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I Teatri di Reggio Emilia

I Teatri di Reggio Emilia

Fondazione I Teatri Reggio Emilia

Biglietteria (si apre in una nuova finestra)

Anne Teresa De Keersmaeker • Rosas

Anne Teresa De Keersmaeker

Nel 1980, dopo aver studiato danza alla Mudra School di Bruxelles e alla Tisch School of the Arts di New York, Anne Teresa De Keersmaeker (nata nel 1960) crea Asch, il suo primo lavoro coreografico. Due anni arriva la prima di Fase, Four Movements to the Music of Steve Reich. Nel 1983 De Keersmaeker ha fondato la compagnia di danza Rosas a Bruxelles, creando l’opera Rosas danst Rosas. A partire da questi lavori, la sua coreografia si è basata su un’esplorazione rigorosa e prolifica del rapporto tra danza e musica. Con Rosas ha creato un ampio corpus di lavori che coinvolgono le strutture musicali e le partiture di diversi periodi, dalla musica antica agli idiomi contemporanei e popolari. La sua pratica coreografica attinge anche principi formali dalla geometria, dai modelli numerici, dal mondo naturale e dalle strutture sociali per offrire una prospettiva unica sull’articolazione del corpo nello spazio e nel tempo. Nel 1995 De Keersmaeker ha fondato a Bruxelles la scuola P.A.R.T.S. (Performing Arts Research and Training Studios) in associazione con De Munt/La Monnaie. 

Alain Franco

Alain Franco (Belgio, 1964) si è diplomato in pianoforte e teoria musicale in Belgio e Israele e ha conseguito un post-master in Musicologia del XX secolo presso l’istituto Ircam-Ehess di Parigi.  
Il suo genuino interesse per la musica e l’arte contemporanea, sia come pianista che come direttore d’orchestra, lo ha portato a collaborare con importanti ensemble e musicisti come l’Ensemble Modern (Francoforte), l’Ictus ensemble (Bruxelles), l’Orchestra Filarmonica di Liegi, l’Orchestra dell’Opera di Lione, l’Ensemble di Musica da Camera de La Monnaie (Bruxelles) e l’Oh Ton ensemble (Oldenburg).  
Inoltre, come estensione estetica e artistica della sua pratica, ha progressivamente sviluppato una riflessione originale e complessiva sulla rappresentazione e sulla performance.  
Questo ha portato a collaborazioni artistiche con performer, coreografi e registi teatrali come Anne Teresa De Keersmaeker, Meg Stuart, Thomas Plischke, Kattrin Deufert, Jan Lauwers, Romeo Castellucci, Isabelle Schad, Benjamin Vandewalle, Arkadi Zaides, Daniel Linehan e Karim Bel Kacem.  

Bist du bei mir (The Goldberg Variations, BWV 988) • Anne Teresa De Keersmaeker e Alain Franco • Festival Aperto 24

Crediti
coreografia e danza Anne Teresa De Keersmaeker
musica Johann Sebastian Bach, Le variazioni Goldberg, BWV 988
pianoforte Alain Franco
 collaborazione musicale Alain Franco
produzione Rosas
coproduzione Festival Aperto / Fondazione I Teatri – Reggio Emilia
in collaborazione con Collezione Maramotti e Max Mara

Rosas è sostenuto dalla Comunità fiamminga e dalla Commissione della Comunità fiamminga (VGC).

Partner

Fondatori





Con il sostegno di





In collaborazione con





Luna Cenere
Antonio Raia

Le riflessioni e azioni scelte nascono dalla fusione di pratiche, posture e saperi dei due giovani artisti che trasformano la scena in un luogo di indagine senza confini creando un linguaggio universale di esplorazione e riflessione a sostegno di una fluidità dell’arte che scorre senza restrizioni o banali combinazioni tra suono e gesto.
La ricerca dei due performers trova linfa anche nel contesto mitologico dove il dio Mercurio è spesso associato alla fusione di caratteristiche contrapposte.
Infatti, come messaggero degli dèi nella mitologia romana, Mercurio funge da tramite tra il divino e l’umano, unendo mondi diversi, simboleggia la dualità tra cielo e terra, tra maschile e femminile, tra luce e oscurità.
La performance Mercurio diventa così metafora potente per l’armonizzazione degli elementi contrastanti, rappresentando un equilibrio tra dualità apparentemente inconciliabili divenendo un simbolo affascinante di connessione e conciliazione.
L’azione si trasforma continuamente in una celebrazione della trasformazione, delle obliquità di senso e l’audace esperimento dimostra che la forza della musica risiede così come nell’assenza di suoni quanto nelle crepe di melodie fatte emergere dalle ombre e che la danza può brillare anche quando privata di movimenti prevedibili.

