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I Teatri di Reggio Emilia

I Teatri di Reggio Emilia

Fondazione I Teatri Reggio Emilia

Biglietteria (si apre in una nuova finestra)

Andrea Molino
Il Popolo giusto vuole la neve

 La frase «il Popolo giusto vuole la neve» si trova su un’ormai illeggibile targa di un edificio nel cuore di Borgo Emilio, al numero 13 di vicolo Venezia, e mi sembra raccogliere in sé non solo un’affascinante testimonianza storica ma anche, in modi diversi, una sorta di genius loci della città di Reggio Emilia e dei suoi abitanti, fino a oggi – con tutto ciò che da allora è cambiato.

Lo scorso aprile abbiamo quindi attraversato la città, dall’esterno verso il centro, toccando alcuni dei suoi luoghi più significativi. Le varie fasi di questo percorso sono state concepite e composte in intima relazione con i diversi luoghi e situazioni della città, non in modo descrittivo ma essenzialmente “teatrale”, nel senso più ampio del termine. Borgo Emilio ne é forse il cuore, ma anche altri luoghi come la periferia multiculturale di via Turri, il grande capannone delle Officine Reggiane, il magnifico, inquietante Palazzo Masdoni e infine piazza Martiri e il Teatro Valli come punto di arrivo ci hanno permesso di disegnare un ritratto della città senza temerne la complessità e senza cercare di risolverne le contraddizioni.

Il linguaggio audiovisivo è qui un elemento compositivo e drammaturgico a tutti gli effetti; la videocamera diventa anch’essa uno strumento musicale e teatrale, affiancando con pari dignità voci e strumenti e offrendo loro appassionanti possibilità di articolazione della narrazione. Le sequenze registrate nella prima fase del progetto costituiscono l’ossatura sulla quale si appoggia lo spettacolo dal vivo, che si intreccia con esse in uno stretto dialogo musicale e in un continuo rimando di relazioni teatrali e temporali. Nella parte finale le immagini video e l’azione musicale dal vivo condividono lo stesso luogo, il Teatro Valli, che diventa quindi in qualche modo il portatore di tutte le storie che abbiamo raccontato lungo il nostro percorso.

Andrea Molino

Andrea Molino

Andrea Molino, compositore e direttore d’orchestra, è nato a Torino. Ha studiato a Torino, Milano, Venezia, Parigi e Friburgo. Vive a Parigi e Zurigo. Con la Pocket Opera Company di Norimberga ha realizzato tra l’altro the smiling carcass (1999) e Those Who Speak In A Faint Voice (2001), primi esempi del suo interesse verso un teatro musicale innovativo e intermediale.

Direttore artistico di Fabrica Musica dal 2000 al 2006, ha realizzato tra l’altro CREDO allo Staatstheater Karlsruhe e alla Stazione Termini di Roma per il Summit dei Premi Nobel per la Pace; ha poi inaugurato il Queensland Music Festival a Brisbane. WINNERS ha debuttato al Brisbane Festival per poi essere presentato a Parigi al Centre Pompidou. La prima di un Temps vécu, ou qui pourrait l’être ha avuto luogo nel 2008 a Le Fresnoy. Nel 2009 alla Basilica dei Frari di Venezia ha diretto Of Flowers And Flames con l’Orchestra della Fenice nell’evento di gala del World Venice Forum. Nel 2012 ha presentato Three Mile Island allo ZKM a Karlsruhe (Music Theatre Now Award 2013). L’opera – qui non c’è perché – è andata in scena nel 2014 al Teatro Comunale di Bologna e nel 2015 a deSingel di Anversa per Vlaamse Opera (XXI Opera Festival). Nel novembre 2021 a Palazzo Madama a Torino è andato in scena il progetto The Garden of Forking Paths, primo utilizzo pubblico della piattaforma SWARMS, sviluppata con il Centro di Ricerche RAI di Torino; l’installazione Il senso del luogo – Montepulciano ha accompagnato l’edizione 2022 del Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano. La prima di La vérité, pas toute, per 32 voci, 8 percussioni, elettronica e video live è avvenuta nel luglio 2023 al Chigiana International Festival a Siena.

