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I Teatri di Reggio Emilia

I Teatri di Reggio Emilia

Fondazione I Teatri Reggio Emilia

Biglietteria (si apre in una nuova finestra)

Hélène Grimaud, pianoforte

Hélène Grimaud

Hélène Grimaud, donna rinascimentale, non è solo una musicista profondamente appassionata e impegnata, le cui realizzazioni pianistiche svolgono un ruolo vitale; è anche una donna con molteplici talenti che vanno ben oltre lo strumento che suona con espressione poetica e controllo tecnico impareggiabile. L’artista francese si è affermata come attivista nella protezione della fauna selvatica, come militante per i diritti umani e come scrittrice; la sua profonda dedizione alla carriera musicale è riflessa e amplificata dalla portata e dalla profondità dei suoi interessi ambientali, letterari e artistici.
Hélène Grimaud è nata nel 1969 ad Aix-en-Provence e ha iniziato gli studi di pianoforte al Conservatorio locale con Jacqueline Courtin e in seguito a Marsiglia con Pierre Barbizet. È stata accettata al Conservatorio di Parigi a soli 13 anni. Dopo pochi anni, nel 1987, ha debuttato con gran successo a Tokyo. Nello stesso anno, il famoso direttore Daniel Barenboim l’ha invitata ad esibirsi con l’Orchestre de Paris: questo ha segnato l’inizio della carriera di Hélène Grimaud, caratterizzata da allora da concerti con le più grandi orchestre del mondo e i più celebri direttori.
Tra il suo debutto nel 1995 con i Berliner Philharmoniker diretti da Claudio Abbado e la sua prima esibizione con la New York Philharmonic diretta da Kurt Masur nel 1999 – solo due delle tante importanti pietre miliari musicali – Hélène Grimaud ha ‘debuttato’ anche in un campo completamente diverso: nello Stato di New York ha fondato il Wolf Conservation Center. Il suo amore per le specie animali in via di estinzione è stato acceso da un incontro casuale con un lupo nel nord della Florida; “Non c’è niente di più appagante che essere coinvolti nella conservazione e poter riportare gli animali nei loro habitat naturali”, dice. Ma l’impegno di Hélène Grimaud non finisce qui: è anche membro dell’organizzazione Musicians for Human Rights. Per diversi anni ha anche trovato il tempo per intraprendere la carriera di scrittrice, pubblicando tre libri che sono stati tradotti in diverse lingue.
Tuttavia, è attraverso il suo modo di fare musica, riflessivo e teneramente espressivo, che Hélène Grimaud tocca più profondamente le emozioni del pubblico. Oltre a collaborare con le orchestre più famose, Hélène Grimaud delizia il suo pubblico con numerosi recital in tutto il mondo ed esegue musica da camera ai massimi livelli.
Nella stagione 2024/2025 Hélène Grimaud si esibisce con la San Francisco Symphony Orchestra e Kazuki Yamada, la Philadelphia Orchestra e Yannick Nézet-Séguin e la Dallas Symphony Orchestra e Fabio Luisi. Presenta recital alla Carnegie Hall di New York, alla Bing Concert Hall di Stanford, a Singapore, Taipei e San Paolo. Con la Camerata Salzburg è in tournée in Europa e in Asia.
Hélène Grimaud registra in esclusiva per Deutsche Grammophon dal 2002. Le sue pubblicazioni sono state acclamate dalla critica e hanno ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Cannes Classical Recording of the Year, Choc du Monde de la musique, Diapason d’or, Grand Prix du disque, Record Academy Prize (Tokyo), Midem Classic Award ed Echo Klassik Award.

L’ultimo progetto della pianista, “For Clara”, si concentra sul suo lungo rapporto con i romantici tedeschi e sui legami che legavano Robert Schumann e il suo pupillo Brahms alla pianista-compositrice Clara Schumann. Hélène Grimaud ha rivisitato la Kreisleriana di Robert Schumann e l’ha abbinata, nel suo nuovo album, agli Intermezzi op. 117 e alla serie di Lieder op. 32 di Brahms, in cui è affiancata da Konstantin Krimmel.
Il suo prodigioso contributo al mondo della musica classica è stato riconosciuto dal governo francese, che l’ha nominata “Chevalier de la Légion d’Honneur”.

Con il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea

 
 

I Virtuosi Italiani
Mario Brunello, violoncello e direttore

PROGRAMMA DI SALA

Mario Brunello

Mario Brunello è uno dei più affascinanti, completi e ricercati artisti della sua generazione. Solista, direttore, musicista da camera e di recente pioniere di nuove sonorità con il suo violoncello piccolo, è stato il primo Europeo a vincere il Concorso Čaikovskij a Mosca nel 1986. Il suo stile autentico e appassionato lo ha portato a collaborare con i più importanti direttori d’orchestra quali Antonio Pappano, Valer y Gergiev, Myung-whung Chung, Yuri Temirkanov, Zubin Mehta, Ton Koopman, Manfred Honeck, Riccardo Muti, Daniele Gatti, Seiji Ozawa, Riccardo Chailly e Claudio Abbado.
Nell’arco della sua lunga carriera, Mario Brunello si è esibito con le più prestigiose orchestre del mondo, tra cui la London Symphony e la London Philharmonic Orchestra, la Philadelphia Orchestra, la San Francisco Symphony, la NHK Tokyo, l’Accademia di Santa Cecilia, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, la Filarmonica della Scala e la Filarmonica di Monaco, la Venice Baroque Orchestra per citarne alcune.
L’attività concertistica di Mario Brunello è molto densa di impegni sia in Italia che all’estero. Tra gli impegni più recenti ci sono concerti alla Wigmore Hall di Londra, al Gstaad Festival, alla Fundaçao Gulbenkian di Lisbona, al Bachcelona Festival di Barcelona, al Concertgebouw di Amsterdam, alla Kioi Hall di Tokyo, al Muziekgebouw di Eindhoven, alla Berliner Philharmonie, al Vredenburg di Utrecht, alla Istanbul Sanat Concert Hall, a La Chaux de Fonds, alla Sala Verdi di Milano, all’ Auditorium Lingotto di Torino e al Parco della Musica di Roma.
Brunello suona un prezioso Maggini dei primi del Seicento, al quale ha affiancato negli ultimi anni il violoncello piccolo a quattro corde. Questo strumento era molto usato nell’epoca Barocca, in particolare da J.S. Bach, che lo ha inserito in una decina di cantate. Lo strumento di Brunello, ispirato ad un modello Amati oggi conservato a Cremona, è costruito nella tipica accordatura violinistica (mi, la, re, sol), ma un’ottava più bassa, mantenendo così la profondità e le sfumature più scure tipiche del violoncello. Proprio queste peculiarità hanno spinto Brunello ad esplorare i capolavori musicali del repertorio per violino di Bach, Vivaldi, Tartini e dei loro contemporanei.

