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I Teatri di Reggio Emilia

I Teatri di Reggio Emilia

Fondazione I Teatri Reggio Emilia

Biglietteria (si apre in una nuova finestra)

Monographie

Beatrice Antolini

In collaborazione con il festival

Partner

Fondatori





Con il sostegno di





I 7 Cervi

Crediti
Istituto Alcide Cervi
in collaborazione con Fondazione I Teatri di Reggio Emilia e Centro Teatrale MaMiMò

con il patrocinio della Provincia di Reggio Emilia e in collaborazione con Comune di Reggio Emilia, il Comune di Campegine, il Comune di Gattatico, il Comune di Sant’Ilario d’Enza,
ed è sostenuto da Regione Emilia-Romagna, Auser, Spi-Cgil Emilia-Romagna, Spi-Cgil Reggio Emilia.
con il patrocinio dell’Università di Parma – CAPAS in collaborazione con Teatro dell’Orsa, Le Rane, Il Punto Critico, Fnil Bus Theater, Teatro l’Attesa, ANPI Reggio Emilia e Boorea Emilia Ovest

scritto e diretto da Eugenio Sideri
con Leonardo Bianconi, Enrico Caravita, Matteo Ciccioli, Elisa Lolli
assistente alla regia Marco Santachiara
scenografia Luca Prandini
Light designer Alessandro Pasqualini
Costumi Monica Salsi
traduzioni nel dialetto della campagna reggiana a cura di Damiano Scalabrini

Kokoroko

Barezzi Way
Barezzi Way, una serie di live di avvicinamento alla nuova edizione di Barezzi Festival, che come sempre torna in autunno a Parma e dintorni dal 13 al 16 novembre con la sua proposta musicale attenta e ricercata.

Partner

Fondatori





Con il sostegno di





Mario Brunello e Maria Semeraro

Mario Brunello torna a esibirsi a Reggio Emilia, accompagnato da Maria Semeraro al pianoforte con un concerto speciale che costituisce un’anteprima del Buxus Consort Festival, il festival musicale dedicato a Ezio Bosso nato nel 2021 attorno al Teatro Sociale di Gualtieri.
Il rapporto musicale tra Mario Brunello e Ezio Bosso inizia nell’autunno del 2013 e diviene presto un’intensa collaborazione che porta ad un primo concerto il 30 dicembre del 2013 a Fucina Bianca Arte Sella nel quale viene presentata per la prima volta la Sonata N. 1 for Cello and Piano, intitolata The Roots, che Bosso scrive appositamente per Brunello. La sonata, che nella sua prima forma comprende il primo e il quarto movimento, verrà presentata dal vivo anche ad Antiruggine il 7 gennaio del 2014 e al Teatro Sociale di Gualtieri – spazio a cui Ezio Bosso è particolarmente legato – il 9 maggio successivo. Successivamente, tra il il 6 e il 9 luglio di quello stesso anno, sempre presso il Teatro Sociale, verrà effettuata una registrazione finalizzata alla realizzazione di un disco che tuttavia non vedrà mai la luce. Ezio Bosso e Mario Brunello nel corso del 2014 presenteranno la sonata The Roots in una serie di concerti oltre a quelli di Arte Sella, Antiruggine e Gualtieri con un programma che vede musiche di Cage, Pärt, Bach e Messiaen. Successivamente il rapporto tra i due musicisti si incrinerà determinando la fine della collaborazione musicale.
Qualche anno dopo Ezio Bosso riprenderà i materiali della Sonata n. 1 orchestrando i due movimenti già scritti per Mario Brunello, che verranno presentati in versione orchestrale per la prima volta a Taormina nell’agosto del 2017. Nello stesso periodo aggiungerà due movimenti alla Sonata n. 1 nella versione per violoncello e pianoforte, che verranno registrati nel dicembre del 2017 con Relja Lukic e pubblicati in disco per Sony Classical nel 2018. Mario Brunello, a dieci anni di distanza dalle prime esecuzioni di The Roots, ha deciso di riprendere il programma dei concerti effettuati con Ezio Bosso nel 2014 omaggiando la memoria di un amico musicista con cui ha avuto un intenso rapporto musicale. Il programma del concerto-spettacolo intitolato Un amico è stato presentato per la prima volta il 3 luglio dello scorso anno a Ravenna Festival con le coreografie di Virgilio Sieni.

