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I Teatri di Reggio Emilia

I Teatri di Reggio Emilia

Fondazione I Teatri Reggio Emilia

Biglietteria (si apre in una nuova finestra)

Mario Brunello e Maria Semeraro

Mario Brunello torna a esibirsi a Reggio Emilia, accompagnato da Maria Semeraro al pianoforte con un concerto speciale che costituisce un’anteprima del Buxus Consort Festival, il festival musicale dedicato a Ezio Bosso nato nel 2021 attorno al Teatro Sociale di Gualtieri.
Il rapporto musicale tra Mario Brunello e Ezio Bosso inizia nell’autunno del 2013 e diviene presto un’intensa collaborazione che porta ad un primo concerto il 30 dicembre del 2013 a Fucina Bianca Arte Sella nel quale viene presentata per la prima volta la Sonata N. 1 for Cello and Piano, intitolata The Roots, che Bosso scrive appositamente per Brunello. La sonata, che nella sua prima forma comprende il primo e il quarto movimento, verrà presentata dal vivo anche ad Antiruggine il 7 gennaio del 2014 e al Teatro Sociale di Gualtieri – spazio a cui Ezio Bosso è particolarmente legato – il 9 maggio successivo. Successivamente, tra il il 6 e il 9 luglio di quello stesso anno, sempre presso il Teatro Sociale, verrà effettuata una registrazione finalizzata alla realizzazione di un disco che tuttavia non vedrà mai la luce. Ezio Bosso e Mario Brunello nel corso del 2014 presenteranno la sonata The Roots in una serie di concerti oltre a quelli di Arte Sella, Antiruggine e Gualtieri con un programma che vede musiche di Cage, Pärt, Bach e Messiaen. Successivamente il rapporto tra i due musicisti si incrinerà determinando la fine della collaborazione musicale.
Qualche anno dopo Ezio Bosso riprenderà i materiali della Sonata n. 1 orchestrando i due movimenti già scritti per Mario Brunello, che verranno presentati in versione orchestrale per la prima volta a Taormina nell’agosto del 2017. Nello stesso periodo aggiungerà due movimenti alla Sonata n. 1 nella versione per violoncello e pianoforte, che verranno registrati nel dicembre del 2017 con Relja Lukic e pubblicati in disco per Sony Classical nel 2018. Mario Brunello, a dieci anni di distanza dalle prime esecuzioni di The Roots, ha deciso di riprendere il programma dei concerti effettuati con Ezio Bosso nel 2014 omaggiando la memoria di un amico musicista con cui ha avuto un intenso rapporto musicale. Il programma del concerto-spettacolo intitolato Un amico è stato presentato per la prima volta il 3 luglio dello scorso anno a Ravenna Festival con le coreografie di Virgilio Sieni.

Mario Brunello

Mario Brunello è uno dei più affascinanti, completi e ricercati artisti della sua generazione. Solista, direttore, musicista da camera e di recente pioniere di nuove sonorità con il suo violoncello piccolo, è stato il primo Europeo a vincere il Concorso Čaikovskij a Mosca nel 1986.
Il suo stile autentico e appassionato lo ha portato a collaborare con i più importanti direttori d’orchestra quali Antonio Pappano, Valer y Gergiev, Myung-whung Chung, Yuri Temirkanov, Zubin Mehta, Ton Koopman, Manfred Honeck, Riccardo Muti, Daniele Gatti, Seiji Ozawa, Riccardo Chailly e Claudio Abbado.
Nell’arco della sua lunga carriera, Mario Brunello si è esibito con le più prestigiose orchestre del mondo, tra cui la London Symphony e la London Philharmonic Orchestra, la Philadelphia Orchestra, la San Francisco Symphony, la NHK Tokyo, l’Accademia di Santa Cecilia, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, la Filarmonica della Scala e la Filarmonica di Monaco, la Venice Baroque Orchestra per citarne alcune.
Brunello suona un prezioso Maggini dei primi del Seicento, al quale ha affiancato negli ultimi anni il violoncello piccolo a quattro corde. Questo strumento era molto usato nell’epoca Barocca, in particolare da J.S. Bach, che lo ha inserito in una decina di cantate. Lo strumento di Brunello, ispirato ad un modello Amati oggi conservato a Cremona, è costruito nella tipica accordatura violinistica (mi, la, re, sol), ma un’ottava più bassa, mantenendo così la profondità e le sfumature più scure tipiche del violoncello. Proprio queste peculiarità hanno spinto Brunello ad esplorare i capolavori musicali del repertorio per violino di Bach, Vivaldi, Tartini e dei loro contemporanei.
Mario Brunello è il Direttore Artistico dei Festival Arte Sella e dei Suoni delle Dolomiti. A ottobre 2020 è stato nominato Direttore Artistico del Festival di Stresa, succedendo a Gianandrea Noseda.

Maria Semeraro

Maria Semeraro ha compiuto la sua formazione musicale presso l’Accademia Pianistica “Incontri col Maestro” di Imola con Franco Scala e al Conservatorio Verdi di Milano con Riccardo Risaliti.
Ha tenuto recitals in Italia e all’estero come solista e con orchestre come l’Arturo Toscanini di Parma, l’Orchestra di Padova e del Veneto, l’Orchestra Sinfonica Abruzzese, l’Orchestra Sinfonica di Mosca, l’Orchestra della Lituania Orpheus Chamber Orchestra.
Svolge con passione un’intensa attività cameristica. Dal 2004 ha costituito un duo stabile con il violoncellista Andrea Favalessa dedicandosi alla riscoperta e approfondimento del repertorio più inusuale. Ha collaborato con musicisti come Rocco Filippini, Enrico Dindo, Luca Fanfoni e Quartetto Noferini. Dal 2020 è pianista della masterclass di violoncello tenuta a San Ginesio da Mario Brunello organizzata dagli Amici della Musica di Ancona.
Ha fondato a Milano, insieme ad Andrea Favalessa, l’Associazione Maestro Raro che si rivolge alla didattica, con un particolare interesse nei confronti dei bambini sin dalla più tenera età, e all’organizzazione di Primavera da Camera, un festival dedicato completamente alla musica da camera. Nel 2021 ha curato il Festival Noi e l’Altro, nato da una collaborazione tra Maestro Raro e Spazio Classica, incentrato sul tema dell’inclusione attraverso la musica.

