Reggioemiliadanza
anza

© Jean-Louis Fernandez
 
Teatro Ariosto

Akram Khan Company

iTMOi (in the mind of igor)/ prima nazionale

Direttore artistico, coreografo Akram Khan
Compositori Nitin Sawhney, Jocelyn Pook e Ben Frost
Produttore Farooq Chaudhry
 
Danzatori Kristina Alleyne, Sadé Alleyne, Ching-Ying Chien, Denis 'Kooné' Kuhnert, Hannes Langolf, Yen-Ching Lin, TJ Lowe, Christine Joy Ritter, Catherine Schaub Abkarian e Nicola Monaco
 
design costumi Kimie Nakano
design luci Fabiana Piccioli
scenografo Matt Deely
drammaturgia Ruth Little
ricerca Joel Jenkins
assistenti alla coreografia Andrej Petrovic e Jose Agudo
sviluppo e costruzione scene Sander Loonen e Firma Smits
sound designer Nicolas Faure
 
produttore associato Bia Oliveira
project Manager Céline Gaubert
 
staff tecnico in tournée
coordinamento tecnico e luci Richard Fagan
fonica e scene Peter Swikker
costumi e attrezzeria Anne-Marie Bigby
 
Tour Manager e Direttore di palcoscenico Marek Pomocki
 
Akram Khan è Artista associato di MC2: Grenoble e Sadler’s Wells, London per una speciale coproduzione internazionale
 
Sponsor COLAS
 
Co-prodotto dal Sadler’s Wells London, MC2: Grenoble, HELLERAU – European Center for the Arts Dresden, Les Théâtres de la Ville de Luxembourg
 
Prodotto in residenza presso MC2: Grenoble
 
Con il sostegno di Arts Council England
 
Akram Khan Company ringrazia il Centre Dramatique National des Alpes per la creazione dei costumi.
 
Ringraziamenti speciali a Alistair Spalding, Michel Orier, Jean-Paul Angot, Hervé Le Bouc, Sylvaine Van den Esch, Géraldine Garin, Sophie Sadeler, Béatrice Abeille-Robin, Mr. & Mrs. Khan, Yuko Khan, Élodie Morard, Téo Fdida, Thomas Greenfield, Gillian Tan, Jean-Claude Gallotta, Hélène Azzaro, Pierre Escande, Karthika Naïr, Gretchen Schiller, Marie Jacomino, Olivia Ledoux e Louise Yribarren.
 
iTMOi contiene 30 secondi de La Sagra della primavera di Igor Stravinskij, usato su concessione di Boosey & Hawkes.
 
NOTA: iTMOi contiene scene di nudo, fumo e musica ad alto volume.
 
 
Lavorando ad una coreografia ispirata a La sagra della primavera, Akram Khan intraprende una nuova grande sfida. Come potrà evitare di ripetere le forme elaborate che abbiamo già ammirato? Che tipo di cammino personale intraprenderà, e riuscirà ad apportare una nuova visione a La sagra della primavera, una creazione idealizzata per l’eternità?
 
Akram Khan spiega “Ho azzerato la mia mente, cercando di entrare nei pensieri di Igor Stravinskij per seguire il suo percorso complesso e di rottura. Stravinskij ne La sagra della primavera rompe con i sistemi sociali stabiliti, ripercorre la sua giovinezza e la decostruisce con forza, districandosi nei ricordi e dando vita a nuovi pensieri e vecchie tradizioni. Facendo eco, ho seguito lo stesso percorso e ho scoperto il mio disordine personale, il mio proprio desiderio di distruggere vecchi schemi e crearne di nuovi. Ogni ricordo è una piccola morte. Ho dovuto cancellare la lavagna del mio passato per scoprire ciò di cui sono capace. Immagini sconosciute sono affiorate alla mente e mi sono ritrovato di fronte ai miei propri limiti. “
 
iTMOi è nato dalle successive rotture.
 
Per Akram Khan e per Colas, la creazione è un ciclo rivoluzionario di decostruzione e costruzione, un modo per andare avanti percorrendo una strada che va oltre ciò che conosciamo e oltre i nostri limiti.
 
Per Colas, essere Imprenditoriale, Innovativo e Pioniere significa avere il coraggio di esaminare noi stessi, di ripensare ai nostri schemi e di rinnovare il nostro retaggio culturale.
 
Hervé Le Bouc
Presidente e Amministratore delegato
 
Mind Mapping
 
Quando il Sadler’s Wells ha chiesto ad Akram Khan di creare uno spettacolo ispirandosi a La sagra della primavera di Igor Stravinskij, la nostra ricerca ci ha condotti in un mare di testimonianze sulla creazione della partitura, l’iniziale condanna e la successiva trionfale consacrazione come una delle opere più importanti del XX secolo. Abbiamo ascoltato la partitura; raccolto immagini relative alla vita del compositore e al suo tempo, ai sogni e agli incubi che la musica suscita; indagato la storia del sacrificio umano e la sua rappresentazione culturale; e ricercato nella letteratura biografica e critica l’intenzione e il processo adottato da Stravinskij.
 
