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I Teatri di Reggio Emilia

I Teatri di Reggio Emilia

Fondazione I Teatri Reggio Emilia

Biglietteria (si apre in una nuova finestra)

Raffaella Giordano | Stefania Tansini  • Tu non mi perderai mai  

Raffaella Giordano | Stefania Tansini  
Tu non mi perderai mai  

in collaborazione con Il rumore del lutto festival 

  • Descrizione
  • Bio
  • Acquista
  • Crediti

Venerdì 6 Novembre – ore 19:30

Palcoscenico del Teatro Ariosto

Festival Aperto

Durata: 45 minuti

in collaborazione con Il rumore del lutto festival 

“Tu non mi perderai mai”: una promessa fatta di parole antiche, quelle del Cantico dei Cantici, che vent’anni fa Raffaella Giordano aveva tradotto in danza. Oggi la promessa torna, in un altro corpo.

Descrizione

L’assolo, debuttato a Milano nel 2005, è uno dei lavori più inafferrabili di Giordano — figura della danza europea formatasi tra Carolyn Carlson e Pina Bausch, cofondatrice di Sosta Palmizi. Per riportarlo in scena dopo due decenni, la coreografa sceglie Stefania Tansini, Premio Ubu 2022 come miglior performer under 35. Un passaggio di testimone meticoloso, che lascia tuttavia all’interprete il margine necessario perché il gesto possa — come ha scritto Marinella Guatterini — deragliare verso esiti inattesi. 

Liberamente ispirato al Cantico dei Cantici, il lavoro si muove in un territorio di presenza e assenza. 

Nel corpo di Tansini, attraversato da tensioni, l’opera riemerge con una melanconica estraneità che la rende, paradossalmente, ancora più contemporanea. La composizione elettroacustica di Lorenzo Brusci, integrata da un brano di Jóhann Jóhannsson, ne sostiene il respiro lungo. 

Bio

Raffaella Giordano

Raffaella Giordano si concentra da sempre sull’osservazione del mondo compiuta con crudezza e disarmante innocenza. Protagonista della danza europea da oltre trent’anni, Giordano si è formata come allieva e interprete con Carolyn Carlson e Pina Bausch e nel 1985 è co fondatrice del collettivo Sosta Palmizi. Dal 1986 inizia un suo personale percorso di ricerca dando vita a numerose opere corali e solistiche, ricevendo numerosi riconoscimenti fra i quali il prestigioso Premio Speciale UBU con lo spettacolo Quore, per un lavoro in divenire (2000). Nel tempo collabora a progetti teatrali, operistici e cinematografici con diversi registi e autori della scena contemporanea: A. Baricco, C. Ronconi, M. Martone, F. Tiezzi e L. Di Costanzo (L’intrusa Premio Nuovo Imaie come miglior attrice rivelazione 2017). Fortemente impegnata nell’ambito della formazione, promuove e dirige progetti di studio per la sensibilizzazione e lo sviluppo delle arti corporee e accompagna nel tempo numerosi autori/autrici della scena contemporanea in percorsi di scrittura multidisciplinare. Dal 1994 dirige a Cortona (AR), insieme a Giorgio Rossi, l’Associazione Sosta Palmizi, realtà di riferimento e di sostegno per la danza contemporanea italiana.

Stefania Tansini

Stefania Tansini, danzatrice e autrice, è fra le coreografe più stimate della danza contemporanea italiana degli ultimi anni. Vincitrice di diversi premi fra i quali il Premio Ubu 2022 come Miglior performer Under35, nelle sue produzioni indaga la capacità del corpo di trasformarsi e modificarsi, anche attraverso l’utilizzo della voce. I lavori di Stefania Tansini sono stati presentati in numerosi festival, tra cui RomaEuropa Festival, Festival FOG di Milano, Festival di Sant’Arcangelo, Festival Gender Bender di Bologna, Festival La democrazia del corpo di Firenze, Festival Interplay. Diplomata all’Accademia Paolo Grassi, ha lavorato come danzatrice per Romeo Castellucci, Cindy Van Acker, Simona Bertozzi, Luca Veggetti, Enzo Cosimi, Ariella Vidach. Collabora come danzatrice per Motus e con altri artisti. È artista associata alla Fondazione Teatro Grande di Brescia.

