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I Teatri di Reggio Emilia

I Teatri di Reggio Emilia

Fondazione I Teatri Reggio Emilia

Biglietteria (si apre in una nuova finestra)

Filarmonica della Scala

Ora come allora, il programma avrà una esecuzione anche al Teatro alla Scala. Al Piermarini infatti ebbe luogo, il 28 giugno 1972, la prima esecuzione assoluta di Como una ola de fuerza y luz di Luigi Nono. Ancora una volta Claudio Abbado dirigeva l’Orchestra della Scala, il pianista era Maurizio Pollini, la soprano Slavka Taskova.

Poco meno di un anno dopo a Reggio Emilia, Nono, Abbado e Pollini furono fra i protagonisti di un’iniziativa innovativa e intensivamente diffusa nel territorio che andava sotto il nome di Musica/Realtà. Il concerto di chiusura al Teatro Municipale – era il 15 giugno 1973 – ripropose il pezzo di Nono con i medesimi solisti e un’orchestra diversa: la Sinfonica di Budapest. Diversamente dal programma milanese dell’anno precedente, a Nono venne affiancata l’Eroica di Beethoven e la scelta non appare casuale.

Il carattere fortemente politico sociale di Musica/Realtà trovava risonanza nelle due composizioni: Como una ola è un omaggio al sindacalista cileno Luciano Cruz morto accidentalmente nel ’72 e insieme un inno e un invito alla lotta; dell’Eroica è noto il ritiro della dedica a Napoleone da parte di Beethoven, sdegnato dall’incoronazione a imperatore vista come tradimento degli ideali rivoluzionari: un atto di coscienza e di resistenza.

La riproposizione di quel programma oggi, con direttore e solisti di prim’ordine e con la Filarmonica della Scala, è un modo vivo, concreto e propositivo di rapportarsi alla storia musicale recente, celebrando tre ricorrenze sovrapposte: 10 anni dalla scomparsa di Claudio Abbado (2014) che tanto ha dato a Reggio Emilia nei decenni successivi a quel concerto; 100 anni dalla nascita di Luigi Nono (1924); a 50 anni dalla prima edizione di Musica / Realtà.

Filarmonica della Scala

La Filarmonica della Scala viene fondata dai musicisti scaligeri con Claudio Abbado nel 1982. Carlo Maria Giulini guida le prime tournée internazionali; Riccardo Muti, Direttore Principale dal 1987 al 2005, ne promuove la crescita artistica e ne fa un’ospite costante nelle più prestigiose sale da concerto internazionali. Da allora l’orchestra ha instaurato rapporti di collaborazione con i maggiori direttori tra i quali Leonard Bernstein, Giuseppe Sinopoli, Seiji Ozawa, Zubin Mehta, Esa-Pekka Salonen, Riccardo Chailly, Yuri Temirkanov, Daniele Gatti, Fabio Luisi, Gustavo Dudamel. Profonda è la collaborazione con Myung-Whun Chung e Daniel Harding. Daniel Barenboim, Direttore Musicale del Teatro dal 2006 al 2015, e Valery Gergiev, sono membri onorari, così come lo sono stati Georges Prêtre, Lorin Maazel, Wolfgang Sawallisch. Nel 2015 Riccardo Chailly ha assunto la carica di Direttore Principale contribuendo ulteriormente alla reputazione internazionale dell’orchestra.

La Filarmonica realizza la propria stagione di concerti ed è impegnata nella stagione sinfonica del Teatro alla Scala. Ha debuttato negli Stati Uniti con Riccardo Chailly nel 2007, in Cina con Myung-Whun Chung nel 2008 ed è ospite regolare delle più importanti istituzioni concertistiche internazionali.

Dal 2013 è protagonista del Concerto per Milano, il grande appuntamento sinfonico gratuito in Piazza Duomo, tra le iniziative Open Filarmonica nate per condividere la musica con un pubblico sempre più ampio, di cui fanno parte anche le Prove Aperte, il cui ricavato è devoluto in beneficenza ad associazioni non profit, e il progetto Sound, Music! dedicato ai bambini delle scuole primarie milanesi.

Particolare attenzione è rivolta al repertorio contemporaneo: la Filarmonica della Scala commissiona regolarmente nuovi brani ai compositori del nostro tempo.

Consistente la produzione discografica per Decca, Sony ed Emi. Le ultime pubblicazioni per Decca includono The Fellini Album, con musiche di Nino Rota, eletto Diapason d’Or de l’Année 2019,  Cherubini Discoveries e Respighi. L’ultima pubblicazione, Musa Italiana, celebra la musica ispirata all’Italia e include la Sinfonia “Italiana” di Mendelssohn insieme alle due ouverture “In stile italiano” di Schubert, ispirate a Rossini, e alle tre prime ouverture mozartiane di opere italiane rappresentate per la prima volta a Milano.

L’attività della Filarmonica della Scala non attinge a fondi pubblici ed è sostenuta dal Main Partner UniCredit.

Ingo Metzmacher, direttore

Nato a Hannover, ha iniziato la carriera con l’Ensem- ble Modern e con l’Opera di Francoforte. È stato Gene- ralmusikdirektor della Staatsoper di Amburgo dal 1997 al 2005 e successivamente Direttore principale della Ne- derlandse Opera di Amsterdam, dal 2007 al 2010 Diret- tore principale e Direttore artistico della Deutsches Sym- phonie-Orchester Berlin. Dal 2016 è Direttore artistico del Kunst-Festspiele di Herrenhausen, la cui prossima edizione si terrà nel maggio 2024.