Progetti recenti come direttore d’orchestra comprendono la prima di Melancholia di Mikael Karlsson alla Royal Swedish Opera a Stoccolma, l’inaugurazione del Chigiana International Festival a Siena con Coro e Voci di Luciano Berio, il progetto New York Stories con la Sydney Symphony Orchestra, Wozzeck di Berg con la regia di W. Kentridge e Il Naso di Sostakovic con la regia di B. Kosky alla Sydney Opera House e la prima di The Cellist di Cathy Marston alla Royal Opera House a Londra. Per Opera Australia aveva già diretto tra l’altro Kròl Roger con la regia di K. Holten (Green Room Award 2018), Carmen, Tosca, La Bohème (Gala di Capodanno 2015 alla Sydney Opera House) e Un Ballo in Maschera (con la regia di Àlex Ollé). Al Teatro La Fenice di Venezia ha tra l’altro inaugurato la stagione sinfonica 2010 con la prima mondiale del Requiem di Maderna (CD Stradivarius 2022, Premio Abbiati) e la Biennale Musica 2005 con Surrogate Cities di Heiner Goebbels.

Ha diretto l’Orchestra del Maggio Fiorentino, l’Orchestre Philharmonique de Bruxelles, la Badische Staatskapelle Karlsruhe, i Bochumer Symphoniker, la Sydney Symphony, la Melbourne Symphony e la Queensland Symphony Orchestra, la BBC SSO di Glasgow, la Royal Swedish Orchestra, la Malmoe Opera Orchestra, l’Orchestre National du Capitole de Toulouse, l’Orchestre National de Lyon tra l’altro all’Edinburgh International Festival, Konzerthaus di Vienna, Berliner Festspiele alla Berliner Philharmonie, Tchaikovsky Hall a Mosca, Sydney Festival, Queensland Music Festival, Brisbane Festival, Copenhagen Opera Festival, Beijing Opera House, Teatro Comunale di Bologna, Teatro dell’Opera di Roma, Théâtre du Capitole de Toulouse, Opéra national de Nancy, Staatstheater Darmstadt, RomaEuropa Festival. Le sue registrazioni sono pubblicate in CD e DVD tra l’altro da Stradivarius, Milano, ECM, Monaco, Naïve, Parigi e ABC Classics, Sydney. Le sue composizioni sono pubblicate da RAI Com, Nuova Stradivarius e Ricordi.

Crediti

musica, video Andrea Molino
percussioni Simone Beneventi
tromba Tiziano Bianchi
clarinetto Mirco Ghirardini
ensemble AltreVoci
Laura Bersani flauto – Roberta Gottardi clarinetto – Jonathan Chazan sax – Yoko Morimyo viola – Nicolò Nigrelli violoncello – Rocco Castellani contrabbasso – Marco Pedrazzi pianoforte – Paolo Grillenzoni percussioni
ghironda Paolo Simonazzi
contastorie Stefano Enea Virgilio Raspini
Graffito realizzato presso Binario 49 da PsikoPlanet
basi elettroniche in video “Camminata”, “Stazione FS” e “Martiri” di Tiziano Bianchi
pezzi per ghironda in video “Piva in Piazza del Popolo Giusto / Lev” (ed. Felmay) di Paolo Simonazzi
poesia “Elogio della gallina” di Pierluigi Tedeschi

Un ringraziamento speciale a ragazze/i e cittadine/i di Via Roma e di Via Turri, Reggio Emilia; il loro coinvolgimento è stato possibile grazie alla collaborazione di Marco Appiotti (ViaRomaZero), di Claudio Melioli (Binario 49), delle operatrici e operatori di Spazio Raga e dell’Ufficio Politiche giovanili del Comune di Reggio Emilia.
Si ringrazia per la concessione delle location di ripresa: società Reggiane Parco Innovazione (Capannone 15A), avv. Giorgio Bertolani (Palazzo Masdoni), Rete Ferroviaria Italiana (Stazione di Reggio Emilia).
Troupe di ripresa: Alessandro Grisendi editing video e programmazione live – Marco Noviello operatore video – Andrea Morselli fonico riprese audio – Andrea Mafrica operatore video

nuova commissione e prima assoluta

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Eleonora Strino 4et

Eleonora Strino

Eleonora Strino è riconosciuta dalla critica come uno dei giovani talenti più promettenti della scena jazzistica internazionale. La rivista  internazionale di jazz “Jazz Guitar Today” le ha dedicato la copertina del numero di febbraio 2020, dopo i servizi dedicati a musicisti del calibro di Peter Bernstein, Kurt Rosenwinkel, John Scofield e altri grandi chitarristi della scena attuale.
Il 23 marzo è uscito in tutto il mondo il suo libro didattico “Bebop Scales for Jazz Guitar”. È stato pubblicato dall’editore musicale “Fundamental Changes”, che Amazon descrive come “il più importante editore musicale indipendente del mondo”.