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
06/11/2026 19:30 Presto in vendita

Riduzioni

Iscritti Unimore > 50%

Under 30 > 30%

Amici dei Teatri > 20%

Over 65 > 15%

Altre riduzioni

Crediti

coreografie Raffaella Giordano
danzate da Stefania Tansini

in collaborazione con Il rumore del lutto festival 

Partner

Fondatori

Con il sostegno di

Voices di Hans Werner Henze

Voices di Hans Werner Henze

Hans Werner Henze 100 anni 
22 canzoni per 2 voci e ensemble (1973) 

  • Descrizione
  • Bio
  • Acquista
  • Crediti

Giovedì 5 Novembre – ore 20:30

Teatro Cavallerizza

Festival Aperto

“Le Voci del titolo sono quelle di artisti giovani e anziani, il cui lavoro è politicamente impegnato. Queste persone si preoccupano dei loro simili, della condizione umana nel mondo, e dei problemi razziali e di classe in cui essi stessi sono fatalmente coinvolti.”

(H.W.H.) 

Descrizione

22 song su testi – fra gli altri – di Heberto Padilla, Ho Chi Minh, Bertolt Brecht, Mario Tobino, Heinrich Heine, Giuseppe Ungaretti, Hans Magnus Enzensberger, Miguel Barnet, Richard W. Thomas, Michalis Katsaros. 

Un organico di mezzosoprano, tenore, elettronica e 15 strumentisti, cui è richiesto di suonare oltre 50 strumenti provenienti da ogni parte del mondo. La concezione polistilistica di Voices risiede anche nella diversa origine e messaggio di ciascun testo. Un’eterogeneità che ha un filo conduttore: i temi dell’alienazione e dell’oppressione. 

Bio

Hans Werner Henze
Portrait, München 1986

Hans Werner Henze è stato senza dubbio uno dei più grandi compositori del suo tempo. Ha vissuto più di 59 anni in Italia, sviluppando un proprio linguaggio musicale caratterizzato da una sensibilità italiana per la vita. La musica di Henze che, come egli diceva sempre, aveva come “punto di partenza il teatro”, assume sempre anche una posizione politica, e partendo da essa e con essa trovano espressione in modo toccante i grandi temi umanitari.
Ben presto gran parte delle sue composizioni hanno trovato spazio nel repertorio internazionale. L’edizione integrale della Wergo dedicata alle sue dieci Sinfonie, con la Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin diretta da Marek Janowski, è quasi ultimata. Il catalogo delle sue opere comprende tutti i generi musicali. Con il „Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano“ e la „Münchener Biennale-Internationales Festival für Neues Musiktheater“ Henze, come pedagogo e mentore dei suoi giovani colleghi, ha fondato due Festival che hanno lanciato promettenti carriere che fanno ormai parte integrante della vita culturale internazionale.
Hans Werner Henze ha ottenuto innumerevoli onorificenze: molte lauree honoris causa, il „Praemium Imperiale“ dell’imperatore del Giappone, la Gran Croce al merito con placca della Repubblica Federale Tedesca e la nomina a „Chevalier de la Légion d’honneur“.
Fino alla sua morte ha fatto parte attiva della vita musicale, in ultimo come „Capell-Compositeur“ della Dresdner Staatskapelle.