Mario Brunello

Mario Brunello è uno dei più affascinanti, completi e ricercati artisti della sua generazione. Solista, direttore, musicista da camera e di recente pioniere di nuove sonorità con il suo violoncello piccolo, è stato il primo Europeo a vincere il Concorso Čaikovskij a Mosca nel 1986.
Il suo stile autentico e appassionato lo ha portato a collaborare con i più importanti direttori d’orchestra quali Antonio Pappano, Valer y Gergiev, Myung-whung Chung, Yuri Temirkanov, Zubin Mehta, Ton Koopman, Manfred Honeck, Riccardo Muti, Daniele Gatti, Seiji Ozawa, Riccardo Chailly e Claudio Abbado.
Nell’arco della sua lunga carriera, Mario Brunello si è esibito con le più prestigiose orchestre del mondo, tra cui la London Symphony e la London Philharmonic Orchestra, la Philadelphia Orchestra, la San Francisco Symphony, la NHK Tokyo, l’Accademia di Santa Cecilia, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, la Filarmonica della Scala e la Filarmonica di Monaco, la Venice Baroque Orchestra per citarne alcune.
Brunello suona un prezioso Maggini dei primi del Seicento, al quale ha affiancato negli ultimi anni il violoncello piccolo a quattro corde. Questo strumento era molto usato nell’epoca Barocca, in particolare da J.S. Bach, che lo ha inserito in una decina di cantate. Lo strumento di Brunello, ispirato ad un modello Amati oggi conservato a Cremona, è costruito nella tipica accordatura violinistica (mi, la, re, sol), ma un’ottava più bassa, mantenendo così la profondità e le sfumature più scure tipiche del violoncello. Proprio queste peculiarità hanno spinto Brunello ad esplorare i capolavori musicali del repertorio per violino di Bach, Vivaldi, Tartini e dei loro contemporanei.
Mario Brunello è il Direttore Artistico dei Festival Arte Sella e dei Suoni delle Dolomiti. A ottobre 2020 è stato nominato Direttore Artistico del Festival di Stresa, succedendo a Gianandrea Noseda.

Maria Semeraro

Maria Semeraro ha compiuto la sua formazione musicale presso l’Accademia Pianistica “Incontri col Maestro” di Imola con Franco Scala e al Conservatorio Verdi di Milano con Riccardo Risaliti.
Ha tenuto recitals in Italia e all’estero come solista e con orchestre come l’Arturo Toscanini di Parma, l’Orchestra di Padova e del Veneto, l’Orchestra Sinfonica Abruzzese, l’Orchestra Sinfonica di Mosca, l’Orchestra della Lituania Orpheus Chamber Orchestra.
Svolge con passione un’intensa attività cameristica. Dal 2004 ha costituito un duo stabile con il violoncellista Andrea Favalessa dedicandosi alla riscoperta e approfondimento del repertorio più inusuale. Ha collaborato con musicisti come Rocco Filippini, Enrico Dindo, Luca Fanfoni e Quartetto Noferini. Dal 2020 è pianista della masterclass di violoncello tenuta a San Ginesio da Mario Brunello organizzata dagli Amici della Musica di Ancona.
Ha fondato a Milano, insieme ad Andrea Favalessa, l’Associazione Maestro Raro che si rivolge alla didattica, con un particolare interesse nei confronti dei bambini sin dalla più tenera età, e all’organizzazione di Primavera da Camera, un festival dedicato completamente alla musica da camera. Nel 2021 ha curato il Festival Noi e l’Altro, nato da una collaborazione tra Maestro Raro e Spazio Classica, incentrato sul tema dell’inclusione attraverso la musica.

