti. Aimard è stato insignito di numerosi premi, tra cui il prestigioso International Ernst von Siemens Music Prize nel 2017 come riconoscimento di una vita dedicata al servizio della musica e il Leonie Sonning Music Prize, il più importante premio musicale danese, nel 2022. 

Con il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea

L’Italiana in Algeri

L’italiana in Algeri

Musica di Gioachino Rossini

  • Cast
  • Descrizione
  • Acquista

Mercoledì 18 Febbraio – ore 15:30

Venerdì 20 Febbraio – ore 20:00

Domenica 22 Febbraio – ore 15:30

[La data di mercoledì 18 febbraio è una prova generale riservata agli under 28]

Teatro Municipale Valli

Opera

Nuovo allestimento

Questa messinscena de L’Italiana in Algeri nasce dalla volontà di restituire fisicamente, teatralmente, l’energia incontenibile della musica di Rossini. Un’energia comica, travolgente, esplosiva, fatta di accumuli, slanci, cortocircuiti, trappole ritmiche e detonazioni improvvise. È una macchina scenica costruita per andare fuori controllo, in cui il grottesco non è un’estetica ma una lente: i personaggi sono maschere dichiaratamente stereotipate, esagerate, deformate.

Cast

Mustafà, Giorgio Caoduro 
Elvira, Gloria Tronel 
Zulma, Barbara Skora 
Haly, Giuseppe De Luca 
Lindoro, Ruzil Gatin 
Isabella, Laura Verrecchia 
Taddeo, Marco Filippo Romano

Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini 
Coro Claudio Merulo di Reggio Emilia 

Direttore Alessandro Cadario
Regia Fabio Cherstich 
Scene Nicolas Bovey
Costumi Arthur Arbesser
Luci Alessandro Pasqualini
Maestro del coro Martino Faggiani

Coproduzione Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Fondazione Teatri di Piacenza, Fondazione Teatro Comunale di Modena, Fondazione Ravenna Manifestazioni/Teatro Alighieri, Fondazione Haydn di Trento e Bolzano, Teatri di Operalombardia

Descrizione

L’ambientazione è contemporanea ma non realistica: una villa in costruzione – o forse mai completata – in un luogo indefinito, assolato, fermo nel tempo. Uno spazio che contiene tutto ma non assicura nulla. Oggetti rubati o dimenticati convivono con materiali da cantiere: divani, sdraio, sedie da ufficio trasformate in troni, carriole che diventano mezzi di trasporto o bidoni che diventano piedistalli cerimoniali. I personaggi lo abitano con naturalezza, come se fosse sempre stato così: è la distanza tra il caos che vediamo e la disinvoltura con cui lo attraversano a generare il comico.
Fabio Cherstich, regista

Sul piano musicale emerge un debito di natura strutturale alla lezione mozartiana: non tanto in una più riconoscibile continuità stilistica, quanto in una più profonda “meccanica teatrale” nella connotazione dei personaggi attraverso la musica. Un esempio emblematico è l’inizio del primo atto: Zulma, per convincere Elvira ad accettare il volere di Mustafà, prima ne imita la figurazione e poi la conduce sulla propria melodia, in una dinamica di persuasione che ricorda il rapporto tra Susanna e Figaro nel primo duetto delle Nozze di Figaro. Queste fondamenta costituiscono il punto di partenza interpretativo, senza però esaurire l’identità del compositore pesarese, che si distingue per elementi peculiari e originali.
Alessandro Cadario, direttore

Extra

Prova Generale – UNDER 28
Mercoledì 18 febbraio 2026 ore 15.30

In occasione della messa in scena de L’Italiana in Algeri, la prova generale di mercoledì 18 febbraio sarà un appuntamento speciale riservato al pubblico under 28. Un’opportunità dedicata ai più giovani per assistere da vicino al lavoro artistico e musicale che precede il debutto, e vivere l’esperienza dell’opera in un momento particolarmente significativo del suo processo creativo.

L’opera sarà trasmessa in diretta streaming (ore 15.30) domenica 22 febbraio sulla piattaforma gratuita OperaStreaming.

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
18/02/2026 15:30 da € 6,00 Acquista
20/02/2026 20:00 da € 25,50 Acquista
22/02/2026 15:30 da € 25,50 Acquista

Calici con vista 🥂

Il bar del Teatro Municipale Valli 
appuntamenti al Ridotto

Mercoledì 18 febbraio – prova generale Under 28
apertura bar ore 16.30 circa

Venerdì 20 febbraio
apertura bar ore 18.30

Domenica 22 febbraio
apertura bar ore 15

Main partner

Orfeo ed Euridice

Orfeo ed Euridice

Musica di Christoph Willibald Gluck

  • Cast
  • Descrizione
  • Bio
  • Acquista

Venerdì 10 Aprile – ore 20:00

Domenica 12 Aprile – ore 15:30

Teatro Municipale Valli

Opera

Nuovo allestimento

Coproduzione Fondazione I Teatri

«Non c’è redenzione ma solo pregnante perfezione drammatica nell’Orfeo ed Euridice […] nella versione intensamente poetica di Shirin Neshat»
(Il Giornale della musica)

