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I Teatri di Reggio Emilia

I Teatri di Reggio Emilia

Fondazione I Teatri Reggio Emilia

Biglietteria (si apre in una nuova finestra)

Luna Cenere
Antonio Raia

Le riflessioni e azioni scelte nascono dalla fusione di pratiche, posture e saperi dei due giovani artisti che trasformano la scena in un luogo di indagine senza confini creando un linguaggio universale di esplorazione e riflessione a sostegno di una fluidità dell’arte che scorre senza restrizioni o banali combinazioni tra suono e gesto.
La ricerca dei due performers trova linfa anche nel contesto mitologico dove il dio Mercurio è spesso associato alla fusione di caratteristiche contrapposte.
Infatti, come messaggero degli dèi nella mitologia romana, Mercurio funge da tramite tra il divino e l’umano, unendo mondi diversi, simboleggia la dualità tra cielo e terra, tra maschile e femminile, tra luce e oscurità.
La performance Mercurio diventa così metafora potente per l’armonizzazione degli elementi contrastanti, rappresentando un equilibrio tra dualità apparentemente inconciliabili divenendo un simbolo affascinante di connessione e conciliazione.
L’azione si trasforma continuamente in una celebrazione della trasformazione, delle obliquità di senso e l’audace esperimento dimostra che la forza della musica risiede così come nell’assenza di suoni quanto nelle crepe di melodie fatte emergere dalle ombre e che la danza può brillare anche quando privata di movimenti prevedibili.

Luna Cenere
danzatrice e coreografa

Luna Cenere (1987) è coreografa, danzatrice e performer. La sua ricerca si incentra sui temi del corpo nudo, corpo paesaggio, memoria collettiva e genesi del gesto.
Nel 2017 viene selezionata come artista AEROWAVES TWENTY18 per poi vincere il “Premio per la migliore coreografia” del Solocoreografico Festival and Award con Kokoro (2017) spettacolo selezionato dalla NID Platform 2019. Seguono: Twin (2018), Pneumatika (2018), Natural Gravitation – tributo a Isadora Duncan (2019), Zoé (2020) spettacolo selezionato per la NID Platform 2020; Shoes On (2022) selezionato dalla NID platform 2022. Riceve il Premio Speciale Positano Léonide Massine ai danzatori dell’anno (2019) e vince il Premio Danza&Danza 2020 come “coreografa emergente” con lo spettacolo Genealogia_Time Specific (2020). È sostenuta dall’azione Residence XL per l’anno 2019 ed è stata artista associata del Festival Oriente Occidente per il biennio 2019/2020. Dal 2017 al 2023 i suoi lavori sono stati prodotti dall’attuale Centro Nazionale di Produzione Körper. Vincitrice del bando per le nuove coreografie della Biennale di Venezia (2022) dove ha debuttato con Vanishing place (2023). 

Antonio Raia
compositore, improvvisatore e sassofonista.

Antonio Raia (Napoli 1988) è un sassofonista, compositore e improvvisatore, esperto di modalità di scrittura alternative al solo pentagramma. Ama i rapporti tra musica e altre arti ma non ama essere etichettato in un genere specifico, per quanto il suo nome sia ben noto nei circuiti avant-jazz. Nel 2018 esce il suo primo album Asylum  pubblicato dall’etichetta portoghese Clean Feed Records, segue nel 2021 Thin Reactions realizzato in collaborazione con Renato Fiorito. È anche autore del libro La memoria bucata-apparente soliloquio con Antonio Neiwiller (2023), dedicato all’autore teatrale. 

Crediti
musica di Antonio Raia
danza Luna Cenere
luci e direzione tecnica Nicola Mancini
management Domenico Garofalo
coproduzione We-Start, Centro di Produzione Piemonte Orientale, Bolzano Danza | Tanz Bozen, OperaEstate Festival e FDE Festival Danza Estate Bergamo in collaborazione con Bergamo Jazz Festival
nell’ambito del progetto BoNo!
con il sostegno di puntozerovaleriaapicella e il sostegno pre-produttivo di Movimento Danza – Napoli

Partner

Fondatori





Con il sostegno di





Luigi Ceccarelli

Crediti

installazione
testi di Nazim Comunale
voce John De Leo  
live electronics Luigi Ceccarelli
impianto scenico Vincent Longuemare

Partner

Fondatori





Con il sostegno di





Centre Chorégraphique National de Nantes
Ambra Senatore

Ambra Senatore

Ambra Senatore, coreografa e performer italiana di Torino, è direttrice del Centre Chorégraphique National de Nantes dal 2016. La sua danza si trova in quel luogo tenue tra la costruzione dell’azione, la finzione della ripetizione e la verità della presenza. Alla base di tutto il suo movimento c’è il quotidiano, “osservato con la lente d’ingrandimento”, che lei sposta, inverte, fino a rendere il gesto romanzato, fino a rendere la danza teatralizzata.

L’elemento umano attraversa tutto il mio lavoro. Cerco una danza che incontri le persone e proponga un rapporto, lasciando spazio alla fragilità, al dubbio, al senso critico, alla condivisione e all’umorismo.