New European Ensemble 

Il New European Ensemble (NEuE) racconta storie attraverso il potere comunicativo della musica contemporanea. Storie che mirano a stimolare la riflessione, a sfidare, a ispirare e ad approfondire la nostra comprensione dell’esperienza umana e del mondo che ci circonda.
Il gruppo combina spesso la musica con il cinema, la letteratura, il teatro, la danza e le arti visive. L’ensemble ha collaborato con Edward Snowden, Boris van der Ham, Nick Verstand, DeFrame, Opera2Day, Het Nationale Theater (Teatro Nazionale dei Paesi Bassi), Amnesty International, la Corte Penale Internazionale e War Child.
NEuE è stato fondato nel 2009 nei Paesi Bassi da musicisti dedicati e appassionati provenienti da tutta Europa. L’ensemble si è costruito una reputazione per la programmazione fantasiosa, nonché per le “fantastiche” (NRC) ed “eccellenti esibizioni” (de Volkskrant) ed è stato definito uno dei “principali ensemble dei Paesi Bassi” (Nieuwe Noten). Nel 2019, il NEuE ha ricevuto il prestigioso Premio Kersjes a riconoscimento dei “10 anni di successi ai massimi livelli nel presentare la musica contemporanea a un vasto pubblico in modo coinvolgente e accessibile”.
Compositori quali Mark Anthony Turnage, José María Sánchez-Verdú, Anna Thorvaldsdóttir, Guo Wenjing, Carlo Boccadoro, Martijn Padding e Klas Torstensson hanno scritto opere per l’ensemble.
Il gruppo si è esibito in quasi tutte le principali sale da concerto e teatri dei Paesi Bassi, tra cui il Concertgebouw, il Carré Theater e il Muziekgebouw aan’t IJ ad Amsterdam, De Doelen a Rotterdam, Tivoli Vredenburg e il Teatro Reale all’Aia. L’ensemble si esibisce regolarmente in festival quali la Gaudeamus Music Week, il Festival Vlaanderen, November Music, la Shanghai New Music Week, il Beijing Contemporary Music Festival e lo Svensk Musikvår. Le tournée internazionali portano il gruppo nel Regno Unito, in Germania, Belgio, Svezia, Finlandia, Italia, Libano, Cina e Hong Kong.
I musicisti dell’ensemble collaborano regolarmente con giovani compositori e interpreti presso il Conservatorio Reale dell’Aia e nelle scuole di musica di tutto il mondo.

Carlo Boccadoro

Carlo Boccadoro è nato nel 1963 (Macerata, 20 luglio). Ha iniziato gli studi musicali presso il Conservatorio “G.Verdi” di Milano, dove si è diplomato in Pianoforte e Strumenti a Percussione. Nello stesso istituto ha studiato Composizione con diversi insegnanti, tra cui Paolo Arata, Bruno Cerchio, Ivan Fedele e Marco Tutino. Ha inoltre frequentato il corso di Tecnica dell’Improvvisazione jazzistica tenuto da Giorgio Gaslini.
La sua musica è programmata da importanti istituzioni italiane ed estere, come: Teatro alla Scala, Biennale di Venezia, Bang On A Can Marathon (New York), Monday Evening Concerts (Los Angeles), Gewandhaus di Lipsia, Festival di Lucerna, Concertgebouw di Amsterdam, National Concert Hall Dublin, Royal Academy di Glasgow, Maggio Musicale Fiorentino, Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, Pomeriggi Musicali, Arena di Verona, Festival MITO, Teatro Regio di Parma,  Teatro Massimo di Palermo.
Carlo Boccadoro ha un ampio catalogo che comprende, opere da camera, brani orchestrali, per ensemble e composizioni cameristiche. Ha scritto anche molta musica per il teatro di prosa collaborando con Luca Ronconi, Valter Malosti, Renato Sarti, Giorgio Gallione, Serena Sinigaglia.
Riccardo Chailly ha diretto le prime assolute di Ritratto di Musico con l’Orchestra del Gewandhaus (Lipsia, 2011) e Concerto per pianoforte e orchestra con Beatrice Rana e la Filarmonica della Scala (Milano, 2017). 
Tra gli ultimi lavori orchestrali citiamo: Variazioni per orchestra (2010) composto su commissione della Filarmonica della Scala e diretto da Omer Meir Welber; Concerto per violoncello e orchestra (2014) dedicato a Enrico Dindo e Gianandrea Noseda, presentato in prima assoluta al Teatro Regio di Torino; Un guanciale di nuvole azzurre (2017), melologo per voce e sei strumenti; Primo taccuino dell’ombra e della luce (2018), brano commissionatogli dal New European Ensemble.
Parallelamente a quella di compositore, Carlo Boccadoro svolge l’attività di direttore d’orchestra di importanti orchestre nazionali, tra cui l’Orchestra del Teatro alla Scala, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, i Pomeriggi Musicali di Milano, l’Orchestra Verdi di Milano, l’Orchestra della Fondazione Arena di Verona.
Insieme a Filippo Del Corno e Angelo Miotto, è co-fondatore di “Sentieri Selvaggi”, un progetto culturale avviato nel 1997 e dedicato alla diffusione della musica contemporanea e che attualmente comprende un ensemble e un festival.
Nel 2023 è stato nominato Accademico di Santa Cecilia.
E’ pubblicato da Casa Musicale Sonzogno, RaiCom e Casa Ricordi.

