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I Teatri di Reggio Emilia

I Teatri di Reggio Emilia

Fondazione I Teatri Reggio Emilia

Biglietteria (si apre in una nuova finestra)

Riccardo Muti
Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Karl Heinz Schütz, flauto

Riccardo Muti, uno dei più grandi e riconosciuti direttori d’orchestra italiani e internazionali, con una lunga carriera di successi e alla direzione delle più prestigiose orchestre del mondo, dirigerà l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, composta da giovani talenti provenienti da tutta Italia. Fondata e diretta da Riccardo Muti, l’Orchestra rappresenta un’eccellenza nel panorama musicale, impegnata nella formazione dei giovani musicisti e nella diffusione della cultura classica.
Il concerto prevede un programma di grande fascino e profondità, che comprende: Beethoven, Ouverture dal Coriolano, op. 62; Mozart, Concerto per flauto n. 2 in re maggiore, K. 314, interpretato dal talentuoso Karl-Heinz Schütz, flauto solista dei Wiener Philarmoniker, noto per la sua tecnica impeccabile e la sensibilità interpretativa e ancora  Beethoven, Sinfonia n. 7 in la maggiore, op. 92: un viaggio attraverso le epoche classiche e romantiche, caratterizzato da capolavori di grande espressività e virtuosismo.
Composta nello stesso periodo della Quinta Sinfonia, l’Ouverture Coriolano (1807) – scritta da Beethoven per la tragedia di von Collin – è un condensato di drammaticità: in sette minuti di musica intensa e stringata si esprime un grandioso sentimento dell’antichità.
Brillante e piacevole, il Concerto per flauto venne composto nel 1778 a Mannheim. Benché compiuto in gran fretta, il giovane Mozart raggiunge uno splendido equilibrio tra solista e orchestra.
Chiuderà la serata la Sinfonia n. 7 di Beethoven: nota per il suo ritmo incalzante e la sua energia travolgente, è rimasta felicemente legata alla descrizione che Wagner ne diede, anni dopo, in un suo scritto, definendola «apoteosi stessa della danza»: la raffigurazione di una danza all’aperto, di un intero popolo che stava affrontando con orgoglio patriottico la guerra contro l’odiato nemico.

Per maggiori informazioni su Riccardo Muti, visita

Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Fondata da Riccardo Muti nel 2004, ha assunto il nome di uno dei massimi compositori italiani di tutti i tempi attivo in ambito europeo per sottolineare sia una forte identità nazionale, sia una visione europea della musica e della cultura. L’Orchestra, che si pone come congiunzione tra il mondo accademico e l’attività professionale, è formata da giovani strumentisti – selezionati da una commissione costituita dalle prime parti di prestigiose orchestre europee e presieduta dallo stesso Muti – che, secondo uno spirito di continuo rinnovamento, restano in orchestra per un solo triennio.

La gestione dell’Orchestra è affidata alla Fondazione Cherubini costituita dalle municipalità di Piacenza e Ravenna e da Ravenna Manifestazioni. L’attività dell’Orchestra è resa possibile grazie al sostegno del Ministero della Cultura e al contributo del main sponsor SIDRA Dredging, Marine & Environmental Solutions.

Karl-Heinz Schütz

Karl-Heinz Schütz è primo flauto dei Wiener Philharmoniker e ha lo stesso ruolo alla Wiener Staatsoper, dopo aver ricoperto la stessa posizione con la Stuttgarter Philharmoniker per quattro anni e con la Wiener Symphoniker dal 2005 al 2011. Nato a Innsbruck e cresciuto a Landeck, in Tirolo, ha ricevuto la sua formazione musicale al Landeskonservatorium di Vorarlberg con Eva Amsler, al Conservatoire national supérieur de musique di Lione con Philippe Bernold e con Aurèle Nicolet in Svizzera. Ha vinto il Primo premio al Concorso Internazionale di Musica Carl Nielsen nel 1998 e al Concorso Internazionale di Flauto di Cracovia nel 1999. Si è esibito come solista in tutta Europa e in Giappone, con importanti esecuzioni di concerti per flauto con i Wiener Philharmoniker e i Wiener Symphoniker, nonché con la NHK Tokyo e la Sapporo Symphony Orchestra, tra le altre. Direttori d’orchestra come Daniel Barenboim, Fabio Luisi, Yakov Kreizberg, Dmitrij Kitajenko e Bertrand de Billy lo hanno invitato come solista nei loro concerti.