Cast

Orfeo, Carlo Vistoli 
Euridice, Chiara Maria Fiorani 
Amore, Theodora Raftis

Modo Antiquo
Coro del Teatro Regio di Parma 

Direttore, Alessandro De Marchi
Regia, Shirin Neshat
Scene, Heike Vollmer
Costumi, Katharina Schlipf 
Luci, Valerio Tiberi 
Coreografie, Claudia Greco 
Drammaturgia, Yvonne Gebauer 
Maestro del coro, Martino Faggiani 
Nuovo allestimento
Coproduzione Fondazione Teatro Regio di Parma, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia 

Descrizione

Un’opera sullo sguardo e sul limite: ciò che l’amore può salvare e ciò che inevitabilmente perde.

«Quando mi è stato chiesto di dirigere Orfeo ed Euridice – scrive Shirin Neshat – ho subito capito che quest’opera era la storia giusta per me. È ricca di dualità: amore e morte, dolore e gioia, cielo e terra, coscienza e subconscio. Fin dall’inizio ho immaginato quest’opera in bianco e nero, fedele al mio linguaggio visivo e ai contrasti che attraversano la storia».

Nella lettura della regista, Orfeo non è un eroe mitologico ma un uomo diviso tra narcisismo ed amore, devastato dalla perdita di Euridice e incapace di distinguere tra realtà e illusione. Gli inferi diventano così uno spazio della coscienza e del giudizio, dove il protagonista incontra ricordi, colpe e le ombre di sé stesso.

L’opera si apre e si chiude con film muti in bianco e nero che ampliano il racconto scenico e restituiscono uno sguardo intimo sulla relazione tra Orfeo ed Euridice.

«Il movimento legato alla prassi esecutiva storicamente informata – spiega il direttore Alessandro De Marchi – nato nel secolo scorso grazie all’audacia e alla dedizione di una manciata di pionieri guidati da Nikolaus Harnoncourt, ha dato nuova vita alle opere riformate di Gluck, che erano solite finire intrappolate in esecuzioni di una rigidità marmorea e glaciale. Quegli stessi principi ispirati alla naturalezza della declamazione del testo poetico — che all’inizio del Seicento avevano ispirato la nascita dell’opera e che erano tornati in primo piano per riformarla grazie all’intervento del duo Gluck-Calzabigi — venivano in molte interpretazioni novecentesche traditi in nome di una concezione dell’antico statica e bidimensionale. Figlia delle idee di quei pionieri sarà la nostra versione, nella quale si cercherà di rendere naturale la declamazione del testo e di seguire passo passo gli “affetti” del libretto, tanto nei numeri chiusi quanto nei numerosissimi recitativi accompagnati»

Foto di Roberto Ricci
Foto di Roberto Ricci
Foto di Roberto Ricci
Foto di Roberto Ricci
Foto di Roberto Ricci
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Bio

Alessandro De Marchi

Alessandro De Marchi è tra i direttori più richiesti a livello internazionale per le sue interpretazioni di un repertorio che spazia dal primo Barocco attraverso le opere di Mozart, Haydn e dei loro contemporanei, fino ai grandi capolavori del tardo Belcanto.
Come direttore ospite ha collaborato, tra gli altri, con i Wiener Symphoniker, la Staatskapelle Dresden, la Münchner Rundfunkorchester, la SWR Symphony Orchestra, gli Hamburger Symphoniker, la Frankfurt Radio Symphony, la Tonkünstler-Orchester, l’Orchestre National de France, l’Orchestra del Teatro Regio di Torino, l’Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra del Teatro La Fenice e l’Orchestre de Chambre de Genève. Con la Staatskapelle Berlin ha inoltre avviato un progetto speciale dedicato a L’Arte della Fuga.

Con il suo ensemble di musica antica, l’Academia Montis Regalis, è protagonista di produzioni agli Innsbrucker Festwochen der Alten Musik, ai Musikfestspiele Potsdam Sanssouci, al Théâtre des Champs-Élysées di Parigi e alla Wigmore Hall di Londra. Dal 2009 al 2023 ha ricoperto la carica di Direttore Artistico del Festival di Innsbruck.