L’integrale delle Sonate e Partite di J.S. Bach al violoncello piccolo è stata la prima rivelatoria incisione discografica di Mario Brunello per ARCANA/OUTHERE, nel 2019, ed ha ricevuto il plauso della critica. Le potenzialità del violoncello piccolo sono state amplificate con il un secondo album, Sonar in Ottava con Giuliano Carmignola, l’Accademia dell’Annunciata e Riccardo Doni vincitore del Best Concert Recording del 2020 da BBC Music Magazine. Il terzo disco dedicato a Giuseppe Tartini per il 250esimo anniversario dalla sua morte è stato premiato con il DIAPASON d’OR.
L’album con le Sei Suonate a cembalo certato e violino solo di JS Bach arricchisce la trilogia BRUNELLO BACH SERIES per ARCANA/OUTHERE, completata nel gennaio del 2023 con l’ultimo CD intitolato Bach Transcriptions dedicato alla trascrizione dei Concerti di Bach per vari strumenti, con Mario Brunello al cello piccolo nuovamente affiancato dall’Accademia dell’Annunciata e Riccardo Doni.
Dalla stretta collaborazione con la Kremerata Baltica e Gidon Kremer sono nate due registrazioni d’eccezione: The Protecting Veil di Tavener registrato al Festival di Lockenhaus e Searching for Ludwig (novembre 2020) – tributo a Beethoven, che vede due quartetti di Beethoven nella versione per orchestra d’archi dividersi la scena con brani contemporanei d’ispirazione beethoveniana di Léo Ferré e Giovanni Sollima.
Il prossimo progetto discografico di Mario Brunello sarà dedicato alla musica di Weinberg con l’incisione delle quattro Sonate per violoncello solo. La pubblicazione è prevista per la primavera del 2024. Mario Brunello è il Direttore Artistico dei Festival Arte Sella e dei Suoni delle Dolomiti. A ottobre 2020 è stato nominato Direttore Artistico del Festival di Stresa, succedendo a Gianandrea Noseda.

I Virtuosi Italiani

Il complesso de I Virtuosi Italiani, nato del 1989, è una delle formazioni più attive e qualificate nel panorama musicale internazionale, regolarmente invitata nei più importanti teatri, festival e stagioni in tutto il mondo. Viene loro riconosciuta una particolare attitudine nel creare progetti sempre innovativi, una costante ricerca nei vari linguaggi, oltre all’eccellente qualità artistica dimostrata in anni di attività. Numerose sono le collaborazioni con solisti e direttori di rilevanza internazionale. Hanno collaborato all’allestimento dell’Apollon Musagete di Stravinsky con il New York City Ballet; nel 2001 hanno eseguito tutte le opere in un atto di Rossini per l’Opera Comique di Parigi e hanno tenuto due concerti al Konzerthaus di Vienna. I Virtuosi Italiani si sono esibiti per i più importanti teatri e per i principali enti musicali italiani quali il Teatro alla Scala, il Teatro La Fenice, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la GOG di Genova, l’Unione Musicale di Torino, l’Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma, il Teatro alla Pergola di Firenze, la Società Filarmonica di Roma, il Teatro Rossini di Pesaro, la Società del Quartetto di Milano e molti altri.
Tra gli impegni più rilevanti ricordiamo il Concerto per il Senato della Repubblica Italianae teletrasmesso in diretta da RAI 1, il “Concerto per la Vita e per la Pace” eseguito a Roma, Betlemme e Gerusalemme e trasmesso dalla RAI in Mondovisione, il Concerto presso la Sala Nervi in Vaticano alla presenza del Papa.

Recentemente “ARTE CONCERT KLASSIK” ha registrato live un concerto de I VIRTUOSI ITALIANI, con solista Wayne Marshall dal Teatro Olimpico di Vicenza per i 1600 dalla fondazione di Venezia.
Numerose sono poi le tournée all’estero, con concerti nelle più importanti sale del mondo: Francia (Festival Pablo Casals di Prades, Festival Berlioz, Aix-en-Provence, Bordeaux), Germania, Svizzera, Spagna, Portogallo, Inghilterra (Londra Royal Albert Hall), Polonia, Lituania, Lettonia, Finlandia, Slovenia (Festival Internazionale di Lubiana), Russia (San Pietroburgo Sala Filarmonica, Mosca Sala Grande del Conservatorio Tchaikovsky, Sala Tchaikovsky della Filarmonica), Turchia, Iran, Corea, Stati Uniti d’America (New York, Los Angeles, Philadelphia), Paesi Baltici.
L’attività discografica è ricchissima, con più di 100 cd registrati per le maggiori case discografiche ed oltre 500.000 dischi venduti in tutto il mondo.
L’ultima registrazione per la prestigiosa casa discografica DEUTSCHE GRAMMOPHON, dedicata a una monografia di Morten Lauridsen, è stata pubblicata nel settembre 2018. Nel mese di giugno 2019 ha ricevuto la nomination degli OPUS CLASSIC AWARDS 2019, il più importante premio per la musica classica in Germania.
Nel 2018 I VIRTUOSI ITALIANI hanno realizzato un CD con le più famose ouverture dalle opere di Rossini per il 150° anniversario dalla morte.

