Crediti
scritto e interpretato da Federico Buffa
musiche e al pianoforte Alessandro Nidi
regia di Maria Elisabetta Marelli
percussioni Sebastiano Nidi
trombone Filippo Nidi
light designer Alberto Negri
visual Francesco Poroli
produzione International Music and Arts
con il contributo della Regione Emilia-Romagna
Giulia Caminito incontra gli studenti
Giulia Caminito
Il male che non c’è
Bompiani, 2024
Emanuele Ferrari, pianoforte
Emanuele Ferrari
Emanuele Ferrari è pianista e ricercatore di musicologia e storia della musica presso l’Università di Milano-Bicocca, dove insegna Musica e didattica della musica. È autore di quattro monografie e decine di saggi di estetica e critica musicale.
Ha tenuto concerti, lezioni-concerto, master classes, relazioni a convegni, conferenze, e pubblicato saggi, in Italia, Svizzera, Francia, Spagna, Germania, Olanda, Svezia, Cipro, Colombia, Brasile e Stati Uniti. I suoi spettacoli pianistici e narrativi sono stati trasmessi in TV sul canale satellitare Sky Classica HD sette volte al mese per tre anni (2015-2017) e per radio da La Fenice Channel, radio web del teatro La Fenice di Venezia.
Spettacoli “in cui il protagonista è un artista solo” (“Musica”), “geniale” (La Stampa), che “svela tutti i segreti di una composizione” (“Corriere della Sera”).
Ferrari ha tenuto questi spettacoli per l’Accademia del Teatro alla Scala, per le Settimane Musicali di Stresa (2018 e 2019), per il Teatro Dal Verme di Milano, come solista e con l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali, (quattro spettacoli all’anno per nove stagioni consecutive, 2005-2013), per la Società del Quartetto di Milano, al Teatro Litta di Milano (dieci stagioni di sei spettacoli all’anno dal 2013 ad oggi, tuttora in corso per l’Associazione Certe Note), per il Teatro Municipale Valli e per la Cavallerizza di Reggio Emilia (20 spettacoli dal 2016 ad oggi), per la Brown University di Providence (una delle otto università più prestigiose degli Stati Uniti), per il Long Lake Festival di Lugano, per L’Università Pedagogica di Bogotà in Colombia, e in moltissime altre sedi e associazioni a Milano, Como, Torino, Aosta, Verona, Rovereto, Genova, La Spezia, Bologna, Rimini, Firenze, Anghiari, Roma, Catania, Palermo, Monginevro (F), Soletta (CH), Madrid, Stoccolma, San Paolo del Brasile e altrove.
Ha ottenuto entusiastiche recensioni, articoli e interviste sui principali quotidiani italiani e sulle più importanti riviste di musica, oltre a servizi televisivi del TG 3 e interviste radiofoniche per Radio Marconi e Radio Lombardia e altre emittenti radio e Web. Dall’Autunno 2023 i suoi spettacoli sono trasmessi anche su Radio Popolare, una volta al mese.
Dal 2023 collabora con pianosolo.it, il primo portale italiano dedicato al pianoforte.
Per l’originale attività artistica e l’innovativa didattica universitaria ha ottenuto il Silver Award nella competizione internazionale Reimagine Education Awards di Philadelphia nella categoria Coltivare la curiosità, premio più alto ottenuto da un ateneo italiano nel 2016. La sua biografia è stata inclusa nel Marquis Who’s Who in the World 2015 e 2016. È membro fondatore dell’Accademia del Silenzio.
Emanuele Ferrari, pianoforte
Emanuele Ferrari
Emanuele Ferrari è pianista e ricercatore di musicologia e storia della musica presso l’Università di Milano-Bicocca, dove insegna Musica e didattica della musica. È autore di quattro monografie e decine di saggi di estetica e critica musicale.
Ha tenuto concerti, lezioni-concerto, master classes, relazioni a convegni, conferenze, e pubblicato saggi, in Italia, Svizzera, Francia, Spagna, Germania, Olanda, Svezia, Cipro, Colombia, Brasile e Stati Uniti. I suoi spettacoli pianistici e narrativi sono stati trasmessi in TV sul canale satellitare Sky Classica HD sette volte al mese per tre anni (2015-2017) e per radio da La Fenice Channel, radio web del teatro La Fenice di Venezia.
Spettacoli “in cui il protagonista è un artista solo” (“Musica”), “geniale” (La Stampa), che “svela tutti i segreti di una composizione” (“Corriere della Sera”).
Ferrari ha tenuto questi spettacoli per l’Accademia del Teatro alla Scala, per le Settimane Musicali di Stresa (2018 e 2019), per il Teatro Dal Verme di Milano, come solista e con l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali, (quattro spettacoli all’anno per nove stagioni consecutive, 2005-2013), per la Società del Quartetto di Milano, al Teatro Litta di Milano (dieci stagioni di sei spettacoli all’anno dal 2013 ad oggi, tuttora in corso per l’Associazione Certe Note), per il Teatro Municipale Valli e per la Cavallerizza di Reggio Emilia (20 spettacoli dal 2016 ad oggi), per la Brown University di Providence (una delle otto università più prestigiose degli Stati Uniti), per il Long Lake Festival di Lugano, per L’Università Pedagogica di Bogotà in Colombia, e in moltissime altre sedi e associazioni a Milano, Como, Torino, Aosta, Verona, Rovereto, Genova, La Spezia, Bologna, Rimini, Firenze, Anghiari, Roma, Catania, Palermo, Monginevro (F), Soletta (CH), Madrid, Stoccolma, San Paolo del Brasile e altrove.
Ha ottenuto entusiastiche recensioni, articoli e interviste sui principali quotidiani italiani e sulle più importanti riviste di musica, oltre a servizi televisivi del TG 3 e interviste radiofoniche per Radio Marconi e Radio Lombardia e altre emittenti radio e Web. Dall’Autunno 2023 i suoi spettacoli sono trasmessi anche su Radio Popolare, una volta al mese.
Dal 2023 collabora con pianosolo.it, il primo portale italiano dedicato al pianoforte.
Per l’originale attività artistica e l’innovativa didattica universitaria ha ottenuto il Silver Award nella competizione internazionale Reimagine Education Awards di Philadelphia nella categoria Coltivare la curiosità, premio più alto ottenuto da un ateneo italiano nel 2016. La sua biografia è stata inclusa nel Marquis Who’s Who in the World 2015 e 2016. È membro fondatore dell’Accademia del Silenzio.
Derby Elettrico
Il concerto finale è una contesa sonora – appunto, un derby – fra le tre squadre compresenti in scena, un collettivo di collettivi dal format appositamente concepito insieme dall’ideatore del progetto, Roberto Fabbi, e dai conduttori.
In questo gioco avvincente, nessuno vince. Nel Pensiero selvaggio, Claude Lévi-Strauss riferisce di una tribù della Nuova Guinea che, adottato il gioco del calcio, svolge tante partite quante sono necessarie perché il numero di quelle vinte e di quelle perse risulti il medesimo.
Il pareggio come risultato obbligato significa, spiega Lévi-Strauss, trattare il gioco come un rito. Qui funziona al contrario: un concerto è di per sé un rito, ma lo tratteremo come un gioco.
Il progetto è coordinato e diretto da Fondazione I Teatri di Reggio Emilia.
Le squadre
Silvia Bolognesi
coordinamento, contrabbasso
Alberto Brutti contrabbasso, elettronica
Margherita Parenti batteria
Cristiano Pomante vibrafono, elettronica
Milena Punzi violoncello, elettronica
Leonardo Vita chitarra preparata, elettronica
Francesco Giomi
conduction
Sofia Weck tromba, elettronica
Daniele Carcassi sintetizzatore modulare Andrea Fabris grancassa, elettronica
Dino Piccinno elettronica
Biagio Cavallo sax, elettronica
Walter Prati
coordinamento, elettronica
Gianmarco Canato fagotto, elettronica
Francesca Fantini sax
Alessandro Gambato chitarra elettrica, elettronica
Riccardo Tesorini elettronica
Federica Zuddas voce, elettronica