Bamberger Symphoniker
Manfred Honeck, direttore
Julia Fisher, violino

Bamberger Symphoniker
Manfred Honeck, direttore
Julia Fisher, violino

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Sabato 16 Maggio – ore 20:30

Teatro Municipale Valli

Concerti

Il programma accosta due pagine per violino e orchestra di forte impronta lirica a uno dei grandi affreschi sinfonici del tardo Ottocento. Nella Fantasia op. 24 di Josef Suk, allievo e genero di Dvořák, si dispiega un canto ampio e intensamente espressivo, segnato da un carattere slavo riconoscibile. La Romanza op. 11 di Dvořák, in un unico movimento, ne rappresenta il versante più raccolto e nostalgico.
Con la Sinfonia n. 5 di Čajkovskij il concerto si apre a una dimensione più drammatica e monumentale. Composta nel 1888, dopo un periodo di crisi personale, la sinfonia è attraversata da un tema ricorrente legato all’idea di destino, che unifica i movimenti in un arco narrativo compatto e intensamente emotivo.

I Bamberger Symphoniker, diretti da Manfred Honeck, affrontano questo percorso insieme a Julia Fischer, solista nelle pagine per violino, dando forma a un programma che mette in relazione intimità lirica e grande respiro sinfonico.

Programma

J. Suk, Fantasia per violino e orchestra op. 24

A. Dvořák, Romanza per violino e orchestra op. 11

P.J. Čajkovskij, Sinfonia n. 5 in mi minore, op. 64

Bio

Bamberger Symphoniker

La Bamberger Symphoniker è una delle principali orchestre d’Europa ed è unica nella sua identità: non ha sede in una metropoli, ma agisce come ambasciatore musicale della Baviera e della Germania dalla pittoresca città di Bamberg, patrimonio mondiale dell’UNESCO. Dalla sua fondazione nel 1946, ha affascinato il pubblico con il suo caratteristico suono scuro, rotondo e radioso. Con circa 7.700 concerti in più di 500 città in 64 Paesi, è anche una delle orchestre più attive al mondo. La Bamberger Symphoniker descrive quindi la propria missione in poche parole: risuonare in tutto il mondo.
Le circostanze della sua fondazione fanno della Bamberger Symphoniker uno specchio della storia tedesca: nel 1946, ex membri dell’Orchestra Filarmonica Tedesca di Praga incontrarono a Bamberg colleghi musicisti che avevano dovuto abbandonare le loro case a causa della guerra e delle sue conseguenze. A partire dall’orchestra di Praga, la discendenza dell’orchestra può essere fatta risalire al XIX e al XVIII secolo. Le radici della Bamberger Symphoniker affondano quindi in Mahler e Mozart.
A più di 75 anni dalla sua fondazione, e con Jakub Hrůša, di origine ceca, quinto direttore principale dell’orchestra, al timone dal settembre 2016, ancora una volta c’è un legame vivo tra le radici storiche della Bamberger Symphoniker e il suo presente. L’orchestra si esibisce regolarmente con i direttori onorari Herbert Blomstedt, Christoph Eschenbach e Manfred Honeck.
Dal 2021, la Bamberger Symphoniker si è posta l’obiettivo di agire e viaggiare in modo più sostenibile. Si sta quindi cercando di ottimizzare gli itinerari e le procedure di tournée all’estero. Sostenendo finanziariamente progetti ambientali, l’orchestra cerca di compensare la maggior parte delle emissioni di CO2 prodotte dai suoi viaggi.

