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usica
erformance

Marconi e Pennese

Prati
 
Palcoscenico del Teatro Ariosto

De Profundis

di Oscar Wilde, Claudio Marconi, Matteo Pennese

testo originale Oscar Wilde
adattamento Claudio Marconi
musiche Matteo Pennese

Claudio Marconi voce recitante
Matteo Pennese cornetta, bandoneon, elettronica
Walter Prati violoncello, elettronica
produzione
MMT Creative Lab

Lo spettacolo trae origine da una lunga lettera – nota come De Profundis – che Oscar Wilde scrisse nel 1897 a Lord Alfred Douglas, il giovane da lui amato, dal carcere di Reading dove si trovava da quasi due anni. L’angoscioso racconto della discesa agli Inferi del grande scrittore, imprigionato a sèguito di un processo per omosessualità, diviene qui occasione per una suggestiva partitura di suoni e parole.
La voce recitante di Claudio Marconi interagisce con la partitura tecnologico-musicale di Matteo Pennese e Walter Prati, creando un amalgama originale che restituisce il testo di Wilde in tutta la sua forza e straordinaria contemporaneità. La musica contribuisce a costruire un “oggetto” unico insieme alla parola, insinuandosi fra le pieghe, gli interstizi di questo intenso testo dell’autore irlandese.
E mentre il testo si fonde con il suono, lo spazio dei performer si fonde con lo spazio del pubblico, in una drammaturgia affascinante e fluida, che favorisce l'immersione nell’esperienza teatrale e sonora. La mise en espace è infatti allestita in uno spazio delimitato da sette postazioni/leggii, dove la voce narrante interpreta i diversi episodi che la drammaturgia ha individuato nel testo originale di Wilde; i due musicisti sono sempre in vista e il pubblico condivide con la scena il medesimo spazio: le sette postazioni sono intese come un percorso attraverso la presenza del pubblico.
Lo spettacolo, presentato in prima assoluta nel 2010, è stato inserito nel 2011 all'interno del circuito della Provincia di Milano "Invito a Teatro" registrando oltre una settimana di sold out.