Bamberger Symphoniker
Manfred Honeck, direttore
Julia Fischer, violino

Bamberger Symphoniker
Manfred Honeck, direttore
Julia Fischer, violino

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Sabato 16 Maggio – ore 20:30

Teatro Municipale Valli

Concerti

Programma di sala

Il programma accosta due pagine per violino e orchestra di forte impronta lirica a uno dei grandi affreschi sinfonici del tardo Ottocento. Nella Fantasia op. 24 di Josef Suk, allievo e genero di Dvořák, si dispiega un canto ampio e intensamente espressivo, segnato da un carattere slavo riconoscibile. La Romanza op. 11 di Dvořák, in un unico movimento, ne rappresenta il versante più raccolto e nostalgico.
Con la Sinfonia n. 5 di Čajkovskij il concerto si apre a una dimensione più drammatica e monumentale. Composta nel 1888, dopo un periodo di crisi personale, la sinfonia è attraversata da un tema ricorrente legato all’idea di destino, che unifica i movimenti in un arco narrativo compatto e intensamente emotivo.

I Bamberger Symphoniker, diretti da Manfred Honeck, affrontano questo percorso insieme a Julia Fischer, solista nelle pagine per violino, dando forma a un programma che mette in relazione intimità lirica e grande respiro sinfonico.

Programma

P.J. Čajkovskij, La dama di picche: Ouverture

J. Suk, Fantasia per violino e orchestra op. 24

A. Dvořák, Romanza per violino e orchestra op. 11

P.J. Čajkovskij, Sinfonia n. 5 in mi minore, op. 64

Bio

Bamberger Symphoniker

La Bamberger Symphoniker è una delle principali orchestre d’Europa ed è unica nella sua identità: non ha sede in una metropoli, ma agisce come ambasciatore musicale della Baviera e della Germania dalla pittoresca città di Bamberg, patrimonio mondiale dell’UNESCO. Dalla sua fondazione nel 1946, ha affascinato il pubblico con il suo caratteristico suono scuro, rotondo e radioso. Con circa 7.700 concerti in più di 500 città in 64 Paesi, è anche una delle orchestre più attive al mondo. La Bamberger Symphoniker descrive quindi la propria missione in poche parole: risuonare in tutto il mondo.
Le circostanze della sua fondazione fanno della Bamberger Symphoniker uno specchio della storia tedesca: nel 1946, ex membri dell’Orchestra Filarmonica Tedesca di Praga incontrarono a Bamberg colleghi musicisti che avevano dovuto abbandonare le loro case a causa della guerra e delle sue conseguenze. A partire dall’orchestra di Praga, la discendenza dell’orchestra può essere fatta risalire al XIX e al XVIII secolo. Le radici della Bamberger Symphoniker affondano quindi in Mahler e Mozart.

A più di 75 anni dalla sua fondazione, e con Jakub Hrůša, di origine ceca, quinto direttore principale dell’orchestra, al timone dal settembre 2016, ancora una volta c’è un legame vivo tra le radici storiche della Bamberger Symphoniker e il suo presente. L’orchestra si esibisce regolarmente con i direttori onorari Herbert Blomstedt, Christoph Eschenbach e Manfred Honeck.
Dal 2021, la Bamberger Symphoniker si è posta l’obiettivo di agire e viaggiare in modo più sostenibile. Si sta quindi cercando di ottimizzare gli itinerari e le procedure di tournée all’estero. Sostenendo finanziariamente progetti ambientali, l’orchestra cerca di compensare la maggior parte delle emissioni di CO2 prodotte dai suoi viaggi.