Luna Cenere
danzatrice e coreografa

Luna Cenere (1987) è coreografa, danzatrice e performer. La sua ricerca si incentra sui temi del corpo nudo, corpo paesaggio, memoria collettiva e genesi del gesto.
Nel 2017 viene selezionata come artista AEROWAVES TWENTY18 per poi vincere il “Premio per la migliore coreografia” del Solocoreografico Festival and Award con Kokoro (2017) spettacolo selezionato dalla NID Platform 2019. Seguono: Twin (2018), Pneumatika (2018), Natural Gravitation – tributo a Isadora Duncan (2019), Zoé (2020) spettacolo selezionato per la NID Platform 2020; Shoes On (2022) selezionato dalla NID platform 2022. Riceve il Premio Speciale Positano Léonide Massine ai danzatori dell’anno (2019) e vince il Premio Danza&Danza 2020 come “coreografa emergente” con lo spettacolo Genealogia_Time Specific (2020). È sostenuta dall’azione Residence XL per l’anno 2019 ed è stata artista associata del Festival Oriente Occidente per il biennio 2019/2020. Dal 2017 al 2023 i suoi lavori sono stati prodotti dall’attuale Centro Nazionale di Produzione Körper. Vincitrice del bando per le nuove coreografie della Biennale di Venezia (2022) dove ha debuttato con Vanishing place (2023). 

Antonio Raia
compositore, improvvisatore e sassofonista.

Antonio Raia (Napoli 1988) è un sassofonista, compositore e improvvisatore, esperto di modalità di scrittura alternative al solo pentagramma. Ama i rapporti tra musica e altre arti ma non ama essere etichettato in un genere specifico, per quanto il suo nome sia ben noto nei circuiti avant-jazz. Nel 2018 esce il suo primo album Asylum  pubblicato dall’etichetta portoghese Clean Feed Records, segue nel 2021 Thin Reactions realizzato in collaborazione con Renato Fiorito. È anche autore del libro La memoria bucata-apparente soliloquio con Antonio Neiwiller (2023), dedicato all’autore teatrale. 

Crediti
musica di Antonio Raia
danza Luna Cenere
luci e direzione tecnica Nicola Mancini
management Domenico Garofalo
coproduzione We-Start, Centro di Produzione Piemonte Orientale, Bolzano Danza | Tanz Bozen, OperaEstate Festival e FDE Festival Danza Estate Bergamo in collaborazione con Bergamo Jazz Festival
nell’ambito del progetto BoNo!
con il sostegno di puntozerovaleriaapicella e il sostegno pre-produttivo di Movimento Danza – Napoli

Partner

Fondatori





Con il sostegno di





Luigi Ceccarelli

Crediti

installazione
testi di Nazim Comunale
voce John De Leo  
live electronics Luigi Ceccarelli
impianto scenico Vincent Longuemare

Partner

Fondatori





Con il sostegno di





Nederlands Dans Theater • NDT 2

«Quando la libertà incontra i confini, l’universo invita le mosche a eliminare le barriere. Siete tutti invitati» (Nadav Zelner)

An untold story, Nadav Zelner

Nel secondo lavoro di Nadav Zelner per NDT 2, la sua passione per la danza e la musica si fonde in una coreografia complessa che ispira il virtuosismo artistico dei ballerini. Le sue produzioni di danza combinano meravigliosi mondi immaginari pieni di immagini inaspettate, influenzati dalla cultura popolare e supportati da un occhio attento al design e all’orecchio per la musica. Il lavoro esamina e celebra la vita, anche quando non è facile da digerire. Ci permette di sperimentare il ricco linguaggio percussivo del movimento che Zelner ha sviluppato e affinato, e offre scorci sulla creazione di un nuovo stile di danza che invita il pubblico in un mondo audace e delizioso pieno di meraviglia.

PROGRAMMA DI SALA

Nederlands Dans Theater 2

«NDT2 – scrive The Guardian –fratello minore di uno dei più importanti ensemble europei di danza contemporanea, il Nederlands Dans Theater, è cresciuto negli ultimi 35 anni fino a diventare un vero e proprio campione d’incassi».