Nel dicembre 2021 è stato assegnato il DIAPASON D’OR DE L’ANNEE 2021 a I VIRTUOSI ITALIANI, diretti da Corrado Rovaris con i tenori Lawrence Brownlee e Michael Spyres, per il CD WARNER CLASSICS – ERATO, interamente dedicato a Rossini intitolato “AMICI & RIVALI”. La loro attenzione e ricerca verso esecuzioni storicamente informate, li ha condotti a esibirsi nel repertorio barocco e classico anche su strumenti originali. Proprio in quest’ambito sono usciti i DVD per UNITEL CLASSICA delle opere di G.B.Pergolesi “Il Prigionier Superbo”, “La Serva Padrona” e “La Salustia”, dirette da Corrado Rovaris e di G. B. Spontini “La Fuga in Maschera” sempre diretta da Corrado Rovaris.
Nel segno della versatilità e dell’attenzione riservata ad una scelta di repertorio mirato al coinvolgimento di un pubblico sempre più vasto con una particolare attenzione ai giovani, significativo è, inoltre, l’interesse da sempre dimostrato dal gruppo per il repertorio di confine. Da qui la nascita di collaborazioni e progetti con artisti come Franco Battiato, Goran Bregovic, Uri Caine, Chick Corea, Paolo Fresu, Ludovico Einaudi, Michael Nyman, Cesare Picco, Enrico Rava, Antonella Ruggiero, Gianluigi Trovesi, Richard Galliano e molti altri.

The King’s Singers

PROGRAMMA DI SALA

The King’s Singers

Acclamati per la loro virtuosità vitalissima e lo charme irresistibile, i King’s Singers sono richiestissimi ovunque. La loro attività – ormai sinonimo della miglior qualità come complesso vocale  – richiama un enorme pubblico in tutto il mondo. I King’s Singers si esibiscono in più di 120 concerti ogni anno, con regolari tournées in Europa, Stati Uniti, Asia e Oriente. Sono apprezzati per la loro eccelsa qualità musicale e per la loro grande capacità di intrattenimento: esibizioni di gran classe con un delizioso senso dell’umorismo britannico. La generosità del loro spirito e la magica abilità nel coinvolgere il pubblico sono rimasti invariati sin dalla fondazione del gruppo avvenuta nel 1968. Nel corso della loro lunga attività i King’s Singers hanno eseguito per la prima volta più di 200 nuove composizioni di autori di grande prestigio quali Luciano Berio, György Ligeti, James MacMillan, Krzysztof Penderecki, Toru Takemitsu, John Tavener ed Eric Whitacre, ed hanno commissionato entusiasmanti arrangiamenti di pezzi di generi musicali anche molto diversi, dal jazz al pop.

Oltre ad esibirsi per grandi pubblici e registrare dischi di grande successo, King’s Singers  condividono la loro arte con numerosi workshops e masterclasses in tutto il mondo. Il gruppo tiene anche una Scuola Estiva biennale  al Royal Holloway, che fa parte dell’Università di Londra, di cui sono anche Ensemble in Residence. La King’s Singers Foundation sostiene fra l’altro anche il Concorso di Composizione “ A Carol for Christmas” che si prefigge di incoraggiare giovani compositori emergenti, dando ai vincitori la possibilità di far eseguire le loro opere dalla King’s College Chapel  a Cambridge, UK.
I King’s Singers hanno ricevuto due volte il Premio Grammy®, nel 2009 per il loro cd Signum Classics “Simple Gifts” e nel 2012 per la loro partecipazione al disco di Eric Whitacre “Light & Gold” per Decca. Il loro inserimento nella “Hall of Fame” della rivista Gramophone, che li ha premiati per la loro unica straordinaria discografia di oltre 150 albums, insieme ad una serie di recensioni eccezionali e una lunga serie di concerti col “tutto esaurito” confermano che i King’s Singers rimangono uno dei migliori complessi vocali al mondo.
I King’s Singers cantano da molti anni in tutte le più importanti sale italiane con immutato successo e con ripetute presenze nel nostro paese anche nel corso di una stessa stagione. Tra gli ultimi concerti ricordiamo Il Ravenna Festival 2023 in giugno ed il doppio appuntamento al MITO Festival 2023 in settembre. In previsione avranno due tournée italiane, una in settembre 2024 ed una in marzo 2025.

Filarmonica della Scala
Michele Mariotti, direttore
Federico Colli, pianoforte

PROGRAMMA DI SALA

Filarmonica della Scala

La Filarmonica della Scala viene fondata dai musicisti scaligeri con Claudio Abbado nel 1982. Carlo Maria Giulini guida le prime tournée internazionali; Riccardo Muti, Direttore Principale dal 1987 al 2005, ne promuove la crescita artistica e ne fa un’ospite costante nelle più prestigiose sale da concerto internazionali. Da allora l’orchestra ha instaurato rapporti di collaborazione con i maggiori direttori tra i quali Leonard Bernstein, Giuseppe Sinopoli, Seiji Ozawa, Zubin Mehta, Esa-Pekka Salonen, Riccardo Chailly, Yuri Temirkanov, Daniele Gatti, Fabio Luisi, Gustavo Dudamel. Profonda è la collaborazione con Myung-Whun Chung e Daniel Harding. Daniel Barenboim, Direttore Musicale del Teatro dal 2006 al 2015, e Valery Gergiev, sono membri onorari, così come lo sono stati Georges Prêtre, Lorin Maazel, Wolfgang Sawallisch. Nel 2015 Riccardo Chailly ha assunto la carica di Direttore Principale contribuendo ulteriormente alla reputazione internazionale dell’orchestra. La Filarmonica realizza la propria stagione di concerti ed è impegnata nella stagione sinfonica del Teatro alla Scala. Ha debuttato negli Stati Uniti con Riccardo Chailly nel 2007, in Cina con Myung-Whun Chung nel 2008 ed è ospite regolare delle più importanti istituzioni concertistiche internazionali. Dal 2013 è protagonista del Concerto per Milano, il grande appuntamento sinfonico gratuito in Piazza Duomo, tra le iniziative Open Filarmonica nate per condividere la musica con un pubblico sempre più ampio, di cui fanno parte anche le Prove Aperte, il cui ricavato è devoluto in beneficenza ad associazioni non profit, e il progetto Sound, Music! dedicato ai bambini delle scuole primarie milanesi. Particolare attenzione è rivolta al repertorio contemporaneo: la Filarmonica della Scala commissiona regolarmente nuovi brani ai compositori del nostro tempo. Consistente la produzione discografica per Decca, Sony ed Emi. Le ultime pubblicazioni per Decca includono The Fellini Album, con musiche di Nino Rota, eletto Diapason d’Or de l’Année 2019,  Cherubini Discoveries e Respighi. L’ultima pubblicazione, Musa Italiana, celebra la musica ispirata all’Italia e include la Sinfonia “Italiana” di Mendelssohn insieme alle due ouverture “In stile italiano” di Schubert, ispirate a Rossini, e alle tre prime ouverture mozartiane di opere italiane rappresentate per la prima volta a Milano. L’attività della Filarmonica della Scala non attinge a fondi pubblici ed è sostenuta dal Main Partner UniCredit.