Nel maggio 2023 è uscito il suo primo album come bandleader, registrato dal vivo a Berlino nel novembre 2021, insieme a due leggende del jazz: Greg Cohen al contrabbasso e Joey Baron alla batteria. L’album si intitola “I Got Strings” ed è stato prodotto dalla rinomata etichetta discografica italiana Cam Jazz.
Ha presentato l’album al Blue Note di Milano in trio con Jason Brown e Darhyl Hall.
Eleonora ha all’attivo numerose collaborazioni con alcuni dei migliori musicisti jazz e mantiene un attivo programma di concerti internazionali. Ha tenuto tournée e masterclass in Brasile, nelle Isole Canarie, in Nord America, in Europa e in tutta Europa.

È membro stabile del quartetto di Dado Moroni, prodotto dall’Auditorium Rai; del quartetto di Emanuele Cisi con l’attore Filippo Timi, prodotto dalla Warner Bros; del trio di Greg Cohen e del gruppo “The Great Guitarist” con Ulf Wakenius e Martin Taylor. (Il gruppo è stato fondato nel ’73 da Barney Kessel, Charlie Byrd e Herb Ellis, e lei è la prima donna a farne parte).
Oltre alla carriera concertistica, è attivamente impegnata nell’insegnamento. Ha condotto workshop e seminari presso il Conservatorio di San Salvador in Brasile, l’Hemu (Conservatorio di Losanna) in Svizzera, il Conservatorio Pierre Cochereau di Nizza, Francia, il Conservatorio di Tirana in Albania e il Conservatorio Taller de Músics di Barcellona.

Crediti
chitarra, voce Eleonora Strino
piano Claudio Vignali
contrabbasso Giulio Corini
batteria Zeno De Rossi

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Giacomo Baldelli

Giacomo Baldelli

È un affermato solista e musicista da camera e si è esibito in tutta Europa (Italia, Germania, Francia, Inghilterra, Repubblica Ceca, Polonia) e negli Stati Uniti.
Si è esibito in numerosi recital solistici in stagioni concertistiche e sedi quali Aperto Festival di Reggio Emilia, Bellagio Festival, Festival di Musica Contemporanea “Cinque Giornate” di Milano (Italia), University of Leeds International Concert Series (Regno Unito), BUCNM Concert Series di Boston, Alia Musica Festival di Pittsburgh, Compositum Musicae Novae di Miami, Versipel New Music di New Orleans, National Sawdust, Miller Theater e Spectrum di New York (USA). Dal 2006 al 2013 è stato membro dell’Icarus Ensemble, con il quale è apparso spesso come solista. Durante questo periodo hanno partecipato a rinomati festival come Huddersfield Contemporary Music Festival (Huddersfield, Inghilterra), Biennale Musica (Venezia, Italia), REC/APERTO (Reggio Emilia, Italia), Sincronie (Milano, Italia) e Gaida Festival (Vilnius, Lituania).Il suo progetto NIDRA ha vinto il bando per i nuovi progetti del Queens New Music Festival 2015 ed è stato presentato in anteprima al The Secret Theatre di New York City nel maggio 2015. NIDRA è coprodotto con i video artisti OOOPStudio ed è stato successivamente presentato alla Biennale Musica 2018 di Venezia (Italia). Tra le numerose masterclass e residenze artistiche nel corso degli anni, nel 2016 è stato invitato a insegnare e a esibirsi in un laboratorio performativo guidato dalla ricerca e dedicato a Fausto Romitelli, coprodotto dalla Fondazione Giorgio Cini e dall’Orpheus Instituut (Venezia, Italia).
Nel 2016/2017 è stato inoltre artista in residenza presso il Boston University Center for New Music.
Ha conseguito sia la laurea che il master (summa cum laude) presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali “A. Peri” di Reggio Emilia (Italia), dove ha studiato con Claudio Piastra. Ha completato ulteriori studi con Vladimir Mikulka e Carlos Bonell.
Il suo CD di debutto, acclamato dalla critica, “Chitarra Italiana del XXI°Secolo” (Bottega Discantica- 2010) include la prima registrazione italiana del capolavoro per chitarra elettrica “Trash TV Trance” di Fausto Romitelli. Il suo secondo album “Electric Creatures” (Sussidiaria – 2018) è stato elogiato come “un capolavoro” dalla rivista Neuguitars. Il suo ultimo album ad oggi è “NYC Tracks” (Halidon – 2022).
Baldelli è attualmente in facoltà presso la Collegiate School Music Conservatory di Manhattan e suona gli Augustine Strings.