Convinto assertore del repertorio meno frequentato, ha difeso e valorizzatoIl Matrimonio segreto di Cimarosa e il Cesare e Cleopatra di Graun (Staatsoper Berlin), la Cleofide di Hasse (Dresda), l’Orlando Paladino di Haydn (Concertgebouw Amsterdam), l’Olimpiade di Pergolesi (Teatro San Carlo di Napoli, Pergolesi Festival di Jesi), il Germanico in Germania di Porpora e la Leonora di Ferdinando Paër (Innsbruck). Ha diretto inoltre la prima esecuzione moderna della Merope di Riccardo Broschi — fratello di Farinelli — sia al Festival di Innsbruck che al Theater an der Wien.
Profondo conoscitore delle opere di Rossini e Händel, De Marchi ha diretto l’Ermione al Teatro di San Carlo di Napoli, e poi La Cenerentola, Il Barbiere di Siviglia, L’Italiana in Algeri e Demetrio e Polibio in teatri quali il Teatro Regio di Torino, la Staatsoper Hamburg, la Semperoper di Dresda, la Staatsoper Berlin, l’Israeli Opera di Tel Aviv e La Monnaie di Bruxelles. Per quanto riguarda Händel, ha diretto il Giulio Cesare, l’Alcina, il Teseo, l‘Orlando e il Rinaldo alla Semperoper di Dresda, all’Opéra de Lyon, alla Komische Oper Berlin, all’Aalto Theater di Essen e per gli Händel Festspiele di Halle.

Tra gli altri momenti significativi della sua carriera si annoverano la Matthäus-Passion di Bach al Theater Basel e alla Deutsche Oper Berlin, l’Orphée et Eurydice di Gluck ad Amburgo e Baden-Baden, e il Don Pasquale di Donizetti al Teatro Regio di Torino. Di recente ha fatto il suo debutto con la Istanbul State Symphony Orchestra con il Requiem di Verdi e con una nuova produzione de La Traviata.
Mozart occupa un posto di rilievo nella sua attività: De Marchi ha diretto La Clemenza di Tito agli Innsbrucker Festwochen e al Teatro Nazionale di Praga, il Don Giovanni ad Amburgo e Berlino, il Così fan tutte a Bruxelles, Le Nozze di Figaro alla Staatsoper Berlin e alla Staatsoper Hamburg, nonché il Die Entführung aus dem Serail a Dresda.
La sua ampia discografia comprende La Sonnambula con Cecilia Bartoli e Juan Diego Flórez per Decca, Il Trionfo del Tempo e del Disinganno per Hyperion, la Juditha triumphans e l’Orlando finto pazzo di Vivaldi per Naïve, L’Incoronazione di Poppea per EuroArts, Enrico di Borgogna e L’Elisir d’amore per Dynamic (DVD). Per Sony/Harmonia Mundi ha pubblicato il CD “Händel-Caldara: Carmelite Vespers 1709” e tre prime registrazioni mondiali: L’Olimpiade di Vivaldi,La Stellidaura vendicante di Provenzale e il Flavius Bertaridus di Telemann. Con Sonya Yoncheva ha inciso un album dedicato a Händel per Sony Classical, cui hanno fatto seguito concerti al Festival di Salisburgo, alla Philharmonie di Parigi e in altre importanti sedi internazionali. La sua registrazione de La Clemenza di Tito è stata insignita del Diapason d’Or.
Tra i prossimi impegni figurano l’Idomeneo alla Staatsoper Berlin e, alla Deutsche Oper Berlin, Il Viaggio a Reims e una nuova produzione de L’Italiana in Algeri con la regia di Rolando Villazón.

Shirin Neshat

Shirin Neshat (Qazvin, Iran, 1957) Shirin Neshat è un’artista e regista iraniana che vive a New York. Neshat lavora e continua a sperimentare con i mezzi espressivi della fotografia, del video, del cinema e dell’opera lirica, che infonde di immagini e narrazioni altamente poetiche e politicamente impegnate che mettono in discussione questioni di potere, religione, razza, genere e il rapporto tra passato e presente, Oriente e Occidente, individuo e collettività attraverso la lente delle sue esperienze personali di donna iraniana in esilio.
Neshat ha tenuto numerose mostre personali in musei internazionali, tra cui la Pinakothek der Moderne di Monaco, il Modern Art Museum di Fort Worth, il Broad di Los Angeles, il Museo Correr di Venezia, l’Hirshhorn Museum di Washington D.C. e il Detroit Institute of Arts.
Neshat ha diretto tre lungometraggi, Women Without Men (2009), che ha ricevuto il Leone d’Argento per la migliore regia alla 66ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Looking For Oum Kulthum (2017) e, più recentemente, Land of Dreams, presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia (2021).
Neshat ha diretto la sua prima opera, l’Aida di Verdi, al Festival di Salisburgo nel 2017 e nel 2022, che sarà riproposta all’Opéra di Parigi nel 2025.
Neshat ha ricevuto il Leone d’Oro, il primo premio internazionale alla 48ª Biennale di Venezia (1999), l’Hiroshima Freedom Prize (2005), il Dorothy and Lillian Gish Prize (2006) e, nel 2017, il prestigioso Praemium Imperiale Award a Tokyo.
È rappresentata dalla Gladstone Gallery di New York, dalla Goodman Gallery di Londra e dalla Lia Rumma di Milano/Napoli.

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
10/04/2026 20:00 da € 25,50 Acquista
12/04/2026 15:30 da € 25,50 Acquista

Calici con vista 🥂

Il bar del Teatro Municipale Valli 
appuntamenti al Ridotto

Venerdì 10 aprile
apertura bar ore 18.30

Accesso libero anche per chi non assiste allo spettacolo

Nabucco

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