Teatro Ariosto

Emanuel Gat Dance

Brilliant Corners

coreografia, musica, luci Emanuel Gat
musica aggiunta Franz Schubert: Nacht und Träume D 827 (cantante Gérard Souzay)
danzatori
Hervé Chaussard, Amala Dianor, Andrea Hackl, Fiona Jopp, Michael Löhr, Pansun Kim,  Philippe Mesia, Geneviève Osborne, François Przybylski, Rindra Rasoaveloson
prima assoluta Biennale di Venezia 2011
commissionato da Dance Umbrella (London), La Biennale di Venezia (Venice), Dansens Hus (Stockholm) within ENPARTS European Network of Performing Arts - con il supporto di European Commission - coproduzione Festival Montpellier Danse 2011, Sadler’s Wells, deSingel - con il supporto di BNP-Paribas Fondation, Régie Scènes et Cinés-Théâtre de l'Olivier, Conseil Général des Bouches du Rhône, Domaine de l'Etang des Aulnes

Brilliant Corners è un terreno di gioco coreografico per un gruppo di dieci danzatori. Esplora le modalità con cui le strutture emergono, e come una profonda conoscenza di questi processi permetta uno sguardo profondo in alcune delle questioni più interessanti. Brilliant Corners è il titolo di un album del celebre musicista jazz Thelonious Monk. La musica di Monk non appare in alcun modo nella colonna sonora di questo lavoro, ma molti aspetti della sua musica sono particolarmente presenti. Personalmente ci ho sempre trovato ispirazione senza fine per la creazione, e sebbene il mio lavoro non contenga alcun riferimento diretto alla sua musica, condivide con esso una certa armonia di intenti riguardante il processo di trasformazione di una questione concreta artisticamente (suoni e composizione musicale / danzatori, movimento e coreografia) in ambienti dove artista e pubblico hanno l’opportunità di dare un’occhiata più chiara alla vita.
Il punto iniziale della creazione punta alle forze primordiali che determinano la forma che potrebbe assumere la coreografia.
Piuttosto che essere interessati a “che forma avrà”, o “che forma voglio che abbia”, si interroga sul “perché ha la forma che effettivamente ha”. Questo processo si allontana dal desiderio di considerare il risultato finale. Si concentra piuttosto sul fatto di giocare con esso, e di comprendere le forze che generano il movimento e le modalità in cui determinano la composizione generale.
Il lavoro inizia con la definizione di un ambiente, nel quale insieme ai danzatori posso guardare nella natura del complesso processo nel quale la struttura emerge. Esperimento, meditazione, sperimentazione e revisione sono i contenuti alla base della coreografia (movimento, tempo e spazio), che in qualche modo permettono al lavoro di crescere gradualmente, per trasformarsi in un mondo coerente e autonomo.
La musica per Brilliant Corners è stata creata attraverso un processo, che ha preso in prestito gran parte dei suoi strumenti e meccanismi dal processo coreografico. L’idea è stata quella di creare una struttura indipendente e parallela che coesista e si mescoli con la struttura coreografica per un risultato di una logica interna. Contiene centinaia di campioni musicali derivanti da varie fonti, che sono poi successivamente portati in un lento processo di manipolazione, interagendo e influenzandosi a vicenda.
Brilliant Corners è formato da un incredibile insieme di dettagli messi insieme attentamente.
È estremamente complesso e nello stesso tempo molto semplice – complesso nella sua struttura ma anche diretto e semplice nella sua capacità di esprimere immediatezza e intimità della presenza umana.
Un modo per guardare a Brilliant Corners potrebbe essere che non ci sono idee se non il lavoro in se stesso.
Che lo scopo del lavoro è prima di tutto dirigere la percezione sensoriale verso la realtà coreografica, e al di fuori di ciò di risvegliare la nostra mente intellettuale verso le questioni fondamentali riguardanti la vita, cultura, società e il mondo attorno a noi. Brilliant Corners desidera permettere al suo pubblico di sentirsi a proprio agio davanti a qualcosa che non può essere del tutto compreso, per accettare l’offerta di afferrarlo nella sua infinita intelligibilità.

Emanuel Gat è nato in Israele nel 1969. Il suo primo incontro con la danza avviene all'età di 23 anni nel corso di un workshop tenuto dal coreografo israeliano Nir Ben Gal. Sei mesi dopo raggiunge la Liat Dror Nir Ben Gal Company e partecipa alle sue tournée. Ma in breve tempo Gat è già un coreografo indipendente, il suo primo pezzo solo è Four Dances (1994) su musiche di Bach. Nei dieci anni successivi crea una quantità di progetti come coreografo e come danzatore, presentati in patria e nel mondo. Riceve il Rosenblum Award for Performing Arts (2003) e il Landau award (2004). Nel 2004 fonda la Emanuel Gat Dance, che riceve l'Israel’s Minister of Culture Award (2005). Nel 2006 è nominato artista scelto dell'Israel Cultural Excellence Foundation IcExcellence, uno dei massimi riconoscimenti del Paese.
Con e per la compagnia crea Winter Voyage e The Rite of Spring, replicati più di 300 volte in tutto il mondo fino a ottenere il Bessie Award per le repliche del Lincoln Center Festival in New York. Del 2006 è K626 per 8 danzatori, basato sul Requiem di Mozart. Nel 2007 crea 3for2007, programma composito che include My Favorite Things, musica di John Coltrane, Petit torn de dança con chanson medievali francesi, e Through the center... con musica elettronica di Squarepusher. Quell'anno si trasferisce in Francia con la compagnia, con base a Istres, in Provenza.
Silent Ballet (2008), coreografia senza musica, viene presentato al Montpellier Danse Festival, coprodotto con il Lincoln Center Festival New York, Romaeuropa Festival, e il Sadler's Wells Theater in London. Del 2009 è Winter Variations, un duetto con Roy Assaf di 50 minuti (prima all'American Dance Festival). In 2011, Emanuel crea Brilliant Corners, una pièce per la quale egli ha composto anche la musica.
Gat riceve regolarmente commissioni e inviti da compagnie di tutto il mondo, fra cui: Opéra Ballet de Paris, Sydney Dance Company, Le Ballet du Rhin, Tanztheater Bremen, Le Ballet du Grand Théâtre de Genève, Ballet de Marseille, Noord Nederlandse Dans, Polish National Ballet.