Camille Saint-Saëns scrive Il carnevale degli animali per scherzo, per mettere in ridicolo alcuni aspetti dell’ambiente e della cultura del suo tempo. Nei quattordici brani che compongono l’opera prende in giro autori come Offenbach e il suo can can, riproposto molto rallentato nel brano della Tartaruga, oppure Berlioz con La danza delle silfidi. Non vengono risparmiati neppure i critici musicali, soprannominati “quelli dalle orecchie lunghe”, i pianisti, virtuosi ma senza sensibilità, i musicisti fossilizzati su determinati stili, incapaci di rinnovarsi.
I brani sono splendide descrizioni di molti animali, alcune delle quali anche onomatopeiche. Nel corso del concerto i bambini saranno coinvolti, contribuendo attivamente alla costruzione dello spettacolo.