Michele Mariotti

Michele Mariotti è Direttore Musicale del Teatro dell’Opera di Roma dal 2022.

Insignito del 36° Premio Abbiati come Miglior direttore d’orchestra, è ospite dei principali teatri e festival italiani ed internazionali. Fra questi, La Scala di Milano, l’Opéra di Parigi, la Wiener Staatsoper, la Royal Opera House Covent Garden di Londra, la Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera, la Deutsche Oper di Berlino, il Festival di Salisburgo, il Rossini Opera Festival di Pesaro, il Metropolitan di New York, il San Carlo di Napoli, il Festival Verdi di Parma, l’Opera di Amsterdam, la Lyric Opera di Chicago, l’Opera di Los Angeles, il Festival di Wexford, il Théâtre des Champs-Elysées di Parigi, il Teatro Real di Madrid.
È salito sul podio dell’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia, dell’Orchestre National de France, dei Münchner Symphoniker, dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, della Danish National Symphony Orchestra, dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dei Bamberger Symphoniker, della Royal Philharmonic Orchestra, della Nederlands Philharmonisch Orkest, della Gürzenich Orchester Köln, della Filarmonica della Scala, della RTÉ National Symphony Orchestra, solo per citarne alcune.
Collabora con registi di spicco come Mario Martone, David McVicar, Emma Dante, Davide Livermore, Damiano Michieletto, Robert Carsen, Simon Stone, Michael Mayer, Herbert Fritsch, Benedict Andrews, Tobias Kratzer, Johannes Erath, Claus Guth, Deborah Warner.
Dal 2008 è stato Direttore principale e poi Direttore musicale fino al 2018 del Comunale di Bologna, teatro in cui ha diretto numerosi concerti sinfonici e decine di produzioni operistiche, fra cui La bohème con la regia di Graham Vick, che ha vinto il premio della critica musicale “Franco Abbiati” come miglior spettacolo del 2018. Ha guidato inoltre l’Orchestra e il Coro del Comunale di Bologna in tournée in varie città italiane e a Tokyo, a Mosca, a Parigi. Fra i suoi impegni più recenti, il debutto alla Wiener Staatsoper con Il barbiere di Siviglia e al Festival d’Aix-en-Provence con la nuova produzione di Moïse et Pharaon. Ha diretto, inoltre, al Teatro di San Carlo di Napoli Maometto II di Rossini e Otello di Verdi che ha portato anche al Festival d’Aix-en-Provence, Macbeth al Palau de les Arts Reina Sofia di
Valencia, Bohème all’Opera di Parigi, Guillaume Tell al Teatro alla Scala, Ermione al Rossini Opera Festival e Dialogues des Carmélites, Aida, Mefistofele di Boito, Tosca, il Trittico Ricomposto, Peter Grimes al Teatro dell’Opera di Roma e una tournée in Giappone con il Coro e l’Orchestra del Teatro romano. È salito sul podio dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, della Gürzenich Orchester Köln alla Philharmonie di Colonia, della Radio Filharmonisch Orkest al Concertgebouw di Amsterdam, della Tonkünstler Orchestra al Muiskverein di Vienna e della Tokyo Symphony Orchestra.

Nella stagione 2024/25 è impegnato in concerti sinfonici in Italia e in Europa al Teatro San Carlo, al Royal Concertgebouw, al LAC Lugano, al Maggio Musicale Fiorentino e sul podio dell’Orchestra Haydn con cui ha in programma un progetto triennale, e interpreta all’Opera di Roma Simon Boccanegra (apertura di stagione), Tosca, Suor Angelica e Il prigioniero di Luigi Dallapiccola (per il progetto Trittico Ricomposto), alle Terme di Caracalla West Side Story di Bernstein, alla Winer Staatsoper Norma.

Michele Mariotti ha concluso gli studi umanistici e si è diplomato in composizione al Conservatorio Rossini della sua città, Pesaro, dove ha anche studiato direzione d’orchestra sotto la guida di Manlio Benzi. Contemporaneamente si è diplomato in direzione d’orchestra presso l’Accademia Musicale Pescarese con Donato Renzetti.