Fondato nel 1959, il Nederlands Dans Theater (NDT) è un’importante compagnia internazionale di danza contemporanea dedicata alla ricerca e alla creazione di nuove opere. Alla ricerca dell’innovazione, l’NDT collabora con eccezionali artisti internazionali della danza e di altre discipline, mostrando una diversità di voci e prospettive. NDT è un catalizzatore per il futuro della danza, coltivando la creatività e sostenendo danzatori e creatori in tutte le fasi della loro carriera, portando la danza di altissimo livello a un vasto pubblico nei Paesi Bassi e in tutto il mondo, e fornendo eccezionali opportunità di ricerca e di sviluppo del talento per la prossima generazione di artisti professionisti della danza.
NDT 1 è una compagnia di 28 artisti virtuosi e versatili che propongono coreografie innovative create in collaborazione con creatori di fama mondiale. NDT 2 funge da ponte tra gli artisti emergenti e quelli a metà carriera, fornendo un ambiente di supporto ai giovani danzatori per sviluppare ulteriormente la loro pratica, immergendosi in numerose collaborazioni con una serie di coreografi sia emergenti che affermati.

 

Marcos Morau

Il coreografo e regista teatrale Marcos Morau (Spagna, 1982) ha una formazione in fotografia, movimento e teatro. Da più di dieci anni lavora con La Veronal come regista, coreografo e designer di scene, costumi e luci. Inoltre, è stato artista ospite di compagnie e teatri di tutto il mondo, sempre con un attento equilibrio tra arti performative e danza.
Morau è stato il più giovane vincitore del Premio Nazionale di Danza in Spagna e le sue creazioni sono state premiate con numerosi riconoscimenti, sia in patria che all’estero. È artista associato allo Staatsballett di Berlino, dove ogni anno debutta una nuova creazione in una delle più grandi compagnie d’Europa.

Nadav Zelner

Nato a Ramla, in Israele, Nadav Zelner (1992) ha scoperto fin da piccolo l’amore per la danza e l’ascolto della musica. Al liceo è nata la sua passione per la coreografia. Dopo essersi formato presso la Kibbutz Contemporary Dance Company, ha lavorato instancabilmente per formare e sviluppare un linguaggio e una tecnica di danza unici.

Zelner ha creato lavori per compagnie di danza di tutto il mondo, come la Staatsoper Hannover, la Batsheva Dance Company, Introdans e la Gauthier Dance Company. Oltre all’amore per la danza, è appassionato di cinema e ha creato diversi cortometraggi di danza, uno dei quali ha ispirato il regista dell’Eurovisione israeliana del 2019. Zelner ha contribuito a coreografare una parte importante del concept di quell’anno.

I giovani elementi che compongono la NDT2 sono tra i più ambiziosi e talentuosi, si cimentano e sperimentano il lessico di coreografi affermati a fianco all’espressione di   giovani talenti, imparano a reagire rapidamente ai diversi linguaggi,  tecniche e metodi di lavoro, e aspirano per lo più ad entrare, dopo questa esperienza, in quella che è ampiamente considerata come la più prestigiosa compagnia di danza contemporanea in Europa, la NDT.

Giulia Clai, Teatro.it

Crediti

FOLKÅ
coreografia Marcos Morau
assistenti alla coreografia Nuria Navarra, Shay Partush
direttori delle prove Lydia Bustinduy, Ander Zabala
musica Nuova composizione e sound design di Juan Cristobal Saavedra.
Nuove composizioni: Condividiamo La Luna e Whisper, con assistenza vocale di Kim Sutherland. Il Coro Bulgaro di Londra diretto da Dessislava Stefanova: Mor’f Elenku, trad.; Izgreyala Yasna Zvezda, trad. arrangiamento da Dessislava Stefanova; Razbolyal Se E Mlad Stoyan di Kiril Todorov.
luce Tom Visser
decor Marcos Morau
costumi Silvia Delagneau

AN UNTOLD STORY
coreografia Nadav Zelner
musica Ionica Minune: Barbu Lǎutaru, Electrecord. Henry Ernst (aka Adrian Sical) / Fanfare Ciocarlia: Doina Si cintec, Balaseanca De 8 Or, Piranha. Taraf de Haïdouks: Dumbala Dumba, Rustem, Cintece De Jale, Crammed Discs. Taraful Ciuleandra: Hora Staccatto / Ciocarlia, ARC Music Productions Int. Ltd. Robert Schumann, Daniel Barenboim: Kinderszenen Op.15:7. Traumerei, Deutsche Grammophon GmbH, Berlin.
disegno luci Avi-Yona Bueno (Bambi)
decor Eran Atzmon
costumi Maor Zabar
editor del suono Matan Onyameh