Manfred Honeck, direttore

Manfred Honeck si è saldamente affermato come uno dei più importanti direttori d’orchestra del mondo, le cui interpretazioni distintive e rivelatrici ricevono grandi consensi a livello internazionale. Ora è al suo diciassettesimo anno come direttore musicale dell’Orchestra Sinfonica di Pittsburgh, dove il suo contratto si protrarrà fino alla stagione 2027-28. Celebrato in patria e all’estero, lui e l’orchestra continuano a essere ambasciatori culturali della città di Pittsburgh. Tra le sue apparizioni figurano la Carnegie Hall e il Lincoln Center di New York, nonché le principali sedi europee e i più importanti festival come i BBC Proms, il Festival di Salisburgo, il Musikfest di Berlino, il Festival di Lucerna, il Rheingau Music Festival, il Beethovenfest di Bonn e il Festival di Grafenegg. L’estate scorsa ha guidato la Pittsburgh Symphony in un tour di nove città per i festival europei, iniziando con l’apparizione come unica orchestra americana al prestigioso Festival di Salisburgo e concludendo al Konzerthaus di Vienna.
Il successo dell’attività di Manfred Honeck a Pittsburgh è stata ampiamente documentata dalle registrazioni dell’etichetta Reference Recordings, con opere di Beethoven, Brahms, Bruckner, Shostakovich, Strauss, Tchaikovsky e altri. Queste incisioni hanno ricevuto una moltitudine di recensioni e premi eccezionali, tra cui molte nomination ai GRAMMY®: Honeck e l’orchestra hanno vinto il GRAMMY® per la “Miglior esecuzione orchestrale” nel 2018. La registrazione più recente, la Sinfonia n. 7 di Bruckner, abbinata a Resurrexit di Mason Bates, è stata pubblicata nel luglio 2024 con grande successo di critica.
Nato in Austria, Manfred Honeck ha completato la sua formazione musicale presso l’Università di Musica di Vienna. La sua esperienza pluriennale come membro della sezione di viola dei Wiener Philharmoniker e dell’Orchestra dell’Opera di Vienna ha influenzato in modo duraturo il suo lavoro di direttore d’orchestra, e la sua arte interpretativa si basa sulla determinazione ad avventurarsi in profondità sotto la superficie della musica. Ha iniziato la sua carriera di direttore d’orchestra come assistente di Claudio Abbado e come direttore della Vienna Jeunesse Orchestra. Successivamente, è stato ingaggiato dal Teatro dell’Opera di Zurigo, dove ha ricevuto il Premio Europeo di Direzione d’Orchestra nel 1993. Da allora è stato uno dei tre direttori principali dell’Orchestra Sinfonica MDR di Lipsia, direttore musicale dell’Opera Nazionale Norvegese, direttore ospite principale dell’Orchestra Filarmonica di Oslo e dell’Orchestra Filarmonica Ceca e direttore principale dell’Orchestra Sinfonica della Radio Svedese di Stoccolma. Nel novembre 2023 è stato nominato direttore onorario dall’Orchestra Sinfonica di Bamberg, dopo decenni di stretta collaborazione.
