Teatro Cavallerizza
Sabato 7 novembre 2015, ore 20.30
Domenica 8 novembre 2015, ore 18

Progetto Hofesh Shechter
esclusiva nazionale

Shechter Junior

deGeneration - prima italiana

Interpreti  Carl Crochet, Maja Naomi Furnes,  Anne-Charlotte Hubert, Oska Lake Thomas, Max Makowski, Ayelet Nadav (Dance Captain), Anna Stamp Møller

Cult
Coreografia e musica Hofesh Shechter
Per  6 danzatori
Lighting Design Chahine Yavroyan
Consulente musicale Matthew Davidson
Costumista Helen Johnson
 
Cult  e’ stato originariamente commissionato  da  The Place Prize 2004  grazie alla sponsorizzazione di  Bloomberg.

Fragments
Coreografia e musica Hofesh Shechter
Per  2 danzatori
Design Luci e Costumi Hofesh Shechter
Costumista Helen Johnson
Musica supplementare  J.S. Bach, Eric Idle*
 
*‘Always Look on the Bright Side of Life’
Eseguita da  Monty Python
Published by:  Python (Monty) Pictures Ltd. / Universal Music Publishing, Ltd.
 
Disappearing Act
Coreografia e musica Hofesh Shechter
Per 7  danzatori
Design luci Lawrie McLennan con Hofesh Shechter
Design costumi Holly Waddington
Costumista Roxanne Armstrong
 





Progetto realizzato in collaborazione con Collezione Maramotti e Max Mara
 
Il progetto Hofesh Shechter, incluso nel calendario del Festival Aperto 2015, nasce da una collaborazione tra Collezione Maramotti, Max Mara e Fondazione I Teatri e prevede una esclusiva  performance site specific negli spazi della Collezione (dal 3 al 5 novembre - quattro repliche) e la prima italiana dello spettacolo deGeneration al Teatro Cavallerizza (7-8 novembre). La sinergia tra questi tre soggetti ha avuto inizio nel 2009 con il coinvolgimento di Trisha Brown Dance Company, e si è consolidata negli anni con appuntamenti biennali, Shen Wei Dance Arts nel 2011 e Wayne McGregor | Random Dance nel 2013, con l’obiettivo di vivificare un dialogo fra coreutica e arte visiva.


deGeneration sarà presentato al Teatro Cavallerizza (in prima ed esclusiva italiana). Si compone di tre parti: Cult (2004) e Fragments (2003), due tra i lavori di Shechter meno noti, accanto al premiato Disappearing Act (2015).
 
I temi principali di Cult (2004) sono i giochi di potere nella società e le lotte da essi provocate, e riportano a dinamiche ricorrenti nell’opera del coreografo: l’individuo con o contro il gruppo, il tentativo di unirsi per dare senso alla vita e raggiungere un’armonia personale e sociale. Fragments (2003) è un duetto che esplora la relazione intima tra un uomo e una donna, in cui si alternano gravità e ironia, gioco di potere e di seduzione, pragmatismo e sensualità. Disappearing Act (2015) riprende i motivi dei due pezzi precedenti in uno slancio più corale basandosi su una creazione del 2012 appositamente riadattata a e ispirata dai giovani interpreti della nuova formazione Shechter Junior.
 
Hofesh Shechter è spesso definito “coreografo israeliano”, anche se vive a Londra da oltre quindici anni. Lo stile che lo ha consacrato trae ispirazione dalla danza popolare mediorientale e nordeuropea, ripresa in chiave contemporanea attraverso vigorose coreografie di gruppo e contrappunti solistici permeati da un ritmo intenso e trascinante. Le spettacolari coreografie che porta in scena sono interpretate da danzatori “abitati” da un’energia elettrica, una fisicità quasi selvaggia, e sono accompagnate da musiche potenti, spesso a cura dello stesso Shechter, che le compone. “La musica per me è una sorta di carburante emozionale. Agisce come una struttura, scandisce i ritmi e crea un’atmosfera, delle regole, dei pensieri. La musica è importante come la danza ed è un grande elemento di connessione. Essere capaci di vedere un lavoro come una totalità, visiva e sonora, significa che esso è più completo nel suo riuscire a trasmettere energia. La musica è la ragione per cui io mi occupo di danza” (H. Shechter).

Il lavoro intenso di Shechter, percorso dalle tensioni e dalle inquietudini che attraversano il mondo odierno, indaga gli aspetti oscuri dell’agire umano sul piano psicologico, sociale e antropologico. Le composizioni spesso evocano una necessità di protezione e riparo dell’individuo che, di fronte all’ostilità del mondo e alla propria insicurezza emozionale, tende a ripiegare su se stesso.
Come forte risposta verso le scarse opportunità offerte ai giovani nel mondo della danza, nel 2015 Hofesh Shechter ha creato la Shechter Junior, una compagnia di danzatori internazionali tra i 18 e i 25 anni selezionati tra oltre mille, di cui è alla guida. Il progetto, nato per la formazione professionale dei giovani più talentuosi, rappresenta per Shechter uno strumento formidabile per incanalare la vitalità giovanile dei danzatori e lo scambio reciproco di energia tra le due compagnie, la Hofesh Shechter Company e la Shechter Junior. Quest’ultima sarà la protagonista di entrambi gli appuntamenti in calendario a Reggio Emilia, per una precisa scelta del coreografo.