Crediti
chitarra elettrica, sovraincisioni, sound design Giacomo Baldelli
Virtual Electric Guitar Ensemble
Bryce Dessner, Garcia Counterpoint per chitarra elettrica e ensemble di chitarre (2016)
Andrew McIntosh, A Fourth Secular Calvinist Creed per due chitarre elettriche e droni sinusoidali (2024, prima assoluta) 
Steve Reich, Nagoya Guitars per due chitarre elettriche (1996)
Jacob TV, PostNuclear Winterscenario No. 3 per chitarra elettrica e chitarre elettriche spazializzate (1991 – nuova versione 2024, prima assoluta)
Steve Reich, Electric Counterpoint per chitarra elettrica e ensemble di chitarre (1987)

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Amir ElSaffar
Lorenzo Bianchi-Hoesch

Amir ElSaffar

Il trombettista/compositore Amir ElSaffar è un artista di formazione classica e sperimentale, noto per la sua ambiziosa miscela di jazz post-bop, maqam tradizionale iracheno e altre tradizioni musicali arabe.

ElSaffar si è fatto notare per la prima volta lavorando con Vijay Iyer e Rudresh Mahanthappa, prima di mostrare il suo suono incrociato in Two Rivers del 2007 e Inana del 2011. Oltre a collaborare con il sassofonista Hafez Modirzadeh, dirige l’ensemble di 17 elementi Rivers of Sound, con cui ha pubblicato Not Two del 2017 e The Other Shore del 2021.

Nato a Chicago, Illinois, nel 1977 da padre iracheno e madre americana, ElSaffar è cresciuto ascoltando un mix eclettico di musica che lo ha portato a studiare musica classica alla DePaul University. Avendo sviluppato un grande interesse per il jazz, ElSaffar ha partecipato e vinto il concorso per tromba jazz Carmine Caruso del 2001 e l’International Trumpet Guild Jazz Improvisation Competition del 2001. Un anno dopo, un viaggio a Baghdad ha portato ElSaffar a contatto con maestri dello stile musicale tradizionale iracheno maqam e del santoor, un tipo di dulcimer a martelli, che ha imparato a suonare. Lasciato l’Iraq prima dell’inizio della guerra nel 2003, ElSaffar ha iniziato a incorporare la musica irachena nella sua tromba jazz e nelle sue composizioni jazz. Nel 2007 ha pubblicato il suo album di debutto, Two Rivers, per la Pi Recordings, con il contributo del sassofonista Rudresh Mahanthappa.

Oltre al proprio lavoro, ElSaffar si è distinto come sideman, comparendo con artisti altrettanto innovativi come Cecil Taylor, Vijay Iyer, Marc Ribot e altri. Dopo la collaborazione del 2010 con il sassofonista Hafez Modirzadeh, Radif Suite, è tornato a Two Rivers con l’altrettanto lunga suite Inana, in cui il sassofonista tenore Olie Mathisen ha sostituito Mahanthappa. Nel 2013 è arrivato un album in quintetto, Alchemy, seguito due anni dopo da un terzo album di Two Rivers, Crisis. Nel 2017 ha debuttato con la sua band di 17 elementi Rivers of Sound con Not Two. Ha inoltre contribuito a ulteriori progetti con Modirzadeh e con il percussionista/compositore Rajna Swaminathan, prima di pubblicare il suo secondo album dei Rivers of Sound, The Other Shore del 2021.