Ambra Senatore

Crediti
coreografia Ambra Senatore in collaborazione con gli interpreti
in scena Youness Aboulakoul/ Philippe Lebhar, Pauline Bigot, Pieradolfo Ciulli, Matthieu Coulon Faudemer / Louis Chevalier, Lee Davern, Olimpia Fortuni, Chandra Grangean, Romual Kabore, Alice Lada, Antoine Roux-Briffaud, Marie Rual, Ambra Senatore
musiche originali Jonathan Seilman
luci Fausto Bonvini  
musiche originali Jonathan Seilman
produzione Centre Chorégraphique National de Nantes  
coproduzione Le Théâtre, Scène Nationale de Saint-Nazaire; Théâtre de la Ville de Paris; le lieu unique, Scène nationale de Nantes; KLAP Maison pour la danse in corealizzazione con ZEF, scène nationale de Marseille; DSN, Scène nationale de Dieppe. 

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Fondatori





Con il sostegno di





Simona Bertozzi • Nexus

Simona Bertozzi

Coreografa, danzatrice e performer, Simona Bertozzi è laureata al Dipartimento delle Arti, della Musica e dello Spettacolo dell’Università di Bologna. Una delle pioniere delle rivoluzioni dell’arte coreutica novecentesca, Loïe Fuller, è stata l’oggetto della sua tesi di laurea.

Da giovanissima, si è formata in ginnastica artistica e danza classica, per poi approfondire lo studio della danza contemporanea in Italia e in diversi Paesi, tra cui Francia, Spagna, Belgio e Inghilterra.
Numerose le sue collaborazioni come interprete, tra gli altri con i coreografi Tomas Aragay (cia Societat Doctor Alonso-Spagna) e, dal 2005 al 2010, con Virgilio Sieni. Inizia l’attività di coreografa nel 2005, con un percorso di ricerca e produzione lavorando con danzatori e performer professionisti, ma anche con bambini, adolescenti e amatori, con richiedenti asilo e con giovani immigrati di seconda generazione.
Simona Bertozzi pratica una danza in cui la coreografia costituisce un territorio di accadimenti, un sistema complesso abitato dal corpo, risultante di pratiche, pensieri e discipline che rendono la creazione una entità stratificata, in dialogo con il presente.
Nel 2007 vince il concorso coreografico GD’A (Giovani Danzautori dell’Emilia Romagna) e nel 2008 fonda la Compagnia Simona Bertozzi | Associazione Culturale Nexus.

Negli anni i progetti hanno ottenuto sostegni e ospitalità da parte di importanti circuiti regionali, italiani ed europei, mediante coproduzioni e residenze coreografiche con circuitazione nazionale e internazionale.
Nel 2008 è la coreografa italiana selezionata per il festival Aerowaves, The Place Theatre (Londra) e nello stesso anno con il solo Terrestre prende parte al progetto internazionale Choreoroam, sostenuto da British Council/The Place, Dansateliers/Rotterdam e Bassano Opera Festival.

Con il collettivo Gemelli Kessler (Simona Bertozzi, Marcello Briguglio, Celeste Taliani) vince Il Coreografo Elettronico 2009 come miglior produzione indipendente con il lavoro di video danza: Terrestre-movement in still life. Nel 2012 il collettivo si occupa della creazione di I was wondering, opera di video danza realizzata per il centenario della nascita di Michelangelo Antonioni.
Negli anni si sono consolidate importanti collaborazioni con artisti e studiosi tra cui: Francesco Giomi direttore artistico di Tempo Reale, Enrico Pitozzi e Cristiana Natali docenti dell’Università di Bologna, Egle Sommacal musicista e chitarrista dei Massimo Volume, Angela Baraldi attrice e cantante e Tabea Martin coreografa e danzatrice con cui ha co-creato This is my last dance lavoro che ha avuto una importante circuitazione europea tra cui gli Swiss Dance Days.

L’idea è quella di rivelare l’aspetto poetico e l’insita creatività del gesto atletico valorizzandone la costitutiva esattezza in un’apertura alla molteplicità coreografica che passa attraverso la trasmissione di un codice relazionale.

Emanuela Zanon, Juliet Art Magazine 

Crediti
concept e coreografia Simona Bertozzi
Preparazione vocale e direzione coro Meike Clarelli
Danzatrici Arianna Brugiolo, Federica D’Aversa, Paola Drera, Valentina Foschi con atlete, ex atlete e donne del territorio
musiche originali Meike Clarelli, Davide Fasulo
costumi Katia Kuo
curatela Ariadne Mikou
organizzazione Miriana Erario
ufficio stampa Michele Pascarella

con il patrocinio di Comune di Reggio Emilia
in collaborazione con Fondazione per lo Sport del Comune di Reggio Emilia

Partner

Fondatori





Con il sostegno di





Bauci. Circo delle città invisibili

Le Città Invisibili si trasformano da parola in installazioni scenografiche, abitate dagli artist* di circo e attraversate dagli spettator*, per un’esperienza immersiva, itinerante e partecipata che abbia come orizzonte drammaturgico l’opera di Calvino.