Karl-Heinz Schütz è appassionato di musica da camera e membro di vari ensemble che spaziano dal barocco al contemporaneo. Nel 2013 è succeduto a Wolfgang Schulz nell’Ensemble Wien-Berlin e nel Wiener Ring Ensemble.

Ha partecipato a festival internazionali a Salisburgo, Bregenz, Graz, Montpellier, Rheingau, Sapporo e Praga, tra gli altri. Karl-Heinz Schütz insegna alla Musik und Kunst Privatuniversität Wien e ha ricoperto diverse cattedre come professore ospite. Tiene masterclass in tutta Europa ed è anche un attivo sul piano discografico, in particolare con la Camerata Tokyo, con cui ha effettuato registrazioni dedicate a Mozart, Prokof’ev e Brahms. Con l’Academy of St. Martin in the Fields diretta da Sir Neville Marriner ha pubblicato un cd per la Chandos dal titolo: 20th Centuries Concerto Grosso. È direttore artistico di Horizonte Landeck.

Elia Cecino

Elia Cecino

Elia Cecino è recente vincitore del primo premio all’Iturbi International Piano Competition 2023 di Valencia, in cui la giuria presieduta da Joaquín Achúcarro gli ha conferito anche i premi speciali per la migliore interpretazione di un concerto di Beethoven e per la migliore interpretazione della musica di Chopin.

Elia Cecino è anche  vincitore del primo premio ai concorsi di New Orleans (USA), “James Mottram” di Manchester (Inghilterra) e Ricard Viñes di Lleida (Spagna). Si è inoltre aggiudicato ulteriori riconoscimenti in ambito internazionale tra cui il Finalist Prize al 17° Arthur Rubinstein Piano Master Competition di Tel Aviv e il Vendome Virtuoso Award al New York Vendome Prize. Nell’ottobre 2020 Suonare Records ha pubblicato il suo CD di debutto dedicato a musiche di Beethoven, Chopin e Skrjabin e un secondo album monografico su Chopin é stato pubblicato da OnClassical nell’aprile 2021. Alcune sue interpretazioni e interviste sono state trasmesse su ClassicFM, Radio Catalunya, Classical 104.9 FM New Orleans, Rai Radio 3, Radio Popolare, Rai Friuli Venezia Giulia e Radio MCA. I suoi recital del 2021 e del 2023 presso la Cappella Paolina del Palazzo del Quirinale sono stati trasmessi in diretta su Rai Radio 3. È stato tra i protagonisti della prima edizione italiana della trasmissione TV di Rai 1 “Prodigi” a favore dell’Unicef.
Si è proposto da solista con la Royal Liverpool Philharmonic, Orchestra del Teatro La Fenice, Israel Philharmonic, Israel Camerata Jerusalem, Louisiana Philharmonic, Simfònica del Vallès, Sinfónica de Galicia, Düsseldorf Symphony Orchestra, Sichuan Philarmonic, Bacau Philarmonic, Sinfonica di Milano, FVG Orchestra, Sinfonica Città di Roma, collaborando con direttori quali Riccardo Frizza, Oleg Caetani, Paolo Paroni, Yoel Levi, Avner Biron, Joshua Weilerstein, Timothy Muffitt, Xavier Puig, Victor Pablo Pérez.
Elia dal 2014 si esibisce con continuità in recital spaziando nel repertorio presso numerose sale europee quali il Palau de la Música Catalana di Barcellona, Laeiszhalle di Amburgo, Gran Teatro La Fenice e Teatro Malibran di Venezia, Teatro Verdi di Trieste, Fazioli Concert Hall di Sacile, Teatro Municipale di Piacenza, Teatro Sannazaro di Napoli, Teatro Toniolo di Mestre, Teatro degli Industri di Grosseto, Teatro Olimpico di Vicenza, Sala dei Notari di Perugia, Sala Bianca di Palazzo Pitti di Firenze, Sala Maffeiana e Auditorium della Gran Guardia di Verona, Sala degli Affreschi della Società Umanitaria e Spazio 89 a Milano, Conservatorio di Bolzano, Centre Cultural di Terrassa, Auditori Enric Granados di Lleida, Gesellschaft für Musiktheater di Vienna, Norden Farm Centre for the Arts di Maidenhead, Palatul Culturii di Iași. Nel 2016 ha preso parte a un tour di concerti negli Stati Uniti. Allo studio del repertorio solistico Elia affianca un’intensa attività cameristica in duo, trio e quintetto con archi. Nel 2020 ha collaborato con il violoncellista Mario Brunello in occasione del 250esimo anniversario della nascita di Beethoven. Il 2022 l’ha visto impegnato in particolari progetti per quintetto con pianoforte e si è esibito in diversi contesti tra cui le Sale Apollinee del Teatro La Fenice di Venezia e il Teatro Comunale di Monfalcone.