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
05/11/2026 20:30 Presto in vendita

Riduzioni

Iscritti Unimore > 50%

Under 30 > 30%

Amici dei Teatri > 20%

Over 65 > 15%

Altre riduzioni

Crediti

NEUE – New European Ensemble 

Carlo Boccadoro direttore 

in collaborazione con Romaeuropa Festival 

Partner

Fondatori

Con il sostegno di

Arto Lindsay – The Ghost of Unity

Arto Lindsay – The Ghost of Unity

Nuovo progetto

  • Descrizione
  • Bio
  • Acquista
  • Crediti

Sabato 31 Ottobre – ore 20:30

Teatro Municipale Valli

Festival Aperto

Scriviamo canzoni, registriamo canzoni e suoniamo canzoni. Raramente le suoniamo nello stesso modo in cui le abbiamo registrate. Di norma improvvisiamo sopra e attorno alle canzoni, ma le canzoni sono sempre là, per noi e per voi. Si potrebbe dire che estendiamo le canzoni, che le apriamo per farvi entrar luce, o per farvi soffiare attraverso un vento oscuro. 

Descrizione

In The Ghost of Unity, un coro e un gruppo di fiati ci aiuterà a estendere queste canzoni. Ma non sempre desideriamo che voi comprendiate il modo in cui l’orchestrazione a volte si slega da ciò che stiamo suonando. Il coro ci seguirà o ci guiderà? I fiati ci imiteranno o adotteranno un approccio più seducente, o più aggressivo? 
Il suono è un movimento dell’aria, viaggia sempre attraverso lo spazio, ma in questo caso creeremo delle scorciatoie, posizionando gli altoparlanti nel cuore del teatro, dietro di voi e davanti a voi. Ciò che sarà insieme più intimo e più intrusivo. Un gioco di parole bilingue può aiutare a comprendere cosa proponiamo e come procederemo. 

Stampaggio – usare una matrice o uno stampo per creare versioni ripetute di una forma. 

Stampede – l’impeto sconsiderato di un gruppo di animali o di una folla. 
Da qualche parte tra queste due parole troviamo la nostra performance.  La distribuzione dei nostri altoparlanti e l’attivazione di un suono tramite un altro forniscono uno stampo attraverso il quale la nostra musica si diffonde impetuosa.” 

Arto Lindsay (Rio de Janeiro, dicembre 2025 e aprile 2026) 

