Crediti
Ideazione, direzione, coreografia Martin Zimmermann
creato con e interpretato da Tarek Halaby, Dimitri Jourde, Methinee Wongtrakoon, Martin Zimmermann
creazione musicale Colin Vallon
drammaturgia Sabine Geistlich scena Simeon Meier, Martin Zimmermann costumi Susanne Boner, Martin Zimmermann
disegno luci Sarah Büchel sound design Andy Neresheimer
produzione MZ Atelier coproduzione Fund of Reso – Dance Network Switzerland – supported by Pro Helvetia, Swiss Arts Council, Kaserne Basel, Kurtheater Baden, Le Volcan, scène nationale du Havre, Les Théâtres de la Ville de Luxembourg, L’Odyssée — Périgueux, maisondelaculture de Bourges / scène nationale, Opéra Dijon, Theater und Musikgesellschaft Zug, Théâtre de Carouge, Zürcher Theater Spektakel
con il sostegno di BvC Stiftung, Elisabeth Weber Stiftung, Ernst Göhner Stiftung, Fachausschuss Tanz & Theater BS / BL, Stiftung Corymbo
Martin Zimmermann è sostenuto da Culture Department City of Zurich, Department of Culture Canton Zurich, Pro Helvetia – Swiss Arts Council. Martin Zimmermann è Artista Associato a Maison de la culture de Bourges / Scène Nationale e Tanzhaus Zürich.
tanzmainz • Sharon Eyal
Crediti
coreografia Sharon Eyal
co-creatore Gai Behar
costumi Rebecca Hytting
musica Ori Lichtik
stage e light design Alon Cohen
assistente coreografia Rebecca Hytting, Tom Weinberger
direttore delle prove Natalia Rodinascena
dancers Elisabeth Gareis, Daria Hlinkina, Cassandra Martin, Nora Monsecour, Amber Pansters, Maasa Sakano, Marija Slavec, Milena Wiese; Zachary Chant, Paul Elie, Finn Lakeberg, Christian Leveque, Federico Longo, Cornelius Mickel, Jaume Luque Parellada, Matti Tauru, Alberto Terribile
direttore tanzmainz Honne Dohrmann
direttore di produzione Lisa Besser
Collaborator of Dance Directorate and Touring Manager Hannah Meyer-Scharenberg
Assistant of Dance Directorate Julia Kraus
Set up Stage&Sound on Tour Luka Curk
Set up Light on Tour Dominik Hager
Stage Manager on Tour Matthew Tusa
A production of Staatstheater Mainz
Rachid Ouramdane
Annie Hanauer
Danzatrice, coreografa e pedagoga statunitense, Annie Hanauer vive e lavora tra Londra e la Francia. Artista indipendente, si dedica all’insegnamento e alla creazione coreografica, oltre a collaborare regolarmente con artisti e compagnie di fama internazionale, come Lea Anderson, Wendy Houstoun, Rachid Ouramdane/ CCN2 Grenoble e l’Orchestra da Camera di Parigi. Dal 2008 al 2014 danza con la londinese Candoco Dance Company, prendendo parte a tournée e progetti creativi ed educativi in tutto il mondo. È tra i componenti di AnnieVickySarah (AVS), collettivo di tre artiste indipendenti nato nel 2007 allo scopo di sviluppare pratiche di lavoro accessibili, ed è tra i membri dell’Equity Dance Committee, con sede a Londra.
Partendo dalla propria esperienza di donna disabile, focalizza il proprio interesse nei confronti delle minoranze e delle persone considerate “diverse”. Il suo lavoro coreografico si propone di sviluppare una metodologia per l’improvvisazione performativa di gruppo, impegnandosi nella ricerca su temi quali la disabilità, la cura e la maternità.
Crediti
progetto coreografico Rachid Ouramdane
interprete Annie Hanauer
musica Samuel Barber, Adagio per archi
da un’idea di Emanuele Masi per Bolzano Danza 2020
produzione Chaillot – Théâtre national de la Danse coproduzione CCN2 – Centre chorégraphique national de Grenoble
Con il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea
Persephassa
I percussionisti sistemati ai vertici di un esagono circondano il pubblico, che si trova così immerso nel flusso turbinoso degli eventi sonori. Il pezzo prevede un’ampia gamma di percussioni, di pietra, metallo, legno e pelli: dai ciottoli di mare al simantro greco-bizantino (modificato da Xenakis), da diversi tipi di gong alla sirena a bocca…
Progressivamente, la musica trascina l’uditorio in un vortice sempre più accelerato, ripetitivo e spazialmente rotante, scosso imprevedibilmente da colpi bruschi che spezzano l’incantamento.
