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I Teatri di Reggio Emilia

I Teatri di Reggio Emilia

Fondazione I Teatri Reggio Emilia

Biglietteria (si apre in una nuova finestra)

The Tempest songbook

Crediti

Musiche di Kaija Saariaho, Tempest Songbook per soprano, baritono e ensemble (2004) e di Henry Purcell, da The Tempest, or The Enchanted Isle (1695) 
Laura Zecchini soprano – Paolo Leonardi baritono 
FontanaMIX ensemble 
Lavinia Guillari flauto dolce, Marco Ignoti chalumeau, Mario Strinati liuto, Filippo Pantieri cembalo, Valentino Corvino violino, Giacomo Scarponi violino, Corrado Carnevali viola, Sebastiano Severi violoncello, Pietro Agosti contrabbasso 
Francesco La Licata direttore 

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Camilla Battaglia • Matt Mitchell

Camilla Battaglia

Classe 1990 e figlia d’arte, dal 2010 in poi ha maturato svariate esperienze significative in Italia e in altri paesi, sempre impegnata nella ricerca e nella definizione di un proprio mondo musicale. Stiamo parlando di Camilla Battaglia, cantante, compositrice e leader che i primi stimoli musicali li ha ricevuti in famiglia, dal padre, il pianista Stefano Battaglia, e dalla madre, la cantante Tiziana Ghiglioni, entrambi protagonisti di primo piano nel panorama non solo italiano degli ultimi quarant’anni.
Laureatasi in filosofia all’Università Statale di Milano nel 2012, subito dopo intraprende gli studi musicali frequentando la Siena Jazz University, dalla quale esce nel 2016 con il massimo dei voti in canto jazz. Contemporaneamente, all’interno dell’EUJam—European Master Program, inizia un percorso di specializzazione che la porta a soggiornare in varie capitali europee, dove ha modo di approfondire aspetti della composizione e dell’improvvisazione assieme a tanti coetanei talentosi. La messa a punto di varie collaborazioni su progetti mirati trova l’edizione discografica dal 2015 ad oggi in una manciata di notevoli CD. Come tanti suoi colleghi ancora giovani, la cantante si dedica anche alla didattica: attualmente insegna improvvisazione e repertorio presso la Siena Jazz University. Anche il 2024, come vedremo nell’intervista che segue, si preannuncia molto proficuo sia per la pubblicazione su disco di altri lavori, sia per l’attività performativa tesa a perfezionare la sintonia di nuovi sodalizi con idonei compagni di strada.

Matt Mitchell

Matt Mitchell è un pianista, compositore e musicista elettronico interessato alle intersezioni di vari generi di nuova musica acustica, elettrica, composta e improvvisata. Ha pubblicato diversi album lungimiranti, acclamati dalla critica e influenti come leader per Pi Recordings, Screwgun
Records e Out of Your Head Records, e insieme a Kate Gentile dirige Obliquity Records. Dirige l’ensemble Phalanx Ambassadors e co-lead Snark Horse con Kate Gentile. Questi e altri gruppi che presenta regolarmente vedono la partecipazione di molti dei più importanti musicisti e improvvisatori del momento, tra cui Patricia Brennan, Kim Cass, Kate Gentile, Jon Irabagon, Ava Mendoza, Miles Okazaki, Mariel Roberts, Sara Serpa, Sara Schoenbeck, Brandon Seabrook, Ches Smith, Chris Tordini, Anna Webber, Dan Weiss e Miguel Zenon. È membro di diversi importanti e acclamati ensemble di musica creativa, tra cui Starebaby di Dan Weiss, Trickster di Miles Okazaki, We All Break di Ches Smith, Find Letter X di Kate Gentile, Simple Trio di Anna Webber, Outright! di Jon Irabagon, Intimate Strangers di Sara Serpa e Yuhan Supa.
Strangers di Sara Serpa e Liberated Gesture di Yuhan Su. Ha una lunga collaborazione con Tim Berne e ha suonato a lungo negli ensemble di molte figure importanti della musica improvvisata, tra cui Dave Douglas, Steve Coleman, David Binney, John Hollenbeck, Miguel Zenon, Rudresh Mahanthappa, Linda May Han Oh, Jonathan Finlayson, Mario Pavone e Darius Jones.