Dirige spesso come ospite orchestre rinomate come i Wiener Philharmoniker e i Wiener Symphoniker, la Cle- veland Orchestra, la Gewandhaus di Lipsia e l’Ensemble Modern, oltre a orchestre di teatri d’opera e festival come Scala, Staatsoper di Vienna, Opéra di Parigi, Festival di Salisburgo e di Aix-en-Provence. Nella Stagione 2023- 24 dirigerà la Filarmonica della Scala, l’Orchestra Filar- monica della Radio Olandese e quella di Oslo, la Philhar- monisches Staatsorchester di Amburgo, la SWR Sym- phonieorchester, la WDR Sinfonieorchester di Colonia, la Deutsches Symphonieorchester Berlin e il Klangforum Wien. Dirigerà una nuova produzione di Guercœur di Al- béric Magnard all’Opéra du Rhin a Strasburgo, Mass di Leonard Bernstein con la NDR Radiophilharmonie e nove cori di Hannover nell’ambito dei KunstFestspielen Herrenhausen, nonché il concerto di chiusura dei Do- naueschinger Musiktage.

La sua ampia discografia comprende registrazioni dal vivo dei suoi leggendari concerti di Capodanno ad Am- burgo dal 1999 al 2004, intitolati Who’s Afraid of 20th Century Music?, l’integrale delle Sinfonie di Karl A. Hart- mann con i Bamberger Symphoniker, la prima incisione mondiale della Nona Sinfonia di Henze con i Berliner Philharmoniker e Éclairs sur l’au-delà di Messiaen con i Wiener Philharmoniker. Recentemente ha pubblicato

due album con l’Ensemble Modern: Riss di Marc André e Beschenkt. 40 Miniaturen zum Jubiläum, per il 40° an- niversario dell’ensemble. Ha pubblicato due libri, Keine Angst vor neuen Tönen: Eine Reise in die Welt der Musik (2006) e Vorhang auf! Oper entdecken und erleben (2009).

Pierre-Laurent Aimard, pianoforte

Pierre-Laurent Aimard è universalmente riconosciuto come un’autorità nella musica del nostro tempo ma anche per aver gettato nuova luce sulla musica del passato. Il suo programma internazionale di concerti, trasmissioni e registrazioni concepite in modo creativo è completato da un impegno di lunga data nell’insegnamento, con confe- renze e workshop in tutto il mondo.

Ha collaborato strettamente con molti grandi compo- sitori, tra cui Helmut Lachenmann, Elliott Carter, Har- rison Birtwistle, György Kurtág, Karlheinz Stockhausen, Marco Stroppa, Pierre Boulez e Olivier Messiaen. Nella stagione 2023/24 celebrerà la musica di György Ligeti con progetti in tutta Europa, Nord America, Giappone e Cina e con concerti con le più importanti orchestre euro- pee e americane. La tournée di Aimard in recital lo porta al Southbank Centre di Londra, alla Elbphilharmonie di Amburgo, al Musikverein di Vienna, alla Philhar- monie di Lussemburgo e al Concertgebouw, oltre che a Philadelphia, Chicago e San Francisco. Al Théâtre des Champs Élysées di Parigi collabora con l’attore francese Denis Podalydès per un’esplorazione di Fateless con mu- siche di Ligeti, Kurtág, Schoenberg e Cage. Aimard con- tinua inoltre a collaborare con partner di lunga data nel campo della musica da camera, in particolare con Tamara Stefanovich alla Tonhalle di Zurigo e al Centro Nacional de Difusión Musical di Madrid, e con il pianista jazz Mi- chael Wollny alla Alte Oper di Francoforte.

Tra le prossime prime mondiali figurano il Concerto per pianoforte e orchestra di Clara Iannotta per il Festival Acht Brucken di Colonia e la prima portoghese di Se da contra las piedras la libertad di Klaus Ospald, un lavoro co-commissionato dalla Casa da Musica di Porto e dal- la WDR Symphony Orchestra di Colonia. Tra le prime esecuzioni assolute di Aimard figurano l’ultima opera di

Carter Epigrams, le opere di Sir Harrison Birtwistle: Re-
sponses, Sweet disorder and the carefully careless e Keyboard
Engine per due pianoforti. 31

La stagione si apre con l’uscita a settembre di una nuova registrazione dell’integrale dei Concerti per pianoforte di Bartók con Esa-Pekka Salonen e la San Francisco Sym- phony Orchestra. Questo disco è l’ultimo di una serie di collaborazioni, sempre molto acclamate dalla critica, con Pentatone, dopo Visions de l’Amen (2022) registrato con Tamara Stefanovich; Hammerklavier Sonata & Eroica Variations (2021) di Beethoven e il magnum opus Catalo- gue d’oiseaux (2018) di Messiaen, che ha ottenuto molte- plici riconoscimenti.

Serena Sáenz, soprano

Nata a Barcellona, ha studiato al Conservatorio del Li- ceu e alla Hochschule für Musik “Hanns Eisler” di Ber- lino. Nel 2021 ha vinto il primo premio e il premio del pubblico al Concorso Internazionale di Canto Montser- rat Caballé e ha ottenuto premi al Concorso dell’Opéra di Parigi e al Francisco Viñas di Barcellona. A Operalia 2022 di Plácido Domingo, Riga, ha conseguito il secondo premio, il Premio Pepita Embil per la zarzuela e il Pre- mio Birgit Nilsson. È stata Nannetta nel Falstaff, Zerbi- netta in Ariadne auf Naxos, Zerlina nel Don Giovanni, la Regina della Notte in Die Zauberflöte e Clorinda nella Cenerentola. Nel 2019, agli Internationales Opernstudio della Staatsoper Berlin, ha interpretato Pamina nella Zauberflöte diretta da Alondra de la Parra, Frasquita nel- la Carmen e l’Uccellino del bosco nel Siegfried, entrambi diretti da Daniel Barenboim. Nel 2021 ha debuttato nel ruolo eponimo in Lucia di Lammermoor al Liceu nella sua città natale, dove è poi tornata come Prilepa nella Dama di picche, Pamina con Gustavo Dudamel sul podio e come Norina in una recente produzione del Don Pasquale.