Partner

Fondatori





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Laura Faoro
CAMERA D’ARIA

La musicista re-inizia la sua giornata nel suo doppio beckettiano, una Winnie pifferaia di nuvole, in una prigione di illusioni vuote come camere d’aria e alle prese con un proprio fantasma, uno strano danzatore-mimo che pare uscito da un quadro di Magritte. Nello spazio onirico il tempo si curva, i suoni si distorcono e le certezze si slabbrano… meglio restare, aggrappati a un miraggio, o staccare la presa? Articolato secondo una struttura a cornici concentriche, lo spettacolo intreccia musica, danza, mimo e recitazione, facendo dialogare i mondi visivi e sonori di Beckett, Kagel e Magritte, in un’unione inedita tra teatro dell’assurdo, teatro strumentale, Tanz Theater e pittura surrealista. Nella cornice più esterna, spazio del reale, l’ossessivo training giornaliero di una musicista ormai anziana è portato in scena collegando due opere affini per contesto drammaturgico, il raro pezzo teatrale Atem (Respiro) di Mauricio Kagel e la pièce video altrettanto rara Nacht und Traume di Samuel Beckett. Ma, caduta addormentata, la musicista sprofonda in un viaggio onirico che la trasforma in un proprio, surreale alter ego teatrale, la Winnie di Giorni Felici: così, ricomincia il suo training stavolta con le parole di Beckett, in uno scomodissimo “recitar suonando” dentro un’assurda pila di camere d’aria, ironici contenitori dei chili di fiato spesi negli anni a inseguire la felicità e l’amore. Tuttavia non è più sola, ma è affiancata da uno strano personaggio, detto “la cara anima”, un puppet con movenze da mimo, buffo e sinistro con cui ha un misterioso, ossessivo legame. Giorni Felici di Beckett è dunque riletto in chiave onirica e surreale, tra black comedy e ironia tragica, come trigger per far affiorare la vera natura del rapporto tra la musicista e la cara anima. La cornice più interna dello spettacolo propone così, attraverso un archetipo universale, una riflessione sulle strategie di “respirazione” che ciascuno sceglie per vivere, dentro quante e quali pile di “camere d’aria” ci rifugiamo come alibi o difesa per combattere l’apnea del vuoto di senso.
Cosa sono veramente per noi queste camere d’aria? Sono spazi fisici, persone, ricordi?
Guardando nell’io inconscio dei nostri sogni come in un calembour surrealista, è possibile scoprirlo, perché – messi di fronte a questo specchio segreto di ossessioni e tabù – possiamo forse trovare una via di accesso ai nostri strappi più inconfessabili. Ma solo affrontando questo riflesso di noi più crudo e sincero, mettendoci dentro mani e corpo, potrà forse accadere un atto autentico di liberazione, come vera accettazione del nostro esistere. 

Laura Faoro

Laura Faoro è una flautista e performer milanese specializzata nel repertorio contemporaneo; premiata con due Stockhausen Prize consecutivi (2019 e 2022), vincitrice del Premio Cultura Donatella Giudici 2023 conferitole da NoMus, svolge una ricca attività musicale e performativa internazionale, spaziando tra generi e linguaggi. È da dieci anni autrice di progetti intermediali volti a valorizzare la musica d’oggi nelle interconnessioni con le altre arti performative, che hanno ricevuto diversi riconoscimenti e apprezzamenti in ambito sia musicale che teatrale. www.laurafaoro.it

Lara Guidetti

Lara Guidetti, ha studi di acrobatica a livello agonistico e recitazione teatrale. Nel 2006 fonda la compagnia Sanpapié di cui è direttrice artistica, coreografa ed interprete. Firma, per la compagnia, le coreografie di 30 opere e più di 40 performance presentate in tutta Europa, Cina, Arabia Saudita. E’ artista associata del festival MilanOltre. Parallelamente al lavoro con Sanpapié, lavora come coreografa ed interprete nel campo del teatro, della danza e della musica collaborando con importanti registi.  https://www.sanpapie.com/chi-siamo/ 

Lorenzo Pagliei

Lorenzo Pagliei è compositore (edito da Ricordi), musicista elettroacustico, pianista e direttore d’orchestra. Accanto alla composizione scritta o acusmatica, persegue molteplici forme di collaborazione con artisti d’altri ambiti (danzatori, scultori, poeti, registi, video-artisti) come compositore/esecutore di musica elettroacustica. Dal 2009 è compositore in ricerca all’Ircam, dove ha inventato i Geecos, strumenti elettroacustici con i quali l’interprete può controllare la sintesi del suono in tempo reale attraverso gesti delle mani su particolari superfici in legno di liuteria. www.lorenzopagliei.com