Bio

Arto Lindsay 

Arthur Morgan “Arto” Lindsay nasce in Virginia nel 1953 ma cresce tra gli Stati Uniti e il Brasile per via del lavoro dei genitori. Considerato uno degli intellettuali della musica rock, artisticamente è influenzato dal tropicalismo di Caetano Veloso e Gilberto Gil, dal free jazz e dalla musica sperimentale statunitense. 
Arto si affaccia sul panorama musicale quando all’inizio degli anni Ottanta fonda, insieme al tastierista Peter Scherer, la band dance-pop Ambitious Lovers. Il primo album della band è Envy, del 1984, disco dal ritmo elegante che bilancia perfettamente le tendenze rumoriste dell’artista e le influenze della musica tradizionale brasiliane. Envy viene seguito da Greed nel 1986 e Lust nel 1991.
Durante gli anni Novanta Lindsay si lascia coinvolgere ancora di più dalla corrente musicale brasiliana ed inizia a collaborare con luminari del genere come Tom Zè, Marisa Monte e Joao Gilberto che lo portano a pubblicare il primo album sotto il suo unico nome. Rilascia Aggregates 1-26 nel 1995 che si presenta come una collezione di brani d’avanguardia che si affermano come lo standard per il genere rumorista. Arto rilascia il lavoro successivo, Mundo Civilizado per la Bar/None Records, etichetta con cui collaborerà fino al 1998.
Lindsay diventa il primo artista a pubblicare album con l’etichetta discografica di Ani Difranco, la Righteous Babe. Inizia con The Prize nel 1999 a cui seguono Invoke nel 2002 e Salt nel 2004, tutti presentano la sua distintiva sintesi di musica brasiliana e giri di chitarra avant-garde.
Gli anni successivi sono un susseguirsi di collaborazioni, dal contributo all’album di debutto degli Anarchist Republic of Bzzz, all’esibizione a Rio de Janeiro con il batterista jazz Paal Nilssen-Love nel 2013.
Nel 2014 Arto rilascia per Ponderosa Music & Art Encyclopedia of Arto, contenente un doppio disco di cui uno con materiale già noto e uno di esibizioni live. Tre anni più tardi, ispirato dal trasferimento in Brasile, rilascia – sempre per Ponderosa Music & Art  – Cuidado Madame. Si tratta del primo album di inediti in dieci anni e Lindsay si avventura nell’esplorazione dei ritmi associati alla religione brasiliana del Candomblé. 

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
31/10/2026 20:30 Presto in vendita

Riduzioni

Iscritti Unimore > 50%

Under 30 > 30%

Amici dei Teatri > 20%

Over 65 > 15%

Altre riduzioni

Crediti

Arto Lindsay chitarra elettrica, voce 
Melvin Gibbs basso elettrico, elettronica 
Stefan Brunner spazializzazione del suono, elettronica 
??? Percussioni 

Icarus Ensemble: 
Mirco Ghirardini clarinetto soprano, clarinetto basso, clarinetto contrabbasso, sax soprano  
Sofia Gatti sax contralto  
Pietro Vecchi sax tenore  

Tiziano Bianchi tromba, flicorno  
Christian Rebecchi tromba, flicorno  
Pietro Martino tromba, cornetta  

Coro interculturale di Reggio Emilia – Gaetano Nenna direttore 

coproduzione Festival Aperto / Fondazione I Teatri Reggio Emilia – Angelica | Centro di Ricerca Musicale, nell’àmbito di OO | Opere Oltre

Partner

Fondatori

Con il sostegno di

PianIstmi 2/4 • Erik Bertsch

PianIstmi 2/4 

ERIK BERTSCH pianoforte 

  • Descrizione
  • Bio
  • Acquista
  • Crediti

Domenica 25 Ottobre – ore 18:00

Palcoscenico del Teatro Ariosto

Festival Aperto

Henze reinventa il mito di Tristano, quasi strappandolo a Wagner; Saariaho si cala nella Ballata, forma ottocentesca; Kurtág omaggia spesso persone e autori del passato nei piccoli Jatekók (Giochi); Stroppa fa circolare citazioni nascoste di Berio, e richiami a forme come la Passacaglia. Il passato musicale variamente riaffiora in questi pezzi di piccola forma ma di grande capienza spirituale.  

Programma

Echi e Risonanze 

Hans Werner Henze, Präludien zu “Tristan” (2003) 
Kaija Saariaho, Ballade (2005) 
György Kurtág, Jatékók (selezione) (1979-2021) 
Marco Stroppa, Miniature estrose (selezione) (2003-2009) 

Descrizione

“Henze reinventa il mito di Tristano, quasi strappandolo a Wagner; Saariaho si cala nella Ballata, forma ottocentesca; Kurtág omaggia spesso persone e autori del passato nei piccoli Jatekók (Giochi); Stroppa fa circolare citazioni nascoste di Berio, e richiami a forme come la Passacaglia. Il passato musicale variamente riaffiora in questi pezzi di piccola forma ma di grande capienza spirituale.  