Nella scorsa stagione è stata Zerbinetta alla Staatsoper Wien con Thomas Guggeis e ha debuttato come Lisa in una nuova produzione della Sonnambula al Teatro Real di Madrid. È stata solista nell’Ottava Sinfonia di Mahler e nel Requiem di Mozart a Barcellona, ha cantato Konstan- ze in Die Entführung aus dem Serail in forma concertante a Granada e si è esibita al Festival del Castell de Peralada, in Catalogna.

Ha iniziato la stagione 2023-24 debuttando come Lau- retta nel Trittico pucciniano alla Staatsoper Wien, dove in seguito è stata Blonde in Die Entführung aus dem Serail. Vestirà ancora i panni di Pamina alla Staatsoper Berlin e al Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia, quelli di Zer- binetta per il debutto all’Opera Reale Danese; in seguito

Serena Sáenz, soprano

sarà Sophie nel Werther al Teatro Colón di Buenos Aires. Attiva anche in sala da concerto, ha cantato i Carmina Burana al Palau de la Música Catalana di Barcellona, un programma di Scarlatti con l’Accademia Bizantina alla Pierre Boulez Saal di Berlino, la Messa in do minore di Mozart con l’Orquesta Sinfónica y Coro de Radio Tele- visión Española, la Quarta Sinfonia di Mahler con l’Or- questa Sinfónica de Euskadi diretta da Semyon Bychkov e il Magnificat di John Rutter con la Münchner Rundfun- korchester. Prossimamente canterà alla Mozartwoche di Salisburgo, sarà solista nel Requiem di Fauré con l’Orque- stra Sinfônica de Porto Alegre e parteciperà al concerto omaggio a Maria Callas del Palau de la Música Catalana.

Paolo Zavagna, direttore regìa del suono

Si occupa di arte sonora e di musica elettroacustica da più di trent’anni, pubblicando articoli e partecipando a convegni nazionali e internazionali. In qualità di regi- sta del suono ha eseguito opere di Claudio Ambrosini, Giorgio Battistelli, Luciano Berio, John Cage, Nicola Cisternino, Aldo Clementi, George Crumb, Brett Dean, Agostino Di Scipio, Silvia Fômina, Paolo Furlani, Lui- gi Nono, Fabio Nieder, Corrado Pasquotti, Steve Reich, Jean-Claude Risset, Fausto Romitelli, Nicola Sani, Sal- vatore Sciarrino, Karlheinz Stockhausen, Daniel Terug- gi a Parigi, Londra, Milano, Firenze, Treviso, Venezia,

Udine, Stoccarda, Strasburgo, Praga.Ha ricevuto due commissioni per il Festival di Musica Contemporanea della Biennale di Venezia ed è stato partner del progetto europeo “Écouter le monde”. Dal 2009 al 2011 ha cura- to laboratorioarazzi, cicli di seminari e concerti di musi- ca elettroacustica presso la Fondazione Giorgio Cini di Venezia. È membro del centro di ricerca Sound Studies Hub (SSH!) presso lo IUAV di Venezia ed è l’attuale pre- sidente dell’Associazione Informatica Musicale Italiana (AIMI).

Ha curato il progetto “Venice Soundmap”, sul sound- scape veneziano, e l’installazione La piazza de le piazze, presentata in piazza della Libertà a Udine. È membro fondatore dell’Arazzi Laptop Ensemble, con cui par- tecipa a numerose esecuzioni, e co-direttore scientifico della rivista internazionale “Musica/Tecnologia – Music/ Technology”. Insegna Esecuzione e interpretazione della musica elettroacustica al Conservatorio di Musica “Bene- detto Marcello” di Venezia.

Crediti

Coproduzione Reggio Parma Festival e Fondazione I Teatri Reggio Emilia
in collaborazione con la Filarmonica della Scala per i 100 anni di Luigi Nono, i 50 anni della rassegna Musica/Realtà di Reggio Emilia.
In ricordo di Claudio Abbado, a dieci anni dalla scomparsa

l’attività della Filarmonica della Scala è sostenuta da Unicredit

Partner

Bomsori, violino
Kit Armstrong, pianoforte

È una stagione particolarmente ricca di impegni, questa della giovane violinista, tra cui il debutto ai BBC Proms con la BBC Philharmonic e all’Hollywood Bowl con la Los Angeles Philharmonic. Sarà inoltre in tournée con la Tonhalle Orchestra Zürich e Paavo Järvi e debutterà con l’Orchestre Philharmonique de Radio France e Santtu-Matias Rouvali, la Pittsburgh Symphony e James Gaffigan e l’Orquesta y Coro Nacionales de España e Krzysztof Urbanski. Inoltre, Bomsori debutterà al Concertgebouw con la Residentie Orkest, al Konzerthaus di Vienna con la Sinfonica di Vienna e Ha-na Chang e tornerà alla Montreal Symphony Orchestra e alla Singapore Symphony. Inoltre, intraprenderà tournée con la Vienna Symphony Orchestra in Asia e con il Festival Strings Lucerne in Germania, dove debutterà alla Elbphilharmonie.