Crediti
concept, drammaturgia e regìa Laura Faoro 
con
Laura Faoro flautista e performer (la musicista / Winnie)
Lara Guidetti (compagnia Sanpapié) coreografa, danzatrice e mimo (la cara anima)
Lorenzo Pagliei musicista elettronico, regìa del suono, composizione, elaborazioni live

in collaborazione con Festival Spirito del Tempo | Teatri del Suono d’oggi, terza edizione 2024 – in coproduzione con MMT

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Bauci. Circo delle città invisibili

Le Città Invisibili si trasformano da parola in installazioni scenografiche, abitate dagli artist* di circo e attraversate dagli spettator*, per un’esperienza immersiva, itinerante e partecipata che abbia come orizzonte drammaturgico l’opera di Calvino.

Se consideriamo la relazione corpo / oggetto la matrice del circo contemporaneo, l’obiettivo di questo spettacolo partecipato è rimettere in discussione le coordinate spaziali attraverso l’utilizzo di luoghi e oggetti insoliti, molto diversi dagli attrezzi propriamente circensi, per trasformare la relazione tra artista e spettatore in un’esperienza artistica dialogica e proteiforme.

Bauci è un raffinato spettacolo in cui il circo contemporaneo costruisce un ponte tra reale e utopia, facendosi creatore di una narrazione evocativa come quella di Calvino, che ci apre lo sguardo su quello che è, quello che potrebbe essere e quello che vorremmo che fosse il nostro mondo.

Quattrox4

Quattrox4 è un centro per il circo contemporaneo a Milano. La sua azione è riconosciuta dal Ministero della Cultura all’interno del FNSV e si declina in diversi ambiti di intervento: programmazione, produzione, formazione, promozione, studi e ricerca di settore.
Attivo dal 2011 come un luogo di scambio e incontro per la pratica di circo, Quattrox4 accoglie corsi di circo per tutte le età. Nel 2017 nasce FUORI ASSE, rassegna internazionale di circo contemporaneo a Milano, ideata per collocare il circo sulla scena contemporanea delle arti performative, in linea con i modelli europei di Francia, Belgio e Svezia.
A livello produttivo Quattrox4 investe in progetti di creazione multidisciplinare. Ha co-prodotto PIANI IN BILICO (2018), DALL’ALTO (2018), LA RANA E LE NUVOLE (2019), GRETEL (2021), assolo di circo contemporaneo di Clara Storti, e 9 GESTI (2022). Nel 2020 ottiene la curatela della componente circo all’interno dello spettacolo SAMUSÀ di Virginia Raffaele, per la regia di Federico Tiezzi. Negli anni ha collaborato con importanti realtà italiane: Romaeuropa Festival, Triennale Milano, Palazzo Grassi, I Teatri di Reggio Emilia, Milano Musica, Festival della Valle d’Itria.
Dal 2017 Quattrox4 partecipa a numerosi convegni in Italia e all’estero, cura lezioni di storia e critica del circo contemporaneo in università e scuole superiori in Italia. È parte di numerosi network nazionali e internazionali, tra cui IETM, EASTAP, C.Re.S.Co., Talea Circo, ETRE, Circosfera, Quinta Parete.

Crediti
regia e scenografia Clara Storti
performer Danilo Alvino, Lucia Granelli, Luca Lugari, Luca Torrenzieri
sound / light designer Flavio Cortese
costumi Anna Kemp
voce registrata Ulisse Romanò
direttore di produzione Filippo Malerba
produzione Quattrox4 Circo ETS
coproduzione Associazione Sosta Palmizi
con il contributo del Ministero della Cultura – Progetti Speciali 2023 Circo e
Jeune Cirque National

sponsor Play Juggling
Un ringraziamento speciale a BAM – Biblioteca degli Alberi Milano e Romaeuropa Festival

In collaborazione con

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Fondatori

Comune di Reggio Emilia Provincia di Reggio Emilia Gruppo Iren

Con il sostegno di

Ministero Beni Culturali Regione Emilia-Romagna Fondazione Pietro Manodori

Certificazioni

ISO 9001Ente di accreditamento Accredia

Fondazione I TEATRI - Piazza Martiri del 7 luglio, 7 - 42121, Reggio Emilia - tel 0522 458811 - P.IVA 01699800353 - CF 91070780357

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