Manfred Honeck, direttore

Manfred Honeck si è saldamente affermato come uno dei più importanti direttori d’orchestra del mondo, le cui interpretazioni distintive e rivelatrici ricevono grandi consensi a livello internazionale. Ora è al suo diciassettesimo anno come direttore musicale dell’Orchestra Sinfonica di Pittsburgh, dove il suo contratto si protrarrà fino alla stagione 2027-28. Celebrato in patria e all’estero, lui e l’orchestra continuano a essere ambasciatori culturali della città di Pittsburgh. Tra le sue apparizioni figurano la Carnegie Hall e il Lincoln Center di New York, nonché le principali sedi europee e i più importanti festival come i BBC Proms, il Festival di Salisburgo, il Musikfest di Berlino, il Festival di Lucerna, il Rheingau Music Festival, il Beethovenfest di Bonn e il Festival di Grafenegg. L’estate scorsa ha guidato la Pittsburgh Symphony in un tour di nove città per i festival europei, iniziando con l’apparizione come unica orchestra americana al prestigioso Festival di Salisburgo e concludendo al Konzerthaus di Vienna.
Il successo dell’attività di Manfred Honeck a Pittsburgh è stata ampiamente documentata dalle registrazioni dell’etichetta Reference Recordings, con opere di Beethoven, Brahms, Bruckner, Shostakovich, Strauss, Tchaikovsky e altri. Queste incisioni hanno ricevuto una moltitudine di recensioni e premi eccezionali, tra cui molte nomination ai GRAMMY®: Honeck e l’orchestra hanno vinto il GRAMMY® per la “Miglior esecuzione orchestrale” nel 2018. La registrazione più recente, la Sinfonia n. 7 di Bruckner, abbinata a Resurrexit di Mason Bates, è stata pubblicata nel luglio 2024 con grande successo di critica.
Nato in Austria, Manfred Honeck ha completato la sua formazione musicale presso l’Università di Musica di Vienna. La sua esperienza pluriennale come membro della sezione di viola dei Wiener Philharmoniker e dell’Orchestra dell’Opera di Vienna ha influenzato in modo duraturo il suo lavoro di direttore d’orchestra, e la sua arte interpretativa si basa sulla determinazione ad avventurarsi in profondità sotto la superficie della musica. Ha iniziato la sua carriera di direttore d’orchestra come assistente di Claudio Abbado e come direttore della Vienna Jeunesse Orchestra. Successivamente, è stato ingaggiato dal Teatro dell’Opera di Zurigo, dove ha ricevuto il Premio Europeo di Direzione d’Orchestra nel 1993. Da allora è stato uno dei tre direttori principali dell’Orchestra Sinfonica MDR di Lipsia, direttore musicale dell’Opera Nazionale Norvegese, direttore ospite principale dell’Orchestra Filarmonica di Oslo e dell’Orchestra Filarmonica Ceca e direttore principale dell’Orchestra Sinfonica della Radio Svedese di Stoccolma. Nel novembre 2023 è stato nominato direttore onorario dall’Orchestra Sinfonica di Bamberg, dopo decenni di stretta collaborazione.
Manfred Honeck ha anche un forte profilo come direttore d’opera. Nelle quattro stagioni in cui è stato direttore musicale generale della Staatsoper Stuttgart, ha diretto prime assolute di opere di Berlioz, Mozart, Poulenc, Strauss, Verdi e Wagner. È stato inoltre ospite di importanti istituzioni come la Semperoper di Dresda, la Komische Oper di Berlino, il Théâtre de la Monnaie di Bruxelles, la Royal Opera di Copenhagen e il Festival di Salisburgo. Nel 2020, anno dell’anniversario di Beethoven, ha diretto un nuovo allestimento del Fidelio (versione del 1806) al Theater an der Wien. Nell’autunno del 2022, ha fatto il suo acclamato debutto al Metropolitan Opera di New York, dirigendo una ripresa dell’Idomeneo di Mozart. Oltre al podio, Manfred Honeck ha progettato una serie di suite sinfoniche, tra cui Jenůfa di Janáček, Elektra di Strauss, Rusalka di Dvořák e Turandot di Puccini, che esegue regolarmente in tutto il mondo. L’arrangiamento più recente, della Salome di Strauss, è stato eseguito in prima assoluta dalla Pittsburgh Symphony Orchestra nel 2023.
Come direttore ospite, Manfred Honeck ha lavorato con tutte le principali orchestre internazionali, tra cui l’Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese, l’Orchestra Filarmonica di Berlino, la Gewandhausorchester di Lipsia, la Staatskapelle di Dresda, la Tonhalle-Orchester Zürich, la Royal Concertgebouw Orchestra, la London Symphony Orchestra, l’Orchestre de Paris, l’Accademia di Santa Cecilia di Roma e i Wiener Philharmoniker. Negli Stati Uniti ha diretto tutte le principali orchestre statunitensi, tra cui la New York Philharmonic, la Cleveland Orchestra, la Chicago Symphony Orchestra, la Los Angeles Philharmonic, la Philadelphia Orchestra, la Boston Symphony Orchestra e la San Francisco Symphony. È stato anche direttore artistico dei Concerti Internazionali di Wolfegg in Germania per trent’anni.
Nella stagione 2024-2025, Manfred Honeck dirige a Pittsburgh quattordici programmi di ampio respiro e diversi progetti speciali, tra cui tutte e quattro le prime mondiali e le commissioni della stagione. Torna anche alla New York Philharmonic, alla Chicago Symphony, al Concertgebouworkest di Amsterdam, alla Gewandhausorchester di Lipsia e all’Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese, tra le altre. Continua a dedicare particolare attenzione alla musica di Anton Bruckner, di cui nel 2024 si è celebrato il 200° anniversario della nascita.
Manfred Honeck ha ricevuto dottorati onorari da diverse università degli Stati Uniti ed è stato insignito del titolo onorario di professore dal Presidente federale austriaco. Nel 2018, la giuria degli International Classical Music Awards lo ha dichiarato “Artista dell’anno”.