Federico Colli

Federico Colli, di cui sono rinomati gli approcci virtuosistici e al contempo meditativi ai brani eseguiti, è diventato famoso dopo aver vinto il Concorso Mozart di Salisburgo nel 2011 e la Medaglia d’oro alla The Leeds International Piano Competition nel 2012. Da allora, è apparso con le più rinomate orchestre tra cui la Mariinsky Orchestra e la Filarmonica di San Pietroburgo, la Philharmonia Orchestra, la Royal Philharmonic, la BBC Symphony e la BBC Philharmonic, la Royal Liverpool Philharmonic, la Royal Stockholm Philharmonic, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Orchestre national d’Île-de-France, la Kammerorchester di Vienna, la Sinfonica di Amburgo e l’Orquestra Sinfônica Brasileira; si è esibito in sale del calibro del Musikverein e la Konzerthaus di Vienna, la Konzerthaus di Berlino, la Herkulessaal di Monaco, la Laeiszhalle e la Elbphilharmonie di Amburgo, la Beethovenhalle di Bonn, la NDR Landesfunkhaus di Hannover e la Gewandhaus di Lipsia, il Royal Concertgebouw di Amsterdam, la Royal Albert Hall, la Royal Festival Hall, la Barbican Hall, e la Cadogan Hall di Londra, il Rudolfinum di Praga, la Philharmonic Concert Hall di Varsavia, il Konserthuset di Stoccolma, la Philharmonie e la Salle Cortot di Parigi, la Mariinsky Concert Hall, l’Auditorium Parco della Musica di Roma e il Teatro Arcimboldi di Milano, il Teatro Sociedad Filarmonica di Bilbao, la Cidade Das Artes ed il Theatro Municipal di Rio de Janeiro, la Nikkei Hall di Tokyo, la Cultural Hall e la Bunka Kaikan Hall di Musashino, la Hong Kong City Hall Concert Hall, il Seoul Kumho Art Hall, il Lincoln Centre di New York e la Bennet Gordon Hall di Chicago. Ha collaborato con direttori d’orchestra del calibro di Valery Gergiev, Vladimir Ashkenazy, Yuri Temirkanov, Juraj Valčuha, Thomas Søndergård, Ed Spanjaard, Ion Marin, Alan Burybaiev, Joji Hattori, Vasily Petrenko, Jasper Kaspszyk, Ed Spanjaard, Roman Kofman, Alpesh Chauhan, Sir Mark Elder, Dennis Russel Davies, John Axelrod, Stanislav Kochanovsky e Sakari Oramo. Ѐ stato inoltre ospite di numerosi Festival, tra cui: il Robeco SummerNights di Amsterdam, la London Symphony Orchestra Season, l’International Piano Series e la Southbank Centre Classical Season di Londra, il Festival Pianistico della Ruhr a Dortmund, il Dvorakova International Festival a Praga, il Festival Chopin di Varsavia, il Rubinstein Piano Festival di Lodz, il Festival di Lucerna, il Festival Notti Bianche di San Pietroburgo e il Chicago Ravinia Festival. Attualmente Federico Colli registra per la casa discografica Chandos Records, con cui nel 2018 ha pubblicato un primo album molto apprezzato, interamente dedicato a Scarlatti, vincitore del Recording of the Year di Presto Classical, e un secondo album con opere di Bach e Bach-Busoni nel 2019. Il suo terzo album per questa etichetta, il Secondo Volume delle Sonate di Scarlatti, è stato premiato Recording of the Month dal BBC Music Magazine e dall’International Piano Magazine nell’aprile 202 ed è stato scelto da BBC Music Magazine come uno dei migliori album di musica classica del 2020: “Questa è una superba uscita dal più scintillante e originale di tutti i giovani artisti” (International Piano).
I suoi prossimi progetti con Chandos includeranno la pubblicazione di più album dedicati a Mozart, come solista o in musica da camera, così come un progetto russo dedicato a Shostakovich e Prokofiev.
Federico Colli ha condiviso il palcoscenico con artisti del calibro di Lang Lang, Martha Argerich, Nelson Freire e Leonidas Kavakos, ha collaborato con il Quartetto d’Archi della Scala ed il Quartetto Guadagnini ed è apparso anche come cover-star sulle riviste Suonare News, Pianist e Harmonie. Alcuni dei suoi concerti sono stati diffusi dalla Deutschlandfunk e Mitteldeutscher Rundfunk (MDR), dalla BBC Radio3, da RAI Radio3, da RAI 5, da Radio2 Polonia, dalla Radio Ceca, dalla ORF Austria e dalla RTÉ Lyric FM.
Impegni di rilievo per il futuro prevedono esibizioni alla Elbphilharmonie di Amburgo, alla Ehrbar Saal di Vienna per la Bechstein Serie, alla Queen Elizabeth Hall di Londra per la International Piano Serie e alla Wigmore Hall, alla Royal Concert Hall di Nottingham, alla Konzerthuset di Stoccolma, al Pohang Music Festival in Korea, al Rudolfinum di Praga e una tournée in Nord America (l’Herbst Theatre di San Francisco, il Trianon Theatre di San Josè, la Kalamazoo Gilmore Serie e la Chopin Society di Vancouver). Federico Colli suonerà con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, con la Philharmonic Orchestra di San Pietroburgo, con la Janáček Philharmonic, con l’Orchestre de Chambre de Lausanne, con l’Ulster Orchestra, con la English Chamber Orchestra e la Kaoshiung Symphony Orchestra in Taiwan.
Nato a Brescia nel 1988, Federico Colli ha studiato al Conservatorio di Milano, all’Accademia Internazionale di Pianoforte di Imola e al Mozarteum di Salisburgo, sotto la guida di Sergio Marengoni, Konstantin Bogino, Boris Petrushansky e Pavel Gililov. Ha ricevuto il “Grosso d’argento”, un premio conferito dalla sua città natale quale riconoscimento del prestigio internazionale ottenuto, mentre la sezione Critics’ Circle del mondo musicale britannico lo ha incluso tra i vincitori dei suoi ‘premi 2018’. E’ stato inoltre selezionato dall’International Piano Magazine come “uno dei 30 pianisti under 30 che domineranno il palcoscenico nei prossimi anni”.

Mahler Chamber Orchestra 
Elim Chan, direttrice

 

PROGRAMMA DI SALA


Mahler Chamber Orchestra
 

Fin dalla sua fondazione nel 1997, la MCO continua a raffinare il suo suono distintivo, la sua identità artistica indipendente e la sua struttura agile e democratica. La MCO è tutt’oggi ancora guidata dai suoi musicisti, in collaborazione con il suo settore dirigenziale. L’orchestra è costantemente in movimento e alla ricerca di nuovi orizzonti culturali e negli anni si è esibita in oltre quaranta Paesi nei cinque continenti.
Il suono della MCO è caratterizzato da uno stile di ‘musica da camera’ che si snoda tra personalità diverse e indipendenti; il suo repertorio principale, che spazia dai periodi classici viennesi e del primo romanticismo fino alle opere contemporanee e alle prime esecuzioni mondiali, riflette l’agilità della MCO nell’attraversare i confini musicali.