PROGRAMMA DI SALA

Kit Armstrong, nato nel 1992, è pianista e compositore eccezionalmente dotato per la matematica, le scienze e le lingue. All’età di cinque anni avvia gli studi di pianoforte e composizione e a soli sette è il più giovane studente mai ammesso alla Chapman University of California. Soltanto due anni dopo inizia a studiare scienze e musica a tempo pieno presso la stessa università. Nel frattempo si divide tra Londra e Parigi e studia alla Royal Academy of Music e all’Imperial College di Londra. Da diversi anni riceve inoltre regolarmente lezioni da Alfred Brendel. Dal suo debutto in concerto, all’età di otto anni, Kit Armstrong si è già esibito numerose volte da solista in recital e in concerti con orchestra. Ad esempio, ha eseguito nel 2005 il Concerto per pianoforte n. 1 di L. van Beethoven sotto la direzione di Sir Charles Mackerras e si è esibito allo Steinway and Sons Anniversary Concert della Carnegie Hall. Nella stagione 2009/2010 ha debuttato a Lipsia e Tokyo con la Gewandhausorchester, sotto la direzione di Riccardo Chailly, con il Concerto in re minore per clavicembalo, archi e continuo di Bach. È tornato a esibirsi con la Gewandhausorchester nell’estate del 2010 in più occasioni, con il Concerto per pianoforte e orchestra in la minore di Schumann. Altri concerti lo portano, tra gli altri, al Klavierfestival di Ruhr, al Schwetzinger Festspiele, a Colonia alla WDR-Sinfonieorchester, alla Kammerorchester di Zurigo, alla Philharmonia di Londra, ma anche a Vienna, Baden-Baden, Dortmund e Monaco di Baviera. Il suo vasto repertorio abbraccia opere di Haydn, Schubert, Chopin, Schumann, Liszt, Brahms, Debussy e Ravel, nonché i 48 preludi e fughe del Clavicembalo ben temperato voll. I e II, e l’integrale delle Invenzioni a due e tre voci di J. S. Bach, le 18 Sonate per pianoforte di W. A. Mozart e le 15 Sonate per pianoforte di L. van Beethoven. Kit Armstrong si è già cimentato come compositore nei più diversi generi musicali. Tra le sue composizioni si trovano numerosi pezzi per pianoforte solo, due quartetti per archi, un quintetto per pianoforte, un quintetto per fiati e anche la sinfonia Celebration eseguita per la prima volta dalla Pacific Symphony Orchestra. Kit Armstrong è stato insignito per cinque anni successivi del Morton Gould Young Composer Award. Per il suo brano Struwwelpeter per viola e pianoforte ha vinto la prestigiosa borsa di studio “Charlotte V. Bergen” che viene conferita ai giovani compositori di spicco.

Il Pomo d’Oro
Maxim Emelyanychev, direttore
Aylen Prytchin, violino

PROGRAMMA DI SALA

Tra gli album strumentali, le registrazioni dei Concerti per violino e clavicembalo di Haydn e un album per violoncello con Edgar Moreau hanno ricevuto il premio “Echo Klassik” nel 2016. Ulteriori registrazioni strumentali sono dedicate ai Concerti per violino e ai concerti per clavicembalo di J.S. Bach, con Shunske Sato e Francesco Corti come solisti, e ai virtuosi Concerti per violino con Dmitry Sinkonvsky.

Nel 2021 sono stati pubblicati nuovi album che hanno incluso il secondo volume dei Concerti per Clavicembalo di Bach con Francesco Corti, “Ombra Compagna” con Lisette Oropesa (aria da concerto di Mozart) e Jakub Józef Orliński (Anima Aeterna). Nel 2022 sono stati pubblicati sette album: “Apollo e Dafne” di Handel con Kathryn Lewek (Soprano) e John Chest (Basso), “Mandolin on stage” con Raffaele La Ragione (Mandolino), il nuovo recital con Joyce DiDonato, “Eden”, il Terzo Volume dei Concerti per Clavicembalo di Bach con Francesco Corti, Concerti per violino di Benda, Graun, Saint-Georges e Sirmen con Zefira Valova come solista, “Roma Travestita” con il soprano Bruno de Sá e l’oratorio “Theodora” di Handel con un cast stellare (Lisette Oropesa, Joyce DiDonato, Paul-Antoine Bénos- Djian, Michael Spyres, John Chest) – introducendo anche il nuovo ensemble vocale de Il Pomo D’Oro.
Nel 2022 Il Pomo D’Oro ha avviato un progetto di registrazione a lungo termine sulle Sinfonie di Mozart e selezionati concerti da solista con la direzione di Maxim Emelyanychev.
Gli album “Anima Sacra” con Jakub Józef Orliński e “Voglio Cantar” con il soprano Emöke Barath hanno ricevuto il prestigioso premio Opus-Klassik mentre la registrazione di “Serse” di G.F. Händel, diretta da Maxim Emelyanychev, è stata premiata con un Premio Abbiati. Nel 2018, la registrazione dell’opera “La Doriclea” di Alessandro Stradella, diretta da Andrea di Carlo, ha ricevuto il Preis der Deutschen Schallplattenkritik tedesco. “Virtuosissimo” con Dmitry Sinkovsky, pubblicato nel 2019, ha ricevuto un Diapason d’Or. Nel 2022, “Eden” con Joyced DiDonato ha ricevuto un Choc de Classica e un Opus Klassik.
Il Pomo D’Oro è ambasciatore ufficiale di El Sistema Grecia, un progetto umanitario volto a fornire educazione musicale gratuita ai bambini nei campi profughi greci. Il Pomo D’Oro svolge regolarmente concerti di beneficenza e offre laboratori e lezioni di musica secondo il metodo El Sistema in vari campi profughi in Grecia.
Il nome dell’ensemble Il Pomo D’Oro si riferisce all’opera di Antonio Cesti dell’anno 1666. Composto per le celebrazioni nuziali dell’imperatore Leopoldo I e Margherita Teresa di Spagna, Il Pomo d’Oro fu probabilmente una delle più grandi e costose produzioni operistiche nella storia ancora giovane del genere. 24 diverse scenografie, un balletto con 300 cavalli, uno spettacolo pirotecnico di 73.000 razzi, numerosi superlativi “effetti speciali”, che avevano lo scopo di fare della corte dell’imperatore il culmine dello splendore culturale in Europa.

