
Ausmerzen. Vite indegne di essere vissute
di Marco Paolini, regia Renato Sarti
Celebrazioni della Giornata della Memoria
Ausmerzen. Viene da “aus merz”, da marzo. Ha un suono gentile, di terra. È una parola di pastori, indica qualcosa che va fatto in quel tempo. A marzo le pecore e gli agnelli, che nella transumanza rallentano la marcia, vanno soppressi. I dottori dell’eugenetica alla fine della Belle Époque prendono due strade per migliorare il mondo: per gli inglesi si trattava di “to eradicate illness”, sradicare la malattia. Per i tedeschi si trattava di “ausmerzen”: sopprimere i deboli. Sapete come è finita, no?
Descrizione
Molti anni fa, a metà degli anni Novanta, mentre stavo preparando uno spettacolo sul lager della Risiera di San Sabba a Trieste, venni a conoscenza dell’Aktion Te Vier, l’Azione Ti Quattro, il primo sterminio di massa nazista: l’eliminazione di settantamila tedeschi fra malati mentali, portatori di handicap, disabili e bambini affetti da malformazioni. Perché ne venni a conoscenza?
Perché la stessa manovalanza, gli stessi squadroni di macellai della T4, che per la prima volta sperimentavano e facevano uso di tecniche, che poi si sarebbero rivelate fondamentali per la Soluzione Finale, dopo aver sterminato circa due milioni di ebrei polacchi a Belzec, a Sobibor e a Treblinka, furono mandati a Trieste per gestire la Risiera.
Quando vidi Ausmerzen di Marco Paolini, che parlava di tutto quello che aveva determinato, preceduto e seguito la T4, rimasi colpito profondamente. Un autentico pugno allo stomaco.
Troppo semplicistico limitarsi a dividere il mondo fra le povere vittime (ballasexistenzen, esistenze zavorra) e i carnefici cattivi (i nazisti). Sono più complesse e inquietanti la genesi del delirio della pura razza ariana e le conseguenze che ne derivarono.
Conseguenze pesanti, perché con quelle idee, che hanno attecchito in profondità, che si sono incarnate e che non sono così facili da estirpare, ci ritroviamo a fare i conti ancora oggi molto, ma molto più di quanto si pensi o si possa immaginare.
Renato Sarti


Biglietti
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| 31/01/2027 | 18:00 | Presto in vendita |
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Crediti
di Marco Paolini, Mario Paolini, Michela Signori, Giovanni De Martis
adattamento, regia, scena e costumi Renato Sarti
con Barbara Apuzzo e Renato Sarti
produzione Teatro della Cooperativa
Con il sostegno di