Nato nel 2001 a Treviso, Elia comincia lo studio del pianoforte a 9 anni con Maddalena De Facci, diplomandosi a 17 da privatista con 10 e Lode presso il conservatorio di Cesena. L’anno successivo Elia ha vinto il XXXVI Premio Venezia, il concorso riservato ai migliori diplomati dei Conservatori italiani. Nel 2021 ottiene il Diploma di Master dell’Accademia del Ridotto di Stradella studiando con Andrzej Jasinski. Attualmente si sta specializzando con Eliso Virsaladze e Boris Berman. Dal 2019 Elia è artista in residenza della Fondazione “Luigi Bon”.

Duo Dragonfly

Duo Dragonfly

Due musiciste e quattro suoni: viola, violoncello e due voci. Danusha Waskievitz, già prima viola dei Berliner Philharmoniker, e Naomi Berrill, violoncellista, polistrumentista e compositrice irlandese che spazia tra musica tradizionale, jazz e classica, combinano le due fonti sonore più antiche e naturali, voci umane e corde accarezzate. I timbri sono diversi, ma l’amalgama è perfetto. Il respiro degli strumenti si fonde con quello delle interpreti. Viola e violoncello garantiscono un suono morbido a voci femminili che preferiscono sussurrare. Il parlato subentra al canto, le dita della mano si sostituiscono all’archetto per pizzicare le corde o tamburellare il legno. I percorsi melodici emergono comunque netti, anche quando passano da una sorgente all’altra. Così il fluire della musica si rinnova, nel rispetto del testo scritto e nella rivoluzione del suono, con le affinità emotive che permettono accostamenti inconsueti di tempi, luoghi, autori. La musica in Dragonfly è ripensata affinché le variazioni Goldberg di Bach e le Songs di Dowland e Britten acquisiscano una nuova consistenza sonora, così che il seicento di Purcell possa entrare in naturale risonanza con il novecento di Bartok, fra un altrove passato e un presente vitale. Dragonfly è un atlante dove musica colta e popolare rovesciano le attese di chi si pone all’ascolto. “Il risultato è una performance magnetica e sognante, ricca di intensità e passione” promettono le due soliste che hanno scelto la figura della libellula – dragonfly – per rappresentare l’insostenibile leggerezza della musica.

