Teatro Municipale Valli
Sabato 17 ottobre 2020, ore 20.30

I Cenci

teatro di musica da Antonin Artaud

musica e libretto Giorgio Battistelli 
editore Casa Ricordi, Milano 
direzione musicale Francesco Bossaglia
regìa Carmelo Rifici
con Roberto Latini e Anahì Traversi, Elena Rivoltini, Michele Rezzonico 
con la performer Marta Ciappina 
con la partecipazione, in video, di Fabrizio Rocchi  

Ensemble900 del Conservatorio della Svizzera italiana
Eva Martínez Saavedra flauti - Joel Alves Cardoso, Marta Sánchez González clarinetti - Jonas Morkunas clarinetto basso - Matteo Villa tromba - Francesco Parini trombone - Federico Moscarola tuba - Paolo Fratello, Tommaso Tola percussioni - Federico Melis sintetizzatore - Lisa Bulfon, Chiara Ludovisi viole - Giacomo Cardelli,?Ulisse Roccasalva violoncelli - Klaudia Baca,?Michele Santi contrabbassi
regìa del suono Fabrizio Rosso 
live-electronics e diffusione Alberto Barberis, Nadir Vassena 
pianista accompagnatore Lorenzo Grossi  

costumi Vogue Lugano 
luci Pierfranco Sofia 
regia video Francesco Puppini 
fotografia video Valentina Provini 
assistente video Radiana Basso 
visual effects Emiliano Neroni  
coproduzione Lac Lugano Arte e Cultura, Stagione900 Presente del Conservatorio della Svizzera Italiana, RSI Rete Due, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia / Festival Aperto - collaborazione produttiva La Biennale di Venezia

Tratta dal capolavoro che Antonin Artaud scrisse nel 1935 ambientandolo nella Roma papale di fine Cinquecento, I Cenci racconta la storia del terribile Conte Cenci e del suo assassinio, di cui viene accusata e condannata a morte la figlia Beatrice. I Cenci, del compositore Giorgio Battistelli, eseguito per la prima volta in lingua italiana al LAC di Lugano nel 2019, è un grande racconto in bilico tra il melologo e l’opera, in cui le voci degli attori si uniscono ai suoni dell’ensemble strumentale e dell’elettronica, immergendo lo spettatore in un vero e proprio “teatro di musica”. 
Imponente la scena sonora diretta da Francesco Bossaglia: all’Ensemble900 del Conservatorio della Svizzera italiana si affiancano Alberto Barberis e Nadir Vassena per il live-electronics e la diffusione, e Fabrizio Rosso per la regia del suono. In scena un cast di quattro interpreti tra cui Roberto Latini, attore pluripremiato che da anni porta avanti una personalissima ricerca sulla possibile amplificazione della voce e sulla forza intrinseca della parola. Completano il cast Anahì Traversi, Michele Rezzonico, Elena Rivoltini e la performer Marta Ciappina. 
Giorgio Battistelli firma musica e libretto di questo lavoro in cui rinuncia totalmente alla voce cantata per riavvicinarsi alla concezione di Artaud del “teatro e il suo doppio”, del “teatro della crudeltà” in quanto “linguaggio nello spazio, linguaggi di suoni, di grida, di luci, di onomatopee”. Per Battistelli, tutte le emissioni vocali, dal sussurro alla declamazione, dal parlato al grido, dai suoni-rumori gutturali alle risa e ai pianti, partecipano, a fianco di parti strumentali molto flessibili divenute oscillogrammi delle emozioni, a questo teatro di musica che rinuncia a ogni vocalità operistica. Le scene sinfoniche creano, per mezzo dell’orchestra e della voce parlata, atmosfere invadenti e inquietanti che fanno risuonare in ciascuno le corde oscure della psiche.