Julia Fisher, violino

Una delle più importanti violiniste del mondo, Julia Fischer è una musicista versatile nota anche per le sue straordinarie capacità di pianista, musicista da camera e insegnante di violino. Nata a Monaco di Baviera da genitori tedesco-slovacchi, Julia ha ricevuto le prime lezioni di violino all’età di 3 anni e le prime lezioni di pianoforte poco dopo dalla madre, Viera Fischer. All’età di 9 anni ha iniziato a studiare con la rinomata professoressa di violino Ana Chumachenco, succedendole poi all’Università di Monaco. Il primo premio al Concorso internazionale Yehudi Menuhin nel 1995 è stata una delle pietre miliari della sua carriera e da allora si è esibita con le migliori orchestre di tutto il mondo, collaborando spesso con direttori famosi come Herbert Blomstedt, Christian Thielemann, Alan Gilbert, Jakub Hrůša, Vladimir Jurowski, Juanjo Mena, Riccardo Muti, Vasily Petrenko, Esa-Pekka Salonen, Thomas Søndergård, Yuri Temirkanov, Michael Tilson-Thomas e Franz Welser-Möst.
Durante la stagione 2022-23, Julia Fischer è stata Artista in Residenza della Staatskapelle Dresden, intraprendendo una tournée sotto la guida di Christian Thielemann ed eseguendo un recital solistico e musica da camera con i membri dell’orchestra. Questa stagione l’ha vista anche tornare alla Chicago Symphony Orchestra con Riccardo Muti. Ha festeggiato i vent’anni di collaborazione con il violoncellista Daniel Müller-Schott, eseguendo il Doppio Concerto di Brahms con l’Orchestra Sinfonica di Bamberg sotto la direzione di Juanjo Mena, prima di tornare all’Orchestra Sinfonica Nazionale Danese, sempre con Juanjo Mena, all’Orchestra della Svizzera Italiana con Markus Poschner e alla Filarmonica di Varsavia guidata da Andrey Boreyko. Julia Fischer ha continuato la sua collaborazione con l’Academy of St. Martin in the Fields, è tornata alla Schubertiade per fare musica da camera e si è unita all’Orchestra Giovanile dell’Unione Europea e ad Antonio Pappano in un tour in Europa.
I punti salienti della stagione 2021-22 hanno incluso Julia Fischer come Artista in Residenza con la London Philharmonic Orchestra, una lunga tournée europea con l’Academy of St. Martin in the Fields che ha segnato i 20 anni dalla loro prima tournée insieme, e un tour di recital nelle principali sedi europee con la pianista Yulianna Avdeeva e con il Julia Fischer Quartet.
Julia Fischer è un’appassionata musicista da camera. Nel 2010 ha fondato il suo Quartetto con Alexander Sitkovetsky, Nils Mönkemeyer e Benjamin Nyffenegger e continua a fare numerose tournée con questa formazione. Il suo concerto all’Alte Oper di Francoforte nel 2010 ha segnato il suo debutto come pianista: ha eseguito il Concerto per pianoforte e orchestra di Grieg nella seconda metà del concerto, dopo aver suonato il Concerto per violino n. 3 di Saint-Saëns nella prima metà. L’esecuzione è disponibile in un DVD pubblicato da Decca. L’insegnamento è un’altra parte integrante della sua vita musicale e continua a coltivare e guidare giovani talenti, esibendosi anche a fianco dei suoi studenti. Tiene regolarmente masterclass alle Musikferien sul lago di Starnberg (Starnberger See). Nel 2019 Julia Fischer ha fondato un’orchestra di bambini, i Kindersinfoniker, insieme a Johannes X. Schachtner e al pianista Henri Bonamy nella sua città natale, Monaco. Nel corso della sua carriera artistica Julia Fischer ha pubblicato numerosi CD e DVD acclamati e premiati dalla critica, prima con l’etichetta Pentatone e poi con Decca. Aprendo una nuova strada nel mercato della musica classica, nel 2017 ha lanciato la sua piattaforma musicale, il JF CLUB, che offre filmati audio e video esclusivi, anteprime delle sue nuove registrazioni e approfondimenti personali sulla sua musica e sul suo lavoro. La Sonata in la maggiore di César Franck, la Sonata in re minore di Karol Szymanowski e il Trio per archi in do minore di Beethoven sono tutti disponibili in esclusiva sulla sua piattaforma musicale, il JF CLUB. Nell’agosto 2021, Julia Fischer ha pubblicato una registrazione limitata in vinile delle Sonate di Eugène Ysaye come edizione esclusiva del JF CLUB in collaborazione con Hänssler Classic.
Julia Fischer è stata insignita di numerosi premi, tra cui la Croce Federale al Merito, il Gramophone Award e il Premio della Cultura Tedesca. Suona un violino di Giovanni Battista Guadagnini (1742) e uno strumento di Philipp Augustin (2018).

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
16/05/2026 20:30 da € 22,00 Acquista

Camerata Salzburg
Giovanni Guzzo, violino e direzione musicale
Alessandro Taverna, pianoforte 

PROGRAMMA DI SALA

Camerata Salzburg

La Camerata Salzburg è, da più di 70 anni, una delle più prestigiose orchestre da camera del mondo. Camerata Salzburg ha plasmato la città con la propria serie di concerti e come ensemble regolare al Festival di Salisburgo e alla Mozartwoche. In qualità di ambasciatore culturale, è anche ospite abituale nelle principali sale da concerto internazionali come la Konzerthaus di Vienna, la Philharmonie de Paris, l’Elbphilharmonie di Amburgo, il Concertgebouw di Amsterdam e la Shanghai Concert Hall. Musicisti provenienti da più di venti nazioni compongono il suono dell’orchestra, che è particolarmente rappresentativo della musica classica viennese e in particolare della musica di Wolfgang Amadeus Mozart, del quale Salisburgo è stata città natale. Nel 2016 l’orchestra ha deciso di prendere in mano la direzione, come logica conseguenza della sua tradizione orchestrale da camera. Sotto la direzione artistica dei ‘primi inter pares’, la Camerata Salzburg si è esibita da allora sotto la propria direzione e con un’impronta democratica, con i primi violini Gregory Ahss e Giovanni Guzzo e, a seconda del repertorio, in collaborazione con direttori ospiti, tra cui Sir John Eliot Gardiner, Philippe Herreweghe, Manfred Honeck, François Leleux e Finnegan Downie-Dear. La Camerata Salzburg mantiene una collaborazione approfondita con i suoi partner artistici, la pianista francese Hélène Grimaud e la violinista olandese Janine Jansen. Nella stagione 2024/25, collaborerà anche con artisti del calibro di Lisa Batiashvili, Mao Fujita, Sheku Kanneh-Mason, Fazıl Say, Dorothee Oberlinger e Richard Galliano. La Camerata Salzburg presta particolare attenzione allo sviluppo dei giovani talenti e svolge un intenso lavoro di educazione musicale con progetti inclusivi quali ‘Camerata Young’, ‘Papageno va a scuola’ e concerti per grandi e piccini che portano il fascino della musica classica a un pubblico di tutte le fasce d’età. Quando possibile, la Camerata Salzburg incorpora progetti di educazione musicale anche nei suoi tour. Le registrazioni discografiche più recenti con la partner artistica Hélène Grimaud, pubblicate da Deutsche Grammophon, sono “The Messenger” (2020) con opere di Mozart e Valentin Silvestrov, e, live dall’Elbphilharmonie, il Concerto per pianoforte di Robert Schumann (2022). In entrambe le registrazioni il konzertmeister Giovanni Guzzo dirige la Camerata Salzburg dal podio del primo violino.