Danusha Waskievitz, formatasi con Tabea Zimmermann, ha intrapreso una carriera orchestrale di rilievo, entrando a soli 25 anni nei Berliner Philharmoniker e diventando, due anni dopo, la prima donna a vincere il concorso per il ruolo di prima viola nella storia dell’orchestra . La sua collaborazione con Claudio Abbado è stata particolarmente significativa: sotto la sua direzione, ha ricoperto il ruolo di prima viola nell’Orchestra Mozart e ha partecipato a registrazioni di rilievo, tra cui la Sinfonia Concertante di Mozart per Deutsche Grammophon . Parallelamente all’attività orchestrale, Waskiewicz si dedica con passione alla musica da camera e all’insegnamento, tenendo masterclass internazionali e promuovendo progetti innovativi che uniscono viola, voce e performance scenica. Ha creato il duo “Dragonfly” con la violoncellista Naomi Berrill.

Naomi Berrill è una violoncellista, cantante e compositrice irlandese, residente a Firenze. Dopo studi classici in Scozia, Italia e Svizzera, ha sviluppato un linguaggio musicale originale che fonde voce e violoncello, esplorando generi diversi e collaborando con artisti come Giovanni Sollima, Mario Brunello e Virgilio Sieni. Ha pubblicato quattro album, tra cui l’ultimo, Inish (2023), in collaborazione con Lorenzo Pellegrini e Andrea Beninati. È fondatrice e direttrice artistica del festival “High Notes” sulle Alpi Apuane e ha creato il duo “Dragonfly” con la violista Danusha Waskiewicz.

ANDREA OLIVA flauto, MARCO RIZZI violino e ROBERTO AROSIO pianoforte

Andrea Oliva

“Andrea Oliva è uno dei migliori flautisti della sua generazione, una stella brillante nel mondo del flauto”: così Sir James Galway definisce Andrea Oliva, primo flauto solista dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia di Roma, ruolo che ricopre dal 2003. Nato a Modena nel 1977, si diploma col massimo dei voti all’Istituto Musicale “Vecchi-Tonelli” di Modena sotto la guida di G. Betti, perfezionandosi poi con C. Montafia, M. Marasco, G. Cambursano, J.C. Gérard, A. Blau e Sir J. Galway ed iniziando subito una brillante carriera. Fra i numerosi premi vinti nei più importanti concorsi flautistici internazionali spiccano il primo premio al Concorso Internazionale di Kobe (2005, unico italiano ad aver ottenuto tale riconoscimento) ed il terzo premio al Concorso Internazionale ARD di Monaco (2004). La sua attività concertistica lo ha portato ad esibirsi in alcune fra le più importanti sale di tutto il mondo: Carnegie Hall di New York, Museo d’Arte Contemporanea di Londra in presenza della Regina Elisabetta, nella prestigiosa Bunka Kaikan Hall di Tokyo, all’Hong Kong Academy, in Chile ed a Cuba. Ha inoltre suonato ai festival di Tanglewood, Schleswig Holstein, Hamamatsu, Taiwan, NFA USA. Già membro effettivo dell’Orchestra Giovanile Gustav Mahler, ha frequentato l’Accademia Herbert von Karajan ed è stato invitato, a soli 23 anni, come Primo flauto ospite dai Berliner Philharmoniker sotto la direzione di prestigiose bacchette quali C. Abbado, L. Maazel, V. Gerghiev, S. Oramo, M. Jansons e B. Haitink. Invitato personalmente da C. Abbado, ha suonato da primo flauto nell’Orchestra Mozart di Bologna. Nello stesso ruolo collabora con numerose orchestre quali i Bayerische Rundfunk, Orchestra da Camera di Monaco, Bamberger Symphoniker, NDR Hamburg, Mahler Chamber Orchestra e Chamber Orchestra of Europe. Si è esibito varie volte in veste di solista con l’Orchestra Nazionale di S. Cecilia diretto da C. Hogwood, M.W. Chung, nel marzo 2010 da A. Pappano, eseguendo il Concerto di C. Nielsen (trasmesso dai RAI 3). Nel 2012 ha eseguito la prima nazionale del concerto per flauto e orchestra di M. A. Dalbavie diretto da M. Honeck. È membro e fondatore del “Quintetto di fiati Italiano” e de “I Cameristi di Santa Cecilia”. Richiestissimo ed apprezzato docente, insegna ai corsi di alto perfezionamento all’Accademia di S. Cecilia di Roma “I Fiati”, al biennio superiore a Modena, al triennio di alto perfezionamento presso l’Accademia Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola e al biennio di Modena. È attualmente Professore di Flauto principale presso il Conservatorio della Svizzera italiana di Lugano e Visiting Tutor Professor alla RNCM di Manchester. Ha inciso per “VDM Records” ‘Sonate’ per flauto e pianoforte (M. Grisanti pf), per “Le Chant de Linos” le Sonate di Händel. Per la rivista Amadeus “Le merle noir” di O. Messiaen e per “Wide Classique” ‘Globe’ (CD vincitore del Los Angeles Global Award 2013). Ha pubblicato inoltre un DVD didattico sul flauto (Edizioni Accademia 2008) ed il CD “Bach Flute Sonatas” insieme alla pianista canadese A. Hewitt per “Hyperion”, con la quale ha debuttato nel 2014 alla Wigmore Hall di Londra riscuotendo numerosi consensi di pubblico e di critica. Di recente pubblicazione la ‘Sonatina’ di H. Dutilleux e ‘Romance’ di Saint-Saëns per “Brillant” (A. Makita pf), “Un rêve long duex siècles ” con l’arpista Anna Loro e la “Sonata da Concerto” per flauto solista e archi di G. F. Ghedini per la “Sony” diretto da D. Rustioni con l’orchestra ORT. Andrea Oliva suona un flauto Muramatsu 14k all gold SR appositamente progettato per lui.