Ha insegnato a lungo con la School for Improvisational Music di Brooklyn, oltre che alla New School, alla NYU e al Siena Jazz Workshop. Nel 2015 ha ricevuto il Doris Duke Impact Award e nel 2012 la Pew Fellowship del Pew Center for Arts and Heritage.

“Una problematica della forma poetica è stata per me sempre connessa a quella più strettamente musicale, e non ho mai in realtà scisso le due discipline, considerando la sillaba non solo come nesso ortografico ma anche come suono, e il periodo non solo un costrutto grammaticale ma anche un sistema. […] Ma se, degli elementi individuabili nella musica e nella pittura spiccano, nel vocalizzare, soltanto i ritmi (durate o tempi) ed i colori (timbri o forme), nello scrivere e nel leggere le cose vanno un poco diversamente: noi contemporaneamente pensiamo. In tal caso non solo ha suono (rumore) la parola; anzi a volte non ne ha affatto, e risuona soltanto come idea nella mente. […] la lingua in cui scrivo di volta in volta è una sola, mentre la mia esperienza sonora logica associativa è certamente quella di molti popoli, e riflettibile in molte lingue.”

Amelia Rosselli

Crediti

voce, supercollider Camilla Battaglia
piano, synth modulare Matt Mitchell

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Workshop di polka chinata

Gianmaria Borzillo

Gianmaria Borzillo nasce a Sorrento nel 1995. Danzatore, performer e regista, dopo gli studi classici si diploma alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano e studia, tra gli altri, con Ariella Vidach, Biagio Caravano, Enzo Cosimi, Annamaria Ajmone, Cristina Rizzo, Maria Consagra, Ida Kuniaki, Paola Lattanzi. Agli studi accompagna esperienze formative e laboratoriali con Erna Ómarsdóttir & Valdimar Jóhannsson, Virgilio Sieni, Leonardo Lidi, Dante Antonelli, Collettivo Cinetico e Anagoor. Laureato in lettere moderne con tesi in estetica del cinema, prosegue gli studi in cinema e letteratura. Nel 2018 lavora con la coreografa israeliana Dana Yahalomi e il suo collettivo Public Moviment. Nel 2019 cura i movimenti di scena di Saul di Giovanni Ortoleva. Danzatore in Augusto e Save the last dance for me di Alessandro Sciarroni, Leone d’oro alla carriera della Biennale Danza; performer in Nanaminagura di Antonio Ianniello. Il suo primo lavoro autoriale, under the influence, ha ricevuto la menzione speciale del bando registi under 30 della Biennale di Venezia sotto la direzione di Antonio Latella nel 2020 e una menzione speciale della giuria (Ippolita Di Majo, Maurizio Braucci, Davide Iodice, Roberto Andò, Viola Ardone) del Premio Leo De Berardinis / Teatro di Napoli.

Giovanfrancesco Giannini

Giovanfrancesco Giannini danzatore e coreografo diplomatosi alla Civica scuola Paolo Grassi Milano. Collabora con Alessandro Sciarroni, Francesca Foscarini, Cie Eco Emilio Calcagno, Fabbrica Europa. È artista associato di Körper- Centro di Produzione della Danza e di Aiep- Ariella Vidach. Ha danzato per Sang Jijia, Dimitris Papaioannou, Stefano Poda, Luca Veggetti, Mathilde Rosier, Dominique Dupuy, Ismael Ivo. I suoi lavori sono stati presentati nei festival Santarcangelo Festival, Nao Performing Festival, FOG Triennale performing festival, Fabbrica Europa, CCDC festival Hong Kong, Korperformer, Secret Florence. Il progetto Memories è tra i vincitori del bando Crossing The Sea 2019. Nel 2020 è tra gli artisti italiani selezionati per CRISOL.

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Alessandro Sciarroni

Alessandro Sciarroni

Alessandro Sciarroni è un artista italiano attivo nell’ambito delle performing arts, con una formazione nel campo delle arti visive e di ricerca teatrale. I suoi lavori partono da un’impostazione concettuale di matrice duchampiana, facendo ricorso ad un impianto teatrale, e sono ospitati in festival, musei e spazi non convenzionali, in tutta Europa, Nord America, Sud America e Asia. Nelle sue creazioni coinvolge artisti provenienti da diverse discipline, facendo proprie le tecniche della danza, del circo o dello sport. I suoi lavori tentano di disvelare, attraverso la ripetizione di una pratica fino ai limiti della resistenza fisica, le ossessioni, le paure e la fragilità dell’atto performativo, alla ricerca di una relazione empatica tra spettatori e interpreti. Nel 2019 gli viene assegnato il Leone d’Oro alla carriera per la Danza.