Giovanni Guzzo, violino e direzione musicale

Giovanni Guzzo è primo violino della CAMERATA Salzburg dal 2021. Musicista versatile, nato in Venezuela da genitori italo-venezuelani, è apprezzato nel panorama musicale internazionale come solista, musicista da camera, primo violino e direttore d’orchestra.
Ha suonato come solista con la Royal Philharmonic Orchestra, come musicista da camera con Joshua Bell, Martha Argerich, Martin Fröst, Miklós Perényi, Daniel Hope, Stephen Hough, Mats Lidström e Gerhard Schulz, nonché con il Maggini Quartet e il Takács Quartet, e come primo violino e direttore musicale con orchestre di primo piano. Guzzo si è esibito in prestigiose sale come la Wigmore Hall di Londra, il Lincoln Centre di New York, ai BBC Proms di Londra, al Festival di Salisburgo e al Festival di Verbier, sotto la direzione di direttori d’orchestra come Sir Simon Rattle, Iván Fischer, Semyon Bychkov, Marin Alsop, Herbert Blomstedt, Reinhard Goebel e Juanjo Mena.
La sua registrazione delle sonate complete per violino solo di Ysaÿe è stata premiata con cinque stelle dalle riviste specializzate “The Strad” e “BBC Music Magazine” e, secondo il quotidiano “The Guardian”, merita “un’attenzione particolare” tra tutte le registrazioni di questo famoso ciclo violinistico.
Giovanni Guzzo ha iniziato la sua formazione musicale all’età di cinque anni con il pianoforte, aggiungendo il violino all’età di sei anni. A 12 anni, Guzzo è stato il più giovane vincitore del concorso nazionale di violino “Juan Bautista Plaza” in Venezuela. Sostenuto dal virtuoso francese Maurice Hasson, il giovane violinista ha ottenuto una borsa di studio alla Royal Academy of Music di Londra, dove ha concluso gli studi con il massimo dei voti. Dal 2022 Giovanni Guzzo è professore di violino concertistico all’Università delle Arti di Graz.
Giovanni Guzzo suona un violino di Gennaro Gagliano del 1759. Ha inoltre suonato il famoso Stradivari “Viotti ex-Bruce” in occasione di un concerto per la famiglia reale inglese.

Alessandro Taverna, pianoforte 

Nato nel 1983, Alessandro Taverna si esibisce nelle principali istituzioni musicali internazionali, tra cui il Teatro alla Scala di Milano, il Musikverein di Vienna, il Gasteig di Monaco, il Lincoln Center di New York, il Meyerson Symphony Center di Dallas, la Suntory Hall e il Metropolitan Theatre di Tokyo, il Teatro San Carlo di Napoli, la Royal Festival Hall e la Wigmore Hall di Londra, l’Auditorium Parco della Musica di Roma, il Teatro Carlo Felice di Genova, il Teatro del Maggio FIorentino di Firenze, il Teatro Comunale di Bologna, la Sala Verdi di Milano, l’Auditorium Toscanini di Torino, l’Auditorio della Radiotelevisione Svizzera di Lugano, la Philharmonic Hall di Liverpool, la Bridgewater Hall di Manchester, la Konzerthaus di Berlino, il DR Koncerthuset di Copenaghen.
Diretto da Lorin Maazel, Riccardo Chailly, Fabio Luisi, Myung-Whun Chung, Daniel Harding, Michele Mariotti, Daniele Rustioni, Robert Trevino, Thierry Fischer, Michele Gamba, Marco Angius, Carlo Boccadoro, Hartmut Haenchen, Asher Fisch, Yutaka Sado, ha suonato con prestigiose orchestre quali l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la Filarmonica della Scala, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Orchestra di Padova e del Veneto, i Munchner Philharmoniker, la Dallas Symphony Orchestra, l’NHK Symphony Orchestra, la Royal Philharmonic Orchestra, la Minnesota Orchestra, la Kremerata Baltica, la Danish National Symphony Orchestra, la Royal Liverpool Philharmonic, la Bucharest Philharmonic, l’RTE’ National Symphony Orchestra of Ireland, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino e l’Orchestra Filarmonica Slovena.
Molto attivo nel campo della musica da camera, collabora con artisti del calibro di Francesca Dego, Martin Owen, Mariangela Vacatello, Enrico Bronzi, Edgar Moreau, Alena Baeva, Maxim Rysanov, Fumiaki Miura e Clara-Jumi Kang.