Marco Rizzi

“… un violinista di prima classe, con una ricca tavolozza di suoni, una bella tecnica ed un affascinante legato cantabile, un musicista di sorprendente onestà e maturità…” (STRAD)

Premiato nei 3 concorsi più prestigiosi per violino – il Čaikovskij di Mosca, il Queen Elizabeth di Bruxelles e l’Indianapolis Violin Competition – Marco Rizzi è particolarmente oggi apprezzato per la qualità, la forza e la profondità delle sue interpretazioni. Come uno dei più interessanti violinisti della nuova generazione gli viene nel 1991 conferito su indicazione di C. Abbado 1’”Europäischen Musikförderpreis”. Marco Rizzi è in Italia considerato uno dei musicisti più apprezzati del paese, la sua attività artistica lo ha portato ad essere regolarmente ospite di sale quali la Scala di Milano, la Salle Gaveau e la Salle Pleyel a Parigi, il Lincoln Center di New York, la Sala Grande del Conservatorio di Mosca, la Musikhalle di Amburgo, il Tivoli di Copenhagen, il Concertgebouw di Amsterdam, la Konzerthaus di Berlino. Ha suonato con direttori quali R. Chailly, H. Vonk, A. Ceccato, G. Noseda, V. Jurowski, P. Eötvös, S. Denéve, G. Neuhold e con rinomate orchestre quali la Staatskapelle Dresden, la Indianapolis Symphony Orchestra, la Royal Liverpool Philharmonic, l’Orchestre de Concerts Lamoreux, la Hong Kong Philharmonic, la Rotterdam Philharmonisch, l’Orquesta RTVE di Madrid, la BBC Scottish, la Nederlands Philharmonic, e numerose altre. In collaborazione con artisti quali A. Lucchesini, M. Brunello, E. Dindo, L. Zylberstein, G. Hoffman, N. Imai, M. Fischer-Dieskau, D. Poppen, Marco Rizzi affianca all’attività solistica una dimensione cameristica vissuta con passione. È dedicatario inoltre di brani composti da importanti autori contemporanei quali A. Corghi, L. Francesconi, F. Vacchi, C. Galante, U. Leyendecker. Marco Rizzi ha inciso per Deutsche Grammophon, Amadeus, Nuova Era, Dynamic, Warehouse, etc. In Germania ha insegnato dal 1999 alla Hochschule für Musik a Detmold ed è stato chiamato nell’ ottobre 2008 alla Hochschule für Musik a Mannheim. Inoltre dal Settembre 2007 è professore titolare alla prestigiosa Escuela Superior de Musica Reina Sofia di Madrid. Marco Rizzi è giurato di importanti concorsi internazionali come il Concorso J. Joachim di Hannover, il Concorso Queen Elisabeth di Bruxelles oppure il Concorso Paganini di Genova, e vari suoi allievi sono stati premiati in rinomati concorsi internazionali. Marco Rizzi attualmente suona un violino P. Guarneri del 1743, messo a disposizione dalla Fondazione Pro Canale.

