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I Teatri di Reggio Emilia

I Teatri di Reggio Emilia

Fondazione I Teatri Reggio Emilia

Biglietteria (si apre in una nuova finestra)

Anne Teresa De Keersmaeker
Meskerem Mees • Jean-Marie Aerts • Carlos Garbin
Rosas

«Una serata di danza come un viaggio attraverso la tempesta della vita».

Susanne Gietl, ND

«Forse camminare non è mai stato così emozionante. Sul palcoscenico si è scatenata una tempesta e un ululato, dove si sono incontrate le radici del blues e i ritmi di Shakespeare. La coreografia di Anne Teresa De Keersmaeker “EXIT ABOVE” ci porta in una tempesta fulminante. Il pubblico l’ha ringraziata creando un temporale con le mani)».

Puls24.at
PROGRAMMA DI SALA

Crediti

Coreografia Anne Teresa De Keersmaeker 
Creata e danzata da Abigail Aleksander, Jean Pierre Buré, Lav Crnčević, José Paulo dos Santos, Rafa Galdino, Carlos Garbin, Nina Godderis, Solal Mariotte, Meskerem Mees, Mariana Miranda, Ariadna Navarrete Valverde, Cintia Sebők, Jacob Storer 
Musica Meskerem Mees, Jean-Marie Aerts, Carlos Garbin eseguita da Meskerem Mees, Carlos Garbin 
Scene Michel François 
Luci Max Adams 
Costumi Aouatif Boulaich 
Testi e liriche Meskerem Mees, Wannes Gyselinck 
Drammaturgia Wannes Gyselinck 
Direttori delle prove Cynthia Loemij, Clinton Stringer 
Produzione Rosas 
Coproduzione Concertgebouw Brugge (Bruges), De Munt / La Monnaie (Brussel / Bruxelles / Brussels), Internationaal Theater Amsterdam, Le théâtre Garonne (Toulouse), GIE FONDOC OCCITANIE (Le Parvis Tarbes, Scène nationale ALBI Tarn, Le Cratère Alès, Scène nationale Grand Narbonne, Théâtre Garonne).
Con il supporto di Dance Reflections di Van Cleef & Arpels:
Con il supporto del Tax Shelter del Governo Federale Belga, in collaborazione con Casa Kafka Pictures – Belfius.
Rosas è supportata da Comunità Fiamminga, Flemish Community Commission (VGC), e da BNP Paribas Foundation.

Prima mondiale 31 maggio 2023, Théâtre National Wallonie-Bruxelles 

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Ensemble Micrologus

La musica in Italia durante il XV secolo subì, dopo il risveglio dell’Ars Nova trecentesca, una forte influenza dell’ingente produzione artistica di scuola franco-fiamminga. Non fu interrotta la creazione di musica originale, ma questa si perse per una preferenza, tutta italiana, di improvvisare o comporre alla mente, quello che invece in Europa, sotto la spinta della scuola franco-fiamminga, veniva sapientemente e accuratamente annotato in preziosi codici musicali.
Nelle nuove corti italiane, votatesi al pensiero umanistico, vennero invitati i più grandi compositori europei, come Du Fay o Josquin Des Prez, che portarono il loro nuovo stile e l’unirono al suono della lingua italiana. Insieme a questi furono richiesti anche esperti maestri di danza, perché l’educazione dei giovani fosse più completa possibile (insieme allo svago e al divertimento di tutti), di cui il più grande fu certo Guglielmo Ebreo (autore di un importantissimo trattato di ballo); spesso questi maestri creavano le coreografie dei balli sulla musica improvvisata dai migliori cantanti e strumentisti dell’epoca, altre volte furono loro stessi compositori delle musiche.

Anche gli strumenti musicali furono modificati, avvicinandoci sempre di più a quelli del periodo rinascimentale, pur mantenendo, per lo più, tecniche esecutive legate al secolo precedente.

Le ballate e le canzoni, i balli, le bassedanze, (insieme ai rondeaux e alle chanson francesi), sono le musiche italiane polifonizzate nei due distinti stili: quello nostrano e quello d’oltralpe.

Ensemble Micrologus

Patrizia Bovi, canto e arpa gotica
Gabriele Russo,
viola, ribeca e liuto
Goffredo Degli Esposti, flauti diritti,  zufolo e tamburo, cornamusa
Crawford Young,
liuto

Gabriele Carcano, pianoforte

Tra i pianisti più affermati della sua generazione, Gabriele Carcano in questo concerto sperimenterà dapprima l’assorbimento della tradizione popolare, evidente negli studi “in ritmo africano” di Fred Onovwerosuoke, compositore americano di origini ghanesi e nigeriane nato nel 1960, e l’idea di Africa rappresentata nel secolo scorso dalle composizioni di Ligeti.
Africa non come radice storica, bensì come epicentro di un’espressione di sofferenza e di bellezza che dà voce alle crisi più profonde del nostro XXI secolo.

Fred Onovwerosuoke, giunto negli Stati Uniti all’età di trent’anni con una borsa di studio del Principia College, in Illinois, ha lavorato a lungo sulle radici della musica africana e si è impegnato nella diffusione della conoscenza di quel patrimonio anche attraverso attività come la fondazione dell’African Chorus di St. Louis, in Missouri.

Gabriele Carcano alterna gli Studi di Onovwerosuoke con gli Études di György Ligeti, ungherese di nascita e di formazione rifugiatosi però in Austria dopo l’invasione del suo paese da parte dei carri armati sovietici nel 1956. I suoi Études per pianoforte risalgono alla sua fase creativa più matura e nascono dalla ricerca di una sintesi fra la letteratura musicale consolidata e un linguaggio nuovo, si potrebbe dire fra Debussy, al quale il progetto degli Études è ispirato, e quanto egli stesso era venuto accumulando in una sperimentazione di decenni.

Primo passaggio del concerto affidato all’universo multiforme delle sonate di Domenico Scarlatti, l’ultimo passaggio del programma sarà dedicato a Fryderyk Chopin.

Gabriele Carcano è vincitore di numerosi premi, ha una carriera internazionale che spazia dal recital, a concerti con orchestra, alla musica da camera.

Dieci modi per morire felici

Almar’a • Ginevra Di Marco • Orchestra di Piazza Vittorio

Crediti

voci Ginevra Di Marco (Italia), Yasemin Sannino (Turchia), Nadia Emam (Italia/Egitto), Hana Hachana (Tunisia), Kavinya Monthe Ndumbu (Kenya), Carlos Paz (Ecuador)
Ziad Trabelsi (Italia/Tunisia) oud – Dima Dawood (Siria) kanoun – Derya Davulcu (Turchia) violoncello – Peppe D’Argenzio (Italia) fiati – Sana Ben Hamza (Tunisia) percussioni – Silvia La Rocca (Italia/Eritrea) flauto traverso – Raul Scebba (Argentina) percussioni – Emanuele Bultrini (Italia) batteria – Pino Pecorelli (Italia) basso
arrangiamenti e coordinamento musicale Ziad Trabelsi, Pino Pecorelli

L’Orchestra di Piazza Vittorio è nata in seno all’Associazione Apollo 11 ed è stata ideata e creata da Mario Tronco e Agostino Ferrente

Ideato e prodotto da Toscana Produzione Musica

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Ministero Beni Culturali Regione Emilia-Romagna Fondazione Pietro Manodori

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ISO 9001Ente di accreditamento Accredia

Fondazione I TEATRI - Piazza Martiri del 7 luglio, 7 - 42121, Reggio Emilia - tel 0522 458811 - P.IVA 01699800353 - CF 91070780357

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