Maxim Emelyanychev, direttore

Poco dopo il suo debutto alla direzione d’orchestra all’età di dodici anni, Maxim Emelyanychev è stato invitato a dirigere alcune importanti orchestre barocche e sinfoniche in Russia. Nel 2013 è diventato Direttore Principale dell’orchestra Il Pomo d’Oro e Direttore Principale dell’Orchestra da Camera dei Solisti di Nizhny-Novgorod.

Nel 2014, Maxim Emelyanychev ha de- buttato in modo straordinario nel “Don Giovanni” di Mozart al Teatro de la Maestranza di Siviglia. Queste esibizioni, acclamate dalla critica, sono state seguite da una serie di impegni sinfonici come ospite in tutta Europa.

Un invito dell’ultimo minuto per una sostituzione con la Scottish Chamber Orchestra, per l’esecuzione della Sinfonia n.9 di Schubert, ha generato grande entusiasmo nei musicisti che lo hanno nominato loro nuovo Direttore Principale, a partire dall’autunno del 2019. Nei primi giorni di questo incarico, la Scottish Chamber Orchestra ha prolungato il suo contratto fino al 2025.

Nell’agosto 2021, Maxim Emelyanychev ha condotto la Scottish Chamber Orchestra ai BBC Proms e al Festival Internazionale di Edimburgo, ed è stato in tournée negli Stati Uniti e in Europa alla guida de Il Pomo d’Oro insieme a Joyce DiDonato.

Nel 2022/23 Maxim Emelyanychev è stato in tournée negli Stati Uniti con la Scottish Chamber Orchestra ha debuttato con la New Japan Philharmonic, l’Orchestra Filarmonica di Osaka, l’Orchestra Filarmonica di Bergen, l’Orchestra Sinfonica della Radio di Helsinki, la Czech Philharmonic Orchestra, l’ Orchestra filarmonica di Rotterdam e tornerà all’Orchestre National du Capitole de Toulouse e alla Royal Opera House con Il Flauto Magico di Mozart.

Con il Pomo d’Oro Maxim Emelyanychev eseguirà il nuovo programma di Joyce DiDonato, “Eden”, in Europa e negli Stati Uniti. Sempre con Il Pomo d’Oro è dedicato un programma strumentale sulle Sinfonie di Mozart.

Maxim Emelyanychev ha ricevuto la Maschera d’Oro per la sua partecipazione nel 2013 come pianista in una produzione teatrale de “Le Nozze di Figaro” al Teatro dell’Opera di Perm diretta da Teodor Currentzis (Sony Classical). Ha ricevuto il Premio Young Talent 2019 nella Sezione Musica del Critic’s Circle. Lo stesso anno ha ricevuto un Premio Opera internazionale nella categoria New Comer.

Maxim Emelyanychev ha registrato diversi CD per Warner Classics/Erato alla direzione de Il Pomo d’Oro, tra cui un album di Sinfonie e Concerti di Haydn con Ricardo Minasi e “In War and Peace, Harmony through music” con Joyce DiDonato, CD che ha vinto un Gramophone nel 2017. Per questa etichetta ha inciso anche due CD con il controtenore Jakub Orlinski: Facce d’Amore e Anima Sacra, così come l’opera “Agrippina” di Handel (con Joyce DiDonato nel ruolo principale) che ha vinto nel 2020 il Gramophone Classical music Award nella categoria “Opera”. “Eden”, il nuovo programma di Joyce DiDonato con Il Pomo d’Oro e la direzione di Maxim Emelyanychev, è uscito nel 2022.

Per l’etichetta Aparté Music ha registrato la Sinfonia n. 3 di Beethoven e le Variazioni di Haydn di Brahms con la Nizhny-Novgorod Soloists Chamber Orchestra oltre a un CD solista di Sonate di Mozart al fortepiano con cui ha vinto un Choc de Classica 2018 e l’ICMA 2019.

Aylen Pritchin, violino

Nato a San Pietroburgo, Aylen Pritchin ha studiato con la Prof.ssa Elena Zaitseva nella sua città natale e con il Prof. Eduard Grach presso il prestigioso Conservatorio Tchaikovsky di Mosca. Nel 2014, Aylen Pritchin ha ricevuto il Primo Premio del Concorso Internazionale Long-Thibaud; in precedenza aveva già ricevuto importanti riconoscimenti dai Concorsi Internazionali di Violino Tchaikovsky, di Wieniawski, Sion-Valais, Kreisler e Oistrakh.

La sua carriera lo ha portato ad esibirsi sia in Russia sia in Armenia, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Israele, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Svizzera, Viet- nam e Giappone, in sedi prestigiose quali la Konzerthaus di Vienna, il Concertgebouw di Amsterdam, la Musikaliska di Stoccolma, il Mozarteum di Salisburgo, la Sala del Conservatorio Tchaikovsky di Mosca e il Teatro degli Champs-Elysées di Parigi.

Come solista, di recente è stato ospite dell’Orchestra del Teatro Mariinsky, della Filarmonica di Mosca, dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Vienna, dell’Orchestra MusicAeterna, dell’Orchestre National de Lille, dell’Orchestre National des Pays de la Loire, della Russian National Philharmonic, della Filarmonica di Poznan, dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano e dell’Orchestre de Cannes, tra le altre. È stato regolarmente invitato da direttori del calibro di Teodor Currentzis, Maxim Emelyanychev, Cornelius Meister, Mikhail Gerts, Valentin Uryupin, Yuri Simonov, Dorian Wilson e Shlomo Mintz.

Aylen Pritchin ama molto esibirsi anche in campo cameristico, con artisti quali Maxim Emelyanychev, Lukas Geniusas, Yury Favorin, Alexander Melnikov, Maxim Rysanov, Vladimir Mendelssohn e David Geringas.