Roberto Arosio

Laureato con il massimo dei voti al Conservatorio G. Verdi di Milano con il prof. Esposito, dal 1992 al 2000 prende parte al gruppo di studio “Ottorino Respighi” della Fondazione Cini di Venezia diretto dal prof. Bagnoli, con il quale si perfeziona. Nel 1990 debutta come solista alla Sala Verdi di Milano, eseguendo il Concerto in Sol di Ravel con l’Orchestra Sinfonica di Milano della RAI diretta da Vladimir Delman. Da allora ha tenuto concerti come solista e camerista in Italia, Svizzera, Francia, Germania, Spagna, Polonia, Portogallo, Corea, Giappone, America Latina, Messico, Stati Uniti, Canada ed Egitto, producendosi con musicisti dell’importanza di Bruno Giuranna, Mario Ancillotti, Roger Bobo, Joseph Alessi, Martin Hacklemann, Allen Vizzuti, Philip Smith, Alain Trudel e Velvet M. Brown. Ha vinto molti Concorsi internazionali di Musica da camera tra cui: Primo Premio Al Concorso intern. Di musica da camera di Trapani e premio speciale per la Sonata Romantica, 2° premio a Parigi (UFAM), 2°Premio al Concorso Trio di Trieste e premio C.A.I. come miglior Duo Europeo, Premio Tina Moroni al Concorso “Vittorio Gui”a Firenze , Nuove Carriere CIDIM (ROMA) e 2° Premio al V. Bucchi a Roma. Dal ’92 al ’96 è stato membro dell’Orchestra Giovanile Europea (E.C.Y.O.). Ha inciso per la Rivista Amadeus, per sax Record, Rivo alto, Ediclass, Rainbow e Cristal ed ha effettuato registrazioni radiofoniche per la Rai (Roma), SSDRS di Zurigo, Radio France, RNE Madrid, Deutschland Radio Berlino e BBC di Londra. Ha collaborato come pianista ufficiale al concorso di Guebwiller (Francia), Vittorio Veneto e ai corsi Internazionali dell’Accademia Chigiana Tenuti dal M° B. Giuranna e alla Trumpet Accademy a Bremen (Germania). Nel 2005, ha ottenuto il Premio Internazionale di Musica da camera ”Franco Gulli” dall’Associazione Europa Musica di Roma. È Maestro Accompagnatore nella classe di canto di Luisa Castellani, nella classe di violino di Pavel Berman e nella classe di fagotto di Gabor Meszaros presso il Conservatorio della Svizzera italiana (Lugano). Collabora regolarmente in qualità di pianista e tastierista d’orchestra con l’Accademia di Santa Cecilia (Roma), l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI (Torino) e l’Orchestra della Svizzera italiana (Lugano).