Si è affermato in prestigiose competizioni pianistiche internazionali come il Piano-e- Competition negli Stati Uniti, i concorsi pianistici di Leeds, Londra, Hamamatsu, Busoni di Bolzano, il Premio Venezia e il Premio Arturo Benedetti Michelangeli.
Nel 2012 ha ricevuto al Quirinale da Giorgio Napolitano il “Premio Presidente della Repubblica”, per meriti artistici e per la sua carriera internazionale.
Si è formato presso la Fondazione Musicale Santa Cecilia di Portogruaro con Laura Candiago Ferrari, diplomandosi con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore al Conservatorio Cesare Pollini di Padova.
Dopo essersi perfezionato con Piero Rattalino alla Scuola di Perfezionamento di Portogruaro, ha completato la sua formazione artistica all’Accademia Pianistica di Imola con Franco Scala, Leonid Margarius, Boris Petrushansky e Louis Lortie.
Ha conseguito il diploma cum laude all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma con Sergio Perticaroli e ha completato gli studi alla Lake Como Piano Academy con William Naboré, Fou Ts’ong, Dmitri Bashkirov, Malcolm Bilson e Stanislav Ioudenitch e alla Hochschule fur Musik, Theater und Medien di Hannover con Arie Vardi.
Viene spesso chiamato a tenere masterclass per istituzioni italiane ed estere e invitato a far parte di giurie di concorsi pianistici internazionali.
Collabora come divulgatore per Rai Radio 1 FVG in trasmissioni di carattere musicale. Ha inciso album per le etichette Sony Classical, Chandos, Somm, Musicom, RaiTrade e Tzadik.
È titolare della cattedra di pianoforte presso il Conservatorio Pollini di Padova ed è inoltre docente all’Accademia Pianistica di Imola “Incontri con il Maestro”.
È direttore artistico del Festival Internazionale di Musica di Portogruaro e consulente artistico per la musica e la danza del Teatro Verdi di Pordenone.

Quartetto Hagen

PROGRAMMA DI SALA

Quartetto Hagen

Lukas Hagen, violino
Rainer Schmidt, violino
Veronika Hagen, viola
Clemens Hagen,
 violoncello 

Il Quartetto Hagen presenta una carriera senza precedenti, che si estende su quattro decenni. Inizia nel 1981 con una serie impressionante di premi conferiti dai più importanti Concorsi cameristici internazionali e il contratto in esclusiva con la Deutsche Grammophon per la quale hanno inciso più di 45 CD, registrazioni nate per esplorare il repertorio quartettistico, quasi infinito, da cui si è sviluppato il profilo inconfondibile del Quartetto Hagen. Per la casa discografica Myrios ha inciso il Quintetto per clarinetto di Johannes Brahms con Joerg Widmann e i Quartetti per archi di Wolfgang Amadeus Mozart, incisioni che hanno ottenuto prestigiosi premi internazionali, tra cui il Diapason d’or e lo Choc de la musique. Il Quartetto Hagen è membro onorario della Konzerthaus Wien dal 2012 e ha ricevuto il Concertgebouw Amsterdam Prijs nel 2019 per i suoi molti anni di splendore e contributo artistico. Il repertorio del quartetto è fatto di programmi illuminanti e intelligentemente combinati che abbracciano l’intera storia del quartetto d’archi e di frequente il Quartetto ha lavorato a stretto contatto con i compositori della sua generazione, anche commissionando nuove opere. Molte le collaborazioni con celebri musicisti: Nikolaus Harnoncourt, Gyorgy Kurtag, Maurizio Pollini, Mitsuko Uchida, Sabine Meyer, Krystian Zimerman, Heinrich Schiff e Joerg Widmann, Kirill Gerstein, Sol Gabetta e Gautier Capucon. Nella stagione 2024/25 il Quartetto Hagen si è concentrato sui quartetti per archi di Haydn, Schumann, Janáček e Brahms, ma sono stati eseguiti anche quintetti di Mozart e Brahms con Sabine Meyer e Jörg Widmann e di Schubert con Julia Hagen e Gautier Capuçon. Le recenti tournée hanno portato il Quartetto Hagen in Francia, Norvegia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Svizzera, Inghilterra e Stati Uniti. Oltre al ciclo alla Wiener Konzerthaus, il Quartetto Hagen si è esibito anche alla Pierre Boulez Saal di Berlino, alla Wigmore Hall di Londra e al Concertgebouw di Amsterdam. Per un gran numero di giovani quartetti d’archi, il Quartetto Hagen rappresenta un modello di qualità, pluralità stilistica e impegno nell’esecuzione dei brani dei compositori prescelti per i singoli programmi. In qualità di insegnanti e mentori presso il Mozarteum di Salisburgo, la Hochschule di Basilea e in occasione di masterclass internazionali, trasmettono questo patrimonio di esperienza ai loro colleghi più giovani. Il Quartetto Hagen suona strumenti antichi costruiti da maestri italiani. 

Akademie für Alte Musik Berlin

Akademie für Alte Musik Berlin

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Martedì 24 Febbraio – ore 20:30

Teatro Municipale Valli

Concerti

Le quattro Suite orchestrali di Johann Sebastian Bach compongono un percorso ricco di contrasti e continuità: dalla vivacità luminosa della Suite n. 1, al tono più raccolto della n. 2, fino all’ampio respiro e alla solennità delle Suite n. 3 e n. 4. Pagine in cui il gusto della danza, l’eleganza di ascendenza francese e il rigore della scrittura bachiana convivono con naturalezza e slancio.
Affidate all’Akademie für Alte Musik Berlin, queste musiche trovano interpreti capaci di restituirne energia, chiarezza e vitalità, con quell’equilibrio tra precisione storica e libertà espressiva che da oltre quarant’anni contraddistingue il suono dell’ensemble berlinese.