Lorenzo Bianchi-Hoesch

Lorenzo Bianchi Hoesch è un compositore e sound artist. I suoi interessi spaziano dall’elettronica pura alle composizioni per il teatro e la danza, dalle colonne sonore per immagini alle installazioni interattive.

Nelle sue composizioni il suo interesse è sempre rivolto all’idea di stabilire nuove connessioni tra elementi altrimenti distanti: con progetti al di fuori dell’estetica occidentale, come quelli con Ballaké Sissoko o Amir Elsaffar, o con installazioni sonore basate sull’esotismo intrinseco delle registrazioni ambientali, come quelle per il Musée du Quai Branly di Parigi, o con composizioni per la danza contemporanea per coreografi come Michele di Stefano, Richard Siegal, Stijn Celis, o registi come Adolphe Binder, che immergono il pubblico in un nuovo paesaggio sonoro attraverso il suono, ma anche attraverso il movimento e, soprattutto, lo spazio. In questo senso, gran parte del suo lavoro è dedicato al suono 3D, alla composizione multicanale e olofonica.

Ha ricevuto commissioni da varie istituzioni: Ircam-Center Pompidou, Gruppo di Ricerca Musicale (GRM), Biennale di Venezia, Opera di Göteborg, Musée du Quai Branly, Opera di Saarbrucken, Ballet National de Marseille, RhurTriennale, Fondazione Royaumont, Fondazione Face e molte altre… e si è esibito in tutto il mondo. Laureato in architettura (Italia) e composizione (Francia) si è trasferito a Parigi.

Ha fondato l’etichetta Ornithology Productions nel 2022. È artista associato all’Ircam – Centre Pompidou dal 2019 al 2023. È professore di Composizione elettroacustica al Conservatorio di Montbeliard, Francia.

Crediti
voce, tromba, santur, composizione Amir ElSaffar
live electronics, composizione Lorenzo Bianchi Hoesch

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Lo sciamano di ghiaccio

Il nuovo progetto di Barbieri, Cherstich, Pizzo e Casotti racconta questa difficile transizione con gli strumenti del cinema e della musica: le immagini girate per l’occasione in Groenlandia dialogano con le musiche originali di Massimo Pupillo e con i canti tradizionali di Karina Moeller, cantante inuit che vive in Danimarca.

Lo sciamano di ghiaccio porta il pubblico nel piccolo villaggio di Kulusuk, sulla costa sudorientale dell’isola, e nella cittadina di Tasillaq, dove da quarant’anni vive l’altoatesino Robert Peroni, da anni impegnato nella difesa e nella tutela della cultura inuit.

PROGRAMMA DI SALA

Crediti
musica di Massimo Pupillo
canto tradizionale Inuit Karina Moeller
drammaturgia Guido Barbieri
direzione musicale Oscar Pizzo
video Piergiorgio Casotti
regia, luci e scene Fabio Cherstich
con Massimo Pupillo live electronics Karina Moeller voce Manuel Zurria flauti Oscar Pizzo tastiera
direttore di scena Eleonora Pasini
tecnico del suono Bruno Germano
progetto luci Alessandro Pasqualini 
coproduzione Ravenna Festival – Festival Aperto / Fondazione I Teatri Reggio Emilia – Transart Festival Bolzano
novità assoluta

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Camilla Battaglia • Matt Mitchell

Camilla Battaglia

Classe 1990 e figlia d’arte, dal 2010 in poi ha maturato svariate esperienze significative in Italia e in altri paesi, sempre impegnata nella ricerca e nella definizione di un proprio mondo musicale. Stiamo parlando di Camilla Battaglia, cantante, compositrice e leader che i primi stimoli musicali li ha ricevuti in famiglia, dal padre, il pianista Stefano Battaglia, e dalla madre, la cantante Tiziana Ghiglioni, entrambi protagonisti di primo piano nel panorama non solo italiano degli ultimi quarant’anni.
Laureatasi in filosofia all’Università Statale di Milano nel 2012, subito dopo intraprende gli studi musicali frequentando la Siena Jazz University, dalla quale esce nel 2016 con il massimo dei voti in canto jazz. Contemporaneamente, all’interno dell’EUJam—European Master Program, inizia un percorso di specializzazione che la porta a soggiornare in varie capitali europee, dove ha modo di approfondire aspetti della composizione e dell’improvvisazione assieme a tanti coetanei talentosi. La messa a punto di varie collaborazioni su progetti mirati trova l’edizione discografica dal 2015 ad oggi in una manciata di notevoli CD. Come tanti suoi colleghi ancora giovani, la cantante si dedica anche alla didattica: attualmente insegna improvvisazione e repertorio presso la Siena Jazz University. Anche il 2024, come vedremo nell’intervista che segue, si preannuncia molto proficuo sia per la pubblicazione su disco di altri lavori, sia per l’attività performativa tesa a perfezionare la sintonia di nuovi sodalizi con idonei compagni di strada.