Jan Lisiecki, pianoforte

Jan Lisiecki

Jan Lisiecki è nato da genitori polacchi in Canada nel 1995. Ha iniziato le prime lezioni di pianoforte all’età di cinque anni e ha debuttato in concerto quattro anni. Il suo approccio alla musica è una rinfrescante combinazione di dedizione, talento ed entusiasmo.
Lisiecki ha sempre rifiutato l’etichetta di “enfant prodige”, ma il pubblico di Reggio Emilia certamente non ha dimenticato la sua interpretazione del 2014 quando, allora appena 18 enne, interpretò magnificamente Chopin. Ora, a 11 anni di distanza, torna al Teatro Municipale Valli, per una data che si colloca in mezzo ad una tourneèè che andrà dal Teatro alla Scala nella Stagione Grandi Pianisti, al Festival pianistico internazionale di Brescia e Bergamo e a Parigi, al Théâtre des Champs-Elysées.

Maratona musicale multicentrica maivista

Roberta Gottardi, clarinetti 

Eccelle in tutti i clarinetti, dal piccolo al basso. Si è perfezionata con Garbarino, con Antony Pay, e con Suzanne Stephens. Le pregevoli interpretazioni di diversi pezzi di Stockhausen – anche in veste di clarinettista-danzatrice-mimo – le hanno guadagnato il premio annuale della Fondazione Stockhausen, ricevuto direttamente dalle mani del Maestro. Ha inoltre collaborato con, fra gli altri, Sciarrino, Kagel, Cifariello Ciardi, Fedele, Battistelli. Suona nei maggiori festival europei, e ha inciso per Edipan, Stradivarius, Stockhausen Verlag, Neos. 

Massimo Marchi, elettronica 

Dopo gli studi di pianoforte, clavicembalo, elettronica (con Vidolin) e management artistico, inizia a collaborare con Agon, di cui oggi è presidente. Con il centro di ricerca e produzione multimediale per le tecnologie in campo artistico, programma ambienti esecutivi, live electronics e regìe del suono. Ha collaborato con compositori come Francesconi, Hosokawa, Nieder, Tanaka, Demetz, Agostini. Ha prodotto lavori installativi di Tadini, Sancristoforo, Pirelli, Sammarchi, Nova, Flückiger, Prins. 

Margherita Berlanda, fisarmonica 

È una delle più rilevanti e poliedriche fisarmoniciste italiane. Della musica contemporanea indaga le diverse espressioni estetiche e artistiche, con una forte presenza performativa. Questa sua ricerca personale l’ha portata a collaborare con diverse compositrici e compositori fra cui Odeh-Tamimi, Kerer, Sowa, Fallah, Momi, Lanza, Tsangaris; e a suonare in ben noti festival e istituzioni, da Transart BZ al Forum Neue Musik Mannheim, da Donaueschingen all’Akademie der Künste Berlin. 

Olivier Manchion, chitarra acustica, elettronica 

Permanent Fatal Error è dal 2002 il suo progetto indie/post-rock principale. Parigino, è membro fondatore, coproduttore e bassista del trio Ulan Bator (scoperto in Italia dai C.S.I.), con cui tra il 1993 e il 2001 pubblica classici del post-rock come Polaire, Végétale e Ego:Echo prodotto da Michael Gira degli Swans. Ha collaborato con i Faust e Damo Suzuki dei Can, padri del krautrock e del post-punk. Per 10 anni (2009-2019) si dedica allo sviluppo e promozione delle band emergenti indie di Reggio Emilia, dove vive, organizzando 200 concerti con il moniker Red Noise e creando il mega collettivo reggiano Arzân! Sta lavorando a un nuovo disco. 

Andrea Bernabini, video visuals 

Artista visivo e sperimentatore di nuove tecnologie, predilige il video e la fotografia. Da quest’ultima proviene per formazione, e la usa in tutte le sue forme, dal reportage alla ricerca, ispirato dalle esperienze avute con Fontcuberta e Witkin. Ha curato eventi come visual designer, direttore della fotografia e regista, oltre a produrre video per scenografie multimediali. Ha esposto presso Flash Art Museum Trevi, Triennale Milano, Meresheme Monaco, Art museum Sharjah. 