I momenti salienti della stagione 2022/23 hanno incluso il suo debutto con la Scottish Chamber Orchestra (Brahms) diretta dal suo direttore principale Maxim Emelyanychev, per concerti a Edimburgo e Glasgow. Nella stessa stagione Aylen Pritchin ha intrapreso un tour in Asia per altri tre debutti: la Hiroshima Symphony Orchestra (Stravinsky) diretta da Christian Arming, la Hong Kong Sinfonietta (Mendelssohn) diretta da Yip Wing-sie e la Gunma Symphony Orchestra (Mozart, Concerto n.5) diretta da Norichika Iimori. Nel giugno 2023, Aylen Pritchin si è riunito a Maxim Emelyanychev per una esibizione nel Concerto per violino n. 5 di Mozart con Il Pomo d’Oro, al MozartFest di Würzburg.

Nel 2021, l’album di Aylen Pritchin e Maxim Emelyanychev dedicato alle Sonate per violino di Brahms, e registrato su strumenti d’epoca, è stato pubblicato da Aparté e ha ricevuto critiche entusiastiche. Nel 2022 il CD ‘Debussy-Hahn-Stravinsky’, inciso con Lukas Geniusas, è uscito su Mirare Productions ed è stato premiato con un Preis der Deutschen Schallplaten Kritik in Germania e un Choc de Classica in Francia.

Attualmente, Aylen Prtichin insegna al Conservatorio Reale di Anversa e alla Robert Schumann Hochschule di Düsseldorf.

Chamber Orchestra of Europe
Sir Antonio Pappano, direttore
Beatrice Rana, pianoforte

PROGRAMMA DI SALA

Attualmente l’Orchestra porta avanti intense collaborazioni con Sir András Schiff e Yannick Nézet-Séguin, entrambi membri onorari sulla scia di Bernard Haitink e Nikolaus Harnoncourt.
La COE intrattiene saldi legami con i più importanti festival e sale da concerto d’Europa, tra cui la Filarmonica di Colonia, la Philharmonie du Luxembourg, la Filarmonica di Parigi, l’Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam e l’Alte Oper di Francoforte. In collaborazione con la Kronberg Academy, la COE è diventata la prima orchestra della storia titolare di una “residenza” al Casals Forum di Kronberg dal 2022. La Chamber Orchestra of Europe ricopre lo stesso ruolo anche presso il Palazzo Esterházy di Eisenstadt dal 2022.
La COE ha all’attivo più di 250 pubblicazioni e i suoi CD hanno vinto numerosi premi internazionali, tra cui due Grammy e tre premi Gramophone Recording of the Year. Nel novembre 2020 l’etichetta ICA Classics ha pubblicato una registrazione d’archivio delle Sinfonie di Schubert eseguite dalla COE al Festival Styriarte di Graz del 1988, con la direzione di Nikolaus Harnoncourt. Il cofanetto, composto da 4 CD, è stato accolto con entusiasmo dalla critica internazionale; di recente è stato pubblicato un secondo cofanetto di registrazioni d’archivio realizzato insieme a Nikolaus Harnoncourt e contenente opere di Haydn, Mozart, Beethoven e Brahms. Nel gennaio 2022 sono state pubblicate tutte le Sinfonie di Sibelius in DVD e BluRay, dirette da Paavo Berglund al Festival di Helsinki nel 1998. Nel febbraio 2023, la registrazione del Concerto per pianoforte n. 1 di Clara Wieck-Schumann e del Concerto per pianoforte di Robert Schumann con Beatrice Rana e Yannick Nézet-Séguin viene pubblicata con successo internazionale

Nel 2009 è stata creata la COE Academy per dare, a un gruppo selezionato di studenti particolarmente talentuosi, la possibilità di studiare con i principali musicisti della COE e, soprattutto, per poter provare l’esperienza di viaggiare in tournée con l’Orchestra.
La COE è un’orchestra privata che riceve un inestimabile supporto finanziario, in particolare dalla Gatsby Charitable Foundation ma anche da altri sostenitori tra cui Dasha Shenkman, il Sir Siegmund Warburg’s Voluntary Settlement, il Rupert Hughes Will Trust, l’Underwood Trust, i 35th Anniversary Friends e gli American Friends.

Antonio Pappano è uno dei direttori d’opera maggiormente richiesti a livello internazionale e ha collaborato con la Metropolitan Opera New York, l’Opera di Stato di Vienna e Berlino, i Festival di Bayreuth e Salisburgo, la San Francisco Opera, l’Opera Lirica di Chicago, il Théâtre du Châtelet e il Teatro alla Scala.
Antonio Pappano è stato direttore ospite di molte delle orchestre più prestigiose del mondo, comprese le Orchestre Filarmoniche di Berlino, Vienna, New York e Monaco, la Royal Concertgebouw Orchestra e la Chamber Orchestra of Europe, le Orchestre Sinfoniche di Londra, Chicago e Boston, le Orchestre di Philadelphia e Cleveland, l’Opera di Vienna, il MET di New York e il Teatro alla Scala di Milano, i Festival di Salisburgo e Verbier e i BBC Proms.
Dal 1995 Antonio Pappano registra in esclusiva per Warner Classics (precedentemente EMI) e la sua discografia comprende numerose opere complete, così come varie registrazioni orchestrali con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, tra le altre. Le sue registrazioni hanno ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui un Classic BRIT, un ECHO Klassik, un BBC Music Magazine Awards e diversi Gramophone Awards.
In qualità di pianista, Antonio Pappano ha accompagnato alcuni dei più celebri cantanti, tra cui Joyce DiDonato, Diana Damrau, Gerald Finley e Ian Bostridge. Ha inoltre collaborato con solisti per l’incisione di dischi, ma anche in recital operistici, ad esempio con Nina Stemme, Placido Domingo, Anna Netrebko e Jonas Kaufmann; ha registrato concerti con solisti del calibro di Leif Ove Andsnes, Maxim Vengerov, Janine Jansen, Jan Lisiecki e Beatrice Rana e recital da camera con Ian Bostridge, Barbara Bonney e Joyce Di Donato.