Echi e Risonanze, appunto, ma il titolo del recital fa leva sull’ambivalenza semantica di queste parole, che infatti suggeriscono parimenti alcune caratteristiche strutturali delle composizioni. Ecco così l’uso onirico del pedale di risonanza in Henze e in Kurtág, l’armonia latente emanata dalla vibrazione per simpatia delle corde in Stroppa, l’emergere di linee da una stratificazione, quasi eco della musica entro se stessa, in Saariaho.” (E.B.) 

________ 

PianIstmi 

Istmo – 1. […] lingua di terra relativamente stretta che unisce due ampi territori […] (Treccani online). 

Non uno ma molti sono i pianismi contemporanei, diversificati per repertori, approcci, tecniche, retroterra storici, geografici e culturali. Essi sono tuttavia collegati da lingue di terra – da lingue di senso – ampie o sottili, lunghe o brevi, dirette o tortuose.  

Cage (Toniutti), l’Europa contemporanea (Bertsch), Cuba (Ortiz), l’Improvvisazione (Rebaudengo): quattro territori per molteplici istmi. 

Bio

Erik Bertsch

Pianista italiano di origini olandesi, Erik Bertsch si dedica con curiosità e spirito di ricerca al repertorio contemporaneo, collaborando con compositori come George Benjamin, Marco Stroppa, Ivan Fedele, Marco Momi, Fabio Vacchi, Alessandro Solbiati, Fabio Nieder e facendo dialogare nei suoi programmi da concerto musiche più o meno lontane nel tempo, illuminando richiami e affinità elettive inaspettati e sorprendenti.

Le sue incisioni del Primo Libro delle Miniature Estrose di Marco Stroppa (Kairos, 2020) e dell’opera completa per pianoforte di George Benjamin (Piano Classics, 2024) ricevono unanime apprezzamento dalla critica internazionale, ottenendo tra l’altro 5 stelle e il riconoscimento di Disco del mese per Classic Voice, una nomination ICMA (International Classical Music Awards) e recensioni a 5 stelle per le riviste Diapason (“Erik Bertsch y déploie une électrisant virtuosité” Patrick Szersnovicz), Classica, Musica.
L’attività concertistica lo porta a esibirsi in importanti sale (Sala Sinopoli del Parco della Musica di Roma, Teatro Bibiena di Mantova, Cappella Paolina del Quirinale, Salle de Concert del Conservatorio di Montreal, West Road Concert Hall di Cambridge, Teatro dei Rozzi di Siena, Teatro Niccolini di Firenze, Teatro Litta di Milano, Casa della Musica di Parma…) per stagioni come Accademia Filarmonica Romana, Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, Milano Musica, Amici della Musica di Firenze, Rondò – Divertimento Ensemble di Milano, Traiettorie di Parma, Concerti del Quirinale, Accademia Chigiana di Siena, Société de Musique Contemporaine du Québec, IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma, Amici della Musica di Modena, Festival Nuova Consonanza, Biennale Koper, La Milanesiana, Festival Trame Sonore di Mantova. In più occasioni inoltre suona in diretta radiofonica per Radio3 e sue registrazioni sono state trasmesse da SRF, Radio France, RBB Rundfung Belin – Brandenburg.
Conclusi gli studi con lode al Conservatorio “Cherubini” di Firenze sotto la guida di Maria Teresa Carunchio, Erik Bertsch prosegue il perfezionamento con Alexander Lonquich (Accademia Chigiana di Siena), Enrico Pace (Accademia di Musica di Pinerolo) e per la musica da camera con Carlo Fabiano (Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Roma). Importante per l’approfondimento del repertorio contemporaneo è stata la guida di Maria Grazia Bellocchio (Divertimento Ensemble, Milano) e di Pierre-Laurent Aimard e Tamara Stefanovich (Piano Academy, Monaco di Baviera).

