Teatro Cavallerizza
domenica 10 novembre 2019, ore 18.00

Darker Than Black

Ictus Ensemble

Eva Reiter viola da gamba - Theresa Dlouhy soprano - Tom Pauwels chitarra
 
John Dowland, Mourne, Mourne, Day is with Darkness fled, per voce, viola da gamba, chitarra (XVI-XVII sec.)
John dowland, What if A Day, per viola da gamba (XVI-XVII sec.)
John Dowland, Time stands still per voce, viola da gamba, chitarra (XVI-XVII sec.)
Arthur Lavandier, My Naked Lady framed, for soprano and gamba (2013)
Tobias Hume, What greater Grief, per voce e viola da gamba (XVI-XVII sec.)
Tobias Hume, Loves Farewell, per viola da gamba (XVI-XVII sec.)
Wolfgang Mitterer, Mourn, Mourn, per soprano, viola da gamba, chitarra (2013)
Bernhard Gander, Darkness awaits us, per soprano, viola da gamba (2013)
Thomas Campian, All lookes be pale, per soprano, viola da gamba, liuto (XVI-XVII sec.)
Francesco Filidei, …And here they do not, per soprano, viola da gamba (2014)
John Dowland, Time stands still, per soprano, viola da gamba, chitarra (XVI-XVII sec.)
Stephen Goodall, Untitled, per viola da gamba (XVII sec.)
Burkhard Stangl, Nights, per soprano, viola da gamba, chitarra (2009)
Bernhard Gander, Neid, per soprano, chitarra (2012)
Burkhard Stangl, With you, per soprano, viola da gamba, chitarra (2009)
Eva Reiter, My iron-spurred Lady, per performer e chitarra
 
Il concerto si muove sulla soglia di un confine ideale, quello fra musica contemporanea e musica rinascimentale, in forme brevi e ombrose, anche di canzone.
“[…] Un’ode alla ‘bile nera’: il tono malinconico, il liquore saturnino senza il quale i musicisti avrebbero un sorriso così sciocco sui loro volti, che potremmo essere tentati di prenderli a schiaffi. Una voce chiara senza vibrato, una chitarra elettrica o acustica, il tocco pieno di sfumature di Eva Reiter sulla viola da gamba, formano un patchwork di miniature deliziose e tormentate: brevi melodie dolci-amare, ostinati nello stile di Purcell, canzoni pop rallentate cento volte, confidenze notturne… Quando il tempo si frammenta e il passato non passa…” (Ictus)