Manfred Honeck ha anche un forte profilo come direttore d’opera. Nelle quattro stagioni in cui è stato direttore musicale generale della Staatsoper Stuttgart, ha diretto prime assolute di opere di Berlioz, Mozart, Poulenc, Strauss, Verdi e Wagner. È stato inoltre ospite di importanti istituzioni come la Semperoper di Dresda, la Komische Oper di Berlino, il Théâtre de la Monnaie di Bruxelles, la Royal Opera di Copenhagen e il Festival di Salisburgo. Nel 2020, anno dell’anniversario di Beethoven, ha diretto un nuovo allestimento del Fidelio (versione del 1806) al Theater an der Wien. Nell’autunno del 2022, ha fatto il suo acclamato debutto al Metropolitan Opera di New York, dirigendo una ripresa dell’Idomeneo di Mozart. Oltre al podio, Manfred Honeck ha progettato una serie di suite sinfoniche, tra cui Jenůfa di Janáček, Elektra di Strauss, Rusalka di Dvořák e Turandot di Puccini, che esegue regolarmente in tutto il mondo. L’arrangiamento più recente, della Salome di Strauss, è stato eseguito in prima assoluta dalla Pittsburgh Symphony Orchestra nel 2023.
Come direttore ospite, Manfred Honeck ha lavorato con tutte le principali orchestre internazionali, tra cui l’Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese, l’Orchestra Filarmonica di Berlino, la Gewandhausorchester di Lipsia, la Staatskapelle di Dresda, la Tonhalle-Orchester Zürich, la Royal Concertgebouw Orchestra, la London Symphony Orchestra, l’Orchestre de Paris, l’Accademia di Santa Cecilia di Roma e i Wiener Philharmoniker. Negli Stati Uniti ha diretto tutte le principali orchestre statunitensi, tra cui la New York Philharmonic, la Cleveland Orchestra, la Chicago Symphony Orchestra, la Los Angeles Philharmonic, la Philadelphia Orchestra, la Boston Symphony Orchestra e la San Francisco Symphony. È stato anche direttore artistico dei Concerti Internazionali di Wolfegg in Germania per trent’anni.
Nella stagione 2024-2025, Manfred Honeck dirige a Pittsburgh quattordici programmi di ampio respiro e diversi progetti speciali, tra cui tutte e quattro le prime mondiali e le commissioni della stagione. Torna anche alla New York Philharmonic, alla Chicago Symphony, al Concertgebouworkest di Amsterdam, alla Gewandhausorchester di Lipsia e all’Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese, tra le altre. Continua a dedicare particolare attenzione alla musica di Anton Bruckner, di cui nel 2024 si è celebrato il 200° anniversario della nascita.
Manfred Honeck ha ricevuto dottorati onorari da diverse università degli Stati Uniti ed è stato insignito del titolo onorario di professore dal Presidente federale austriaco. Nel 2018, la giuria degli International Classical Music Awards lo ha dichiarato “Artista dell’anno”.