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
25/10/2026 18:00 Presto in vendita

Riduzioni

Iscritti Unimore > 50%

Under 30 > 30%

Amici dei Teatri > 20%

Over 65 > 15%

Altre riduzioni

Crediti

ERIK BERTSCH pianoforte 

Partner

Fondatori

Con il sostegno di

Lisa Vereertbrugghen 

Lisa Vereertbrugghen 
While we are here  

ideazione e coreografia Lisa Vereertbrugghen 

  • Descrizione
  • Bio
  • Acquista
  • Crediti

Sabato 24 Ottobre – ore 22:00

Palestra S. M. Aosta

Festival Aperto

Festival Aperto insieme ad Acid Tank vi invitano a esplorare l’energia del rave, la danza popolare e i luoghi inaspettati. Costruendo un percorso che culmina nella festa collettiva. 

Descrizione

WHILE WE ARE HERE è un’opera per cinque performer incentrata sul rave e sulle danze folk. La performance indaga su come queste forme di danza così distanti attingano entrambe a un desiderio umano essenziale,  come la perdita di controllo e l’intimità collettiva.   

Il rave non è una recente novità, il bisogno umano di ballare intensamente insieme è senza tempo. Gli spazi possono essere club, parcheggi, piazze pubbliche, campi o foreste, e le danze possono assumere molte forme, ma il fenomeno di fondo è lo stesso: le persone si riuniscono e organizzano uno spazio temporaneo e di rottura, dove le interrelazioni sono radicalmente diverse dalla vita di tutti i giorni. Sebbene sia senza tempo, ballare insieme in modo così intenso fa sempre meno parte di una società sempre più controllata e individualista. 

La performance colloca il rave techno (hardcore) all’interno di questa storia millenaria di rituali di danza collettiva via via sempre più emarginati. 

Il folk qui non è puro, ma è un techno folk ibrido e senza confini, un folk sporco che celebra la differenza. Senza alcuna nostalgia per il passato e senza un futuro specifico in mente.

LISA VEREERTBRUGGHEN ricerca il suono e gli stili di danza della hardcore techno dal 2014, attraverso diversi formati a metà tra performance, suono e installazione.

AFTERSHOW dalle 23:00 in poi
si svolgerà all’interno della nuova palestra Aosta (Parcheggio Cecati)


Cosa troverete:
– bar
– book club dedicato alla letteratura sul mondo della festa, rave, taranta, stati di trance
– soundsystem 
– dj set

L’accesso all’after show è gratuito tramite prenotazione Eventbrite (da settembre). 
I possessori del biglietto per la performance “While We Are Here” avranno la priorità di prenotare il proprio accesso  all’after show (sempre tramite Eventbrite).

Bio

Lisa Vereertbrugghen 

Lisa Vereertbrugghen è una coreografa, ballerina e drammaturga con sede a Bruxelles, impegnata nella ricerca sulla danza sociale e sull’interazione tra musica e danza sulla pista da ballo. Dal 2014 conduce ricerche sulla musica techno hardcore e sugli stili di danza correlati. Il suo lavoro assume diverse forme, tra cui danza, performance, installazioni e “meditazioni techno”. Collabora abitualmente con i suoi partner di lunga data Michael Langeder, Vera Martins, Sophie Guisset e Madison Bycroft.

Biglietti

Data Ora Costo Link di acquisto
24/10/2026 22:00 Presto in vendita

Riduzioni

Iscritti Unimore > 50%

Under 30 > 30%

Amici dei Teatri > 20%

Over 65 > 15%

Altre riduzioni

Crediti

ideazione e coreografia Lisa Vereertbrugghen 

drammaturgia Simon Baetens e Sophie Guisset 
sound Michael Langeder

Partner

Fondatori

Con il sostegno di

BAMBU

BAMBU
danza e teatro contemporanei dal continente africano 

ideazione Roberto Castello  

  • Descrizione
  • Bio
  • Acquista
  • Crediti

Sabato 24 Ottobre – ore 17:00

Sala Verdi

Festival Aperto

Durata (spettacoli + in contro col pubblico): 1 h e 3 0m circa

“Spostare il centro del mondo”: è da questo invito di Ngũgĩ wa Thiong’o, scrittore keniota scomparso nel maggio 2025, che prende forma BAMBU. Tre voci della scena coreografica africana in una sola serata, senza filtri esotizzanti.