Silvia Bolognesi
Silvia Bolognesi è contrabbassista, compositrice e arrangiatrice.

Francesco Giomi
Compositore, performer e regista del suono, ha lavorato con Luciano Berio e con altri importanti compositori, musicisti, coreografi e registi oltre che con orchestre ed ensemble italiani e stranieri.

Walter Prati
Svolge attività di ricerca musicale, da sempre orientata verso l’interazione fra strumenti musicali tradizionali e nuovi strumenti elettronici, frutto dell’applicazione informatica al mondo musicale.






I Gahuku-Gama della Nuova Guinea hanno imparato il football ma giocano, per parecchi giorni di sèguito, tante partite quante sono necessarie perché quelle perse e quelle vinte da ciascun campo si equilibrino esattamente: il che è trattare il gioco come un rito.
(Claude Lévi-Strauss, Il pensiero selvaggio)
Giorgio Parisi
Giorgio Parisi, premio Nobel per la fisica nel 2021, è il sesto fisico italiano a cui è stato conferito questo riconoscimento, “per la scoperta dell’interazione tra disordine e fluttuazioni nei sistemi fisici, dalla scala atomica a quella planetaria”.
Nato a Roma il 4 agosto 1948, fin da bambino manifesta interesse per i numeri. Lettore di divulgazione scientifica e di fantascienza, è attratto dal carattere avventuroso della ricerca. Nel 1970 si laurea in Fisica all’Università di Roma con Nicola Cabibbo con una tesi sul problema del bosone di Higgs.
Dopo la laurea, entra ai Laboratori Nazionali di Frascati con una borsa di studio; in seguito, al CERN di Ginevra e, trascorso un anno alla Columbia University, nel 1981, a 33 anni, diventa professore di Fisica Teorica a Roma, prima nell’Università di Tor Vergata, poi dal 1992 alla Sapienza come docente di Teorie quantistiche, oltre ad essere ricercatore associato all’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare).
Parisi è uno degli esponenti più brillanti della fisica teorica italiana contemporanea: muovendosi tra la teoria dei campi e la meccanica statistica, si è occupato anche di reti neuronali, spingendosi nel campo dei modelli biologici.
Dal 1988 è membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei (di cui è stato presidente e poi vicepresidente fino allo scorso anno), dell’Accademia dei Quaranta e dell’European Academy. Dal 1992 è membro della National Academy of Sciences americana, dal 1993 dell’Académie des Sciences francese, dal 2013 della American Philosophical Society.
Nel 1992 gli è stata conferita la Medaglia Boltzmann (assegnata ogni tre anni dalla International Union of Pure and Applied Physics) per i suoi contributi alla teoria dei sistemi disordinati, la Medaglia Dirac per la fisica teorica nel 1999, e la Medaglia Max Planck nel 2011, dalla Deutsche Physikalische Gesellschaft. Ha ricevuto, tra numerosi altri riconoscimenti, i premi Feltrinelli per la Fisica nel 1987, il premio Enrico Fermi nel 2003, il premio Dannie Heineman nel 2005, il premio Nonino “a un Maestro del nostro tempo” nel 2005, il Nature Award Mentoring in Science nel 2013, il premio per High Energy and Particle Physics dell’ European Physical Society nel 2015, il premio Lars Onsager dell’American Physical Society nel 2016, e nel 2021 ha ricevuto il prestigioso Wolf Prize per la Fisica.