Antonio Pappano è nato a Londra da genitori italiani e si è trasferito con la famiglia negli Stati Uniti all’età di 13 anni. Ha studiato pianoforte con Norma Verrilli, composizione con Arnold Franchetti e direzione con Gustav Meier. I suoi premi e riconoscimenti includono “Artist of the Year” di Gramophone nel 2000, l’Olivier Award 2003 per l’eccezionale risultato nel campo operistico, il “Royal Philharmonic Society Music Award” 2004 e il Premio Bruno Walter dell’Académie du Disque Lyrique a Parigi. Nel 2012 Antonio Pappano è stato nominato Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana e Cavaliere dell’Impero Britannico per i suoi servizi alla musica; nel 2015 è stato il centesimo destinatario della Medaglia d’oro della Royal Philharmonic Society, la più alta onorificenza per una persona.
Antonio Pappano ha anche una notevole carriera come speaker e presentatore e ha partecipato a diversi documentari televisivi della BBC, acclamati dalla critica, tra cui “Opera Italia“, “Pappano’s Essential Ring Cycle” e “Pappano’s Classic Voices”.

 

“Il pianismo di Beatrice Rana possiede un fascino magnetico, un tocco di straordinaria delicatezza” The Times

Beatrice Rana ha rappresentato una ventata d’aria nuova per il panorama della musica classica internazionale, suscitando ammirazione e interesse da parte sale concertistiche, direttori, critici e pubblico di tutto il mondo.
Si esibisce nelle sale da concerto e nei festival più rinomati al mondo, tra cui la Berlin Philharmonie, il Concertgebouw di Amsterdam, la Carnegie Hall e il Lincoln Center di New York, il Barbican Centre, la  Wigmore Hall, la Royal Albert Hall e la Royal Festival Hall di Londra, la Philharmonie de Paris e il Théâtre des Champs-Elysées di Parigi, la Konzerthaus e il Musikverein di Vienna, la KKL di Lucerna, la Philharmonie di Colonia, il Gasteig, il Prinzregententheater e la Herkulessaal di Monaco, la Alte Oper di Francoforte, la Elbphilharmonie e la Laeiszhalle di Amburgo, la Liederhalle di Stoccarda, la Tonhalle di Zurigo, la Philharmonie du Luxembourg, la Società dei Concerti di Milano, i BBC Proms, Ferrara Musica, il Festival di Verbier, il Klavier Festival della Ruhr, il LAC di Lugano, il Festival di Stresa, il Festival la Roque d’Anthéron, i Rencontres Musicales d’Evian, il Festival Enescu di Bucarest, il Mostly Mozart Festival, la Symphony Hall e il Celebrity Series di Boston, il Gilmore Keyboard Festival, la Walt Disney Hall e l’Hollywood Bowl di Los Angeles, il Kennedy Center di Washington DC.

Collabora con direttori d’orchestra del calibro di Yannick Nézet-Séguin, Jaap van Zweden, Antonio Pappano, Manfred Honeck, Klaus Mäkelä, Gianandrea Noseda, Fabio Luisi, Riccardo Chailly, Paavo Järvi, Valery Gergiev, Yuri Temirkanov, Vladimir Jurowski, Gustavo Gimeno, Lahav Shani, Jakub Hrůša, Jun Märkl, Ryan Bancroft, Trevor Pinnock, Louis Langrée, Dima Slobodeniouk, James Gaffigan, Mirga Gražinytė-Tyla, Sakari Oramo, Andrés Orozco-Estrada, Gustavo Gimeno, Susanna Mälkki, Kent Nagano, Leonard Slatkin e Zubin Mehta.
Le sue collaborazioni orchestrali includono apparizioni con la Royal Concertgebouw Orchestra, la London Symphony Orchestra, la Bayerische Rundfunk Sinfonieorchester, la New York Philharmonic, la Philadelphia Orchestra, la Los Angeles Philharmonic, la Boston Symphony Orchestra, la Pittsburgh Symphony Orchestra, la Toronto Symphony Orchestra, la Chamber Orchestra of Europe, l’Orchestre de Paris, l’Orchestre National de France, la City of Birmingham Symphony Orchestra, la BBC Symphony Orchestra, la Royal Liverpool Philarmonic Orchestra, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra Sinfonica della RAI, la Filarmonica della Scala, la Royal Stockholm Philharmonic, la Filarmonica di Helsinki, l’Orchestre Philharmonique du Luxembourg, l’Orchestra Sinfonica di Anversa, la Sinfonietta di Amsterdam, la Detroit Symphony Orchestra, la Dallas Symphony Orchestra, la NHK Symphony, la Filarmonica di Seoul, la Melbourne Symphony Orchestra, la Tonkünstler Orchester, l’Orchestra Sinfonica di Lucerna e la Filarmonica di San Pietroburgo.
Nel corso delle stagioni 2022/2023 e 2023/2024, Beatrice Rana sarà in tournée in Europa con i Wiener Symphoniker e Jaap van Zweden, la Chamber Orchestra of Europe e Antonio Pappano, l’Academy of St Martin in the Fields, l’Orchestre Philharmonique du Luxembourg. Debutterà inoltre con la Filarmonica di Monaco, la Chicago Symphony Orchestra, la San Francisco Symphony e la Filarmonica di Rotterdam; tornerà ad esibirsi con la Philadelphia Orchestra, l’Orchestre de Paris, la New York Philharmonic, la National Symphony Orchestra, la Filarmonica Reale di Stoccolma e la London Philharmonic. Per la stagione 2022/2023 è titolare di una ‘residenza’ presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma e ha in programma nuove esibizioni in prestigiose sale quali la Philharmonie de Paris, la Laeishalle di Amburgo, il Concertgebouw di Amsterdam, l’Alte Oper Frankfurt, la Konzerthaus di Vienna e la Carnegie Hall.
Beatrice Rana registra in esclusiva per Warner Classics. Nel 2015, il suo primo album con il Concerto n. 2 per pianoforte di Prokofiev e il Concerto n. 1 per pianoforte di Ciajkovskij, eseguiti con Antonio Pappano e l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, ha ricevuto riconoscimenti internazionali, tra cui il prestigioso “Editor’s Choice” della rivista Gramophone e il premio “Newcomer of the Year” della BBC Music Magazine. L’anno 2017 rimarrà una pietra miliare nella sua carriera grazie alla pubblicazione delle Variazioni Goldberg di Bach. La registrazione è stata elogiata dai critici di tutto il mondo ed ha ricevuto due importanti premi: lo “Young Artist of the Year” ai Gramophone Awards e il “Discovery of the year” agli Edison Awards. Nel giugno 2018, Beatrice Rana è stata scelta come “artista femminile dell’anno” ai Classic BRIT Awards della Royal Albert Hall. L’album pubblicato nell’ottobre 2019, con opere di Stravinsky e Ravel, ha ricevuto numerosi premi tra cui il “Diapason d’Or de l’Année” e lo “Choc de l’Année” dalla rivista francese Classica. Nel settembre 2021 è stato pubblicato un album con musiche di Chopin, nuovamente destinatario di numerosi riconoscimenti.