Crediti
ZAUM_percussion: Simone Beneventi, Carlota Caceres, Lorenzo Colombo, Gabriele Genta, Matteo Savio, Marta Soggetti
produzione Fondazione I Teatri / Festival Aperto
in collaborazione con Eutopia Ensemble – Le Strade del Suono
Nederlands Dans Theater 2
FATHOMS
Tentativi
di misurare le profondità,
di capire,
di recuperare le distanze tra noi,
di lottare contro la risacca,
e di ricordare la vivacità del cuore umano.
David Raymond e Tiffany Tregarthen
Dal sodalizio fra i danzatori e coreografi canadesi David Raymond e Tiffany Tregarthen nasce la compagnia Out Innerspace Dance Theatre. Provenienti da esperienze diverse – il primo con una formazione nella danza urbana, popolare e classica, la seconda come danzatrice di tap dance, balletto, jazz e modern – iniziano a collaborare nel 2004 durante una residenza ad Anversa, in Belgio. Impegnati in veste di danzatori con numerose compagnie internazionali, da oltre dieci anni creano innovative che sovvertono l’ordine e la disciplina della danza contemporanea, forzandone forma e contenuto.
BEDTIME STORY
«Il piccolo momento segreto tra il sonno e la coscienza è quello in cui realizzo i miei sogni. Di recente ritorno ai sogni di una volta. Da bambino sognavo i serpenti. Ogni mattina mi sorprendevo di ricordarli nei minimi dettagli, anche se non capivo perché mi visitassero in sogno. Anche se ho paura dei serpenti, ogni volta che ci siamo incontrati in sogno non mi hanno minacciato, non ho mai avuto paura. Oggi capisco che questi serpenti sono io di fronte al mondo e di fronte a me stesso. Sto affrontando le mie paure e seguendo le mie convinzioni. Invece di scappare dalla memoria, ho deciso di esplorarla. Invecchiando, tendiamo ad abbandonare i nostri sogni. Dovremmo riappropriarci del bambino che è in noi. Quello che non ha paura di cadere, quello che vive la vita ed è incuriosito dallo scoprire. Quello che sa che tutti i sogni possono avverarsi. Il bambino che è in noi ha il potere di ridere, di eccitarsi e di soddisfare tutto ciò che è suo desiderio». (Nadav Zelner)
Nadav Zelner
Nadav Zelner è nato nel 1992 a Ramla, Israele. Nel corso degli anni ha costruito un linguaggio di danza unico e recentemente ha iniziato a sviluppare una sua nuova tecnica di danza. È stato invitato a creare balletti per compagnie di tutto il mondo, tra cui la Batsheva Dance Company, Gauthier Dance Company, St.Gallen Theatre, Stanislavsky Ballet, Augsburg Ballet, Introdans, Stadttheater Bremerhaven, Chinese International Chongqing Ballet Company. Nadav è stato invitato dalla prima ballerina Ekaterina Shipulina del Bolshoi Ballet a creare per lei un assolo chiamato Ikra.
THE BIG CRYING
«Chi conosce i lavori di Marco Goecke sa che hanno sempre a che fare con se stesso e con il tempo in cui sono stati creati. Forse The Big Crying è il pezzo più intimo di Goecke, iniziato nell’autunno del 2020, poco dopo la morte di suo padre. È un pezzo sull’addio e su tutto ciò che dobbiamo bruciare, dice il coreografo, parlando di corpi che sono come motori rotti e di costumi che ricordano le tende di un carro funebre. Non sorprende che la sua scelta musicale includa una ninna nanna della morte: Blood Roses della cantante americana Tori Amos la cui musica – poesia a volte confusa e non sempre comprensibile molto vicina alla danza di Goecke – colpisce nel segno. Il fatto che questo pezzo si accompagni comunque alla brillante potenza di un’intera compagnia, diciannove ballerini eccezionali, è forse dovuto al fatto che, nonostante tutta la caducità, la danza e la coreografia celebrano la gioia di vivere e la smania di essere vivi». (Nadja Kadel)
Marco Goecke
Marco Goecke (1972, Wuppertal) è entrato a far parte dell’NDT come coreografo associato nella stagione 2013-2014. In precedenza, ha creato Nichts (NDT 2, 2008), Garbo Laughs (NDT 1, 2012), Hello Earth (NDT 1, 2014), Thin Skin (NDT 1, 2015 – Nominato come Miglior Coreografo al Dutch dance Zwaan Awards 2015′) , Woke up Blind (NDT 1, 2016) Midnight Raga (NDT 2, 2017; vincitore dei Dutch Zwaan Awards come “coreografia più notevole 2017”) e Wir sagen uns Dunkles (NDT 2, 2017). Durante la stagione del sessantesimo anniversario, Goecke ha creato Kunstkamer (2019) insieme a Paul Lightfoot & Sol León e Crystal Pite. Il suo lavoro più recente è The Big Crying (2021) per NDT 2. A partire dalla stagione 2019-2020 Goecke detiene la direzione del balletto allo State Ballet Hannover.