Programma

J.S. Bach

Suite n. 1 in do maggiore BWV 1066
Suite n. 2 in si minore BWV 1067
Suite n. 3 in re maggiore BWV 1068
Suite n. 4 in re maggiore BW1069

Bio

Akademie für Alte Musik Berlin

L’Akademie für Alte Musik Berlin (Akamus) ha celebrato il suo 40° anniversario nel 2022. Fondata a Berlino nel 1982, l’ensemble è oggi una delle principali orchestre da camera del mondo che suona musica storicamente informata.
Per quattro decenni, l’orchestra ha ripetutamente dimostrato la sua versatilità con emozionanti progetti concertistici e viaggi musicali di scoperta. Ad esempio, l’Akamus ha dato un contributo significativo alla riscoperta della musica di Carl Philipp Emanuel Bach e Georg Philipp Telemann. In modo coerente e ponderato, l’ensemble ha gradualmente ampliato il suo repertorio principale nei periodi barocco e classico fino al XIX secolo, più recentemente con il ciclo molto acclamato “Le sinfonie di Beethoven e i loro modelli”.
A New York come a Tokyo, Londra o Buenos Aires, Akamus è ospite regolare e molto richiesta sui più importanti palcoscenici europei e internazionali. Nell’anno del suo anniversario, l’orchestra si è esibita in sedi quali il Concertgebouw di Amsterdam, il Musikverein di Vienna e il Festspielhaus di Baden-Baden. In qualità di artista in residenza, Akamus si è esibita anche alla Wigmore Hall di Londra e al German Mozart Festival di Augsburg.
L’Akamus è un pilastro centrale nella vita culturale della sua città natale, Berlino. Da oltre 35 anni, l’orchestra esegue una serie di concerti in abbonamento alla Konzerthaus di Berlino. Ma il cuore musicale di Akamus batte anche per il teatro musicale: alla Staatsoper Berlin, l’ensemble si dedica regolarmente all’opera barocca dal 1994. Con una propria serie di concerti, dal 2012 Akamus è anche ospite regolare del Prinzregententheater di Monaco.
L’Akamus si esibisce sotto la direzione dei suoi due concertmaster Bernhard Forck e Georg Kallweit e di direttori selezionati. L’ensemble ha una collaborazione artistica particolarmente stretta e di lunga data con René Jacobs. Inoltre, Emmanuelle Haim, Bernard Labadie, Paul Agnew, Diego Fasolis, Fabio Biondi, Rinaldo Alessandrini e Christophe Rousset hanno recentemente diretto l’orchestra.
Akamus collabora inoltre regolarmente con solisti di fama internazionale come Isabelle Faust, Antoine Tamestit, Kit Armstrong, Alexander Melnikov, Anna Prohaska, Michael Volle e Bejun Mehta. Insieme alla compagnia di danza Sasha Waltz & Guests, hanno creato una produzione di successo internazionale di Dido & Aeneas di Henry Purcell, che è stata ampiamente rappresentata da Berlino a Sydney.
Una menzione particolare merita la collaborazione di straordinario successo con il RIAS Kammerchor Berlin; una collaborazione, altrettanto formativa per entrambi gli ensemble, iniziata 30 anni fa. Akamus mantiene anche una stretta collaborazione con il Coro della Radio Bavarese.
Le registrazioni dell’ensemble, che oggi sono circa un centinaio, hanno vinto tutti i principali premi discografici, tra cui il Grammy Award, il Diapason d’Or, il Gramophone Award, l’Edison Award, il MIDEM Classical Award, lo Choc de l’année e il Premio annuale della critica discografica tedesca. Nel 2006 l’orchestra ha ricevuto il Premio Telemann della città di Magdeburgo e nel 2014 la Medaglia Bach della città di Lipsia.
Le ultime uscite in CD includono opere orchestrali di Telemann con il violista Antoine Tamestit come solista, nonché una registrazione della quarta e dell’ottava sinfonia di Beethoven e della Messa in si minore di Bach con il RIAS Kammerchor Berlin diretto da René Jacobs. Uno speciale cofanetto di 10 CD riunisce inoltre le migliori registrazioni dedicate alla famiglia Bach.

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
24/02/2026 20:30 da € 15,00 Acquista

Voces8

Voces8

Arte dell’espressione: la musica del Rinascimento

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Mercoledì 21 Gennaio – ore 20:30

Teatro Municipale Valli

Concerti

La monodia mistica della monaca renana von Bingen (XII sec.) e la prima polifonia del parigino Pérotin (tra XII e XIII sec.) danno inizio a questo grande viaggio nel repertorio per sole voci. Un caleidoscopio di nomi, di lingue (latino, inglese, italiano, francese) e di generi (sacro e profano, dalla messa al madrigale, dal mottetto alla chanson) che riflette l’inesauribile ricchezza della musica vocale europea tra cinquecento e seicento, una koinè dove dialogano a distanza l’Inghilterra di Tallis, Byrd, Weelkes e Gibbons, la Germania di Orlando di Lasso, l’Italia di Palestrina e Monteverdi, la Spagna di Da Victoria, l’area franco fiamminga di Mouton e di Josquin Desprez.

PROGRAMMA DI SALA

Programma

Hildegard von Bingen (1098–1179) Spiritus sanctus vivificans

Pérotin (attivo ca. 1190–1230) Viderunt omnes (estratto)

Orlando Gibbons (1583–1625) Drop, Drop Slow Tears

Thomas Tallis (ca. 1505–1585) O Nata Lux

Josquin des Prez (ca. 1450–1521) Ave Maria Virgo Serena

Jean Mouton (ca. 1459–1522) Nesciens Mater

Tomás Luis de Victoria (ca. 1548–1611) Regina Caeli à 8

Orlando di Lasso (ca. 1532–1594) Gloria da Missa Bell’ Amfitrit’ Altera

Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525–1594) Magnificat Primi Toni

Claudio Monteverdi (1567–1643) Lagrime d’Amante al Sepolcro dell’Amata Libro VI dei Madrigali