Julia Fischer, violino

Una delle più importanti violiniste del mondo, Julia Fischer è una musicista versatile nota anche per le sue straordinarie capacità di pianista, musicista da camera e insegnante di violino. Nata a Monaco di Baviera da genitori tedesco-slovacchi, Julia ha ricevuto le prime lezioni di violino all’età di 3 anni e le prime lezioni di pianoforte poco dopo dalla madre, Viera Fischer. All’età di 9 anni ha iniziato a studiare con la rinomata professoressa di violino Ana Chumachenco, succedendole poi all’Università di Monaco. Il primo premio al Concorso internazionale Yehudi Menuhin nel 1995 è stata una delle pietre miliari della sua carriera e da allora si è esibita con le migliori orchestre di tutto il mondo, collaborando spesso con direttori famosi come Herbert Blomstedt, Christian Thielemann, Alan Gilbert, Jakub Hrůša, Vladimir Jurowski, Juanjo Mena, Riccardo Muti, Vasily Petrenko, Esa-Pekka Salonen, Thomas Søndergård, Yuri Temirkanov, Michael Tilson-Thomas e Franz Welser-Möst.
Durante la stagione 2022-23, Julia Fischer è stata Artista in Residenza della Staatskapelle Dresden, intraprendendo una tournée sotto la guida di Christian Thielemann ed eseguendo un recital solistico e musica da camera con i membri dell’orchestra. Questa stagione l’ha vista anche tornare alla Chicago Symphony Orchestra con Riccardo Muti. Ha festeggiato i vent’anni di collaborazione con il violoncellista Daniel Müller-Schott, eseguendo il Doppio Concerto di Brahms con l’Orchestra Sinfonica di Bamberg sotto la direzione di Juanjo Mena, prima di tornare all’Orchestra Sinfonica Nazionale Danese, sempre con Juanjo Mena, all’Orchestra della Svizzera Italiana con Markus Poschner e alla Filarmonica di Varsavia guidata da Andrey Boreyko. Julia Fischer ha continuato la sua collaborazione con l’Academy of St. Martin in the Fields, è tornata alla Schubertiade per fare musica da camera e si è unita all’Orchestra Giovanile dell’Unione Europea e ad Antonio Pappano in un tour in Europa.
I punti salienti della stagione 2021-22 hanno incluso Julia Fischer come Artista in Residenza con la London Philharmonic Orchestra, una lunga tournée europea con l’Academy of St. Martin in the Fields che ha segnato i 20 anni dalla loro prima tournée insieme, e un tour di recital nelle principali sedi europee con la pianista Yulianna Avdeeva e con il Julia Fischer Quartet.
Julia Fischer è un’appassionata musicista da camera. Nel 2010 ha fondato il suo Quartetto con Alexander Sitkovetsky, Nils Mönkemeyer e Benjamin Nyffenegger e continua a fare numerose tournée con questa formazione. Il suo concerto all’Alte Oper di Francoforte nel 2010 ha segnato il suo debutto come pianista: ha eseguito il Concerto per pianoforte e orchestra di Grieg nella seconda metà del concerto, dopo aver suonato il Concerto per violino n. 3 di Saint-Saëns nella prima metà. L’esecuzione è disponibile in un DVD pubblicato da Decca. L’insegnamento è un’altra parte integrante della sua vita musicale e continua a coltivare e guidare giovani talenti, esibendosi anche a fianco dei suoi studenti. Tiene regolarmente masterclass alle Musikferien sul lago di Starnberg (Starnberger See). Nel 2019 Julia Fischer ha fondato un’orchestra di bambini, i Kindersinfoniker, insieme a Johannes X. Schachtner e al pianista Henri Bonamy nella sua città natale, Monaco. Nel corso della sua carriera artistica Julia Fischer ha pubblicato numerosi CD e DVD acclamati e premiati dalla critica, prima con l’etichetta Pentatone e poi con Decca. Aprendo una nuova strada nel mercato della musica classica, nel 2017 ha lanciato la sua piattaforma musicale, il JF CLUB, che offre filmati audio e video esclusivi, anteprime delle sue nuove registrazioni e approfondimenti personali sulla sua musica e sul suo lavoro. La Sonata in la maggiore di César Franck, la Sonata in re minore di Karol Szymanowski e il Trio per archi in do minore di Beethoven sono tutti disponibili in esclusiva sulla sua piattaforma musicale, il JF CLUB. Nell’agosto 2021, Julia Fischer ha pubblicato una registrazione limitata in vinile delle Sonate di Eugène Ysaye come edizione esclusiva del JF CLUB in collaborazione con Hänssler Classic.
Julia Fischer è stata insignita di numerosi premi, tra cui la Croce Federale al Merito, il Gramophone Award e il Premio della Cultura Tedesca. Suona un violino di Giovanni Battista Guadagnini (1742) e uno strumento di Philipp Augustin (2018).

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
16/05/2026 20:30 da € 22,00 Acquista

Calici con vista 🥂

Il bar del Teatro Municipale Valli 
appuntamenti al Ridotto

Sabato 16 maggio
apertura bar ore 18.30

chiusura bar a termine intervallo

Accesso libero anche per chi non assiste allo spettacolo

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Fondatori

Comune di Reggio Emilia Provincia di Reggio Emilia Gruppo Iren

Con il sostegno di

Ministero Beni Culturali Regione Emilia-Romagna Fondazione Pietro Manodori

Certificazioni

ISO 9001Ente di accreditamento Accredia

Fondazione I TEATRI - Piazza Martiri del 7 luglio, 7 - 42121, Reggio Emilia - tel 0522 458811 - P.IVA 01699800353 - CF 91070780357

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