L’orchestra ha ricevuto gli impulsi artistici più significativi dal suo mentore fondatore, Claudio Abbado, e dal Conductor Laureate Daniel Harding. La MCO collabora a stretto contatto con una rete di stimati musicisti che ispirano e plasmano l’orchestra: attualmente i principali partner sono i pianisti Mitsuko Uchida e Yuja Wang, nonché il violinista Pekka Kuusisto. I primi violini Matthew Truscott e José Maria Blumenschein dirigono regolarmente l’orchestra nel repertorio dell’orchestra da camera, mentre la collaborazione di lunga data della MCO con il consulente artistico Daniele Gatti si concentra sulle opere sinfoniche più ampie.

I musicisti della MCO condividono tutti un forte desiderio di approfondire continuamente il coinvolgimento con il pubblico. Ciò ha ispirato un numero crescente di incontri musicali e progetti ‘offstage’ che portano musica, apprendimento e creatività nelle comunità di tutto il mondo. Dal 2012 Feel the Music apre il mondo della musica ai bambini non udenti o con problemi di udito, attraverso laboratori interattivi nelle scuole e nelle sale da concerto. I musicisti della MCO sono ugualmente impegnati a condividere la loro passione e competenza con le future generazioni di musicisti: dal 2009, attraverso la MCO Academy, hanno lavorato con giovani musicisti per fornire loro un’esperienza orchestrale di alta qualità e una piattaforma unica per il networking e lo scambio internazionale. Welcome Home: a concert about finding the place where you belong è un format concertistico in cui i gruppi scolastici sono invitati a intraprendere un viaggio multiculturale, favorendo l’introspezione e la contemplazione sul tema dell’’appartenenza’. Queste imprese evidenziano l’impegno della MCO nell’arricchimento la vita delle persone attraverso la musica e nella promozione dell’inclusività.

Ogni estate, la MCO costituisce il nucleo principale della Lucerne Festival Orchestra. Le collaborazioni con Daniel Harding e Daniele Gatti portano la MCO ad esibirsi per numerosi festival e sale da concerto prestigiose in tutta Europa. In questa stagione, la partnership con Mitsuko Uchida abbraccia tre continenti e include una residenza all’Ojai Music Festival in California. Il primo progetto con la più recente Artistic Partner della MCO, Yuja Wang, si è svolto a gennaio, con un programma che attraversa stili musicali diversi. Nel 2024, l’Orchestra completerà il suo anno inaugurale come Artistic Director della Musikwoche Hitzacker, in compagnia della violinista Alina Ibragimova. Alla MCO debutteranno inoltre i direttori d’orchestra Maxim Emelyanychev e Sir Simon Rattle e il violoncellista Kian Soltani.

Elim Chan

Una delle artiste più ricercate della sua generazione, Elim Chan esegue un repertorio insolitamente ampio di opere sinfoniche che vanno dal periodo classico ai giorni nostri. Il Sunday Times descrive Elim Chan come “un raro esempio di giovane direttore d’orchestra allo stesso tempo brillante e per nulla ostentato”. Nel gennaio 2022, la rivista Boston Classical Review ha parlato di una “meraviglia di controllo e comprensione” dopo il debutto di Elim Chan con la Boston Symphony Orchestra: “…Chan è stata la rivelazione della serata. Come direttore d’orchestra, è l’incarnazione del principio secondo cui meno è meglio. Come Fritz Reiner o Bernard Haitink, non è eccessivamente espansiva sul podio. Ma il suo ritmo è chiaro, i gesti sono parsimoniosi e gli spunti precisi. Inoltre ha un orecchio eccezionalmente sensibile.“

Elim Chan è stata Direttore Ospite della Royal Scottish National Orchestra dal 2018 al 2023 ed è Direttore Principale dell’Orchestra Sinfonica di Anversa dal 2019. Nella sua ultima stagione come direttore principale (2023/24), ha presentato l’orchestra nel Benelux, con, tra le altre opere, la Sinfonia n. 4 di Gustav Mahler e solisti del calibro di Sol Gabetta e Midori.

Nella stagione 2023-24 Elim Chan ha debuttato con il Festival di Salisburgo, l’Orchestre de Paris, la Staatskapelle di Berlino, la Staatskapelle di Dresda e la New York Philharmonic. Ha inoltre debuttato in Nord America con l’Orchestre Métropolitain di Montreal, la Minnesota Orchestra e la Seattle Symphony. In Europa ha collaborato per la prima volta con l’Orchestra Nazionale Danese e le orchestre radiofoniche delle emittenti tedesche SWR, RSB e WDR. È poi stata invitata nuovamente dalla Los Angeles Philharmonic e dalla St. Louis Symphony Orchestra, nonché dalla Filarmonica di Oslo, dall’Orchestra Sinfonica della Radio Svedese e dalla Philharmonia Orchestra di Londra. Nella primavera del 2023, l’Orquesta Sinfónica de Castilla y León ha annunciato una collaborazione triennale con Elim Chan, in qualità di Direttore Associato, incentrata sui balletti di Stravinsky.

Nata ad Hong Kong, Elim Chan ha studiato allo Smith College (Northampton, Massachusetts), e all’Università del Michigan. Nel 2014 è stata la prima donna vincitrice della Donatella Flick Conducting Competition, che le ha permesso di trascorrere la stagione 2015-16 come Assistente Direttore presso la London Symphony Orchestra, dove ha lavorato a stretto contatto con Valery Gergiev. Per la stagione successiva Elim Chan si è unita al programma Dudamel Fellowship della Los Angeles Philharmonic. Deve molto anche al sostegno e all’incoraggiamento di Bernard Haitink, di cui ha frequentato le masterclass a Lucerna nel 2015. Nelle ultime stagioni, Elim Chan ha debuttato, tra le molte, con la Chicago Symphony Orchestra, la Cleveland Orchestra, la Mahler Chamber Orchestra e la Philharmonia Orchestra di Londra.