Thomas Weelkes (ca. 1576–1623) As Vesta Was from Latmos Hill Descending

Orlando di Lasso (ca. 1532–1594) Dessus le Marché D’Arras

William Byrd (ca. 1540–1623) Ave verum corpus

Thomas Tallis (ca. 1505–1585) If Ye Love Me

Orlando Gibbons (1583–1625) O Clap Your Hands

Bio

Voces8

L’ensemble vocale britannico Voces8, candidato ai Grammy 2023, è orgoglioso di ispirare il pubblico attraverso la musica e di condividere la gioia del canto. Con tournée in tutto il mondo, il gruppo si esibisce in un vasto repertorio, tanto a cappella, quanto in collaborazione con musicisti, orchestre, direttori e solisti di fama internazionale. Versatilità e celebrazione della diversità musicale sono al centro della loro filosofia artistica ed educativa, diffusa sia online, sia dal vivo. VOCES8 è infatti il gruppo vocale classico più ascoltato in streaming a livello mondiale. Dalla sua fondazione nel 2005, VOCES8 si è esibito nelle sale più prestigiose, tra cui Wigmore Hall, Elbphilharmonie di Amburgo, Philharmonie di Berlino, Cité de la Musique di Parigi, Konzerthaus di Vienna, Tokyo Opera City, NCPA di Pechino, Sydney Opera House, Mariinsky Theatre Concert Hall, Victoria Concert Hall di Singapore e Palacio de Bellas Artes di Città del Messico. Per la stagione 2024, che segna il 20º anniversario dell’ensemble, sono previsti oltre 100 concerti in tutto il mondo, tra cui una serata celebrativa al Barbican di Londra. VOCES8 ha collaborato, in concerto e in studio di registrazione, con artisti del calibro di Paul Simon, Jacob Collier, Eric Whitacre, Christopher Tin, Olafur Arnalds, Cody Fry, Rachel Podger, Jack Liebeck, Bomsori Kim, Jonathan Dove, Chanticleer, The King’s Singers, oltre che con orchestre quali Queensland Symphony Orchestra, English Chamber Orchestra, Royal Philharmonic Orchestra e Philharmonia Orchestra. L’educazione musicale è una delle missioni fondamentali di VOCES8, che è l’ensemble di punta della VOCES8 Foundation, un’organizzazione benefica che promuove l’iniziativa Music Education For All. Con attività di sensibilizzazione che raggiungono fino a 40.000 persone all’anno, la Fondazione organizza un programma di laboratori e masterclass presso il VOCES8 Centre, situato nella Chiesa di St Anne & St Agnes a Londra. A sostegno dei giovani talenti, il gruppo assegna otto borse di studio annuali attraverso l’iniziativa VOCES8 Scholars, in collaborazione con la Milton Abbey Summer School, dove cantanti amatoriali di ogni età studiano e si esibiscono con l’ensemble. Un programma parallelo è attivo anche negli Stati Uniti tramite la VOCES8 USA Foundation, che sostiene altri dodici giovani cantori. L’approccio imprenditoriale e lo spirito comunitario di VOCES8 sono coltivati dai co-fondatori Paul e Barnaby Smith. La pandemia di Covid-19 ha spinto l’ensemble a sviluppare nuove modalità di coinvolgimento del pubblico online, aprendo strade diverse per l’interazione con la musica classica. Tra le iniziative pionieristiche figurano il festival digitale LIVE From London e l’Accademia Digitale VOCES8. Creato in risposta alla pandemia, LIVE From London ha ottenuto grande successo per il suo approccio interattivo con artisti, stampa e pubblico globale. Ad oggi, ha prodotto dodici festival digitali, trasmesso oltre 150 concerti e venduto più di 250.000 biglietti in tutto il mondo. La stagione in corso prevede edizioni dedicate al Natale e all’estate. L’Accademia Digitale VOCES8 è un programma corale online rivolto a scuole, università e singoli cantanti, con sessioni interattive con i membri dell’ensemble, conferenze in diretta e video-lezioni su repertori che spaziano dal Rinascimento alla musica contemporanea. Sia LIVE From London, sia l’Accademia Digitale sono prodotti da VOCES8 Studios, il proprio studio di registrazione. Oltre alle attività digitali, VOCES8 è regolarmente presente su album, programmi televisivi e radiofonici internazionali. L’ensemble è un artista Decca Classics e pubblica anche per la propria etichetta, VOCES8 Records. Il disco The Lost Birds di Christopher Tin, registrato con la Royal Philharmonic Orchestra, è stato candidato ai Grammy 2023. Il loro album più recente, Nightfall, raccoglie musiche contemplative ispirate alla notte. Tra le pubblicazioni recenti figurano A Choral Christmas, Home diretto da Eric Whitacre (con The Sacred Veil, che ha raggiunto la vetta delle classifiche classiche in Regno Unito e Stati Uniti) e Seven Psalms di Paul Simon, nel quale VOCES8 ha avuto il privilegio di partecipare. L’ensemble collabora con Ken Burton come compositore residente e Jim Clements come arrangiatore residente. VOCES8 ha commissionato brani a compositori quali Jonathan Dove, Roxanna Panufnik, Roderick Williams, Paul Smith, Jason Max Ferdinand, Jocelyn Hagen, Melissa Dunphy, Ken Williams, Taylor Scott Davis, Alexander Levine, Alexia Sloane, Alec Roth, Ben Parry, Ola Gjeilo, Mårten Jansson, Philip Stopford, Graham Lack, Thomas Hewitt Jones e Owain Park. In occasione del 20º anniversario, è stata commissionata una nuova serie di composizioni. VOCES8 pubblica arrangiamenti, composizioni originali e materiale educativo attraverso VOCES8 Publishing, oltre a collaborare con E.C. Schirmer per la VOCES8 Foundation Choral Series e con Edition Peters, con cui ha pubblicato due antologie e una serie di singoli brani corali. Il VOCES8 Method, scritto da Paul Smith, è uno strumento didattico innovativo, disponibile in quattro lingue, che utilizza la musica per potenziare le abilità numeriche, linguistiche e cognitive.

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21/01/2026 20:30 da € 14,00 Acquista
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