Alessandro Sciarroni è artista associato del CENTQUATRE – PARIS e della Triennale Milano Teatro 2022-2024.

Gianmaria Borzillo

Gianmaria Borzillo nasce a Sorrento nel 1995. Danzatore, performer e regista, dopo gli studi classici si diploma alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano e studia, tra gli altri, con Ariella Vidach, Biagio Caravano, Enzo Cosimi, Annamaria Ajmone, Cristina Rizzo, Maria Consagra, Ida Kuniaki, Paola Lattanzi. Agli studi accompagna esperienze formative e laboratoriali con Erna Ómarsdóttir & Valdimar Jóhannsson, Virgilio Sieni, Leonardo Lidi, Dante Antonelli, Collettivo Cinetico e Anagoor. Laureato in lettere moderne con tesi in estetica del cinema, prosegue gli studi in cinema e letteratura. Nel 2018 lavora con la coreografa israeliana Dana Yahalomi e il suo collettivo Public Moviment. Nel 2019 cura i movimenti di scena di Saul di Giovanni Ortoleva. Danzatore in Augusto e Save the last dance for me di Alessandro Sciarroni, Leone d’oro alla carriera della Biennale Danza; performer in Nanaminagura di Antonio Ianniello. Il suo primo lavoro autoriale, under the influence, ha ricevuto la menzione speciale del bando registi under 30 della Biennale di Venezia sotto la direzione di Antonio Latella nel 2020 e una menzione speciale della giuria (Ippolita Di Majo, Maurizio Braucci, Davide Iodice, Roberto Andò, Viola Ardone) del Premio Leo De Berardinis / Teatro di Napoli.

Giovanfrancesco Giannini

Giovanfrancesco Giannini danzatore e coreografo diplomatosi alla Civica scuola Paolo Grassi Milano. Collabora con Alessandro Sciarroni, Francesca Foscarini, Cie Eco Emilio Calcagno, Fabbrica Europa. È artista associato di Körper- Centro di Produzione della Danza e di Aiep- Ariella Vidach. Ha danzato per Sang Jijia, Dimitris Papaioannou, Stefano Poda, Luca Veggetti, Mathilde Rosier, Dominique Dupuy, Ismael Ivo. I suoi lavori sono stati presentati nei festival Santarcangelo Festival, Nao Performing Festival, FOG Triennale performing festival, Fabbrica Europa, CCDC festival Hong Kong, Korperformer, Secret Florence. Il progetto Memories è tra i vincitori del bando Crossing The Sea 2019. Nel 2020 è tra gli artisti italiani selezionati per CRISOL.

Crediti
invenzione Alessandro Sciarroni
con Gianmaria Borzillo e Giovanfrancesco Giannini 
collaborazione artistica Giancarlo Stagni
musica Aurora Bauzà e Pere Jou (Telemann Rec.)
abiti Ettore Lombardi 
direzione tecnica Valeria Foti
tecnico di tournée Cosimo Maggini
promozione, consiglio, sviluppo Lisa Gilardino
amministrazione, produzione esecutiva Chiara Fava
comunicazione Pierpaolo Ferlaino
produzione corpoceleste_C.C.00#, MARCHE TEATRO Teatro di Rilevante Interesse Culturale coproduzione Santarcangelo Festival, B.Motion, Festival Danza Urbana]

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Trajal Harrell

Trajal Harrell

Il coreografo americano Trajal Harrell ha ottenuto un riconoscimento mondiale con la sua serie di opere Twenty Looks or Paris is Burning at the Judson Church ed è ora uno degli ospiti d’onore del circuito internazionale della danza e delle arti visive. Lo stile unico delle opere di Trajal Harrell nasce non solo dall’insolita fusione di influenze provenienti da differenti linguaggi delle danza come il Voguing, la Postmodern Dance e il Butoh, ma anche e soprattutto dalla fragilità e dall’umorismo che pervadono tutte le sue opere. Esteticamente le sue coreografie sono sempre un omaggio a chi sale sulla scena. Per questo veste le/i suoi performer con tessuti accuratamente selezionati, trae grande ispirazione dagli sviluppi dell’haute couture (che a volte usa direttamente sul palco) e con il suo stile di movimento, originale e personale, trasforma le/gli interpreti in esseri insoliti. 

