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I Teatri di Reggio Emilia

I Teatri di Reggio Emilia

Fondazione I Teatri Reggio Emilia

Biglietteria (si apre in una nuova finestra)

Ballet National de Marseille
(LA)HORDE

PROGRAMMA DI SALA

AGE OF CONTENT

Una pomposa opera post-postmoderna, post-Barbie e post-#MeToo

Age of Content è un esempio eclatante della danza post-internet di (LA)HORDE: poetica, post-punk e politicamente impegnata, ricca di influenze della moda, dei videogiochi e della club culture.

Sedici danzatori del Ballet de Marseille si muovono in un videogioco: superano i filtri di Instagram, i balli di TikTok, l’arrapamento di OnlyFans e le acrobazie dei film d’azione.

Intrappolati in un metaverso alternativo, a metà tra un hangar per aerei e un club, i danzatori si trovano faccia a faccia con potenziali versioni di loro stessi: i loro avatar. Questi individui, artificiali o meno, si scontrano, combattono, si difendono, fuggono, si abbracciano, desiderano e celebrano la vita.

Il titolo Age of Content è un gioco di parole sulla maggiore età in cui una persona è considerata legalmente competente per acconsentire ad atti sessuali. Ma fino a che punto abbiamo il controllo, il consenso, sulla nostra presenza fisica nel mondo virtuale?

ROOM WITH A VIEW

Un ultimo rave prima dell’apocalisse

Room With A View è una foglia bianca. Una cava. Un cubo bianco ai margini della civiltà dove tutto può accadere. Un crollo o un nuovo inizio? Con le musiche della star dell’elettronica francese RONE, Room With A View è una rivolta frenetica in un vibrante universo techno.

In una cava di marmo le macchine sono in azione per tagliare e lucidare la roccia. In questo luogo ultraterreno e dietro alle sue macchine, RONE scolpisce ampi paesaggi elettronici e motori che offre a un gruppo di danzatori. Un’esperienza electro-dance piena di riferimenti agli scultori italiani del Rinascimento, alla fantascienza e a Greta Thunberg.

Un gruppo di anarchici disperati fa di tutto per sfidare i limiti. Con frammenti provenienti dal neo-circo e dal rave, nonché dall’universo della dance di strada e dei nightclub, il caos diventa improvvisamente qualcosa che assomiglia alla speranza. Un altro esempio di coreografia in cui (LA)HORDE mette in scena la protesta, la rivoluzione e la ribellione.

(LA)HORDE

Dal 2013 (LA)HORDE riunisce gli artisti Marine Brutti, Jonathan Debrouwer e Arthur Harel. Questo collettivo di coreografi e artisti visivi, che nel 2019 ha assunto la direzione del CCN Ballet National de Marseille, composto da 27 ballerini di 16 nazionalità, ha sviluppato un progetto di collaborazione con diverse comunità online che ha dato vita a creazioni multidisciplinari e intercomunitarie.

Attraverso film e performance (Novaciéries, 2015; The Master’s Tools, 2017; Cultes, 2019; Ghosts, 2021), e pezzi coreografici (Night Owl, 2016; To Da Bone, 2017; Marry Me in Bassiani, 2019; Room With A View, 2020), (LA)HORDE interroga la componente politica della danza e mappa diverse forme coreografiche di rivolta popolare, passando dai rave alle danze tradizionali e al jumpstyle.

La loro esplorazione delle nuove dinamiche di circolazione e rappresentazione della danza e del corpo che si sviluppano online li ha portati a lavorare sul concetto di “danze post-internet”. Diversificando i formati, (LA)HORDE si interroga sulla serendipità quasi infinita che questo nuovo territorio fornisce e propone prospettive multiple sulle rivolte delle comunità con cui lavorano in modo eterarchico.

Nel 2021 hanno invitato per un programma misto anche le coreografe Lucinda Childs, Tania Carvalho, Lasseindra Ninja e Oona Doherty, ognuna delle quali incarna la propria concezione iconica, inclusiva e impegnata della danza. Nel 2022, presentano Roommates, un programma di sei brevi pezzi che collegano iperrealismo e minimalismo, di Lucinda Childs, Claude Brumachon e Benjamin Lamarche, Peeping Tom, Cecilia Bengolea e François Chaignaud. (LA)HORDE, oltre a una grande mostra di danza, We Should Have Never Walked on the Moon, che mescola il registro dei musical e dei film live-action con quello dell’avanguardia coreografica.