Nel 2017 Beatrice Rana ha fondato il Festival di musica da camera “Classiche Forme” nella sua città natale, Lecce, in Puglia. Il Festival è diventato uno dei più importanti eventi estivi italiani. Nel 2020 è diventata direttore artistico dell’Orchestra Filarmonica di Benevento.
Nel giugno 2013 Beatrice Rana ha vinto la Medaglia d’Argento e il ‘premio del pubblico’ alla prestigiosa Van Cliburn International Piano Competition. Aveva tuttavia attirato l’attenzione internazionale già a 18 anni, con la vittoria del primo premio e di tutti i premi speciali al Concorso Internazionale di Montreal, nel 2011. Beatrice Rana è vincitrice di numerosi primi premi in concorsi a carattere campo nazionale ed internazionale, tra cui i Concorso “Muzio Clementi”, il “Concorso Pianistico Internazionale della Repubblica di San Marino” e la “Bang&Olufsen PianoRAMA Competition”.
Nata in una famiglia di musicisti nel 1993, Beatrice Rana ha debuttato come solista in orchestra all’età di nove anni, eseguendo il Concerto in fa minore di Bach. Ha iniziato i suoi studi musicali a quattro anni e si è diplomata in pianoforte sotto la guida di Benedetto Lupo al Conservatorio di Musica Nino Rota di Monopoli, dove ha anche studiato composizione con Marco della Sciucca. Ha in seguito studiato con Arie Vardi ad Hannover e di nuovo con Benedetto Lupo all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Attualmente Beatrice Rana vive a Roma.

Dido and Aeneas (Didone e Enea)
Die Sieben Todsünden (I sette peccati capitali)

DIDONE ED ENEA
L’opera si apre nel palazzo di Didone, la regina di Cartagine, in cui Enea e il suo esercito tentano di rifugiarsi scappando dalla fine della Guerra e dalla distruzione di Troia. Didone, resasi conto di provare un amore per Enea, è turbata e confusa, e Belinda, sua sorella, sperando in una alleanza con i troiani, la spinge al matrimonio. Spinte dal desiderio di far crollare Didone e Cartagine, un gruppo di streghe decide di convincere Enea a ripartire verso l’Italia, verso il suo destino. Mandano quindi da lui uno spirito che lo convince a lasciare Cartagine e Didone. Nonostante il vedere la disperazione dell’amata convinca Enea, in un primo momento, a rimanere, decide in seguito di partire e Didone, disperata, muore di dolore sulle note dell’aria When I am laid in earth, uno dei brani più famosi della storia del melodramma.

I SETTE PECCATI CAPITALI
La protagonista è Anna, sdoppiata in due personaggi: Anna I e Anna II. La giovane decide di lasciare la propria casa e la propria famiglia per cercare fortuna e sufficiente denaro per potersi costruire una casa in Louisiana. Inizia a ballare in locali notturni ed intrattenere ricchi uomini di potere imbattendosi sempre più nei sette vizi capitali: accidia, superbia, ira, gola, lussuria, avarizia, invidia. Ogni vizio è un “quadro”, in cui tutti i valori vengono ribaltati, con una feroce critica al capitalismo.

foto di Andrea-Ranzi

Don Carlo

Don Carlo è una delle opere verdiane più enigmatiche ma anche più avvincenti. La vicenda, in gran parte romanzata, ha per cornice la Spagna di metà Cinquecento e mette in scena i personaggi storici tratti dal dramma di Schiller Don Carlos, Infant von Spanien. Nella complessa trama s’intreccia un gran numero di conflitti personali, politici, religiosi e morali, concentrati in un intenso finale che trasmette brividi di terrore metafisico. Del Don Carlo esistono quattro versioni, tutte personalmente revisionate da Verdi. La prima è un grand opéra francese in cinque atti (Parigi 1867); la seconda (Napoli 1872), ancora in cinque atti ma in italiano, fu ridotta a quattro atti per la Scala di Milano (1884). L’odierna versione della Fenice, dove l’opera debuttò nel 1869, segue la versione milanese.

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