Teatro Cavallerizza

CCNO - Josef Nadj

ATEM le souffle
di Josef Nadj

Centre chorégraphique national d’Orléans - Josef Nadj

prima italiana

regia, coreografiJosef Nadj
musica originale Alain Mahé
assistito da Pascal Seixas
interpreti Anne-Sophie Lancelin, Josef Nadj
musicista Pascal Seixas
costumi Aleksandra Pešic
attrezzeria László Dobó
direzione di scena Alexandre de Monte
costruzione delle scene Clément Dirat, Julien Fleureau
direttore di produzione Michel Chialvo
prima assoluta 66° Festival di Avignone, luglio 2012

produzione Centre chorégraphique national d’Orléans; Jel-Színház - coproduzione Festival di Avignone; Théâtre de la Ville 'le CENTQUATRE' Parigi; Governo del Portogallo / Segreteria di Stato per la Cultura; Teatro Nacional de São João, Porto - sostegno alla creazione DRAC Centre, la Région Centre, Città di Orléans - ringraziamenti a Milena Stoicevic, Quadriennale di Praga, Repubblica Ceca; Regional Creative Atelier, Kanjiza, Serbia; Kiosk, Belgrado, Serbia. Con il sostegno della Société Générale.
In collaborazione con ATER – Associazione Teatrale Emilia Romagna.

Il Centre chorégraphique national d’Orléans è sovvenzionato da Ministero della Cultura e della Comunicazione DGCA-DRAC Centre, la Région Centre, Città di Orléans, Dipartimento di Loiret. Il Centre chorégraphique national d'Orléans, direzione Josef Nadj, è membro dell’Association des Centres Chorégraphiques Nationaux (ACCN).

La prima sfida di Atem è la scenografia: un piccolo teatro in cui la sala è costituita da sette file di gradinate che può accogliere una sessantina di persone, mentre la scena si presenta come una “scatola nera” sopraelevata di dimensioni ridotte (larga 4 metri e profonda 3), un parallelepipedo ridotto la cui apparente semplicità nasconde la presenza di vie di fuga, aperture, passaggi, nicchie o doppifondi. Una costruzione spettacolare e intima, che contiene il pubblico, e suscita subito due domande: una riguarda il rapporto tra i due ballerini: “Come occupare, come abitare in due uno spazio così piccolo?” L’altra la relazione scena / sala che deriva da questa particolare costruzione, o meglio la prossimità come condizione dello sguardo, tanto più che la luce, di sole due candele, forza lo spettatore a prestare la massima attenzione.
A partire da questi dati concreti, da queste scelte materiali e dalla riflessione che hanno suscitato, Josef Nadj ha deciso di concentrarsi su “i dettagli, gli oggetti, gli indizi, i piccoli segni”, per riprendere e continuare alcune tematiche ricorrenti nel suo universo artistico: la ricerca sui materiali e la loro trasformazione, il riferimento agli elementi naturali e al cosmo, infine e soprattutto la questione del tempo, ciclico o lineare, il cui “scorrere inesorabile si oppone all’eternità”.
La seconda sfida di Josef Nadj in Atem consiste nell’operare una sorta di ritorno alle fonti della sua ispirazione trattando, per la prima volta, le opere di due artisti che lo “accompagnano” da sempre: si tratta di Albrecht Dürer (1471-1528), o meglio delle sue incisioni, e del poeta Paul Celan (1920-1970), la cui rilettura, nel corso del processo creativo, l’ha portato a ritrovare in alcune poesie molteplici eco delle incisioni di Dürer.
Esercizio di lucidità, di rivelazione Atem propone una lettura di una delle opere principali di Dürer, Melencolia I (1514), incisione su rame di una grande complessità che è stata ed è ancora oggi, “il soggetto di infinite interpretazioni” (H. Wölfflin). Il punto di lettura di Josef Nadj non ha certamente nulla di didattico: il suo intento è quello di raccogliere gli elementi, isolarli, spostarli, combinarli e farli entrare in risonanza con dettagli trovati o presi a prestito da altre incisioni di Dürer, e con i versi di Paul Celan, per comporre una nuova immagine mutevole e animata, un quadro in cui il movimento contesta la visione, allo stesso modo in cui ne diviene rivelatore, una guida per lo sguardo.
(Myriam Bloedé)

Josef Nadj è nato nel 1957 a Kanjiza (provincia della Voivodina nella ex-Jugoslavia, attuale Serbia). Studia Belle Arti a Novi Sad (capitale della Vojvodina), successivamente studia storia, arte e musica all’Accademia di Belle Arti presso l’Università di Budapest. Nel 1980 si trasferisce a Parigi per proseguire la sua formazione con Marcel Marceau e Etienne Decroux. Nello stesso periodo scopre la danza contemporanea all’epoca in piena espansione in Francia, inizia lo studio dell’arte del gesto nel 1983 (in Francia e in Ungheria) e si esibisce nelle creazioni di Sidonie Rochon (Papier froissé, 1984), Mark Tompkins (Trahison Men, 1985), Catherine Diverrès (L’arbitre des élégances, 1988) e François Verret (Illusion comique e La, commissione del GRCOP, 1986).
Nel 1986 crea la sua Compagnia, Théâtre JEL ("jel" significa "segno" in ungherese) e crea la sua prima coreografia intitolata Canard Pékinois che debutta nel 1987 al Théâtre de la Bastille e, nella stagione successiva, al Théâtre de la Ville di Parigi. Oggi, è l’autore di una trentina di creazioni e spettacoli.
Al Festival di Avignone ha presentato: Les échelles d’Orphées nel 1992, Le cri du caméléon e Les commentaires d’Habacuc nel 1996, Woyzeck, ou l’Ébauche du vertige nel 1997, Petit psaume du matin nel 1999, Le temps du repli nel 2001, Les Philosophes nel 2002, Last landscape nel 2005.
Nel 2006 Josef Nadj è Artista Associato al 60° Festival d'Avignone: presenta Asobu nel Cortile d’Onore del Palazzo dei Papi in apertura del festival e una collaborazione con il pittore Miquel Barceló, Paso doble, alla Chiesa dei Celestini. Avido di incontri e scambi, continua le sue collaborazioni, con il musicista Akosh Szelevényi ha creato Les Corbeaux, presentato ad Avignone nel 2010.
Josef Nadj è stato insignito di molti premi e riconoscimenti, tra i quali il premio “Golden Mask” come migliore interprete straniero per Woyzeck, ou l’Ébauche du vertige in Russia nel 2002. Per l’anno degli scambi Francia-Russia ha creato Cherry-Brandy, come artista ospite al Festival Internazionale di Teatro “Anton Čechov”.
Dal 1995 è Direttore del Centre Chorégraphique National d’Orléans.

Alain Mahé, nato a Morlaix nel 1958, si specializza in improvvisazione musicale, elettroacustica, musica elettronica, sassofono tenore e soprano, jazz e improvvisazione musicale all’Institut Art Culture Perception di Parigi. Segue le classi di composizione elettroacustica ed elettronica di Christian Villeneuve al CNR di Nantes e partecipa ai workshop di musica elettronica al GMEA di Albi, all’Università di Radiofonia di Arles (Lucien Bertolina, GMEM Marsiglia) e all’Accademia dell’Ircam nel 1998 (Jonathan Harvey, Gérard Grisey). È stato membro del Forum Ircam (1994/2001-2010). La sua musica copre varie discipline artistiche: musica elettroacustica e elettronica, cinema, fotografia, teatro e danza.