Crediti

AGE OF CONTENT

Concept e direzione (LA)HORDE – Marine Brutti, Jonathan Debrouwer, Arthur Harel
coreografia (LA)HORDE in collaborazione con danzatori e danzatrici e gli assistenti del Ballet national de Marseille.
Collaboratori artistici alla coreografia Valentina Pace, Jacquelyn Elder, Angel Martinez Hernandez, Julien Monty
Scenografia Julien Peissel
Musica Avia, Gabber Eleganza, Philip Glass
Disegno luci Eric Wurtz
Costumi Salomé Poloudenny
Produzione Ballet national de Marseille

Coproduzione MC2 Maison de la Culture de Grenoble, scène nationale – Biennale de la danse de Lyon 2023 – International Summerfestival Kampnagel, Hambourg – Théâtre de la Ville-Paris – Théâtre du Châtelet – Créteil-Maison des arts, scène nationale – Maison de la culture, scène nationale d’Amiens – La Comédie, scène nationale de Clermont-Ferrand – L’Équinoxe, scène nationale de Châteauroux – Charleroi Danse, centre chorégraphique de Wallonie, in collaborazione con il Palais des Beaux-Arts, Charleroi – Grand Théâtre de Provence – Espace des Arts, scène nationale de Chalon-sur-Saône – Opéra de Dijon – Teatro Rivoli de Porto. Con il sostegno di Dance Reflections by Van Cleef & Arpels
In collaborazione con DIESEL

ROOM WITH A VIEW

Concezione artistica RONE & (LA)HORDE – Marine Brutti, Jonathan Debrouwer, Arthur Harel
Musiche di RONE
Regia e coreografia (LA)HORDE – Marine Brutti, Jonathan Debrouwer, Arthur Harel
Con i danzatori del Ballet national de Marseille
Assistente artistico Julien Ticot
Scenografia Julien Peissel
Assistente alla scenografia Eléna Lebrun
Consulente tecnico alla scenografia Sébastien Mathé
Disegno luci Eric Wurtz
Assistente alle luci Mathieu Cabanes
Fonico di sala Jonathan Cesaroni
Assistente alla produzione sonora César Urbina
Costumi Salomé Poloudenny
Assistente ai costumi Nicole Murru
Commissionato dal Théâtre du Châtelet In accordo con Décibels Production e Infiné
Coproduzione Théâtre du Châtelet, Ballet national de Marseille e Grand Théâtre de Provence.

Il CCN Ballet national de Marseille – direzione (LA)HORDE riceve il sostegno di DRAC PACA, Ministère de la Culture, Ville de Marseille e Fondazione BNP-Paribas.

Partner

Fondatori





Con il sostegno di





Flamenco Criollo

Aruán Ortiz

Pianista, violista e compositore, Aruán Ortiz, nato a Santiago de Cuba e residente a Brooklyn, è da oltre 15 anni una figura attiva nella scena del jazz progressivo e d’avanguardia degli Stati Uniti.

Dal suo arrivo negli Stati Uniti, Aruán ha suonato, fatto tournée e registrato con luminari del jazz come Wadada Leo Smith, Don Byron, Greg Osby, Wallace Roney, Nicole Mitchell, Cameron Brown, Michael Formanek, William Parker, Adam Rudolph, Andrew Cyrille, Henry Grimes, Marshall Allen, Hamiet Bluiett, Oliver Lake, Rufus Reid, Graham Haynes, Terri Lyne Carrington e Nasheet Waits. Ha inoltre collaborato con i coreografi Jose Mateo, Danis Mora e Milena Zullo; con i registi Ben Chace, Mariona Lloreta e Monica Rovira; con i poeti Abiodun Oyewole di The Last Poets; con lo scrittore/poeta/regista Mtume Gant; con DJ Logic e Val Jeanty Inc. e con le rinomate scrittrici tedesche Angelika Hentschel e Anna Breitenbach.