Crediti
FATHOMS
coreografia David Raymond e Tiffany Tregarthen
assistenti alla coreografia Lydia Bustindy, Ander Zabala, Spencer Dickhaus
musiche Zibaldone III of CVX (original: Berceuse Héroïque): Protesta Humana, Zibaldone III of CVX – Fleurs pour Simone Part 1 & Part 2
Regno Maggiore: Oracolo. Autorizzata da Gang of Ducks
Cevdet Erek: Dycicles. Autorizzata da Subtext Recordings entity of Multiverse LTD
Bendik Giske & Caterina Barbieri: Fantas for Saxophone and Voice. Autorizzata da Warp Records & Warp Publishing
Piano: Samuel van der Veer
Voce: Omani Ormskirk
luci James Proudfoot
scene e costumi Tiffany Tregarthen & David Raymond
Prima mondiale 21 aprile 2022, Amare – L’Aia
BEDTIME STORY
coreografia Nadav Zelner
assistenti prove Lydia Bustinduy, Francesca Caroti, Ander Zabala
musiche Andre Hajj & Ensemble: Mir; Ez-zouhour: Sidi Mansour / Baba Bahri. Su concessione di ARC Music Productions Int. Ltd
Al Ajaleh: Bat Sheva Music
Mohammed Abdu: Allah Alaiha, Al Rasayel & Mahma Ygolon
su concessione di Rotana Music
luci Tom Visser
costumi Maor Zabar
editing suono Matan Onyameh
Prima mondiale 4 Novembre 2021, Amare – L’Aia
THE BIG CRYING
coreografia Marco Goecke
musiche
Rorogwela:Death Lullaby; Electricity feat. Fire Eater: Indlela Yababi; Extreme Music From Africa (Susan Lawly, 1997)
Tori Amos: Beauty Queen, Marianne (arranged by John Philip Shenale), Blood Roses, In the springtime of his voodoo, Bells ‘For Her’
Published by Downtown Music Publishing. (P) Atlantic Recording Corporation, A Warner Music Group Company. Losing my Religion. Published by Night Garden Music
editing suono Jesse Callaert
drammaturgia Nadja Kadel
luci Udo Haberland
scene e costumi Marco Goecke
Prima mondiale 18 marzo 2021, Zuiderstrandtheater – L’Aia
Baro d’evel / SPETTACOLO CANCELLATO
Due esseri alla ricerca del loro animale interiore
perché l’umanità li sorpassa
perché hanno perso il loro istinto
perché il mondo va troppo veloce,
troppe parole, troppe lettere.
Vogliono trovare le loro prime sensazioni
preparandosi, cercando nei dettagli della vita quotidiana
le porte aperte verso l’inizio di tutto
prima degli uomini in piedi,
prima degli uomini pensanti,
essere nulla di più di quattro gambe
respirare, soffiare, respirare,
per trovare il primo respiro, il punto di partenza
essere un essere che respira e guarda il mondo.
Crediti
creazione e direzione Camille Decourtye e Blai Mateu
interpreti Julien Cassier, Marlène Rostaing e il cane Patchouka
collaboratori Benoît Bonnemaison-Fitte, Maria Muñoz e Pep Ramis
disegno luci Adele Grépinet sound designer Fanny Thollot costumi Céline Sathal ritmo e consulenza musicale Marc Miralta ingegnere degli oggetti di scena Thomas Pachoud costruzione Laurent Jacquin
produzione Baro d’evel coproduzione Théâtre de la Cité – CDN Toulouse Occitanie, MC93 – Maison de la Culture de Seine- Saint-Denis, Teatre Lliure de Barcelone, le Parvis – scène nationale Tarbes-Pyrénées, Malakoff scène nationale – Theatre 71, Romaeuropa Festival, L’Estive, scène nationale de Foix et de l’Ariège; residenze Théâtre de la Cité – CDN Toulouse Occitanie; L’Estive, scène nationale de Foix et de l’Ariège
con il sostegno di DGCA, Ministère de la Culture et de la communication, the Haute-Garonne County Council, Città di Tolosa