Ma più imparavamo, meno sapevamo. Igor Stravinskij rimane un personaggio complesso e contradditorio, il cui genio musicale è difficile da definire così come la sua immaginazione o le sue motivazioni. Allo stesso tempo dogmatico e incostante, conservatore, curioso e iconoclastico, la sua figura ha contribuito attivamente a creare un alone mitico attorno alla creazione de La sagra e al modo in cui è stata recepita. E il definitivo successo dell’opera come capolavoro per orchestra ha cancellato la sua originale connotazione di “musical coreografico” inseparabile dall’altrettanto iconoclastica “rozza” danza creata da Nijinskij.
 
La sagra della primavera si caratterizza per il vigore e il rigore della sua composizione, per l’imprevedibilità, la dissonanza e gli accenti enfatici. Ma anche per l’intenso impatto viscerale che ha sul pubblico. L’occasione e la sfida di iTMOi consistono nell’andare oltre la reazione immediata alla famosa partitura e alla sua famigerata storia verso un’esperienza universale nelle sue implicazioni ed emotivamente ricca. La controllata esplosione dell’originale è innegabilmente di grande impatto. Ma cosa c’è sotto? Quale pensiero e quale paura aleggiavano sulla reazione dello stesso Stravinskij ‘al mistero e al grande impeto della forza creativa della primavera’? L’esperienza de La sagra cosa ci comunica su noi stessi e i nostri rituali, sul coraggio e la crudeltà della nostra fede, e cosa si svela quando cade la maschera delle convenzioni?
 
In fin dei conti abbiamo solo La sagra e quello che ci lascia. iTMOi prende la struttura di base de La sagra della primavera – il ciclo della vita e della morte, l’amore e la violenza rituale – e ricorre all’energia e alla complessità della partitura per esplorare la ‘violenza’ del processo creativo stesso – il movimento perpetuo e concentrato tra la creazione di schemi e la loro rottura. Tradizione, convenzione, fede, prove di fede e i loro rituali danno ordine e struttura alle nostre vite, ma il principio che anima l’universo è il caos – il movimento profondamente ordinato ma assolutamente imprevedibile di sistemi complessi. iTMOi riconosce il potere stabilizzante a cui si riferisce Oscar Wilde ne Il ritratto di Dorian Gray ‘il terrore della società.. il terrore di Dio.’ Ma questa creazione si focalizza anche sulla capacità umana di essere violenti, e sulla pena e la tenerezza che questa violenza produce.
 
‘La mente dell’uomo’, scrive Conrad in Cuore di tenebra, ‘è capace di qualsiasi cosa poiché ogni cosa si trova in lei, il passato come il futuro … Verità – verità, spogliata dal mantello del tempo.’
Nella mente di Igor, le emozioni esistono oltre il tempo, come ritmo della pura connessione fisica al mondo e alla sua musica. Come la musica, esse sono una forma di movimento – la parola ‘emozione’ deriva dal latino ‘emovere’ ‘portare via, spostare, scuotere’. Nella mente di Igor, La sagra della primavera non ha storia e non ha futuro. La sua musica, la sua danza, le sensazioni che produce sono inseparabili le une dalle altre. Suono, furia, energia, amore – a questi riti ricorre l’artista per contrastare la morte. Nella mente di Igor, c’è solo il movimento, e in quel movimento, tutta la vita.
 
—Ruth Little, aprile 2013
 
 
Akram Khan
Direttore Artistico/Coreografo
 
Nato a Londra nel 1974 da una famiglia originaria del Bangladesh, scopre la danza all’età di 7 anni con il celebre ballerino e insegnante di kathak, Sri Pratap Pawar. Ottiene il suo primo ruolo all’età di 13 anni in Mahâbhârata, epopea sanscrita con la regia di Peter Brook.
 
Inizia a presentare le sue creazioni negli anni ’90, rimanendo fedele al kathak classico e occupandosi allo stesso tempo di danza contemporanea, come in Polaroid Feet (2001), Ronin (2003), Third Catalogue (2005).
 
Nell’agosto del 2000 insieme al produttore Farooq Chaudhry crea la propria compagnia, Akram Khan Company. Presenta coreografie originali, come: ma (2004) e zero degrees (2005) in collaborazione con il danzatore Sidi Larbi Cherkaoui, lo scultore Antony Gormley e il compositore Nitin Sawhney. Nel 2007, zero degrees ha ricevuto il premio per la migliore coreografia e il miglior danzatore agli Helpman Awards (Australia).
 