Se consideriamo la relazione corpo / oggetto la matrice del circo contemporaneo, l’obiettivo di questo spettacolo partecipato è rimettere in discussione le coordinate spaziali attraverso l’utilizzo di luoghi e oggetti insoliti, molto diversi dagli attrezzi propriamente circensi, per trasformare la relazione tra artista e spettatore in un’esperienza artistica dialogica e proteiforme.

Bauci è un raffinato spettacolo in cui il circo contemporaneo costruisce un ponte tra reale e utopia, facendosi creatore di una narrazione evocativa come quella di Calvino, che ci apre lo sguardo su quello che è, quello che potrebbe essere e quello che vorremmo che fosse il nostro mondo.

Quattrox4

Quattrox4 è un centro per il circo contemporaneo a Milano. La sua azione è riconosciuta dal Ministero della Cultura all’interno del FNSV e si declina in diversi ambiti di intervento: programmazione, produzione, formazione, promozione, studi e ricerca di settore.
Attivo dal 2011 come un luogo di scambio e incontro per la pratica di circo, Quattrox4 accoglie corsi di circo per tutte le età. Nel 2017 nasce FUORI ASSE, rassegna internazionale di circo contemporaneo a Milano, ideata per collocare il circo sulla scena contemporanea delle arti performative, in linea con i modelli europei di Francia, Belgio e Svezia.
A livello produttivo Quattrox4 investe in progetti di creazione multidisciplinare. Ha co-prodotto PIANI IN BILICO (2018), DALL’ALTO (2018), LA RANA E LE NUVOLE (2019), GRETEL (2021), assolo di circo contemporaneo di Clara Storti, e 9 GESTI (2022). Nel 2020 ottiene la curatela della componente circo all’interno dello spettacolo SAMUSÀ di Virginia Raffaele, per la regia di Federico Tiezzi. Negli anni ha collaborato con importanti realtà italiane: Romaeuropa Festival, Triennale Milano, Palazzo Grassi, I Teatri di Reggio Emilia, Milano Musica, Festival della Valle d’Itria.
Dal 2017 Quattrox4 partecipa a numerosi convegni in Italia e all’estero, cura lezioni di storia e critica del circo contemporaneo in università e scuole superiori in Italia. È parte di numerosi network nazionali e internazionali, tra cui IETM, EASTAP, C.Re.S.Co., Talea Circo, ETRE, Circosfera, Quinta Parete.

Crediti
regia e scenografia Clara Storti
performer Danilo Alvino, Lucia Granelli, Luca Lugari, Luca Torrenzieri
sound / light designer Flavio Cortese
costumi Anna Kemp
voce registrata Ulisse Romanò
direttore di produzione Filippo Malerba
produzione Quattrox4 Circo ETS
coproduzione Associazione Sosta Palmizi
con il contributo del Ministero della Cultura – Progetti Speciali 2023 Circo e
Jeune Cirque National

sponsor Play Juggling
Un ringraziamento speciale a BAM – Biblioteca degli Alberi Milano e Romaeuropa Festival

In collaborazione con

Partner

Fondatori





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Catherine Gaudet

Compagnie Catherine Gaudet

La Compagnie Catherine Gaudet è stata fondata a Montreal nell’agosto 2019 con Catherine Gaudet come direttore generale e artistico. Il suo repertorio è composto da diversi pezzi brevi e da sei opere di danza più lunghe: L’invasion du vide (2009), Je suis un autre (2012), Au sein des plus raides vertus (2014), La très excellente et lamentable tragédie de Roméo et Juliette (2016), Tout ce qui va revient (2018) e L’affadissement du merveilleux (2018). Prodotti a Montreal, sono stati presentati a livello locale e internazionale, in particolare in Danimarca, Francia, Belgio, Germania e Stati Uniti, oltre che in prestigiosi festival come il Festival TransAmériques – FTA (Montreal), la Biennale di Lione, il Festival Tanz im August (Berlino) e il Théâtre National de Chaillot (Parigi).

Condividere la complessità significa anche affidarsi a una prospettiva distaccata, ma questo non ci impedisce di tracciare una linea di demarcazione, storicamente validata, tra potere ingiusto e resistenza legittima.

Catherine Gaudet

Crediti
Coreografia Catherine Gaudet
Musica Antoine Berthiaume
Assistente drammaturgo e direttore delle prove Sophie Michaud
Disegno luci Hugo Dalphond
Costumi Marilène Bastien
Prodotto dalla Compagnie Catherine Gaudet
Coprodotto da Festival TransAmériques; Agora de la danse; Centre Chorégraphique National de Caen; Réseau CanDance (Toronto); Centre national des Arts (Ottawa); Harbourfront Center (Toronto); DLD-Daniel Léveillé Danse

Partner

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Comune di Reggio Emilia Provincia di Reggio Emilia Gruppo Iren

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Ministero Beni Culturali Regione Emilia-Romagna Fondazione Pietro Manodori

Certificazioni

ISO 9001Ente di accreditamento Accredia

Fondazione I TEATRI - Piazza Martiri del 7 luglio, 7 - 42121, Reggio Emilia - tel 0522 458811 - P.IVA 01699800353 - CF 91070780357

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