Junge Deutsche Philharmonie
Roderick Cox, direttore
Kian Soltani, violoncello

PROGRAMMA DI SALA

Junge Deutsche Philharmonie

Junge Deutsche Philharmonie, ovvero ‘l’orchestra del futuro’: creativa, vivace e con un’incredibile propensione a plasmare il mondo musicale di domani. L’orchestra riunisce i migliori studenti dei conservatori di lingua tedesca dai 18 ai 28 anni, che mettono il loro cuore e la loro anima nella musica e che vogliono creare una visione per il futuro. Suonano secondo i più alti standard artistici, sviluppano performance sperimentali per il loro festival biennale FREISPIEL e visitano regolarmente le grandi sale da concerto in Europa e nel mondo. Jonathan Nott è Direttore Principale e Consulente Artistico dal 2014.
L’attenzione alla musica contemporanea è stata scritta nel DNA della Junge Deutsche Philharmonie fin dalla sua fondazione nel 1974. Questo perché l’orchestra desidera ‘oltrepassare i confini’, sconvolgere le abitudini di ascolto tradizionali e assaporare i mondi sonori di oggi. Accompagna il nostro pubblico in un viaggio musicale e cerca di assicurarsi che i suoi concerti siano memorabili. Oltre alla musica contemporanea, offre anche il grande repertorio sinfonico e la pratica esecutiva storicamente informata.
In quanto ‘orchestra del futuro’, la Junge Deutsche Philharmonie è pioniera tra le orchestre ‘democraticamente organizzate’ di tutto il mondo. In sostanza questo significa che i musicisti fanno quasi tutto da soli!

Ognuno di loro ha l’opportunità di prendere parte attiva alla gestione dell’orchestra contribuendo per esempio alla pianificazione del programma o entrando a far parte del consiglio direttivo stesso dell’orchestra. Condividono la passione per la musica anche verso ‘l’esterno’, organizzando lavori di sensibilizzazione della comunità, presentando discorsi pre-concerto, visitando le scuole mentre sono in tournée o collaborando a lungo termine con le scuole locali. I workshop, dedicati all’ampliamento degli orizzonti dei musicisti, e le prove con musicisti orchestrali esperti li preparano alla vita, professionale e non. Per l’orchestra questo è molto più che imparare a suonare il proprio strumento in un ambiente orchestrale: è un trampolino di lancio fondamentale per passare dallo studio all’essere un vero e proprio ‘musicista professionista’ e un sigillo di qualità per molte orchestre professionali. Non c’è da stupirsi che molti dei suoi diplomati abbiano accesso alle principali orchestre o ricoprano cattedre di alto livello di insegnamento. Dalle fila della Junge Deutsche Philharmonie sono stati generati numerosi rinomati ensemble che hanno avuto un impatto duraturo sulla vita culturale tedesca, quali la Deutsche Kammerphilharmonie Bremen, l’Ensemble Modern, l’Ensemble Resonanz e la Freiburg Baroque Orchestra. Il lavoro della Junge Deutsche Philharmonie ha l’onore di essere patrocinato dalla Commissaria Federale per la Cultura e i Media, Claudia Roth. I Berliner Philharmoniker invitano regolarmente l’ensemble alla Philharmonie di Berlino per suonare e per trasmettere in streaming i concerti dal vivo tramite la sua ‘Sala Concertistica Digitale’.
La Junge Deutsche Philharmonie è orgogliosa della sua speciale partnership con l’Orchestra Sinfonica di Bamberg che dura dal 2015 ed è grata per il generoso sostegno dei suoi Mecenati, del suo Consiglio di Amministrazione, dell’Associazione Freunde der Jungen Deutschen Philharmonie e dei suoi sponsor. Ultimo, ma non meno importante: il suo lavoro è stato premiato con il rinomato Binding-Kulturpreis nel 2020.

Roderick Cox

“Per Prokofiev, si trattava del suono dello spirito umano, ma dal punto di vista di Cox, suonava come se fosse la sua propria storia: prendere ciò che già aveva e immaginare se stesso dal nuovo.” (Sinfonia n. 5, Washington Post).  

Nel luglio 2020 Roderick Cox ha parlato al New York Times del suo impegno nel tentativo di cambiare le percezioni storiche e ristrette della musica classica. Attraverso la sua carriera, sia sul palcoscenico sia fuori, stabilisce un proprio standard di eccellenza, diversità, opportunità e accessibilità per la musica che ama. 
Dalla stagione 2024/25, Roderick Cox ricoprirà il ruolo di Direttore Musicale dell’Opéra Orchestre National de Montpellier Occitanie. Gli inviti dai più importanti ensemble internazionali includono la Philadelphia Orchestra, la Boston Symphony, l’Orchestre de Paris, la Los Angeles Philharmonic, la Cincinnati Symphony, la Cleveland Orchestra, la Philharmonia Orchestra e la Deutsches Symphonie-Orchester Berlin. È inoltre fondatore della ‘Roderick Cox Music Initiative’ (RCMI, 2019) – un programma che coltiva opportunità e offre borse di studio a giovani musicisti, di modo da rendere la musica più accessibile. Il pluripremiato film documentario del 2020, intitolato Conducting Life (Elk Mountain Productions), traccia il percorso di Roderick Cox e riflette la sua appassionata convinzione nel potere trasformatore della musica.
Tra le collaborazioni salienti più recenti si annoverano la Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin, la Staatskapelle Dresden, la Philharmonia Orchestra, la City of Birmingham Symphony Orchestra, la BBC Symphony Orchestra, l’Orchestre de la Suisse Romande, la Detroit Symphony Orchestra, la Minnesota Orchestra, la Seattle Symphony Orchestra e la Cincinnati Symphony Orchestra. Nella scorsa stagione Roderick Cox ha debuttato in Canada con l’Orchestre Symphonique de Montreal e il National Arts Centre di Ottawa. 