Lui stesso è in scena nella maggior parte delle sue produzioni. Fuori dagli ambienti delle arti visive Harrell ha recentemente diretto una serie di importanti produzioni per il teatro tra le quali l’adattamento dell’Antigone di Sofocle, o quello di Romeo e Giulietta di Shakespeare oggi parte del repertorio della Schauspielhaus. Con The Köln Concert sulla musica di Keith Jarrett e Joni Mitchell, entra in scena la neonata compagnia di danza di Harrell dello Schauspielhaus.

Crediti
coreografia, scene, colonna sonora, costumi Trajal Harrell
musica Keith Jarrett, Joni Mitchell
danzatori New Kyd, Maria Ferreira Silva, Trajal Harrell, Nasheeka Netter, Rob Fordeyn, Songhay Toldon, Ondrej Vidlar
luci Sylvain Rausa
drammaturgia Katinka Deecke
audience development Mathis Neuhaus
educazione teatrale Manuela Runge
assistente di produzione Maja Renn, Camille Charlotte Roduit
assistente alla scenografia Ann-Kathrin Bernstetter, Natascha Leonie Simons
assistenti ai costumi Ulf Brauner, Miriam Schliehe
direttore di scena Michael Durrer
stagista di produzione Moritz Lienhard
stagista di scenografia Reina Guyer
direttore delle prove Steven Thompson
produzione Schauspielhaus Zürich

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Annamaria Ajmone

Le possibilità della relazione sono esplorate dai corpi delle danzatrici attraverso due interfacce: la pelle o membrana, che funge da motore del movimento connettendo l’interno e l’esterno del corpo; e l’aria, che viene attraversata dalle loro voci e trasformata in
uno “spazio prima di ogni localizzazione”. Lo spettacolo prende la forma di una progressiva stratificazione di pratiche corporee e vocali che richiama la struttura stessa del fossile.

Annamaria Ajmone

Annamaria Ajmone è danzatrice e coreografa. Al centro della sua pratica c’è il corpo, materia plasmabile e mutevole. Le sue ricerche si manifestano in modo tentacolare, attraverso diversi formati e durate. Le performance sono il risultato di un lavoro collettivo, nato da incontri e confronti in cui è infine complesso individuare la proprietà dell’oggetto
artistico. Presenta i propri lavori in numerosi festival di danza, teatro e performing arts tra cui: Torino Danza (Torino), Fog Festival (Milano) La Biennale Danza (Venezia), Santarcangelo Festival, La casa encendida (Madrid), brut (Vienna), Bitteatergarasje (Bergen), Palais de Tokyo (Parigi). Nel 2015 vince il premio Danza&Danza 2015 come “miglior interprete emergente contemporaneo”. Organizza Nobody’s Indiscipline, piattaforma di scambio di pratiche. è artista associata della Triennale Milano Teatro 2021-2024.

Crediti

danza e voce Annamaria Ajmone, Veza Fernandez Wenger
set, immagini Natália Trejbalová
ricerca, collaborazione drammaturgica Stella Succi
vestiti Fabio Quaranta
disegno luci Elena Vastano
consulenza set sonoro Attila Faravelli
progetto web Giulia Polenta
organizzazione Francesca d’Apolito
diffusione Alessandra Simeoni
produzione Associazione L’altra
coproduzione Triennale Milano Teatro; Fondazione del Teatro Grande di Brescia; Festival
Aperto/Fondazione i Teatri – Reggio Emilia; Centro Nazionale di Produzione della Danza
Virgilio Sieni; Snaporazverein; Short Theatre

artista associata Triennale Teatro Milano 2021-2024
in collaborazione con Dialoghi – Residenze delle arti performative a Villa Manin 2022 –
2024; nell’ambito del progetto residenze coreografiche Lavanderia a Vapore; con il
sostegno di Primavera dei Teatri
compagnia finanziata da MiC – Ministero della cultura

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Comune di Reggio Emilia Provincia di Reggio Emilia Gruppo Iren

Con il sostegno di

Ministero Beni Culturali Regione Emilia-Romagna Fondazione Pietro Manodori

Certificazioni

ISO 9001Ente di accreditamento Accredia

Fondazione I TEATRI - Piazza Martiri del 7 luglio, 7 - 42121, Reggio Emilia - tel 0522 458811 - P.IVA 01699800353 - CF 91070780357

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