Akram Khan continua le sue collaborazioni interdisciplinari, presenta con la ballerina Sylvie Guillem Sacred Monster (2006). Lo stesso anno presenta a Colonia Variations in collaborazione con la London Sinfonietta per celebrare il 70° compleanno del compositore Steve Reich.
Akram Khan ha inoltre curato una parte delle coreografie della tournée Showgirl di Kylie Minogue, che ha debuttato in Australia nel novembre 2006.
Nel 2008, collabora con l’attrice Juliette Binoche e lo scenografo Anish Kapoor alla creazione del passo a due In-I, presentato in tutto il mondo.
Ha prodotto in collaborazione con il Balletto Nazionale della Cina lo spettacolo bahok che ha ricevuto ottime critiche e ha concluso il suo tour internazionale nel maggio 2010 a Pechino, città della sua creazione.
 
Nel 2010, Akram Khan crea Gnosis, che unisce danza classica indiana e danza contemporanea. Questo solo mette in opposizione due mondi: la tradizione e l’innovazione. Lo stesso anno, in Vertical Road, una produzione sostenuta da Colas, Akram Khan riunisce diverse culture e diverse discipline artistiche, con danzatori e artisti provenienti da Oriente e Occidente, Vertical Road celebra la diversità attraverso la danza.
 
La sua ultima creazione DESH, presentata in Inghilterra nel 2011 ha riscosso gran successo di pubblico e di critica ottenendo un Laurence Olivier Award nel 2012 nella categoria “Best New Dance Production”.
 

Akram Khan ha ricevuto numerosi altri premi durante la sua carriera, tra questi: ISPA (International Society for the Performing Arts) Distinguished Artist Award, South Bank Sky Arts Award, UK Critics’ Circle National Dance Award e The Age Critics’ Award (Australia).
 
Dal 2005 è membro dell’Ordine dell’Impero britannico per i suoi meriti artistici nell’ambito della danza, e gli è stata conferita la laurea ad honorem da parte delle Università di Roehampton e di De Montfort, è membro onorario del Trinity Laban Conservatoire of Music and Dance di Londra.
Nel 2012 ha curato una sequenza della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Londra.
 
Akram Khan è Artista Associato della MC2: Grenoble e del Sadler’s Wells, London per una speciale cooperazione internazionale.
 
 
 
Akram Khan Company
Fondata ad agosto 2000 dal coreografo Akram Khan e dal produttore Farooq Chaudhry, Akram Khan Company si è affermata tra le compagnie di danza più innovative al mondo, è riconosciuta per le sue collaborazioni interculturali e interdisciplinari e per le sue continue sfide alle forme di danza tradizionali. Akram Khan utilizza un linguaggio coreografico radicato nel kathak classico e nella danza moderna in un costate processo di evoluzione.
 
La compagnia è regolarmente ospite di importanti Festival internazionali e stagioni teatrali nel Regno Unito e in giro per il mondo, presentando programmi molto vari, dagli assoli di kathak classico, agli spettacoli per tutta la compagnia e collaborazioni con altri artisti.
La compagnia è stata insignita di vari premi, tra questi: Olivier Award per “Best New Dance Production” (2012, DESH), Critics’ Circle National Dance Awards e South Bank Sky Arts Award for Dance (2011, Gnosis) nel Regno Unito; The Age Critics’ Award per “Best New Work” (2010, Vertical Road) all’Arts Festival di Melbourne e l’Helpmann Award per “Best Choreography and Best Male Dancer” (2007, zero degrees) a Sydney.  
 
Produzioni della compagnia
Danza contemporanea
iTMOi (2013), DESH (2011), Vertical Road (2010), In-I (2008), bahok (2008), Sacred Monsters (2006), zero degrees (2005), Variations for Vibes, Strings & Pianos (2006), ma (2004), Kaash (2002), Related Rocks (2001), Rush (2000), Fix (2000), Loose in Flight (2000)
Kathak
Gnosis (2009), Third Catalogue (2005), Ronin (2003), Polaroid Feet (2001)
 
Akram Khan Company
Direttore Artistico Akram Khan
Produttore  Farooq Chaudhry
Produttore  Associato Bia Oliveira
Direttore Tecnico Fabiana Piccioli
Direttore Amministrativo Jan Hart
Ufficio Comunicazione Arthur Laurent
Assistente Esecutivo/ Tour Manager Mashitah Omar
Amministratore Céline Gaubert
Project Manager/Assistente Personale del Produttore JiaXuan Hon
Tour Manager Marek Pomocki
 
Consiglio di Amministrazione
Gurnek Bains (Presidente), Ayesha Braganza, Nicky Owen, Michael Cohen, Rick Wentworth, Paul de Quincey, Arvind Balan e Marah Winn-Moon