Il pianismo di Aruán è stato lodato come “un nuovo suono solido e unico nel mondo del jazz di oggi”. “I suoi album sono stati pubblicati in tutto il mondo, tra cui JazznMore Swizerland, The Guardian UK, Expresso, The New York Times, DownBeat, JazzTimes, Jazziz, The Boston Globe, Rolling Stone Magazine, Billboard, San Diego Union Tribune, All About Jazz, US, Jazzpodium, Musica Jazz, Il Muro Magazine, Il Corriere della Sera, Jazz Halo, The Ottawa Citizen e The Irish Times.

Aruán ha conseguito un MFA in Composizione musicale presso il Vermont College of Fine Arts (VCFA) e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il South Arts Jazz Road Creative Residency Grant (2021), il Jazz Coalition Commission Grant (2020), il Foundation for Contemporary Arts Emergency Grant (2019); il Composer Fellowship Award del Vermont College of Fine Arts (2016); Doris Duke Impact Awards (2014); Jerome Foundation Travel & Study Grant (2013); Latin Jazz Corner’s Arranger of the Year (2011) per il suo contributo all’album “El Cumbanchero” del flautista Mark Weinstein (Jazzheads, 2011); Jas Hennessy Piano Solo Competition, Montreux, Svizzera (2001); e Best Jazz Interpretation, Festival de Jazz in Vic, Spagna (2000).

photo by Michal Novak

Crediti

Aruán Ortiz Ensemble
pianoforte, direzione musicale, composizioni Aruán Ortiz
canto flamenco Ismael de la Rosa 
voci Malika Zarra & Susana Orta 
oud George Ziadeh 
violoncello Martín Meléndez 
percussioni afro-cubane Fernando Favier, Inor Sotolongo, Yomar Amador 
danza afro-cubana Niurka Agüero 
danza flamenco María Moreno

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Fondatori





Con il sostegno di





Emilíana Torrini

Emilíana Torrini

Di padre italiano e madre islandese, classe 1977, cresce nei dintorni di Reykjavik, incomincia a cantare in un coro all’età di sette anni e quando ne ha 15 si iscrive a una scuola di opera. Per il 50esimo compleanno di suo padre registra alcuni standard jazz e blues che poi diventano un album che vende 15.000 copie in Islanda, restando al numero 1 per diversi mesi. Scrive poi alcuni brani da sola, e questo è l’inizio della sua carriera da professionista. Dopo aver trascorso un periodo a Londra si trasferisce a Bath, dove, con la produzione di Roland Orzabal dei Tears for Fears, pubblica il suo debutto, LOVE IN THE TIME OF SCIENCE. Dopo un lunghissimo tour in giro per l’Europa entra nel cast di “Lord of the Rings”; si trasferisce a vivere a Brighton e, tra le altre cose, scrive una canzone per Kylie Minogue, “Slow”, che va al numero 1 in classifica. Poi torna alle origini, e scrive un album “a lume di candela”, senza l’aiuto dell’elettronica, FISHERMAN’S WOMAN. È il 2004. Come accaduto tra il primo e il secondo cd, Emilíana si prende tutto il tempo che le serve per dare alle stampe un nuovo lavoro. Il suo titolo è ME AND ARMINI, l’anno il 2008, seguito da un EP dallo stesso titolo l’anno successivo.
Dopo essere diventata genitori nel 2010, nel 2013 arriva il nuovo lavoro TOOKAH.

Partner

Fondatori





Con il sostegno di





Concerto del coro di voci bianche dei Teatri

Concerto finale e premiazioni

Giovanni Sollima, Clarissa Bevilacqua e Carlotta Maestrini 

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Fondatori

Comune di Reggio Emilia Provincia di Reggio Emilia Gruppo Iren

Con il sostegno di

Ministero Beni Culturali Regione Emilia-Romagna Fondazione Pietro Manodori

Certificazioni

ISO 9001Ente di accreditamento Accredia

Fondazione I TEATRI - Piazza Martiri del 7 luglio, 7 - 42121, Reggio Emilia - tel 0522 458811 - P.IVA 01699800353 - CF 91070780357

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