Michele Marco Rossi, violoncello 

Nel suo lavoro a stretto contatto con compositori, ha ampliato significativamente il repertorio del violoncello, passando dalla musica strumentale al teatro d’avanguardia, dall’elettronica al visual. Realizza prime assolute di Aperghis, Gander, Ronchetti, Perocco, Franceschini, Montalti, Baldi, e – in concerti solistici con orchestra – Sciarrino, Fedele, De Pablo, Petrassi. Ha costruito progetti propri con Camilleri, Magrelli, Piovani, e i maggiori ensemble, raggiungendo i pubblici più disparati. L’integrale violoncellistica di Fedele (cd Kairos) ottiene il Premio Abbiati 2022. 

Davide Bardi, elettronica 

Chitarrista e musicista elettronico dedicato all’applicazione delle tecnologie alla musica contemporanea, collabora già, giovanissimo, con l’équipe del GRM, Agon, Laptop Orchestra, Divertimento Ensemble, e i compositori Bornhoeft, Estrada, Matalon, Szigetvári e altri. Ha fondato il Multimodus Duo elettroacustico, e curato l’elettronica per esecuzioni di Michele Marco Rossi e della violinista Ella Biscari. 

Ava Mendoza, chitarra elettrica 

Chitarrista, cantante e compositrice da Brooklyn, si esprime attraverso i nuovi linguaggi che travalicano e fondono diversi concetti di avanguardia. Mette in contatto il free jazz e l’avant-rock, decostruisce blues e punk in brandelli. Un approccio insieme tecnico e viscerale, sviluppatosi fin dagli anni formativi con Fred Frith, poi con Nels Cline, Matana Roberts, William Parker, Violent Femmes, tUnE-yArDs, Jamaaladeen Tacuma e vari altri, cui è seguita la stima e la collaborazione con John Zorn. La sua tavolozza espressiva è ampia, con un’intuitiva ma totale consapevolezza improvvisativa. È stata più volte segnalata dalla fra le migliori chitarriste da “DownBeat” e da “Guitar World”. 

Ciro Longobardi, pianoforte 

Esplora ogni aspetto del pianoforte contemporaneo, dal repertorio storicizzato (es. l’integrale di Messiaen live e su cd) alle sperimentazioni più ardite e di confine. Ha portato i suoi progetti nei festival italiani, nonché ai Ferienkurse Darmstadt, Synthése Bourges, Gaudeamus Amsterdam, Guggenheim New York, Salzsburg Festival. Ha ricevuto i premi Gaudeamus e Kranichsteiner Musikpreis 1994; Radio France 2011, e per miglior disco, premi della Critica 2011 e di Amadeus 2012 e 2013. Ha tenuto conferenze-concerto e masterclass a Rotterdam, Ghent, Bruxelles, Basilea, Chicago, New York, Lugano. 

Roberto Doati, elettronica 

Compositore ed esecutore dei progetti elettronici propri, risente nel suo approccio ai suoni di esperienze giovanili in àmbito artistico, avendo lavorato con artisti come Beuys, Boetti, Lewitt, Pistoletto. Il suo apprendistato è con i pionieri della musica elettronica: Albert Mayr, Pietro Grossi, Alvise Vidolin. Opera poi nei massimi centri italiani in questo campo: il Centro di Sonologia Computazionale dell’Università di Padova e il Laboratorio di Informatica Musicale della Biennale di Venezia. I suoi progetti sono stati ospitati da Teatro La Fenice, Ars Electronica Linz, Biennale di Venezia, Ars Musica Bruxelles, Rockefeller Foundation, USF Bergen. 

Crediti
con
clarinetti Roberta Gottardi
electronics Massimo Marchi
fisarmonica, voce Margherita Berlanda
chitarra acustica, electronics Olivier Manchion
live visual set Andrea Bernabini (MechBullRodeo Developed)
violoncello Michele Marco Rossi
electronics Davide Bardi
chitarra elettrica, voce Ava Mendoza
pianoforte Ciro Longobardi
electronics Roberto Doati
a cura di erreffe

produzione Festival Aperto / Fondazione I Teatri di Reggio Emilia

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