La stagione 2024/25 prevede nuove collaborazioni con la Philadelphia Orchestra, la Atlanta Symphony, la Halle Orchestra (UK), la Lahti Sinfonia, la WDR Symphony, oltre ad impegni con la Filarmonica di Rotterdam, i Bamberg Symphoniker, l’Orchestra dell’Opera Nazionale Finlandese, la Sinfonica di Anversa e la Sydney Symphony Orchestra. Inoltre Roderick Cox sarà impegnato in una tournée con la Junge Deutsche Philharmonie che includerà Berlino e Amburgo. Tornerà inoltre all’Orchestra da Camera del Festival Musicale di Aspen nell’estate del 2024. 
Nel 2024, Roderick Cox ha debuttato con l’English National Opera ne “Il Barbiere di Siviglia” di Rossini. Ha diretto alla Houston Grand Opera (“I Pescatori di Perle”), alla San Francisco Opera (“Il Barbiere di Siviglia”), alla Washington National Opera (“Blue” di Jeanine Tesori) e all’Opéra National de Montpellier (“Rigoletto” e “La Bohème”). 
Roderick Cox ha pubblicato, nel febbraio 2023, un’acclamata registrazione della “Negro Folk Symphony” di William Dawson con la Seattle Symphony Orchestra; questa registrazione ha ricevuto grandi elogi dal New York Times (“una delle cinque migliori registrazioni da ascoltare”), oltre a ricevere una valutazione a cinque stelle dal BBC Music Magazine. Nominata per il BBC Music Magazine’s Opera Award 2023, la registrazione dell’intrigante opera “Blue” di Jeanine Tesori con la Washington National Opera Orchestra, in associazione con la San Francisco Classical Recording Company, è stata pubblicata dall’etichetta Pentatone nel marzo 2022. 

Vincitore del Sir Georg Solti Conducting Award 2018 (U.S. Solti Foundation), Roderick Cox è nato a Macon, in Georgia. Ha frequentato la Schwob School of Music alla Columbus State University e poi la Northwestern University, laureandosi con un master nel 2011. Nel 2013 ha ricevuto il Robert J. Harth Conducting Prize dal Festival Musicale di Aspen e ha ricevuto borse di studio dalla Chicago Sinfonietta (nell’ambito del programma Project Inclusion) e dal Chautauqua Music Festival, dove è stato David Effron Conducting Fellow. Nel 2016, Roderick Cox è stato nominato Associate Conductor della Minnesota Orchestra, sotto la guida di Osmo Vänskä, per tre stagioni, dopo aver precedentemente collaborato come assistant conductor per un anno. 

 

Kian Soltani

Descritto da The Times come “violoncellista notevole” e da Gramophone come “pura perfezione”, Kian Soltani suona con uno stile che contiene profondità di espressione e maestria tecnica, a cui si abbinano una presenza scenica carismatica e una capacità di creare un’immediata connessione emotiva con il pubblico. Attualmente è invitato dalle principali orchestre, direttori d’orchestra e sale concertistiche del mondo e sta diventando uno dei più ricercati violoncellisti sulla scena internazionale.
Nella stagione 2023/24 sarà Focus Artist della Tonhalle-Orchester di Zurigo e condividerà il palcoscenico con i Wiener Symphoniker, la WDR Sinfonieorchester, la NDR Elbphilharmonie Orchestra, la Cincinnati Symphony Orchestra, l’Orchestre de Chambre de Lausanne, la Konzerthausorchester Berlin e la NHK Symphony Orchestra. Terrà inoltre tournée con la Camerata Salzburg e la Mahler Chamber Orchestra. I suoi recenti successi orchestrali includono collaborazioni con l’Orchestre de la Suisse Romande, la Deutsche Kammerphilharmonie Bremen, la Netherlands Radio Philharmonic Orchestra, la Detroit Symphony Orchestra e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Nel campo dei recital continua ad apparire in sale e serie prestigiose tra cui la Pierre Boulez Saal di Berlino, la Wigmore Hall di Londra, il Musikverein di Vienna, la Beethovenhaus di Bonn e la Konzerthaus di Dortmund. Nel 2017 Kian Soltani ha firmato un contratto discografico in esclusiva con Deutsche Grammophon e il suo primo disco, intitolato ‘Home’, è uscito nel febbraio 2018; il CD ha ottenuto grande successo internazionale ed è stato descritto da Gramophone come “sublime”. Da allora Kian Soltani ha registrato altri dischi, tra i quali quello con i Trii per pianoforte di Dvorak e Tchaikovsky eseguiti dal vivo con Lahav Shani e Renaud Capucon all’Aix Easter Festival nel 2018 e quello con il Concerto per violoncello di Dvořák con la Staatskapelle Berlin e Daniel Barenboim (agosto 2020).

Nek 2022 ha vinto l’Innovative Listening Experience Award e un Opus Klassik, il più ambito riconoscimento tedesco nel campo della musica classica, ricevuto per “Cello Unlimited”, album pubblicato nell’ottobre 2021. Per tale incisione Kian Soltani ha collaborato con Deutsche Grammophon per tutto il 2020: una vera e propria celebrazione delle musiche per violoncello e le colonne sonore cinematografiche. Lo stesso Kian Soltani ha commentato così: “Tutto ciò che ascolterete di questo album è frutto esclusivo del mio violoncello e di me stesso. Le potenzialità di questo strumento sono illimitate e infinite, e questo album vuole celebrare proprio il violoncello e questo genere di musica”.
Kian Soltani ha attirato l’attenzione di tutto il mondo nell’aprile 2013, con la vittoria del Concorso Internazionale Paulo di Helsinki. Nel febbraio 2017 ha vinto anche il rinomato Leonard Bernstein Award in Germania mentre nel dicembre dello stesso anno è stato insignito del prestigioso Credit Suisse Young Artist Award.

Nato a Bregenz nel 1992 da una famiglia di musicisti persiani, Kian Soltani ha iniziato a suonare il violoncello all’età di quattro anni e, a soli dodici anni, è entrato a far parte della classe di Ivan Monighetti all’Accademia Musicale di Basilea. È stato scelto come destinatario della borsa di studio della ‘Anne-Sophie Mutter Foundation’ nel 2014 e ha completato ulteriori studi come membro del Young Soloist Program presso l’Accademia di Kronberg, in Germania. Si è ulteriormente perfezionato alla International Music Academy del Liechtenstein. Dall’ottobre 2023 detiene la posizione di Professore di violoncello all’Universität für Musik und darstellende Kunst di Vienna, in Austria. Kian Soltani suona un violoncello Stradivari “London ex Boccherini 1694”, su gentile concessione della Beares International Violin Society.

 

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