Descrizione

Ideato da Roberto Castello per ALDES, BAMBU non è un cartellone tematico ma un dispositivo di relazione: una rete di operatori africani propone una rosa di lavori, da cui una rete di programmatori italiani seleziona quelli che faranno tournée nel nostro paese. È il rovesciamento di un modello — quello in cui l’Europa decide cosa portare dall’Africa, e di che Africa parlare. Castello lo definisce un dialogo “paritario e non predatorio”. 

La serata accosta tre assoli firmati da tre coreografe: Thin Line di Diana Odhiambo (Kenya), MAHAKA di Linda Sarki Johnson (Nigeria) e Kizazi di Stéphanie Mwamba, nata a Goma nella Repubblica Democratica del Congo e formatasi tra l’École des Sables in Senegal e la propria compagnia Ochula. Kizazi — in swahili, utero — è il suo primo assolo: una riflessione sul significato di crescere donna nell’est del Congo, in una regione dove il corpo femminile è da oltre quindici anni territorio occupato. Tra improvvisazione e scrittura coreografica, Mwamba riprende la sovranità sul proprio corpo e ne fa atto politico. 

Al termine, le artiste si fermano in sala per un incontro con il pubblico. 

Bio

Linda Sarki Johnson

Linda Sarki Johnson (1998) conosciuta con il nome d’arte Eskapee, è una danzatrice e performer nigeriana originaria di Jos, nello Stato del Plateau nota per la sua versatilità, la forte presenza scenica, la profondità emotiva e la capacità di adattarsi a diversi ambienti creativi, creando performance autentiche e innovative benché profondamente radicate nella cultura africana. Si è diplomata alla QSchool, uno dei dipartimento del Qdance Center, straordinario progetto culturale nato nel 2014 nel centro di Lagos per la formazione di danzatori, musicisti, artisti mediali e organizzatori. Linda è attualmente danzatrice della QDance Company. Linda è inoltre molto impegnata nella formazione delle nuove generazioni e ha fondato la Eskapee Kiddies Dance Academy a Jos, dove insegna ai bambini non solo tecniche di danza, ma anche valori essenziali come la disciplina, la fiducia in se stessi. 

Stéphanie Mwamba

Stéphanie Mwamba (1997) è una coreografa, performer, attrice e giornalista nata a Goma nella Repubblica Democratica del Congo. Dopo essersi formata in danza contemporanea e tradizionale al Foyer Culturel de Goma, ha lavorato come solista con la sua compagnia Ochula Cie. Come performer, ha partecipato alla ripresa de “La sagra della primavera” di Pina Bausch. Nel 2019 ha fondato l’Ochula Center, uno spazio dedicato alla formazione, alla ricerca e all’insegnamento della danza tradizionale e contemporanea, situato a Minova, nella Repubblica Democratica del Congo. Il centro promuove gli scambi artistici e ospita residenze, contribuendo allo sviluppo della scena coreografica locale. La sua infanzia è stata segnata dalla disgregazione del Paese a causa di numerose ribellioni che l’hanno separata dalle sue radici nel Kasai, nel Congo centrale. La danza e l’identità culturale sono diventate il legame originario che la collega alle sue radici perdute e i pilastri del suo approccio artistico che affonda le sue radici nelle danze tradizionali, che lei fonde con le tecniche della danza contemporanea. 

Diana Odhiambo

Diana Odhiambo (1993) vive a Kisumu, in Kenya e collabora regolarmente a progetti interdisciplinari panafricani. Nel 2024 si è diplomata in danza contemporanea africana presso l’École des Sables, in Senegal, approfondendo il suo linguaggio coreografico e la sua visione artistica. Attraverso Thin Line, rivendica la visibilità e il potere delle voci femminili africane nella danza e nella società. 

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ideazione Roberto Castello  
Diana Odhiambo (Kenya) Thin Line  
Linda Sarki Johnson MAHAKA (Nigeria) 
Stéphanie Mwamba Kizazi (Congo/ Senegal) 

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