Matt Mitchell

Matt Mitchell è un pianista, compositore e musicista elettronico interessato alle intersezioni di vari generi di nuova musica acustica, elettrica, composta e improvvisata. Ha pubblicato diversi album lungimiranti, acclamati dalla critica e influenti come leader per Pi Recordings, Screwgun
Records e Out of Your Head Records, e insieme a Kate Gentile dirige Obliquity Records. Dirige l’ensemble Phalanx Ambassadors e co-lead Snark Horse con Kate Gentile. Questi e altri gruppi che presenta regolarmente vedono la partecipazione di molti dei più importanti musicisti e improvvisatori del momento, tra cui Patricia Brennan, Kim Cass, Kate Gentile, Jon Irabagon, Ava Mendoza, Miles Okazaki, Mariel Roberts, Sara Serpa, Sara Schoenbeck, Brandon Seabrook, Ches Smith, Chris Tordini, Anna Webber, Dan Weiss e Miguel Zenon. È membro di diversi importanti e acclamati ensemble di musica creativa, tra cui Starebaby di Dan Weiss, Trickster di Miles Okazaki, We All Break di Ches Smith, Find Letter X di Kate Gentile, Simple Trio di Anna Webber, Outright! di Jon Irabagon, Intimate Strangers di Sara Serpa e Yuhan Supa.
Strangers di Sara Serpa e Liberated Gesture di Yuhan Su. Ha una lunga collaborazione con Tim Berne e ha suonato a lungo negli ensemble di molte figure importanti della musica improvvisata, tra cui Dave Douglas, Steve Coleman, David Binney, John Hollenbeck, Miguel Zenon, Rudresh Mahanthappa, Linda May Han Oh, Jonathan Finlayson, Mario Pavone e Darius Jones.

Ha insegnato a lungo con la School for Improvisational Music di Brooklyn, oltre che alla New School, alla NYU e al Siena Jazz Workshop. Nel 2015 ha ricevuto il Doris Duke Impact Award e nel 2012 la Pew Fellowship del Pew Center for Arts and Heritage.

“Una problematica della forma poetica è stata per me sempre connessa a quella più strettamente musicale, e non ho mai in realtà scisso le due discipline, considerando la sillaba non solo come nesso ortografico ma anche come suono, e il periodo non solo un costrutto grammaticale ma anche un sistema. […] Ma se, degli elementi individuabili nella musica e nella pittura spiccano, nel vocalizzare, soltanto i ritmi (durate o tempi) ed i colori (timbri o forme), nello scrivere e nel leggere le cose vanno un poco diversamente: noi contemporaneamente pensiamo. In tal caso non solo ha suono (rumore) la parola; anzi a volte non ne ha affatto, e risuona soltanto come idea nella mente. […] la lingua in cui scrivo di volta in volta è una sola, mentre la mia esperienza sonora logica associativa è certamente quella di molti popoli, e riflettibile in molte lingue.”

Amelia Rosselli

Crediti

voce, supercollider Camilla Battaglia
piano, synth modulare Matt Mitchell

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Fondatori

Comune di Reggio Emilia Provincia di Reggio Emilia Gruppo Iren

Con il sostegno di

Ministero Beni Culturali Regione Emilia-Romagna Fondazione Pietro Manodori

Certificazioni

ISO 9001Ente di accreditamento Accredia

Fondazione I TEATRI - Piazza Martiri del 7 luglio, 7 - 42121, Reggio Emilia - tel 0522 458811 - P.IVA 01699800353 - CF 91070780357

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